Archive | Dicembre, 2011

Il Ciclone apre un blog per la mobilità sostenibile a Maglie

La politica risolve i problemi? La risposta potrebbe essere complicata: certo è che i problemi che la politica affronta necessitano spesso di tempi lunghi, burocrazia e altri impedimenti, che mal si conciliano con le esigenze vere della gente, che è alla ricerca di risposte immediate. Come in particolare accade per il volontariato e l’associazionismo, portatore delle istanze della società civile, che però si trova spesso a scontrarsi e incontrarsi con la politica lenta, lentissima. Così, in tempi di internet diffuso, l’associazione magliese Il Ciclone ha deciso di affidare le proprie istanze e le proprie considerazioni sulla mobilità sostenibile a Maglie a un blog, in cui contenere una sorta di diario di viaggio verso un mondo ideale in cui l’utente debole della strada diventi forte. “Da un anno circa – scrive il presidente Paolo Sansò – la nostra associazione ha smesso di sollecitare l’amministrazione comunale di Maglie sulle numerose criticità presenti nel modello di mobilità nella nostra città. Infatti, nonostante il costante impegno dell’associazione in tal senso sin dal lontano 2007, i nostri amministratori si sono comportati nei riguardi delle nostre sollecitazioni come un corpo morto: nessuna reazione (a parte qualche riflesso condizionato). Constatata la morte cerebrale abbiamo deciso di porre termine alle nostre richieste, che avrebbero a questo punto rappresentato un inutile e doloroso accanimento terapeutico. A me però è venuta di nuovo voglia di mettere per iscritto le riflessioni sulla qualità della vita a Maglie che le mie pacifiche pedalate tra le strade della città inevitabilmente finiscono per far affiorare dal profondo delle mie convinzioni.

Così ho deciso di affidare queste riflessioni a un mio diario personale nel desiderio di condividerle con la comunità dei ciclisti urbani magliesi”. Le istanze de Il Ciclone sono tutt’altro che avulse da quelle della popolazione, come dimostra un sondaggio realizzato in questi anni e una petizione sulla chiusura al traffico del centro, oltre che all’attività di altri circoli come l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che coinvolgendo i bambini a elevare multe morali agli automobilisti indisciplinati, cerca anch’essa di raggiungere un modello di mobilità sostenibile per pedoni, ciclisti e soprattutto per i più piccoli. Il diario de Il Ciclone si può consultare all’indirizzo http://ruoteaffilate.blogspot.com.

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Martignano, cane decapitato e cucciolo salvato

Si chiama Angel ed è una cucciola. È scampata chissà come alla furia umana e ora chiede affetto. È la storia più triste che possiamo raccontarvi in questo scampolo di giornate prenatalizie, e purtroppo è vera. È accaduto tutto nei dintorni di Martignano, dove il 7 dicembre è stata trovata una cagnolina da salvare con la mamma decapitata e il fratellino morto per il dissanguamento della mutilazione, mentre in precedenza dalle parti di Ruffano una pitbull era stata sparata, amputata e come se non bastasse le era stato dato fuoco. I volontari animalisti però sono riusciti stavolta a salvare la cucciola, Angel appunto, anche a lei è stata amputata una zampa, la anteriore destra, ma sta bene, tanto che è in cura dal medico veterinario Renato Faggiano, che ha lo studio a Maglie, e la piccola sarà data in adozione. “Angel ce l’ha fatta – ci scrive in una mail Adele Maruccio, una volontaria di Zampalibera – È riuscita a sopravvivere alla cattiveria umana. Cattiveria gratuita. Ci chiediamo cosa possa spingere un uomo a tagliare la testa a un cane e le zampe a due poveri cuccioli di due mesi di vita”. In ogni caso è stata sporta regolare denuncia dai volontari che hanno trovato la piccola ai carabinieri di Soleto, e dal medico veterinario che ha accolto la cucciola all’Ordine dei Veterinari. Angel è adottabile, dopo severissimi controlli preaffido in tutta Italia: è femmina, di due mesi e verrà da adulta di taglia media, presumibilmente tra i 15 e i 20 chilogrammi, e verrà ceduta sverminata e microcippata. Info: 3384997590.

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“Come fece come non fece”: la raccolta di favole diventa una mostra itinerante

“Come fece come non fece”, raccolta di favole di Luigi Chiriatti ed Egidio Marullo, edita da Kurumuny, diventerà una mostra itinerante che, dal 16 dicembre al 10 gennaio, percorrerà diverse tappe nel Salento.

Alcuni dei luoghi scelti per l’evento sono davvero suggestivi: Palazzo Raho a Zollino, il Castello De Gualtieris a Castrignano, il Frantoio Ipogeo di Palazzo De Donno a Cursi. La mostra toccherà inoltre Martano e Lecce.

“Come fece come non fece” è una raccolta di favole densa di immagini e suoni, luoghi e atmosfere che attraversano paesi e città dove è possibile udire voci di uomini e di animali, sentire antichi odori di case modeste o deliziosi profumi di maestosi castelli.

Immerse in malìe e prodigi, scorrono immagini di principi e principesse che tra gli ulivi e i fichi d’India rivivono mille incredibili avventure.

Un libro che ha molto da insegnare ai bambini, perché racconta storie vere, pur mascherate da favole, che parlano di grandi difficoltà e pericoli da superare, di magie e sortilegi, di percorsi eccezionali; ma che ha parecchio da dire anche agli adulti, che possono ripescare i ricordi conservati in un cantuccio della memoria e ritrovare il tempo dell’infanzia attraverso l’incanto del racconto.

C’è qualcos’altro che dona un’ulteriore magia alla raccolta: le favole sono state registrate direttamente dalla viva voce dei narratori in dialetto salentino e sono state tradotte liberamente in Italiano.

L’iniziativa è stata organizzata dalla casa editrice Kurumuny in collaborazione con la Regione Puglia, il Comune di Martano, il Comune di Castrignano, il Comune di Cursi, GeoArk e Limone Illuminazioni.

Il programma completo della mostra itinerante è visionabile sul sito web della casa editrice Kurumuny.

Gianluca Conte

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Il marchio “Salento d’amare” sbarca sul web

Il noto marchio “Salento d’amare” sbarcherà presto sui più importanti canali del web. Sarà attivato a breve, infatti, un progetto del quale fanno parte una serie di servizi in favore del marchio e dei suoi prodotti e servizi. Nello specifico sarà presente su Facebook, con una fanpage aggiornata sulle varie iniziative ed eventi e disponibile sia per le imprese che per gli stessi cittadini. Altro canale è quello di Twitter attraverso il quale verranno fornite in tempo reale le notizie sul Salento, sulle sue bellezza e le forze economiche. Per chi invece è amante delle fotografie e non vuole perdere nemmeno uno scatto su eventi, sagre, concerti e mostre nel Salento potrà sfogliare l’album virtuale presente su Flickr. Infine, per un maggiore approfondimento sulle varie tematiche ci si potrà collegare su Youtube dove sarà attivato un canale dove saranno inserite interviste, tutorial, mini-documentari e spot promozionali. “Gli ultimi anni hanno visto profondi cambiamenti nel turismo, a causa delle accresciute esigenze del turista moderno, oggi sempre più motivato a conoscere il territorio e le sue peculiarità, in relazione ai propri interessi e alle proprie motivazioni – ha dichiarato l’assessore provinciale al turismo e al marketing territoriale Francesco Pacella – il bisogno di turismo è divenuto ormai un bisogno sempre più collettivo, che porta il viaggiatore a voler condividere e raccontare le proprie esperienze, le emozioni, il sogno vissuto nel luogo di destinazione della vacanza. Da ciò la nostra decisione di lanciare “Salento d’amare” sul social network, azione che rientra nell’ambito del programma di iniziative di rilancio del marchio d’area, che attiveremo nei prossimi mesi”. La conferenza stampa per la presentazione del progetto “Salento d’amare social network” si terrà il 20 dicembre prossimo, alle 11, presso la sala conferenze della biblioteca provinciale Nicola Bernardini (ex convitto Palmieri) in Lecce.

Saranno presenti il presidente della Provincia Antonio Gabellone, l’assessore al turismo e marketing territoriale Francesco Pacella, il dirigente Tonino Rizzo e il social media team di incim@, quest’ultimo è collaboratore del progetto.

Alessandro Conte

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Lecce, le elezioni e un video burla su Paolo Perrone

Evviva l’ironia. E soprattutto l’autoironia. È stato diffuso in rete un video di una finta conferenza stampa dell’attuale sindaco e papabile nuovo candidato per la guida all’amministrazione comunale di Lecce Paolo Perrone. Nel filmato, un attore ripreso di spalle, che ha un’acconciatura simile a quella del primo cittadino, dice a dei giornalisti di un sondaggio realizzato in vista delle prossime elezioni amministrative nel capoluogo salentino. Tra errori di calcolo di questa assurda università di Londonberry, da cui provengono i dati, e promesse che non saranno ascoltati i cittadini, il video è stato pubblicato sul canale Youtube PaoloPerroneTV e ha raggiunto in nemmeno due giorni le quattrocento visite. Le elezioni comunali sono sempre una fonte di interesse per tutti, e tanto più quando si affronta un argomento con ironia, la gente anzi ha maggior voglia di ascoltare ciò che la politica ha da dire. Naturalmente, tutti sappiamo che Perrone vorrà ascoltare i cittadini, come da sempre i sindaci affermano nei loro programmi elettorali, e sicuramente sa che 60 più 15 non fa 100. Ma il filmato è assolutamente apprezzabile, benché molto casereccio, e il risultato è assolutamente raggiunto. Con un pensiero. Sarebbe bello che la politica in generale ci facesse sorridere, anziché farci sempre piangere.

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Nasce l’osservatorio sulle nuove povertà

Nasce l’Osservatorio delle Povertà. Una rete tra Comune di Lecce, Provincia di Lecce, Università del Salento, Caritas diocesane e associazione For Life per rispondere adeguatamente alle vecchie e nuove povertà.

Ogni attore ha coinvolto le proprie strutture interne mettendo in rete centri ascolto della parrocchie, servizi sociali del Comune e della Provincia di Lecce, Ambito Territoriale di Lecce, al fine di raccogliere in modo sistematico i dati relativi ai bisogni del territorio adeguatamente criptati per consentire e rispettare il diritto alla privacy.

Successivamente l’Università del Salento ha elaborato i dati raccolti e formulato il database necessario allo studio delle reali esigenze del territorio leccese.

I risultati dell’indagine, ha spiegato Roberto Martella, consigliere comunale delegato ai Servizi Sociali, prenderanno in considerazione le vecchie e nuove povertà. Una volta acquisiti, i dati permetteranno un’adeguata programmazione ai Servizi Sociali del Comune di Lecce e all’Ambito Territoriale per la programmazione sociale del triennio 2012-2015. Le reali esigenze del territorio saranno così continuamente monitorate e implementate permettendo non solo l’aggiornamento constante dei bisogni della comunità, ma anche di studiare piani d’azione adeguati all’effettiva richiesta del territorio.

Jenny De Cicco

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Manifestazione no petrolio il 21 gennaio a Monopoli

Al via l’organizzazione della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico del 21 gennaio “Più verde, meno nero” prevista a Monopoli, per protestare contro l’estrazione d’idrocarburi. La Puglia scenderà in piazza a difesa del proprio modello di sviluppo sostenibile.

Il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna ha fatto il punto delle fasi organizzative con i rappresentanti del comitato anti trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, costituito dalla Regione, dal comune monopolitano, province, amministrazioni comunali e associazioni.

Prevista una grande mobilitazione, che coinvolgerà i cittadini, pugliesi e non solo, e poi tutte le componenti politiche e sociali in salvaguardia del territorio, per ribadire il no al petrolio e il sì a una legge nazionale di divieto e a una moratoria europea dell’installazione di piattaforme offshore d’estrazione d’idrocarburi in mare.

Il presidente Introna invita alla collaborazione i sindacati, il mondo professionale, le imprese, soprattutto quelle marinare per uno “sviluppo turistico ed economico sano” e si farà promotore d’un appello alla partecipazione di tutte le Regioni costiere italiane. “Facendo seguito al documento contro le trivellazioni approvato all’unanimità nella recente riunione plenaria della Conferenza delle Assemblee legislative – ha detto Introna – chiederò ai colleghi presidenti delle regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo di aderire alla manifestazione di gennaio a difesa del mare. Mi auguro di vedere sfilare con il gonfalone della Puglia i simboli delle altre quattordici regioni marinare: dalla Liguria alla Calabria fino al Friuli, passando per la Sardegna e la Sicilia”.

Una pagina su Facebook raccoglierà le adesioni alla campagna ambientalista.

La prima adesione a opera presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, assieme a quella di Introna, ma “tutti, forze politiche e sociali, associazioni, artisti, esponenti della cultura, sportivi, donne e uomini che hanno a cuore il futuro sano delle prossime generazioni sono invitati – dal presidente dell’assemblea pugliese – a sottoscrivere un manifesto blu, come le bandiere che le nostre spiagge devono continuare a collezionare da Ventimiglia a Trieste, passando per le coste pugliesi, minacciate da Mola a Otranto e perfino alle Tremiti dallo spettro di un fluido nero come il petrolio”.

Jenny De Cicco

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La battaglia anti trivelle approda a Bruxelles

Allarme internazionale per le prospezioni geosismiche alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico. Si pensa che danneggino il fondale, alterando l’ecosistema marino.

L’allarme parte dall’associazione Oceana che s’impegna nella difesa dei mari e fa assumere carattere internazionale alla battaglia degli ambientalisti pugliesi.

Con un comunicato diffuso dalla sede di Bruxelles, Oceana riporta le dichiarazioni di Nicolas Fournier, suo coordinatore, in cui si invita il ministro dell’ambiente Corrado Clini a presentare una moratoria contro le operazioni di estrazione in fase d’approvazione, di cui sono esempio i progetti della compagnia irlandese Petroceltic tra l’Abruzzo e le isole Tremiti, dell’inglese Spectrum Geo per la costa adriatica tra Rimini e la Puglia, o l’australiana Audax Energy per lo stretto di Sicilia che include Talbot, Pantelleria e le rive Avventura.

“Crea preoccupazione la recente approvazione, da parte del Ministero italiano dell’Ambiente, di permettere alla compagnia britannica Northern Petroleum di condurre delle esplorazioni sismiche al largo della costa sud della Puglia, in un’area che si estende per più di 6600 chilometri quadrati e che è limitrofa a nove zone speciali di conservazione (Zsc) integrate nella rete ecologica Natura 2000, a un parco nazionale, a delle aree speciali protette di importanza mediterranea (Aspim) in base alla Convenzione di Barcellona e ad un’area marittima protetta in base alla legislazione italiana (Elenco Ufficiale delle Aree Protette del 27/04/2010) – sostiene il coordinatore di Oceana – Queste aree sono di estrema importanza per conservare la biodiversità europea dato che sono state specificatamente scelte per le loro straordinarie caratteristiche nazionali e che proteggono delle specie a rischio di estinzione, delle specie rare e degli habitat dalla crescente pressione antropogenica. Dopo aver recentemente acquisito dati sismici nelle acque pugliesi, talvolta in siti molto vicini alla costa (7.3 miglia), Northern Petroleum sta pianificando di cominciare il perforamento al largo nel primo semestre del 2012. Il governo italiano deve dare il buon esempio contro l’aumento dello sfruttamento degli idrocarburi se non vuole mettere a repentaglio l’economia costiera e la qualità dell’ambiente marino – dice Fournier – Non vogliamo dover assistere ad un altro disastro come quello del Deepwater Horizon nel Mediterraneo e tuttavia questa eventualità rimane molto alta a causa dell’incompleto quadro normativo europeo sulle piattaforme al largo”.

Nell’allarmante documento si dichiara la necessità di proteggere il delicato ecosistema dei fondali pugliesi, per proteggere le specie di fauna e flora dall’attività estrattiva, come crostacei, balene e cetacei “che in passato sono stati trovati incagliati a terra con lesioni causate dalle attività di esplorazione sismica”. A rischio anche 65 chilometri quadrati di foresta di posidonia oceanica Virginale, un habitat “prioritario” in base alla direttiva europea e svolge la fondamentale funzione di assorbire il diossido di carbonio. Ma l’allarme viene lanciato anche da Maria D’Orsogna, docente di fisica, esperta di petrolio e gas, alla California State University, secondo la docente le trivellazioni metterebbero a rischio l’intera comunità e la pesca e il turismo.

Jenny De Cicco

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Trovati rifiuti radioattivi a Poggiardo

Trovato materiale radiattivo in un mezzo per la raccolta rifiuti a Poggiardo.

Il materiale radiattivo era a bordo d’un mezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti.

La scoperta è avvenuta a opera dei vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce, che, in seguito al controllo di routine in prossimità delle discariche, hanno sottoposto a fermo un autocarro in seguito al risultato positivo al portale radiometrico, un sistema elettronico automatico che analizza le radiazioni emesse dagli isotopi radioattivi eventualmente contenuti nei carichi trasportati dai grandi mezzi.

Il mezzo era diretto alla discarica di Poggiardo, ora è stato isolato e messo in sicurezza. Domani gli specialisti del nucleo nucleare, biologico, chimico e radiologico – Nbcr – un gruppo specializzato dei Vigili del Fuoco sottoporrà il mezzo ai controlli e gli esami e provvedere alla bonifica del camion. In seguito si accerterà quale fosse la provenienza del mezzo e del materiale soggetto a contaminazione radiometrica.

Gli specialisti Nbcr sono equipaggiati di particolari tute per la protezione personale, tute scafandrate, dotate di auto protettori per la respirazione e per l’intervento in ambienti contaminati. Gli Nbcr hanno in dotazione anche maschere antigas, rilevatori di sostanze pericolose, sensori elettrochimici e particolari mezzi come l’Iveco-One, un’unità mobile progettata proprio per la rilevazione di agenti chimici e nucleari, per la decontaminazione di persone, veicoli e terreno, nonché per il recupero delle sostanze pericolose.

Jenny De Cicco

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Approda a Otranto, in un mare di polemiche, la Kater I Rades

Ieri è arrivato a Otranto il relitto della Kater I Rades.

La mattina del 14 dicembre 2011 alle 10 circa, la nave albanese Kater I Rades è approdata su una piattaforma di cemento in zona fabbriche, adiacente al porto di Otranto, in un punto ben visibile dal Bastione dei Pelasgi.

Trova finalmente pace il relitto della strage del Venerdì Santo, alla presenza di cittadini, rappresentanti del mondo politico e a una rappresentanza albanese.

Grande entusiasmo espresso da Francesco Vetruccio, vice sindaco della cittadina, per il futuro monumento.

Continuano le lamentele dei detrattori dell’opera, chi si lamenta per l’esosità della manutenzione e trasformazione del relitto, chi per paura che possa subire la stessa fine del riccio di Gallipoli, chi ancora perché la nave non è associata direttamente alle storie dei flussi migratori otrantini, ma a quelli della provincia di Brindisi.

La nave è stata posata al termine del suo ultimo viaggio verso Otranto, e comunque è carica di significato storico e umano, sia per l’Italia, che per l’Albania.

Presente alla cerimonia anche Klodiana Cuka, presidente d’Integra Onlus che ha definito un traguardo la trasformazione del relitto, per chi tanto si è battuto perché un sogno diventasse realtà e anche per il Salento. Ora il compito per la metamorfosi del relitto sarà nelle mani di Costa Varotsos e del suo gruppo di giovani artisti. Il monumento prenderà il nome di Approdo – opera all’umanità migrante.

La Kater I Rades era destinata alla rottamazione e così intervenuta l’associazione Integra che ha espresso il desiderio d’occuparsi del recupero del relitto. E’ stata avviata la procedura di recupero, raccogliendo l’appello dell’avvocato Francesca Conte, legale delle famiglie delle vittime. La Cuka ha inviato una lettera indirizzata al giudice responsabile del procedimento relativo all’abbattimento del relitto e al sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, che ha comunicato la disponibilità ad accogliere la nave.

Jenny De Cicco

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Donazione d’organi, come muoversi

Cosa si sa sulla donazione degli organi e quanto c’è ancora da sapere? Se ne parla in un dibattito pubblico, dal titolo “A nuova vita”, che si tiene a Scorrano il 17 dicembre alle 10, presso la chiesa degli Agostiniani. Introduce e modera Tommaso Fiore, assessore alla Sanità della Regione Puglia, mentre dopo il saluto del sindaco Mario Pendinelli, interverranno Pino Neglia, responsabile provinciale dell’Aido su “Qualità di vita dei trapiantati”, Valdo Mellone, direttore generale della Asl Lecce,. Vincenzo Malcangi, coordinatore locale Trapianti del Policlinico di Bari, Ottavio Narracci, direttore sanitario della Asl Lecce, Osvaldo Maiorano, direttore sanitario del nosocomio di Scorrano, Francesco Paolo Schena, coordinatore del Centro Regionale Trapianti Puglia sull’“Organizzazione sistema trapianti nella Regione Puglia” e Giuseppe Pulito, direttore dei reparti di Anestesia e Rianimazione a Scorrano, sul “Punto di vista dei familiari dei donatore”. Un incontro che chiarirà molti dubbi su come la donazione degli organi viene effettuata e quali sono i dilemmi più comuni dei familiari che affrontano il tutto con tanta paura. La donazione d’organi porta infatti con sé molte perplessità: accanto al dolore di chi perde il proprio congiunto, però, potrebbe affiancarsi la gioia di una vita che rinasce letteralmente dalle ceneri. Perché a volte, una vita rinasce proprio dove il dolore ha portato il suo grande carico di sofferenza.

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Coppola si propone, il centrosinistra prende tempo

Dopo due esperienze di colore politico diverso, interrotte prima della scadenza naturale del mandato, anche Tricase si prepara, insieme ad altri comuni del Salento, a rivivere l’avventura delle elezioni amministrative.

Si respira desiderio di cambiamento nel comune balzato negli ultimi tempi agli onori della cronaca per le ben note e drammatiche vicende dell’Adelchi e non solo.

Tricase e i suoi abitanti sentono forte la voglia di superare un periodo buio a livello sociale ed economico e le prossime elezioni amministrative potrebbero costituire un’opportunità di riscatto.

Lentamente si sta delineando il ventaglio delle papabili candidature per la poltrona di sindaco.

È ormai certa la ricandidatura di Antonio Coppola, sindaco di Tricase dal 2001 al 2007.

Dopo l’abbandono dei suoi e la sonora sconfitta inflittagli nel 2008 dal candidato del centrodestra, Antonio Musarò, la sua avventura politica era ritenuta dai più conclusa.

Invece Coppola è pronto a ritornare sulla cresta dell’onda e lo ha comunicato con un mezzo che ha destato curiosità mista a perplessità: tempo addietro, lo si è visto in un elegante abito da sera sorridere ammiccante da un manifesto; sullo sfondo di una locandina di felliniana memoria, le immagini di Tricase. Il messaggio è quanto mai esplicito: pur consapevole delle mutate condizioni del paese, come spiegato nella manifestazione di inaugurazione del cammino pre-elettorale, Coppola sa che Tricase ha bisogno di nuova linfa vitale e si propone come artefice del cambiamento. Alla sua quarta candidatura consecutiva, Coppola dalla sua ha esperienza, carisma, grandi doti comunicative e oratorie. Di contro, la vicenda Acait e la pecca di decisioni ritenute troppo autoreferenziali all’epoca del suo mandato dalla sua stessa coalizione.

Ma se la candidatura di Coppola si delinea in modo sempre più chiaro, è ancora dubbio invece con chi scenderà in campo, dal momento che il centrosinistra pare propenso a vagliare al suo interno candidature in vista di un’opzione “primarie” e sta valutando le possibili alleanze.

Per il centrodestra, al momento, appare improbabile la ricandidatura di Antonio Musarò, eletto nel 2008 con il 60% delle preferenze. Ma i tempi sono cambiati e il ricordo dei rimpasti del suo mandato è ancora troppo vivo. Si vocifera della candidatura di Claudio Pispero, già vicesindaco nella giunta uscente, ma nulla trapela con ufficialità.

Non sembra intenzionato a scendere in campo Alfredo De Giuseppe, leader del Movimento Pes, proposta innovativa delle scorse elezioni amministrative.

Non confermate a tutt’oggi le voci di altre candidature.

Antonella Cazzato

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