Archive | Gennaio, 2012

In 10 mila per dire no al petrolio

Si è svolta la manifestazione di Monopoli del 21 gennaio, organizzata dal comitato “No petrolio, sì energie rinnovabili”. Una marea gialla, il corteo di diecimila persone che a Monopoli ha detto no alle trivelle nell’Adriatico e sfilando ha fatto fare un passo in dietro sulle liberalizzazioni petrolifere previste nella manovra finanziaria Cresci Italia. La folla si è riunita alle 9 e alla partenza è stata preceduta dai Gonfaloni delle Regioni Puglia e Abruzzo, rappresentata dal capogruppo regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo.
Il serpentone è confluito in piazza Vittorio Emanuele dove ha festeggiato, alla presenza di Antonio Stornaiolo, i musicisti baresi “I maltesi”, padre Alex Zanotelli in vivavoce per la difesa dell’acqua pubblica e Giobbe Covatta, che ha ironizzato a suo modo sul tema delle trivellazioni. Ha allietato la folla anche la cantante Erica Mou.
Presenti anche Bonelli dei Verdi e Debora Serracchiani del Pd.
Tutti presenti i politici pugliesi, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il capogruppo Pdl Rocco Palese e gli assessori regionali Fabiano Amati, Silvia Godelli, Nicola Fratoianni.
Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna ha ringraziato tutti, parlando a nome dell’assemblea pugliese, riunita in un coro unanime, Introna ha sottolineato il “grande messaggio lanciato a tutto il Paese da una mobilitazione. Dobbiamo continuare a batterci, perché i pericoli non sono stati superati con la decisione del governo nazionale di sospendere norme meno restrittive sulle coltivazioni di petrolio e gas in mare. Bruxelles deve garantire a milioni di cittadini sui mari del Mediterraneo europeo di poter contare su un ambiente marino al sicuro da torri, pozzi e chiazze di sostanze inquinanti”.
Al termine della manifestazione Vendola ha sottolineato la migliore espressione della cittadinanza territoriale, che “sta aiutando l’Italia a emanciparsi da un vecchio modello di crescita economica che uccide l’ambiente”.
Legambiente attraverso Stefano Ciafani e Francesco Tarantini, fa notare che “se estraessimo gli 11 milioni di tonnellate di riserve petrolifere stimate nei fondali marini del nostro Paese, li esauriremmo in soli 55 giorni. Le trivellazioni non servono a ridurre i costi delle bollette”.
Il capogruppo Udc regionale, Salvatore Negro, ha evidenziato il pericolo derivante dall’estrazione per Otranto: “I progetti delle compagnie petrolifere sono in contrasto con quelli di valorizzazione e di sviluppo della nostra regione”.
Soddisfazione a nome del comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”, promotore della manifestazione dalla coordinatrice Silvia Russo.
L’assessore all’ambiente regionale Lorenzo Nicastro esprime soddisfazione per la riuscita della manifestazione, ma si dice preoccupato per notizie nazionali. Non verrebbe rispettato il diritto all’autodeterminazione della Puglia, che “si oppone, non solo con la piazza ma anche con atti amministrativi.
Vogliamo vederci chiaro: abbiamo accolto con favore, qualche giorno fa, le rassicurazioni del ministro Clini sulla distanza minima delle trivellazioni dalle coste e dalle aree protette. Avevamo ritenuto un fatto positivo la dichiarazione secondo cui al centro degli obiettivi del governo ci fosse la tutela dell’ambiente. Eppure apprendiamo dalla stampa nazionale pessime notizie. In particolare si discuterebbe di modifiche al decreto legislativo 152/2006 che rischierebbero un vuoto normativo pericoloso in una materia delicata come questa”.

Jenny De Cicco

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Esulta FederBalneari, rimosso l’articolo 26

L’ipotesi di Federbalneari Italia si concretizza: eliminato l’articolo 26 dal pacchetto delle liberalizzazioni.

Federbalneari esprime la propria soddisfazione con una nota stampa dal titolo eloquente, “L’ondata di liberalizzazioni non travolge le coste italiane”.

Stracciato, come sperato dagli impreditori balneari italiane e salentini, l’articolo 26 dal testo definitivo del Decreto Liberalizzazioni. L’ipotesi di Federbalenari diviene realtà. “Quanto risulta dalla bozza del provvedimento che il governo presenterà domani – si legge nella nota – Uno slalom difficile quello che il comparto balneare ha messo in atto tra le 107 pagine e i 44 articoli del Decreto che sembrano non colpire, almeno in questa prima fase, il settore.

Il contenuto dell’articolo 26, stracciato dal testo definitivo del Decreto, minava di fatto, anni di sforzi delle rappresentanze di categoria rappresentando più un ostacolo che uno strumento di crescita. Siamo a favore delle liberalizzazioni e alle riforme strutturali che servono a favorire la crescita del nostro settore – afferma il presidente Renato Papagni – ma siamo contro le liberalizzazioni inutili. La disposizione ventilata dagli uffici tecnici del ministero del Turismo riduceva la durata della scadenza delle concessioni a 4 anni, ostacolando in questo modo la possibilità di fare degli investimenti e dei progetti di crescita a lungo termine.

Le concessioni devono essere ventennali. La crescita non si costruisce in laboratorio ma si avvale anche dell’esperienza di imprenditori che da anni hanno il polso della realtà.

L’ipotesi d’occupazione camorristica delle coste italiane innescata potenzialmente dal meccanismo delle aste e dall’innesto di denaro riciclato ha evidentemente attivato i tecnici che hanno ascoltato le ragioni di Federbalenari e rimesso in discussione le modalità con cui liberalizzare il sistema spiagge.

Non solo, l’articolo 26 così concepito non poteva essere presente sul teso definitivo del Decreto in quanto in totale disallineamento con il percorso intrapreso negli anni scorsi con l’Ue e si pone in aperto contrasto con l’intera normativa di settore e, in particolare, con l’articolo 11 della recente Legge Comunitaria che pone in atto l’evidenza pubblica delle concessioni demaniali marittime a partire dal 1 gennaio 2016.

Federbalneari si è subito messa in moto per presentare al ministro Gnudi il 23 Febbraio una proposta concreta che rappresenti tutta l’imprenditoria balneare e che possa essere condivisa con le strategie di liberalizzazione e soprattutto con l’obiettivo del Decreto: far ripartire la crescita e rimuovere quegli ostacoli che frenano le potenzialità di sviluppo del settore. Questo l’obiettivo della riunione di giunta di Federbalneari che si terrà il 27 gennaio al lido di Roma”.

Jenny De Cicco

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Il sud dei trasporti dimenticato?

Si è tenuto l’incontro tra Nichi Vendola e il ministro ai Trasporti Passera. E’ polemica a seguito alle dichiarazioni di Vendola, che dichiara il Sud dimenticato dai governi degli ultimi 20 anni, polemica anche sul trasporto ferroviario riservato alla Puglia. Intanto TrenItalia ha smentito la notizia del Lecce-Foggia invaso da liquami.

Rocco Palese, capogruppo del Pdl alla Regione dichiara la vicinanza a Vendola nella battaglia contro TrenItalia ma il Sud non è stato dimenticato, lo dimostrerebbe l’impegno e i risultati ottenuti da Raffaele Fitto. “In secondo luogo – dice Palese – ci è sembrato che Vendola stia pensando a un nuovo organismo, dimenticando forse che in Puglia, tra le decine di agenzie regionali c’è l’Arem”.

Peppino Longo, Udc, ha spiegato: “Per il nodo del trasporto ferroviario va bene il tavolo di confronto ma deve essere convocato in tempi brevissimi. La proposta del ministro Passera non deve farci cullare sugli allori di una promessa spuntata”.

Salvatore Negro, capogruppo Udc alla regione dichiara: “I tagli dei treni a lunga percorrenza condannano la Puglia all’isolamento. Accanto alla soppressione di corse, anche quella di numerose fermate. Gli studenti salentini che vogliono raggiungere Urbino non possono scendere a Pesaro ma sono costretti a fermarsi ad Ancona e a prendere due coincidenze prima di raggiungere la città universitaria”.

Intanto Onofrio Introna, presidente del consiglio regionale Pugliese, afferma: “Se il Sud non cresce insieme, non ci sarà sviluppo per nessuno”. Desta sorpresa, secondo Introna, la freddezza del presidente della Campania, Stefano Caldoro, che “appare preoccupato da valutazioni ragionieristiche di un’impresa che a suo dire non vale la spesa per Napoli, solo per Bari. Il miglioramento degli scambi tra Tirreno e Adriatico, anche con linee attraverso l’Appennino, da Caserta a Foggia, era e continua a essere nelle ragioni della sfida all’emarginazione e nella battaglia per il rilancio del Mezzogiorno”.

Nel frattempo sono apparsi anche sul palazzo del consiglio regionale i manifesti “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”, due cartelloni 6 metri per 3, in via Capruzzi a Bari. Introna spiega: “Prendo atto della disponibilità dichiarata dal ministro Passera, ma appartengo alla scuola dell’apostolo Tommaso. Aspettiamo l’indicazione puntuale di nuove coppie di treni da Lecce a Milano e viceversa”.

Antonio Buccoliero, consigliere regionale Mep, sostiene che il ritocco dei treni sta colpendo soprattutto le fasce sociali salentine più deboli: “Condividiamo in linea di massima la presa di posizione e la viva protesta del presidente della giunta Regionale. Le corse notturne sono quelle che danneggiano di più le classi deboli perché la loro soppressione costringerà i viaggiatori a dover pernottare in albergo almeno una notte con conseguente aggravio dei costi”.

Smentita da TrenItalia sulla vicenda del treno invaso da liquami. Con una nota ufficiale Trenitalia ha dichiarato che “non corrisponde a verità la notizia, diffusa da alcuni media locali, che un treno regionale sia stato fermato per emergenza sanitaria perché invaso dai liquami. L’episodio riguarda il regionale 12605 Bari–Lecce che ha viaggiato con alcuni bagni chiusi e fuori servizi. Il treno ha effettuato un’ulteriore corsa fino a Bari, dove è stato inviato all’impianto di manutenzione.

Jenny De Cicco

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“Fino alla fine del giorno” di Osvaldo Piliego vince il Premio Nabokov

“Fino alla fine del giorno”, romanzo d’esordio del giovane scrittore e giornalista salentino Osvaldo Piliego, edito da Lupo Editore, ha vinto il Premio Nabokov 2011 – sezione narrativa.

Il concorso, promosso dall’agenzia letteraria “Interrete”, è stato partorito per supportare e promuovere le opere edite, dando visibilità alle stesse e ai suoi autori, sfidando, il più delle volte, le logiche dei dinosauri dell’editoria.

La premiazione, tenutasi nel corso della manifestazione “Incipit: libri in primo piano”, è avvenuta sabato 21 gennaio presso il Teatro Comunale di Novoli.

Il romanzo di Piliego, già oggetto di attenzione del nostro giornale, è un’opera davvero densa ed emozionante, in cui spicca il ritratto di un Salento lontano dall’immagine patinata che vede questa terra soltanto come patria del “sole, mare e vento” e della pizzica. Uno scritto che ci mette di fronte a una realtà ben diversa rispetto a quella dello stereotipo del divertimento tout court e che ci fa riflettere sul rischio di estraniarsi dalla realtà stessa.

Quest’opera prima, pubblicata da una piccola ma intraprendente casa editrice salentina, è la dimostrazione di come possano crescere talenti anche nell’oscuro Salento così ben descritto dal testo del Piliego. Ma c’è un altro segnale importante da cogliere: il lavoro di chi guarda lontano e crede nel valore di ciò che ha fra le mani (investendo tempo e risorse) alla lunga viene premiato. E il raggiungimento di questo riconoscimento ne è la prova evidente.

Gianluca Conte

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“Le stagioni mediane”, ultimo lavoro di Alfredo De Giuseppe

Oggi pomeriggio alle ore 18,30 presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone a Tricase si terrà la conferenza di presentazione dell’ultimo lavoro del regista e scrittore Alfredo De Giuseppe “Le stagioni mediane. Pensieri multipli lungo una litoranea italiana”.

Come suggerisce lo stesso titolo e come si legge sul sito dell’autore http://www.alfredodegiuseppe.it , “Le stagioni mediane possono essere tante cose, innanzitutto il percorso di una vita giunta ad una supposta età di mezzo, ma anche i politici e i calciatori mediani. Ma anche una donna di mezza età che vaga lungo una litoranea del sud Italia, mentre un altro uomo racconta i locali e i ristoranti della medesima strada. Locali stagionali, eternamente provvisori, ma che hanno qualcosa da raccontare, fra il sorriso e l’inquietudine”.

I pensieri multipli, tradotti in brevi spunti, quasi sinossi di una sceneggiatura ancora da scrivere, si fondono in un corpo unico e con una scrittura accattivante in una semplicità narrativa emerge l’eclettismo dell’autore, che ci propone a tratti un romanzo breve, in altri una guida turistica per sciroccati, o un saggio futuribile di economia semplificata.

Il tutto si traduce in un’occasione per riflettere sull’uomo di oggi e sulla società del domani, senza dimenticare la terra d’origine, che tutto confonde, avara e ricca al tempo stesso.

Interverranno alla discussione con l’autore: Stefania Casini, attrice e regista, Maria Antonietta Martella, scrittrice, Donato Chiarello, attore teatrale. Modererà l’incontro Pina Scarcella.

Antonella Cazzato

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Meryl Streep compra casa a Tricase Porto

Il fascino del Salento colpisce ancora.

Si allunga la lista delle star di Hollywood che hanno scelto di trascorrere le vacanze nel nostro Salento.

Dopo Helen Mirren, che pochi anni fa ha acquistato un’antica masseria del ‘500 a Tiggiano, nei giorni scorsi è toccato a Meryl Streep.

L’attrice, premio Oscar per i film “Kramer contro Kramer” e “La scelta di Sophie”, in contatto con alcune agenzie immobiliari della zona per la ricerca di una dimora tra Vignacastrisi e Tricase, ha concluso le trattative per l’acquisto di una casa situata in zona Mito, a Tricase Porto.

Le limpide acque dell’Adriatico, la rigogliosa macchia mediterranea e l’incantevole paesaggio naturale, immerso in un silenzio surreale, hanno conquistato la diva, che trascorrerà le prossime vacanze in una delle zone più suggestive del nostro Salento.

La serra del Mito, infatti, nel cuore del Parco Naturale Regionale “Costa di Otranto- Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”, sulla cima del fianco dirupato della falesia, offre un mirabile esempio di paesaggio naturale salentino, con secolari querce vallonee, uliveti terrazzati, muretti a secco e pajare.

Il posto ideale per trascorrere una vacanza all’insegna del relax e della tranquillità.

Antonella Cazzato

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Anche Alternativa Comunista contro le trivelle

Un po’ tutti si stanno schierando contro le trivelle nell’Adriatico e a favore della manifestazione di Monopoli. Non poteva fare di certo eccezione Alternativa Comunista, partito forse non troppo spesso al centro della cronaca come altri, ma che ha fatto della causa ambientale una delle proprie cause a favore dei più deboli e del nostro territorio. Così, anche Alternativa Comunista dirà no alle trivelle a Monopoli, e manifesterà anche contro delle questioni inerenti le decisioni del governo Monti. “Saremo presenti – dice il segretario Michele Rizzi – perché riteniamo che nessuna compagnia petrolifera, nessuna lobby energetica deve distruggere il nostro ambiente marino e sottomarino per il profitto e per interessi capitalistici. Il nostro mare non è in vendita e la Northern Petroleum deve essere cacciata dalla Puglia perché assolutamente non gradita. D’altronde, la nostra opposizione alle lobby petrolifere è pari a quella nei confronti del governo Monti che, quale rappresentante diretto degli interessi capitalistici in Italia e in Europa, con manovre finanziarie fatte di attacchi a lavoratori, pensionati e precari, di fatti, attraverso il ministro Clini, con il decreto Salva Italia, liberalizza le ricerche di petrolio e quindi la distruzione dell’ambiente marittimo e non solo. E non è un caso, che centrodestra e centrosinistra appoggino in maniera bipartisan questo governo mentre a parole dicono di essere contrarie agli atti di politica economica che poi attua. Per questo, se il governo e la Northern Petroleum dovessero continuare nei loro propositi di distruzione ambientale in Puglia, a partire da tutta la fascia adriatica della Regione, si deve proclamare uno sciopero generale per fare come fatto qualche anno fa a Scanzano, ossia per sconfiggerli entrambi”.

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Ritrovamento di un daino morto a Tricase Porto

Risale a mercoledì scorso il ritrovamento nei pressi di Torre del Sasso (Tricase Porto) di un esemplare di daino maschio, animale certo insolito per la nostra macchia mediterranea.

Dopo aver ricevuto una telefonata, che avvisava della presenza dell’animale, la Polizia Municipale si è recata sul posto assieme alla Forestale, al servizio veterinario area C e al biologo dell’Ente Parco Naturale Regionale “Costa di Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”, Francesco Minonne, area all’interno della quale rientra la zona di Torre del Sasso.

Qui non è stato possibile fare altro che constatare il decesso del daino, ormai dilaniato dai morsi di altri animali e privo delle orecchie.

Particolare questo che ha fatto pensare a un abbandono volontario dell’ animale in un posto in cui purtroppo tale pratica sembrerebbe molto usuale.

Si ipotizza che il daino sia deceduto per cause ignote, ma il proprietario, anziché provvedere allo smaltimento secondo l’iter previsto, abbia deciso di disfarsene abbandonando la carcassa nel bosco di Torre Sasso e amputandone le orecchie, dotate di marchi identificativi, per non essere individuato.

L’illecito commesso è di duplice natura: da un lato di ordine giuridico, dal momento che è assolutamente illegale abbandonare carcasse a cielo aperto, creando di fatto delle vere e proprie discariche di animali morti, e dall’altro di ordine etico, perché si può verosimilmente pensare che si trattasse di un animale cresciuto e allevato con affetto, e poi invece abbandonato senza scrupolo.

Il Corpo Forestale dello Stato ha provveduto a smaltire la carcassa secondo le procedure previste e a sporgere denuncia contro ignoti.

Antonella Cazzato

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“Festa dei popoli – edizione 2012”, tradizionale incontro con le comunità salentine di immigrati

Al via la tradizionale “Festa dei popoli – edizione 2012” e l’appuntamento è per sabato 21 gennaio. Intanto nella mattinata di oggi, a Palazzo Adorno si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto, organizzato dalla Provincia di Lecce in collaborazione con il Comune di Lecce, le comunità di stranieri e lo Sportello Servizi Immigrazione Salento. Domani, dalle ore 20, l’atrio di Palazzo dei Celestini sarà il luogo della messa in scena di uno spettacolo di danza, musica e degustazioni varie, il tutto ad opera delle comunità salentine di immigrati di Albania, Cuba, Senegal, Etiopia-Eritrea, Polonia, Romania, Inghilterra, campo rom, India e Kenia. Nella conferenza stampa sono stati illustrati i dettagli dell’evento; presenti l’assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini, l’assessore alle Politiche giovanili, Cooperazione e Pace della Provincia di Lecce Bruno Ciccarese, il consigliere delegato ai temi dell’immigrazione per il Comune di Lecce Vittorio Solero e il presidente dell’Associazione Multiculturale “Etnos” Bledar Torozi, incaricato di coordinare le attività della serata.

“I salentini – ha dichiarato l’assessore Bruno Ciccarese – sentono il dovere di solidarietà verso quegli uomini e quelle donne che, lasciando la loro terra, ne trovano un’altra diventando motori di scambio e di arricchimento culturale.

La Festa dei Popoli è un appuntamento che riunisce le comunità straniere che abitano nel nostro territorio. Per una serata intera Palazzo dei Celestini si trasforma e diventa un luogo d’incontro e di fusione per suoni e musiche lontane, un luogo in cui un frastuono di lingue colorate e allegre ci parlerà e ci farà scoprire luoghi lontani. L’appuntamento di sabato ci testimonierà che il Salento è una società aperta, in cui è possibile lo scambio e una pacifica condivisone culturale”.

“Il programma di quest’anno – ha detto l’assessore D’Antini – mira a far emergere e dare spazio a quei talenti creativi che esistono all’interno delle comunità. Anche in un momento di difficoltà economica forte abbiamo colto e dato seguito alle istanze che venivano dai nostri immigrati e dalle loro comunità, per dare vita e creare un momento d’incontro e di confronto sul territorio. Voglio ricordare che per noi – ha concluso D’Antini – queste comunità rappresentano una grande ricchezza umana, culturale ed economica”.

Il consigliere Vittorio Solero ha presentato i dati ufficiali aggiornati, forniti dalla Questura, del fenomeno immigrati. “8757 in provincia di Lecce, di cui 3638 nella città di Lecce, sono gli immigrati regolari registrati a oggi dalla Questura, mentre 3060 sono quelli in attesa del rilascio o del rinnovo del permesso, di cui circa un terzo sono concentrati sul capoluogo.

Questi numeri – ha continuato Solero – testimoniano come il Salento e la città di Lecce siano di fatto una società multietnica ben radicata sul territorio. Il comune ha deciso di collaborare impegnandosi direttamente in questa iniziativa perché siamo convinti che ciascuno, nel suo campo, deve garantire un effettivo riconoscimento della dignità umana. La conoscenza dell’altro è l’unico modo per superare eventuali diffidenze e promuovere effettivi processi di integrazione sociale”.

Alessandro Conte

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La prospettiva di Luciano Cariddi sull’economia idruntina

di Mauro Ragosta

Otranto, nella visione, ampiamente condivisibile, del primo cittadino, Luciano Cariddi, è e sarà un centro specializzato nel turismo. Tutte le attività produttive di questo centro, dall’artigianato ai servizi, sono infatti, come egli afferma, focalizzate in funzioni accessorie e di supporto alla struttura di accoglienza. Il turista è dunque il motore dell’economia idruntina e il principale fronte di attività istituzionale di Cariddi, quello strategico, che orienterebbe allo sviluppo Otranto si focalizza sulla questione della destagionalizzazione delle presenze.

Nella sua concezione, questo problema per Otranto è di fondamentale importanza, e va affrontato con forza e intelligenza. E ciò perché in assenza di una politica della classe dirigente, non solo provinciale, ma anche regionale, chiara e soddisfacente, rimane nelle capacità delle forze locali dare un’impostazione concreta alla crescita e allo sviluppo e dunque una risposta positiva al cittadino, soprattutto in questa fase storica, dove prevale un forte disorientamento in ambito soprattutto economico e di politica economica.

Nelle parole di Cariddi, attualmente la stagione turistica di Otranto si articola in quattro mesi: due di piena attività e due che si connotano come mesi spalla.

Un arco temporale importante, se raffrontato alla maggioranza dei centri turistici della provincia di Lecce, ma che si presenta ancora insufficiente rispetto alle esigenze economiche della comunità idruntina. Durante il suo mandato, giunto peraltro a scadenza, i suoi sforzi hanno fatto leva sulla creazione di un nuovo porto turistico, che ancora deve terminare l’iter burocratico. Rispetto a questo Cariddi afferma che si è alle battute conclusive circa le autorizzazioni per poter procedere poi con la fase strettamente operativa, relativa alla costruzione. Un iter lungo, che durerà forse più di cinque anni, dove lo Stato non si è mosso secondo criteri di efficacia e di efficienza e tenendo presente la centralità dell’opera per la comunità idruntina, ma anche per l’itero comparto turistico a livello provinciale.

Sicuramente il nuovo porto turistico a Otranto porterà a una diversa articolazione delle presenze dei visitatori, dove i mesi spalla saranno favoriti, e la qualità dei turisti sarà di livello più elevato, essendo il diportismo un turismo più facoltoso e con risvolti produttivi di più ampio respiro. In tale prospettiva, nelle considerazioni del sindaco, Otranto dovrebbe correlativamente aumentare l’offerta culturale, in linea con i bisogni di un futuro visitatore, di un futuro escursionista più esigente e ricercato. Ciò non significa che la principale componente turistica, ovvero quella balneare, verrà a mancare, ma a questa si può prevedere ragionevolmente che si affiancherà in maniera sempre più consistente quella culturale, nonché quella storico-ambientale. Da qui, da queste proiezioni non è difficile giungere a dover considerare che occorre ripensare e riorganizzare l’intero sistema di accoglienza nella sua componente accessoria, che sicuramente sarà il principale compito del suo successore.

Quanto detto si pone sul piano strategico e dunque, di medio e lungo periodo. Per quanto riguarda invece l’immediato, ovvero le stagioni 2012 e 2013, Cariddi è dell’opinione che un aumento della domanda turistica vi potrà essere in correlazione all’attuale crisi, che rende Otranto come una meta appetibile e con costi relativamente più competitivi, solo se la situazione dei trasporti migliorerà. E’ impensabile che, ad esempio il viaggio da Londra a Brindisi sia meno costoso rispetto a quello da Brindisi a Otranto. E sicuramente il costo del trasporto è un elemento che incide nelle scelte del turista. Ma rimane il fatto che chi scegli Otranto, come meta turistica, non è certo chi opta per delle vacanze economiche o per soggiorni in economia. Ne discende che, è ragionevolmente prevedibile che le prossime stagioni estive vedranno Otranto in piena attività e sarà un momento in cui sperimentare nuove forme di accoglienza, in linea con quelle che sono le prospettive di lungo periodo.

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Al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce presentazione del volume “Fughe Architettura e Musica”

Sabato 21 gennaio, alle 19,30, presso l’auditorium del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, sarà presentato il volume “Fughe – Architettura e Musica” a cura di Beatrice Malorgio ed Elsa Martinelli, edito da Edizioni Grifo nella collana “Images – Studi su architettura, ambienti e città dell’Europa”.

Alla realizzazione del volume hanno contribuito, con propri saggi specialistici, studiosi ed esperti nei campi della musica, dell’architettura, della fisica acustica, della letteratura, della danza, della storia dell’arte, quali Patrizia Baldassarre, Elena Meleleo, Delia Mugnaini, Saverio Pansini, Gino Pisanò, Biagio Putignano, Ciro Robotti, Gerardo Zaccaro.

Nel corso dell’incontro si potrà assistere alla proiezione di un video a cura dell’associazione culturale “Archicool” e a un intervento-performance dell’architetto Omar Mohamed.

Mohamed, oltre che architetto è anche attore, autore e regista del teatro “Gost” di Bollate Milano ed ha al suo attivo esperienze da regista cinematografico presente in rassegne di cortometraggi e film festival nazionali. È docente di corsi annuali di teatro, autore di lavori di teatro sperimentale, di atti unici e cortometraggi, direttore artistico e curatore di rubriche e trasmissioni radiofoniche. Ha ottenuto vari premi e riconoscimenti.

È direttore artistico di rassegne teatrali, presidente dell’associazione culturale Gost e responsabile Uilt (Unione Italiana Libero Teatro) della provincia di Milano.

È previsto un saluto del maestro Pierluigi Camicia, direttore del Conservatorio di Lecce.

Alla serata saranno presenti, inoltre, il professor Ciro Robotti, direttore della collana e l’editore.

Gianluca Conte

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“Teatro Tenda” a Tricase

È di ieri la notizia di una delibera del 25 novembre u.s. con cui il Commissario Straordinario della città di Tricase ha accolto l’istanza dell’Associazione “Due Lune Teatro Tenda” per l’installazione dell’arcostruttura “Teatro Tenda”, concedendo per cinque anni l’uso gratuito dello spazio esterno e della struttura adiacente lo stabile di via Micetti.

Prosegue così una preziosa e già avviata collaborazione, che riconosce l’importanza dell’iniziativa quale valido strumento didattico-educativo e tiene conto degli apprezzabili consensi ricevuti dall’Associazione sin dalla sua fondazione.

“Due Lune Teatro Tenda” nasce nel 2009 come luogo d’incontro e condivisione, nel tentativo di contrastare problemi di natura sociale come la dispersione scolastica e la disoccupazione e di creare un’opportunità di partecipazione attiva soprattutto per ragazzi, persone con disabilità ed extracomunitari.

Il Teatro Tenda diventa così uno spazio privilegiato in cui promuovere processi di cambiamento e valorizzazione del singolo individuo e sviluppare al tempo stesso la cultura della responsabilità sociale e della cittadinanza attiva.

Alla luce di quanto deliberato, sarà possibile anche in futuro beneficiare di occasioni per promuovere una politica di inclusione sociale e strutturare reti interistituzionali tra scuola, enti locali, associazioni operanti sul territorio e cittadini.

Antonella Cazzato

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