Archive | Luglio, 2011

Il presidente regionale di Assoturismo Confesercenti, replica al sindaco di Otranto sull’imposta di soggiorno

“Un balzello sul turismo solo per fare cassa”

“Pensa veramente che la maggior parte dei turisti stiano accettando tale imposta a fronte di una Otranto Card che offre l’unico vantaggio di qualche convezione e sconto ancora una volta a carico delle poche imprese che vi hanno aderito e non già di questa amministrazione? Crede veramente che gli “operatori stiano riscontrando positivamente l’avvio di questa nuova esperienza (un’imposta che diviene esperienza!?!)” che consiste praticamente in una serie di incombenze di carattere amministrativo e procedurale introdotte a stagione inoltrata?”. Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo, replica così al sindaco di Otranto a proposito dell’introduzione dell’imposta di soggiorno, su cui si pronuncerà il Tar a settembre.

“La sua affermazione sul fatto che il ricorso sia un’iniziativa prettamente politica sembra essere l’unica giustificazione all’introduzione di questa odiosa tassa”, afferma ancora Rota, che aggiunge: “Si svela l’arcano quando lo stesso sindaco afferma di non aver voluto ricorrere ad un incremento del 50% della Tarsu a danno dei suoi cittadini. Ecco quindi la vera motivazione dell’introduzione di questo balzello: non riuscendo a far quadrare i conti, per fare cassa si sceglie di vessare turisti e imprese, rischiando di infliggere un duro colpo alle prospettive di tenuta del settore”.

Quanto a Federalberghi Lecce, sottolinea Rota, è evidente la posizione in controtendenza con le indicazioni che dalla stessa associazione a livello regionale e nazionale. “Questa sì che è coerenza”, commenta Rota, “così si strumentalizza una associazione agli interessi della politica”.

Per quanto riguarda, infine, il confronto istituzionale con il Comune di Otranto, Rota richiama il sindaco ad un rapporto basato su criteri di correttezza e rispetto reciproco, in modo particolare con i rappresentanti delle associazioni di categoria. “La nostra unica politica”, conclude Rota, “è fare gli interessi degli operatori e della comunità per assicurare al territorio un corretto sviluppo del turismo”.

“Aspettando che la magistratura amministrativa si pronunci sulla legittimità dell’introduzione di questa imposta”, conclude Rota, “consiglierei al sindaco di Otranto di essere più cauto e rispettoso degli operatori turistici e delle loro associazioni di categoria, proprio coloro che quotidianamente lavorano per elevare gli standard dell’industria dell’accoglienza a Otranto, esponendosi in prima persona nell’interesse della comunità. Irresponsabili, semmai, sono coloro che dai palchi della politica cercano il facile consenso piuttosto che operare scelte coraggiose e lungimiranti. L’imposta di soggiorno così come è stata applicata, lo ribadisco, è un cappio al collo al turismo”.

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Si spegne la luce, si accende la luna di Santa Cesarea: è Notte Blu

Stasera, a Santa Cesarea Terme, la prima edizione della Notte Blu, manifestazione ideata per offrire un’esperienza collettiva che si snoderà in un arco temporale di 10 ore tra le strade, le piazzette, i negozi ed i musei presenti nel centro della cittadina, e che avrà come tematica centrale il risparmio energetico. L’evento è promosso dall’assessorato al Turismo e spettacolo e realizzato grazie alla collaborazione del gruppo “Bellavita” e con il partenariato del circolo Legambiente di Otranto.

“La Notte Blu di Santa Cesarea Terme”, spiega l’assessore al Turismo Fedele Corsano, “è inserita nel calendario degli eventi estivi del 2011, ed è la manifestazione su cui l’amministrazione comunale ha inteso maggiormente investire ponendosi l’obiettivo di valorizzare l’estate salentina con un evento inedito, ciò che merita la città di Santa Cesarea Terme, ma anche e soprattutto di sensibilizzare su un uso più ragionevole e meno dispendioso dell’energia elettrica. La scelta di organizzare l’evento in una serata di luna piena, il 15 luglio, appunto, permetterà di risparmiare sulla pubblica illuminazione, e rientra certamente in una campagna sul risparmio energetico che Legambiente Otranto già da anni porta avanti”.

Il programma della serata prevede l’esibizione di gruppi musicali, artisti di strada e la prima edizione della Fiera Sulfurea, che si terrà fino a domenica. La serata avrà inizio alle 19 con l’esibizione degli artisti del “Caravan del clown”, che proporranno divertenti spettacoli per i più piccini grazie al personaggio principale, il clown Lacoste. Poi la Contur Band, che con la sua musica di strada allegra, pirotecnica e ricca di incursioni jazz regalerà momenti di sicura vivacità per tutta la notte. Intorno alle 22 si esibirà invece il gruppo degli Africa Sud Sound, che con il carisma di Mr Laye e la qualità della musica e dei musicisti che lo accompagnano darà vita ad un connubio formidabile tra la tradizione africana, il funk ed il reggae. Nel pieno della Notte, quindi alle 24, concerto degli Alla Bua.

Fabio Tarantino

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Tassa di soggiorno, si pagherà: no del Tar alla sospensione cautelare del provvedimento

Il Tribunale Amministrativo Regionale si è espresso sulla tassa di soggiorno, e con buona pace di chi la tassa avrebbe voluto sospenderla ha detto che questo non è possibile: i turisti dovranno pagarla e gli albergatori dovranno esigerla all’arrivo dei propri ospiti.

Così recita il decreto: “Il Tar, visti il ricorso e i relativi allegati, vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, considerato che il provvedimento impugnato non determina una situazione caratterizzata da estrema gravità e urgenza tale da giustificare la concessione dell’invocata misura cautelare provvisoria, respinge la suindicata istanza. Lecce 14.7.11”. Il giudice Luigi Costantini, presidente della seconda sezione del Tar di Lecce, ha così motivato respinto così la richiesta di sospensione in via provvisoria presentata da parte dell’avvocato Luca Bruni, rappresentante legale di Assohotel, Confindustria e di una decina di operatori alberghieri otrantini, contro la nuova tassa introdotta dal Comune lo scorso 4 luglio.

Sarà comunque la camera di consiglio a decidere, il prossimo 7 settembre, nel merito dei ricorso, quando l’estate sarà finita al termine e le migliaia di turisti che affollano la perla del Salento saranno notevolmente diminuiti. Il presidente Costantini ha giustificato la decisione della non sospensione affermando che il provvedimento impugnato non determina una situazione caratterizzata da estrema gravità e urgenza. Ma non è detta l’ultima parola, appunto: per ora quella del Comune di Otranto è una vittoria a metà.

Jenny De Cicco

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Il catasto onciario, storia del territorio: presentato un libro a Poggiardo

Un importante documento storico-fiscale è stato presentato a Poggiardo il 14 luglio, presso piazza Giovanni Paolo II. Si tratta del catasto onciario, uno strumento utile per una migliore conoscenza del territorio, ovvero per capire da dove si venga e da cosa derivino alcune usanze salentine. Realizzato dal Collegio dei Geometri della provincia di Lecce e dall’amministrazione comunale di Poggiardo, il volume tratterà appunto del catasto onciario, precursore degli odierni catasti e attuazione pratica delle norme dettate da re Carlo di Borbone nella prima metà del XVIII secolo per il riordino fiscale del Regno di Napoli e delle due Sicilie. Infatti i catasti onciari, così definiti perché la stima dei beni in essi descritti è fatta in once quadrate, attuati nel Regno di Napoli da Carlo III di Borbone nel 1741 e in vigore fino all’Unità d’Italia, forniscono dati interessanti come quelli sull’estensione dei vigneti di quel periodo, l’approvvigionamento sul mercato di alcuni beni particolari, la loro qualità e durata, il contributo della Terra d’Otranto nella formazione di operai specializzati nella coltivazione vitivinicola, i flussi di uomini e di merci tra le varie Università e gli odierni comuni. Alla presentazione dell’opera, di straordinaria rilevanza storica, sociale e culturale, hanno preso parte il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, il presidente della Provincia Antonio Gabellone, il presidente del Collegio dei Geometri Ennio Rizzo, il docente dell’Università del Salento Mario Spedicato, lo studioso del territorio salentino Michele Mainardi, l’autore del volume e noto storico locale Anacleto Vilei.

Jenny De Cicco

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Nuovi orari delle Poste di Uggiano, il sindaco non ci sta: “Penalizzati gli utenti”

Rimodulazione del servizio dell’ufficio postale a Casamassella? L’amministrazione comunale di Uggiano la Chiesa non condivide la decisione dei vertici di Poste Italiane e chiede d’urgenza un incontro con il direttore della filiale di Lecce, Giuseppe Mazzardo. La comunicazione è giunta il 28 giugno scorso al Comune di Uggiano, e riguarda appunto la rimodulazione temporanea dei giorni e degli orari d’apertura dell’ufficio di Casamassella: nella comunicazione si avvisa che dal 27 giugno al 18 settembre il servizio sarà attivo solo per tre giorni alla settimana, ovvero il giovedì, il venerdì e il sabato dalle 8 alle 13. Una disposizione che l’amministrazione comunale non condivide, tanto che il sindaco Salvatore Piconese riferisce di aver avuto un colloquio telefonico con il direttore della filiale di Lecce e successivamente, il 5 luglio, di aver inviato una lettera nella quale si sottolinea il disagio provocato agli utenti. “Tale rimodulazione – ha scritto Piconese – non è attinente con le esigenze del territorio, in particolare della frazione di Casamassella, poiché in questo periodo aumenta il traffico e la presenza di villeggianti e turisti. In più, la popolazione locale subisce la chiusura dell’Up per metà settimana”. Il primo cittadino chiede quindi l’apertura dell’ufficio per tutti i giorni della settimana, o eventualmente, in caso di impossibilità a garantire questo, la rimodulazione dell’apertura dell’Up della frazione di Casamassella almeno a giorni alterni. Dopo più di una settimana, però, nessun riscontro da parte della direzione di Poste Italiane, tanto che il primo cittadino di Uggiano ha deciso di scrivere ancora, il 15 luglio, al direttore Mazzardo, ribadendo il disservizio della frazione di Casamassella e chiedendo nell’immediato la convocazione di un incontro per discutere le proposte del piccolo comune dell’entroterra idruntino.

Jenny De Cicco

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In vendita a Santa Cesarea la casa paterna di Carmelo Bene, parte la mobilitazione

In vendita un pezzo di cultura del teatro e della poesia, ovvero una parte della casa paterna di Carmelo Bene, a Santa Cesarea Terme. A partire dal 15 luglio e fino al 15 ottobre, il luogo in cui furono scritte le poesie giovanili, e tra le altre opere “Nostra Signora dei Turchi”, verrà ceduto a nuovi proprietari, comprato all’asta come cumulo di calcinacci privi di storia, come muri senz’anima. Due stanze, per ora, ma è tutta la casa a rischiare la stessa fine, la stessa in in cui vive Maria Luisa Bene, sorella maggiore dell’attore. Previsto un sit in il 15 luglio, pubblicizzato anche tramite un evento Facebook, che non mira a contrastare l’acquisizione delle prime due stanze, poiché sono già state acquistate, ma alla fondazione di un museo dedicato all’artista. In programma anche una raccolta di firme che mira a bloccare la vendita del resto della casa, che nel frattempo è diventata comunque una sorta di museo sulla enigmatica, geniale ed eclettica figura del grande innovatore del teatro. Questo “museo” ha come custode proprio Maria Luisa, che rischia a 73 anni, e dopo aver dedicato la vita alla difesa dell’opera del fratello, di non reggere all’eventualità di uno sfratto. Con quest’azione i promotori del sit-in cercano quindi l’attenzione dei personaggi della cultura, delle associazioni, delle istituzioni dello Stato per preservare un vero e proprio tesoro culturale, serbatoio di memoria del territorio. “Non si riesce a capire perché venga fatto sempre lo stesso errore”, commenta infatti Orodè Deoro, promotore dell’azione di protesta. “Che fine faranno le carte, le fotografie, i premi, i disegni, se la casa se viene tolta a Maria Luisa Bene? Perché non conservare con amore la casa paterna di un genio? Perché fare sempre finta di niente? Quand’è che questo territorio sarà finalmente degno delle sue grandi voci? Chi può fermare l’ennesimo scempio del territorio, l’ennesimo atto di ignoranza, di cannibalismo? Altrove le case di figure straordinarie sono fonti di ricchezza, qui, nel Sud del Sud dei santi, pare spazzatura. La nostra memoria storica continua a essere tra i rifiuti. Ma noi vogliamo che il balcone del capolavoro cinematografico “Nostra Signora dei Turchi” sia di tutti, e non di un privato, e magari un giorno potremo dire che le nostre amministrazioni esistono, che lo Stato esiste, se interviene non distruggendo il museo Carmelo Bene, ma difendendolo”. Il referente per la protesta sul territorio è l’attore Simone Franco, che già da due mesi vive vicino a Maria Luisa.

Jenny De Cicco

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Quali sono i passaggi burocratici per poter andare a vivere e lavorare in Inghilterra per un cittadino straniero che vive regolarmente in Italia?

Domanda posta agli avvocati dal Sig. Singh Pardeep:

Buongiorno, io sono un ragazzo cittadino indiano che vive regolarmente da 20 anni in Italia. Ho la carta soggiorno e ho un lavoro a tempo indeterminato. Mi dovrei sposare con una ragazza cittadina inglese. Quali sono i passaggi burocratici che dovrei fare per poi poter andare a vivere e lavorare in Inghilterra?

Grazie,

Cordiali Saluti,

Singh Pardeep

L’Avvocato Risponde:

Egregio signore,

la Sua domanda comparta conoscenze relative all’ordinamento giuridico inglese, che al momento non posso offrirLe, in quanto necessiterebbero di un approfondimento di studio particolare.

Ad ogni modo, per quel che riguarda la parte della vicenda che si svolge in Italia, bisogna distinguere due distinte situazioni:

1. se il matrimonio si terrà in Inghilterra, Lei avendo i documenti (passaporto) necessari potrà raggiungere il paese di origine della Sua futura moglie e lì perfezionare in base alle leggi locali la Sua posizione giuridica e il relativo permesso di soggiorno;

2. se, invece, il matrimonio verrà celebrato in Italia, la legge applicabile sarà, alternativamente, o qualla italiana, o quella nazionale di uno dei due coniugi, oppure la legge dello Stato comune di residenza, tali regole, però, incontrano delle eccezioni dovute a particolari prescrizioni presenti nella legge Italiana che dovranno essere comunque rispettate, come ad esempio il necessario possesso della capacità a contrarre matrimonio che ogni cittadino deve possedere, ossia l’avere lo stato civile “libero” ( non essere sposato con altra donna) e il divieto di sposarsi tra consanguinei come previsto dall’art. 116 c.c.

Spero di essere stato il più esauriente possibile.

Distinti saluti

Avv. Andrea Conte

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Consorzio per i servizi sociali, Colafati presidente bis. Nuovo sostegno ai bisognosi

Dopo la vittoria alle elezioni comunali, il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati fa il bis. L’assemblea dei sindaci dell’Ambito di zona di Poggiardo, riunita presso l’aula consiliare del Comune di Spongano, lo ha infatti riconfermato all’unanimità per il prossimo triennio quale presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio per i servizi sociali. Il neosindaco di Poggiardo è alla guida dell’ente dal novembre 2007, quindi si tratta di una importante riconferma. Colafati ha espresso la propria gratitudine ai colleghi sindaci dei quindici comuni interessati: “Voglio dire grazie a tutti gli amministratori che in questi anni hanno operato insieme a me per un effettivo miglioramento delle condizioni di vita di quei cittadini che si trovano in situazioni svantaggiate, nei confronti dei quali abbiamo il dovere di profondere il massimo impegno per favorire la realizzazione di una rete di servizi sempre più efficiente e in grado di garantire loro la più ampia solidarietà”. L’assemblea è stata ricca di punti importanti che sono stati approvati, come la rendicontazione finanziaria del primo anno del triennio 2010-12 e la relazione sociale per lo stesso periodo, strumento introdotto di recente per favorire una valutazione e un controllo periodico della programmazione svolta. È stata anche pubblicata la graduatoria definitiva relativa all’assegno di cura – annualità 2010: sono stati resi noti i 33 beneficiari di questa importante misura di sostegno a favore di persone anziane, disabili e minori in condizioni di non autosufficienza grave, assistiti a domicilio o ricoverati presso strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie residenziali, per le quali possa valutarsi un percorso di cura nel proprio contesto familiare. Infine, con la sottoscrizione del disciplinare regolante i rapporti tra Regione Puglia e Ambito di Poggiardo, avvenuta presso l’assessorato al Welfare – Servizio Programmazione sociale della Regione – è stato ufficialmente concesso il finanziamento di 1.950.000 euro per la realizzazione di due infrastrutture sociali nel territorio: si tratta della Rssa (Residenza Socio-Sanitaria Assistenziale) di San Cassiano, che erogherà prevalentemente servizi socio-assistenziali a persone anziane di età superiore ai 64 anni affette da demenze senili, e della comunità socio riabilitativa “Dopo di noi” di Castro, di proprietà di Ipab di Ortelle, che sarà, invece, una struttura socio-assistenziale a carattere comunitario destinata a soggetti maggiorenni in situazione di handicap fisico, intellettivo e sensoriale e privi del sostegno familiare.

Fabio Tarantino

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Tassa di soggiorno, tanto tuonò che piovve: ricorso al Tar degli operatori

Tassa di soggiorno a Otranto? Confindustria, Confesercenti e Assohotel non ci stanno, e propongono il ricorso al Tar richiedendo anche il decreto cautelare urgente di sospensione, attraverso gli avvocati Luca Bruni e Luigi Mariano. Oltre alle associazioni, a proporre ricorso sono anche quindici operatori turistici di Otranto che chiedono sia discussa nel merito tale imposizione. “Un ricorso che verte su diversi punti”, spiega l’avvocato Bruni, “tra cui l’intempestività dell’introduzione di questa tassa, con la stagione già in corso e con costi giornalieri già negoziati con il cliente, e poi la violazione del codice del contribuente e dei principi generali in materia, che rimandano al 1° gennaio dell’anno successivo l’operatività di ogni imposta o tributo, e infine la violazione del vincolo di destinazione delle somme, dato che il Comune di Otranto, nell’approvazione del bilancio, non ha indicato come e dove intende spendere i proventi di questo prelievo”. Insomma, sulla tassa di soggiorno si addensano, in piena estate e nel primo anno di applicazione, le nubi di un ricorso al Tar che potrebbe avere gli esiti più vari. Peraltro, se dovesse essere accolto il decreto cautelare d’urgenza che sospende la tassa, la maggior parte degli introiti previsti andrebbero perduti. Con molta probabilità il Tar si pronuncerà il 27 di luglio, in piena stagione turistica.

Elio Paiano

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Corigliano, due giorni per raccontare il cibo e la sua storia

La cultura del cibo in un evento di promozione del territorio: presentato sotto la maestosa quercia vallonea di Corigliano d’Otranto dal sindaco Ada Fiore, dal presidente dell’Associazione commercianti Nicola Giannachi, dalla life-coach Alessandra Mattioni, autrice del libro “Nutri il tuo buon umore”, e dal responsabile della Pro Loco di Corigliano Vincenzo Giannachi, il programma de “La Cultura del Cibo”, rassegna-percorso enogastronomico che si terrà il 14 e 15 luglio nelle vie del centro storico del comune amministrato da Fiore. Esposizioni artistiche, mercatino dell’antiquariato e l’Agorà del Gusto, simposio con interventi sul tema del cibo e della tradizione culinaria del Salento e in particolar modo di Corigliano. Nel centro storico verrà allestito il “Villaggio culturale”, attraverso il quale si riscopriranno sapori di un tempo, sapori antichi. Turismo e gastronomia, piacere della vista, della mente e del palato per due serate all’insegna della riflessione e del gusto, non solo per avventori estivi, ma anche per gli stessi salentini. Nel bookshop del Castello si potrà acquistare, al costo di 18 euro a serata, un buono che consentirà di degustare tutti I piatti proposti dai ristoratori, prezzo che per i soci della Pro Loco coriglianese scende a 11 euro. Entroterra da valorizzare e riscoprire, anche con una interessante passeggiata gastronomica tra le mura della città vecchia, il castello, le case a corte e le piazze di Corigliano. Arte culinaria dedita alla lentezza, alla conservazione e all’unione della terra tra i due mari, pasto visto come momento di unione e condivisione dopo una giornata passata nei campi a filar tabacco, a estirpare erbacce, a curar gli uliveti. Cucina particolare, quella salentina, memorandum delle dominanze alternatesi nei tempi, ognuna delle quali ha segnato la tradizione con un lascito gastronomico: la pasta di mandorle saracena, le zuppe di legumi normanne, i grandi piatti della tradizione e la storia della cucina che unisce il Mediterraneo all’Europa del Nord e il culto del pane dall’Agape protocristiana. “Una cena itinerante in una magica atmosfera”, è la descrizione, che viene utilizzata per descrivere il percorso enogastronomico della “Cultura del Cibo”, manifestazione che da anni si svolge sul territorio e che rappresenta un momento di incontro, di gusto e di riscoperta delle tradizioni. La novità di quest’anno sarà la presenza dell’Agorà del Gusto, che vede la partecipazione di numerose aziende locali e di importanti associazioni di categoria come Confesercenti e Coldiretti.

Ecco le tappe del percorso enogastronomico di quest’anno con cibi e vini abbinati

Malisud: Aperitivo

Acquolina: Cozze alla Salentina (Cantina Valle dell’Asso)

Dei Mille: Strozzapreti dei Mille (Cantina di Leverano)

La Puteca: Ciceri e Tria (Cantina Palamà)

Estia: Zuppa di Legumi (Cantina Vecchia Torre)

Tomai: Maritati al Sugo

Olo Kalò: Pitta di Patate (Cantina Vetrere)

La papperia: Trippa in Pignata (Cantina Mocavero)

Bar De’Monti: Raulu

Caffè dell’Arco: Mustaccioli (Cantina De’Falco)

Bar Castello: Mavalda (Cantina Campi Latini)

Bar Lux: Spumone Piccolo

Bar: Caffè in Ghiaccio

Jenny De Cicco

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Troppi randagi, una turista al Messaggero: “Mai più nel Salento”

“Noi non torneremo più laggiù”: ecco cosa scrive una donna di Roma al “Messaggero”, a proposito del Salento. La missiva, pubblicata nei giorni scorsi, raccontava una esperienza di villeggiatura angosciante, per la signora: non per accoglienza, ma per la presenza sul territorio d’interi branchi di cani “affamati e malconci”.

Critiche anche ai salentini, nella lettera, definiti come indifferenti ai cani indifesi, che rischiano solo di finire sotto un’auto sulla statale o di morire avvelenati, tra atroci sofferenze, per le cittadine del Leccese. Possibile che il Salento, agognata meta turistica per chi cerca relax, eden sulla terra, landa benedetta baciata dal sole, carezzata dal vento e lambita da acque cristalline, si trasformi in un’occasione di viaggio nelle abitudini incivili che vengono attribuite al Meridione d’Italia?

Questa è la lettera così come pubblicata dal noto quotidiano di Roma: “Buongiorno, io e la mia famiglia siamo stati in vacanza nel Salento e siamo rimasti a dir poco scioccati dal numero di cani randagi e malconci che abbiamo visto sul territorio, uno scenario da Terzo Mondo. Ci siamo adoperati anche noi per aiutarne uno che stazionava su una spiaggia insieme a un branco, una delle tante spiagge dove paradossalmente è vietato l’ingresso ai cani. È vergognoso che nessuno muova un dito. Noi non torneremo più laggiù. Francesca Righi e famiglia”. Poco male, risponderà qualcuno, pensando che la donna e la sua famiglia siano solo quattro persone: ma non si pensa allora al danno di immagine per questa zona della Puglia, visto che i problemi denunciati da questa turista l’hanno spinta a scrivere su uno dei quotidiani nazionali a maggiore tiratura. Spesso la scusa in risposta al problema del randagismo è che i cani vengano abbandonati qui da soggetti terzi in vacanza, ma non è così: sono gli stessi salentini a lasciare liberi i propri animali da compagnia, spesso anche femmine in grado di riprodursi, poi abbandonate totalmente se in stato interessante, perché un cane può piacere, ma una femmina e 7 cuccioli sono troppi. Ma il punto non è solo questo: il fatto è che spesso il Salento viene descritto come meta animal-friendly, e infatti le strutture alberghiere ospitali per i “pelosi” sono numerosissime e disseminate in tutto il territorio. A mancare, purtroppo, è a volte la cultura civica e cinofila, che non vuol dire obbligatoriamente amare gli animali o doverne possedere uno, ma essere consapevoli del mondo che ci circonda e rispettare esseri viventi e senzienti, non abbandonando un animale ormai troppo grande e sottoponendo le femmine a sterilizzazione preventiva, se non si ha intenzione di avere dei cuccioli. Avere un cane vuol dire educarlo e farlo socializzare nei modi più adeguati, conoscerne il linguaggio e non sottovalutare mai i segnali che esso ci invia, ma soprattutto vuol dire imparare a gestire un essere che ha pensieri e volontà propri, con capacità diverse da quelle umane, educando prima di tutto se stessi al rispetto altrui: per esempio non lasciando in giro le feci del proprio Fido e tenendolo sempre al guinzaglio corto non espandibile.

Jenny De Cicco

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“Intrecci”, a Giuggianello di scena l’Africa e il suo fascino

Dopo l’evento dedicato alla Spagna del flamenco, continua la serie di eventi dell’associazione culturale “MillePiedi”, che sensibile all’intreccio tra le varie culture del mondo, ma soprattutto a quelle mediterranee, propone a Giuggianello una rassegna, giovedì 14 luglio alle 21, di culture, balli, canti e sapori del Mare Nostrum, dall’eloquente nome di “Intrecci”. Verranno toccati tre punti geografici del Mediterraneo, cercando di unirli idealmente. Giovedì scorso è stata la volta della Spagna, ma ora i novelli navigatori di culture affrontano il viaggio verso il Nord Africa, approdo di Ulisse, terra dei mangiatori di loto e della maliarda Didone, e proprio come la regina di Cartagine ballerine professioniste, con la sensuale danza del ventre, sedurranno gli spettatori trascinandoli in atmosfere da mille e una notte. “Intrecci” giunge dopo il progetto “Microfono Aperto”, grazie al quale l’associazione ha dato spazio, nel suo garage, ad artisti e opere di ogni genere.

Jenny De Cicco

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