Archive | Gennaio, 2012

Martano sempre a galla, dubbi sul Minervino

La Promozione sembra essere monopolio della Pro Italia Galatina, specie dopo la vittoria smisurata (8-0) contro il povero Botrugno. Con una sola sconfitta in 19 giornate si candida da ora per il primo posto in solitaria. Così come il Botrugno pensa già al mercato estivo del prossimo anno, in vista di un torneo in Prima Categoria, visto che le speranze attuali di salvezza sono ormai una chimera. Domenica prossima gli uomini di mister Petrachi saranno ospiti del Mottola, guarda caso una delle rivali dell’altra salentina in corsa, il Martano. La vittoria non brillante (3-1) contro un Crispiano volitivo, lancia i gialloblu nella lotta-promozione a un punto di vantaggio dal Mottola che è sesto. Il calendario propone il San Cesario come prossimo avversario in trasferta, i tre punti sono ancora alla portata del Martano a patto che la squadra rimanga concentrata. In Prima Categoria la notizia di giornata è la sonora sconfitta dell’Uggiano (0-4) contro il Ruffano, e rimane l’amaro in bocca allo Scorrano per la sconfitta (1-2) contro la capolista Francavilla, al termine di una gara tutto sommato equilibrata e per un tempo in vantaggio grazie al gol di Cotardo.

Per il 18° turno l’Uggiano sfida il Tiggiano fuori casa per il più classico dei derby salvezza (penultima e terzultima), lo Scorrano è di scena a Ruffano, una delle partite più delicate finora che potrebbe dire molto per il prosieguo del campionato. Chiudiamo con la Seconda Categoria, dove Minervino e Jurdinianum vengono da due sconfitte nette contro Andrano (0-3) e Marittima(0-6). Ora il Minervino è secondo dopo il Marittima e il Jurdinianum a solo 4 punti dall’ultimo posto in classifica, occupato dall’Ug Cursi. Domenica turno non facile per entrambe vista la caratura delle squadre ospiti. Corigliano e Andrano si contendono l’ultimo posto-playoff e saranno loro le avversarie di Minervino e Jurdinianum in un torneo giunto a uno snodo cruciale per molte squadra.

Alessandro Miglietta

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Sciopero dei tir: agricoltura in ginocchio

La protesta dei tir continua a paralizzare, da nord a sud, tutta la penisola e nel frattempo si contano i primi ingenti danni, soprattutto al settore agricolo, con tonnellate di prodotti altamente deperibili, come frutta, verdura e latte, destinate al macero.

“Il lungo fermo degli autotrasportatori in Sicilia ha già messo in ginocchio l’intera economia agricola regionale, con danni per quasi 60 milioni di euro. Ora l’espandersi della protesta in tutt’Italia può davvero dare un colpo mortale al settore primario”. È quanto lamenta, in un comunicato sul proprio sito, la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), sottolineando come l’agricoltura italiana abbia già pagato un conto molto salato per questi giorni di blocco della circolazione.

Pertanto, pur comprendendo le ragioni della protesta, la Cia chiede a tutte le parti coinvolte di agire con senso di responsabilità e ribadisce: “Occorre un pronto chiarimento tra governo e autotrasportatori, così da evitare nuovi problemi non solo al disastrato settore primario, ma anche ai consumatori finali, cha a breve potrebbero trovare supermercati vuoti e prezzi alle stelle”.

In una terra come la nostra, fortemente fondata sull’agricoltura, la protesta dei tir assume una valenza particolare, anche se forse non dovremmo temere per lo sciopero e il rifornimento nei supermercati: fortunatamente abbondano nel Salento i contadini che lavorano in proprio e che spesso sono ambulanti, sempre che riescano a reperire la benzina per l’Ape. In ogni caso, gli allarmismi sono fuori luogo: non solo perché la protesta può essere percepita come uno sfogo della popolazione, in questo caso di una categoria, ma ci si chiede anche quanto durerà il movimento, date le evidenti implicazioni politiche che stanno venendo fuori, come annunciato dalla stampa in questi giorni.

Antonella Cazzato

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La Lecce che vorremmo

Le primarie del Partito Democratico sono andate e archiviate. Loredana Capone ha vinto, sarà lei la candidata sindaco del centrosinistra nelle prossime elezioni amministrative del capoluogo. Ci piace che sia una donna, ogni vittoria di una donna in politica è vissuta come una novità, come una “stranezza” sempre piacevole (sebbene dovrebbe essere un fatto normale), anche se forse la Capone non è esattamente un volto nuovo, anche in virtù dei differenti incarichi che ricopre, tra cui quello di vicepresidente regionale. Adesso per lei ci saranno dunque le elezioni, un passaggio importante, che potrebbe segnare una vittoria oppure una sconfitta, saranno i leccesi a decretare chi sarà il loro primo cittadino per i prossimi cinque anni.

Quali sono le problematiche che affliggono Lecce, cosa si troverà a fronteggiare chi vincerà? È una domanda da un milione di dollari, non solo per la situazione nazionale contingente, quella della crisi economica, che ormai non è uno spettro ma una presenza tangibile. Tra le tante categorie che forse dovrebbero essere al centro delle politiche leccesi ce ne sono due in particolare che andrebbero tenute sott’occhio dal sindaco vincitore, gli stessi protagonisti o grandi assenti di queste primarie.

Intanto, partiamo dagli assenti, ossia gli studenti universitari: ancora oggi l’Università del Salento non riesce a raggiungere i livelli di eccellenza di altre università italiane. Nelle classifiche stilate da differenti testate risultano ai primi posti sempre le università del nord, e nonostante sia basato su un buon metodo di istruzione l’ateneo salentino non figura o figura agli ultimi posti, per un sacco di ragioni, soprattutto organizzative. Gli studenti fuori sede a Lecce non hanno votato alle primarie, così come il regolamento prevedeva, ma si spera che la loro situazione sia inserita nei programmi elettorali e messa in ordine, a partire dalle situazioni abitative, per proseguire con i trasporti, e terminare con l’organizzazione appunto dell’ateneo stesso, che può essere migliorata, perché – diciamolo – il livello di istruzione in molti casi è davvero eccellente.

Poi ci sono i grandi protagonisti, gli immigrati, ossia coloro che hanno votato alle primarie e l’hanno fatto anche in gran numero. Questo è un bel segno dei tempi, in una Lecce che dovrebbe rappresentare il capoluogo di una terra di confine, di approdo. Ci auguriamo che gli immigrati saranno la categoria che riuscirà a trovare un posto al sole nella terra in cui c’è anche mare, vento, lavoro nero – passateci il termine – e sfruttamento.

Un occhio naturalmente anche ai leccesi, ma le loro problematiche non vengono citate in quest’articolo: perché, forse i leccesi contano meno di studenti e immigrati fuori sede? No, semplicemente, un sindaco che non facesse gli interessi dei leccesi farebbe meglio a dimettersi prima dell’insediamento.

Nella Lecce che vorremmo ci sono tante cose e alcune di queste sembrano sogni. Ma è questa la ragione per cui si continua a esercitare la democrazia attraverso il voto: sperare in un mondo migliore.

Angela Leucci

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La Betitaly Volley Maglie si inchina alla capolista

Una Betitaly in serie positiva si scontra con la capolista, in fuga solitaria. La sconfitta alla vigilia non sarebbe stata accolta come una tragedia, e così è stato. Il 3-1 con cui le padrone di casa hanno chiuso l’incontro però dà i giusti meriti anche al Maglie, che a parte i primi due set, letteralmente regalati alle avversarie, ha giocato alla pari, meritandosi anche molti complimenti dai dirigenti avversari a fine incontro. Forse si puntava un po’ troppo sul neoacquisto di assoluta qualità, Alessandra Labate, che ha militato con onore anche in A1, e la giornata no di alcune atlete salentina ha fatto il resto. Per la prima volta, poi, contro una rappresentante della Campania non arriva la vittoria, anche se il terzo set vinto e il quarto set in cui si è sfiorato il 2-2, fa capire quanto il Maglie sia andato vicino al colpaccio. Invece, e meritatamente, il ruolino di marcia del Gricignano ora recita 11 vittorie e 1 sola sconfitta. Di questo match però le ragazze di mister Tonino Solombrino hanno molto da salvare: dall’ottima prestazione di Stefania Gatto, al contributo comunque più che sufficiente di Labate, alle altre che, pure in giornata no, hanno fatto tremare le gambe della campana. Le cinque vittorie consecutive subito precedenti a questo stop, però, tengono la squadra del presidente Gigi Macagnano attaccata al treno playoff, e se la capolista comincerà a rallentare, potrebbe tornare in corsa anche per la promozione diretta. Ma restando alla seconda, la Dannunziana Pescara, sarà proprio lei la prossima avversaria della Betitaly, sempre lontano dal Palabetitaly. Incontro che segna anche l’inizio del girone di ritorno, e il precedente dell’andata porta nere nubi su questo scontro: finì 3-2 per le ospiti del Pescara, la prima di sole due sconfitte davanti al pubblico amico.
Nella prossima giornata, però, sarà in ballo molto più della “vendetta”: la classifica recita Gricignano 35 punti, Pescara 30, Elencosi Livi Potenza 29 e Maglie 26.

PAOLO MERENDA

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Distributori di benzina presi d’assalto: è corsa ai rifornimenti

Dalla Sicilia al Salento. Gli effetti della protesta del “Movimento dei Forconi”, che da giorni sta mettendo in ginocchio la Sicilia, attuando forme di contestazione contro il rincaro del gasolio, dei ticket dell’autostrada e delle tasse, si cominciano a sentire anche da noi. E nel frattempo tutta l’Italia, da nord a sud, è praticamente paralizzata da una protesta tanto grande quanto inattesa.

Dalle prime ore del pomeriggio di oggi è corsa all’approvvigionamento del carburante e la psicosi da serbatoio vuoto sta dilagando senza freno.

Si registrano lunghe code nelle stazioni di servizio con enormi disagi alla circolazione, mentre numerose pattuglie della Polizia Municipale, coadiuvate dalla Protezione Civile, cercano di regolamentare il traffico lungo gli snodi principali del sud Salento in prossimità dei distributori.

L’allarme si è diffuso nelle prime ore del pomeriggio, quando si è appresa in pieno la gravità della situazione.

Da qui la corsa di tante famiglie, che, per paura di rimanere senza benzina, da alcune ore hanno letteralmente preso d’assalto i distributori, mentre già si registrano i primi casi di “Gasolio-Benzina Esauriti.”

La speranza è che i manifestanti, già minacciati di precettazione, possano trovare al più presto un accordo tramite le sigle sindacali che li rappresentano, in modo da porre fine alla polemica e al conseguente disagio.

Antonella Cazzato

 

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Ad Andrano concorso di eco – design

L’associazione Seyf, South Europe Youth Forum, promuove un contest, una competizione tra giovani talenti che vogliono esprimere la propria creatività attingendo da ciò che il territorio reputa inutile e obsoleto.

Obiettivo finale del Contest “CrASuD – Creativity Art for Sustainable Design” è incentivare il riutilizzo creativo dei materiali per farne rappresentative opere di eco design.

Il contest dell’edizione 2012 si rivolge a tutti i giovani di età compresa tra i 15 e i 30 anni ed è curato dai volontari di Seyf nell’ambito del progetto Alla Ricerca del Tempo Perduto (Gioventù in Azione 2007 2013), con il patrocinio del Comune di Andrano.

Tutti i giovani talenti interessati sono invitati a iscriversi al contest per partecipare all’esposizione, selezione e premiazione che si terrà sabato18 febbraio 2012 presso il Castello Spinola-Caracciolo di Andrano.

L’opera, a tema libero, dovrà essere realizzata e consegnata entro il termine ultimo di sabato 11 febbraio 2012 ore 18.

Le opere possono essere realizzate con qualsiasi materiale reperito a condizione che questo risponda ai principi di riutilizzo e riciclo che animano il contest stesso.

E’ possibile anche scaricare la documentazione necessaria alla pagina facebook Seyf – South Europe Youth Forum

Fabio Tarantino

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Trivelle a Otranto? Il sindaco dice no

E’ stata depositata la scorsa settimana una richiesta per effettuare prospezioni con l’air gun a Otranto, allo scopo di individuare la presenza d’idrocarburi. Non è scongiurato il pericolo della presenza di trivelle nei mari salentini, una nuova richiesta di autorizzazione a fare sondaggi a scopo estrattivo al largo di Otranto è stata depositata, firmata dalla società Petroleum di Singapore, che ha interesse ad ispezionare i fondali con la tecnica dell’air gun.

L’air gun è un sistema di monitoraggio dei fondali attraverso cannoni pneumatici che esplodono scoppi di aria compressa nei fondali e in base alla risposta sismica che ne ricevono stabiliscono la presenza o meno di petrolio, recentemente sospettati di aver causato il decesso di alcuni esemplari di cetacei rinvenuti sulle coste greche. Si dichiara contrario il comune idruntino, il sindaco Luciano Cariddi fa sapere: “Ci opporremo con tutte le forze a ogni attività petrolifera sulle nostre coste. In altre occasioni abbiamo dimostrato grande responsabilità accettando che il nostro territorio venisse toccato da vicino da opere che abbiamo ritenuto di importanza generale, come il gasdotto per l’approvvigionamento di energia “.

Ciò che il comune può fare è dunque presentare un parere negativo in sede di conferenza dei servizi. La data per la conferenza non è ancora stata fissata.

La precedente proposta di trivellare la costa era stata avanzata dalla Northern Petroleum, per l’esplorazione della costa pugliese e in particolare fra Brindisi e Lecce. Tra le località interessate Brindisi, Fasano, Cisternino, Ostuni, Carovigno, Meledugno, Otranto, Torre Guaceto, Torre Veneri, Torre dell’Orso, Santa Maria di Leuca.

Jenny De Cicco

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Vendola, D’Agata e le liberalizzazioni

Liberalizzazioni, delusione della politica regionale pugliese. Nichi Vendola boccia a chiare lettere il decreto sulle liberalizzazioni varato dal venerdì scorso. Il leader di Sel nella relazione introduttiva dell’assemblea generale nazionale del suo partito. “La cosa che ci è piaciuta di più è quel che non è stato fatto. Siamo stufi del conformismo obbligato, vogliamo dire la nostra”. Secondo il governatore nel provvedimento Salva Italia “bisognava partire dalla patrimoniale, non sono state toccate banche e assicurazioni, mentre bisognava partire da lì”.

Sulle liberalizzazioni, Vendola ha osservato: “Le lenzuolate di Bersani all’epoca del governo Prodi erano liberalizzazioni più corpose e radicali, oggi vedo provvedimenti modesti accompagnati da un’enfasi propragandistica che mi ricorda il nostro recente passato. Tuttavia,qualcosa di positivo c’è”.

Ma in sostanza, ha affermato Vendola, “la montagna ha partorito il topolino”.

Giovanni D’Agata, dell’Idv di Lecce dichiara: “Gli ultimi vent’anni di liberalizzazioni sono costate agli italiani quasi 110 miliardi. Per le famiglie gli aumenti sono arrivati a 280 euro l’anno. Qui o si fa sul serio o è solo demagogia. Come detto, l’unico settore a salvarsi dagli esiti di quelle che appaiono come finte liberalizzazioni alla luce dei dati riportati, solo quello dell’energia elettrica dove nel complesso, il risparmio per le famiglie è stato di 6,7 miliardi di euro”.

Per tali ragioni, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti“, condivide l’analisi del segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi secondo cui “in Italia le liberalizzazioni, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno funzionato. Prezzi o tariffe sono cresciuti, con buona pace di chi sosteneva che un mercato più concorrenziale avrebbe favorito il consumatore finale. Purtroppo in molti settori si è passati dal monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie private. Non si può parlare di liberalizzazioni dei trasporti come quello urbano dei taxi o dell’orario di apertura dei negozi che potrebbero apparire come iniziative quasi demagogiche per non dire populistiche, se prima non s’interviene con vere liberalizzazioni nei confronti delle lobbies e delle corporazioni che dominano quasi incontrastate l’economia del paese quali assicurazioni, banche e imprese del settore energetico”.

Jenny De Cicco

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Il Maglie ritorna giù nello scontro diretto

Non si possono ignorare i passi avanti fatti dalla Toma Maglie, qualcosa sta cambiando. Il timore dei tifosi è che forse sta cambiando troppo lentamente. La diciannovesima giornata di questo campionato di Eccellenza metteva infatti di fronte Maglie e Francavilla Calcio, con quest’ultima due lunghezze dietro il team del presidente Renato Lillo. Il 2-0 finale è stato forse troppo duro per la Toma, ma sottolinea ancora una volta che lontano dal Tamborino Frisari manca ancora qualcosa per tornare la squadra di inizio campionato. Già i primi minuti dell’incontro mostravano i padroni di casa più in palla, lo sottolineava il gol dopo appena 15 minuti con Mino Tedesco. I calciatori di mister Giuseppe Puzzovio tentavano il tutto per tutto per rimettere in pari il match, ma a essere più impegnato restava l’estremo difensore ospite Sakho Mamadou. Riusciva bene però a chiudere gli spazi agli avversari, andando sul riposo sull’1-0. La ripresa mostrava una Toma Maglie più tonica, e questo derby salentino si faceva più acceso e in bilico. Purtroppo non arrivava il pari e anzi quasi allo scadere il portiere Sakho bloccava un avversario in area, beccandosi un’ammonizione e dando il rigore al Francavilla.

Ugo Pica siglava il 2-0 su rigore chiudendo virtualmente l’incontro, anche se il Maglie colpiva un legno in pieno recupero. Una nota di colore sulla partita, lo striscione che il Francavilla ha portato in campo, “La Puglia non è un binario morto – Ridateci i treni” segno che il problema dei treni soppressi è sentito anche in ambito calcistico. Il Maglie già guarda alla prossima giornata, quando ci sarà un altro scontro diretto, questa volta in casa: sia la Toma che il Terlizzi sono in zona playout, ma quest’ultima ha un punto in meno, che i calciatori magliesi dovranno far diventare quattro se vogliono continuare a sperare nella salvezza.

PAOLO MERENDA

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Tentato furto in un negozio di fiori: il presunto colpevole patteggia la pena

Ha preferito patteggiare la pena il diciannovenne C.R., originario di Tricase, accusato di tentato furto aggravato ai danni di un negozio di fiori di Montesardo (Alessano) insieme ad altri due individui rimasti a tutt’oggi ignoti.

I fatti risalgono allo scorso 15 gennaio, quando il giovane si era introdotto in tarda serata nell’esercizio commerciale, scavalcando il cancello, insieme a due complici.

I figli dei proprietari, allertati dal suono del campanello all’ingresso dell’attività, avevano colto in flagranza di reato i tre giovani intenti ad aprire il registratore di cassa.

Mentre gli altri due fuggivano, C.R. si attardava nel tentativo di recuperare gli occhiali da vista che aveva perduto. I due figli dei proprietari riuscivano così a bloccarlo fino all’arrivo dei carabinieri della Compagnia di Tricase, che provvedevano a condurlo in caserma.

Il giudice onorario del Tribunale di Tricase, Alida Accogli, ha accolto la richiesta presentata da C.R. tramite il suo avvocato difensore Carlo Chiuri e pertanto gli ha concesso di usufruire del rito alternativo.

Con rito direttissimo, il magistrato lo ha condannato a sei mesi di reclusione e centoventi euro di multa col beneficio della sospensione condizionale della pena.

Antonella Cazzato

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La Provincia di Lecce propone la tassa di soggiorno

Dopo le polemiche e le sperimentazioni è pronta la bozza provinciale sull’imposta di soggiorno.

Lo ha annunciato negli scorsi giorni l’assessore provinciale al Turismo e Marketing Francesco Pacella, dopo aver incontrato le associazioni di categoria e alcuni sindaci dei comuni salentini per discutere dell’istituzione del dazio.

L’assessore Pacella ha precisato che l’imposta deve essere considerata come una tassa di scopo, destinata al miglioramento delle infrastrutture e dei servizi da offrire ai turisti.

Per ora il regolamento è una bozza che potrà essere adottato dalle singole amministrazioni in base alle esigenze territoriali, senza modificarne l’impianto base al fine di evitare errate interpretazioni nell’applicazione dell’imposta, valido per l’intera provincia di Lecce, che si compone di 14 articoli e riguarda tutte le strutture alberghiere ed extra alberghiere d’accoglienza.

Pacella spiega: “Alcuni comuni hanno già adottato delibere

in materia senza, però, alcun raccordo tra di essi e, avendo a cuore la maggiore crescita dei flussi turistici nel Salento, non ho potuto fare a meno d’intervenire per mediare le diverse posizioni. Da un lato ci sono le organizzazioni di categoria che si dicono contrarie all’imposta, dall’altro, i municipi che hanno necessità di rimpinguare le proprie casse fortemente penalizzate dai tagli dei trasferimenti agli enti locali. Inoltre con l’intento di rendere le politiche di sviluppo turistico quanto più omogenee possibili, onde evitare l’eccessiva discrezionalità dei comuni e gli elementi distorsivi della concorrenza dell’imposta, è stato redatto un solo regolamento che, mi auguro, possa valere per tutti. Altrimenti alcune strutture ricettive potrebbero avvantaggiarsi se un comune decide di applicare una tassazione più bassa rispetto ad altri limitrofi dove la tariffazione potrebbe essere più alta.

L’obiettivo finale è quello che tutti gli stakeholders (istituzioni, organizzazioni di categoria, operatori singoli) possano compartecipare, in maniera sinergica, a migliorare e a pianificare tutti gli interventi e i servizi utili per un turismo di qualità”.

L’imposta sarà applicabile solo nel periodo compreso dal primo aprile al 30 settembre di ogni anno e non potrà essere superiore a cinque euro per ogni persona e per ogni notte di soggiorno.

L’assessore Pacella suggerisce ai comuni di applicarla “secondo criteri di gradualità in proporzione alla classificazione della struttura”, a partire da mezzo euro per le categorie medio basse sino a un euro e mezzo per gli alberghi a cinque stelle. La tassa sarà dovuta da ciascuna persona per ogni notte di soggiorno, fino a un massimo di cinque pernottamenti consecutivi nei campeggi e di sette consecutivi nelle altre strutture ricettive. Esentati dal pagamento i minori fino a dodici anni, gli anziani di età superiore a 67 anni, gli autisti dei pullman e gli accompagnatori, i portatori di handicap non autosufficienti e le forze dell’ordine in servizio.

Il regolamento prevede l’istituzione di una consulta permanente comunale e di una provinciale, composta dagli assessori al ramo e dai rappresentanti delle organizzazioni di categoria.

Previste sanzioni amministrative per gli importi dovuti e non versati e per le omissioni.

Jenny De Cicco

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Polemica ad alta velocità con l’Anas Sondrio per la Maglie-Leuca

Fondi Cipe per il Sud, in arrivo per la Puglia per le infrastrutture, tra i quali fondi per il raddoppio della Maglie-Leuca. Soddisfazione dei politici pugliesi, mentre insorgono i comitato contrari e dal Giornale di Sondrio è polemica. In una nota, il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese annuncia lo stanziamento: “Buone notizie per la Puglia. Confermati i 790 milioni di euro per l’asse ferroviario Napoli-Bari-Lecce/Taranto, i 200 milioni di euro per la Potenza Foggia, i 135,5 milioni di euro aggiuntivi per il raddoppio della SS 275 Maglie – Leuca stanziati con la Delibera Cipe di luglio 2009, i 33,6 milioni di euro per la Piastra portuale di Taranto”.

Si tratta di finanziamenti strategici per la Puglia e per tutto il Mezzogiorno, frutto degli accordi sottoscritti nell’ultimo anno e mezzo tra governo e regioni.

L’assessore regionale alle Infrastrutture Strategiche e mobilità Guglielmo Minervini commenta l’approvazione del contratto di programma Rete Ferroviaria Italiana, avvenuta al Cipe, che ha riservato alle infrastrutture ferroviarie per il meridione fondi aggiuntivi per 3,9 miliardi. “Il governo ha mantenuto l’impegno – aggiunge Minervini – e accogliamo positivamente anche la notizia della ripresa dei finanziamenti per un altro tratto dell’alta capacità ferroviaria”.

Sulle infrastrutture Nichi Vendola ha dichiarato la necessità di non cadere in considerazioni ragionieristiche sull’alta capacità: “Trovo assolutamente fuorviante disperdere le energie in questo modo, energie invece preziose per il raggiungimento dell’obiettivo comune, e da sempre prioritario, sia per la Puglia che per la Campania”. Il riferimento è alla polemica con Stefano Caldoro, presidente Campano.

Per Vendola, il finanziamento per l’Alta Capacità “dovrebbe essere indicata come tra le priorità del governo nazionale e bene ha fatto il ministro Barca a rimarcarne la centralità nazionale nell’agenda di lavoro. Con il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro abbiamo sempre condiviso, senza incertezza alcuna e con la stessa sensibilità, l’opportunità di individuare l’Alta Capacità come priorità strategica utile non solo alla Puglia o alla Campania ma all’Italia intera”.

Insorgono studenti e associazioni definendo la SS 275 ecomostro a 4 corsie, di cui hanno discusso lunedì scorso 9 gennaio all’Università del Salento, Facoltà di Beni Culturali, incontro curato da Unione degli Universitari, comitato delle associazioni No SS 275, Consiglio degli Studenti.

Parole di plauso per la delibera dai politici pugliesi, mentre sulla Gazzetta di Sondrio del 20 gennaio scorso, lo stanziamento è “uno scandalo”. Il presidente dell’Anas Vincenzo Pozzi sul giornale di sondrio afferma: “Riteniamo semplicemente scandaloso l’aver privilegiato, con 135,5 milioni di euro aggiuntivi, il raddoppio della SS 275 Maglie – Leuca. Non ci sono soldi per noi, per le tangenziali onde evitare le gravi strozzature di Morbegno e Tirano con quello che c’è a monte, passi alpini e valichi di confine compresi. Ci sono per questa SS 275, per portare la gente a Santa Maria di Leuca con quattro corsie. Ci sono per una strada dall’iter tormentatissimo, partita nel 2001, definita Ammodernamento SS 275 tratta Maglie-Santa Maria di Leuca. Una è quella tradizionale, la 275, via Maglie-Alessano. La seconda è quella panoramica, lungo la costa.

La terza é la più moderno e più rapida via Gallipoli-Ugento-Presicce. La quarta, da Maglie, passa per Poggiardo-Andrano. Non bastano, occorre un’altra ancora”.

Jenny De Cicco

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