Archive | Gennaio, 2012

Tricase: “Omaggio a Mozart”, VII edizione

Sabato 28 gennaio alle ore 19.30 presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone a Tricase appuntamento con la musica di Mozart.

Il concerto, promosso dall’Associazione di Alta Cultura Musicale “W. A. Mozart” di Tricase, in collaborazione con la locale Pro – Loco, è patrocinato dalla Città di Tricase e come sottolinea il presidente dell’Associazione di Alta Cultura Musicale “W. A. Mozart”, il maestro Giovanni Calabrese, “è ormai diventato l’ appuntamento più atteso dai soci dell’Associazione e dal grande pubblico”.

Quest’anno, proprio a seguito degli ampi e concreti consensi ricevuti in passato, l’evento beneficerà anche del patrocinio del Conservatorio di musica “T. Schipa” di Lecce: ospiti della VII edizione saranno, infatti, i 21 giovani flautisti dell’ Orchestra “Fortunae Flatus” fondata e diretta dal maestro Luigi Bisanti.

L’impegno e la dedizione profusi dall’Associazione di Alta Cultura Musicale “W. A. Mozart” a favore della diffusione dell’alta cultura musicale ed alla valorizzazione delle risorse locali trovano ampi consensi anche presso la Pro-Loco del comune di Tricase.

È quanto emerge dalle parole del presidente, Lino Peluso, che si dichiara entusiasta dell’iniziativa e ben lieto di partecipare alla realizzazione di un evento di così alta levatura culturale.

Antonella Cazzato

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Protesta tir: blocchi rimossi, situazione verso la normalità

Dopo la protesta dei giorni scorsi, la situazione sta lentamente tornando alla normalità anche in Puglia, come nel resto della penisola. Gli autotrasportatori hanno rimosso i blocchi, a eccezione di un presidio con funzione di punto di osservazione, dislocato presso il quartiere fieristico di Galatina.

Cala dunque la tensione, anche se è doveroso ricordare un incidente avvenuto ieri mattina sulla strada statale Lecce-Brindisi, all’altezza dello svincolo per Surbo, dove un manifestante è stato investito. Al momento non sono ancora del tutto chiare le dinamiche dell’incidente: pare che l’uomo, un quarantacinquenne originario di Lecce, sia stato strattonato da un furgone che non si era fermato al presidio. Ferito ad un braccio, l’uomo è stato prontamente soccorso e ha riportato danni giudicati guaribili in cinque giorni.

Nel frattempo, ieri, alcune autocisterne, scortate dai carabinieri, hanno rifornito di carburante destinato ai mezzi di soccorso e alle pattuglie delle forze di polizia alcuni depositi fino al Capo di Leuca.

Risale alle prime ore di questa mattina, invece, il provvedimento del prefetto di Taranto che obbliga i manifestanti a liberare prontamente i cancelli dell’Eni. La situazione è ancora tesa, con i manifestanti che tentano di resistere, ma è ipotizzabile pensare che nel corso della giornata mezzi carichi di carburante partiranno dalla raffineria di Taranto per rifornire i vari distributori della regione.

Continua ad allarmare, invece, il calcolo dei danni subiti a causa della protesta dal settore ortofrutticolo del Salento. Nei giorni scorsi l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefano, chiedeva l’intervento dei prefetti pugliesi per porre un freno “ai notevolissimi danni economici per i comparti lattiero-caseario e dell’ortofrutta in particolare, poiché circa l’86% delle relative produzioni viaggia su ruota”. L’assessore, sottolineando la precaria condizione economica degli imprenditori agricoli, già fortemente penalizzati, auspicava un sollecito e autorevole intervento per consentire agli automezzi autorizzati al trasporto dei prodotti agricoli deperibili la possibilità di circolare liberamente.

Dello stesso avviso anche l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Lecce, Francesco Pacella: “Gli agricoltori stanno subendo una tripla penalizzazione: il rincaro dei carburanti, il mancato stoccaggio dei prodotti e il mancato rispetto dei contratti di fornitura. Pur comprendendo le ragioni della protesta, ritengo indispensabile che la vertenza trovi al più presto una giusta ricomposizione”.

Antonella Cazzato

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Trivelle, interrogazione all’Europarlamento

Come auspicato dalla politica pugliese, la vicenda delle estrazioni petrolifere approda al Parlamento europeo.

Presentata un’interrogazione urgente per riesaminare “gli aspetti legislativi per vietare ricerche offshore”.

Si sposta la protesta pugliese, dal territorio regionale alle aule parlamentari di Bruxelles per bloccare le prospezioni alla ricerca di giacimenti sottomarini, peraltro già avviate nelle coste adriatiche.

Quaranta europarlamentari italiani, tra i quali il primo firmatario l’eurodeputato del Pdl pugliese, Sergio Silvestris, hanno presentato gli scorsi giorni, un’interrogazione chiedendo alla Commissione di riesaminare urgentemente gli aspetti legislativi per vietare ricerche offshore nelle zone turistiche e a forte vocazione peschereccia, come per l’appunto le coste adriatiche, in particolar modo le pugliesi. Nell’interrogazione si mette in dubbio la metodologia air-gun di prospezione che “consiste in violente esplosioni d’aria compressa che danneggiano il pescato e l’intero equilibrio marino. Nel territorio è sviluppata una fiorente economia turistica, con la presenza di decine di alberghi, bed & breakfast e villaggi vacanze”.

Si legge nel testo dell’interrogazione si chiede anche di tenere in considerazione “la contrarietà di tutte le istituzioni del territorio, vista la proposta di regolamento licenziato il 27 ottobre scorso dalla Commissione europea, che prevede specifiche forme di consultazione e partecipazione pubblica alle procedure di autorizzazione, onde acquisire i pareri dei territori interessati”. Gli eurodeputati chiedono d’intervenire per verificare la conformità delle operazioni a tutte le direttive europee, con particolare riferimento alla rete Natura 2000, alla conservazione degli habitat naturali e alle politiche di salvaguardia dell’ambiente marino e della biodiversità”.

Tra i firmatari compaiono gli europarlamentari Sergio Silvestris (Pdl), i vicepresidenti dell’europarlamento Gianni Pittella (Pd) e Roberta Angelilli (Pdl), i capidelegazione Mario Mauro (Pdl), David Sassoli (Pd), Niccolò Rinaldi (Idv), Salvatore Tatarella (Fli) e Giuseppe Gargani (Udc), i parlamentari Raffaelle Baldassarre, Licia Ronzulli, Barbara Matera, Enzo Rivellini, Erminia Mazzoni, Antonio Cancian, Antonello Antinoro, Clemente Mastella, Lara Comi, Giovanni La Via, Aldo Patriciello, Iva Zanicchi, Marco Scurria, Carlo Fidanza, Alfredo Pallone, Salvatore Iacolino (Pdl), Debora Serracchiani, Paolo De Castro, Pino Arlacchi, Mario Pirillo, Vittorio Prodi (Partito democratico), Sonia Alfano, Gianni Vattimo, Gianmaria Uggias e Andrea Zanoni (Italia dei valori), Matteo Salvini, Mario Borghezio, Claudio Morganti, Lorenzo Fontana e Giancarlo Scottà (Lega Nord), Cristiana Muscardini e Potito Salatto (Fli).

Jenny De Cicco

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Come era, come è. Un video per Porto Miggiano

A Porto Miggiano è ancora viva la polemica per i lavori nella caletta. Alle azioni ambientaliste si aggiunge un video di sensibilizzazione del videomaker Hermes Mangialardo.

Per gli ambientalisti e per il Comitato di Tutela di Porto Miggiano, quello che avviene è una violenza ai danni del territorio, di un angolo di paradiso. Per l’amministrazione si tratta di lavori atti al consolidamento del costone roccioso che rischierebbe irrimediabilmente di andare perso in maniera incontrollata.

Dal Comitato arriva una nuova iniziativa: “Dopo tutti gli sforzi fatti sin ora continuiamo a vedere di salvare il salvabile”. E si forniscono ai membri del gruppo le mail e i numeri di telefono cui rivolgersi per far sentire il proprio dissenso. “Crediamo – dicono gli attivisti – che quante più mail, fax e lettere invieremo, tanto più ci saranno possibilità di essere ascoltati”. La mail deve recare per oggetto “Appello urgente: salviamo Porto Miggiano dalla cementificazione” e forniscono anche il testo.

Si è attivato anche Hermes Mangialardo, noto videomaker e animatore di origini copertinesi, legatissimo al Salento. Il video di Hermes sta facendo il giro del web e ha per fulcro il passato ed il presente di Porto Miggiano.

Il gruppo Facebook del “Comitato di Tutela per Porto Miggiano” invita tutti a prenderne visione, per condividerne le battaglie in nome del territorio e delle peculiarità dell’ambiente salentino.

Musica malinconica e immagini e parole evocative di Porto Miggiano tra passato e presente e con un occhio di riguardo per il futuro incerto di Porto Miggiano.

Jenny De Cicco

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Skelters live all’Istanbul Cafè

Una carriera che inizia così: con un’infatuazione per il brit-rock e i sogni che diventano prima palco e poi piccole realtà. Gli ci sono voluti solo un singolo, edito per la label The White Records di Manchester, un album, Lux Mundi (masterizzato agli storici Studios della Sterling Sound di New York), ottanta date in Italia e un paio di tour nel Regno Unito, per (ri)scoprire la propria nazionalità e dilettarsi con la lingua italiana. La vera novità di questo ep, uscito il 20 gennaio, è proprio l’alternare la madrelingua all’inglese, lasciando comunque inalterato il sound pub-rock che ha portato il quartetto alla ribalta negli ultimi quattro anni. In apertura i Fuck a Duck, nuova band electropop e a seguire djset Radioflo.

Squinzano(Lecce)

Istanbul Cafè

ore 22.00

ingresso a pagamento

3euro

Info. 340-4649571/328-3428118

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Conifere abbattute in rione Immacolata: c’è chi dice no

Qual è il confine tra pubblico e privato? È una domanda che ci si ritrova a porsi dopo l’ultimo fatto, il taglio di alcune conifere a Maglie in rione Immacolata, in una zona che ospita delle palazzine di proprietà di un gruppo di persone che hanno chiesto e ottenuto dalle autorità competenti di eliminare 23-24 alberi, per realizzare una recinzione. La recinzione si vuole che venga approntata per poter mettere in sicurezza la zona ed è tutto in regola, ma gli ambientalisti non ci stanno e cercano di ridimensionare questo problema. E 24 conifere in meno a Maglie sono un problema non da poco, perché la proprietà è privata, ma l’aria è di tutti, e mentre magari si vorrebbe piantare nuovi alberi non si riesce neppure a proteggere l’esistente. Finora gli alberi tagliati sono una decina, i lavori oggi sono stati fermi, probabilmente a causa del maltempo: a Maglie c’è stata anche una spruzzata di grandine. Ma se il tempo migliorerà l’opposizione ci sarà, quella degli ambientalisti, che ritengono la presa di posizione dei proprietari residenti come uno scempio. “Perché questa strage? – si legge sulla bacheca Facebook dell’ambientalista Oreste Caroppo – Tutto sarebbe finalizzato alla realizzazione di una recinzione dell’area privata dei vasti campetti aperti di tennis. Ma non bastava fare un bel muretto a secco bello e caratteristico lasciando in loco i magnifici alberi? No, devono abbattere 24 grandi alberi di specie mediterranee e rinchiudersi in chissà quale altra orrifica recinzione per difendersi, quando lì intorno il sabato mattina si svolgerà il mercato settimanale della città che presto si trasferirà in quella zona”. Il comitato Giù le mani da San Sidero ha pubblicato delle foto eloquenti del taglio. E ci si augura che le persone che hanno fatto la richiesta tornino sui loro passi. In fondo, la proprietà è un furto, diceva Koso. Ma l’aria ha una proprietà?

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Riceviamo e pubblichiamo: “UN MITO GRECO A OTRANTO: COSTAS VAROTSOS”

Negli ultimi mesi non ho fatto altro che pensare agli sbarchi della disperazione dei quali noi salentini siamo stati diretti testimoni per decenni. Ho pensato a un vascello nella tempesta e a famiglie disperate con donne, uomini e bambini che si amavano e si perdevano nei fondali dandosi un ultimo bacio. Ho visto quegli amanti ventenni illuminati dal sole mentre cercano terra con occhi di speranza… e ho visto quegli stessi occhi riempirsi di terrore e di mare nella notte in tempesta. Qualche volta rimango incantato di fronte alle coincidenze che ti regala l’esistenza.

Giorni fa Umbertino mi parla di un progetto che stanno realizzando al porto di Otranto con un vascello della disperazone recuperato dai nostri fondali. Ho subito pensato a un segno. Ho sentito all’improvviso quell’energia misteriosa e tentatrice che come una voce ipnotica di sirena mi dice di andare a vedere… Umbertino mi accompagna e quando sono a ancora lontano distinguo la sagoma della Kater con degli interventi in vetro della mano inconfondibile del grande scultore greco Costas Varotsos… Non potevo crederci, Otranto, la mia città preferita fa fare un progetto a uno dei più grandi artisti viventi.

Quando ci fermiamo scendo velocemente ed emozionato mi avvicino a un gruppo di assistenti e chiedo subito se il maestro sia lì. Mi dicono di aspettare le due per incontrarlo. Nel frattempo si avvicina una curatrice, Giusi Gierocuni, che già conoscevo per fama e con la quale anni fa avevo fatto un progetto a Siena quando era studente con Enrico Crispolti. Un’altra coincidenza. Mi racconta del progetto, di come è nato e della sensibiltà degli enti locali, dell’amministrazione del Comune di Otranto, dell’assessorato alle Politiche Giovanili, riguardo alla triste storia della Kater fino ad arrivare all’intuizione geniale dell’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce nel trasformare il relitto in un monumento dedicato ai migranti periti in mare. Giusi Gierocuni propone Costas Varotsos. Un grande. Conosco il lavoro di Varotsos da più di vent’anni. Un artista internazionale che ha lasciato il suo segno su gran parte del pianeta. Se qualcuno non lo conoscesse si andasse a vedere opere tipo “Il Poeta” realizzata a Casacalenda nel ’97 dove una figura umana di una decina di metri in strati di pietra appare inquietante in un bosco oppure “La Morgia” in Abruzzo, dove il maestro è intervenuto su una montagna bombardata ricoprendo una spaccatura di trenta metri per venti in strati di vetro. L’effetto è quello di un lago ghiacciato sezionato… strepitoso, una degli interventi di Land Art più importanti esistenti.

Ho avuto l’onore di conoscerlo e mi ha raccontato di questo progetto otrantino con grande orgoglio. Costas è la persona più adatta per la relizzazione di quest’opera, ancora non compiuta ma già bellissima, garantisco. Questo artista, architetto e intellettuale e navigatore greco è sempre stato attento ai fenomeni politici del Mediterraneo e ha accolto la proposta di partecipare al progetto con grande emozione.

Quando mi parlava di questo lavoro sentivo un’energia vulcanica nelle sue parole. La consapevolezza di realizzare un’opera importantissima che racconta la storia recente della nostra gente. Viaggi disperati per una vita migliore spesso finiti in tragedia. La Kater ha un racconto drammatico alle sue spalle, quello di una situazione storica apocalittica durante la guerra civile Albanese del ’97. Su questa imbarcazione il 28 marzo del 1997 morirono 81 persone su 120. I media la definirono “la strage del Venerdì Santo”. Nel canale d’Otranto il vascello fu speronato dall’imbarcazione “Sibilla” della Marina Militare Italiana facendo colare a picco la Kater a 800 metri di profondità.

Io mi ricordo degli sbarchi a Otranto da quando ero bambino: trovavamo i vestiti di questa povera gente sulle spiagge, segni di viaggi tragici. Ogni tanto arrivava un’imbarcazione strapiena di uomini in condizioni disperate e la cosa che mi colpiva era l’altruismo degli Otrantini, che andava oltre ogni cosa, questo prodigarsi per i fratelli albanesi come pochi altri hanno fatto in un momento che l’italia impazziva di idee leghiste e di razzismo. Il carattere formidabile di questa gente unica ha rafforzato il mio orgoglio di essere salentino, l’orgoglio di avere il loro stesso sangue. Sono fiero che la mia città sul mare abbia avuto il coraggio di investire in cultura in un momento così difficile per farlo data la crisi economica che ci ha invaso. E’ normale che ci siano state polemiche riguardo al progetto ma vi assicuro che è un investimento fantastico che incrementerà un turismo intellettuale che arricchirà Otranto nel tempo senza alcun dubbio. “L’Approdo” è un’opera importantissima che ricorderà per sempre la storia di quelle persone che anno sacrificato la propria vita per un’idea di libertà. Sono fiero che un mito greco come Costas Varotsos abbia lasciato un segno indelebile di storia e di arte sul nostro territorio. Ringrazio di cuore Otranto per questa idea che rimarrà nella storia e ringrazio Costas Varotsos per aver realizzato un altro suo capolavoro per la mia città preferita…

Grazie!

Mario Consiglio

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Anna Cinzia Villani, Le Carte, Jaguar & The Savanas: ecco i concerti di questi giorni nei locali salentini

Giovedì 26 gennaio ritorna La Combriccola di Boe, la divertente band che propone un repertorio composto dai brani dei mitici cartoni animati che tutti abbiamo amato un po’ di anni fa, e che molti continuano ad amare. La prima tappa del loro nuovo live è all’Artemide pizzeria discopub di Maglie a partire dalle 22.

La musica inedita de Le Carte al Black Betty di Lecce: il trio, composto da Lorenzo Forte, Roberto Mangialardo e Eleonora De Luca, è considerato uno delle migliori band emergenti, tanto da essersi guadagnato, nel 2009, un posto in prima fila nel programma televisivo Sala Prove di Rock Tv (su Sky), oltre a vari premi. Start ore 22.

Una delle voci della Notte della Taranta sarà giovedì sera al La Cornacchia e il Mosto di Otranto. Si tratta di Anna Cinzia Villani, che alle 22, accompagnato da Valerio Daniele alla chitarra e da Vito De Lorenzi alle percussioni, presenterà in anteprima alcuni brani del nuovo album Fimmane, mare e focu, che uscirà a primavera.

Venerdì 27 gennaio serata grunge allo Zei spazio sociale, con i Seattle Acoustic che propongono un repertorio di successi di band come Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Alice in Chains e tanti altri, a partire dalle 22.

Il Triade di Copertino venerdì sera ospita il concerto della surf band catanese Jaguar & The Savanas, che si ispira a band come i Ventures, Dick Dale, Shadows, Pipeline 61, Mustangs. Start ore 21, ingresso libero.

Sabato 28 al Sinatra Hole di Ugento omaggio ai Nirvana con il live degli In Bloom, che propongono un mix tra arrangiamenti in elettrico e altri in acustico dei brani più belli della band di Seattle.

E ancora sabato: gli Jolaurlo portano sul palco del Triade di Copertino il loro Punk-Wave. La band è di origini pugliesi ma è ormai da tempo trapiantata a Bologna. Gli Jolaurlo si sono fatti notare nel 2001 quando hanno aperto il concerto dei Prozac ­+ cominciando un percorso che li ha portati in vari palchi di tutta l’Italia, fino a giungere a Copertino. Start ore 21, ingresso libero.

Domenica 29 la Taberna degli Artisti di Maglie propone, alle 20, l’aperitivo musicale con la compagnia degli Acoustic Ladyland, con Luisa Campa (voce e chitarra), Emilio Maggiulli (chitarra e voce) e Leonardo Colazzo (basso e voce) che hanno arrangiato in chiave acustica alcune hit della musica internazionale, del passato e dei giorni nostri. Start ore 20.

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Al Poggio di Sant’Elia una giornata dedicata al popolo Saharawi

Giovedì 26 gennaio, alle 14, al Poggio di Sant’Elia, sulla comunale Squinzano- Campi Salentina, avrà luogo una giornata di incontro per avvicinare la popolazione salentina alla conoscenza della difficile storia del popolo Saharawi.

L’evento, organizzato dall’associazione Melquìades, vede il contributo di Arci Territoriale e Cgil, realtà impegnate con progetti di collaborazione e solidarietà internazionale in diverse zone dell’Africa.

Saranno presenti Anna Lucia Doria, presidente dell’associazione Melquìades e numerose personalità, tra cui Danilo Lupo della redazione di TeleRama News, Omar Mih, rappresentante in Italia della Rasd, Pietro Soldini, responsabile Area Immigrazione Cgil nazionale, l’assessore regionale al Mediterraneo Silvia Godelli, Stefano Montesi, fotogiornalista, Nunzia Baglivo di Emergency Salento, Antonio Maniglio, vicepresidente del consiglio della Regione Puglia gruppo Pd, Filomena D’Antini Solero, assessore Politiche Sociali – Pari Opportunità.

Alfonso Rampino, gruppo consiliare Partito Democratico, Bruno Ciccarese, assessore Politiche Giovanili Provincia di Lecce, Anna Caputo dell’Arci Lecce.

Nel corso dell’iniziativa si svolgeranno diverse attività: il convegno “I Figli delle nuvole: I Saharawi; Cooperazione, Pace, Democrazia, Diritti Umani e Diritto all’Autodeterminazione di un popolo in esilio”, la presentazione Progetti 2012 (Accoglienza Estiva “Piccoli Ambasciatori di Pace” Lecce 2012, Diritto all’acqua: adotta una Cisterna per il Sahara Occidentale), inoltre le proiezioni “Saharawi Donna” e “Bambini in Esilio” e la mostra fotografica “Tradizioni Saharawi” a cura di Gianluca Belei.

“I Figli delle Nuvole, così venivano chiamati i Saharawi quando, ancora nomadi, seguivano le nubi, e le piogge. Dal 1975 il Popolo Saharawi è stato costretto ad abbandonare l’area geografica in cui viveva, il Sahara Occidentale, a causa dell’invasione illegale ed indebita di quella zona da parte del Marocco. Costretti a vivere in territori occupati vedendo calpestare quotidianamente i loro diritti umani, o in campi profughi a sud dell’Algeria, o in una lunga diaspora in giro per il mondo, chiedono solo di riavere la loro casa, il loro paese, libero, indipendente, autodeterminato”, si può leggere su un comunicato di Melquìades.

Tra le tante tematiche che verranno trattate, si dibatterà sulla questione Saharawi, in particolare per ciò che concerne la posizione del Marocco nella repressione, ormai sistematica, nei confronti del popolo Saharawi. Inoltre verrà fatto il punto sulle iniziative e i progetti che si intenderanno portare avanti.

Gianluca Conte

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Salento: emergenza rifiuti

Non bastava la protesta dei tir a creare numerosi disagi nel Salento, con conseguenze sul settore agricolo per i prodotti altamente deperibili destinati ormai al macero e molti distributori di benzina dalle prime ore di oggi chiusi perché privi di carburante.

Il Salento oggi potrebbe vivere anche l’emergenza rifiuti, a causa dello sciopero degli impianti di Cdr (per la produzione di combustibile derivato dai rifiuti) di Cavallino e quelli di trattamento dei rifiuti solidi urbani di Poggiardo e Ugento.

Alla base della protesta dei lavoratori del Cogeam, il Consorzio Stabile Gestioni Ambientali che si interessa dello smaltimento dei rifiuti, i mancati pagamenti per i mesi di dicembre e gennaio.

L’esasperazione dei lavoratori e il malcontento generale, che facevano intuire lo stato drammatico della situazione, già in una lettera di Antonio Albanese, amministratore delegato del Consorzio e delle tre società Progetto Ambiente Bacino Lecce 1, Lecce 2 e Lecce 3 srl di cui il Cogeam fa parte. Albanese il 13 gennaio scorso si rivolgeva al prefetto di Lecce, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, a Regione, Provincia e, naturalmente, agli amministratori degli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali) per denunciare lo stato delle cose.

Ma fino a oggi l’appello è caduto nel vuoto e il Cogeam è sempre più schiacciato tra le banche, che non erogano più credito, e i Comuni che non hanno fondi per sostenere il servizio.

Pertanto, salvo miracoli dell’ultim’ora, oggi i cancelli degli impianti resteranno chiusi e, dal momento che non sarà possibile sversare i rifiuti raccolti, le nostre strade rischiano di trasformarsi temporaneamente in discariche a cielo aperto.

Dalla Prefettura di Lecce giungono nel frattempo segnali rassicuranti: c’è la volontà di “affrontare le questioni gestionali in particolare delle discariche e degli impianti di biostabilizzazione, le cui società vantano ingenti crediti nei confronti degli ATO, e che rischiano di paralizzare il servizio pubblico in questione”, come si legge sul sito ufficiale.

Il prefetto di Lecce Giuliana Perrotta ha, infatti, convocato per domani una riunione alla quale parteciperanno il presidente della Provincia, i tre presidenti degli Ato, l’assessore Regionale alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro, e il sindaco di Lecce nominato commissario ad acta per lo scioglimento delle Autorità d’Ambito.

Antonella Cazzato

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Lo sciopero dei tir mette in ginocchio l’agricoltura nel Salento

Lo sciopero dei tir prosegue, paralizzando tutta l’Italia da nord a sud, mentre i danni si fanno sempre più consistenti, soprattutto nel settore agricolo, anche nel nostro Salento.

La denuncia arriva dalla Coldiretti di Lecce, che lamenta una situazione al limite del collasso. La produzione florovivaistica di Leverano e Taviano e le piantagioni di ortaggi delle nostre campagne risultano i settori più colpiti, mentre il rischio che i compratori si rivolgano ad altri mercati per l’approvvigionamento, come l’Olanda per i fiori e la Spagna per gli ortaggi, si fa sempre più concreto.

“Al danno economico -dice il direttore di Coldiretti Lecce, Benedetto De Serio – dovuto ai maggiori costi di produzione causati dal caro gasolio, si aggiunge quello ancora più ingente provocato dalla perdita di quintali di prodotto che deve essere oltretutto smaltito. Temiamo che la situazione possa peggiorare nei prossimi giorni sino a portare al collasso un comparto già messo a dura prova dalla crisi economica.

Peraltro l’andamento climatico piuttosto mite sta determinando la contemporanea maturazione commerciale di molte produzioni orticole locali, tra cui cicorie, rape, finocchi, broccoli, cavoli, che rischiano di essere svendute o addirittura distrutte con danni di milioni di euro”.

Per questo, nella mattinata di oggi, la Coldiretti di Lecce si è rivolta al prefetto della città, chiedendo di mettere in atto ogni tipo di provvedimento per sbloccare al più presto la situazione e ridurre i conseguenti disagi.

Antonella Cazzato

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Lecce, l’andata termina con un pari

Il Lecce di Serse Cosmi ha chiuso il girone d’andata con 13 punti, l’ultimo dei quali conquistato domenica scorsa al Via del Mare contro il Chievo Verona. La gara ha segnalato subito una partenza a handicap per i salentini i quali, dopo appena un quarto di gara, si sono trovati sotto di due gol – realizzati dall’ottimo nazionale Under 21 Alberto Paloschi, scuola Milan, complici due grossolani errori della difesa con Tomocic e, soprattutto con Andrea “Ciccio” Esposito. Poi lo stesso Esposito ha accorciato le distanze nel primo tempo, durante il quale si è registrato anche un palo colpito dal colombiano Muriel.

Nella ripresa il Lecce ha continuato a spingere e il sospirato pareggio è giunto nel tempo di recupero con Di Michele, lesto a infilare in porta un bel traversone basso di Pasquato. La partita è finita quindi sul 2 a 2, con tanto di rissa finale in campo tra i protagonisti per un calcio di rigore reclamato dagli ospiti e non concesso dall’arbitro Mazzoleni.

Finisce così un girone d’andata davvero avaro di punti casalinghi per i giallorossi: dei 13 punti conquistati, che valgono la penultima posizione in classifica a sei lunghezze dalla quota salvezza, soltanto due sono scaturiti da altrettanti pareggi con Novara e, appunto, Chievo, gli altri 11 sono frutto di ottime performance esterne con le tre vittorie contro Cesena, Bologna e Fiorentina e 2 pareggi contro Genoa e Parma. Ora, per ambire a una salvezza difficile, ma ancora possibile, bisogna cominciare a fare punti soprattutto tra le mura amiche e in particolare contro le dirette concorrenti: nei prossimi turni casalinghi sono attese l’Inter domenica prossima e poi le pericolanti Bologna e Siena. In queste gare contro squadre coinvolte nella bassa classifica il Lecce dovrà costruire e rafforzare le sue speranze. Per fare ciò, comunque, non sarà sufficiente – evidentemente – l’attuale organico, dimostratosi carente in tutti i reparti, specie nei centrali di difesa e d’attacco. Così la società sta correndo ai ripari ed appaiono ormai certi gli arrivi di Manuel Blasi dal Parma, centrocampista di qualità e quantità, e dell’esperto difensore centrale uruguaiano Miglionico dal Livorno: entrambi dell’80, possono dare un contributo di classe ed esperienza alla squadra di Cosmi.

Inoltre dall’Udinese arriverà l’esterno sinistro basso brasiliano nazionale Under 21 Gabriel Silva, di cui si dice un gran bene. Per il portiere circola il nome di Curci della Roma e per l’attacco quelli di Larrondo del Siena, di Bogdani del Cesena, di Iaquinta della Juventus e del laziale Libor Kozak. L’arrivo di uno tra questi è assolutamente necessario al Lecce, perché l’attuale parco attaccanti non è provvisto di un centravanti fisicamente forte, intorno al quale far ruotare i vari Di Michele, Muriel e Pasquato. Del Corvia di quest’anno è inutile parlare.

Deodato Giovanni Guida

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