Archive | Aprile, 2011

Cannole al voto, due liste civiche a contendersi l’amministrazione del paese

A Cannole si scaldano i motori in vista della prossima tornata elettorale in cui si sceglierà la nuova amministrazione comunale. In lizza ci saranno due liste civiche, quella dell’uscente Adriana Petrachi e una civica guidata da Lucio Caggiano. Le due civiche sono composte in prevalenza dalla società civile, anche se quella guidata da Adriana Petrachi è legata al centrosinistra, mentre quella di Lucio Caggiano è più spostata verso il centrodestra. La lista dello sfidante Caggiano, dottore commercialista iscritto al Pdl, nasce principalmente dal gruppo di opposizione: “In questi anni abbiamo fatto una opposizione costruttiva”, dice infatti Caggiano, “e ora proporremo una alternativa che unisce esponenti politici di spicco del territorio ed elementi della società civile”. All’interno della lista sono ancora da definire tutte le candidature, ma, assicurano i bene informati, mancano solo due nomi e ci saranno anche le componenti ex Alleanza Nazionale. Per l’amministrazione uscente conferma per Adriana Petrachi, attuale sindaco, e – tra le candidature certe – si contano l’attuale vicesindaco (esponente del Pd) Fabrizio Cananiello e l’assessore ai Servizi sociali Maria Santa Papadia. “Siamo soddisfatti dei risultati sin qui conseguiti”, dice Adriana Petrachi, “e ora intendiamo proporre un rinnovamento della compagine, inserendo soprattutto giovani al fine di dare un nuovo impulso all’attività amministrativa che contiamo di proseguire con l’appoggio dei cittadini di Cannole”.

Elio Paiano

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“W Zappatore”, sfottò del mondo rock salentino: premiere stasera al Massimo di Lecce per il Festival del Cinema Europeo

Un metallaro satanista può avere le stimmate? È da questo assunto che parte “W Zappatore”, pellicola diretta da Massimo “Maci” Verdesca, personaggio già noto per la sua straordinaria ironia. Un’ironia che è evidente in una maniera assolutamente nuova e inedita in questo film, che vede protagonista uno dei rocker più amati del Salento e non solo, Marcello Zappatore. “W Zappatore”, il cui titolo prende spunto da “W Zapatero”, si muove all’interno di una storia strana: il protagonista, dopo una vita devota al rock, si ritrova con le stimmate, il segno di Dio sul suo corpo. Viene cacciato dalla sua band – in fondo, quando mai si è visto un metallaro satanista con le stimmate? – e fa un viaggio interiore in un ego diviso, all’interno del quale non c’è scampo, non ci può essere connubio tra bianco e nero, bene e male, Dio e Satana. Ad accompagnarlo in questo viaggio altri musicisti molto noti nella scena leccese, ma anche due guest star straordinarie, Guia Jelo, che di Zappatore interpreta la madre, e Sandra Milo, una strana nonna rock, lontana dai tempi di “Piccoli fans”, che non manca di stupire. Tra scene incalzanti piene di ottima musica, “W Zappatore” esplora con ironia appunto il retroterra culturale rock salentino, ambiente avulso dalla cultura di massa che identifica il nostro territorio con altri generi musicali e altre vocalità. La pellicola è assolutamente da non perdere, non solo per chi ama il rock o i film musicali, ma soprattutto per chi vede il fenomeno rock-leccese attraverso cliché preordinati che in realtà sono solo leggende metropolitane ridimensionate con ironia in una pellicola che consta di dialoghi straordinari (come nello scambio di battute dal tempo teatrale. “È grave?” “Sì, è Dio”), una buona fotografia e un montaggio serrato, a testimoniare come il Salento non sia solo pizzica e buon vino. Un lavoro davvero meritevole che viene presentato ufficialmente nella premiere di stasera presso il cinema Massimo di Lecce alle 20, all’interno del Festival del Cinema Europeo.

Angela Leucci


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“Passeggiata in corto”, un film per sconfiggere la disabilità: primo ciak a Lecce

Iniziate nel caldo pomeriggio di sabato 9 aprile, a Lecce, le riprese del cortometraggio “Una passeggiata in corto”. Il tema è la disabilità, e probabilmente questa potrebbe sembrare l’ennesima, banale pubblicità-progresso … sennonché la giovanissima film-maker, leccese, ha solo 20 anni ed è … diversamente abile. Quale regia migliore di questa per raccontare una storia da un punto di vista più che veritiero?

Serena Grasso, tranquilla di nome ma vulcano di fatto, si è data molto da fare per arrivare fino al primo ciak: “ L’idea di girare questo cortometraggio è nata quando, due anni fa, sono arrivata seconda a un concorso per sceneggiature originali. Da allora non ho mai abbandonato l’idea di realizzare il mio sogno; in questo tempo ho messo letteralmente nel cassetto il manoscritto, ma non le mie intenzioni, fino a quando una persona che mi conosce, credendo in me, ha finanziato la realizzazione del film con il denaro necessario. E ringrazio a questo proposito anche Bianca Malasecchi, mia co-sceneggiatrice”, racconta la neo-regista.

Disabile, ma non diversamente abile da chi, come lei, sogna di realizzare le proprie fantasie, come girare un film, cantare, recitare o quant’altro ma non ci riesce. Lei, invece sì. A darle man forte, lo staff di “Phase35” per la produzione esecutiva, la fotografia e il montaggio, il “SoundWalk Studio” di Gianluigi “Gigi” Gallo per quanto riguarda l’audio e la post-produzione, ragazzi, originari del Leccese, vincitori di numerosi premi nazionali in concorsi per la realizzazione di cortometraggi come lo spot “Lila Western”, premiato nel 2008 presso l’“Alcatraz di Milano” da due attori famosi come Giorgio Pasotti e Martina Stella.

Oltre a Serena gli altri attori principali sono del film Salvatore Sgura di Manduria, che lavora come volontario presso il CPT – anch’egli disabile – e poi Ketty Roselli e Salvio Simeoli, che hanno accettato di partecipare in maniera totalmente gratuita al cortometraggio per sostenere e premiare lo spirito d’iniziativa e sacrificio di Serena. Alla fine delle riprese, previste per venerdì prossimo, saranno pubblicate le video-interviste dei protagonisti del film, in esclusiva per OtrantoOggi.it.

Jenny De Cicco


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La Fiera dei Campanelli, rassicurante consuetudine pre-pasquale a Maglie

Un appuntamento che torna, ogni anno, ad anticipare la Pasqua. È la Fiera dei Campanelli, una delle feste tradizionali e religiose più attese a Maglie, perché fondata su una lunga e duratura tradizione. La Fiera, che festeggia la Madonna Addolorata, si svolge presso il viale della chiesa omonima, una piccola strada che un tempo segnava i confini meridionali della città. Nel secolo scorso la Fiera era ricca di pezzi di artigianato locale, come appunto i campanelli in terracotta, che danno il nome a una ricorrenza che ha perso un po’ dello smalto originario, anche se ha sempre un posto importante nel cuore dei magliesi. Artigiani provenienti da tutta la provincia esponevano campanelli e fischietti, ma non solo. Tipiche della Fiera sono, infatti, le “trozzule”, particolari strumenti in legno che fanno un rumore stridente quando vengono percossi: le “trozzule” servivano a preparare alla Settimana Santa, in particolare alla Processione dei Misteri, che si tiene il Venerdì Santo ed è uno dei riti più amati dai magliesi. Qui una sezione della processione, i cosiddetti ragazzi dell’”Ora pro nobis”, le utilizzavano per richiamare le persone al “funerale di Gesù Cristo”, che la processione stessa simboleggia. Giovedì pomeriggio, 14 aprile, e il 15 aprile per tutta la giornata, potranno essere visitate presso il viale della Madonna Addolorata le bancarelle che ancora, seppure in misura minore che in passato, espongono questi oggetti di artigianato locale: fischietti con carabinieri o animali, vasetti in terracotta smaltati e non. Campanelli di tutte le fogge e in ogni colore sono però ancora il pezzo forte della Fiera. E anche i non religiosi non possono rinunciare a una capatina alla statua della Madonna, che a tutt’oggi conserva i suoi ottocenteschi abiti originali.

Angela Leucci

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Piano per il Sud al decollo. Parola di ministro

Concludere al più presto i lavori per la strada Maglie-Otranto e avviare nel più breve tempo la gara di appalto per l’allargamento della statale 275 (Maglie-Santa Maria di Leuca).

Sono questi obiettivi importanti per la viabilità del Salento sui quali si è soffermato Alfredo Prete, presidente della Camera di commercio di Lecce, nell’aprire l’incontro con il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto.

Il convegno – al quale hanno partecipato rappresentanti del mondo politico, sindacale e imprenditoriale – si è svolto lunedì sera presso la Camera di Commercio di Lecce per illustrare il “Piano per il Sud” varato dal Governo.

Per la risoluzione del contenzioso che sta bloccando l’ampliamento della statale 275, Loredana Capone, vice presidente della Regione, si è impegnata – in un clima di collaborazione tra le istituzioni – a convocare i soggetti coinvolti in un incontro alla Provincia per fare il punto della situazione e superare gli ultimi ostacoli per la realizzazione di un progetto a lungo atteso. Per tali lavori sono stati stanziati 288 milioni di euro, fondi che bisogna utilizzare al più presto, per non perderli. Lavori necessari anche perché sulla 275 si sono verificati numerosi e mortali incidenti stradali tali da richiedere una strada più sicura.

Il presidente Prete ha ribadito l’esigenza di interventi strutturali per sviluppare il turismo. È necessario, perciò, migliorare la rete portuale che comprende tra gli altri anche i porti di Otranto e di Gallipoli. “Nonostante la posizione geografica del Salento e i suoi centinaia chilometri di costa – ha spiegato Prete – non esiste un porto adeguatamente attrezzato per l’attracco di yacht o per lo smistamento delle merci, come pure una rete di porti turistici capace di attrarre una fetta importante del turismo stagionale”. Un altro dato sconfortante è la situazione degli aeroporti. Per il presidente della Camera di commercio, “bisogna valorizzare i piccoli scali esistenti da utilizzare per i voli charter in modo da favorire anche qui la creazione di nuovi pacchetti turistici”.

Necessari anche interventi per quanto riguarda la rete ferroviaria. Gran parte di quella nazionale è obsoleta, i suoi binari sono incapaci di ospitare alta velocità ed alta capacità. Il nostro territorio stenta a percepire i benefici della realizzazione del doppio binario, visto che i treni in partenza e arrivo a Lecce sono diminuiti piuttosto che aumentati. Ed il rinnovo delle carrozze riguarda ancora una quota minima del parco mezzi. Per quanto riguarda poi la realizzazione della metropolitana di superficie sembra ormai chiusa nel cassetto.

Tutte queste infrastrutture rientrano come priorità nel Piano per il Sud, come ha sottolineato il ministro Fitto. I primi investimenti per la Puglia attraverso i contratti istituzionali di sviluppo procederanno per tranche. Prima fra tutte l’adeguamento della dorsale dall’alta velocità da Napoli a Bari, proseguendo per Lecce e Taranto. Ciò avverrà con le prime intese nel mese di maggio tra Governo, Regioni, Anas e Ferrovie. Gli altri punti previsti dal Piano per il Sud sono la sicurezza, la legalità, la ricerca, l’istruzione e la formazione.

Annalisa Gentile

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La Saponificatrice di Correggio e il maresciallo magliese che la arrestò: un libro-verità

È uscito in queste settimane il libro “Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice”, scritto dal giornalista Fabio Sanvitale e dallo psicoterapeuta Vincenzo Maria Mastronardi, ed edito da Armando Editore. Un grande dossier su una delle leggende metropolitane più famose della storia italiana, quello della Saponificatrice di Correggio, la donna che negli anni a ridosso della seconda guerra mondiale venne accusata di uccidere, saponificare o fare dolcetti delle sue vittime (tre donne: Faustina Setti, Francesca Soavi e Virginia Cacioppo). Il libro esplora infatti in lungo e in largo le vicende che videro protagonista la Saponificatrice, Leonarda Cianciulli, a partire dal suo trasferimento a Correggio fino alla morte, avvenuta presso l’ospedale psichiatrico di Pozzuoli, nel 1970, per ictus cerebrale. C’è per la prima volta, in questo scritto, il rovesciamento della credenza popolare relativa a questa donna, cioè che la Cianciulli abbia fatto veramente sapone delle sue vittime: molte delle cose che ancora si narrano sulla prima serial killer donna italiana sono infatti false, e per questo gli autori del libro tentano di ristabilire la verità di quello che accadde anche attraverso la testimonianza dell’unica testimone oculare ancora in vita, la domestica Nella Barigazzi. Racconto lucido e avvincente, l’opera accenna poi, seppur in minima parte, a un protagonista salentino della vicenda che sconvolse l’Italia del dopoguerra: si tratta di Salvatore Toma, maresciallo dei carabinieri magliese, ma di stanza a Correggio, che andò a sostituire un approssimativo predecessore e che arrestò la Cianciulli. E, come a testimoniare che niente è come sembra, se la Saponificatrice è vista a torto da molti come la donna che uccideva per dar da mangiare ai figli preservandoli dalla guerra in arrivo, persino la corruzione del Sud diffusa nell’immaginario collettivo trova in questa storia materia per una sconfessione: Toma, meridionale, seppe infatti prendere le redini di un caso che era tutt’altro che facile, garantendo risposte precise a una piccola comunità sconvolta da atroci delitti dietro cui si nascondevano la fame di denaro e l’arrivismo personale. “Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice” è sicuramente un libro da leggere, sia per la scorrevolezza del suo stile, sia per i contenuti appassionanti: un giallo in piena regola che si innesta nel tessuto di un’Italia ormai assuefatta alla violenza della guerra, in cui l’orrore della cronaca è solo un caso cui la gente sembra non far quasi caso.

Angela Leucci

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La Grotta dei Cervi, chiusa, si sgretola. L’appello di ‘Ndronico: “Fate qualcosa”

La Grotta dei Cervi resta lì, ad aspettare visitatori, da 41 anni. Il tesoro più grande, la Cappella Sistina del Neolitico europeo, è inaccessibile ai più: sarebbe ora di riaprirla. È questo, in sintesi, l’accorato appello del Gruppo Speleologico ‘Ndronico e di Pino Salamina che fotografò quei primi momenti della scoperta. Insomma, dice Pino Salamina, “su tre dei quattro corridoi che strutturano la cavità, e su pareti e volte di questi, compaiono tremila segni o pitture parietali di colore rosso e nero, risalenti a circa seimila anni da noi e in grado di collocare il monumento tra i primi al mondo per quantità e qualità delle tracce. Quasi tutto il complesso sotterraneo è colmo poi di una quantità inestimabile di materiale e oggetti, manufatti e naturali: armi, utensili, vasellame, giocattoli, ninnoli, maschere, lampade, ossa umane e animali, sabbie, terre, ecc., che datano molti più anni delle pitture e riempirebbero se adeguatamente utilizzabili, decine di musei locali. Ma tutto dorme e nulla si muove. La cavità, dal giorno della scoperta, è chiusa”.

Uno spreco dettato da motivazioni scientifiche, dal fatto che i turisti potrebbero alterarne il microclima e danneggiare le pitture, come è successo in molti altri casi. Ma la Grotta sta andando in rovina ugualmente: perché, spiega Salamina, “immaginatevi a grandi linee una cassaforte senza la parte superiore, perché la zona archeologica superficiale non è stata mai espropriata. Ecco, questa è la Grotta: quasi un fatto condominiale dove tra l’altro l’onere dell’apertura e chiusura grava da anni sulle spalle dello stesso volontario. E, come se non bastasse, si sta sgretolando. Questo processo di dissolvimento non può essere combattuto o bloccato, perché la calcarenite di Badisco, cioè il banco roccioso all’interno del quale, geologicamente, si è formata la Grotta, ha matrice marina e prima o poi il salmastro la farà da padrone, come succede per la “consorella” pietra leccese”. Insomma, bisognerebbe – sempre secondo gli speleologi di ‘Ndronico – aprire la Grotta e godere “tutti insieme questo effimero momento, ma con un impegno solenne: ricostruirla, almeno nei suoi elementi più importanti, in un altro sito nella zona, e conservarla per i salentini di domani e per il mondo intero”. Un sogno che già avrebbe potuto diventare realtà, ma qualcosa è andato storto. Nonostante un finanziamento regionale, infatti, destinato a realizzare la ricostruzione 3d laser fatta dal coordinamento Siba dell’Università del Salento, dal Caspur di Roma e dal Cnr canadese, in sede di Area Vasta Sud Salento (e senza neanche modificare la delibera della Regione) i soldi della ricostruzione della Grotta dei Cervi pare siano stati utilizzati per mettere arredi nel Palazzo di Botrugno. Anche se poi, fanno sapere allo ‘Ndronico, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “ha apprezzato l’impegno profuso e ha inviato i migliori auspici per l’apertura del sito”. Una speranza, quella di un sistema di fruizione, che sembra destinata a non avverarsi mai. Perciò – è l’appello di Salamina e Cremonesini dello ‘Ndronico- “se non c’è accordo sul da farsi proponete altre soluzioni, però, possibilmente, prima dei prossimi quarant’anni”.

Elio Paiano

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Assistenza al disagio, due corsi di formazione per l’Ambito Territoriale di Maglie

Più attenzione alle professionalità rivolte alle fasce svantaggiate. Con due corsi di aggiornamento e formazione, l’Ambito Territoriale di Maglie cerca di migliorare le professionalità nell’ambito dell’assistenza ai minori con handicap nelle scuole e per l’assistenza domiciliare a persone con deficit di autonomia. Per il primo corso potranno fare domanda gli assistenti, anche di Ambito, gli operatori del volontariato e gli studenti con orientamento per problematiche di assistenza, che abbiano un’età superiore a sedici anni. Per il secondo corso possono presentare domanda i care-giver familiari, i badanti, gli operatori del volontariato e anche gli studenti. Il percorso formativo per entrambi i corsi è articolato in sessanta ore, suddivise in trenta ore di lezioni frontali e trenta di stage presso strutture residenziali autorizzate. Le classi potranno raggiungere un massimo di sessanta partecipanti. La domanda di partecipazione dovrà pervenire entro le 13 del prossimo 29 aprile all’Ufficio di segretariato sociale del Comune di Otranto o all’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale Sociale di Maglie. Un’iniziativa che si inserisce in una particolare attenzione che l’hinterland magliese e i paesi limitrofi prestano alle tematiche sociali e le professionalità a esse connesse. In questi anni, infatti, il Comune di Maglie, ad esempio, ha provveduto a stilare un albo dedicato ai badanti, a seguito di un corso di formazione che li ha coinvolti, stimolato dalla commissione comunale per le Pari opportunità.

Angela Leucci


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I giovani e la piazza. “Il nostro tempo è adesso. No al precariato”

“Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Lo chiediamo a tutti coloro i quali hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso”

“Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta”, straordinario richiamo lanciato alle 19.30 del 9 aprile a Roma, Napoli, Torino, Milano, Palermo, Firenze, e sono solo alcune delle piazze coinvolte.

Ecco, l’eco dei precari arriva anche al sud, precisamente in piazza Castromediano a Lecce, promossa da Cgil Lecce, Spazio sociale Zei – Circolo Arci, Udu Lecce, Uds, Giovani Democratici Lecce, Sel, Terra del Fuoco Mediterranea, associazione Biblioteca di Sarajevo, comitato No CDR – Galatina, Giovani comunisti, Federazione giovanile comunista, associazione culturale Corte Grande di Martano.

Nel corso dell’evento, che ha visto una buona partecipazione di pubblico, sono intervenuti tra gli altri don Raffaele Bruno, coordinatore regionale di Libera; il senatore Alberto Maritati; i Teenage Riot, band salentina vincitrice delle selezioni provinciali Italia Wave; e i Leitmotive, rockband nota nella scena underground italiana. Intervenuto anche Salvatore Logica, di Phase35, con la proiezione di un cortometraggio sul tema del precariato.

Un particolare momento di riflessione durante la serata, quando ci si è soffermati sul caso di Carlo Saturno, giovane salentino morto suicida nel carcere di Bari il 7 aprile scorso a soli 22 anni. Don Raffale e Maritati, nel corso del resoconto dei fatti, hanno ipotizzato il reato d’istigazione al suicidio da parte di alcuni agenti della polizia penitenziaria. Le indagini sono aperte, se ne saprà di più nei prossimi giorni. La famiglia del giovane chiede giustizia, in tempi rapidi.

Il tempo della verità, il vero valore per i giovani. Da nord a sud:“Non c’è più tempo per l’attesa”, hanno urlato a Lecce. “E’ tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci assomiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente”.

Jenny De Cicco


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Maglie: Al via la Settimana della Cultura Scientifica

8 incunaboli e varie migliaia di libri antiche tra cinquecentine e seicentine. È questo probabilmente il patrimonio storico più interessante in possesso della biblioteca comunale di Maglie “Francesco Piccinno”, tra le più antiche in Puglia, essendo datata 1666. I volumi antichi della biblioteca sono in mostra fino al 17 aprile all’interno della XIII Settimana della Cultura Scientifica, allestita presso il contenitore culturale L’Alca. In mostra, si possono ammirare anche quei libri cosiddetti “proibiti”, ossia i volumi che necessitavano di una particolare dispensa religiosa e secolare per poter essere letti. L’inaugurazione della Settimana ha riscosso un successo che replica quelli degli anni precedenti, attraverso un’offerta variegata che spazia in tutti gli ambiti della cultura. Nel filmato dell’inaugurazione è possibile vedere gli interventi della direttrice dell’Alca Medica Assunta Orlando e del sindaco di Maglie Antonio Fitto.

Angela Leucci


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Sviluppo, pioggia di euro sul Salento dal Consorzio universitario

Centocinquanta mila euro per la crescita culturale, economica e sociale del Salento. E’ la somma che il Consorzio universitario interprovinciale salentino (Cuis) mette a disposizione per il 2011 ai Comuni delle province di Lecce, Brindisi e Taranto che, in accordo con l’Università del Salento, l’Accademia delle Belle Arti di e il Conservatorio musicale di Lecce, proporranno progetti da realizzare sul territorio.

Agli amministratori non resta che cogliere l’opportunità del Cuis, alla guida del quale vi è il presidente della Provincia di Lecce: “Anche per il 2011 – evidenzia Antonio Gabellone – il consorzio risponde alle esigenze degli enti locali e dell’università offrendo un concreto sostegno a importanti progetti per lo sviluppo del territorio. Specie in un momento di crisi economica, un’opportunità privilegiata a portata di tutto il Salento”.

Infatti, negli ultimi anni, i finanziamenti del consorzio hanno permesso ai partecipanti di realizzare importanti progetti di sviluppo e rilancio territoriale.

Il bando per ottenere i finanziamenti è riservato agli enti e ai singoli associati che aderiscono al Cuis, anche in partenariato temporaneo; è prevista anche la partecipazione dei non consorziati, purché deliberino l’adesione al Cuis, da produrre insieme al progetto.

I progetti dovranno essere realizzati dall’Università del Salento, dall’Accademia delle Belle arti di o dal Conservatorio musicale o, congiuntamente, da questi istituti e dai soggetti proponenti. La partecipazione finanziaria all’intervento deve essere assicurata dai proponenti in misura non inferiore al 20 per cento dell’importo complessivo. Il finanziamento massimo del Cuis per singolo progetto è di 20mila euro.

La domanda di finanziamento va inviata a mezzo raccomandata (o consegnata a mano) entro le ore 12 del 30 giugno 2011, in plico sigillato contenente l’indicazione “Progetto CUIS per il contributo 2011”, indirizzato alla segreteria generale del Cuis, via Umberto I, 13, 73100 Lecce.

Per ulteriori informazioni: 0832-683411 begin_of_the_skype_highlighting 0832-683411 end_of_the_skype_highlighting.

Jenny De Cicco

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“Dove va l’economia leccese?”. Presentazione del libro di Mauro Ragosta a Martano

Si è tenuto sabato a Martano, nella sala convegni di Piazza Caduti, un interessante dibattito intorno all’ultimo lavoro di Mauro Ragosta, “Dove va l’economia leccese”, 61 pagg, edito dall’Officina delle Parole. Ultima degli eventi compresi nella rassegna “Buon Compleanno Italia”, curato dall’amministrazione comunale di Martano, in particolare dal consigliere delegato al Turismo e alla cultura Toni Iervoglini, è questa opera divulgativa di Ragosta, studioso e osservatore attento dell’economia meridionale, e specificatamente leccese, sin dal lontano 1988. Dopo la breve introduzione del consigliere Iervoglini e della editrice, Pompea Vergaro, è stato Ragosta a descrivere il suo libro, che incarna anche la sua passione di vita, lo studio dei fenomeni economici del Salento. Si tratta di un testo molto breve e molto semplice, facile da leggere e costato all’autore alcuni mesi e mezzo di lavoro intenso perché “snocciolare i dati, leggerli criticamente e tradurli in concetti accessibili a tutti è faticoso”, soprattutto perché l’intenzione del volumetto è esclusivamente divulgativa.

Ragosta afferma l’assenza di visione strategica in chi guida il nostro territorio, e soprattutto di una cultura economico-strategica, capace di dare al nostro territorio un binario di sviluppo di lungo periodo. Suddivide poi in due tronconi l’economia salentina degli ultimi sessant’anni: prima agricola, poi industriale e nell’ultimo decennio turistica, guardando con ottimismo al futuro e indicando la strada: “Arte e spettacolo saranno, insieme al turismo, i nuovi settori trainanti dell’economia leccese”. Nel suo intervento Ragosta mette inoltre in evidenza un altro gap della nostra economia, ovvero la pigrizia imprenditoriale e la carenza di sistemi di distribuzione, la cosiddetta logistica; illustra infine la suddivisione del libro in due parti: la prima di valutazione degli aspetti generali, la seconda di analisi dei vari settori cardine dell’economia salentina come l’agricoltura, l’industria, l’edilizia, il commercio e il turismo.

Invitato a intervenire in questa conversazione sull’economia salentina è stato il presidente del CNA provinciale, Pasquale Rescio, imprenditore martanese. Rescio ha lamentato l’assenza di momenti pubblici di dibattito sulla salute del sistema produttivo salentino, soprattutto dalla crisi del 2008 che ha “mortificato e indebolito il dibattito tra la politica e le imprese”. Ha fatto poi l’esempio della ripresa italiana del dopoguerra ed ha indicato nella vocazione territoriale salentina, cultura (arte e spettacolo) e agricoltura, i settori traino della rinascita dell’economia locale, sottolineando che politica ed impresa devono parlarsi tra loro per trovare soluzioni comuni ai problemi.

A chiudere gli interventi, prima del dibattito aperto, è stato l’assessore alle Attività produttive del comune di Martano, Antonio Carra, che in una riflessione in parte autobiografica (anch’egli è un imprenditore.), ha sottolineato i problemi relativi agli aspetti gestionali delle imprese, al decentramento geografico, alla mancanza di strutture di supporto alla ricchezze naturalistiche, connessa alla poca cultura d’impresa presente sul territorio e all’assenza di un indotto attivo intorno ai grandi insediamenti produttivi del Salento. Grandi assenti del dibattito i temi dei giovani precari e il settore delle energie alternative, croce e delizia dell’economia salentina degli ultimi cinque anni e dei prossimi dieci.

Fabio Tarantino

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Video-intervista a Mauro Ragosta: “Dove va l’economia leccese”

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