Archive | Giugno, 2011

Paolo De Castro a Carpignano: “Un’agricoltura più “facile” per uscire dalla crisi”

“Importanti novità stanno avvenendo in questi mesi. Il 5 maggio abbiamo approvato il rapporto che rappresenterà il futuro della politica agricola”. Con queste parole l’onorevole Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo, ha aperto il suo intervento tenutosi in questi giorni presso la cooperativa agricola “San Giorgio” a Carpignano, sul tema “Agricoltura salentina: ieri, oggi, domani quali prospettive per la sua rinascita?”. Promosso dall’Apice (Associazione Promozione Iniziative Culturali Economiche), l’incontro-dibattito è stato introdotto da Aldo Turi, responsabile del gruppo di lavoro sull’agricoltura dell’associazione, e sono intervenuti Giuseppe Politi, presidente nazionale Cia, e Mario De Pascalis, presidente leccese di Confagricoltura. L’incontro era incentrato sulle novità in arrivo dall’Unione Europea: si sta cercando infatti di semplificare la Politica Agricola Comune, con vantaggi non solo per gli imprenditori agricoli e i consumatori europei, ma anche per i responsabili della sua gestione quotidiana. “Cosa ci attende?” Una Pac più giusta, più trasparente”, ha detto De Castro. “Ecco perché abbiamo deciso di ridurre il numero delle norme, degli adempimenti cartacei e altre formalità burocratiche, nonché di attuare controlli più efficienti nelle imprese agricole, eliminare sprechi e doppioni, usare un linguaggio più chiaro nella formulazione delle norme, migliorare la comunicazione, soprattutto con il pubblico. Ci saranno risorse aggiuntive per sostenere anche l’inserimento dei giovani”. Infine De Castro ha invitato tutti a non arrendersi, ad affrontare con coraggio questo periodo difficile e a resistere, “perché stiamo vivendo un momento storico, in cui l’attenzione per l’agricoltura è destinata inevitabilmente a crescere”. L’ottimismo e l’entusiasmo del deputato non sono però stati sufficienti a placare gli animi “riscaldati” e la rabbia dei presenti interessati dall’argomento, che hanno lamentato come l’agricoltura sia allo stato priva di prospettive e di tutela, come i costi di produzione siano in forte aumento, come i redditi siano insufficienti.

Serena Cappello

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Allattamento al seno, grande successo di “Progetto Genitori”

La manifestazione organizzata nei giorni scorsi da “Progetto Genitori” sull’allattamento al seno ha riscosso grande successo, perché l’argomento è di grande interesse. “Manifestare per una cosa così naturale, automatica, istintiva, una possibilità che la natura ha messo a disposizione di tutte le mamme e di tutte le donne che partoriscono, suona un po’ strano”, racconta infatti una delle organizzatrici, Vinicia Cota. “Quando una donna rimane incinta, la natura fa in modo che si verifichino una serie di fenomeni concatenati: l’evoluzione della gravidanza è la naturale conseguenza del concepimento, poi c’è il parto e subito dopo la produzione di colostro e poi di latte, fase alla quale dovrebbe appunto seguire quella dell’allattamento”. Dovrebbe, appunto, ma non sempre è così: “Purtroppo tutto questo non è più scontato e naturale: i bambini che non ricevono latte materno, nel nostro Paese, sono una percentuale altissima, per cui il Ministero della Salute, tra maggio e giugno, ha promosso una serie di manifestazioni per promuovere l’allattamento al seno”. Ed anche se la provincia di Lecce non era stata contemplata in queste manifestazioni, perché ha un basso tasso di allattamento artificiale, l’adesione a “Progetto Genitori” è stata accolta con entusiasmo anche dall’Unità operativa semplice di Ginecologia del territorio del distretto di Maglie, da Unicef e “Leche League”. “Mi ha molto colpito ad esempio la competenza e l’entusiasmo di Giovanni”, spiega ancora Vinicia Cota, “un giovanissimo volontario dell’Unicef che si è dedicato con grande partecipazione alla realizzazione della manifestazione, pur non essendo ancora papà. La cosa più emozionante è stata che anche le mamme e i papà hanno voluto parlare e raccontare le loro esperienze. È stato come partecipare a una festa, uno scambio di messaggi, di emozioni, di amore. Sogno un mondo in cui ogni bimbo nasca in maniera dolce e rispettosa e che venga allattato al seno dalla propria mamma”.

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Poggiardo, ritorna il problema degli allagamenti.

Il forte temporale che ha colpito il basso salento durante le prime ore del pomeriggio non ha risparmiato di certo la città di Poggiardo. Numerosi gli allagamenti causati dalla pioggia intensa soprattutto nelle zone centrali della cittadina.

In via Vittorio Veneto l’acqua è salita di almeno cinquanta centimetri e miglior sorte non è toccata alla strade limitrofe.

In piazza Episcopo, uno degli scavatori impegnati nei lavori di canalizzazione, si è quasi ribaltato senza però alcuna conseguenza. Ora la situazione è sotto controllo, grazie anche al tempestivo intervento degli operai. Anche il largo stazione è stato interessato da questa ondata improvvisa di maltempo. Solo l’intervento dei vigili del fuoco ha permesso ad un’automobilista di trarre in salvo la propria autovettura impantanata nell’acqua alta e nel fango. Per fortuna nessuna conseguenza anche se il problema degli allagamenti, a Poggiardo, è piuttosto frequente come lamentano alcuni cittadini del posto. I lavori di canalizzazione avviati dal Comune dovrebbero però risolvere del tutto questa annosa questione. Dopo il temporale numerose persone si sono riversate per strada per verificare la situazione. Tranne qualche scantinato allagato e detriti sparsi nei pressi delle abitazioni, non vi è alcun danno sostanzioso. Anche il neo sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati, è intervenuto sul posto per tranquillizzare i cittadini. Ora a lui, e alla sua giovane giunta, l’arduo compito di risolvere definitivamente un problema, che come ci dicono alcuni cittadini, va avanti da almeno venti anni.

Cristian Rizzo

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I lidi ad Otranto tra erosione costiera, ritocchi ai prezzi e nuove proposte.

Erosione costiera, è da aprile che gli operatori dei lidi balneari chiedono sostegno ma, è ormai arrivata la stagione e così ricomincia il lavoro e in alcuni casi il 50% di sabbia in meno, il che vuol dire che ci saranno, solo, la metà dei posti lettino/ombrellone, disponibili.

“Purtroppo, in questo modo” – riferiscono dai lidi – “siamo costretti a rifiutare le prenotazioni, con ciò che comporta il rifiuto”.

“Al Lido Acquachiara, per l’erosione, siamo stati costretti, con la metà degli ombrelloni in deposito, ad aumentare del 10% il prezzo e fare differenza tra alta e bassa stagione” – Dice Salvatore – “Il nostro è un lido che offre servizi di bar, ristoro, tabacchi ed edicola, con animazione gratuita nei fine settimana e per tutto agosto”.

Al Ficodindia stesso problema dice Carlo – “fortunatamente siamo riusciti a non aumentare i prezzi. Il Ficodindia propone una terrazza sul mare con dj set e piccoli concerti live, oltre al servizio bar”.

Anche al Tropea, nonostante l’erosione, i prezzi sono allineati allo scorso anno e con, in più, un servizio ristorante sul mare ma solo su prenotazione.

Prezzi stabili, ma con eventi live e dj set al Fuorirotta in zona Punta ad Otranto “abbiamo problemi di erosione, ma abbiamo mantenuto sostanzialmente i prezzi, con un lieve ritocco” dice Fabrizio del lido Fuorirotta- “speriamo che durante la stagione la situazione migliori”.

Una novità è quella della Castellana dove quest’anno “avremo degli aperitivi d’autore con chef e musica anche live” –spiega Mercedes Turgi Prosperi- “un esperimento dove offrire agli amici ed agli ospiti di Otranto sia un aperitivo in spiaggia che in preserata”. Il tutto nella spiaggia più glamour del Salento.

Al Dolceriva, invece, “avremo appuntamenti fissi due volte a settimana la sera” –spiega Itaco- “mentre i prezzi sono gli stessi dello scorso anno”.

Jenny De Cicco

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Otranto, Tassa di soggiorno si o no?

Le posizioni degli operatori vanno da quelli nettamente contrari a quelli possibilisti, tutti, comunque, sottolineano la difficoltà di applicarla a stagione già iniziata. Il Sindaco di Otranto Luciano Cariddi ha più volte sottolineato la necessità dell’introito aggiuntivo per via dei minori trasferimenti attuati dal Governo Berlusconi nei confronti dei comuni e dalle relative difficoltà di bilancio che portano ad un disavanzo quantificabile tra i 500 ed i 600 mila euro all’anno. Insomma, la querelle si fa ora anche politica con l’opposizione a Palazzo Melorio che contesta le cifre ed il metodo adottato dall’amministrazione Cariddi. “Le cifre date dal Sindaco sono assolutamente diverse da quelle che io stesso ho verificato nel bilancio comunale. I minori trasferimenti statali ammontano a 65000 euro, e non 650.000, anzi nella dichiarazione così resa non vorrei ci fosse malafede”. Perché? A cosa sarebbe imputabile la eventuale malafede di una simile dichiarazione di cifre di bilancio? “Da quello che ho potuto verificare, l’unica voce che crea problemi di bilancio è la tassa sui rifiuti, qui servono ulteriori 500.000 e la colpa, in questo caso è del governo regionale che non provvede agli impianti di smaltimento e non del governo centrale, la colpa è di Vendola e non di Berlusconi”. Quindi sarebbe meglio aumentare la Tarsu che imporre la tassa di soggiorno? “Per prima cosa credo che il provvedimento sia illegittimo. Mi spiego: la tassa di soggiorno ha un vincolo di destinazione, si ha l’obbligo di destinarla ai servizi per il turista e per la promozione di beni ed attività culturali. In secondo luogo” –continua De Benedetto- “la paura del Sindaco ad aumentare la Tarsu è dettata da per motivi elettorali. Sceglie di non colpire i cittadini ma il settore economico trainante della città. Secondo me è un aumento dissennato, oltretutto è illegittima perché non mantiene lo scopo della destinazione prevista per legge. Infine, comunque, dal prossimo anno, chiunque sarà al governo cittadino dovrà aumentare la Tarsu, allora mi chiedo non sarebbe meglio aumentare la raccolta differenziata?”. Insomma, una questione che si sposta sul piano politico. “È il ragionamento di un bravo ragioniere, non di un politico” –taglia corto Cariddi- “ai nostri comuni mancano i soldi dei trasferimenti statali, ma anche, a cascata, quelli delle regioni, delle province, etc. Se non abbiamo le risorse per aiutare le famiglie bisognose, gli anziani, adottare politiche sociali, favorire le attività culturali, migliorare i servizi ai turisti dobbiamo per forza appoggiarci agli strumenti nuovi quali, appunto, la tassa di soggiorno”. Ma non c’è una soluzione alternativa? “La soluzione alternativa sarebbe quella di aumentare la Tarsu per tutti di almeno il 50% e questo solo per pareggiare il bilancio, pulire meglio le grandi estensioni di costa e territorio etc. I soldi non basterebbero comunque per creare nuovi servizi ed attuare politiche culturali e sociali”. Non crede che la paura di molti operatori, i quali temono che i turisti possano lamentarsi di questa tassa aggiuntiva che verrà applicata a prenotazione già effettuata sia fondata? “Non credo, innanzitutto un turista può vedere chiaramente che siamo Bandiera Blu d’Europa, abbiamo le 5 Vele di Legambiente e Touring Club, siamo tra i Borghi più belli d’Italia, Patrimonio di Pace dell’Unesco, etc. e quindi capirà che il suo contributo servirà a mantenere uno standard alto. Infine” –dice Cariddi- “numerosi comuni ci stanno chiamando perché hanno intenzione di istituirla, così non ci saranno nemmeno problemi di concorrenza tra località turistiche che la applicano e località che non la applicano”.

Elio Paiano

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Risparmiare acqua si deve e si può: la ricetta del Comune di Minervino

Il risparmio idrico, anche se affrontato poco, spesso è tema di scottante attualità. Troppe volte, infatti, si tende a parlare del risparmio energetico come se questo abbia a che fare esclusivamente con l’elettricità, eppure anche l’acqua è un bene che va salvaguardato. Lo sa bene l’amministrazione comunale di Minervino, che sta mettendo in atto iniziative volte alla sensibilizzazione e alla messa in pratica del risparmio idrico. La campagna vera e propria per questa tematica, con lo slogan “L’acqua? Un bene prezioso. Non scaricarla”, partirà ufficialmente domani, e consterà di differenti tipi di attività, come l’affissione di manifesti che ricorderanno a tutti che, durante la stagione estiva, l’acqua potabile non può essere sprecata o utilizzata per uso irriguo, oltre che a ricordare che è importante attivarsi per il suo riutilizzo; il tutto accompagnato da un convegno che avrà come tema “L’acqua e i cambiamenti climatici”. Ma l’attività più interessante riguarda quello cui si è voluto dare il nome di “Sacchetto salva H20”: si tratta di un involucro che da domani sarà inviato a tutti i residenti di Minervino e delle frazioni Specchia e Cocumola, accompagnato da una lettera del sindaco Ettore Caroppo in cui si chiede l’utilizzo di questo gadget come piccolo gesto di collaborazione per la riuscita dell’iniziativa. Il sacchetto deve essere applicato al proprio water closet, e consentirà di risparmiare un litro di acqua per ogni volta che si mette in azione lo scarico. È stato stimato infatti che il sacchetto, se usato correttamente e da tutti, favorirà un risparmio di oltre 4 milioni di litri di acqua in un solo anno. “Un piccolo gesto ma concreto”, dice il sindaco Caroppo, “in un momento in cui non si fa altro che parlare, ma senza mettere in campo soluzioni serie ad almeno uno dei problemi che l’umanità dovrà affrontare con la massima serietà per evitare, ahimè, vere e proprie guerre, da qui a cinquanta anni, e che vedrà le nostre colture e le nostre abitudini cambiare in maniera irreversibile per la desertificazione che inesorabilmente avanza. Servono tanti piccoli gesti che, oltre a evitare sprechi inutili, farebbero risparmiare decine di euro a famiglia e milioni di euro per il trattamento delle acque, il loro smaltimento e il trasporto della stessa”.

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Natante in difficoltà nel Canale d’Otranto, a bordo 60 migranti: anche otto bambini

Ennesimo sbarco sulle coste otrantine. Già ieri era partita la segnalazione di un natante in difficoltà tra le acque della Sicilia, la Calabria e il Canale d’Otranto, in cui si pensava ci fossero una settantina di persone; l’imbarcazione è stata intercettata infatti a diverse miglia a largo del Canale d’Otranto e subito scortata dagli uomini della Guardia di Finanza presso il porto di Otranto.

Sulla barca a vela, recante il nome “Thomas VII” – un 14 metri – erano stipate una sessantina di persone. All’attracco sono giunti i soccorsi della Misericordia di Otranto, del 118, della Croce rossa e della Protezione Civile, che si sono subito accertati dello stato di salute del gruppo di migranti. La Guardia di Finanza ha peraltro individuato subito i due scafisti, di cui si deve ancora accertare la nazionalità, che sono stati subito arrestati.

Una sessantina i giovani a bordo, di etnia mista, probabilmente curdi, iraniani e iracheni, quasi tutti al di sotto dei trent’anni. Tra loro anche tre donne (una in evidente stato di gravidanza, subito portata presso l’ospedale di Scorrano per gli accertamenti del caso) e otto bambini in tenerissima età, da uno ai sette anni.

Così, subito dopo le perquisizioni e i primi accertamenti, i migranti sono stati trasportati presso il centro di primissima accoglienza “Don Tonino Bello” per l’identificazione e le prime cure, dopo di che verranno trasferiti nei centri di accoglienza pugliesi.

Jenny De Cicco

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Il mare di Otranto a Vele spiegate: Cinque, quelle di Legambiente

Un nuovo, importante traguardo per la città di Otranto e i suoi mari. Si tratta del conferimento delle “Cinque Vele”, avvenuto questa mattina a Roma e Bari insieme alla premiazione di numerose altre località marine. Tra tra cui Otranto, appunto, che ha visto riconfermare il titolo attribuito da Legambiente e Touring Club: tutte le località premiate vengono riportate nella “Guida Blu”, in distribuzione da oggi.

Le “Cinque Vele” sono un riconoscimento molto ambito, che viene attribuito soprattutto per la limpidezza dei mari, ma anche per molte altre caratteristiche delle cittadine interessate, come la qualità delle strutture ricettive, la presenza di un centro storico ben conservato, un’offerta enogastronomica di pregio, la vicinanza a luoghi di interesse storico artistico o naturalistico: tutte caratteristiche che Otranto possiede con fierezza, anche se ci sono sempre da tenere d’occhio i problemi legati alla tutela dell’ambiente, che è compito della politica salvaguardare. Infatti ad altre città salentine, e non solo, è capitato di guadagnarsi il titolo e poi perderlo perché non si è riusciti a mantenere tutte le caratteristiche positive che l’acquisizione del premio prevede. “La città, in questi anni, ha visto sensibilmente migliorare il livello degli standard qualitativi in campo ambientale”, commenta il primo cittadino Luciano Cariddi “e nei servizi turistici offerti. Un risultato che richiede non poca fatica per essere mantenuto nel tempo, e che si aggiunge a diversi altri riconoscimenti ricevuti da Otranto. Le politiche mirate alla sostenibilità e allo sviluppo eco-compatibile stanno producendo risultati positivi per il territorio, sia in termini di qualità della vita percepita dai residenti che in termini di maggiore appeal turistico esercitato dalla città. Viviamo tale attestazione con senso di responsabilità, convinti che la strada intrapresa sia quella giusta e che occorra lavorare ancora molto, cercando di trovare sempre il giusto equilibrio tra tutela dei luoghi e crescita economica, traducendo le risorse ambientali e culturali non in un vincolo, ma in una risorsa”.

Sono molti i progetti varati e realizzati in questi anni, in questa direzione, dal Comune di Otranto, prosegue ancora il sindaco: “La riqualificazione e pedonalizzazione di ampi spazi cittadini, la realizzazione di progetti culturali di spessore apprezzati da cittadini e visitatori, la costante attività di pulizia e manutenzione degli spazi cittadini, la gestione di un litorale ampio fatto di spiagge, pinete e scogliera, le politiche di sensibilizzazione verso i temi ambientali, soprattutto nei confronti dei più giovani, la costituzione di un centro di educazione ambientale, la valorizzazione di percorsi naturalistici, la realizzazione di parchi attrezzati in città e in alcune aree a pineta, la progettazione della condotta sottomarina per l’allontanamento dei reflui trattati dall’impianto di depurazione”.

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“Donne in arme”, raccontando le salentine che fecero la guerra. E la Storia

Si chiama Giuseppina Russo ed è un’arzilla, simpatica vecchietta sul cui viso gli anni e i dolori non hanno voluto segnare che poche rughe d’espressione. È nata del 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, e sarà una delle protagoniste del secondo appuntamento che la commissione provinciale per le Pari Opportunità di Lecce sta organizzando a Palazzo dei Celestini per sabato 11 giugno alle ore 20, nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, all’interno dei quali si è voluto ricordare la storia del Belpaese.

Questo secondo appuntamento riguarderà gli anni compresi tra il 1915 e il 1948, e prevede un ricco programma di eventi tra cui un’intervista-documentario su “nonna Giuseppina” di Sogliano Cavour, che ripercorrerà gli anni del Fascismo. Piccola Italiana della prima ora, “nonna Giuseppina” si dilungherà anche sugli orrori del nazismo, a causa del quale perse un fratello in giovanissima età, durante il secondo conflitto mondiale, e sul ruolo delle donne all’epoca, “complice” un filmato realizzato dalla consigliera Maria Rosaria Contaldo e dalla giornalista Angela Leucci, collaboratrice di OtrantoOggi. Interverranno la presidente della commissione, la psicologa Maria Teresa Maglie, l’assessore provinciale Filomena D’Antini Solero, il dirigente scolastico Anna Lucia Graziuso, l’ex presidente della sezione idruntina della Società di Storia Patria per la Puglia Salvatore Coppola, il difensore civico provinciale Giorgio De Giuseppe, mentre le conclusioni saranno affidate al presidente della Provincia Antonio Gabellone. Tra musica, poesia, fotografia e narrazioni storiche, che si avvarranno anche della lettura dell’attrice salentina Carla Guido – già language coach per il film “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek – la serata giungerà poi a trattare di Nilde Iotti e dell’Assemblea Costituente. “Ci sembrava doveroso occuparci del ruolo delle donne in quel periodo di profondi cambiamenti non solo per l’Italia”, spiega infatti Maria Teresa Maglio, “perché raccontare la Storia significa anche prendere coscienza di come siamo fatti e da dove proveniamo. Il motivo conduttore dell’iniziativa è stato storico, ma anche sentimentale, in grado di toccare le donne e gli uomini di oggi in una prospettiva di crescita e di superamento degli errori, e di conferma dei valori costruttivi e positivi”.

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Rifiuti, a Uggiano un Consiglio comunale aperto il 16 giugno. In piazza Umberto I

Si terrà il 16 giugno 2011 alle 19, presso piazza Umberto I a Uggiano la Chiesa, il Consiglio comunale aperto sui rifiuti, dibattito che, come spiega il sindaco Salvatore Piconese, diventa “una discussione democratica e partecipata con l’intera popolazione”.

La decisione presa il 7 giugno dalla conferenza dei capigruppo, che ha tra l’altro stabilito le modalità organizzative del Consiglio comunale aperto. ”Potremmo dire che quel giorno Uggiano sarà Città Aperta, perché chiunque potrà partecipare al Consiglio”, spiega ancora dal suo profilo Facebook il sindaco Piconese, che ha deciso di affidare alle mani del giudice la questione del conferimento e dello smaltimento dei rifiuti ad opera dell’Ato/Lecce 2, e relative carenze: carenze che non possono, a detta del primo cittadino di Uggiano, gravare sugli uggianesi.

Jenny De Cicco

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Il Coordinamento Civico di Maglie insiste: “La strage di ulivi non è un’invenzione”

Ennesima puntata della querelle tra il Coordinamento Civico di Maglie e la Provincia di Lecce a proposito degli ulivi espiantati. Dopo che gli assessori provinciali Massimo Como e Salvatore Perrone hanno dichiarato che non esiste strage nel caso dell’allargamento della strada provinciale 361 in direzione Maglie-Gallipoli, perché gli alberi ritratti in foto erano già morti da tempo, il Coordinamento Civico ribatte che la situazione non è veramente questa. “Viene negata l’evidenza”, spiegano infatti dal Coordinamento Civico. “La Provincia promette: gli alberi saranno tutti trapiantati. Bene, ma si provveda anche al trapianto delle ceppaie d’olivo degli esemplari già barbaramente decapitati del tronco, o dovremmo pensare che il loro taglio rientri in qualche strana e nascosta strategia di risparmio e di produzione di legna per biomasse?”. Gli ambientalisti, insomma, non ci stanno proprio: “Il confronto con recentissime foto satellitari che mostrano quegli alberi ancora vivi e vegeti, non certamente morti e ammalati, la segatura fresca, i tronchi nei campi sudanti linfa dai tagli freschi, anzi freschissimi e sporchi ancora di trucioli legnosi, ben attestano oltre ogni ragionevole dubbio quanto questo scempio dei tagli sia recentissimo. È chiaro che qualcosa non è andato per il verso giusto nelle prime fasi e prefasi di cantiere, ma prendiamo atto della confermata disponibilità e attenzione della Provincia, che è quanto più ci importa davvero, per il corretto prosieguo dei lavori nel rispetto del Salento”. Gli ambientalisti chiedono così che anche le ceppaie degli ulivi già tagliati siano ripiantate in loco, perché possano al più presto ricrescere grazie alla notevole vitalità degli ulivi. Non esiste sollevazione ufficiale, però, a parte quella della Provincia, relativa alla necessità di una risistemazione abbastanza urgente di una strada che ha significato morte per molte persone. Commento a caldo di un utente Facebook che ha perso un parente su quella provinciale e che ha letto l’articolo di OtrantoOggi in cui si fa riferimento ai segni rossi comparsi sugli ulivi: “E dire che su *** non era comparso nessun segno rosso, prima che quella strada lo abbattesse”.

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Sub a congresso a Otranto, “torneremo anche il prossimo anno”

Diving e turismo, un binomio vincente per Otranto. L’esempio di tale importante settore per lo sviluppo turistico della città è dato da una bella iniziativa che si svolge in questi giorni ad Otranto, presso la nuova sede dello “Scuba Diving”, dove la SSI (Scuba Schools International), associazione che rilascia i brevetti da sub, e la “Tecnisub” hanno organizzato un raduno con subacquei provenienti da tutta Italia. “È un evento che facciamo tra maggio e giugno, scegliendo mete che non siano quelle classiche e già conosciute, dove si incontrano tanti appassionati con le loro famiglie al seguito”, spiega la presidente Monica Marchesi. “Quest’anno abbiamo scelto la splendida Otranto, che sta riscuotendo molto successo tra gli appassionati”. Così ben 60 famiglie di sub sono giunte a Otranto con la promessa di tornare, più numerose, il prossimo anno.

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