Archive | Aprile, 2011

Inaugurato a Maglie il nuovo campo coperto del Circolo Tennis

Il Circolo Tennis di Maglie avrà un nuovo campo. Si tratta di struttura sportiva al coperto realizzata grazie a un contributo economico di Provincia di Lecce e Comune di Maglie. L’intervento è costato circa 180mila euro, di cui 79mila a carico dell’ente di Palazzo dei Celestini: l’esistente campo di calcetto in erbetta è stato trasformato così in un moderno e funzionale campo da tennis, con una copertura tensostatica. Alla cerimonia sono stati invitati il presidente della Provincia; Antonio Gabellone; gli assessori Massimo Como ed Ernesto Toma; il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto e il presidente del Circolo Tennis, Carlo De Iaco.

“L’inaugurazione della struttura coperta nel Circolo Tennis di Maglie – ha commentato l’assessore Como – è un ulteriore passo verso la realizzazione del piano provinciale per l’impiantistica sportiva, che ci ha consentito di portare a termine una serie di interventi per dotare il territorio di strutture sportive moderne ed efficienti. Sono certo che il nostro sforzo troverà il massimo riscontro tra le comunità interessate”. Particolare interesse e soddisfazione anche dall’assessore Toma, originario di Maglie: “Maglie si è affacciata da anni, con un costante e produttivo lavoro anche dei soggetti privati e degli appassionati, al palcoscenico nazionale e internazionale del grande tennis – ha detto – In questo senso l’ampliamento dell’offerta di campi e di strutture qualificate, per diffondere questa disciplina sportiva così in ascesa, non potrà far altro che portare rinnovato sviluppo alla città e al Salento, e una nuova e ancora più ampia risonanza sportiva al Circolo Tennis magliese e ai suoi riconosciuti eventi nazionali e internazionali. Per me in particolare, poi, questa inaugurazione ha una valenza personale, perché – ha concluso Toma- già dai precedenti ruoli di opposizione in Provincia, prima di arrivare al governo provinciale con Antonio Gabellone, ho inseguito questo traguardo e il cofinanziamento di una struttura che sarà punto di eccellenza per l’intero Salento sportivo”.

Angela Leucci

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Minervino, vincere con il Marittima non basta: terza in classifica. E ora playoff con l’Uggiano

Si chiude il campionato regionale di calcio seconda categoria, e l’Asd Minervino, terza classificata, si gioca il tutto per tutto ai playoff. La speranza di classificarsi tra le prime due c’è stata fino all’ultimo: la squadra minervinese, prima dell’ultima partita di campionato di calcio seconda categoria (girone D), vinta fuori casa contro il Marittima, domenica 17 aprile, guardava i vertici della classifica a solo un punto distanza e sperava in un passo falso del Taviano e del Ruffano.

Ma la fortuna non ha giocato a suo favore: i risultati giunti dal campo comunale di Corigliano, che ha perso contro la squadra ospite, il Taviano, per 1 a 2, e la vittoria schiacciante del Ruffano contro la squadra ospitante – Specchia, ormai retrocessa, per 5 a 0 – hanno riservato il terzo posto in classifica alla squadra minervinese.

L’Asd Minervino, che all’andata in casa aveva pareggiato, contro il Marittima ha sfoderato tutte le sue migliori armi per imporsi nel turno di ritorno: Cristian De Benedettis, migliore in campo, ha dimostrato tutta la stoffa del campione, infilando la palla in rete al 25’ del primo tempo. Il Marittima ha provato a reagire con Danilo Meli, ricucendo lo strappo e regalando ai tifosi l’illusione del pareggio, ma al 40’ della ripresa ha pensato Giuseppe Todaro a sorprendere il portiere avversario su rigore.

Al fischio dell’arbitro Recchia di Brindisi, il cartellone segnava dunque 2 a 1 per gli ospiti, che ora fanno il conto alla rovescia in attesa del primo turno di playoff che li vedrà contrapporsi agli eterni rivali dell’Uggiano, posizionatisi quarto a soli 3 punti di distanza.

Alessandra Ragusa

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Tiziano Terzani, viaggiatore interiore per comprendere i misteri della vita umana

Vivere la storia ed esserne consapevoli.

Descriverla, osservando gli eventi in prima persona, come uno spettatore privilegiato seduto in prima fila per un’importante prima teatrale.

Emozionarsi e infine raccontarla nella sua grandezza, narrando le infinite contraddizioni che inevitabilmente essa trascina con sé in quella clessidra del tempo che da sempre scandisce passo dopo passo l’evoluzione dell’umanità.

Tiziano Terzani, giornalista, storico corrispondente per il prestigioso settimanale tedesco Der Spiegel, collaboratore per il Corriere della Sera e La Repubblica, ha vissuto alcuni degli eventi più significativi della nostra storia contemporanea.

Con le sue corrispondenze è riuscito a far conoscere ai lettori occidentali alcuni tra gli aspetti più nascosti del continente asiatico. Un prezioso bagaglio culturale fatto di millenarie tradizioni custodite gelosamente e dunque riservate ad un pubblico estremamente limitato.

Sfondo della narrazione un mondo che si trasforma con spaventosa rapidità e che, già dalla seconda metà del Novecento, pareva sempre più orientato verso un capitalismo sfrenato e globalizzante.

Terzani ha avuto la prontezza di indagare con profondità nella storia e nel costume di alcune civiltà, come un archeologo che, dopo il primo ritrovamento, non pago continua a scavare sempre più a fondo, consapevole che la scoperta più importante deve ancora avvenire.

Spinto da un’irrefrenabile curiosità, sete di conoscenza (e con un gran sorriso che l’ha sempre caratterizzato anche nei momenti più difficili), Tiziano Terzani, giornalista sui generis, spesso fuori dai canoni della sua professione, ha compiuto un complesso e avventuroso percorso di vita che l’ha portato il più delle volte in prima linea, a stretto contatto con alcuni significativi avvenimenti che oggi riempiono le pagine dei libri di storia: l’apartheid sudafricana, la guerra degli americani in Vietnam, la presa del potere dei Khmer rossi in Cambogia, la Cina comunista post maoista, l’occidentalizzazione giapponese, il crollo dell’Unione Sovietica ed infine il pacifismo dell’India, tappa finale fondamentale per l’evoluzione spirituale del giornalista toscano.

Dopo tanto scrivere e narrare, infatti, Terzani ha ricercato nel silenzio della più intima meditazione, prima sull’Himalaya e poi nella località di Orsigna in Toscana, quelle risposte che per tutta una vita ha sperato di trovare altrove, in giro per il mondo, e che in realtà, per sua ammissione, ognuno cela dentro di sé. Distaccarsi dal materialismo che permea la nostra società, riscoprire un contatto sensoriale diretto con l’ambiente che ci circonda e accettare la caducità della vita umana; sono questi i passaggi fondamentali nell’evoluzione del suo pensiero.

La malattia che l’ha accompagnato negli ultimi anni di vita ha contribuito a mostrare un uomo completamente diverso dal giornalista che ha girato l’Asia in lungo e in largo raccontando di guerre e culture. Dimessi i panni del cronista internazionale, ha scoperto una profonda spiritualità, preparando la propria anima all’ultimo grande viaggio terreno, la morte.

Terzani è stato, senza dubbio alcuno, un grandioso osservatore di vita ma spesso, purtroppo, anche di morte. Una dicotomia, questa, che lo segnerà profondamente fino alla fine dei suoi giorni. Vita e morte, gioie e dolori, bene e male rappresentano, infatti, l’inevitabile faccia della stessa medaglia, ciò che l’antica filosofia cinese rappresentò efficacemente nel simbolo di Yin e Yang.

Oggi Anam, “il senza nome” (come Terzani si faceva chiamare negli ultimi anni di vita), rivive nei suoi scritti e nelle sue numerosissime testimonianze fotografiche. Ma più di ogni altra cosa il suo ricordo è vivo più che mai in tutti coloro che hanno avuto la fortuna e la capacità di percepire fino in fondo il suo messaggio, un messaggio permeato di pace e di amore per la vita.

Andrea Ambrosino

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Inchiesta esclusiva: Diserbante in Area Sito d’Interesse Comunitario Santa Cesarea

“Nostra inchiesta esclusiva

Un grave danno ambientale nel Parco Otranto-Leuca e Bosco delle Vallonee di Tricase: ettari di parco irrorati da un potente diserbante che ha distrutto un habitat prioritario dell’Unione Europea. Un cartello avverte: diserbante classe 3 Costa Srl, zona avvelenata. Il presidente del Parco Otranto-Leuca, l’ingegnere Nicola Panico, ha già predisposto la denuncia agli organi competenti e si dice allibito per quanto è accaduto: “E’ fatto gravissimo, un vero delitto”.

Resta il dubbio su chi sia il responsabile e sui motivi di tale gesto, visto che non si tratta nemmeno di un’area coltivata. Ad aggravare il danno ambientale la concomitante presenza di rapaci che si nutrono degli animali di questo habitat.

Anche loro, infatti, potrebbero essere rimasti avvelenati tramite la catena alimentare.

E poi le greggi: anche queste vengono portate in questi pascoli ora contaminati.

Elio Paiano


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L’Otranto perde 2-1 con il Surano e consegna al San Vito un campionato già vinto. Ma con onore

O.SURANO: Sticchi, Rollo (Samueli), Scarascia, Lazzari, Verardo, Cazzato (Vincenti), Colazzo, Rizzello (Scupola), De Iaco, Leggio, Pizza. Allenatore: Caracciolo

F.C. OTRANTO: Vetruccio, Capuzzello, De Iaco, De Giorgi, Iaia, Paladini, Stifani, Giannone, Scrimitore, Reale (Monteduro), Marrocco. Allenatore: Salvadore.

Arbitro: Morea (Molfetta)

Reti: 60° Stifani, 77° Verardo e 83° De Iaco.

Nell’ultima giornata del campionato regionale di prima categoria, girone C, perdono le prime tre in classifica: il San Vito, che si aggiudica il campionato, l’Otranto (2°classificata) e il Monteroni (3° classificata). Le ultime due, insieme al Tiggiano e all’Erchie, parteciperanno alla fase finale dei playoff che inizierà domenica 1 maggio. Nella bagarre per evitare i playout, con il Poggiardo retrocesso, il Surano, pur vincendo con l’Otranto, non riesce nell’intento, in quanto le sue immediate concorrenti (Latiano, Veglie, Surbo e Parabita) vincono gli scontri a loro disposizione.

Per quanto riguarda la gara di domenica, l’Otranto in tono dimesso e con la testa rivolta ai playoff (mancavano Morello, Samueli, Cursano, Sariconi e Scrimieri e con Giannone, De Giorgi, Monteduro e Marrocco in odor di squalifica) incontra il Surano, autentica bestia nera per gli uomini di Mr. Salvadore (nella gara di andata vinsero per 3 – 1 e De Dominicis fu squalificato per 6 mesi). E soccombe nei confronti degli uomini di Mr. Caracciolo, più motivati e speranzosi che almeno una delle dirette concorrenti per la corsa ai playout facesse un passo falso che poi non è avvenuto. Una gara incentrata su un primo tempo scialbo e piatto, nel quale entrambe le compagini non hanno fatto nulla per evitare un tran-tran poco bello a vedersi. La cronaca annovera una traversa colpita, casualmente, da Pizza per il Surano, e Marrocco che impensieriva il portiere locale, Sticchi. Nella seconda parte della gara, l’Otranto, inopinatamente, al 15° passava in vantaggio: Stifani raccoglieva un passaggio smarcante di Monteduro (giocando in mezzo e non in porta), e fra lo stupore generale, anche dei suoi compagni, trafiggeva un esterrefatto Sticchi. Il Surano tentava di reagire ed il diciassettenne portiere dell’Otranto, Vetruccio, si ergeva ad autentico protagonista della partita impedendo con alcune prodezze ai locali di riacciuffare il pareggio, ma al 73° era costretto a capitolare: Verardo recuperava una palla vagante in area ospite e portava in parità l’esito dell’incontro. All’83° il Surano raddoppiava: De Iaco approfittava di un’incertezza dei calciatori ospiti e, solo dinanzi a Vetruccio, lo trafiggeva portando la propria squadra in vantaggio per il definitivo 2 – 1.

In attesa dell’appendice dei playoff, il F.C. Otranto ha comunque disputato una stagione che, a prescindere dall’esito, ha visto lo staff del presidente Mazzeo – con in testa il “direttore” Nuccio Nicolazzo, il “tuttofare” Salvatore Abela e il “Ferguson otrantino” Mr. Andrea Salvadore – garantire il massimo impegno affinché i colori bianco-azzurri ritornassero a sventolare, come ai tempi dell’indimenticabile Gigi Cariddi, sulle vette più alte del calcio dilettantistico pugliese, dando lustro all’intera città di Otranto. La compagine di “Mr. Livia” ha disputato un campionato da incorniciare, confrontandosi con realtà calcistiche più blasonate e più ricche economicamente (vedi San Vito, Monteroni, Leverano, Latiano, Erchie), ma meno “fresche” rispetto a quella otrantina. I bianco-azzurri, sempre in testa per tre quarti del campionato, hanno infatti visto svanire il proprio sogno di vittoria sul filo di lana: una rosa di calciatori meno esigua rispetto a quella attuale, probabilmente, avrebbe permesso la vittoria del campionato stesso. Una tiratina d’orecchie in questo senso va fatta anche alle istituzioni locali, sempre latitanti nell’impianto calcistico di via Alimini.

Rino Gualtieri

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Il Lecce agguanta in extremis un pareggio importantissimo per la salvezza, Via del Mare in delirio

Finale da brividi a Via del Mare, ieri, con un Lecce capace di portare a casa un punto importantissimo in chiave salvezza, grazie ad un emozionante 3 a 3 conquistato con una meritevole rimonta. Sembrava fatta: a soli 5 minuti dalla fine dei 90’ il cartellone segnava il risultato di 1 a 3 a favore della squadra ospite. I rossoblu, scesi in campo molto cinici e determinati, provavano infatti ad imporsi dopo soli 30 secondi con una conclusione al volo di Biondini. Inutile il tentativo del Lecce di riprendere in mano le redini del gioco con un colpo di testa di Jeda su cross di Grossmuller: quando il cronometro segnava il 21’ di gioco, infatti, Acquafresca sferzava un destro al volo su assist di Lazzari, rendendo vano ogni tentativo di Rosati di correre ai ripari. I giallorossi accusavano il colpo, e il primo tempo si chiudeva sul punteggio di 0 a1 a favore dei sardi, che regalavano ancora emozioni ai loro tifosi grazie ad una conclusione di Cossu, destinata all’incrocio dei pali ma miracolosamente agguantata da Rosati al 43’. A inizio ripresa la scelta tecnica di De Canio di far entrare Brivio ad occupare il ruolo di terzino destro, e di far avanzare così Mesbah al centrocampo, si rivelava vincente: un traversone in area dalla destra, Mesbah serviva Di Michele che rimetteva ancora la palla in mezzo, dando la possibilità all’algerino di mettere a segno il secondo centro stagionale. Tutt’altra partita: nella ripresa era il Lecce a condurre il gioco, ma al 22’ lo stacco di Conti su corner battuto da Cossu portava ancora i sardi in vantaggio. Calava quindi il gelo sullo stadio di Via del Mare quando al 26’ Conti serviva Acquafresca che, impietoso, spiazzava Rosati con un piatto destro che lo portava a siglare il suo ottavo goal stagionale. Ma il Cagliari non amministrava bene il vantaggio, sottovalutando la determinazione dei giallorossi di De Canio, che non volevano e non potevano perdere visti anche i risultati degli altri campi. De Canio tentava il tutto per tutto, mettendo Corvia al posto di Jeda. Altra mossa azzeccata: un colpo di testa di Fabiano su calcio d’angolo dava ragione al tecnico e riapriva la partita a soli 5 minuti dalla fine più recupero. Da assalto, quindi, il finale, con i giallorossi a cercare disperatamente il pareggio e a trovarlo a soli 10’’ dal termine dei 3’ di recupero concessi dall’arbitro Banti: Corvia, su assist di Giacomazzi, non perdeva l’occasione di far esplodere lo stadio con un preciso stop di petto e con una conclusione in rete di destro. Il fischio dell’arbitro mandava tutti negli spogliatoi, mentre il Via del Mare era in delirio per questo pareggio che ha il sapore della vittoria e che permette ai giallorossi di raggiungere quota 35 punti.

Alessandra Ragusa

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“Guarda che ti riguarda”: come far valere i diritti del consumatore nei confronti delle aziende

E’ partita la campagna informativa sui diritti dei consumatori: si chiama “Guarda che ti riguarda”, è stata presentata a Roma nei giorni scorsi. Il progetto è nato con l’intento di facilitare la conoscenza degli strumenti di tutela su pratiche commerciali scorrette, credito al consumo / servizi finanziari, telemarketing, servizi turistici e garanzie post-vendita. Secondo i dati dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sono 192 i procedimenti istruttori che nel 2010 si sono conclusi con l’accertamento di una pratica commerciale scorretta, di pubblicità ingannevole o comparativa illecita. Il contact center dell’Antitrust ha infatti ricevuto oltre 16.000 chiamate, quasi il doppio rispetto all’anno precedente: dati significativi, che evidenziano la maggiore maturità dei consumatori, aumentata tramite il progetto informativo “Occhi Aperti”, e rafforzano la necessità di strumenti adeguati per accrescere ulteriormente la consapevolezza dei diritti degli acquirenti nei confronti dell’impresa. Realizzato da cinque associazioni nazionali (Movimento Difesa del Cittadino, capofila del progetto, Assoutenti, Codacons, Confconsumatori, Unione Nazionale Consumatori), “Guarda che ti riguarda” terminerà nel 2012 ed è patrocinata con il finanziamento del Ministero per lo Sviluppo economico e grazie ai proventi delle multe Antitrust”. Nel corso dell’anno, come le altre quattro associazioni, anche il Comitato salentino dell’Unione Nazionale Consumatori sarà impegnato, nella provincia di Lecce, in un servizio di informazione, consulenza e assistenza al cittadino. Per ulteriori dettagli sulle attività previste dal progetto è consultabile il sito internet www.guardachetiriguarda.it (per contatti con il Comitato UNC [email protected]).

Jenny De Cicco

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Lavori sulla provinciale per Sant’Andrea, mugugni tra gli operatori turistici. Il vicesindaco di Melendugno: “Faremo presto”

La chiusura, per lavori di ampliamento, della provinciale 158 (Borgagne – Sant’Andrea) segna l’inizio della stagione estiva 2011 per operatori turistici, cittadini e villeggianti. Un intervento di cui si parlava da gennaio, iniziato però nel periodo che precede le vacanze pasquali, dunque causa di forte malumore tra gli operatori turistici.

Un malumore giustificato, se si pensa che la strada provinciale 158 è la principale via di comunicazione a unire Borgagne, Martano e Carpignano Salentino a Sant’Andrea, la marina più vicina, e che su tale strada si concentra un gran numero di agriturismi e b&b. Tutti i luoghi di mare del comune di Melendugno saranno quindi inaccessibili, a meno di intraprendere un lungo percorso attraverso la città stessa, Otranto o le strade di campagna che, però, solo gli abitanti di quei luoghi conoscono. Gli operatori turistici sono delusi e hanno manifestato il loro disappunto con varie motivazioni: anzitutto la chiusura della strada, avvenuta in un periodo inappropriato. Le vacanze di Pasqua sono giorni in cui si visitano luoghi diversi da quelli abituali e lo sbarramento provocherà inevitabilmente, dicono gli interessati, la deviazione verso altre mete. Gli operatori sono inoltre preoccupati per il fatto che il disservizio avrà effetti negativi sull’immagine del luogo, anche se il vicesindaco e assessore all’Ambiente Mauro Russo spiega che si tratta di “un allargamento lungo entrambi i lati della carreggiata. Il progetto iniziale prevedeva anche una pista ciclabile, ma a causa delle difficoltà incontrate nell’esproprio dei terreni, e del notevole costo dell’opera, si è deciso di provvedere solo all’allargamento della strada, che permetterà una migliore viabilità”.

Gli operatori rimproverano tra l’altro all’amministrazione comunale di non aver rinviato i lavori a dopo la stagione estiva: in proposito il vicesindaco replica che il Comune non ha avuto molta voce in capitolo sulla questione, dato che l’ordinanza di avvio dei lavori viene da parte della Provincia. Russo aggiunge infatti che in un incontro tenuto nella sala consiliare del Comune di Melendugno, alla presenza del sindaco Vittorio Potì, e del geometra provinciale Francesco Silipo, sono stati sollevati tutti i problemi prevedibili a ridosso di un’imminente stagione estiva. “Purtroppo non c’era spazio per trattative”, spiega ancora il vicesindaco, “e abbiamo ottenuto solo un accordo che prevede la chiusura della strada fino all’incrocio Malepezza, in modo da consentire un percorso alternativo dal boschetto “Notari”, via Patulicchi e con uscita sulla stessa provinciale. Provvederemo inoltre ad aprire la carreggiata interessata dai lavori nei mesi di luglio e agosto, e il Comune provvederà alla pulizia dei cigli stradali per consentire un transito agevole lungo il percorso alternativo”. L’ottimismo del vicesindaco, tuttavia, non riesce a rassicurare del tutto gli operatori turistici, che ritengono improbabile non solo il fatto che i lavori vengano ultimati nei tempi stabiliti, ma temono addirittura che questi si prolunghino anche nella stagione estiva 2012.

Serena Cappello

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Dalla Lombardia a Martano, un inno al colore e all’arte che non conosce confini

Sabato 16 aprile, al civico 11 di via Caprarica a Martano, l’artista Gianna Stomeo, titolare dell’omonima galleria, e il critico d’arte Pompea Vergano hanno presentato la collettiva “Dalla Lombardia un inno al colore”. Una esposizione in cui – sostiene la Vergaro – “si evince la ricerca, l’impegno e l’esperienza di artisti che provano a dare una risposta ai tanti impulsi della cultura, e vivono in ambiti differenti”.

La serata inizia con il consueto saluto di Gianna Stomeo e del sindaco di Martano Massimo Coricciati, che nel suo intervento esalta il lavoro di promozione culturale svolto dalla galleria e approfitta per rilanciare la mai appassita idea della famosa Biennale di scultura di Martano, ferma ormai da sette anni. Gli fa eco l’intervento del consigliere delegato Toni Iervoglini, che non lesina i complimenti al meritorio lavoro dell’organizzazione tutta. Il mix pittura, musica e danza, e poesia si apre infatti con un’altra scoperta del rinato panorama artistico salentino: Maria Cristina Galiotta, diciottenne martanese e ballerina fresca di spettacolo al Paisiello che si esibisce in danze ungheresi. Segue la lettura della poesia di Pavese “Agonia” da parte di Alessandra Ragusa, con cui si esalta la funzione dei colori utili al superamento dell’agonia stessa, secondo l’illustre poeta.

Dopo la breve intro, il progetto, che proseguirà perché dedicato a tutte le regioni italiane, entra nel vivo e Pompea Vergaro guida nella “lettura” delle opere di Antonella Agnello, Marisa Bellini, Matteo Bergamaschi, Guido Bettoni, Romano Buratti, Antonella Campi, Simona Cao, Claudio Fiori, Ada Garrone, Alessandro Gedda, Lydia Lorenzi, Mino Marra, Clementina Macetti, Lelio Menozzi, Patrizia Masserini, Gisella Moreschi, Pier Giorgio Noris, Pasquale Pierro, Brigitta Rossetti, Silvana Restelli, Maryna Sakalouskaya, Hayat Saidi, Gian Luigi Sarhtori, Daniela Savini, Luisa Secchi, Luciana Signorini, Andrea Silanos, Rosario Vesco: risultato, un percorso di conoscenza degli artisti lombardi con i loro profili più europei e globali rispetto ai nostri, più legati al territorio. I colori accesi, ospiti inaspettati delle pennellate lombarde, hanno stupito tutti i presenti per l’intensità e per il senso di libertà che infusi negli occhi dell’osservatore. Un filo conduttore che – sostiene la Vergaro – “viene fuori da solo senza costruzioni precedenti, un’esaltarsi di uguaglianze e differenze nei temi, negli stili, nelle ispirazioni che rende avvincente il percorso, dando un ritmo costante”.

La mostra si chiude con il binomio opera e poesia “Senza di te” di Luigi Sartori, letta da Gianna Stomeo con l’espressività dettata dalle parole della poesia scritte in maiuscolo e minuscolo. Ultima parte della serata dedicata a un viaggio nelle musiche di matrice popolare provenienti dal Mediterraneo: balcanica, klezmer e sefardita e dal Sud America: choro brasiliano, tanghi e milonghe argentine, con la fisarmonica dell’artista Rocco Nigro, l’esibizione di Savillanas e danze ungheresi della ballerina Maria Cristina Galiotta.

Fabio Tarantino

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Turismo religioso a Pasqua nel Salento

“Turismo religioso a Pasqua nel Salento tra Canti, Misteri e Cammini”

Mandurino: ”L’organizzazione degli eventi religiosi nel Salento si fa sempre più mirata e attenta alle esigenze dei pellegrini e alle peculiarità dei territori”

Sono all’insegna della spiritualità e della tradizione popolare i percorsi di fede tracciati in occasione della Pasqua e del ponte del 1° maggio per i turisti in vacanza nel Salento. Anche quest’anno l’Apt di Lecce ha infatti promosso i Canti di Passione in Grecìa dal 15 al 23 aprile; i riti della Settimana Santa nel Salento ed il “Cammino per Leuca” dal 26 aprile al 1° maggio organizzato in sei tappe da SpeleoTrekkingSalento da Brindisi a Leuca.

Il programma è stato presentato stamani dalla commissaria dell’Apt di Lecce Stefania Mandurino insieme ai rappresentanti di Comuni, Provincia, Confindustria Lecce, Associazioni culturali e Confraternite.

All’incontro ha preso parte anche Gaetano Armenio, presidente dell’Associazione culturale “Opera” di Molfetta e coordinatore del progetto di promozione turistico-religioso “I Luoghi della Passione in Puglia” promosso dall’Assessorato regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo. “Con questa iniziativa – ha spiegato la commissaria dell’Apt di Lecce – il Salento rafforza il suo contributo in favore di un progetto che ha finalità molteplici: contribuire allo sviluppo dell’identità culturale della Puglia; accrescere il senso di appartenenza e di identità con i luoghi; valorizzare il nostro patrimonio antropologico attraverso azioni promozionali che coniughino promozione e fruizione dei beni monumentali, naturalistici e storico-architettonici; sostenere i programmi di destagionalizzazione”.

Tra i protagonisti di questa rete regionale pubblico-privata del sacro coordinata da “Opera” di cui fanno parte Confraternite, Enti pubblici, Associazioni turistiche e Aziende private, figurano tre realtà salentine radicate nella tradizione millenaria: Gallipoli, con la “Processioni della Tomba di Cristo, detta de L’Urnia”, e della “Desolata”; l’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina da anni in prima fila con i “Canti di Passione” e il Comune di Botrugno con la sua processione mattutina del Sabato Santo.

Ma anche le tradizionali processioni di Lecce, Maglie e Cerfignano di Santa Cesarea Terme pur non aderendo al progetto regionale di “Opera”, fanno parte della rete di promozione del Turismo religioso curata da Apt Lecce.

Un’organizzazione che negli anni si fa sempre più mirata e attenta alle esigenze dei pellegrini e alle peculiarità dei territori”, ha detto la commissaria Mandurino sottolineando l’importanza strategica della collaborazione con Amministrazioni locali (in conferenza stampa erano presenti i sindaci di Maglie Antonio Fitto, Gallipoli Giuseppe Venneri, Martignano Luigino Sergio, Alessandra Bray assessore al Marketing territoriale del Comune di Gallipoli e Donato Biasco assessore alla Cultura del Comune di Botrugno), Enti (Antonio Rizzo dirigente del Settore Turismo della Provincia di Lecce), Associazioni di categoria (Andrea Montinari presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce), Confraternite e Associazioni culturali (Francesco Fontò di “Gallipoli Nostra”, Pantaleo Rielli di ”Salento Griko” e Riccardo Rella di SpeleoTrekkingSalento Lecce). “Gli eventi religiosi e folcloristici – ha spiegato ancora Mandurino – sono una componente decisiva per aprire nuove finestre sul mercato delle vacanze e soddisfare la domanda, ma anche per non abbassare la guardia rispetto alla necessità di tutelare e valorizzare le nostre ricchezze: turismo religioso e culturale devono far parte di un sistema di offerta turistica moderno che sia capace di coniugare gli elementi di identità storica con la tipicità dei luoghi, dei suoi prodotti eno-gastronomici di eccellenza e, soprattutto, con la loro piena sostenibilità e fruibilità”. Info: www.viaggiareinpuglia.it

 


Processioni del Venerdì e Sabato Santo a Lecce, Gallipoli, Maglie, Botrugno e Cerfignano di Santa Cesare Terme

Lecce

Processione penitenziale del Venerdì Santo

La Processione penitenziale del Venerdì Santo a Lecce è organizzata dalla Confraternita di Gesù Agonizzante e Santi Medici. Venerdì 22 aprile alle ore 20, subito dopo l’arrivo dell’Arcivescovo Metropolita di Lecce, mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, seguito dal Capitolo Metropolitano della Cattedrale di Lecce e dalle Autorità civili e militari, partono dalla Chiesa di Santa Teresa le statue di Gesù morto e della Vergine Addolorata.

Gallipoli

Processione della Tomba, detta “de L’Urnia”, e della“Desolata”

Venerdì Santo, 22 aprile ore 18, le Confraternite del Santissimo Crocifisso e di Santa Maria degli Angeli organizzano la toccante processione della Tomba, detta “de L’Urnia”. Pochi istanti prima del crepuscolo, la sacra rappresentazione viene iniziata dall’apparizione del troccolante della confraternita del Crocifisso, che indossa un saio rosso, una mozzetta celeste e un cappuccio rosso che nasconde il viso. Porta sul capo una corona di spine, ricavata da una pianta cespugliosa che cresce spontaneamente nella macchia mediterranea (Asparagus acutifolius). La troccola o “trozzula” è un rudimentale strumento percussivo, costituito da un legno sul quale sono riposti dei battenti metallici. La funzione della “trozzula“, come anche, della tromba e del tamburo è di annunciare alla popolazione il passaggio della processione. Seguono la croce dei Misteri e varie coppie di confratelli del Crocifisso che accompagnano le statue raffiguranti la Passione di Cristo e il Cristo Morto, antica statua lignea di pregevole fattura. Chiudono la processione i confratelli di S.Maria degli Angeli i quali indossano un saio bianco, mozzetta azzurra e un cappuccio bianco calato sul viso, in segno di lutto. Il sodalizio conduce il simulacro dell’Addolorata. La processione percorre le vie del borgo antico e della città nuova, seguita da centinaia di fedeli che partecipano composti in religioso silenzio, mentre bande musicali locali intonano strazianti marce funebri, composte da valenti musicisti concittadini, contemporanei e del passato. La processione rientra nelle chiese del Santissimo Crocefisso e di Santa Maria degli Angeli a notte fonda.

All’alba del Sabato Santo, 23 aprile alle ore 5, la confraternita di Santa Maria della Purità organizza la processione della Desolata e del Cristo Morto. I confratelli vestono saio bianco, mozzetta giallo paglierino, cappuccio bianco calato sul viso e portano con se pesanti ceri. Le statua della Desolata con il suo viso esprime lo strazio per la perdita del caro Figlio. Il Cristo, disteso, è riposto in un’urna dipinta in oro zecchino. Gli splendidi simulacri, realizzati in cartapesta, risalgono al XIX secolo. Intriso di sacralità è il momento in cui la processione fa rientro nella città vecchia, le statue del Cristo e della Desolata, nel piazzale antistante il sagrato della chiesa, vengono accostate dai confratelli per sancire un incontro fisico e spirituale dopo la brutale separazione. È l’abbraccio tra la Madre il lacrime ed il Figlio.

Maglie

Processione dei Misteri

La processione di Venerdì Santo, 22 aprile alle ore 17, parte dalla Chiesa Madre. Un tempo, era aperta dal gruppo dell’Ora Pro Nobis, ovvero una ciurma di vivaci ragazzi con la testa coronata di spine che trainavano un carretto con un calvario e tre croci urlando “Ave Maria ora pro nobbi, nobbi, nobbi“. Le statue dei misteri rappresentano: Cristo all’orto, Cristo alla Colonna, Cristo tra Pilato ed un Pretoriano, Ecce Homo, Cristo in Croce, Gesù che incontra la madre, La Pietà. Le fanciulle, velate di nero, accompagnate dalle note della banda cantano il monotono struggente e ritmato lamento dell’inno di sedici versi senari composto nel 1888 da Luigi Visconti, compositore salernitano. Gli uomini in nero furono introdotti dal maestro artigiano Giuseppe Panarese primo presidente del Comitato dal 1924 al 1968. La divisa da cerimonia è composta da smoking con petti lucidi, colletto inamidato, gilet bianco, cravattino nero a farfalla, bottone gemello, guanti di pelle bianchi, calze nere e scarpe lucide. La processione prende il via da tre chiese: Collegiata di San Nicola, Chiesa della Madonna delle Grazie, Chiesa della Madonna Addolorata. Dalla Chiesa della Madonna delle Grazie, accompagnata dai fratelli della Confraternita, esce la bara di Gesù Morto scortata da quattro carabinieri in alta uniforme per avviarsi in processione verso la Chiesa Collegiata; dalla Chiesa della Madonna Addolorata, accompagnata dai Fratelli della Congregazione e da un gruppo di “piccole Addolorate” esce la statua dell’Addolorata per avviarsi in processione verso la Collegiata; da qui escono le Statue dei Misteri. Così composta la processione si avvia in religioso silenzio per le strade del centro storico, dove la gente può apprezzare la solennità dei movimenti scanditi dal maestro cerimoniere del Comitato, dal lamento delle donne in nero ed un tempo anche dal frastuono della ciurma di ragazzini.

Cerfignano

Processione dei Sacri Misteri

La Confraternita dell’Immacolata Concezione di Cerfignano istituita nel 1789, ha ripreso i riti del passato come l’antico pellegrinaggio penitenziale in uso la sera del Venerdì Santo nel 1700 con la visita alle cinque chiese extra moenia di Cerfignano ed il percorso processionale aperto dal Confratello “trozzulante” sin dal 1889. La processione parte, venerdì 22 alle ore 18, dalla Chiesa dell’Immacolata.

Botrugno

Processione mattutina del Sabato Santo

La Confraternita dell’Assunta ha conservato, sino ad alcuni anni addietro, alcuni riti interni per il periodo della Quaresima.

Durante ogni sabato, i suoi soci si riunivano nella Congrega e partecipavano ad alcuni riti, che venivano chiamati “discipline”.

Quando il Padre Spirituale intonava l’inno:

Gesù mio, con dure funi chi crudel ti rilegò?, i confratelli, muniti di rudimentale cilicio, chiamato appunto “disciplina”, partivano dalla porta centrale e giungevano sino all’altare maggiore battendosi le spalle con tale arnese ripetendo: “Sono stato io l’ingrato, Gesù mio, perdon pietà”.

Alla Confraternita spettava anche l’organizzazione della processione del Venerdì Santo. La partecipazione ufficiale della Confraternita ai riti della Settimana Santa aveva inizio la sera del giovedì, durante la predica della passione. Nella chiesa gremita di popolo, il predicatore esordiva invocando, anzitutto, la Croce, che il sacerdote e due chierichetti trasportavano dal presbitero sull’altare. Avveniva poi la presentazione dell’Ecce Homo, cioè della statua che rappresentava il Cristo denudato dopo la flagellazione. Intanto, fuori dalla chiesa, vicino al portone centrale, sostavano in processione i membri della Confraternita con la statua della Madonna Addolorata, che avevano trasportato dalla Congrega. Ad un certo punto, il predicatore, con voce solenne e altisonante, rivolgeva l’invito: “Entra Maria, Ecco tuo Figlio, tutt’insanguinato…”. I fedeli, che stavano in chiesa, si alzavano tutti in piedi, si spalancava la porta centrale e la Madonna veniva fatta entrare in chiesa e collocata vicino all’Ecce Homo. Fuori, un triste motivo era eseguito dalla tromba, accompagnata dal rullo lugubre di un tamburo. In chiesa, vecchi e bambini, nel silenzio delle campane e dell’organo, riproducevano i rumori del caos battendo le scarpe e agitando le “trenule” (raganelle) col loro rauco suono. Alla fine della predica, la Madonna veniva riportata nella Congrega, dove è allestito il sepolcro. Nella notte del Venerdì Santo, tra le due e le tre antelucane, la tromba, accompagnata dal rullo del tamburo, percorreva le vie del paese, eseguendo una lentissima e struggente melodia. Secondo la tradizione, lo squillo della tromba rappresentava il pianto della Vergine e il rullo del tamburo il mormorio del popolo in tumulto.

All’alba del Sabato Santo, 23 aprile alle ore 6, secondo il rito greco, dalla Chiesa della Madonna dell’Assunta muove la processione con le statue dei Misteri portate a braccio da giovanette in elegante smoking nero.

 


Canti di Passione in Grecìa Salentina


Venerdì 15 aprile

• Martano – Chiesa Maria Ss. Rosario ore 19.30
– Compagnia di Casarano
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro
• Soleto – Circolo Anziani ore 19.30
– Fratelli De Santis ensemble
• Lecce – Chiesa Greca ore 17.00
– Antonio Melegari e Andrea Stefanizzi
– Asteria

Sabato 16 aprile

• Cutrofiano – Piazza Municipio ore 19.00
– Cantori di Alezio e Sannicola
– Gruppo Melegari-Stefanizzi
– Arakne Mediterranea
– Lina Bandello e con la partecipazione dei ragazzi delle Scuole Medie ed Elementari
• Castrignano dei Greci – Chiesa Maria Ss. Annunziata ore 19.30
– Asteria
– Giovani Cantori di Galatina

Domenica 17 aprile

• Martano – Piazza Assunta ore 10.30
– I Cantori di Martano
• Zollino – pressi Chiesa SS. Pietro Paolo Apostoli ore 11.00
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro ore 19.30
– Marce di Banda
– Stella Grande e Anime Bianche

Lunedì 18 aprile

• Sternatia – Centro Studi Chora-Ma, ore 20.00
– Asteria
– Stella Grande e Anime Bianche
• Carpignano Salentino – Chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine ore 19.30
– Lina Bandello
– Antonio Melegari e Andrea Stefanizzi
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro
• Sogliano Cavour – Chiesa di San Lorenzo ore 19.00
– Arakne Mediterranea e Cantori di Martignano

Martedì 19 aprile

• Martignano – Chiesa di Santa Maria dei Martiri ore 19.30
– Arakne Mediterranea
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro.
• Melpignano – Chiesa degli Agostiniani ore 19.30
– Fratelli De Santis
– Antonio Melegari e Andrea Stefanizzi

Mercoledì 20 aprile

• Corigliano d’Otranto – Castello De’ Monti – Sala Cavallerizza ore 19.30
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro
– I Lazareni Matinesi
• Martignano – Cappella del Mantovano ore 19.30
– Arakne Mediterranea e Cantori di Martignano
– Famiglia Giagnotti Mascarimirì

Giovedì 21 aprile

• Zollino – Chiesa SS. Pietro e Paolo Apostoli ore 20.30
– Ta Prakalìmmata jô Paska (Le Preghiere per Pasqua)
– Tratte da “Prakàlıso mín glòssasu” (Prega con la tua lingua)
– Lettura di preghiere in lingua grika per la Pasqua a cura dell’Associazione Kaliglossa

Venerdì 22 aprile

– Ta Prakalìmmata jô Paska (Le Preghiere per Pasqua)
– Tratte da “Prakàlıso mín glòssasu” (Prega con la tua lingua)
– Lettura di preghiere in lingua grika per la Pasqua a cura dell’Associazione Kaliglossa
• Sternatia – Chiesa di Maria SS. Assunta ore 11.30
• Calimera – Chiesa Madre ore 15.00
Sagrato Chiesa Madre 19.30
– Asteria
– Compagnia di Casarano

Sabato 23 aprile

• Zollino – Chiesa di Sant’Anna ore 7.30
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro

CE CUSTI O GADDHO NA CANTALÌSI

Edizione 2011

15-23 Aprile 2011

 

Martano-Soleto-Lecce-Cutrofiano

Castrignano dei Greci-Zollino-Sternatia

Carpignano Salentino-Martignano-Melpignano

Corigliano d’Otranto-Calimera

 

Nella Grecìa Salentina il Canto di Passione ha resistito al tempo e alle mode, consegnandoci, attraverso il suo svolgimento liturgico, l’essenza del divenire umano. La Passione in lingua grica può sicuramente essere considerata una delle forme più antiche di teatro popolare e espressione più genuina delle Sacre rappresentazioni che nel XII secolo erano presenti in tutta Italia. La Passione, infatti, può essere inserita a pieno titolo nella grande tradizione italiana del “Bruscello”, nome con cui si intende solitamente una rappresentazione popolare che ha per oggetto eroi o personaggi biblici e che avveniva nella piazza o nei crocicchi dei paesi, di solito in un periodo dell’anno che andava dal carnevale alla settimana delle Palme, su dei palcoscenici che avevano come scene rami fronzuti.

La Passione veniva cantata nella settimana delle Palme: la vita nelle comunità a base agricola-pastorale era scandita dai grandi avvenimenti liturgici e fra essi c’era sicuramente la Pasqua con la sua liturgia complessa e piena di simbolismi, quali morte rinascita e resurrezione, che sono un chiaro riferimento al risveglio della natura, al passaggio dall’inverno alla primavera.

In genere due cantori, un fisarmonicista o organettista accompagnati da un portatore di palma si presentavano nei crocicchi dei paesi e a turno, una strofa a testa, cantavano e mimavano la Passione di Gesù. Spesso si recavano anche nelle masserie a portare e a rappresentare la morte e resurrezione di Gesù.

Il ramo di palma (un pezzo di ulivo) era adornato con nastrini rossi o arance. Essendo la Passione un rito di passaggio, e cadendo anche in un momento assolutamente particolare della vita cioè il passaggio dall’inverno alla primavera, che simboleggia la vita e la morte, questo canto si inserisce nei riti di passaggio propiziatori di benessere.

Il contenuto della Passione narra della vita e delle pene che patisce Cristo e del dolore straziante di una madre che si aggira dolente in cerca del frutto della vita: il figlio. La Passione rappresenta la pietas popolare e la modalità più complessa e articolata attraverso la quale il popolo esprime il suo misticismo e la necessità di comunicare con la divinità.

La Passione è anche una delle poche rappresentazioni sonore e gestuali presente in tutti i paesi della Grecìa salentina, tanto forse da poter affermare che uno egli elementi caratterizzanti e unificanti la stessa Grecìa sia proprio la Passione. Ogni paese ha avuto in passato, ma anche adesso, dei cantori che hanno caratterizzato il canto della Passione attraverso la propria personale interpretazione sia gestuale che mimica. Da qualche tempo il canto della Passione è stato ripreso nel suo più genuino significato sia canoro che gestuale e in quasi tutti i paesi della Grecìa gruppi di giovani, spesso aiutati e guidati da qualche cantore anziano, hanno ripreso a cantare la Passione. Anche nelle scuole, negli oratori, il canto della Passione è riproposto e a volte drammatizzato. Durante la settimana delle Palme cantori locali e alcuni provenienti dall’Italia centro-meridionale danno vita ad avvenimenti di grande interesse sia spettacolare che devozionale.

 


Cammino per Leuca

ITINERANTE dal 26 APRILE al 1 MAGGIO 2011

Anno VIII – edizione 2011

Riproposto nel III Millennio da SpeleoTrekkingSalento, a piedi, per 140 km. da Brindisi, per Lecce, sino a Leuca dal 26 aprile al 1 maggio 2011. Il progetto, relativo al “Cammino per Leuca”, nato dall’idea progettuale del presidente Riccardo Rella, va a completare l’eccezionale “Asse viario del Pellegrino” che, dall’inglese Canterbury, seguendo la linea longitudinale della Francigena italiana sino a Roma, poi, la Langobardorum per San Michele Arcangelo, conclude, in maniera logica, naturale e spirituale, al cospetto della miracolosa Basilica Giubilare di Santa Maria di Leuca de finibus-terrae, tramandataci quale primo Santuario d’Europa e del mondo dedicato al culto Mariano (cristianizzata nel 43 d.C da San Pietro e consacrata nel 343 alla Madonna dell’Annunciata).

A PIEDI DA BRINDISI A SANTA MARIA DI LEUCA PER 140 KM. IN 6 TAPPE ITINERANTI CON RIENTRI IN PULLMAN MESSI A DISPOSIZIONE DALL’AZIENDA DI PROMOZIONE TURISTICA DELLA PROVINCIA DI LECCE OPPURE PRENOTANDO ALLE STRUTTURE RICETTIVE DEL TERRITORIO DELLE PROVINCE DI BRINDISI E LECCE

1° TAPPA • 26 Aprile 2011 da BRINDISI a TORCHIAROLO Km 27

Ore 9.30 Raduno, Madonna del Casale di Brindisi: Cattedrale, San Giovanni al Sepolcro di Brindisi, Valesium di Torchiarolo.

Arrivo a Torchiarolo ore 17 – Km 27

Colazione al sacco autogestita.

Rientro a Brindisi in pullman.

2° TAPPA • 27 Aprile 2011 TORCHIAROLO – LECCE Km 22

Ore 9.30 Madonna dell’Assunta di Torchiarolo: Santa Maria a Cerrate, Santa Maria d’Aurio, Convento degli Olivetani.

Arrivo obelisco e Santa Maria della Porta di Lecce ore 17.00 – Km 22

Colazione autogestita.

Rientro a Torchiarolo in pullman.

3° TAPPA • 28 Aprile 2011 LECCE – SOLETO Km 26

Ore 9.30 Raduno Piazza Duomo di Lecce: Convento dei Domenicani di Cavallino, Madonna della Neve e Menhir di Galugnano (San Donato), Convento degli Angeli di Sternatia.

Arrivo Santo Stefano e Cattedrale di Soleto ore 16,50 – Km 26

Colazione al sacco autogestita.

Rientro in pullman a Lecce.

4° TAPPA • 29 Aprile 2011 GALATINA – MADONNA DI COELIMANNA di SUPERSANO Km 24

Ore 9.30 Raduno Santa Caterina di Alessandria di Galatina: Ipogeo di Sogliano, Santa Maria della Neve di Cutrofiano.

Arrivo Cimitero di Supersano ore 17 – Km 24

Colazione autogestita.

Rientro in pullman a Galatina.

5° TAPPA • 30 Aprile 2011 MADONNA DI COELIMANNA di SUPERSANO – ALESSANO Km 22

Ore 9.30 Raduno Madonna di Coelimanna cimitero di Supersano: San Rocco di Torrepaduli, vestigia Convento di S. Angelo e Crocefisso di Specchia, Serra dei Peccatori, Madonna della Scala.

Arrivo ad Alessano ore 16,30 Km 22

Colazione autogestita.

Rientro al cimitero di Supersano in pullman.

6° TAPPA • 1 Maggio 2011 ALESSANO-SANTA MARIA DI LEUCA Km 16

Ore 9.30 Raduno Raduno tomba del Beato Don Tonino Bello al Cimitero di Alessano: Santa Marina di Ruggiano, Leuca Piccola, Santa Pietro in Giuliano, San Giovanni delle Centopietre di Patù, ore 15,30 Erma Antica (simbolo del Cammino per Leuca).

Arrivo al Santuario de finibus-terrae (Benedizione al Santuario) ore 16,30 Km.18

Rientro in pullman o soggiorno autogestito.

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Cannole, due liste civiche in campo per conquistare il governo del paese

Due liste per il futuro governo del comune di Cannole. Nella città delle lumache, celebre per la preziosa “municeddra”, si fronteggiano infatti due schieramenti, entrambi civici: uno denominato “Partecipazione e progresso per Cannole”, guidato dal sindaco uscente Adriana Petrachi; l’altro “Cannole verso un futuro di libertà e progresso”, capitanato dallo sfidante Lucio Caggiano.

La civica di Caggiano mette assieme quella che è stata l’opposizione alla giunta di Petrachi, espressione del Pdl, con varie componenti tra cui esponenti di Rifondazione Comunista ed ex An. “Il nostro primo obiettivo è quello di bocciare il Pug e riformularlo totalmente secondo le esigenze dei cittadini”, spiega il candidato sindaco Lucio Caggiano. “Un Pug che ci appare confuso, che non garantisce sviluppo e non va incontro alle aspettative dei cittadini. Basti pensare che la percentuale di edificabilità passa dal 3% alla metà, cioè 1,5%.

Lista civica “CANNOLE verso un futuro di libertà e progresso”
1 – Candidato sindaco Lucio Caggiano
2 Antonio Costantini
3 Giorgio Mario Stefano Serrone
4 Fabio Stomaci
5 Giuseppe Nuzzo
6 Fernando De Lumè
7 Antonio Vero
8 Dario Sergio
9 Alessandra Sanapo
10 Adamo De Giuseppe
Lista Civica “Partecipazione e progresso per Cannole”
1 – Candidato sindaco Adriana Benedetta Petrachi
2 Antonio Brunetta
3 Fabrizio Cananiello
4 Donato Frisulli
5 Leonardo Giannuzzi
6 Anna Rita Guglielmo
7 Laura Papadia
8 Maria Santa Papadia
9 Leandro Rubichi
10 Mauro Stomaci

Così diminuiscono le possibilità di realizzare abitazioni”. Oltre a questo, dice ancora Caggiano, l’impegno sarà profuso in favore “dei giovani, dell’ambiente, del territorio, per realizzare nuove opere pubbliche utilizzando i fondi europei”.

La civica “Partecipazione e progresso per Cannole” mette assieme invece quella che è stata la maggioranza in Consiglio comunale e varie espressioni della società civile, tra cui molti giovani che si affacciano per la prima volta alla politica. “La nostra amministrazione ha consegnato un costante avanzo di bilancio”, dice infatti Adriana Petrachi, “frutto di scelte oculate ma anche di sacrifici, come quello di rinunciare alla indennità spettante al sindaco. Noi proponiamo la continuità, abbiamo messo in programma opere da terminare questa seconda fase. Abbiamo avviato percorsi importanti e, con l’aiuto dei tanti giovani che portano idee innovative, pensiamo a percorsi nuovi. Ad esempio, pensiamo di utilizzare l’opportunità del riconoscimento di Cannole tra i Borghi Autentici d’Italia per avviare un “rinascimento urbano”. Abbiamo un accordo con Bnl per mutui agevolati in favore delle ristrutturazioni nel centro storico. Inoltre”, conclude Petrachi, “pensiamo di attrarre nuovi investimenti abbassando l’Ici per le aziende al 4 per mille”. Una sfida sul futuro di Cannole, dunque, che va dal piano urbanistico alle politiche di attrazione di investimenti alle opere pubbliche.

Elio Paiano

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Pasqua, rivivono “I canti di Passione”: appuntamenti in tutta la Grecìa salentina

Iniziati oggi a Martano, Soleto e Lecce i “Canti di passione. Ce custi o gaddho na cantalìsi (“Sentirai il gallo cantare”) rassegna di musica popolare della Grecìa salentina, edizione 2011, che durerà fino al 23 aprile e che ha coinvolto numerosi gruppi musicali e comuni del Salento.

L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi a Palazzo Adorno dal presidente dell’Unione dei comuni della Grecìa salentina, Luigino Sergio, che spiega: “Questo evento è diventato un “prodotto di marketing” per la promozione del nostro territorio, un’attrattiva suggestiva che richiama numerosi turisti. Si tratta di un evento ormai consolidato di un percorso tra il sacro e la tradizione popolare contadina. I canti si terranno in luoghi come castelli e sagrati delle chiese dei diversi comuni della Grecìa, proprio come facevano i musicisti del passato”. Tra le novità di quest’anno la rassegna ospiterà due fotografe americane note a livello mondiale: Patricia Clarke ed Elisabeth Rubino, che ritrarranno con i loro scatti le rappresentazioni della rassegna. Le fotografie saranno poi proiettate al pubblico il 29 aprile in piazza della Repubblica a Martignano.

“Da zollinese mi sento a casa – aggiunge anche la commissaria Apt Stefania Mandurino. “Sono vent’anni che frequento la Grecìa salentina e posso testimoniare come questo territorio abbia saputo trasmettere la propria identità e tirar fuori tutti gli elementi necessari per creare un laboratorio creativo, un luogo attrattivo in cui la lingua fa da stimolo. La nostra Grecìa salentina è un luogo dove vivere bene e dove tutte le età s’incontrano. Il modello sul quale stiamo puntando per il turismo responsabile è proprio questo”.

Durante la rassegna i canti saranno in lingua grìca per descrivere la Passione di Cristo, mentre i canti salentini racconteranno la storia di “Santu Lazzaru”; inizio stasera a Martano presso la chiesa di Maria Santissima del Rosario, con la Compagnia di Casarano e i cantori di Zollino della Bottega del teatro. Alla stessa, ma a Soleto, è toccato ai fratelli De Santis ensemble esibirsi presso il centro anziani. A Lecce invece, alle 17, l’appuntamento si è tenuto presso la Chiesa greca con Antonio Melegari, Andrea Stefanizzi e Aste.

Il calendario dei canti di Passione proseguirà domani 16 aprile, ore 19, a Cutrofiano, in Piazza Municipio, dove il pubblico potrà assistere alle esibizioni dei Cantori di Alezio e Sannicola, del gruppi Melegari-Stefanizzi, Arakne Mediterranea e Lina Bandello. Presso la Chiesa di Maria SS. Annunziata, alle 19.30, a Castrignano dei Greci, si alterneranno invece i gruppi Asteria e Giovani Cantori di Galatina. Domenica 17, invece, toccherà ai Cantori di Martano esibirsi in Piazza Assunta (ore 10.30). Per conoscere gli altri appuntamenti si può visitare il sito della rassegna, www.cantidipassione.it; alla presentazione dell’’iniziativa , nei giorni scorsi, hanno preso parte anche il vicepresidente dell’Unione Gianni Palma, l’assessore alla Cultura e turismo di Corigliano d’Otranto Addolorata Manti, il dirigente marketing territoriale della Provincia di Lecce, Antonio Rizzo, ed infine Luigi e Giovanni Chiriatti della casa editrice “Kurumuny”, che ha curato il libro della rassegna e il cd dei canti.

Annalisa Gentile

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