Archive | Maggio, 2011

“Dalì il genio”, il 27 maggio inaugurazione della mostra al castello di Otranto

Il Castello Aragonese di Otranto ospita per tutta l’estate una mostra, a cura di Alice Devecchi, con sessanta opere del maestro spagnolo e OltreDalì rassegna collaterale con artisti nazionali a cura di Raffaela Zizzari

Venerdì 27 maggio alle ore 18 presso il Castello Aragonese di Otranto (Le) si terrà l’inaugurazione della mostra “Dalì il genio”, a cura di Alice Devecchi. Questo evento apre la terza stagione di grandi mostre del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dalla Società cooperativa Sistema Museo di Perugia e dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie, con la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari. Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Mirò e Pablo Picasso, che hanno registrato 90mila presenze complessive, il castello apre le porte a uno dei più importanti artisti contemporanei del ‘900, affermandosi come punto di riferimento per l’arte e la cultura a livello nazionale e internazionale.

La mostra – aperta dal 28 maggio al 25 settembre (ingresso 6/4 euro) – accoglie sei sculture originali in bronzo, tra le quali “Elefante cosmico” (di grandi dimensioni – h 120 x 90 x 350 cm), e una selezione di cinquantaquattro incisioni originali, che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari e che ancora una volta testimoniano la grande capacità grafica del maestro spagnolo. Dal clima gotico travasato in surrealismo bianco/nero de “Il Castello di Otranto”, ai colori pallidi delle “Fiabe Giapponesi”, al vuoto di colore della carta lasciata nuda in “Tristano e Isotta”, al nero e oro glitterato degli “Amours Jaunes”, Dalì precipita con la sua gamma espressiva multiforme nel vero Castello Aragonese di Otranto. Lo invade, lo trasforma, semina il panico con il suo ingombrante mistero, proprio come il gigantesco elmo che mette in moto la trama del romanzo di Walpole che l’artista spagnolo illustra in una delle serie di incisioni in mostra. Dalì si muove, agile e rapido come un gatto, tra testi completamente diversi per registro, tono, epoca, con l’unico filo rosso che è l’indubbia riconoscibilità delle sue figurette allungate, delle sue fughe vertiginose di linee, della sua irreprensibile indole provocatoria. Le sculture in bronzo paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica.

“Le serie grafiche in mostra sono legate a testi molto diversi, per epoca, per registro, oltre che per trama”, precisa la curatrice Alice Devecchi. “Per ognuna si può intuire quale elemento abbia agganciato l’attenzione di Dalì permettendogli di affrontare con i suoi strumenti figurativi la narrazione per immagini”. “Le sculture – prosegue – paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica. La vocazione alla teatralità che l’artista ha sempre avuto nell’arte come nella vita suggerisce in quest’occasione una disposizione delle sue opere plastiche in guisa di interpreti a tre dimensioni di ogni storia raccontata nei fogli incisi”.

Personalità complessa e ricca di fantasia, Salvador Dalì (Figueras, Catalogna, 1904-1989) ha operato con vivace sensibilità e singolare estro creativo in vari campi dell’arte: pittore, scultore, scrittore, illustratore, scenografo, disegnatore di gioielli e di mobili. Le sue molteplici manifestazioni artistiche hanno suscitato da parte della critica giudizi contrastanti che coinvolgono assieme all’opera anche l’uomo, anzi, il personaggio, per taluni atteggiamenti di vistoso gusto eccentrico.

La curatrice Alice Devecchi ha frequentato il liceo classico C. Beccaria di Milano, conseguito la laurea triennale in Scienze dei beni culturali presso l’Università degli Studi di Milano nel 2005 e la laurea specialistica in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Lavora a Urbino, con due architetti, un grafico e una storica dell’arte nel campo della progettazione di allestimenti di mostre e di musei, cura di cataloghi, realizzazione di prodotti multimediali per esposizioni, cura di mostre. Ha ottenuto una menzione speciale per il saggio “Il ventre del pentagono. Geometria magia e salute nel Lazzaretto di luigi Vanvitelli”, nell’ambito del premio Ucare per l’Arte 2009 bandito dalla Fondazione Quarta Onlus di Milano. Ha pubblicato “Ca’ Romanino. Una casa di Giancarlo De Carlo a Urbino”, Argalia editore, Urbino 2010.

Elenco delle opere

  • 1 scultura di grandi dimensioni:

Elefante cosmico, bronzo h 120 x 90 x 350 cm

  • 5 sculture di medie dimensioni:

Perseo, bronzo h 73 x 36,5 x 29,5 cm

Hombre Sobre Delfin, bronzo h 42,5 x 47,5 x 15 cm

Trajano a Caballo, bronzo h 65,5 x 52,5 x 42,5 cm

Mujer Desnuda, bronzo h 55 x 32,5 x 37,5 cm

Mujer con Faldas, bronzo h 69,5 x 38 x 15 cm

13 incisioni all’acquaforte da “Il Castello di Otranto”

10 incisioni a puntasecca colorata a stencil dalle “Fiabe Giapponesi”

21 incisioni a puntasecca da “Tristano e Isotta”

10 incisioni all’acquaforte e finitura in oro de “Les amours jaunes”

 

OLTREDALI’

Eventi collaterali

In occasione della grande mostra “Dalì il genio”, il Castello Aragonese di Otranto sarà animato anche da OltreDalì, rassegna collaterale a cura di Raffaela Zizzari, che trasforma il castello in una tappa obbligatoria per chiunque visiti Otranto, mutandolo in una grande macchina culturale dedicata all’arte e alle sue nuove espressioni.

In tale contesto la rassegna interagisce omaggiando Dalì, le sue manifestazioni artistiche e gli elementi caratterizzanti di una figura poliedrica come quella del “genio polimorfo”, trasformati e reinterpretati da artisti nazionali. Dai baffi ceramici di Monica Righi alle tele molli di Pasquale Pitardi, dal fuori scala di Marino Ficola alle sedie di Luigi Orione Amato, dalle miniaturistiche illustrazioni di Massimo Pasca all’uovo e ai mega ciottoli di Raffaela Zizzari, dalla seduta bocca di Gufram alle sedute di Romano Alcide Rizzo.

È un susseguirsi di emozioni, vibrazioni, stratificazioni, cromatismi e matericità che esaltano il significante del maestro, contribuendo alla comprensione e alla conoscenza di una figura “dalle molte forme” che afferma: “a sei anni volevo diventare cuoco. A dieci Napoleone. Da allora in poi le mie ambizioni sono sempre andate crescendo”.

Apertura al pubblico da sabato 28 maggio a domenica 25 settembre 2011

Orari: maggio 10-13 / 15-19; giugno e settembre 10-13 / 15-22; luglio e agosto 10-24. Aperto tutti i giorni.

Ingresso: intero 6,00 euro; ridotto 4,00 euro (6-14 anni, oltre 65 anni, scolaresche, diversamente abili e relativi accompagnatori, gruppi superiori a 20 unità, convenzioni attive).

Visita guidata individuale alla mostra + castello a orari prestabiliti (in italiano):

• tutti i giorni luglio e agosto ore 17:00 – 18:00 – 19:00; 2,00 euro + ticket d’ingresso

Visita guidata di gruppo su prenotazione (in italiano, inglese o francese)

• solo mostra: gruppi 80,00 euro + ticket d’ingresso; scuole 60,00 euro + ticket d’ingresso

• mostra + castello: gruppi 100,00 euro + ticket d’ingresso; scuole 80,00 euro + ticket d’ingresso

Info e prenotazioni:

Tel. 199.151.123*

* Costo della chiamata da telefono fisso di Telecom Italia: 10 centesimi al minuto IVA inclusa senza scatto alla risposta, tutti i giorni, 24/24 h. Per chiamate originate da altro operatore i prezzi sono indicati dal servizio clienti dell’operatore utilizzato.

E-mail: [email protected]

Sito web: www.daliotranto.it

IL CASTELLO ARAGONESE DI OTRANTO

A pianta pentagonale irregolare con tre torrioni cilindrici e un poderoso bastione a forma di lancia, soprannominato “Punta di Diamante”, che si spinge verso il porto, con un fossato che si estende per tutto il perimetro e nell’antichità era munito di ponte levatoio. Fu edificato tra il 1485 e il 1498 dagli Aragonesi di Napoli, probabilmente su una costruzione preesistente del periodo federiciano, avvalendosi della consulenza di Francesco di Giorgio Martini, il genio dell’architettura militare rinascimentale. Nel 1647 furono apportate opere di consolidamento e furono restaurate la “Torre Mastra” e l’intera cinta muraria. Sul portale d’accesso campeggia l’emblema di Carlo V d’Asburgo. All’interno della fortezza vi è una piazzetta a pianta quadrangolare con una scalinata che porta ai piani alti. Il piazzale superiore del castello, a un’altezza di 16 metri, è munito di cannoniere e merlone. Agli inizi del 1800 le milizie napoleoniche manomisero la quasi totalità dell’apparato difensivo di Otranto. Nel 1897, parte del fossato fu riempito di terra per consentire l’accesso al borgo antico, ma poi alla fine del secolo successivo è stato ripristinato lo stato originario. Nel corso del 2009 è divenuto un importante contenitore culturale, con mostre ed eventi di grande spessore.

 

Il Castello è aperto tutto l’anno con i seguenti orari:

gennaio e febbraio 10:00 – 13:00 / 15:00 – 17:00 chiuso il lunedì

marzo 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00 chiuso il lunedì

aprile e maggio 10:00 – 13:00 / 15:00 – 19:00 aperto tutti i giorni

giugno 10:00 – 13:00 / 15:00 – 22:00 aperto tutti i giorni

luglio e agosto 10:00 – 24:00 aperto tutti i giorni

settembre 10:00 – 13:00 / 15:00 – 22:00 aperto tutti i giorni

ottobre 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00 chiuso il lunedì

novembre e dicembre 10:00 – 13:00 / 15:00 – 17:00 chiuso il lunedì

Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.

Visite guidate e aperture straordinarie su prenotazione.

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Donne disoccupate, un corso gratuito dell’Istituto Calasso di Lecce per diventare imprenditrici

A LECCE UN CORSO GRATUITO DI 300 ORE RIVOLTO A 15 DONNE DISOCUPPATE, INOCCUPATE E INATTIVE ISCRITTE NEGLI ELENCHI DEI CENTRI PER L’IMPIEGO DELLA PROVINCIA DI LECCE. PREVISTI 10 MODULI TEORICI E PRATICI, COMPRENSIVI DI PERCORSI DI FORMAZIONE E CONSULENZA PER LE CREAZIONE DI NUOVE REALTA’ IMPRENDITORIALI FEMMINILI, TENUTI DA DOCENTI ED ESPERTI DEL SETTORE. ISCRIZIONI APERTE FINO AL 20 MAGGIO PROSSIMO

Migliorare l’accesso verso gli impieghi lavorativi, aumentando la partecipazione sostenibile delle donne all’occupazione e riducendo la segregazione di ogni genere sul mercato del lavoro. Questo è uno degli obiettivi principali di RISORSA DONNA PER L’IMPRESA, un corso gratuito della durata di 300 ore rivolto a 15 donne disoccupate, inoccupate e inattive, immigrate e iscritte negli elenchi dei Centri per l’Impiego della Provincia di Lecce.

Il corso, rientrante nell’Avviso n.5 del Por Puglia 2007-2013 (Asse II – Occupabilità), è realizzato dall’Istituto Tecnico Economico Statale “F. Calasso” di Lecce, in stretta sinergia con il Fondo Sociale Europeo, con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Assessorato alle Politiche per lo Sviluppo, l’Innovazione e Lavoro della Regione Puglia e il Servizio Formazione e Lavoro della Provincia di Lecce. L’iniziativa, che prevede percorsi integrati di formazione, accompagnamento e consulenza per la formazione di nuove realtà imprenditoriali femminili in forma singola o associata, è sostenuta dalla collaborazione attiva del Comune di Martano, di Ambito Martano e della Libera Associazione Universitaria per le Pari opportunità, da “Concordia Società Cooperativa Sociale”, “Polemune” e da Officine Carra srl.

L’attività si suddivide in 10 moduli teorico-pratici di diversa durata, tenuti da docenti ed esperti del settore. A tutte le allieve partecipanti sarà corrisposta un’indennità oraria per ogni ora di frequenza del corso, al termine del quale sarà rilasciato un attestato di frequenza con l’indicazione delle competenze acquisite. Le iscrizioni al corso gratuito dovranno pervenire entro il 20 maggio prossimo, presentando una domanda di partecipazione debitamente compilata presso gli uffici di segreteria dell’ITES “F. Calasso” di Lecce (Via Belice s.n. – 73100 Lecce), aperti dal Lunedì al Sabato dalle ore 10 alle 13. Il modulo di partecipazione può essere ritirato direttamente in segreteria o scaricato dal sito internet dell’istituto scolastico leccese.

Per ulteriori informazioni e dettagli contattare lo 0832.394551 o visitare www.itccalasso.le.it

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Otranto, 47 migranti sbarcati stasera al porto: tra loro anche 11 bambini

Sono arrivati su una barca a vela da dieci metri i 47 migranti di etnia mista approdati questa sera al porto di Otranto verso le 19: quarantasette persone, di cui 7 donne e 11 piccoli in tenerissima età, il più giovane dei quali una bimba di soli 7 giorni di vita portata per accertamenti presso il presidio sanitario di Scorrano, ma che comunque sta bene.

Partiti forse dalla Turchia e poi stipati sull’imbarcazione, la cui nazionalità non è ancora stata identificata, sono arrivati sulle coste salentine facendo vela, quasi sicuramente, dalla Grecia. Un viaggio lungo, durante il quale i migranti devono aver sofferto molto, considerate le piccole dimensioni del natante e la giovanissima età di alcuni dei naviganti, che sono stati avvistati a 7 miglia e mezzo dalla costa di San Cataldo e subito scortati dalla Guardia Costiera sulla terraferma, dove sono poi stati portati presso il Centro di Identificazione” Don Tonino Bello” di Otranto per le formalità di rito, tra le quali l’identificazione da parte della Polizia di frontiera e la Guardia di Finanza.

Pare dunque che si tratti di nuclei familiari richiedenti asilo, provenienti da Iran, Iraq, Pakistan e Afghanistan; ad accoglierli presso il “Don Tonino Bello”, non solo le autorità, ma anche i volontari della Misericordia di Otranto, subito adoperatisi per prestare loro le prime cure e rifornirli di cibo e abiti. Pare che tra l’altro sia stato identificato anche lo scafista, anche se indagini sull’accaduto sono ancora in corso.

Jenny De Cicco


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Salento, terra di sbarchi: tre giorni a Otranto per raccontare vent’anni di storia

Salento, la terra dell’accoglienza. Definizione che sembra scontate, ma alla luce dei recenti avvenimenti – l’emergenza Lampedusa e l’allestimento del c.p.t. di Manduria – la memoria torna a quando, 20 anni fa, a Otranto in particolare si palesò una simile emergenza: i primi sbarchi di coloro che, allora, si chiamavano immigrati e ora definiamo giustamente migranti. Gente in continuo movimento per cui il Salento non fu un punto di arrivo: per la gran parte di loro, infatti, fu solo un passaggio, un approdo verso mete più sicure.

Vent’anni e non sentirli, poiché 65.000 persone passate da qui non si dimenticano, anche se qui non sono più presenti. Per questo, presso il castello di Otranto, si tiene da domani e fino al 22 maggio la tre giorni “Il sogno italiano. Albania – Puglia: vent’anni dopo (1991-2011) ”, organizzata da Università del Salento e Comune di Otranto per riflettere su uno degli eventi che ha segnato in modo epocale i nostri tempi. Quattro le sessioni del convegno “Il sogno italiano”: domani, giovedì 19 maggio, dalle 15.30 con “Italia – Puglia – Albania in dialogo”; venerdì 20 maggio, dalle 9.00, con “Cultura e Società”, e dalle 15.30 con “Emigrazione, economia, integrazione”; per finire il 21 maggio, dalle 9 in poi, con “Il patrimonio della cultura tradizionale”. Allestita per l’occasione anche la mostra fotografica “IntegrAzione”, del noto fotoreporter Vittorio Arcieri per Integra Onlus, “donata” per l’occasione all’Associazione Studenti Albanesi (ASAL – Student).

Ospite d’eccezione, nella giornata di domani, l’ambasciatore della Stato albanese in Italia Llesh Kola, che ha già inaugurato la mostra il 12 marzo presso l’Ambasciata albanese a Roma, e che per primo ha concesso l’alto patrocinio all’iniziativa. “IntegrAzione” rappresenta infatti un documento storico straordinario, dall’alto valore culturale e sociale riconosciuto con la concessione del patrocinio anche dal Ministero per gli Affari Regionali, dal Ministero della Gioventù, da UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni), dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, da Apulia Film Commission, da Cirpas UNIBA, dal Progetto Ripartiamo da Noi, dal Centro studi culturale Parlamento della Legalità: 26 scatti in bianco e nero, istantanee di grande umanità e intensità, volti, mani e occhi verso una nuova realtà e un futuro di speranza. L’accoglienza del popolo italiano, l’impegno delle Forze dell’ordine, gli sforzi delle istituzioni. Le foto, una dopo l’altra, sono pagine di storia per ricordare il significato profondo della parola “migrante”. La mostra, il 27 maggio, sarà trasferita nel castello Orsini del Balzo di Acquarica del Capo.

Jenny De Cicco


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Borgagne, violenta grandinata nella notte. Ingenti i danni

Una eccezionale quanto distruttiva grandinata si è abbattuta su Borgagne stanotte, poco dopo l’una, con violenza massima del fenomeno meteorologico raggiunta intorno alle tre di mattina. Una notte d’inferno, per i cittadini di Borgagne, impegnati a liberare le proprie abitazioni dall’acqua e dal ghiaccio. Stamattina, sul paese, splende il sole ma i danni sono incalcolabili. Case e cantine allagate, muri abbattuti, giardini e campi distrutti, animali da cortile annegati, strade ricoperte di ghiaccio. Particolarmente colpita è stata la zona bassa del paese, mentre si è salvata la parte alta. I vigili del fuoco sono impegnati da diverse ore a svuotare dall’acqua le case e la cantine, con l’aiuto di pompe idrovore. Il vicesindaco Mauro Russo e il dirigente dell’Ufficio tecnico Luigi Saracino stanno procedendo al conteggio dei danni. Non è la prima volta che una simile calamità si abbatte su Borgagne ma, di anno in anno, il fenomeno si manifesta in modo sempre più violento. L’uomo è inerme dinanzi alla Natura, che si scatena forse per ricordare a tutti che siamo solo ospiti casuali del pianeta.

Serena Cappello


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Masseria Luciagiovanni: inaugurato a Lecce il riad marocchino degli imprenditori otrantini Bleve

Spazio al sogno. Tra l’odore degli incensi e del legno di cedro, e una visione fiabesca che sembra essere uscita dalle pagine de Le Mille e una notte… Masseria Luciagiovanni si presenta come la felice sintesi di un connubio insolito tra la salentinità dell’architettura e la cultura magrebina. Salento e Marocco. Terre frontaliere e terre di frontiera dove le storie dei popoli da sempre si intersecano, si incontrano, si inseguono nella comune radice di appartenenza: il Mediterraneo.

E mediterranei sono i colori, i profumi che sprigionano il parco che circonda la splendida masseria, un tempo detta “della Cicala” e che dal prossimo 21 maggio, con una festa a tema e un parterre di 500 ospiti selezionati, rinasce come “Masseria Luciagiovanni e Spa”. Luogo emblema dello slow, della lentezza che è ricongiungimento con i sensi e lo spirito, ricerca interiore del piacere di essere e di esistere. Sarà una Spa particolare dove privilegiati sono il rapporto con la natura, le antiche pratiche legate alla filosofia orientale come il massaggio all’olio d’oliva e lo yoga. Prodotti naturali e antiche discipline per ritrovare il contatto con il proprio corpo in controtendenza con l’utilizzo, talvolta eccessivo, di strumentazioni altamente sofisticate ma estranee alla corporeità. Della serie, niente può rinvigorire di più il corpo – e l’anima – avvelenati dal frenetico ritmo quotidiano e dallo stress – di un bel bagno caldo profumato, tra candele e incensi. O di una bella sauna o di una nuotata in piscina …qui entra in gioco – si sa – il gusto personale ma di una cosa siamo certi, dopo averla visitata, la Masseria Luciagiovanni è l’espressione felice del buongusto, della cura dei dettagli che fanno la differenza.

Oltrepassando il grande portone di legno di cedro, finemente intagliato, si è subito immersi in un’atmosfera tipicamente marocchina. “Già con il resort “Baia dei Turchi”, spiega la titolare Marisa Bleve, “avevamo portato nella città di Otranto un angolo di Marrakech. Un’impronta che è decisamente predominante nella leccese masseria fortificata che abbiamo ristrutturato rispettando la tradizione dei suoi elementi costitutivi e facendo di essa un luogo dove la salentinità dell’architettura sposa il riad marocchino in un connubio perfetto. Tutti gli arredi, dai complementi, ai mobili, ai tessuti sono pezzi unici realizzati dagli artigiani magrebini; l’allestimento, la realizzazione della pavimentazione e la ristrutturazione degli ambienti è stata affidata alla manodopera salentina, nella fusione delle due esperienze – che si enfatizzerà anche nelle proposte gastronomiche del ristorante “Le riad” – la sintesi felice di questa splendida struttura che si trova in un’area a ridosso della città, vicina al mare ma di fatto nella città – ha rimarcato Paolo Perrone sabato scorso, durante la presentazione alla stampa: “Anche il sindaco di Lecce potrebbe venire a chiudersi in questo luogo che nasce dalla scelta di grande coraggio della famiglia Bleve in un momento di crisi economica generale, anche se le previsioni per la stagione 2011 ci lasciano ben sperare. E questa struttura è ideale per attirare il target turistico medio-alto che ci interessa portare a Lecce e nel Salento”.

E i presupposti ci sono tutti. Masseria Luciagiovanni è un albergo a quattro stelle con 28 camere, tra suite e junior suite, comfort room, gold garden room con giardino privato, superior room di ampie dimensioni e deluxe room con vasca da bagno a vista, tutte splendidamente arredate con letti a baldacchino e mobili moreschi. Oltre ai comfort e ai tradizionali servizi di ultima generazione che rendono il soggiorno indimenticabile in più, a soli sette minuti di auto, è disponibile per gli ospiti una spiaggia privata.

Ma Masseria Luciagiovanni è anche luogo di incontri, con la sala convegni che può ospitare fino a 70 persone e la sala riunioni, per 10 persone, dedicata a Carmelo Bene, parente stretto degli imprenditori otrantini che sarà impreziosita da alcuni ricordi di famiglia.

Luogo del relax e regno del lusso ma, soprattutto, luogo del benessere. La masseria è una Spa, anche estiva, dove è possibile scegliere tra sauna, bagno turco, hammam, doccia emozionale, massaggi, piscina talasso con nuoto controcorrente, sala fitness e campo da squash. Semplicemente incantevole l’antico patio della masseria, trasformato in una suggestiva e attrezzatissima corte che si presta ad essere la location di party esclusivi, come esclusiva è la piscina di 1600 metri quadrati, dotata di idromassaggio e solarium con lettini orientali; le grandi anfore decorate che sorgono a pelo d’acqua rendono l’atmosfera surreale mentre i bordi della stessa evocano le baie della costa salentina, in particolare quella otrantina …sembra quasi che un pezzetto della Baia dei Turchi, con la sua sabbia bianca e le acque cristalline, sia magicamente approdata nel cuore della campagna leccese.

“Questa struttura corona il lavoro della famiglia Bleve, che ha iniziato a scrivere la storia di Otranto nell’ambito della ristorazione prima e poi nel settore alberghiero”, ricorda anche Mimmo De Santis, presidente di Federalberghi. “Con il “Miramare” e “Acmet Pascià” e il resort “Baia dei Turchi”, ai quali si aggiunge questa bellissima Masseria in cui si è realizzato un ambiente del tutto diverso, cercando di portare a Lecce un angolo di Marrakech: un’oasi di pace, immersa nel verde, dove si può godere il pieno relax con la Spa e immergersi in un sogno, alle luci della sera, per rinfrancare il corpo e la mente. Un’impresa coraggiosa per la diversità e l’originalità della proposta turistica, nell’investimento che punta ad un ritorno economico non solo stagionale”.

E di scelte imprenditoriali coraggiose ha parlato anche Francesco Bruni, ex sindaco otrantino e consigliere provinciale. “Un’analogia che, per certi versi, avvicina Lecce e Otranto, entrambi territori che stanno cercando di tenere ferme le radici di un flusso turistico che è il fiore all’occhiello del turismo pugliese. “E i numeri rivelano una crescita costante del Salento rispetto alla Puglia – ha ribadito Stefania Mandurino, commissaria Apt – e questo grande riad alle porte di Lecce contribuirà certamente ad accrescerli ulteriormente”.

Antonietta Fulvio


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Otranto, arriva “WaveTrotter Competition”: fotografia, musica e tanto tanto mare

La manifestazione “WaveTrotter Competition” partirà fra più di un mese (gare e dimostrazioni dal 30 giugno al 7 luglio prossimi), ma Otranto sarà inondata fin da subito da una serie di iniziative legate all’evento WTC.

Dal 25 giugno al 2 luglio, in accordo con l’Associazione Diportisti Hydruntini, si terrà infatti un concorso fotografico dal titolo “Il mare Sotto-Sopra”: per raccontare storie, tradizioni e vite indelebilmente scritte nelle risacche del mare. Aperto a tutti – professionisti e dilettanti della fotografia – il concorso intende infatti valorizzare i due punti di osservazione del mare che danno titolo alle sezioni del contest: il mare SOTTO, viaggio alla scoperta delle profondità marine, e il mare SOPRA, momenti di vita vissuta sulla costa.

Una commissione sceglierà due tra le foto esposte (una per ciascuna sezione), e i vincitori saranno premiati il 2 luglio presso il molo antico di Otranto. La stessa serata della premiazione si terrà anche un’altra iniziativa: saranno esposti i disegni di tutti i bambini che avessero la voglia di esprimere la propria visione del mare. Che è musica, alla fine: così WTC ha deciso di organizzare anche l’“Onda Sonora Music Contest” , con iscrizione aperta a tutte le band emergenti che sentano di poter interpretare con il proprio sound lo sport del surf, lo spirito d’avventura, il rapporto privilegiato col mare, il brivido di ogni onda, l’adrenalina della prestazione. E così nelle calde notti estive le spiagge salentine si affolleranno di giovani di ogni parte d’Italia, pronti a scatenarsi sulle note dei ritmi più travolgenti.

I gruppi iscritti saranno selezionati da Marcello Tozzi, direttore e docente presso l’Accademia della musica “Professione musica e spettacolo”. La band vincitrice riceverà in premio un corso gratuito presso la stessa Accademia, mentre per tutti gli altri gruppi i vantaggi saranno promozionali: saranno ospiti in studio di tutte le radio che collaborano alla manifestazione, Radio Flo, Radio Antenna Verde e Radio SUM Project.

La manifestazione “WaveTrotter Competition”, oltre a radunare appassionati ed esperti del surf e della vela, prevederà inoltre esibizioni e lezioni gratuite di frisbee free-style e di skateboard, immersioni gratuite, laboratori didattici sull’ambiente, escursioni guidate verso le bellezze del Salento.

Per informazioni su come iscriversi al contest musicale e/o fotografico, e per saperne di più sulla WaveTrotter Competition, www.wavetrottercompetition.com.

Jenny De Cicco

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Borgagne, il killer dei cani colpisce ancora. Il dolore dei volontari

A Borgagne cani e gatti, randagi e di proprietà, continuano a morire avvelenati. Inutili le ronde notturne e l’intervento del Comune. Chi dissemina il territorio di bocconi avvelenati? Chi può compiere un’azione così spregevole? Ogni anno si ripete la macabra usanza e i nostri amici a quattro zampe continuano a morire tra spasmi atroci. Quest’anno la prima morte di un cane dovuta ad avvelenamento è stata accertata più di un mese fa. Non si sarebbe trattato di un caso episodico; a questo ne sarebbero seguiti altri. Le vittime, ormai, non si contano nemmeno più. Il killer prepara la sua esca, polpette di carne macinata e impastata con antilumaca e forti dosi di insetticidi e pesticidi. Il decesso avviene in breve tempo. Il veleno per lumache, a differenza di quello per topi, ha un effetto rapidissimo e procura spasmi, convulsioni e il decesso in pochi minuti. I cittadini sono sgomenti non solo per l’atrocità del gesto, ma anche perché il veleno antilumaca è stato rinvenuto dagli operatori ecologici, durante la pulizia delle strade, in diverse zone del paese. Inoltre gli animali avvelenati sostavano dove di solito si ritrovano anche i bambini. È evidente il pericolo a cui sono soggetti anche loro.

Il sindaco Vittorio Potì e tutta l’amministrazione comunale condannano questa inutile strage, sollecitando le forze dell’ordine a una maggiore azione e repressione verso tali crimini e facendosi carico delle spese mediche e di assistenza per le povere bestiole, ma purtroppo non può fare nient’altro che appellarsi alla maturità e alla civiltà delle persone sensibili, grazie alle quali alcuni cani sono stati salvati in un primo tempo, ma una volta tornati in libertà e quindi nella sfera d’azione del killer, che non ha sbagliato il secondo colpo. Ileana Maran, volontaria dell’associazione “Arka di Noè”, è afflitta, perché teme una mattanza senza fine e che le possibilità di catturare il colpevole diventino sempre più esigue. Non se fa una ragione: “Abbiamo lavorato per quattro anni per sensibilizzare la cittadinanza sul fenomeno del randagismo, e in particolare sull’abbandono. In questo arco di tempo abbiamo fatto in modo che gli animali più sfortunati venissero tutti regolarmente alimentati, curati, sterilizzati, vaccinati, perché il nostro obiettivo è diffondere il rispetto e l’amore per gli animali. Abbiamo informato, con volantini, su quali siano le responsabilità di chi desideri adottare un cane o un gatto e prendersene cura, sulle leggi che regolano la materia e su tutto ciò che è necessario sapere per convivere in armonia con un animale. In questo modo siamo riusciti ad avvicinare anche bambini inizialmente paurosi agli animali, alcuni dei quali sono anche stati adottati. Dopo il nostro lavoro i randagi non erano più un pericolo per il paese, erano tutti psicologicamente equilibrati e sani. Ma ora è come se tutto è stato vano”, si duole Ileana. “I bambini sono disperati per la perdita dei loro amici a quattro zampe e non riescono a farsene una ragione”. Come fare a insegnare rispetto e tolleranza a bambini che sono stati testimoni di un gesto così orribile perpetuato ai danni al miglior amico dell’uomo?

Serena Cappello

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La Provincia fa promozione turistica, in arrivo nel Salento tour operator e giornalisti

Ancora una volta protagonista indiscusso del turismo pugliese è il Salento, e i suoi luoghi suggestivi che a giorni si faranno conoscere in tutto il loro splendore a nuovi tour operator e a giornalisti di importanti testate nazionali del Nord Italia e della Svizzera italiana. Partirà infatti giovedì 19 maggio il secondo Educational tour che si terrà fino al 22, nuovo appuntamento con “La Primavera del Salento”, progetto avviato in occasione dell’ultima Bit di Milano da Francesco Pacella, assessore al Turismo e al marketing territoriale della Provincia di Lecce.

Il progetto (realizzato con la collaborazione della rivista “Spiagge”) interessa i comuni di Galatina, Diso, Castro, Salve, Presicce, Ugento, e l’ente Parco Otranto-Santa Maria di Leuca con il supporto dell’Apt di Lecce, e punta a valorizzare le ricchezze paesaggistiche, naturalistiche, architettoniche e culturali del territorio, attraverso una rete di itinerari escursionistici tematici alla scoperta dei colori della “Primavera del Salento”. La Provincia fa sapere che sono in corso di realizzazione i primi nove percorsi che prevedono opere eco-compatibili di indicazioni e di informazioni, tutti legati fra loro dal filo conduttore della conoscenza, della tutela e della fruizione sostenibile delle aree naturali protette della Provincia di Lecce. Primo fra tutti quello che va dal Parco naturale regionale Otranto-Santa Maria di Leuca fino alle Gravine per la parte adriatica. E ai Bacini di Ugento per la costa jonica, passando per il Parco di Gallipoli, attraversando Punta Pizzo, per giungere al Parco naturale di Porto Selvaggio.

Nella giornata di sabato 21 maggio, dalle 10 alle 12.30, nel castello di Castro si terrà un workshop nel quale i tour operator ospiti potranno incontrare gli operatori del Salento interessati a proporre la propria offerta ricettiva. Gli operatori salentini interessati possono partecipare gratuitamente all’incontro presentandosi alla segreteria per la registrazione. “La formula dell’educational è una delle tante azioni individuate per comunicare la ‘linea di prodotto territoriale rappresentata dal turismo escursionistico’, dice l’assessore Pacella, “e ci consente di andare incontro a target di straordinario interesse, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile del nostro territorio: un passaggio fondamentale, questo, per essere competitivi nel mercato globale: nazionale e soprattutto internazionale”. Prenderanno parte al tour numerosi giornalisti di importanti testate del settore, tra le quali Bell’Italia, Meridiani, Panorama Travel e operatori turistici del calibro di Ati Tour, Trekking Italia, AG vacanze.

Annalisa Gentile

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La questione “pulizia e decoro” approda in Consiglio comunale a Maglie

L’ambiente prima di tutto. Si parlerà di questo, inevitabilmente, nel prossimo Consiglio comunale a Maglie, anche perché la capogruppo di opposizione di “Per cambiare Maglie”, Roberta Culiersi, ha depositato delle richieste di ordine del giorno e delle interrogazioni che parlano proprio di questo: tra cui quella sulla questione del degrado nel quartiere Policarita. Nelle scorse settimane, la testata Belpaese aveva pubblicato alcune foto che ritraevano lo stato in cui versa quella zona, tra erbacce e discariche abusive: così Culiersi chiede pubblicamente le ragioni nel ritardo della pulizia, e a chi siano da attribuire le responsabilità.

La questione è nota: alcune zone del quartiere Policarita non esistevano ancora, all’epoca della stipula con il contratto con l’Mta, la società mista che a Maglie si occupa del verde, oltre che della raccolta differenziata e della gestione dei parcheggi a pagamento, per cui la pulizia avviene alla bisogna, in modo da non gravare eccessivamente sulle tasche dei cittadini. Inoltre, per quanto riguarda le discariche abusive, la loro rimozione avviene su segnalazione dei cittadini, possibilmente cercando di individuare i colpevoli, come spesso l’amministrazione è riuscita a fare. C’è da immaginare tuttavia che il dibattito si infiammerà comunque, anche per i ritardi nella pubblicazione del catalogo PIA (Catalogo Pubblico Informazioni Ambientali), che avrebbe dovuto avere avvio il 31 marzo, per cui in un’altra interrogazione si chiede immediatamente la pubblicazione e la fruizione da parte dei cittadini a mezzo Ufficio per le Relazioni con il Pubblico. Inoltre Culiersi ha provveduto a due richieste d’ordine del giorno, una sulla “cicca selvaggia”, l’altra per regolamentare la distribuzione di volantini pubblicitari. Per quanto riguarda la prima richiesta d’ordine del giorno, si vuole mutuare la scelta che il capoluogo Lecce sta facendo in queste settimane, ossia sanzionare chi sporca la città abbandonando ovunque le cicche di sigaretta: se l’ordine del giorno dovesse passare, gli esercenti di locali pubblici dovranno dotarsi tutti di appositi posacenere al di fuori del locale, augurandosi che, magari attraverso le sanzioni, i cittadini recepiscano il messaggio. Di pulizia si parla anche nella richiesta d’ordine del giorno relativa alla regolamentazione del volantinaggio, che secondo Culiersi deve avvenire come il normale porta-a-porta, ossia attraverso la consegna nelle cassette postali e non in quelle comuni deputate alla pubblicità: un regolamento del genere dovrà essere vagliato attentamente, perché alcuni condomini hanno le cassette interne e la questione potrebbe non essere visto di buon occhio, a causa degli evidenti problemi che l’introduzione di estranei in una proprietà privata potrebbe comportare. Ma non si parlerà solo di ambiente in Consiglio comunale, dato che Culiersi ha chiesto anche la sottoscrizione di un protocollo contro l’infiltrazione mafiosa nei contratti di lavoro, come da informativa del Ministero per l’Interno: un punto sul quale c’è buon motivo di pensare che potrebbe passare all’unanimità.

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A Bari il Lecce agguanta la vittoria e anche la permanenza in serie A

Non un derby qualunque, quello disputato ieri allo stadio San Nicola, a Bari, ma un incontro decisivo che per gli uomini di De Canio significa salvezza. Il Bari, ormai retrocesso in B, non solo voleva tornare a vincere in casa, impresa che ormai non gli riesce dal lontano settembre dello scorso anno, ma voleva approfittare della situazione per mettere un po’ i bastoni tra le ruote dei cugini leccesi, dando ai tifosi almeno la gioia di vincere un incontro così sentito. Resta dunque solo rammarico per i biancorossi che, perdendo in casa per 2 a 0, hanno permesso così al Lecce di festeggiare proprio nel loro stadio la conquista di un posto in serie A per il prossimo anno, vista anche la vittoria del Palermo sulla Samp.

Un primo tempo equilibrato, e con pochissime emozioni. Il Lecce, chiaramente intenzionato a portarsi a casa i tre punti, mostra un po’ più di carattere, ma il Bari è attento a chiudere gli spazi. Il primo vero brivido giunge proprio allo scadere dei primi 45 minuti: una fiammata di Mesbah regala euforia ai tifosi giallorossi, e subito dopo il goal del leccese Miccoli alla Samp scuote gli animi di tutti i presenti.

Al rientro sul terreno di gioco il Bari prova timidamente a svegliarsi dal torpore, ma ci pensa il brasiliano Jeda, al 7’ di gioco, a mettere in chiaro le intenzioni dei giallorossi, sorprendendo Gillet con un colpo di testa ben piazzato. Ed è ancora lui, il più incisivo tra le file del Lecce, che al 34’, aiutato da una sfortunata deviazione di Masiello, sigla il 2 a 0. L’inserimento del giovanissimo Grandolfo per il Bari fa muovere qualcosa, ma gli uomini di De Canio non si lasciano intimorire e riescono a conservare il meritato vantaggio, giunto in seguito a una gara disputata con intelligenza dalla squadra salentina che ha giocato la palla al centrocampo, aspettando con pazienza il momento giusto per proporsi.

La sorpresa più grande è riservata al finale: dal Marassi arriva la notizia del goal di Pinilla, fine dei giochi. Il Lecce stacca di ben 5 punti la Samp e riesce nell’impresa della salvezza aritmetica, con un turno d’anticipo. Un altro anno in A, successo quanto mai meritato per una squadra che nonostante le difficoltà ha dimostrato di avere la grinta e la determinazione giusta per continuare a crederci.

Non sono mancati gli episodi spiacevoli che, in piena ripresa, in concomitanza con l’effimero pareggio agguantato da Biabiany per la Samp sul Palermo, hanno portato l’arbitro Morganti a sospendere la partita per pochi minuti per un continuo lancio di petardi da parte della tifoseria barese. Per fortuna la situazione si è poi placata, anche se alcuni tifosi biancorossi hanno persino rotto delle vetrate per cercare di raggiungere senza successo il settore ospiti. Ciò che resta impresso, però, di questa partita così emozionante, al di là dal primo tempo in sordina, è la cartolina finale: i giallorossi euforici a festeggiare sotto il settore ospiti per quest’importante traguardo.

Alessandra Ragusa

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Monteroni-Otranto 3-2, il ripescaggio per gli idruntini è rinviato a domenica prossima

Monteroni: De Paolis, Francioso, Nuzzo, Calcagnile (Bernardo M.), Bonuso, Leucci; Ciurlia, Roi, Savino (Pischedda), Bernardo D., Zilli All. Giovannico

Otranto: Monteduro, Paladini, De Iaco (Reale), De Giorgi, Sariconi, Morello; Samueli, Giannone (Stifani), Scrimieri (Scrimitore), Cursano, Marrocco All. Salvadore

Arbitro: Vergaro di Bari

Reti: al 3’ Ciurlia, al 6’ Aut. De Iaco, 21’ Francioso, 37’ e 85’ Marrocco.

Annotazioni, partita sospesa per 12 minuti per infortunio del collaboratore dell’arbitro.

L’Otranto regala un tempo al Monteroni e rimanda a domenica prossima l’eventualità di vincere i playoff e sperare in un eventuale ripescaggio in promozione. La gara, giocata in un clima torrido, ha visto i padroni di casa partire a spron battuto e portarsi immediatamente in vantaggio con Ciurlia, che sul rilancio del portiere De Paolis ha beffato l’esterrefatta difesa ospite, apparsa impreparata.

Così si è dimostrata 3 minuti dopo, in occasione dell’autogol di De Iaco: ennesimo rilancio di De Paolis, Monteduro “chiama” la palla e De Iaco che, anziché appoggiarla indietro di testa, infilza di piede il malcapitato compagno. Gli ospiti sono increduli, sbigottiti dinanzi alla partenza sprint dei locali, e cercano di riorganizzarsi per arginare la sfuriata monteronese, ma al 21’ sono costretti a capitolare per la terza volta. Francioso in piena area di rigore sfrutta due rimpalli favorevoli e trafigge il malcapitato Monteduro. Salvadore corre ai ripari, toglie l’avvilito De Iaco e inserisce Reale, e i frutti cominciano a maturare. Il Monteroni appagato del risultato arretra il baricentro del proprio gioco e l’“Ibrahimovic” otrantino, al 37’, accorcia le distanze con un perfetto pallonetto sull’uscita di De Paolis.

Al rientro negli spogliatoi, il ruggito di Salvadore scuote i suoi ragazzi e l’effetto sui loro è immediato. Nel secondo tempo si vede la bella copia della squadra che ha giocato nella prima frazione di gioco, e il monologo otrantino comincia a sortire i propri effetti. De Giorgi si trova una palla invitante da depositare in goal su respinta del portiere e manda fuori, Samueli su uno schema di punizione, ripetuto fino alla noia per tante volte in allenamento (repetita juvant), si trova dinanzi De Paolis e incredibilmente, come si dice in salentino, “tira alle cozze”.

Lo stesso Cursano, di collo, riesce a sfiorare la traversa; nel frattempo, con l’Otranto sbilanciato in avanti, Pischedda, in una rocambolesca azione di attacco del Monteroni, colpisce la traversa, ma al 40’ del secondo tempo Marrocco riesce a dare più sapore alla gara di ritorno con un goal da cineteca. Ma le emozioni, come suol dirsi, non finiscono mai. Scrimitore, subentrato a Scrimieri, con un tiro impossibile colpisce il palo sulla destra di De Paolis; Stifani avrebbe la possibilità di pareggiare le sorti dell’incontro ma, incredibilmente, manda fuori. E domenica tutti allo stadio, affinché il sogno otrantino possa avverarsi…

Rino Gualtieri


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