Archive | Maggio, 2011

Borgagne, storia di un pellegrinaggio ripristinato dopo anni di oblio: quello a Roca

In memoria dell’esodo che colpì Roca a causa dell’invasione dei Turchi nella vicina Otranto, il terzo sabato di maggio i borgagnesi vanno in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Roca. La leggenda narra infatti che nel ‘500 gli abitanti di Roca si riversarono nell’entroterra fondando Roca Nuova. Il paesello fu successivamente abbandonato a causa della malaria. La popolazione si riversò, pertanto, nelle vicine Borgagne, Melendugno, Vernole e Calimera, dove gli abitanti, ancora oggi, vanno in pellegrinaggio a piedi in quella che ancora sentono come la loro città. Maggiori dettagli riguardo alle diverse leggende di Roca vengono trasmessi da un personaggio che con passione e perseveranza si interessa da sempre del recupero delle tradizioni e della cultura borgagnese; il dottor Innocenzio, medico generico di Borgagne che non si limita a raccontare dell’esodo. I suoi ricordi tornano infatti a una leggenda che viene tramandata di generazione in generazione, legata alla statua di Sant’Antonio. Si narra che anche gli abitanti di Carpignano Salentino andassero in pellegrinaggio a Roca ma che un giorno, colti da un diluvio, abbandonarono la statua di Sant’Antonio per cercare rifugio. Tornati a recuperarla, essa si “rifiutò” di sollevarsi da terra. Furono poi gli abitanti di Borgagne a riuscire a muoverla e a portarla nel loro paese. Dal quel momento Sant’Antonio divenne il santo protettore del paese, ed è per questo che tutti gli anni, in memoria dell’accaduto, la statua viene trasportata in spalla sino a Roca.

Fin qui la leggenda. La storia raccontata dal dottor Innocenzio, invece, ci dice che nei primi anni del 1970 la popolazione si era allontanata dalla tradizione per fare largo alla modernità. Il pellegrinaggio non si faceva più a piedi; la statua veniva piazzata su un camion addobbato, i fedeli raggiungevano il luogo di culto con le automobili. Non c’era più insomma nulla del pellegrinaggio tradizionale, e regnava il disordine. Era l’inizio della fine della tradizione. Così, 20 anni fa, Innocenzio decise di farsi promotore, insieme a un caro amico da poco scomparso, Bruno Maniglio, del recupero del rito originario. Fu il provvidenziale aiuto di Lucio Cetra, il “cowboy” della terra d’Otranto, il punto di svolta; si riuscì a convincere Don Luciano Forcignanò a ripristinare il pellegrinaggio a piedi, durante una cena che si teneva a casa di Lucio in occasione della partecipazione con i cavalli al presepe vivente. E così la statua di San’Antonio, oggi, viene trasportata in spalla di nuovo da tredici squadre di portatori. Il percorso è stato diviso in due tratti da tredici tappe, e l’anno scorso ogni tappa è stata segnata da una pietra miliare dedicata al santo. Per quest’anno è prevista una migliore organizzazione delle squadre di portatori vicino alla statua, per preservare il valore religioso e la devozione.

Il dottor Innocenzio è quindi assai soddisfatto dei risultati ottenuti: da quando la tradizione è stata riportata alle origini, la partecipazione dei fedeli è infatti andata sempre più aumentando. Molti borgagnesi che vivono lontano e i turisti partecipano all’evento religioso per venerare quella statua che dona la sensazione di camminare tra una distesa di ulivi incontaminati. Alla fine del viaggio si chiede una grazia alla Madonna di Roca.

Serena Cappello

Posted in CulturaComments (0)

Domenica da dimenticare per l’Asd Minervino, in finale va l’Uggiano; meglio gli Allievi

Domenica amara quella dell’Asd Minervino, che perde in casa con l’Uggiano, archiviando la possibilità di superare il primo turno di playoff di seconda categoria e di accedere quindi alla finale, destinata dunque all’Uggiano e al Ruffano, che sempre domenica si è imposto sull’Aradeo per 2 a 1.

Vista la partita di andata vinta dall’Uggiano, per i ragazzi allenati da Antonio Giurgula era fondamentale portare a casa una vittoria, ma a poco è servito l’importante rientro di Adriano Papadia e la tecnica vista in campo.

La rete del vantaggio degli ospiti è giunta dopo soli 4’ di gioco: una punizione dai tre quarti di campo, la palla non bloccata dal portiere del Minervino, Mattia Fonseca, finisce sui piedi di Massimo Tarantino che, nonostante la deviazione di testa di Giorgio Panico, la fa carambolare in porta. Nella prima frazione di gioco sono i ragazzi dell’Uggiano a essere più propositivi, anche un po’ rincuorati dal risultato volto subito a loro favore. Non mancano però i falli e gli episodi dubbi, soprattutto legati ad una serie di azioni bloccate all’Asd Minervino per presunto fuorigioco.

Alla ripresa sono i padroni di casa a guadagnarsi spazio, anche grazie al rientro sul terreno di gioco di Stefano Gallo, capocannoniere della stagione che, reduce da un periodo di non perfette condizioni fisiche, riesce comunque a risultare pericoloso con tre occasioni da rete in pochissimi minuti, tra cui un palo che lascia a bocca asciutta i tifosi.

Un finale concitato per via di un rigore apparso molto netto ai più, ma non concesso dall’arbitro Politi di Lecce: ma in fin dei conti a poco sarebbe valso un eventuale pareggio. E così in finale è l’Uggiano: la grinta e il cinismo hanno vinto contro il bel gioco dimostrato dal Minervino, al quale forse è mancata solo un po’ di grinta per reagire al goal subito goffamente a pochi minuti dal fischio di inizio. Nonostante il grande agonismo che anima le due squadre, i tifosi hanno ancora una volta regalato ai loro beniamini un tifo corretto e mai fuori dalle righe.

Continuano, invece, a giungere buone notizie dal campionato provinciale: gli allievi dell’Asd Minervino si sono imposti per 4 a 1 contro l’U.S. Lorenzo Mariano, nonostante l’assenza del mister Gianfreda, non presente per motivi personali. Un esordio fortunato, quello del vice Claudio Maggio, che carica i suoi quanto basta per continuare ad essere l’unica squadra imbattuta del campionato, che tra l’altro si è già aggiudicato con tre turni di anticipo. Magistrale la prova di Nicola Pagliara, che infila ben quattro reti: un vero e proprio talento classe ’95 che non esita a mettere il timbro a ogni match e che questa domenica non si è fatto mancare nulla.

Alessandra Ragusa

Posted in Senza categoriaComments (0)

Martano, Alessandro Coricciati lascia la giunta: “Ma sono sempre in prima linea per il mio paese”

Una notizia che non passa di certo inosservata: “Dopo l’ingresso in Consiglio Provinciale Alessandro Coricciati (PDL) ha deciso di rimettere nelle mani del Sindaco di Martano le deleghe assessorili comunali ai Lavori Pubblici, all’Urbanistica e ai Servizi Sociali. Coricciati, intanto, è stato intanto designato dal Sindaco di Martano come assessore all’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, dove continuerà a svolgere il suo mandato su delega del sindaco”.

Dopo appena un anno dalla vittoria delle elezioni comunali, insomma, il più suffragato dei consiglieri comunali di Martano ha deciso di dimettersi. La giunta guidata dal sindaco Massimo Coricciati perde sicuramente uno dei pilastri principali, ma questa mossa di Alessandro Coricciati necessita di una lettura più approfondita, perché dal comunicato stampa si evince un rilancio dell’attività del consigliere provinciale del Pdl.

Consigliere Coricciati, quali sono le motivazioni che l’hanno spinta alle dimissioni dalla giunta comunale?

“Ho deciso di rimettere il mio mandato nelle mani del sindaco di Martano perché voglio dare spazio ad altri colleghi dell’esecutivo. Visti i numerosi impegni lavorativi e politici, mi sembra giusto allargare la base di persone che si assumono la responsabilità di amministrare la cosa pubblica”.

Ma a un anno dalle elezioni non le sembra prematuro?

“Ho grande fiducia nella squadra Pdl: penso ad Antonio Carra, segretario cittadino del Pdl ed assessore, a Stefano Gallo, vicesindaco, ad Antonio Zacheo, assessore, e al sindaco Massimo Coricciati, tutte figure che garantiranno la bontà della mia scelta e la coerenza della linea adottata a inizio mandato”.

Che bilancio fa del primo anno di amministrazione di centrodestra?

“Ottimo.. A breve partiranno i cantieri programmati: il basolato su piazza Assunta e via Trinchese; il marciapiede e l’asfalto in via Stefano Sergio; la sistemazione di via Mameli, via Nizza, via Giovanni XXIII e via Don Bosco. Penso alla ristrutturazione della scuola “Rosselli” e al rifacimento del’atrio della stessa, che ho curato personalmente. Inoltre sono stati avviati i lavori dell’Urban Center, e ho fatto presentare due progetti per rendere efficiente dal punto di vista energetico la scuola “Rosselli” e il palazzo municipale, per un investimento pari a tre milioni e ottocentomila euro finanziati dal ministero dell’Ambiente. Per quanto riguarda i servizi sociali, poi, molto si è fatto per la risoluzione parziale dei problemi dei cittadini che a Martano soffrono molto la crisi. Al riguardo vorrei sottolineare l’iniziativa “Martano per un sorriso”, che ci ha permesso di raccogliere ottomila euro da destinare ai servizi sociali del Comune”.

In Consiglio comunale che rapporti avete instaurato con l’opposizione?

“Da parte mia rispetto istituzionale e collaborazione per risolvere i problemi della città”.

D. Quali sono i nuovi impegni per la Provincia e per la Grecìa salentina?

“Il mio impegno, da qualsiasi postazione, è per Martano. A pochi mesi dal mio insediamento in Provincia ho già recuperato 4mila e 400 euro per l’associazione Don Bosco, 2mila euro per le tele della Congrega e 40mila euro per il recupero della chiesa dei Santi Medici. In Grecìa Salentina l’obiettivo è quello di trovare il finanziamento per il completamento del basolato di via Marconi, potenziare i servizi nel palazzo ducale e puntare alla vicepresidenza martanese dell’Unione dei comuni. Ai miei elettori voglio dire di stare tranquilli, il mio impegno è sempre al massimo e per qualunque cosa possono rivolgersi alla mia segreteria politica”.

Posted in PoliticaComments (0)

Lecce indomito con il Napoli, la salvezza ora è più vicina

Finalmente una domenica felice per il Lecce, che non solo si porta a casa tre punti fondamentali in chiave salvezza, ma gioisce anche per la vittoria del Genoa sulla Samp, piazzandosi così al quartultimo posto a 38 punti, pensando al derby del prossimo turno di campionato con un Bari già matematicamente retrocesso.

Un fine settimana decisivo per il campionato di serie A: se da una parte si delinea definitivamente la vetta della classifica con il Milan, che si aggiudica lo scudetto a Roma, e l’Inter che mette un’ipoteca sul secondo posto, dall’altra la vittoria del Lecce sul Napoli condanna il Brescia in B, e preoccupa un po’ gli animi dei partenopei.

Un primo tempo in sordina per entrambe le squadre: un Napoli privo di spunti e un Lecce prudente e riflessivo lasciano i due portieri disimpegnati per i primi 45’; un leggero guizzo giunge proprio nei 3’ di recupero concessi dall’arbitro Valeri per via di un tocco di mani di Cannavaro, giudicato involontario, che costa anche un giallo a Corvia per proteste.

La musica cambia totalmente alla ripresa: le squadre tornano in campo con una verve nuova ed è Lavezzi a provare la prima conclusione, ma ad attenderlo c’è un Rosati sicuro e ben piazzato. Il risultato si sblocca al 48’ a favore dei padroni di casa: Corvia realizza il rigore guadagnato da Olivera per fallo di Campagnaro, il Via del Mare è in delirio, ma a smorzare gli entusiasmi ci pensa lo stesso Corvia, che dopo qualche minuto commette fallo su Lavezzi, guadagnandosi il secondo cartellino giallo che lascia il Lecce in dieci.

Mazzarri ritrova la carica, Zuniga e Mascara al posto di Dossena e Yebda si rivelano un’ottima scelta tecnica che riporta il punteggio sulla parità: è Zuniga, infatti, a servire un cross perfetto a Mascara, che non si lascia sfuggire l’occasione per siglare la sua terza rete stagionale. Subito si presenta l’occasione per Cavani, ma l’attaccante argentino non solo manca di testa, ma ristabilisce anche la parità numerica, facendosi espellere per doppia ammonizione.

Il finale è da brividi: il Napoli si chiude in difesa e prova a portarsi a casa almeno un punto, ma il Lecce non si accontenta ed è, all’88’, proprio il gioiello di Chevanton, inserito poco prima al posto di Munari, che permette ai giallorossi di crederci ancora e chiude la partita sul risultato di 2 a 1 per i padroni di casa.

Sugli spalti, tra i circa 15 mila tifosi a sostenere la squadra, una cinquantina erano i tifosi d’eccezione: grazie ad una collaborazione iniziata già lo scorso anno tra la società giallorossa e l’FC Otranto, ieri, infatti, come anche per le partite contro il Cesena e l’Udinese, sono stati accompagnati allo stadio i ragazzi della scuola calcio di Otranto. Tra loro non solo i Giovanissimi classe ‘96-’97 e gli Esordienti classe ’98-‘99, ma anche i Pulcini di età compresa tra nove e gli undici anni e i Piccoli amici di appena sei, sette e otto anni. Un’iniziativa che avvicina i dilettanti ai professionisti, e non solo attraverso la possibilità di assistere ad alcune partite giocate in casa, ma anche attraverso stage formativi durante gli allenamenti.

Alessandra Ragusa

Posted in Senza categoriaComments (0)

Assegnazione dei locali in zona Fabbriche, duello in aula tra maggioranza e opposizione

Nella tarda serata del 6 maggio scorso il Consiglio comunale ha discusso il quinto punto all’ordine del giorno riguardante l’assegnazione dei locali in zona “Fabbriche”. L’argomento, piuttosto scottante, è stato portato alla discussione dell’assise comunale dalla minoranza consiliare, che ha sollevato la questione in seguito all’aggiudicazione di uno dei locali da parte di una cordata di quattro persone, tra cui la sorella dell’assessore al Turismo Antonio Schito e il figlio del responsabile del servizio Affari Generali del Comune di Otranto. Il consigliere Leonardo Salzetti, intervenendo nel dibattito consiliare, ha voluto fare presente che, se fosse stato in carica, mai avrebbe permesso a un suo parente di partecipare a un bando pubblico. Il sindaco Cariddi, dal canto suo, ha biasimato l’opposizione per aver insinuato il sospetto sugli aggiudicatari del bando, considerata la regolarità della gara e i criteri utilizzati per l’assegnazione dei locali.

Cariddi non ha rinunciato a rispondere colpo su colpo ai fendenti degli avversari politici, definendo il manifesto affisso dalla minoranza negli scorsi giorni (http://www.otrantooggi.it/2011/04/22/guerra-di-manifesti-sui-bandi-per-i-locali-al-porto-a-otranto-scoppia-la-campagna-elettorale/) frutto di mere insinuazioni, visto che la sorella dell’assessore al Turismo non ha partecipato da sola al bando, ma con altre persone. Per Francesco Bruni, però, il bando è illegittimo perché il regolamento ha stabilito, quale requisito per ottenere maggiore punteggio, la presenza di un disabile nella parentela dei partecipanti, così rifacendosi a quanto stabilito dalla legge 104, che agevola i dipendenti pubblici che abbiano nel proprio nucleo familiare persone disabili. Grave, a giudizio del consigliere provinciale Bruni, la delibera di giunta che ha approvato il bando di gara, adottata con il voto dello stesso assessore al Turismo.

La mozione, poi votata, non è passata. Le parti si sono salutate con l’augurio di abbassare i toni del dibattito, ma si prevedono ulteriori “tempeste” consiliari, visto che il tema del prossimo Consiglio non è dei più semplici da affrontare: la realizzazione del porto turistico.

Guarda il video del Consiglio Comunale.

Jenny De Cicco

Posted in Politica, Primo PianoComments (1)

Otranto, passa il bilancio consuntivo. E adesso si aprono molti cantieri

Il Consiglio comunale del 6 maggio scorso si è svolto in un clima vivace, caratterizzandosi per il confronto serrato su temi “caldi” per la città. Alla riunione era assente solo l’assessore al Turismo Antonio Schito; tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati. La discussione sul bilancio 2010 è stata introdotta dall’assessore Fernando Coluccia, il quale ha presentato il consuntivo sottolineando l’oculatezza della gestione del 2010 e dunque il rispetto del Patto di Stabilità, producendosi un avanzo di gestione pari a 845 mila euro; il che permette al Comune di onorare il pagamento della prima trance del debito Monteco. Molto critica, però, la minoranza, che tramite il consigliere De Benedetto ha evidenziato come l’avanzo di gestione dimostri l’incapacità di spendere le risorse finanziarie a disposizione dell’erario comunale.

De Benedetto ha inoltre pronosticato che la Tarsu nel 2011 dovrà essere necessariamente aumentata, e concludendo il suo primo intervento ha spiegato che “uno dei pochi meriti di Cariddi è l’efficacia nella comunicazione, a discapito del coinvolgimento della cittadinanza: non sa coinvolgere le parti politiche, figurarsi i cittadini”. Il vicesindaco Francesco Vetruccio ha ribattuto però elencando minuziosamente tutti i finanziamenti destinati alla riqualificazione e al restyling di Otranto, e annunciando la cantierizzazione dei lavori, nei prossimi giorni, in molte zone della perla del Salento. Fulmineo il sì al Documento Programmatico Preliminare (D.P.P) di rigenerazione urbana dei comuni di Otranto (capofila), Giurdignano, Uggiano La Chiesa; altrettanto rapida l’approvazione al regolamento comunale sull’arredo urbano, sulle modifiche e integrazioni dell’articolo 2 (esposizione delle merci all’esterno dei negozi siti presso il mercato comunale), “voluto per far fronte a problemi di litigiosità dei commercianti dell’area mercatale”, spiega l’ex sindaco Bruni. “La decisione è stata adottata anche per porre fine a una situazione d’ irregolarità dei negozianti, spesso sanzionati per abuso degli spazi pubblici”.

Via libera dal Consiglio alla transazione con la Monteco col voto di nove consiglieri

 

Guarda il video del consiglio comunale.

Jenny De Cicco

Posted in Politica, Primo PianoComments (0)

Via libera dal Consiglio alla transazione con la Monteco col voto di nove consiglieri

Il 28 dicembre 2009 il Consiglio comunale aveva autorizzato l’accordo con la Monteco che aveva messo fine alla controversia per il servizio di smaltimento rifiuti svolto per conto del Comune di Otranto dall’ 1 giugno 1999 al 30 aprile 2009. Autorizzando l’accordo transattivo, il Consiglio comunale ha riconosciuto in favore della Monteco il debito di un milione e 100mila euro. Il Comune si è assunto l’obbligo di pagare questa somma dopo che ha versato in acconto 100mila euro 1l 15 dicembre 2009. La restante somma di un milione è stata suddivisa in quattro rate annuali di euro 250mila ciascuna, con scadenze 31.07.2010, 31.07.2011, 31.12.2012 e 31.12.2013. Questo debito, come detto dallo stesso sindaco, “imbalsama” il bilancio comunale per gli anni a venire, perché impedisce all’amministrazione di affrontare e garantire ai cittadini la manutenzione ordinaria del paese e le spese per programmi culturali e progetti di spettacolo. Il debito scaturisce dal servizio di smaltimento rifiuti che il comune di Otranto commissionò alla Monteco nel 1999 e che inizialmente doveva avere durata di un anno, più altri due di rinnovo, ma che è durato sino al 30 aprile 2009 grazie alla legge che ha introdotto le ATO. Più precisamente, il debito è la somma che la Monteco incasserà in più rispetto a quanto già incassato, maggior cifra giustificata dalla revisione in aumento dei prezzi iniziali previsti nel contratto del 1999.

Va detto anche che la maggiore somma è il risultato di quanto il Comune è riuscito a spuntare dalla società, dopo che questa aveva inizialmente preteso il pagamento di circa due milioni e 100 mila euro; le valutazioni dei tecnici comunali, supportate dal parere dei professionisti esterni incaricati (l’avvocato Roberto Marra e l’ingegnere Riccardo Bandello), hanno confermato che il maggior valore riconosciuto dal Comune alla Monteco è vantaggioso per le casse comunali. Mentre la minoranza (Sammarruco), in occasione della discussione in Consiglio comunale, pur riconoscendo l’annoso problema, aveva messo in discussione la validità del contratto sin dal 2000, e poiché inesistente da quella data, ha dichiarato non possibile applicare la revisione in aumento dei prezzi pretesa dalla Monteco. Nel dibattito consiliare il sindaco Cariddi ha fatto però notare come il problema non fosse più rinviabile, e che andasse affrontato e risolto per non essere un ulteriore peso da lasciare sulle spalle delle future generazioni.

La minoranza ancora, ha messo in discussione anche la scelta di non riconoscere quella somma, tecnicamente, come “debito fuori bilancio”, perché evita che la Corte dei Conti possa controllare la bontà dell’intera operazione conclusa dal Comune. Ma questo aspetto investe la responsabilità patrimoniale dei consiglieri che l’hanno votata, che potrebbero essere chiamati personalmente a rispondere sull’operazione conclusa con la Monteco. E difatti l’accordo transattivo è stato autorizzato con il voto favorevole di soli 9 consiglieri; prima della votazione i consiglieri della minoranza presenti (Sammarruco, Tondo, Salzetti e De Benedetto) si sono alzati per non partecipare alla votazione, ma prima di loro si era anche alzato il consigliere di maggioranza Leonardo Conte, mentre gli assenti in Consiglio sono stati Francesco Bruni, Fabio Marrocco e Gianfranco Stefano.

Guarda il video del consiglio comunale.

Posted in PoliticaComments (1)

“Il genio di Dalì” protagonista dell’estate idruntina. In mostra al Castello Aragonese di Otranto

Il conto alla rovescia per l’evento-cardine dell’estate, che coinvolgerà il Salento e non solo, è iniziato: dal 28 maggio al prossimo 25 settembre il Castello Aragonese, simbolo incontrastato dell’arte idruntina, si vestirà di una luce surreale e misteriosa; a dominare la scena le opere del maestro spagnolo Salvador Dalì.

Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Mirò e Pablo Picasso, che hanno registrato un totale di 90mila visitatori, le mura della città salentina aprono i battenti al genio baffuto, al surrealista per eccellenza, a colui che spingendosi fino all’esasperazione fece dell’arte una continua e vincente provocazione. La mostra, curata da Alice Devecchi, sarà inaugurata il 27 maggio alle 18, e ospiterà sei sculture originali in bronzo e una selezione di cinquantaquattro litografie originali che illustrano, secondo i canoni del mondo surreale, temi e testi letterari come le “Fiabe giapponesi” dai colori tenui, e ancora “Tristano e Isotta”, definiti da un quasi inquietante vuoto di colore, per finire con gli “Amours Jaunes”, colorati attraverso le nuance dorate su fondo nero.

Il maestro di Figueras, passato alla storia per gli “orologi molli” posizionati in modo disorganico sullo scenario inquietante de “La persistenza della Memoria”, era un artista a tutto tondo, che ha saputo esprimere il suo talento anche attraverso la scultura. Le sei opere in bronzo presenti alla mostra, “Elefante cosmico” di grandi dimensioni, e “Perseo”, “Hombre sobre delfin”, “Trajano a Caballo”, “Mujer Desnuda” e “Mujer con faldas” di medie dimensioni, nel loro fluttuare continuo seducono il visitatore: figure melliflue, senza ossa che sembrano far parte di un instancabile e vorticoso movimento, e che non sono altro che la materializzazione dei personaggi che ricorrono nelle tele del maestro catalano.

Un’arte torbida, contraddittoria, visionaria, che nasce dall’inconscio, ma che prende forma solo attraverso la razionalizzazione del delirio; è questa la base di partenza per quello che lui definirà “metodo paranoico-critico”. Le sue opere, secondo il genio spagnolo, nascono dalla paranoia, ma in tutte le sue tele e le sue sculture più coinvolgenti ciò che emerge chiaramente è un distacco sublime, che prende forma attraverso elementi onirici, tabù, fobie che riemergono dagli abissi della coscienza per materializzarsi nitidamente con una perfezione tecnica che ci riporta alla memoria l’iperrealismo.

Una personalità complessa, quella dell’ultimo grande protagonista dell’avanguardia artistica del Novecento, un uomo eclettico e incoerente, che rimase poi prigioniero del personaggio altezzoso e imprevedibile che si era costruito negli anni; lui che amava ribadire il suo completo distacco dalla borghesia è passato alla storia come l’artista à la page, e ciò ha suscitato giudizi alle volte estremamente sfavorevoli dalla critica, che non si limitava a giudicare la sua insindacabile arte ma coinvolgeva il suo modo di essere, sempre troppo sulle righe, e anche per questo estremamente interessante.

Alessandra Ragusa

Posted in CulturaComments (0)

Maglie, come fare ad animare le periferie? La parola alle associazioni

Una bomba scoppiata in tarda serata ha riportato il problema sotto i riflettori. Cosa si può fare per le periferie a Maglie? Una questione annosa, scoppiata per la verità nel 1998, quando un gruppo di ragazzi, forse per noia, distrusse i lampioni presso Parco della Rimembranza a pietrate. Ci fu anche un’incursione al cimitero qualche tempo più tardi, probabilmente da parte di un altro gruppo. Allora come oggi, ci si domanda: siamo al sicuro? Si tratta di casi isolati, così questa potrebbe sembrare una domanda retorica e in parte lo è. Ma come rendere più sicura una città in cui i problemi di vandalismo e microcriminalità sono fatti sporadici, e le forze dell’ordine sono spesso in giro a fare il proprio dovere in diverse pattuglie, specialmente nelle ore notturne? La risposta è semplice: creando occasioni di svago per i più giovani. Un luogo molto animato non può essere mai attaccato con troppa facilità. Alcune zone sono abbastanza “coperte” in questo modo, data la presenza di locali come pizzerie, bar e pub, che a Maglie sono circa 25, anche se non proprio tutti restano aperti la sera o almeno tutte le sere. Una recente inchiesta della Gazzetta del Mezzogiorno ha evidenziato come i giovani magliesi in età adolescenziale chiedano maggiori stimoli, in termini di eventi e manifestazioni da parte delle associazioni che sembrano a volte precluse per ragioni meramente di interessi, e dall’amministrazione comunale. Il Comune, per bocca dell’assessore alla Cultura Rossano Rizzo, aveva d’altronde spiegato come in passato si sia cercato di coinvolgere i ragazzi, ma si era trattato di progetti che non avevano riscosso un gran successo, benché l’offerta culturale della città sia sempre un punto fermo, a suo avviso. Le zone che andrebbero comunque animate maggiormente sono proprio le periferie, che peraltro possiedono anche strutture adatte a prestarsi a quest’uso, da Parco della Rimembranza all’anfiteatro di piazza Bachelet, per non parlare delle “villette” minori di cui è disseminata la periferia magliese. Uno stimolo ulteriore potrebbe venire dall’associazionismo, che magari con il volontariato e l’apporto delle consulte (che funzionano molto bene) potrebbero più efficacemente farsi portavoce di queste istanze presso l’amministrazione comunale.

Angela Leucci

Posted in AttualitàComments (0)

Poggiardo, elezioni comunali: tre domande per tre candidati.

Posted in PoliticaComments (0)

Mamme, a Otranto si festeggia fino a fine maggio con la mostra “Dalla Chioma di Atena”

“La Festa della Mamma è un’occasione utile per rinnovare il nostro sentimento di amore e riconoscenza nei vostri confronti”: così suona l’invito del sindaco Luciano Cariddi alle otrantine che verranno festeggiate da domani, e fino al 22, a Otranto.

Un modo diverso per rendere omaggio alle madri, festeggiando tramite un simbolo del femminino molto particolare: Athena, dea greca concepita da Zeus, venuta al mondo dalla sua testa e simboleggiata dalla civetta, la cui prerogativa è la strategia bellica, il cui scopo è la protezione dell’intelletto e lo sviluppo del logos, il ragionamento. La mostra che si inaugura domani alle 11, celebrante le sfaccettature del poliedrico mondo rosa, è infatti “Dalla Chioma di Athena”: chioma da cui sono nati i simulacri del divino femminile corrente. Una serie d’illustrazioni tratte dal libro di Valeria Palumbo e realizzate dal maestro Giancarlo Montelli; presenti infatti nell’esposizione ventuno ritratti e biografie di donne rivoluzionarie nella politica, da Eleonora de Fonseca Pimentel a Rosa Luxemburg, nell’arte, come Isadora Duncan. Leni Riefenstahl e Marie Curie, nella scienza, esploratrici e pioniere come Nellie Bly, Alexandra Néel-David e Amelia Earhart. “Difficile contenerle. Irresistibile ritrarle. L’onda grande delle donne seguiva la corrente: vivevano nel cono dell’ombra maschile, erano mogli per tradizione, madri per natura, devote per obbligo e recluse per inerzia. Ma alcune, tra la fine del Settecento e il Novecento, hanno detto no”. Immagini oniriche, donne velate da sfumature pastello di lievi acquerelli, una fusione del Liberty di Alphonse Mucha con le vetrate gotiche e un pizzico di Neoclassicismo. Così, chiare, s’imprimono nella mente, non solo per la bellezza dei tratti, per ciò che si cela in esse: la passionalità, il rigor di logica, caratteristiche che marchiano con il fuoco la coscienza dell’avventore della mostra.

Giancarlo Montelli è illustratore, art director e fotografo di numerose case editrici. Sua una recente mostra per l’edizione Odradek del Pinocchi, e presso l’Accademia di belle arti di Lecce dal titolo “Comunicazione visiva e l’arte di generare visioni” con laboratori e incontri con gli allievi e una grande mostra presso il museo provinciale S. Castromediano di Lecce, dal titolo “Dalla favola al mito”, a cura della casa editrice “Il Raggio Verde”. Valeria Palumbo, già caporedattore centrale de L’Europeo, fa invece parte della Società italiana delle storiche e della Società italiana delle letterate. Nel 2003 ha pubblicato “Prestami il volto” (edizioni Selene), sulle compagne di artisti famosi (vincitore del premio “Il Paese delle donne”, 2006). Ha pubblicato per Sonzogno “Le donne di Alessandro Magno” (2005), “Donne di Piacere” (2005) e “La perfidia delle donne” (2006). Nel maggio del 2007 è uscito “Svestite da uomo” (Bur) e, nel 2008, per Odradek, “Le figlie di Lilith”, sulla trasformazione del mito della femme fatale in diva. Del 2009 è “L’ora delle Ragazze Alpha” (Fermento), sulla terza onda del femminismo, vincitore del “Premio selezione Anguillara Sabazia 2010”. Nel 2010 ha riveduto e ristampato, con il titolo “La divina suocera” (edizioni Selene), un saggio del 2004 sulla suocera dell’imperatore romano Adriano (www.valeriapalumbo.com).

Jenny De Cicco

Posted in CulturaComments (0)

Le Costantine inaugurano “Voler bene all’Italia”

“Voler bene all’Italia” parte stamattina da Uggiano, e mille e mille sorprese ci attendono presso la fondazione Le Costantine di Casamassella. Sarà lì che si inaugurerà l’ottava edizione della manifestazione organizzata da Legambiente insieme ad Anci, Coldiretti, Symbola, che vede coinvolti domani 8 maggio, in una grande giornata di festa, oltre 2mila piccoli comuni sparsi su tutto il territorio nazionale. “L’evento – spiega la presidente della fondazione, Maria Cristina Rizzo – vuole essere un tributo a tutte quelle piccole grandi realtà del nostro Paese che nel tempo hanno saputo custodire e tramandare saperi e tradizioni, e che contribuiscono ogni giorno a valorizzare le proprie eccellenze, dall’artigianato all’enogastronomia, dalla tutela del paesaggio al potenziamento della biodiversità. Ancora, quelle che si adoperano in modo significativo per la coesione sociale e culturale e che diffondono con impegno una cultura di solidarietà e pace. È per questo che per l’edizione 2011 di “Voler bene all’Italia”, per i comuni salentini, è stata scelta anche la sede delle Costantine, che ben sintetizza i valori e lo spirito dell’iniziativa”. L’apertura della manifestazione è prevista per oggi alle 11,30 alla presenza della stessa Rizzo, del presidente regionale di Legambiente Francesco Tarantini, e del sindaco di Uggiano la Chiesa Salvatore Piconese. Dopo i saluti delle autorità e una breve presentazione dell’evento, è in programma alle 13 una degustazione dei prodotti tipici del territorio, mentre alle 15 ci sarà una rilassante passeggiata nel bosco della fondazione, vera oasi di pace in cui si godono profumi e colori del Salento. Si continua alle 16.30 con la visita nel laboratorio di tessitura, dove le donne di Casamassella riprendono con maestria e dedizione le tecniche risalenti a centinaia di anni fa e realizzano con antichi telai a quattro licci. Ancora tessitura alle 18 con la presentazione del libro ”L’Arte della Tessitura nel Salento”, di Antonio Monte e Maria Grazia Presicce.

Angela Leucci

Posted in Ambiente, Economia, Primo Piano, TurismoComments (0)

Iscriviti alla Newsletter

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter
Sendit Wordpress newsletter

Avvocato Risponde

    Paperback Writers

      Tag Cloud

      PHVsPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZHNfcm90YXRlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzE8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjViLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzM8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVjLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzQ8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVkLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV9hZHNlbnNlPC9zdHJvbmc+IC0gPHNjcmlwdCB0eXBlPVwidGV4dC9qYXZhc2NyaXB0XCIgbGFuZ3VhZ2U9XCJKYXZhU2NyaXB0XCI+DQo8IS0tDQoNCmZ1bmN0aW9uIHJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCl7DQp2YXIgbXlpbWFnZXM9bmV3IEFycmF5KCkNCm15aW1hZ2VzWzFdPVwiL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L2Jhbm5lci4tc2NoaXRvLmpwZ1wiDQoNCg0KDQoNCnZhciBpbWFnZWxpbmtzPW5ldyBBcnJheSgpDQppbWFnZWxpbmtzWzFdPVwiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8yMDEyLzA0LzMwL2FudG9uaW8tc2NoaXRvLWludGVydmlzdGEtZG9wcGlhL1wiDQoNCg0KDQp2YXIgcnk9TWF0aC5mbG9vcihNYXRoLnJhbmRvbSgpKm15aW1hZ2VzLmxlbmd0aCkNCmlmIChyeT09MCkNCnJ5PTENCmRvY3VtZW50LndyaXRlKFwnPGEgaHJlZj1cJytcJ1wiXCcraW1hZ2VsaW5rc1tyeV0rXCdcIlwnK1wnIFRBUkdFVD1cIl9ibGFua1wiPjxpbWcgc3JjPVwiXCcrbXlpbWFnZXNbcnldK1wnXCIgPjwvYT5cJykNCn0NCnJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCkNCi8vLS0+DQo8L3NjcmlwdD48L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfZGlzYWJsZTwvc3Ryb25nPiAtIHRydWU8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfaW1hZ2U8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzMwMHgyNTBhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV91cmw8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfYWRzZW5zZTwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9kaXNhYmxlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9pbWFnZTwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly9vdHJhbnRvLmlub25kYS5sZS5pdC93cC1jb250ZW50L3RoZW1lcy9wb3J0YWwvYWRzLzQ2OHg2MC9ubTQ2OHg2MC5naWY8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL290cmFudG8uaW5vbmRhLmxlLml0Lz9wPTk5MTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF8xPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWRfdXJsXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF91cmxfMzwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly93d3cud29vdGhlbWVzLmNvbTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF80PC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWx0X3N0eWxlc2hlZXQ8L3N0cm9uZz4gLSBsaWdodGJsdWUuY3NzPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYXV0aG9yPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2F1dG9faW1nPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2N1c3RvbV9jc3M8L3N0cm9uZz4gLSA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19jdXN0b21fZmF2aWNvbjwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlYXR1cmVkX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gUHJpbW8gUGlhbm88L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19mZWF0X2VudHJpZXM8L3N0cm9uZz4gLSA0PC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZmVlZGJ1cm5lcl9pZDwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlZWRidXJuZXJfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8/ZmVlZD1yc3MyPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZ29vZ2xlX2FuYWx5dGljczwvc3Ryb25nPiAtIDxzY3JpcHQ+DQogIChmdW5jdGlvbihpLHMsbyxnLHIsYSxtKXtpW1wnR29vZ2xlQW5hbHl0aWNzT2JqZWN0XCddPXI7aVtyXT1pW3JdfHxmdW5jdGlvbigpew0KICAoaVtyXS5xPWlbcl0ucXx8W10pLnB1c2goYXJndW1lbnRzKX0saVtyXS5sPTEqbmV3IERhdGUoKTthPXMuY3JlYXRlRWxlbWVudChvKSwNCiAgbT1zLmdldEVsZW1lbnRzQnlUYWdOYW1lKG8pWzBdO2EuYXN5bmM9MTthLnNyYz1nO20ucGFyZW50Tm9kZS5pbnNlcnRCZWZvcmUoYSxtKQ0KICB9KSh3aW5kb3csZG9jdW1lbnQsXCdzY3JpcHRcJyxcJy8vd3d3Lmdvb2dsZS1hbmFseXRpY3MuY29tL2FuYWx5dGljcy5qc1wnLFwnZ2FcJyk7DQoNCiAgZ2EoXCdjcmVhdGVcJywgXCdVQS0yMDQ3MTcwNC0xXCcsIFwnYXV0b1wnKTsNCmdhKFwnc2V0XCcsIFwnYW5vbnltaXplSXBcJywgdHJ1ZSk7DQogIGdhKFwnc2VuZFwnLCBcJ3BhZ2V2aWV3XCcpOw0KDQo8L3NjcmlwdD4NCg0KPHNjcmlwdD4NCiAgKGZ1bmN0aW9uKGkscyxvLGcscixhLG0pe2lbXCdHb29nbGVBbmFseXRpY3NPYmplY3RcJ109cjtpW3JdPWlbcl18fGZ1bmN0aW9uKCl7DQogIChpW3JdLnE9aVtyXS5xfHxbXSkucHVzaChhcmd1bWVudHMpfSxpW3JdLmw9MSpuZXcgRGF0ZSgpO2E9cy5jcmVhdGVFbGVtZW50KG8pLA0KICBtPXMuZ2V0RWxlbWVudHNCeVRhZ05hbWUobylbMF07YS5hc3luYz0xO2Euc3JjPWc7bS5wYXJlbnROb2RlLmluc2VydEJlZm9yZShhLG0pDQogIH0pKHdpbmRvdyxkb2N1bWVudCxcJ3NjcmlwdFwnLFwnLy93d3cuZ29vZ2xlLWFuYWx5dGljcy5jb20vYW5hbHl0aWNzLmpzXCcsXCdnYVwnKTsNCg0KICBnYShcJ2NyZWF0ZVwnLCBcJ1VBLTIwNDk2ODEzLTFcJywgXCdhdXRvXCcpOw0KZ2EoXCdzZXRcJywgXCdhbm9ueW1pemVJcFwnLCB0cnVlKTsNCiAgZ2EoXCdzZW5kXCcsIFwncGFnZXZpZXdcJyk7DQoNCjwvc2NyaXB0Pg0KPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZTwvc3Ryb25nPiAtIGZhbHNlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZV90aHVtYl9oZWlnaHQ8L3N0cm9uZz4gLSA1NzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2hvbWVfdGh1bWJfd2lkdGg8L3N0cm9uZz4gLSAxMDA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19pbWFnZV9zaW5nbGU8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2xvZ288L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fbWFudWFsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tL3N1cHBvcnQvdGhlbWUtZG9jdW1lbnRhdGlvbi9nYXpldHRlLWVkaXRpb24vPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fcmVzaXplPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3J0bmFtZTwvc3Ryb25nPiAtIHdvbzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfY2Fyb3VzZWw8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfdmlkZW88L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fc2luZ2xlX2hlaWdodDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3NpbmdsZV93aWR0aDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3RhYnM8L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fdGhlbWVuYW1lPC9zdHJvbmc+IC0gR2F6ZXR0ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3VwbG9hZHM8L3N0cm9uZz4gLSBhOjg6e2k6MDtzOjYxOiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnIjtpOjE7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzktbG9nbzQuanBnIjtpOjI7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzgtbG9nbzMuanBnIjtpOjM7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzctbG9nbzMuanBnIjtpOjQ7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzYtbG9nbzMuanBnIjtpOjU7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzUtbG9nbzIuanBnIjtpOjY7czo1OToiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzQtbG9nby5qcGciO2k6NztzOjU5OiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMy1sb2dvLmpwZyI7fTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3ZpZGVvX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gVmlkZW88L2xpPjwvdWw+