Archive | Dicembre, 2011

XXXII EDIZIONE DEL PRESEPE VIVENTE A TRICASE

Tricase si prepara anche quest’anno a illuminare la suggestiva cornice della collinetta di Monte Orco con le luci del Presepe Vivente.

Giunta alla sua XXXII edizione, la rappresentazione costituisce un appuntamento fisso per tutto il Salento.

Nei giorni scorsi, come da tradizione ormai consolidata, la “Luce della Pace”, proveniente direttamente da Betlemme, è stata accolta presso la stazione ferroviaria di Lecce da una delegazione del Comitato Presepe Vivente Tricase Onlus (tra cui i rappresentanti dell’associazione ippica Palio San Vito) e portata a Tricase nella Parrocchia della Natività.

L’inaugurazione del Presepe Vivente è prevista per sabato 17 dicembre: al termine di una celebrazione liturgica officiata dal vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Vito Angiuli, una fiaccolata accompagnerà la “Luce della Pace” sulla collinetta di Monte Orco. La cerimonia culminerà con la consegna delle chiavi della città al personaggio più anziano.

Il Presepe sarà visitabile nei giorni 25, 26, 28 e 30 dicembre e 1, 3 e 6 gennaio dalle ore 17 alle ore 21,30.

Antonella Cazzato

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A Calimera “La lettura ti fa grande. Festival dei Piccoli Lettori”

Torna a Calimera il Festival dei Piccoli lettori. “La lettura ti fa grande. Festival dei Piccoli Lettori” si svolge da giovedì 15 a domenica 18 dicembre a Calimera, ed è giunto alla sua dodicesima edizione. Viene realizzato grazie al lavoro e all’impegno delle insegnanti dell’istituto comprensivo di Calimera e alla curiosità di tutti i piccoli lettori che come ogni anno valuteranno i libri in concorso.

La quattro giorni dedicata al mondo dei piccoli lettori accoglie in sé una grande mostra mercato con i libri delle case editrici italiane specializzate in letteratura per ragazzi. Gli autori presenti al festival e in concorso in questa edizione sono Guido Sgardoli, Laura Walter, Emanuela da Ros, Angela Nanetti, Chiara Carminati.

La manifestazione prenderà il via giovedì 15 dicembre alle 17,30 presso il Nuovo Cinema Elio di Calimera con la consegna del Premio Città di Calimera che verrà conferito all’autore più votato dai piccoli. Venerdì 16 dicembre, a partire dalle 9,30, aprirà le porte la mostra mercato dell’editoria per ragazzi, allestita presso la sala polifunzionale dell’istituto comprensivo nella quale saranno presenti oltre quaranta case editrici nazionali e locali tra le più importanti nell’ambito della letteratura per ragazzi. Sempre alle 9,30 appuntamento con gli autori presenti quest’anno al festival.

Alle 10,30 il Nuovo Cinema Elio di Calimera ospiterà lo spettacolo di animazione di Geronimo Stilton, l’amato topo-giornalista protagonista delle avventure dei libri di Elisabetta Dam tradotti in 35 lingue diverse. Alle 17 appuntamento in cibliomediateca per il workshop di Chiara Carminat dal titolo Perladiparole, percorso sulla poesia per insegnanti e addetti ai lavori. Sabato 17 dicembre alle 9,30 al Nuovo Cinema Elio torna l’appuntamento con gli autori ospiti del festival che incontreranno i piccoli, che alle 11 presenteranno le proprie pubblicazioni. Ospite d’onore Geronimo Stilton. Domenica 18 dicembre, il festival si concluderà con una grande festa e un altro appuntamento con Geronimo alle 16,30 presso il Nuovo Cinema Elio.

Jenny De Cicco

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Riti e sapori del Salento a Natale

Tra tante tradizioni presenti nel Salento, alcune possono risultare consuete, come l’allestire l’albero e il presepe e la tavola con colori tipici della festività, come il rosso e il verde. Uno dei gesti tipici salentini che si tiene la sera della vigilia di Natale, invece, è quello in cui si è soliti apparecchiare la tavola con tutte le pietanze caratteristiche di questo giorno per poi abbandonare il desco e prendere parte alla messa natalizia, lasciando il cibo sulla tavola per gli spiriti dei defunti tornati affinché partecipino alla gioia del Natale. Un’altra tradizione dall’origine incerta vuole la sera della vigilia come l’unica notte in cui sia possibile comprendere il linguaggio degli animali. Innumerevoli sono le storielle che si possono sentire per bocca degli anziani in questo periodo dell’anno, storie di cavalli e vacche parlanti.

Tra i piatti più tipici e ricorrenti della cena di vigilia ci sono senz’altro i molluschi, i cui gusci vengono utilizzati come materiale di recupero per costruire rudimentali lumini.

Altre forme d’illuminazione venivano poste alle finestre d’ogni casa, verso la mezzanotte e tornando dalla messa si può godere il simbolico cammino di Giuseppe e Maria verso la capanna.

Più comuni e conosciute le tradizioni legate alla notte di san Silvestro, come quella universale di buttare la roba vecchia fuori di casa, quella d’indossare qualcosa di rosso per fine anno e il gran finale con fuochi artificiali, petardi e botti.

Tra le tradizioni che più attirano l’attenzione in questo periodo ci sono certamente quelle culinarie, sono celebri i brodi, zuppe e i fritti ottenuti con il pesce, come quelle a base di capitone, anguilla e baccalà, le pepate di cozze, le cozze pastellate e fritte e le fritture di pesciolini.

Tra i piatti tipici del periodo natalizio rientrano anche le grigliate di pesce e carne a base di maiale, agnello, e le verdure invernali da mangiare crude per pulire la bocca dai grassi cibi e favorire la digestione delle cene luculliane, come i finocchi e le cicorie e per finire. Dopo le scorpacciate di frutta fresca di stagione e frutta secca come le noci, ci sono i dolci tipici dell’inverno pugliese come purceddhruzzi o struffoli – impasto dolce aromatizzato e fritto in pezzetti molto piccoli, rigirati in seguito nel miele e cosparsi di anisini e zuccherini – ma anche le deliziose cartellate cosparse di miele cotto.

Un esempio di menù della di Natale ha come primi piatti patate con i cardi al forno, spaghetti con le cozze, gli spaghetti alla pizzaiola, i vermicelli con lo baccalà, pasta col tonno, orecchiette e maccheroni al sugo, pasta al forno, sciuscelle in brodo, triddhri in brodo di cappone.

Secondi piatti: capitone arrosto, baccalà fritto, scapece, pesce fresco e frutti di mare crudi, agnello al forno con le patate, schiacciatine di manzo, polpette fritte, turcinieddhri e polpettone e cappone in brodo.

Molto ricco il parterre di contorni con le olive arrostite sotto la cenere, olive fritte, carciofini fritti, patatine fritte Dolci squisiti concludono il pasto, tra cui il pesce di pasta di mandorle, per buon augurio.

Alla vigilia di Capodanno si aggiunge al menù il classico cotechino con le lenticchie e l’uva.

Jenny De Cicco

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LE FOCARE NEL SALENTO

Come si festeggia il Natale nel Salento?

Le tradizioni sono varie e tante quanti sono i campi in cui riescono a esprimersi. Distinguo delle tradizioni ormai parte integrante della genetica dei luoghi.

Nel profondo sud del sud Italia, le tradizioni sanno prendere alla gola e coinvolgere con i propri ritmi gli animi. A ogni ricorrenza una ricetta, che contraddistingue la data con i suoi tipici odori e sapori.

Le massaie imbandiscono tavole con prelibatezze e s’accendono fuochi sacri, per raccontare storie o per cancellarle, diventando così fuochi purificatori, commistione e espressione delle particolarità di questa terra, limite tra paganesimo e cristianesimo, ponte tra le diverse culture del mediterraneo che l’hanno lambita.

In questo periodo dell’anno l’inverno arriva al culmine ed è ora che si svolgono i culti del fuoco del Salento, con i grandi falò che vengono preparati nei vari punti dei paesi o nella piazza centrale. Questi sono indicati da alcune teorie come festeggiamenti all’inverno che finiva bruciando la legna rimasta. Il cattolicesimo ha fatto proprie questi riti, nel corso dei millenni rimasti uguali a loro stessi.

Da fine dicembre a metà marzo ci sono le focare, in alcuni casi chiamate pamparrine, che iniziano ad ardere in occasione delle feste religiose – per Minervino di Lecce e Uggiano la Chiesa si accendono a santa Lucia, la santa protettrice della vista, il 13 dicembre – e si rifanno a riti antichi e pagani come “festa di purificazione” o “della luce”. Generalmente le celebrazioni sono accompagnate da deschi in cui si offrono pittule – pastella fritta, farcita o semplice, di forma sferica – pezzetti di carne al sugo – generalmente di cavallo – vino e castagne. Tra gli eventi più spettacolari ci sono la “Festa del Fuoco” (festa de lu focu) di Zollino, il 28 dicembre, uno dei centri della Grecìa, che si svolge verso la fine di dicembre di ogni anno, ed è legata ad antichi riti di purificazione e di rinascita noti sin dall’epoca pre-cristiana. Il fuoco è stato il fulcro attorno al quale si sono svolte feste rituali di ogni genere in cerimonie che in qualunque luogo venissero celebrate somigliavano molto tra loro, grandi falò attorno per propiziare la crescita dei raccolti ed il benessere di uomini e animali.

Oggi la focara più conosciuta è quella di Novoli, La tradizione vuole che uno dei padri del monachesimo orientale, sant’Antonio, sia considerato protettore degli animali e mitico guaritore dell’herpes zooster. La focara si svolge il 17 gennaio in onore al santo, ma se ne tengono altre nel periodo di san Giuseppe il 19 Marzo.

Jenny De Cicco

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La Puglia all’insegna di un Natale più verde?

Natale torna nel Salento con il suo carico di tradizioni. A farne le spese spesso gli alberi di Natale, tanto da entrare nell’interrogazione regionale pugliese di ieri.

Il consigliere Francesco Damone, de “La Puglia prima di tutto”, ha posto un’interrogazione al presidente della giunta regionale e all’assessore alle Politiche Agricole sul “poco senso di responsabilità nella filosofia della donazione degli alberi con particolare riferimento al periodo natalizio”. “Il dipartimento forestale della Regione – spiega Damone -è una struttura pubblica tenuta alla salvaguardia delle piante boschive e gli amministratori non possono né devono gestire con criteri personali ed elargire ad libitum gli abeti, mentre il Gargano, colpito dall’incendio mai dimenticato, rimane privo di ogni intervento. L’Agenzia Forestale regala a molti la fornitura di alberi di diverse altezze e grandezze. La filosofia della donazione a scapito della comunità regionale non solo continua, ma si è ampliata a dismisura con particolare riferimento alla provincia di Lecce”. Il consigliere si chiede se non sia il caso di impiantare questi alberi nelle zone incendiate, riutilizzando alberi che dopo Natale cesserebbero la propria funzione.

Intanto, ieri mattina, il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna ha proposto la Puglia come Giardino d’Italia, in occasione dell’incontro conclusivo del “Il Giardino Mediterraneo, alla ricerca dell’armonia tra culture, paesaggi, piante, orti, giardini… per un Mediterraneo popolo di giardinieri”. “C’è uno sviluppo possibile – ha detto – senza mettere a rischio l’ambiente passa dalla difesa del territorio, dalla tutela della salute dei cittadini, punta sull’agroalimentare, sul turismo, sul mare pulito, sulla balneabilità.

E ora siamo impegnati a bloccare rischiosi progetti di sfruttamento del mare per estrarre pochi barili di pessimo petrolio e a fermare l’espianto scellerato degli ulivi monumentali per abbellire le ville del Nord”. La salvaguardia dall’ambiente pugliese, un patrimonio inestimabile, deve mobilitare istituzioni, specialisti, operatori.

Anche i cittadini devono sentirsi motivati a trasformarsi in sentinelle volontarie, “per liberare il territorio da tante vergogne e a proteggerlo da tante offese”.

Un’idea per il riutilizzo degli alberi arriva dal Forum Ambiente Salute. Oreste Caroppo propone per Natale l’adozione di alberi di specie autoctone.

“Una bellissima tradizione quella di comprare l’albero di Natale – ha chiosato – ma solo se si comprano alberi o arbusti di specie autoctone della zona con radice e vaso. Le feste natalizie non finirebbero con l’Epifania, ma nel Giorno della Rinascita Arborea fissato immediatamente poco dopo l’Epifania”.

Jenny De Cicco

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Presentazione dell’antologia Eutopia: un modo differente di vedere il carcere

C’è un altro modo di vedere e sentire l’esperienza carceraria che non sia quello scontato del luogo di sola pena, in cui i detenuti sono trattati alla stregua di animali rinchiusi in gabbia. Si tratta di un approccio differente al fenomeno, volto al superamento dei preconcetti che comunemente accompagnano il mondo delle prigioni. Un entrare a fondo nel problema che mette in evidenza come il finire in carcere non sia sempre un accidente che capita ai peggiori, ma la conseguenza di un diffuso malessere personale e sociale che taglia trasversalmente l’intera società.

È la via indicata da Eutopia (a.a.v.v.), antologia edita da Lupo Editore, che sarà presentata mercoledì 14 dicembre, alle ore 17.00, presso la Comunità Speranza, in via San Nicola a Lecce.

All’iniziativa parteciperanno numerose personalità politiche e istituzionali, tra cui mons. Luigi Fanciano, presidente di Comunità Speranza; mons. Domenico D’ambrosio, arcivescovo metropolita di Lecce; il senatore Alberto Maritati; il dott. Mario Buffa, presidente della Corte d’Appello di Lecce; Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce; Paolo Perrone, sindaco di Lecce. Interverrà, inoltre, Cosimo Lupo della casa editrice Lupo.

“Quello che emerge dalla lettura delle pagine che seguono è una verità un po’ strana e forse difficile da accettare da noi che siamo uomini liberi. Questi nostri amici che sono dentro, riescono ad arrivare molto più di noi dentro e a sottoporre se stessi a un serio esame che fa emergere e giudicare come sbagliate le scelte che hanno rovinato la loro vita, privandoli della libertà e del godimento delle gioie e degli affetti più cari: la famiglia, i figli, le mogli”, afferma mons. Domenico D’Ambrosio.

Con le parole del vescovo concorda Domenico Laforgia, rettore dell’Università del Salento: “I racconti di Eutopia offrono un’immagine diversa e lontana degli stereotipi e pregiudizi correnti e aiutano a vincere la diffidenza della gente nei confronti di persone che hanno commesso un crimine per il quale stanno espiando una pena”, dichiara Laforgia che poi aggiunge: “I racconti aiutano a conoscere la realtà del carcere, la sua umanità e la sua disumanità, le sue criticità ma anche il senso di solidarietà e di amicizia che si instaura tra i suoi ospiti. Li ho letti non senza commozione”.

Gianluca Conte

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Premiati a Poggiardo i fratelli Greco

Edizione 2011 del premio Vincent Van Gogh, premiati due artisti poggiardesi residenti in Francia.

L’amministrazione comunale, a suggello del legame profondo con la comunità di Poggiardo e del lustro portato dal loro operato, ha conferito con il sindaco Giuseppe Colafati una targa di riconoscimento a Fernando e Alfredo Greco, poggiardesi residenti in Francia.

I due artisti Fernando Greco e Freddy Greco sono stati insigniti di molti titoli in base alle segnalazioni e alle pubblicazioni ricevute dall’associazione culturale “Italia in arte” e in considerazione della qualità intellettuale e concettuale della loro arte, tra i quali il Premio Vincent Van Gogh 2011, alto riconoscimento a personalità del mondo dell’arte, della scienza, della cultura “in nome dell’alto merito dei risultati professionali raggiunti, poiché la bellezza delle cose, esiste solo nella mente di chi le crea”. Hanno ottenuto anche il Premio diritti umani 2011 “Generale Giuseppe Garibaldi”, in occasione del 150o anniversario dell’Unità d’Italia e nel sesto decennio della firma della carta universale per i diritti umani.

Jenny De Cicco

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Confermati i fondi per le infrastrutture in Puglia, da TrenItalia ancora nessuna novità

La programmazione regionale è confermata e resterà in capo alla Regione Puglia. Il governo preparerà entro il 15 dicembre un piano di azione e coesione che verrà sottoscritto da tutti i governatori delle regioni del sud e poi inviato a Bruxelles, ma intanto ancora nessuna sostanziale novità riguardante i tagli delle linee ferroviarie pugliesi.

I cinque progetti dell’asse V, finanziati con i fondi Fesr per oltre un miliardo di euro si faranno. Il raddoppio della Corato-Barletta, la modernizzazione della rete ferroviaria del Salento, l’elettrificazione della Bari-Martina, l’interporto regionale di Bari, la bretella del sud est barese potranno andare in gara.

La notizia arriva dall’assessore regionale Guglielmo Minervini. “Questo nuovo governo – dice – finalmente ha smesso di avere un pregiudizio ostile nei confronti del Mezzogiorno e sta instaurando un rapporto vero di leale collaborazione con le regioni.

Abbiamo accettato la verifica sull’attuazione del programma da parte del governo perché siamo consapevoli dell’enorme lavoro fatto, in modo serio e rigoroso”. Buone notizie anche sul fronte delle infrastrutture strategiche di valenza nazionale, in discussione oggi, ma per realizzarle servirà un cofinanziamento regionale.

“La Puglia – spiega Minervini – si è impegnata a recuperare circa cento milioni dal proprio programma di fondi strutturali per metterli a disposizione del governo”. Per l’alta capacità Bari-Napoli, segnalata tra le priorità della Puglia, altre risorse potranno arrivare dallo stato di verifica dei fondi strutturali delle altre regioni interessate dal tracciato. “Nel confronto comune – dice l’assessore – sono state assunte decisioni condivise sulle priorità strategiche da perseguire, nonostante la drastica riduzione delle risorse, i fondi Fas, rimodulati nel Piano Sud, ci sono – significa che in Puglia potremo mettere in sicurezza strade, ampliare i nostri aeroporti, ammodernare gli schemi idrici, realizzare la piattaforma logistica regionale con il miliardo e due programmato ad agosto”.

Peppino Longo dell’Udc non è dello stesso avviso e pone l’accento sulla ferita ancora aperta dei tagli ferroviari in Puglia.

“Trenitalia torni sui suoi passi – commenta – basta penalizzazioni al Sud. Se con una mano il governo Monti concede, dall’altra (con l’aiuto di Trenitalia) toglie. Siamo stufi del gioco delle tre carte che ha sempre come vittima predestinata il Mezzogiorno e la Puglia in particolare.

Siamo soddisfatti che le grandi opere infrastrutturali siano salve anche se qualche perplessità è giusto nutrirla. Prendiamo ad esempio l’alta capacità Bari-Napoli: quando diventerà realtà? Forse quando riusciremo a fare senza difficoltà viaggi sulla Luna? Battute a parte, adesso alla conferma dei finanziamenti bisogna far seguire la fase della concretizzazione portando a termine l’iter e, finalmente, avviare la cantierizzazione delle opere.

Mentre discutiamo del futuro c’è un presente a tinte scure, scurissime che comincia proprio con l’entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia. La Puglia ne esce con le ossa rotte e Trenitalia e governo centrale hanno fatto finta di ascoltare le nostre ragioni infischiandosene poi alla prova dei fatti. Tagliare quattro tratte così importanti come la Taranto-Milano, Lecce-Roma, Milano-Bari e Bari-Roma significa voler dividere in due il Paese”.

Jenny De Cicco

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Workshop artistico per la trasformazione della Kater I Rades

Parte la metamorfosi della Kater I Rades, attraverso il workshop d’arte contemporanea di Otranto dal 12 al 20 dicembre. Otto giovani artisti guidati dallo scultore greco Costas Varotsos si dedicheranno come alchimisti, alla trasmutazione dell’ammasso di ruggine, da tragico relitto albanese a opera d’arte di speranza e ricordo per tutti.

Rami Farah dalla Siria e Mohamed Ziada egiziano, la cipriota Victoria Lenidou, Dusica Ivetic del Montenegro, Arta Ngucaj e Arben Veqiraj di origine albanese, l’italiana Raffaela Zizzari e Sandra Lorenzi dalla Francia.

Saranno questi gli otto giovani che faranno da ponte tra le aspettative della comunità di Otranto e Varotsos e che in seguito allestiranno una collettiva con i propri prodotti.

Otranto sarà il contenitore ideale, considerando le particolari trascorsi storici, di un progetto di arte pubblica.

Il progetto, ideato dalla cooperativa Artemisia, si è reso possibile grazie alla collaborazione con la Biennale degli artisti d’Europa e del Mediterraneo, che ha contribuito fattivamente al coinvolgimento dei giovani. Il workshop è inserito nel programma della rassegna Alba dei Popoli.

Il progetto, voluto dal Comune di Otranto e dall’Istituto di culture mediterranee della Provincia di Lecce, si avvale del sostegno della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, del patrocinio dell’Unesco, dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), del Consolato d’Albania in Italia.

Il 29 dicembre si terrà la presentazione del monumento ottenuto dalla motovedetta affondata, foriera della storia tragica degli 81 albanesi morti nella Kater durante “la strage del Venerdì Santo”, il 28 marzo 1997, e che sarà esposta all’ingresso del porto di Otranto, nei pressi della spiaggetta di fronte al Bastione dei Pelasgi in zona ex fabbriche.

Forse l’ultimo vero viaggio della Kater I Rades da quando salpò da Valona con a bordo 140 albanesi. Nel Canale d’Otranto la Kater incontrò la “Sibilla”, una corvetta della Marina militare italiana e in seguito, per cause ancora da chiarire, colò a picco uccidendo 81 migranti. Il relitto fu recuperato dopo sei mesi dalle profondità marine e ormeggiato nel porto di Brindisi. Sulla vicenda si aprì una sorta di diatriba diplomatica tra il governo albanese che riteneva che la nave dovesse essere recuperata e riportata a Valona a spese del governo italiano e il governo italiano, che invece non riteneva che questo fosse un atto dovuto. A giugno di quest’anno i giudici hanno condannato il comandante della nave albanese Xhaferi Namik e il comandante della “Sibilla” Fabrizio Laudadio, affidando la nave alla Marina militare italiana per la rottamazione.

La nuova vita del relitto è un atto che concilia la memoria delle vittime e l’atto di liberazione artistica?

Non tutti gli otrantini la pensano allo stesso modo, così su invito di Francesco Vetruccio vicesindaco di Otranto, Otranto Oggi con un post Facebook ha raccolto, il 3 dicembre, alcune opinioni dei cittadini riguardo al nuovo monumento. L’opera costerà 150 mila euro, come riferito dallo stesso Vetruccio, e prevede una spesa annuale per la manutenzione.

Alcuni otrantini, per nulla d’accordo, hanno chiesto la rinuncia del finanziamento destinato alla realizzazione dell’opera, che in un periodo di crisi potrebbe sembrare uno sperpero di fondi pubblici.

Jenny De Cicco

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A Martano è ancora polemica sul concorso per geometra

Non accenna a placarsi la polemica scoppiata intorno al bando di concorso indetto dal comune di Martano per l’assunzione a tempo determinato di un geometra. Tutto ha avuto inizio lo scorso novembre, con l’invio di una lettera indirizzata al sindaco, Massimo Coricciati, da parte dell’avvocato Donato Saracino, rappresentante del comitato “Ama i tuoi orizzonti quotidiani” della rete civica Cittadinanza Attiva. Nello scritto si contestava la presenza all’interno del bando di un requisito discriminatorio. Sarebbe a dire la restrizione dell’ambito ai soli geometri che avessero maturato almeno due anni di servizio presso il Settore Affari Tecnici di un’amministrazione pubblica.

Tale requisito, secondo il comitato, equivarrebbe a escludere dal concorso la maggior parte dei geometri regolarmente iscritti all’albo e soprattutto i giovani in cerca di prima occupazione. Cosa ancor più grave perché questo accade “in un momento di crisi economica e di particolare contrazione di sbocchi occupazionali”, puntualizza l’avvocato Saracino.

Dello stesso avviso è il collegio provinciale dei Geometri che, nella persona del presidente Eugenio Rizzo, rincara la dose. “Ha lasciato particolarmente perplessi il requisito posto nel bando di aver svolto la medesima attività per altro ente locale – dice – in nessuna norma di legge o di contratto risulta l’esistenza di un simile requisito che, in verità, è previsto per le figure apicali”.

Le posizioni del collegio provinciale sono chiaramente espresse in una lettera inviata al sindaco Coricciati, nella quale si auspica che l’amministrazione provveda a rettificare il bando.

Non è dello stesso parere l’ingegnere Raffaele Mittaridonna, responsabile dell’ufficio tecnico del comune, che spiega: “La scelta di inserire questo requisito nel bando di concorso ha un suo perché: il tipo di contratto proposto è a tempo determinato (3 anni) e part time (18 ore). Considerando questi fattori, il comune ha sentito l’esigenza di trovare una persona, con un minimo di esperienza – due anni – in ambito di pubblica amministrazione, che possa essere operativa fin da subito, dato il numero sovrabbondante di pratiche giacenti.

Voglio sottolineare, inoltre, che l’esperienza richiesta da noi è di gran lunga inferiore a quella che richiedono altri comuni, per alcuni si parla addirittura di cinque anni”.

Sta di fatto che l’amministrazione comunale di Martano, a pochi giorni dalla scadenza dei termini, non ha intenzione di procedere a una rettifica del bando, ritenendo ingiustificata l’accusa di illegittimità riguardante il requisito criticato.

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Betitaly Volley Maglie, tre punti ad Avellino

Nuova vittoria per le atlete del tecnico Tonino Solombrino, e dopo la vittoria ai danni dell’Aversa, la Campania si conferma prodigo di punti per la squadra salentina. Il 3-1 sul Montella Avellino significa anche tre punti in classifica, che permettono un bel passo avanti e l’avvicinamento alla zona playoff, mai così vicina. Solo due punti dividono la compagine magliese dalla zona “importante”, e dopo la vittoria di ieri il gruppo è sempre più conscio dei propri mezzi. Il primo set è infatti andato subito al team del presidente Gigi Macagnano, anche se il risultato, 27-25, attesta una lotta senza quartiere per l’ultimo punto. Lotta che è tornata in pareggio dopo il secondo set, vinto dai padroni di casa per 25-23, poi nel corso del terzo e del quarto è salita in cattedra Rosa Maria Hechavarria, che grazie al prezioso contributo delle compagne, come Neire Scupola e Titti Romano, ha portato i punti decisivi a segno. 25-22 e 25-21 i due parziali che hanno chiuso l’incontro sul 3-1, attestando il buno momento di forma della cenerentola del campionato, cenerentola che non vuole farsi da parte e, dalla sesta posizione in graduatoria della serie B2, vuole giocarsi tutte le chance per approdare ai playoff. La promozione appare comunque proibitiva, ma due salti di categoria consecutivi la proietterebbero ancora di più nella pallavolo che conta. La dirigenza continua a predicare umiltà, anche se si può chiudere in maniera ottimale il 2011: la prossima domenica a Maglie ci sarà Betitaly-Fari Salerno, e le ragazze di Solombrino, mantenendo l’ein plein sulle squadre campane, forse riusciranno ad agganciare il treno playoff appena prima della pausa natalizia.

Sarebbe il miglior regalo da poter fare ai tifosi, ormai di nuovo sugli spalti del Palabetitaly.

PAOLO MERENDA

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San Cesario – F.C. Otranto 0-3

San Cesario: Rizzo, Ciccarese, Macchia, Carati, Durante, Luperto (Zilli), Notaro (Marra), Pizzileo, Primari, Raganato, Montinaro (Malinconico) All. Greco

F.C. Otranto: Silipo, Salentino, Morello, Samueli, Galante, Biasco, Scrimieri, Palma (Neco), Pighin, Presicce (Afrune), Guido (Cursano), All. Salvadore

Arbitro: Tommasi (Ta)

Marcatori: 11′ Guido, 53′ e 72′ Pighin

Note: Amm. Macchia e Carati (San Cesario), Biasco e Scrimieri (Otranto)

Otranto nel segno del numero perfetto. Dopo aver rifilato 3 gol nella domenica precedente al Crispiano, si ripete con lo stesso numero nei confronti di un malcapitato San Cesario e considerati i risultati della tredicesima giornata accorcia le distanze nei quartieri alti del campionato di Promozione.

La gara vede le due squadre affrontarsi in modo guardingo, pronte a sfruttare il minimo errore che ciascuna può commettere e all’8′ minuto l’Otranto ha un sussulto con Pighin che impegna in una respinta in calcio d’angolo Rizzo: è il preludio al gol che arriva 3 minuti dopo. Palma, all’esordio in questo campionato, semina il panico fra la difesa locale, effettua un traversone dalla sua destra e il neo acquisto Guido mette alle spalle di Rizzo. I ragazzi di Oscar Greco tentano una timida reazione al 13′ con una punizione di Raganato che non impensierisce Silipo, ma sono gli ospiti a creare tanta apprensione tra i locali che al 30′ potrebbero capitolare se Rizzo non respingesse un tiro a colpo sicuro del cecchino Guido. Nei restanti minuti di gioco i bianco-celesti locali tentano un disperato forcing nella speranza di pervenire al pareggio ma il trio difensivo Bi-Ga-Mo (Biasco-Galante-Morello) rispedisce al mittente le lacunose velleità.

Nei secondi 45 minuti di gioco partenza sprint dei locali che al 2′ minuto di gioco potrebbero pareggiare. Notaro sfugge nal controllo dei difensori ospiti ed effettua un tiro deviato in corner da Silipo che si ripete nuovamente sul conseguente calcio d’angolo, ma è un fuoco di paglia. E come tale si spegne all’8′ minuto.

Presicce smarca al limite dell’area Pighin che con un tiro d’esterno destro trafigge Rizzo, si ripete nuovamente il “Puntero” otrantino al 27′ quando addomestica un pallone ricevuto da Cursano e con rasoiata a fin di palo porta triplica le marcature per la propria squadra. Nei restanti minuti finali gli ospiti amministrano il risultato rendendosi pericolosi con il frizzante Afrune subentrato al geometra del centro campo Presicce. E domenica arriva il Maruggio.

Rino Gualtieri

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