Archive | Aprile, 2011

Grotta dei Cervi, la Bellanova scrive a Galan: “In malora un sito patrimonio dell’umanità, intervenga il governo”

Interrogazione parlamentare di Teresa Bellanova sulla Grotta dei Cervi, capolavoro dell’umanità chiuso ed inaccessibile che richiederebbe invece maggiore attenzione. La parlamentare salentina, nella sua interrogazione, premette infatti che “la Grotta dei Cervi è uno dei siti archeologici più significativi del territorio salentino:al suo interno vi è, difatti, la presenza di uno straordinario repertorio di pittogrammi risalenti all’epoca neolitica ed altre evidenze di una frequentazione preistorica che va dal periodo Paleolitico superiore all’Età dei metalli” Inoltre , dice Bellanova nella sua Interrogazione, “questo luogo è unico nel suo genere in tutta Europa. Tra le altre cose, all’interno vi sono circa tremila pittogrammi in ocra rossa e guano di pipistrello risalenti a circa seimila anni fa; a testimoniare l’importanza di questo sito vi è anche il dvd “Neolithic Mysteries: Revealing in 3D the Grotta dei Cervi of Porto Badisco”, realizzato dal Coordinamento Siba dell’Università del Salento, premiato anche a livello nazionale nella categoria “Science and Technology” dell’Italian Content Award 2009 per aver rappresentato ufficialmente l’Italia al prestigioso World Summit Award 2011. Il 5 aprile 2011, come emerge dalle ricostruzioni dei media, il presidente del gruppo spelelogico “Ndronico” Giovanni Cremonesini, di concerto con l’ex direttore e artefice della scoperta della Grotta, Pino Salamina hanno scritto una missiva indirizzata, tra gli altri, al Presidente del Consiglio ed al Ministro per i Beni e le Attività Culturali per denunciare il grave stato di degrado nel quale versa il prezioso sito archeologico, a distanza di quarantuno anni dalla scoperta, che a detta degli stessi scopritori pare si stia sgretolando”. Viste queste premesse, e considerato, spiega Teresa Bellanova, che “gli studiosi, consci del processo di dissolvimento naturale della Grotta – che non può essere combattuto o bloccato perché il banco roccioso all’interno del quale geologicamente si trova la grotta ha matrice marina e prima o poi prenderà il sopravvento – avevano pensato di proporre l’inserimento della stessa nel patrimonio mondiale dell’Unesco. E, col fine di salvaguardarlo, costruirne copia fedele nella stessa zona con le medesime pitture preistoriche riprodotte fedelmente. Ma ad oggi, purtroppo, non hanno ricevuto alcuna risposta in merito da parte degli organi competenti, neanche per ciò che concerne l’esproprio della zona archeologica sovrastante la Grotta”, fino ad oggi rimasta interdetta al pubblico per evitare che il particolare microclima interno che ha “tutelato” per millenni i pittogrammi fosse sconvolto arrecando danno alle pareti della stessa. Nella lettera gli studiosi hanno provocatoriamente proposto quindi di aprire la grotta al pubblico, pur conoscendo i danni che ciò comporterebbe, ma in realtà hanno chiesto impegno solenne a copiare la grotta, almeno nelle sue manifestazioni più importanti, in un altro sito nella zona. Per conservarla a disposizione dei salentini e di tutti coloro che vogliano usufruire di questa bellezza”. La Bellanova chiede dunque al ministro Galan, di recente succeduto a Sandro Bondi, “se il Ministro non ritenga doveroso raccogliere l’istanza avanzata dagli studiosi, attivandosi con urgenza per evitare la dissipazione di un patrimonio archeologico di rilevanza europea che andrebbe, invece, recuperato e valorizzato a vantaggio del territorio salentino, italiano e di tutti coloro che vorranno usufruire delle bellezze storiche che sono in esso contenute”. L’importante intervento della Bellanova appare ancor più interessante se si considera che l’unico progetto per permettere la fruizione della Grotta è quello coordinato dalla dottoressa Virginia Valzano, cui hanno contribuito il Caspur di Roma, il Coordinamento Siba dell’Università del Salento ed il Cnr canadese. Uno sforzo incredibile che ha visto all’opera le migliori attrezzature disponibili al mondo, e addirittura uno scanner laser utilizzato dalla Nasa e appositamente modificato per le Grotte di Badisco: ma adesso tale progetto di fruizione, finanziato dalla Regione Puglia, è stato “cassato” in sede di Area Vasta Sud Salento, e senza neanche modificare la delibera regionale. Il tutto, sembra, non per impellenti ed urgentissimi interventi su altri beni culturali, bensì per mettere nuovi arredi nel Palazzo nobiliare di Botrugno.

Elio Paiano

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Marcello Zappatore: “Musica e ironia sono la “ciliegina sulla porta” della mia vita”

Musicista pregevole e attore in un film di nicchia che ha riscosso un grande successo al Festival del Cinema Europeo di Lecce. È Marcello Zappatore, musicista molto noto nello scenario leccese ma anche altrove, che racconta un po’ del suo mondo. Un mondo che per certi versi appare ancora pieno di cliché: il connubio “sesso, droga e rock’n’roll” appare nell’immaginario collettivo inscindibile, un’attitudine che però è stata sconfessata anche da rockstar del calibro di Mick Jagger (almeno negli ultimi anni della sua vita). La musica per Zappatore sembra essere una ragione di vita, qualcosa come l’aria che si respira e l’acqua che si beve: un artista a tutto tondo, che spazia ecletticamente attraverso i generi musicali.

Per quale ragione la musica rock salentina è ancora poco conosciuta rispetto ad altri generi, e il successo è in genere limitato a motivetti commerciali?

“A dire la verità, in un certo qual modo potrebbero essere definiti “rock” o “pop rock” anche i Negramaro, che sono stati e restano un fenomeno di grande successo commerciale; il termine “rock” è molto inflazionato e può voler dire tutto e niente. A me non interessa nulla, né di avere un riscontro commerciale né di essere incastrato nei binari di un unico genere musicale. Io sono Marcello Zappatore e il mio sogno è in futuro poter suonare solo la musica di Marcello Zappatore”.

Credi che “W Zappatore”, se uscisse dai circuiti underground, potrebbe portare maggiore interesse verso il fenomeno rock del territorio?

“W Zappatore” è una pellicola che parla di metal, più che di rock; semmai è ricorrente il richiamo all’attitudine conosciuta come rock’n’roll, che però è più una filosofia di vita. Poi non è mia intenzione richiamare attenzione verso i salentini, io sono felicissimo di vivere nella mia terra d’origine, che è il Salento, ma non al punto di voler a tutti i costi inneggiare a qualsiasi cosa provenga artisticamente dal Salento”.

A breve si terrà proprio a Lecce un evento rock di grande qualità: tra gli ospiti un mostro sacro come Lou Reed: qualcosa si sta muovendo?

“Va dato grande merito a tutte le persone che negli ultimi vent’anni hanno trasformato il Salento in uno spazio in cui è possibile fruire di concerti e festival di qualità e prestigio, dato che durante la mia adolescenza, e anche un po’ oltre, per vedere un evento di rilievo occorreva percorrere almeno seicento chilometri. Sicuramente si muove qualcosa, ma non da quest’anno o negli ultimi tempi, è un percorso intrapreso da tempo”.

Ci sono delle regole per essere un vero rocker? Ad esempio, ti rivedi in alcune caratteristiche dell’episodio sul metallaro della serie “Urban Jungle”, realizzata da Hermes Mangialardo per Qoob TV?

“Io non sono un rocker, né un metallaro. Ho suonato anche rock, metal, oltre a jazz, country, e tante altre cose, ma non mi hai mai interessato essere etichettato in qualche modo. Amo tutta la musica. Di conseguenza sarei un ipocrita a fornire la ricetta per essere o diventare qualcosa che io non sono”.

L’ironia è sempre un ingrediente fondamentale dell’arte?

“Ho sempre adorato Frank Zappa, uno dei più saggi utilizzatori dell’ironia dissacratoria nella musica. Da parte mia, le mie composizioni spesso hanno dei cambi d’atmosfera repentini che possono far sorridere, e poi mi piace attribuire alle mie composizioni (strumentali) dei titoli che facciano ridere, in modo tale che, se non dovesse piacere il brano, almeno possa farlo il titolo. Giusto per fare un esempio, il mio primo disco solista, del 2009, si chiama “La ciliegina sulla porta”.

Angela Leucci

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Il Comune di Otranto aderisce al “Gruppo di Azione Costiera Adriatico-salentino”

Il Comune di Otranto aderisce al Comitato promotore del partenariato pubblico-privato denominato “Gruppo di Azione Costiera Adriatico-salentino” con la Provincia di Lecce, Comune di Castro, Comune di Diso, Comune di Melendugno, Comune di Santa Cesarea Terme, Comune di Vernole, AGCI AGRITAL, FEDERCOOPESCA, FEDERPESCA, LEGAPESCA e UNCIPESCA.
E’ un’iniziativa questa per consentire di attuare strategie di sviluppo per il territorio del tratto costiero in questione, sfruttando le risorse del Fondo Europeo per la Pesca (FEP), cercando di sostenere l’occupazione, favorire la qualità dell’ambiente, stimolare la cooperazione fra gli operatori per garantire condizioni economiche e sociali migliori per il settore della pesca.
Essendo stato pubblicato il Bando regionale, occorre ora avviare una fase di concertazione con tutti gli operatori interessati, in modo da costituire il partenariato pubblico e privato del Gac e definire la strategia di sviluppo locale per partecipare alla Misura 4.1 “Sviluppo sostenibile delle zone di pesca”.
E’ stato previsto un calendario di incontri che consentirà in ogni Comune di coinvolgere gli operatori del settore. Ad Otranto l’appuntamento è previsto per il 18 aprile p.v., alle ore 18.00, presso l’Aula Consiliare.
“Invito vivamente gli operatori del settore a partecipare”, dice il Sindaco Luciano Cariddi, “per fornire suggerimenti utili alla costituzione di una strategia di sviluppo locale e aderire al Gac perché insieme si può avere più forza nel far valere le proprie proposte”.

Per ulteriori informazioni consultare il seguente link: http://www.comune.otranto.le.it/notizie/dettagli.php?id_elemento=1352

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“Esperanto – Note di speranza”: cantanti in prima linea per sostenere una scuola di musica in Palestina

Niccolò Fabi, Radiodervish, Paola Turci, Simone Cristicchi e Yo Yo Mundi, tutti insieme in concerto a sostegno di una scuola di musica in Palestina. È una iniziativa ideata da Nabil, il cantante dei Radiodervish, dalla Provincia, dell’Istituto di Culture Mediterranee, da numerosi comuni – tra cui Uggiano La Chiesa – e molti artisti tra i quali Franco Battiato, Noa, Max Gazzè, Carlo Lucarelli, Pippo Mezzapesa. “Caro Nabil, noi artisti abbiamo il dovere, oggi più che mai, di difendere la libertà e di aiutare i più deboli”, dice infatti Franco Battiato. “Il tuo progetto è degno di attenzione. La musica è un mezzo e non un fine. È un onore per me partecipare a questo evento, e fare in modo che le note che suoneremo quella sera si trasformino in una melodia suonata dai ragazzi di Betlemme”. Sabato 16 aprile, quindi (ore 21.00 – ingresso 15 euro), il Politeama Greco di Lecce ospiterà la prima edizione di “Esperanto – Note di speranza”, progetto promosso dal cantante di origine palestinese Nabil Salameh, leader dei Radiodervish, con la collaborazione dell’assessorato alle Politiche giovanili, cooperazione e pace della Provincia. L’iniziativa è sostenuta dai comuni che aderiscono al consorzio Salento Palestina e da Arco Vecchio Hotel, Quarta Caffè, Orione e Coolclub. Questa prima fase del progetto culminerà in un concerto che vedrà sullo stesso palco anche i Radiodervish, che, fondati nel 1997 da Nabil Salameh e Michele Lobaccaro nel tempo, partendo da una matrice “world”, hanno moltiplicato le esperienze musicali in ogni direzione, lasciando tracce di questo ricco percorso anche a livello discografico e lavorando sempre in stretta collaborazione con il talento musicale Alessandro Pipino. Niccolò Fabi, il cantautore romano, proporrà invece alcuni brani del suo repertorio da solo sul palco per un concerto essenziale e intenso in cui cade l’ultimo velo che separa il musicista dai suoi ascoltatori; Paola Turci, una bella voce e una presenza solare lanciata in Italia nel 1986 sulla scia del ritrovato interesse per la musica acustica al femminile, si è affermata in questi anni come una apprezzata interprete della musica italiana; Simone Cristicchi, originale, stralunato, fuori dagli schemi, impegnato e scanzonato, vincitore nel 2007 del Festival di Sanremo e in giro per l’Italia con numerosi progetti; YoYoMundi, una delle band più longeve e prolifiche della scena italiana, con all’attivo sette album in studi e numerosi progetti speciali tra reading, favole, sonorizzazioni.

“La lunga carriera artistica che mi ha portato in giro per il mondo”, sottolinea Nabil, “ha maturato in me un profonda convinzione che vede nella cultura in generale e nella musica in particolare un ruolo fondamentale nella creazione di ponti di dialogo, di comunicazione, di reciproca conoscenza, di solidarietà e di emancipazione. La musica mi ha fatto scoprire la sua magia capace di dare vita a spazi impensabili di comunicazione e di condivisione. Con la musica ho imparato a leggere la realtà trascendendo la politica, alla ricerca di quell’ umana essenza che è un dono prezioso da salvaguardare in tutti gli esseri umani, senza distinzione di appartenenza religiosa o geografica. La musica nei territori palestinesi occupati è forse l’unica strada per i giovani per evadere dalle brutalità del loro vivere quotidiano, e di sognare un futuro diverso capace di mantenere accesa la luce della speranza nei loro cuori”, precisa Nabil. “Nasce da qui la mia idea del progetto di sostegno alle scuole di musica attive nei Territori. Sono profondamente convinto che la musica e la cultura possano generare meccanismi virtuosi di consapevolezza e di migliore sviluppo della società civile”.

Da oggi c’è anche la possibilità di sostenere il progetto “Esperanto-Note di speranza”, per aiutare le scuole di musica in Palestina, tramite bonifico bancario intestato a: Istituto di Culture Mediterranee – Palazzo Comi – 73030 Lucugnano (Tricase). IBAN: IT 90 V 0200 8 16013 000003662383 – Unicredit Banca spa – Agenzia di Lecce Riccardi. Scrivendo nella causale: Sostegno progetto “Esperanto-Note di Speranza”. Ai fini della trasparenza contabile, è opportuno inviare copia del versamento via fax al numero 0832.683544, oppure inviare una comunicazione del versamento effettuato tramite una mail a [email protected].

Elio Paiano

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Otranto-Santa Cesarea, riapertura parziale a tempo di record: la Provincia ringrazia

Con l’arrivo delle vacanze pasquali e di migliaia di turisti, la Provincia ha ordinato la riapertura al traffico, a senso unico alternato, della strada provinciale 358, ovvero della litoranea Otranto – S.Cesarea, nel tratto interessato dai lavori di consolidamento dei muri di sostegno. “Sono molto soddisfatto per il lavoro svolto dai tecnici del Servizio Viabilità”, dice l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Massimo Como, “in un tempo ristrettissimo sono stati in grado di far eseguire le opere di consolidamento, consentendo la riapertura al traffico, seppur parziale, della strada, e l’alleggerimento dell’intervento oggetto di contestazioni nei giorni scorsi. Un ringraziamento particolare va anche all’impresa appaltatrice, Conti- Mastroiacovo da Campobasso, che ha profuso ogni sforzo per permettere la riapertura della litoranea, lavorando spesso in doppi turni e anche nei giorni pre-festivi”. Insomma, uno sforzo per non creare una paralisi delle attività commerciali e turistiche, oltre che per non dare un’immagine sbagliata del celebre Salento. I problemi, però, sono stati tanti. Nei giorni scorsi, fanno sapere dalla Provincia di Lecce, il crollo di una parte dei muri oggetto di consolidamento aveva infatti comportato una situazione di emergenza, costringendo ad effettuare alcuni interventi non previsti in tempi ristrettissimi. “È questo il motivo che ha causato un lieve slittamento del programma di riapertura”, spiega ancora Massimo Como, “nei prossimi giorni i lavori proseguiranno lungo la corsia della litoranea non ancora riaperta – la destra in direzione Otranto – con l’obiettivo di procedere alla riapertura integrale al traffico della litoranea entro l’estate”. Insomma, disagi per Pasqua, ma probabilmente non per l’estate.

Elio Paiano

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Peschereccio in balìa delle onde a 16 miglia da Otranto, lo salva la Capitaneria di porto

Mercoledì 13 aprile scorso la Guardia costiera di Otranto ha tratto in salvo tre marinai a bordo di un peschereccio in balia delle onde, a 16 miglia dalla costa nel Canale d’Otranto. Il motopesca, registrato presso il compartimento di Catania con autorizzazione temporanea di pesca nel Basso Adriatico, era impegnato nelle operazioni di ammaraggio dei palangari, le lunghe lenze per la pesca d’altura. Un’improvvisa avaria ai motori ha reso ingovernabile l’unità e le forti correnti di scirocco che aumentavano via via di intensità hanno fatto scattare l’allarme. La sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo di Otranto è stata allertata da una richiesta di aiuto, lanciata via radio sul canale di soccorso “16 vhf” dal comandante del peschereccio, il quale ha riferito che il motopesca era ormai ingovernabile e che il suo equipaggio, preoccupato per le condizioni del mare, stava mostrando segni di forte stress dettati dalla situazione di pericolo. L’operazione di salvataggio della Capitaneria è dunque scattata alle ore 10.30 con l’invio in zona della motovedetta “cp 809”, l’unità navale specializzata nelle attività di soccorso marittimo e tutela della vita umana in mare. Dopo circa un’ora di navigazione, grazie alle tecnologie e all’esperienza degli uomini della Capitaneria in costante contatto radio tra l’unità da soccorrere e la sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo, la “cp 809” ha localizzato e avvicinato il peschereccio. I malcapitati pescatori, in preda al panico, si sono subito rinfrancati dalla presenza dell’unità della Guardia costiera che ha provveduto ad assistere e scortare il peschereccio nel porto di Otranto, dove le operazioni si sono concluse alle ore 15. I militari, viste le condizioni meteo sfavorevoli alla navigazione, inoltre hanno diramato l’allarme anche alle altre navi mercantili e ai pescherecci presenti in zona in quel momento. Provvidenziale si è rivelato il tempismo delle operazioni di soccorso, a causa del peggioramento delle condizioni del mare. Solo tanta paura e pochi danni: restano da recuperare le attrezzature per la pesca, lasciate in tutta fretta sui luoghi del soccorso. Sempre nella mattinata di ieri, la Guardia costiera di Otranto è intervenuta con la motovedetta “cp 257” e il suo personale militare di terra per coadiuvare le operazioni del nucleo artificieri della Marina Militare di Taranto che hanno recuperato e fatto brillare un ordigno bellico, tipo bomba da mortaio, rinvenuto nelle acque di Frigole.

Salvo Sammartino


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Vuoi un ristorante ma non hai prenotato? Poco male, è arrivato “My Table”

Arriva nel Salento, con tappa a Otranto, My Table. Si chiama così il servizio gratuito di prenotazione di un “tavolo” sul web al quale hanno aderito già trenta ristoranti del territorio. Gli utenti potranno insomma indicare giorno, ora e numero di posti necessari, ottenendo immediatamente una panoramica dei ristoranti che hanno posti disponibili in tempo reale. Per prenotare è sufficiente scegliere il locale, e senza bisogno di un’ulteriore conferma da parte del ristoratore, il tavolo risulterà riservato. Il cliente con My Table potrà scegliere il proprio ristorante in base alla tipologia di cucina preferita, alla fascia di prezzo, alla presenza di rete wi-fi o di un’area parcheggio.

Il progetto è stato presentato ieri mattina da Antonio Schipa, direttore provinciale di Confesercenti di Lecce, Roberto Petrelli, presidente regionale Fiepet (Federazione esercenti pubblici e turistici) e coordinatore Arist (Associazione ristoratori del Salento per il turismo), Mattia Carluccio, responsabile nazionale My Table e Ismaele Marzano, responsabile di zona My Table presso l’Hotel Patria di Lecce. “A breve”, spiega infatti Petrelli, “tutti i ristoratori riceveranno una visita da parte di un collaboratore che illustrerà le modalità privilegiate ed esclusive di adesione a questo nuovo servizio, unico ed indispensabile per ottenere una vetrina online, promuovere in maniera integrata il proprio locale e fidelizzare la propria clientela. My Table sarà uno strumento valido che potrà indirizzare i turisti su dove andare a mangiare con un sistema di geolocalizzazione. Iniziativa validissima che permetterà di colmare uno dei punti di debolezza del nostro territorio: la difficoltà, da parte dei turisti, di trovare e scegliere le strutture di ristorazione”.

“Tre anni fa”, aggiunge Carluccio, “ci si è resi conto che la ristorazione era un settore rimasto scoperto sul web rispetto alle prenotazioni degli alberghi, ad esempio. Così è nato My Table, il primo sito europeo di prenotazione ristoranti in tempo reale che da oggi è disponibile anche nei ristoranti del Salento. Si tratta di un servizio che permette di effettuare una ricerca a qualsiasi ora, anche quando un esercizio è chiuso. Dieci mesi fa My Table è arrivato a Torino e a distanza di pochi mesi oggi lo utilizzano migliaia di utenti”.

“Si tratta di un vestito su misura per il turista e per il Salento”, dice anche Marzano. “Il servizio unisce la comodità e la flessibilità di internet con il riscontro immediato che solo una telefonata può dare; la disponibilità del posto è garantita però direttamente dal ristoratore che usa il software di My Table per gestire le prenotazioni, rendendo il sistema efficace e sicuro. www.mytable.it: su questo l’indirizzo sarà possibile pianificare con calma e attenzione una cena importante o cercare un tavolo libero all’ultimo momento, consultando le ricchissime schede sui ristoranti complete di informazioni dettagliate, foto, menù, offerte e promozioni speciali. E ciascun ristoratore potrà aggiornare in modo continuo il proprio spazio, puntando ad esempio sull’enogastronomia che caratterizza il nostro territorio”.

Questo servizio ha previsto, inoltre, un’applicazione Iphone con cui sarà possibile prenotare anche quando si è fuori di casa. “Puntiamo molto sul Salento – conclude Marzano – e vi anticipo un’iniziativa di marketing che vedrà protagoniste le spiagge del Salento questa estate: intendiamo infatti creare i PR della ristorazione che regaleranno cene sulla spiaggia”.

Annalisa Gentile

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Intervista al prof. Nigro: Pug Otranto Giurdignano

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Agricoltura tra lebbra degli ulivi e rilancio. Da Cannole nuove prospettive

La lebbra degli ulivi al centro di un incontro che si è tenuto a Cannole presso la biblioteca comunale. Il convegno dal titolo “Prospettive di sviluppo in agricoltura in Puglia”, che si è tenuto ieri, è stato organizzato dall’amministrazione comunale, per porre l’accento su uno dei problemi più importanti che riguardano l’olivicoltura sul nostro territorio: la lebbra rappresenta una vera e propria emergenza perché rischia di smantellare l’intero patrimonio olivicolo se non viene tenuta sotto controllo. Inoltre, rovina qualunque qualità di olio, dall’extravergine al lampante. Per spiegare come arginare il fenomeno parassitario delle piante, è intervenuto un tecnico del Codile, Giovanni Parise, che ha descritto in dettaglio cosa sia la lebbra dell’ulivo e quali possano essere le misure da adottare per salvaguardare le piante colpite, come le frequenti potature e il trattamento attraverso prodotti fitosanitari. Il tecnico ha aggiunto che bisogna diffidare di quei prodotti che non sono stati omologati. Nel corso dell’incontro, è emersa la necessità di uno sportello informativo sull’agricoltura che venga incontro ai contadini: a Cannole il terreno destinato all’agricoltura è molto esteso, ma coinvolge soprattutto lavoratori un po’ avanti con gli anni che non sempre hanno mezzi e giuste informazioni per lavorare in maniera adeguata e al meglio, per cui venire incontro agli agricoltori appare fondamentale. Lo sportello potrebbe avvalersi di una convenzione con lo stesso Codile, che dovrebbe essere siglata a breve. Presenti anche il sindaco Adriana Petrachi, il vicesindaco Fabrizio Cananiello e l’assessore regionale Dario Stefano. Quest’ultimo sta vagliando le soluzioni per dare nuovo impulso al movimento cooperativistico: a questo dovrebbe essere adattato un abito giuridico, che si sta provvedendo a cercare. Il fine ultimo è creare per le olive e l’olio una filiera che attesti infine il prodotto di qualità, come è già avvenuto per la viticoltura e il vino.

Angela Leucci

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Otranto-Giurdignano, il futuro passa dal piano urbanistico intercomunale

Nei giorni 7, 8 e 9 aprile si sono svolti, nell’ambito della procedura di redazione del nuovo Piano urbanistico generale intercomunale (Pugi) di Otranto e Giurdignano, gli incontri dei tavoli tematici aperti ai cittadini e ai soggetti titolari di interessi, chiamati a esprimersi circa i bisogni delle città e le aspettative legate allo sviluppo dei territori.

Nello specifico, gli incontri tematici hanno riguardato ambiente, infrastrutture, turismo e attività produttive, agricoltura e mondo rurale, politiche sociali e il fabbisogno di prima casa, tema, quest’ultimo, molto sentito dalla comunità idruntina. Le schede degli argomenti trattati sono consultabili sul sito internet http://www.comune.otranto.le.it/notizie/dettagli.php?id_elemento=1346

Una novità l’apertura web dei tavoli tematici, ai quali i cittadini potranno partecipare in ogni momento, prendendo così parte alla procedura della redazione del Piano. Gli interessati potranno inviare le proprie osservazioni all’indirizzo di posta elettronica [email protected], o tramite il profilo facebook “Pugotrantogiurdignano Intercomunale”.

Altri modi di interagire saranno comunicati in seguito, essendo ancora in via di definizione. Dal Pug dipende il presente ma soprattutto il futuro dell’area: normale voler seguire da vicino i percorsi progettuali; normale che i cittadini vogliano, per così dire, “metterci il naso”. Anche perché molte sono state le lamentele sollevate dagli abitanti, soprattutto di Otranto, per i tempi di realizzazione dello strumento urbanistico, campo di battaglia su cui tante parole si sono spese nell’ultima campagna elettorale.

Dalle parole ai fatti. I Comuni di Otranto e Giurdignano subito in campo; e l’8 febbraio 2010 l’annuncio nel corso di un’assemblea pubblica andata in scena in “casa” del sindaco Cariddi, nell’auditorium Porta d’Oriente. Per la prima volta, ecco farsi strada l’ipotesi ufficiale di redigere il piano urbanistico insieme; sodalizio poi verificatosi. E oggi quell’impegno è il primo esempio di Pug intercomunale in Puglia.

Nei recenti incontri sono emerse alcune criticità, in particolare come gli abitanti di Otranto e Giurdignano si sentano scarsamente informati su obiettivi e utilità dello strumento urbanistico. Non solo: il consigliere di opposizione al Comune di Otranto, Pierpaolo Tondo, in un suo intervento ha ricordato l’esclusione del comune amministrato da Salvatore Piconese, Uggiano la Chiesa, con tutti i problemi che tale scelta determina.

Da sottolineare anche le proposte avanzate da Giorgio Miggiano, presidente di Legambiente e CEA Otranto, il quale ha parlato della necessità di non cementificare in maniera massiva un territorio che, per la sua peculiarità legata alla scarsa densità di popolazione, “non ha bisogno di erigere nuovi edifici”. Da qui l’appello a seguire il buonsenso e la sostenibilità non solo ecologica ma anche economica. Tema, questo, portato alla ribalta a Giurdignano anche da Elio Paiano, in occasione del primo dei tre incontri di presentazione del Pugi.

Jenny De Cicco

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“Totò Pellegrino” in mountain bike a Matino: buoni risultati, debutto per l’esordiente Michele Marcucci

Domenica scorsa duecento biker di tutte le categorie si sono dati appuntamento per l’ VIII trofeo “Città di Matino”, gara regionale della specialità mountain bike e cross-country. Anche il gruppo ciclistico “Totò Pellegrino” di Otranto era presente con i suoi uomini migliori, a partire dal battesimo della strada (sterrata) dell’esordiente Michele Marcucci, che ha sorpreso tutti dimostrando grinta e carattere, passando per l’ottima performance di Cristian Briguglio, fino a un mai domo Antonio Pellegrino, che non perde lo smalto neppure su un percorso duro e tecnico come quello di Matino. Andiamo per ordine con il debutto nel mondo del ciclismo del giovane Michele Marcucci: “Un ragazzo di sicuro avvenire sul quale la nostra società sportiva può puntare per un roseo futuro agonistico”, spiega infatti Antonio Fisotti, presidente della “Totò Pellegrino. “Ha gareggiato nella categoria Esordienti confrontandosi con ragazzi provenienti dal settore giovanile, che hanno fatto la gavetta fin da piccoli e che sono già preparati ad affrontare una gara, e nonostante questo si è classificato undicesimo con appena un’ora e sei minuti. La gara è stata molto impegnativa, lunga e tecnica”, conclude Fisotti “e a fine gara il ragazzo era molto soddisfatto del suo piazzamento”. Anche i biker della categoria Master hanno fatto la loro gara, portando a termine un percorso che ha fatto molte “vittime”. Alto il numero di ritiri: su 200 partenti, solo 129 hanno tagliato il traguardo, in un percorso con molti strappi secchi tra le campagne di Matino e Casarano, sotto un primo sole primaverile. Antonio Pellegrino e Cristian Briguglio hanno onorato la maglia, giungendo rispettivamente 65esimo e 83esimo nella classifica generale; Pellegrino è 7mo nella categoria M4, Briguglio 19esimo nella M3. Nella mattina di ieri, poi, le classi quarte e quinte della scuola primaria dell’Istituto comprensivo “Aldo Moro” hanno terminato la pratica ciclistica sul percorso del “Progetto Pinocchio in bicicletta”. Appuntamento a tutti i baby-ciclisti sul circuito della finale regionale di sabato 16 aprile prossimo, presso il Lungomare degli eroi di Otranto, dove arriveranno circa 250 bambini di 15 diverse classi provenienti da tutta la regione. La classe vincitrice sarà presente alla finale nazionale di Montecatini Terme nella prima settimana di maggio.

Salvo Sammartino


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“Santu Lazzaru”, una tradizione pasquale antichissima rivivrà a Palmariggi domenica prossima

Un evento per riportare in auge una tradizione lontana. Si tratta dellu “Santu Lazzaru”, una manifestazione organizzata dalla Pro Loco “Montevergine” di Palmariggi e dal Servizio civile Unpli, che con il suo progetto annuale “La Grecìa Salentina” vuole diffondere la conoscenza sulla tradizione popolare su “Santu Lazzaru”. Negli ultimi anni la manifestazione veniva portata avanti da movimenti cattolici, che contattavano la popolazione porta a porta per una raccolta che sarebbe stata destinata ai poveri. Ma “Santu Lazzaru” ha radici più antiche: molti anni fa si recavano, tra gli altri centri, a Palmariggi cantori che facevano ascoltare per le strade i canti popolari della Passione e della Pasqua. Da qui prende le mosse questo evento, che si tiene il 17 aprile alle presso la chiesa della Madonna della Palma: si esibiranno, con canti non liturgici sul tema della Passione di Cristo, Consuelo Alfieri (fisarmonica, organetto e voce), Mino Alfieri (chitarra) e Antonio Paolo (percussioni). Le tradizioni popolari pasquali trovano completa espressione in questo periodo in cui anche i turisti accorrono per assistere ai riti a ridosso della Settimana Santa, che presentano caratteristiche antiche di una suggestività unica. Come la processione del Venerdì Santo di Maglie, che in questi giorni ha conquistato il premio “A crone de spine” da parte del Comitato per la Qualità della Vita di Taranto: la processione di Maglie è Processione dei Misteri, in cui sfilano le statue che ritraggono i momenti salienti e i personaggi della Passione, rigorosamente d’epoca e con i costumi originali ottocenteschi.

Angela Leucci

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