Archive | Gennaio, 2012

Concerto di chitarra classica con il musicista Riccardo Calogiuri ad Ortelle

Il Comune di Ortelle, in collaborazione con le associazioni Gruppo Fratres e Na Manu Onlus, venerdì 6 gennaio 2012 alle 19, nella cappella di San Vito in Ortelle presso parco San Vito presenta il concerto di chitarra classica con il musicista Riccardo Calogiuri.

Riccardo Calogiuri nasce nel 1990, comincia lo studio della chitarra all’età di cinque anni presso la Scuola Superiore di Musica Harmonium di Cavallino con il maestro Gabriella Lubello sotto la guida della quale si diploma nel 2008 presso il conservatorio Piccinni di Bari con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore.

Da subito rivela grande attitudine per lo studio della chitarra, confermata nel tempo da prestigiosi premi vinti e apprezzamenti da parte di insigni artisti di fama mondiale che di lui hanno detto: “Ho ascoltato a più riprese il giovanissimo Riccardo Calogiuri e ho confermato ogni volta l’opinione che questo chitarrista possegga un talento non comune e una capacità di applicarsi senza paralleli, in elementi della sua età. Sono certo che, col tempo e al passo che ha intrapreso di marcare, la sua maturità artistica non mancherà di lasciare un segno profondo tra i musicisti della sua generazione” (Oscar Ghiglia), “E’ un ragazzo superdotato, l’unico posto dove io abbia ascoltato qualcuno che possa somigliare a lui è stata la Cina” (Eduardo Fernandez), “Possiede una tecnica eccezionale, non ho mai ascoltato un giovane con la sua precisione, sicurezza, chiarezza e velocità, incredibile! ” (Ernesto Bitetti), “Credo di aver ascoltato uno dei più grandi chitarristi del futuro” (Paavo Lindberg) e tanti altri fra i quali Elena Papandreau, Oscar Casares, Marcos.

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Muro, un incontro sulle trivellazioni nell’Adriatico

Lo spettro delle trivelle nell’Adriatico sta diventando un problema che non si può più ignorare. E allora ecco gli esperti in arrivo in un convegno per discuterne insieme agli ambientalisti e ai cittadini semplicemente preoccupati per quello che sta accadendo ai nostri mari. Il 7 gennaio alle 19 al palazzo del Principe di Muro si tiene quindi l’“Incontro sul tema delle trivellazioni off-shore nell’Adriatico”. “Il territorio della Puglia, e in particolar modo quello del Salento – si legge nel comunicato degli organizzatori, tra cui l’associazione magliese Biblioteca di Sarajevo – è in questo momento sotto attacco dal punto di vista della politica e della speculazione nel campo della produzione energetica. Da un lato gli enormi investimenti nel campo delle energie rinnovabili, che stanno portando a un proliferare quasi selvaggio e incontrollato di parchi fotovoltaici e eolici, su suoli finora destinati a uso agricolo, in siti vincolati dal punto di vista paesaggistico e archeologico, e a breve pare anche in mare, dall’altro lato, le autorizzazioni concesse dal ministero dell’Ambiente a società straniere – come la inglese Northern Petroleum – perché procedano con ispezioni petrolifere anche nel basso Adriatico, cioè in uno dei mari più belli e turistici d’ Europa, e ancora progetti di enorme impatto ambientale come il gasdotto trans balcanico che dovrebbe attraversare il mare e poi tutto il Salento, provenendo addirittura dal Turkmenisthan. Biblioteca di Sarajevo e il Comitato no petrolio 21 gennaio 2012, che raccoglie tutte le associazioni impegnate in questa emergenza ambientale, vogliono analizzare proprio l’aspetto concernente l’impatto ambientale, e le ricadute economiche e sociali, della eventuale autorizzazione delle trivellazioni petrolifere in basso Adriatico”. Intervengono Maria Rita D’Orsogna, docente della California State University di Nothridge e Carlo Chiri, geologo petrolifero. Introduce e modera la presidente di Biblioca di Sarajevo Paola Cillo.

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I 90 anni dell’onorevole Cosimo Abate

“Nunc dimittis”. Ha usato le parole del cantico di Simeone, l’onorevole Cosimo Abate, per iniziare la prolusione di ringraziamento per la cerimonia organizzata in consiglio comunale nella giornata di ieri in occasione della celebrazione dei suoi 90 anni. Nato il 18 dicembre del 1921 a Maglie, Abate, “un socialista del sud” come ha voluto intitolare il suo libro autobiografico di qualche anno fa, fu dichiarato all’anagrafe dalla madre Agata e dal padre Achille dopo qualche settimana, secondo l’usanza dell’epoca e precisamente il 2 gennaio dell’anno successivo. Maestro elementare, giornalista della Gazzetta dello Sport e del Messaggero nonché deputato della Repubblica, Abate ha attraverso gli anni gloriosi del boom economico raggiungendo in breve tempo incarichi di responsabilità come la presidenza dell’Istituto case popolari (fu sotto la sua guida che si diede inizio alla costruzione del rione Immacolata a Maglie, allora chiamato “Le donne”) o dell’ospedale magliese, in un’epoca in cui tutti i posti di comando erano appannaggio della Democrazia Cristiana.

Un personaggio di spicco, molto amato in città e capace, come lui stesso ha ricordato, di muovere folle numerosissime durante i suoi comizi in giro per la Terra d’Otranto. Alla cerimonia sono intervenuti molti dei suoi compagni di partito, ma soprattutto molti dei suoi avversari politici che hanno voluto onorare una figura ormai quasi leggendaria della scena amministrativa del dopoguerra. Un commosso omaggio è arrivato dal senatore Giorgio De Giuseppe che ha ricordato quanto essere su fronti opposti non abbia mai significato mancanza di riguardo: “I nostri scontri epici in consiglio comunale -ha raccontato De Giuseppe- dove tu Cosimino hai trascorso quasi 40 anni, dal 1956 al 1993, hanno segnato un’epoca contrassegnata non dall’asprezza ma dal rispetto”. L’onorevole Abate ha ringraziato tutti in particolare la famiglia, non mancando, con il suo buonumore, di catturare l’attenzione dei presenti. Una tratto fondamentale del suo carattere che in gioventù gli ha causato anche qualche piccolo rimbrotto da uno dei padri della nazione, Sandro Pertini che alla Camera rimproverò aspramente l’esuberanza del giovane collega. Il sindaco Antonio Fitto ha quindi consegnato al “consigliere decano”, Cosimo Abate la targa ricordo sottolineando l’onore per la città di annoverare tra i suoi figli un personaggio di tale levatura.

Maurizio Tarantino

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La Befana della Solidarietà a Tricase

Domani, 6 gennaio, giorno dell’Epifania, i bambini di Tricase e dei paesi limitrofi potranno vivere una nuova esperienza all’insegna della solidarietà.

Nella mattinata, infatti, i più piccoli potranno incontrare una Befana davvero speciale, che non distribuirà calze piene di caramelle, cioccolatini o carbone per i più birichini, ma tanti libri da leggere. In cambio, chiede solo di ricevere un giocattolo, nuovo o usato, purché in buone condizioni.

Tutti i giocattoli raccolti saranno devoluti alla parrocchia della Natività di Tricase e faranno felici tanti altri bambini più bisognosi.

L’iniziativa, promossa dal nuovo Movimento Gat, Gruppo Aperto Tricase, costituitosi solo pochi giorni fa e già attivo, si pone il duplice obiettivo di incrementare nei bambini il piacere della lettura insegnando al tempo stesso l’importanza della solidarietà.

Per tutti i bambini che parteciperanno all’incontro con la Befana, ci sarà anche la possibilità di scattare una foro ricordo con l’asinello Pippo.

L’appuntamento è domani mattina dalle 9,30 alle 12 nei pressi del municipio di Tricase, in via San Demetrio 15.

Antonella Cazzato

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Città Libera esamina i dati del censimento

Antonio Giannuzzi, capogruppo in consiglio comunale a Maglie di Città Libera, esamina il fenomeno della migrazione dal suo paese e il fatto che ormai Maglie è sceso sotto la soglia dei 15mila abitanti, come attesta il censimento della popolazione residente. “I dati del censimento, al 31 dicembre, non sono assolutamente confortanti – dice Giannuzzi – infatti, anche se manca qualche piccola percentuale di modelli da acquisire, siamo a circa 200 unità sotto la soglia auspicata dei 15mila abitanti. Il problema non è di poco conto, abbiamo fatto affidamento sulla tranquillità del sindaco, che sulla stampa, si diceva fiducioso del raggiungimento della fatidica soglia.

Sembra, invece, che l’obiettivo non sarà raggiunto, con un notevole impatto negativo per la città, sia come immagine che come riscontro economico. Ricordo, che su mia proposta, circa 5 anni fa, fu approvato un ordine del giorno che demandava agli uffici il compito di far emergere quanti figuravano residenti in altri centri, senza risiedervi veramente. In altre occasioni, si è suggerito anche di far luce sulle centinaia di badanti che avrebbero l’obbligo di censirsi, come cittadini. A oggi, nulla è stato fatto: le badanti censite sono addirittura diminuite, anche se, sembra, il numero effettivo sarebbe aumentato; non abbiamo recuperato nessun residente, per motivi fiscali, nei paesi, soprattutto, di mare visto che, tra l’altro, anche sulla prima casa sarà imposto il pagamento dell’Ici oggi Imu. Sono convito che un invito a riprendere la cittadinanza magliese rivolto a questi concittadini che amano Maglie, potrà sortire qualche effetto.

Manca poco più di un mese, alla scadenza dei termini per completare il censimento. Il tempo per fare qualcosa ci sarebbe ancora, mi sento di invitare l’amministrazione ad attivarsi, insieme agli uffici competenti, per tentare di raggiungere l’obiettivo, evitando, dopo gli ultimi anni di declino, di diventare un paesone di serie B”. Il problema collaterale a questo calo della popolazione residente sarà a breve nel cambio di sistema elettorale, che diventerà quello previsto per i paesi al di sotto dei 15mila abitanti. Il comunicato di Città Libera inoltre fa riferimento a dei problemi reali, ma non a degli altri che sono sotto gli occhi di tutti quotidianamente, forse anche perché le motivazioni sono talmente ataviche da non poter pensare a una soluzione a breve e se n’è parlato sempre e a lungo: il prezzo degli affitti che spinge le coppie giovani e i single che si emancipano a prendere casa nei paesi limitrofi, come Corigliano, Melpignano, Muro e Scorrano, e la mancanza di occupazione stabile che spinge le giovani menti fuori regione o fuori Italia. Un collega magliese, Lucio Colavero, attualmente giornalista in Spagna, ha esaminato tempo addietro sul suo blog il fenomeno della fuga dei cervelli, che interessa Maglie, ma anche altri centri del Salento e del sud, spiegando come solitamente ci si preoccupi di quello che accada, ma non solo non si faccia abbastanza a proposito, ma soprattutto si dimentichi come oggi i cervelli che se ne vanno non sono più importanti della manovalanza che nel ‘900 andava all’estero a lavorare in miniera, o al nord Italia nelle fabbriche di eternit.

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Terremoto per la Toma Maglie

Una pausa natalizia di tutto lavoro, per la Toma Maglie. Anzi, a esser precisi, di terremoto societario. Relax nullo, i risultati negativi dell’ultimo paio di mesi hanno pesato troppo sulla società neopromossa in Eccellenza, e a stretto giro sono arrivate dimissioni eccellenti, sia dal punto di vista societario, che tecnico, che nella rosa calciatori. Trovarsi a un punto dalla zona playout non ha portato certamente tranquillità, ma i tifosi non avrebbero voluto un Maglie ridimensionato ai nastri di partenza del 2012. E invece sono giunte le dimissioni del presidente del miracolo promozione, Cosimo Prete, come quelle del direttore sportivo Mino Manta, e infine dell’allenatore Sergio Volturo. La società è dovuta correre ai ripari, e se l’incarico di presidente è stato affidato a Renato Lillo, quello di allenatore è andato a Giuseppe Puzzovio. Il gruppo dei calciatori è stato infarcito di molti giovani dalle belle speranze (proprio in questi giorni si sono aggiunti altri quattro elementi in prova) ma le speranze di un campionato da protagonisti sembrano definitivamente andate. Lo stesso neo allenatore, Puzzovio, ha esordito con parole che non lasciano adito a dubbi: “La squadra ambiva a ben altro, ma dopo che il presidente ha lasciato era chiaro come il sole che gli obiettivi sarebbero cambiati. Dovremmo faticare, il nostro cammino è tutto in salita.” In questi casi, cominciare col piede giusto per portarsi fuori dalla zona pericolo è fondamentale. Zona pericolo che recita playout: al momento, i salentini sono a quota 17 punti in classifica, uno in più del Vieste, primo a giocarsi la permanenza in Eccellenza se dovesse finire così. E domenica si andrà a far visita al Fasano, anch’egli a 17 punti. Con il Vieste solo un punto dietro, Tricase e Copertino uno più su, vincere significherebbe prendere coscienza delle proprie potenzialità, per tornare a sorridere e far sorridere i tifosi.

PAOLO MERENDA

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Passaggio rosso di Mina D’Elia

Lo scorso 30 dicembre, a San Donato di Lecce, presso l’Edicola di Notte sita in Largo chiesa, è stata inaugurata la mostra “Passaggio rosso” di Mina D’Elia.

L’opera, che rimarrà in esposizione per due mesi, è stata presentata dallo storico e critico d’arte Cecilia Leucci.

È un’opera dal forte impatto visivo quella della D’Elia, artista salentina di grande talento e spontaneità, per la quale esprimersi artisticamente è una funzione vitale al pari del respirare, dormire, mangiare, come l’artista stessa scrive nella sua (auto)biografia: “In realtà tutto accade fisiologicamente, si attraversa con coraggio la certezza del proprio limite e ci si lascia portare dall’‘organo dell’immaginazione’ che, invero, ha sede in ciascuna parte del nostro essere”.

“La mostra rappresenta l’opportunità della presentazione al pubblico di un’opera inedita dell’artista, da sempre indirizzata verso la ricerca in campo femminile e ambientale.

‘Passaggio rosso’ si delinea come una sorta di soccorso nel momento del bisogno, poiché come un estintore, si ipotizza la surreale possibilità di ‘rompere il vetro in caso di necessità’.

L’opera è allegoria di un’evoluzione latu sensu, del proprio corpo e di quello di chi ci attornia; un viaggio all’interno di fantasie, aspirazioni e memorie, di obiettivi raggiunti o abbandonati.

Tutto fuoriesce da una valigia rossa, colore del desiderio e della passione.

Tutto, compresa la storia di un territorio, fatta di valigie di cartone e speranze dei nostri avi migranti. Il colore è però soprattutto una delle tinte guida dell’artista, la quale – tramite l’uso del rosso e del bianco – diviene messaggera di un mondo in frantumi, che si può ricomporre solo con la consapevolezza di sé e di ciò che ci assedia”, spiega Cecilia Leucci, curatrice della mostra, alla quale abbiamo rivolto alcune domande in merito all’opera e, più in generale, all’arte della D’Elia.

Lei dice che Mina D’Elia è da sempre orientata verso la ricerca in campo femminile e ambientale: può chiarirci questo punto?

I termini “femminile” e “ambientale” non sono casuali.

Mina D’Elia si occupa da sempre della figura femminile, delle sue peculiarità, del mondo che circonda l’essenza stessa dell’essere donna, riferendosi alla sfera fisica, con la realizzazione – ad esempio – di busti o interi corpi in gesso, che simboleggiano l’involucro per mezzo del quale la donna si racconta; ma anche psicologica, indirizzandosi verso oggetti non prettamente femminili, come la serie degli elmi e dei copricapo, che si rivelano però allegoria di una donna milite, combattiva, in grado di fronteggiare le avversità e di occupare posti di comando comunemente associati all’uomo (si veda in questo senso la serie de “Le papesse”).

L’ambiente è un altro tema molto caro all’artista, la quale ha intrapreso una battaglia personale contro il massacro della nostra terra causato dall’incontrollato sfruttamento di risorse e dallo smodato abbondare di impianti per energie rinnovabili, che se da una parte potrebbero risultare una sostanziale soluzione all’inquinamento ambientale, dall’altra rappresentano il totale annichilimento delle nostre ricchezze territoriali, devastando lo skyline salentino e distruggendo le potenzialità dei suoli coltivabili.

Si potrebbe dire che in questa installazione l’aspetto cromatico – come il titolo sottolinea – sia preponderante?

Assolutamente si! Il rosso (come il bianco) è uno dei colori cardine nell’arte della D’Elia. Nel caso specifico di “Passaggio rosso” la scelta del rosso è da riferirsi alle caratteristiche che il colore notoriamente racchiude in sé: passione, calore, energia, pericolo, eccitazione. L’installazione rappresenta una provocazione: è il modo che l’artista ha scelto per esortare al cambiamento, per stimolare la ricerca dell’altro da sé, per sollecitarci a seguire i nostri desideri. Il rosso per la D’Elia diviene inoltre metafora della “forza semantica dell’arte” – come lei stessa la definisce – ovvero la capacità di dare vita ad un cambiamento, di indirizzarsi verso la salvazione, di riappropriarsi della capacità di scegliere, che oggi ci viene spesso negata dalla necessità di omologarci per renderci più gestibili e governabili, tramite l’assenza di archetipi emozionali.

Quale è il rapporto, nella ricerca artistica di Mina D’Elia, tra le aspirazioni del singolo individuo e quelle della moltitudine che insieme diventano quelle di un territorio – il Salento – che si è scontrato più volte con il fenomeno della migrazione?

Presumo che questa domanda derivi dal fatto che la valigia è stata associata anche agli “avi con le valigie di cartone”. Certo, è un simbolo anche quello, ma nella fattispecie l’artista vuole solo ricondursi ad un momento storico in cui le valigie erano piene di speranze e di prospettive; un momento in cui ci si spostava dalla propria terra per cercare un posto migliore, per garantirsi e garantire una vita più agevole e serena. “Passaggio rosso” non è un inno alla migrazione né vuole banalmente ricondursi alle gesta dei nostri antenati; è piuttosto un simbolo ed è notorio che nella storia dell’arte il simbolismo ha un valore non da poco, che permette di generare collegamenti mentali, stimolando le associazioni di idee e la capacità di comprendere determinati messaggi. Gli avi con le valigie cariche di aspettative devono essere da esempio per intraprendere un viaggio verso l’ignoto, che potrebbe regalare nuove prospettive interiori.

È possibile attribuire a “Passaggio rosso” una valenza catartica?

Speriamo di sì! L’obiettivo della D’Elia è proprio quello di scrollare il pubblico dormiente, sebbene parlare di catarsi potrebbe risultare presuntuoso.

Sicuramente chi ha avuto o avrà modo di affrontare l’installazione, un certo cambiamento interiore lo accuserà, sempre che sia in grado di spogliarsi delle sovrastrutture formali, troppo legate al pragmatismo del mondo contemporaneo, spesso incapace di affacciarsi oltre le apparenze.

Gianluca Conte

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Bagnolo, un presepe per la solidarietà

Ultime occasioni per poter visitare il bellissimo presepe a grandezza d’uomo realizzato a Bagnolo dall’associazione Arcobaleno dai Mille Colori. Nella foto ne vediamo alcuni particolari, quelli della sacra famiglia ma senza il bambinello, dato che l’immagine è stata scattata prima del 25 dicembre. Il presepe sarà visitabile ancora il 5 e il 6 gennaio dalle 17 presso la fondazione Papaleo. Ed è atteso quindi l’arrivo dei Re Magi, i personaggi mitologici che, secondo quanto scritto nella Bibbia, giunsero alla capanna guidati dalla stella cometa per omaggiare il Re dei Re. Il presepe, come molte delle iniziative dell’organizzazione no profit, è realizzato per beneficenza: da tempo infatti il circolo è impegnato in una raccolta fondi per costruire un parco giochi all’asilo di bagnolo. Oltre ad augurarsi che questa iniziativa vada a buon fine, per la nobile causa che viene supportata, che in un piccolo centro assume sempre particolare rilevanza, vi invitiamo a visitare il presepe, composto da più stanze e in cui i manichini sono stati costruiti a grandezza d’uomo. Nel cortile figura anche una stupenda cascata. Il tutto grazie alla solerzia dei volontari, che si sono messi all’opera con martelli e chiodi al solo fine di poter ricreare la suggestione che queste festività portano con sé, e per poter mandare avanti la propria causa.

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Onorificenza conferita dal Comune di Otranto al maresciallo Gagliani

La città di Otranto ha ricordato un pezzo di storia recente attraverso l’onorificenza conferita dal Comune di Otranto al maresciallo Gagliani con un consiglio comunale monotematico. Il comandante della caserma dei Carabinieri di Otranto è da oggi in pensione -dopo venti anni di servizio- e la città ha deciso di ricordarne la dedizione e lo straordinario impegno profuso per la città. Nell’affollata cerimonia nel castello aragonese di Otranto si è ricordata la recente storia di Otranto, perché Gagliani è il maresciallo che si è trovato nell’emergenza dell’esodo albanese, in quella dalla ex Jugoslavia, sino ai recenti episodi di oggi legati ai migranti delle aree nordafricane e mediorientali. “Una presenza costante, capace di dare sicurezza e serenità ad un’intera comunità”, ha ricordato il sindaco di Otranto Luciano Cariddi. “Un maresciallo che non trovavi in ufficio, ma per la strada, tra la gente”, ha aggiunto l’arcivescovo di Otranto Donato Negro. Tra gli interventi ci sono stati anche i riconoscimenti del consigliere provinciale Francesco Bruni, del sindaco di Giurdignano Donato Fanciullo (la stazione di Otranto comprende anche Giurdignano, ndr), del sindaco di Castrignano del Capo Anna Maria Rosafio (il paese natale di Gagliani, ndr) e del comandante della stazione dei Carabinieri di Maglie Andrea Azzolini. Una figura cui gli idruntini sono legati, quella del maresciallo Domenico Gagliani, che -come è stato ricordato- era sempre presente tra la gente e non ha esitato a fare qualsiasi sacrificio nelle tante emergenze che hanno caratterizzato la storia recente di Otranto. Nella caserma, infatti, sono stati prestati i primi soccorsi agli immigrati, i carabinieri e anche le mogli degli agenti in servizio, intervennero per dare aiuto a bambini, donne, neonati che avevano bisogno di tutto. Otranto ha ricordato, così, una parte della sua storia attraverso una figura d’altri tempi, legata alla sua comunità, sempre vicino alla gente, in strada, comprensivo, ma anche fermo e deciso. Come ci si immagina i carabinieri vedendo i vecchi film in bianco e nero con Vittorio de Sica, ma calato in una realtà complessa e difficile quale quella di una città di frontiera come Otranto. In questi giorni, oltre a episodi che la stampa dell’epoca definì eroici, come essere stati tutta la notte in caserma per lavare, vestire e nutrire i bimbi degli immigrati, si sono ricordati tanti episodi minori, a volte divertenti. Uno, in particolare, lo ha ricordato Francesco Vetruccio. “Quando ero sindaco, a Badisco arrivarono molti immigrati in una sola notte – ha detto – il maresciallo li fece salire tutti sui pulmann. Ma due si nascondevano dietro un muretto: il maresciallo gli intimò di salire a bordo e obbedirono subito. Arrivati in caserma, questi ultimi dissero: ma noi siamo due pastori di Giurdignano. Sindaco – mi disse Gagliani- erano identici, pure vestiti allo stesso modo”. Uno dei tanti episodi da consegnare ai posteri di questa straordinaria esperienza di città di frontiera.

Elio Paiano

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Aspettando l’Epifania, a partire da mercoledì 4 gennaio, la musica sarà un’ottima compagnia

Mercoledì 4 gennaio concerto natalizio “Blues sotto la Stella” al Teatro Illiria di Poggiardo con la Fernandofattizzo Band, con le voci di Giusy Colì, Ray Campa, Maky Ferrari, Monica Bruno, Shary Antonaci, Walter Santoro e con Fernando Fattizzo al piano, alle chitarre Enrico Duma e Marco Piazzolla, al Sax, Luca Mastroleo, Marco Mastroleo alla tromba e Max Ingrosso alla batteria. Ingresso: 7 euro.

Ancora a Poggiardo serata blues al Caffè Borghese con la Glorify Soul Corporation, con Gloria Colaci alla voce, Sergio De Donno al piano e rhodes, Toni Nichil alla batteria e Federico Quarta al basso.

Il 1340 Bikers Cafè di Lecce ospita il concerto dei La Starlette Maudite, un tributo alle donne che hanno interpretato il rock migliore come Patti Smith, P.J. Harvey, Janis Joplin, Garbage, Guano Apes e tante altre. La band è composta da Cristina Cagnazzo, voce e armonica, Luca Mazzotta alla chitarra acustica, Alex Contino alla chitarra acustica e ai cori.

All’Underground di Castro marina concerto dei Rebus, che omaggiano il Pop-Dark-Rock degli anni ’80/’90 di band come The Cure, The Smiths, U2, Rem, Radiohead ecc… Start ore 22.

Giovedì 5 gennaio alle ore 19,30, presso la Chiesetta Sant’Antonio di Maglie concerto del Movement Gospel Choir, che propone classici del gospel, brani di artisti come Ben Harper e Steve Wonder e brani inediti. Tutto con la giusta atmosfera natalizia e spirituale, per ricordare che le feste natalizie non sono mero consumismo ma preghiera e attesa…

Al Triade di Copertino alle 21 inizierà in concerto di Le luci della Centrale Elettrica, progetto del ferrarese Vasco Brondi, che ha pubblicato il suo primo album nel 2008 per iniziare una carriera tutta in ascesa. Ingresso 10 euro al botteghino, 8 euro in prevendita.

Il Livello Undiciottavi di Trepuzzi (il laboratorio urbano che si trova sulla Lecce/Campi Salentina a circa 5 km da Lecce) ospita il concerto di Caparezza. Apertura alle ore 21,00, ingresso € 15,00 + prevendita.

Alle 22 il Malisud di Corigliano d’Otranto ospita il concerto dei Camden, per una serata dedicata al pop-rock anni Settanta e Ottanta.

Venerdì 6 gennaio si festeggia l’Epifania, al Bar Las Vegas di Campi Salentina, con il concerto di Lucia Manca, la giovane cantautrice pugliese conosciuta al grande pubblico soprattutto per aver collaborato con Gianluca De Rubertis (Il Genio) e che da poco ha pubblicato il suo primo omonimo album. Start ore 21.

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Auto contro autobus: miracolo sulla 275

Un miracolo di Natale a pochi giorni dall’Epifania. Così le tre persone coinvolte potranno raccontare ad amici e parenti la dinamica di un incidente per fortuna senza gravi conseguenze.

Erano da poco passate le venti sul tratto della superstrada 275 che attraversa Montesano Salentino, quando, all’altezza del curvone che immette sul rettilineo in direzione Lucugnano, una Lancia Y ha deviato la sua corsa finendo direttamente sotto un autobus di linea della Stp, che rientrava vuoto al deposito di Tricase.

Sul posto, allertati da alcuni automobilisti di passaggio, sono intervenuti i carabinieri del Norm di Tricase, che hanno provveduto ad effettuare gli accertamenti di rito e a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Pare che l’auto abbia invaso la corsia opposta occupata dall’autobus a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia battente.

Per i due giovani occupanti dell’auto, originari di Collepasso, lesioni guaribili in dieci e quindici giorni; per il conducente dell’autobus qualche escoriazione, ritenuta guaribile in cinque giorni.

L’incidente, nonostante la terribile dinamica, non ha avuto conseguenze più gravi grazie alla prontezza di spirito del conducente dell’autobus, che ha bloccato prontamente il mezzo evitando che schiacciasse del tutto l’auto con i due ragazzi a bordo.

Oltre ai carabinieri, sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Tricase e gli operatori del 118, che hanno trasportato i tre all’Ospedale “Cardinale Panico”, da dove sono stati dimessi in tarda nottata.

Antonella Cazzato

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Uggiano parteciperà al Treno della Memoria

Un treno per non dimenticare, perché l’orrore sia da monito per il futuro. Torna l’iniziativa organizzata dall’associazione Terra del Fuoco di Torino, Il Treno della Memoria promosso dalla Provincia di Lecce e diretto dalla provincia salentina con destinazione Cracovia e Auswitz-Birkenau. Ieri l’associazione ha reso noto i comuni del leccese che parteciperanno all’iniziativa, tra i selezionati quest’anno anche Uggiano la Chiesa, che prenderà parte al Treno grazie a una delegazione di 3 ragazzi tra i 18 e i 30 anni, scelti tra quelli che ne faranno richiesta.

Il sindaco Salvatore Piconese ha commentato la notizia della partecipazione del proprio comune alla manifestazione: “La prima buona notizia del 2012: il mio comune parteciperà al Treno della Memoria 2012, un viaggio nei luoghi simbolo dell’Olocausto e dello sterminio nazifascista, a partire da Auschwitz. Per non dimenticare”.

La quota di partecipazione a carico di ogni partecipante è di 70 euro, l’amministrazione comunale provvederà a coprire 100 euro a partecipante, in tutto 300 euro per i tre delegati, mentre il resto della somma verrà coperta dalla Provincia di Lecce (che mette a disposizione la somma di 10mila euro in totale per gli 80 giovani del progetto).

Il viaggio si terrà nel periodo tra l’11-17 febbraio 2012 e prima della partenza i ragazzi dovranno prendere parte a due incontri preparatori organizzati dall’associazione Terra del Fuoco.

Per quanto riguarda la modalità d’adesione deve essere effettuata tramite la domanda di partecipazione e il modulo di autorizzazione liberatoria, i quali devono essere consegnati al protocollo del comune uggianese entro il 9 gennaio 2012 alle 10. Se il numero delle domande di partecipazione dovesse risultare superiore a 3 richieste i partecipanti saranno estratti a sorte.

I momenti salienti della visita saranno rappresentati dalla visita guidata all’ex ghetto ebraico di Cracovia e ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz–Birkenau, a cui è dedicata un’intera giornata che si conclude con una cerimonia di commemorazione presso il piazzale dell’Appello.

Jenny De Cicco

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