Archive | Gennaio, 2012

Master europei a Lecce

Al via i master europei tra Italia, Polonia e Bruxelles Con l’inaugurazione tenutasi a Lecce nei giorni scorsi presso l’ex Sperimentale Tabacchi, una delle sedi dell’Università del Salento, partono i corsi, destinati a 120 giovani pugliesi, vincitori della borsa di studio di 25mila euro messa a disposizione dalla Regione e che si inserisce all’interno del noto bando “Ritorno al Futuro”. Alla cerimonia d’inaugurazione erano presenti la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone, i docenti del master, nonché i suddetti corsisti. Proprio Capone si è soffermata sulle opportunità offerte da questi corsi. “I master europei rappresentano per i giovani una grande opportunità di approfondimento e di studio all’interno dell’Europa. I ragazzi potranno avere la possibilità di frequentare le istituzioni europee, di apprendere buone prassi e applicative di misure imprenditoriali o amministrative. La mobilità sociale è una grande opportunità per chi vuole lavorare: si potranno portare in Italia nuovi modelli e potranno consentire ai giovani di aprire nuove attività che non siano necessariamente di tipo subordinato”. Nello specifico, i corsi attivati sono: European Ict, European Business Law, Eu Projects, European Translator, Human Resources Management e Tourism Management. Il tutto, tra didattica e stage si svolgerà in tre paesi europei diversi, Italia, Polonia e Bruxelles per una durata complessiva di un anno. In particolare si tratta, per la fase d’aula, di 504 ore per 10 giorni consecutivi al mese, per complessivi sette mesi. Finita questa fase si passerà allo stage della durata di 300 ore, fino a dicembre 2012.

Alessandro Conte

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Riceviamo e pubblichiamo

In merito allontanamento e disorientamento con amnesia temporanea della 47enne di Otranto avvenuto in data 12 gennaio u.s. e felicemente risolto nella nottata con il rientro a casa desidero ringraziare di cuore la Città di Otranto, la Stampa locale, le Forze dell’Ordine, la Guardia Forestale, la Protezione civile e la Misericordia di Otranto, i Parenti, gli Amici comunque tutte le Persone che hanno preso a cuore la spiacevole vicenda che si sono impegnate e prodigate nella ricerca e nel ritrovamento della signora che poteva essere fatto prima se ci fosse stato l’impegno della compagnia telefonica e senza il totale sviamento da parte della stessa. Un ringraziamento particolare desidero rivolgere al Maresciallo dei Carabinieri di Otranto Massimo MILELLO con il quale avevo sin dalle prime ore delle ricerche il più stretto contatto unitamente a quello della moglie che solo in tarda serata è riuscita a ricordare maggiori dettagli e infreddolita e spaventata a riuscire a formare il 112. Particolari questi che hanno consentito il suo ritrovamento immediato nei pressi del Mulino d’Acqua.

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Centrale a biomasse di Cavallino: la parola alla Regione

La sorte della centrale a biomasse di Cavallino, a distanza ormai di qualche anno, sembra essere ancora incerta.
Stiamo parlando di una centrale da 37 megawatt che sarà alimentata con olio vegetale (per la precisione ne verranno bruciati 150mila litri al giorno).
Secondo il Forum Ambiente e Salute la centrale biodiesel, al di là delle sue emissioni dirette, provocherà inquinamento ambientale in ogni caso, poiché il trasporto del combustibile avverrà via mare con imbarcazioni e via terra con autocarri per la tratta Brindisi-Cavallino. Ma non solo, la costruzione dell’impianto avvelenerà e deforesterà ampie zone del terzo mondo; il tutto per un guadagno di circa cinquanta milioni di euro che, per la maggior parte, andranno a finire nelle casse di un’azienda emiliana.
Dopo la Conferenza dei Servizi, tenutasi a Bari lo scorso dicembre, in cui si è cercato di venire a capo di un’odissea che tiene con il fiato sospeso cittadini e associazioni ambientaliste ormai da molto tempo, e in cui sia l’Arpa che l’Asl hanno ribadito il parere negativo (quest’ultima presentando una nuova integrazione epidemiologica) contro quello favorevole del Comune di Cavallino e dell’azienda Tg Energie Rinnovabili, la palla rimbalza alla Regione.
A questo proposito abbiamo sentito Andrea Savonitti, portavoce del Comitato intercomunale contro la centrale a biomassa di Cavallino: “Adesso che il Ministero dell’Ambiente ha definitivamente chiarito che l’ente preposto a decidere sul procedimento unico è la Regione Puglia. Ci auspichiamo un rapido epilogo per questa vicenda che va avanti da quasi tre anni. Chiaramente, visto anche i pareri negativi ribaditi da Arpa e Asl all’ultima Conferenza dei Servizi del 16 dicembre, ci aspettiamo un inequivocabile diniego alla richiesta della società.
A tutto ciò aggiungiamo che questo tipo di impianto è già normativamente superato in quanto il Piano Paesaggistico Regionale, di recentissima adozione, vieta tali insediamenti nei terreni agricoli. La legge regionale n. 31/2008 impone la filiere corta dell’approvvigionamento e la direttiva europea 2009/28/CE del 23 aprile 2009 inserisce tra gli elementi da considerare ai fini della valutazione ambientale anche il contesto sociale in cui esso viene prodotto e la distanza tra il luogo di produzione, nel nostro caso l’Africa, e il luogo di utilizzazione del combustibile.”
Savonitti, inoltre, ci rammenta che di una decisione così importante per la tutela e la salute del nostro territorio non si dovrebbe far carico un solo comune: “Questa vicenda ha dimostrato in maniera inequivocabile che nella nostra Provincia, fatta di quasi 100 paesi addossati a pochi chilometri gli uni dagli altri, non è possibile lasciare che un singolo comune adotti autonomamente scelte che risulteranno quanto mai dannose per le comunità vicine.
E’ già successo per la discarica a servizio dell’Ato Lecce 1, formalmente in territorio di Cavallino ma a poche centinaia di metri da San Donato, sta succedendo con la discarica di servizio e soccorso abbinata all’impianto dei biotunnel, che dista meno di un chilometro da San Cesario, potrebbe succedere in maniera ancora più incisiva se il Comune di Cavallino riuscisse a farsi autorizzare dalla Regione a trasformare tutta l’area, circa cento ettari, in zona industriale, avendo in questo modo mano libera per la realizzazione di un grande polo energetico costituito da impianti eolici, solari, biomasse solide e liquide così come formalizzato nella delibera del consiglio comunale del 6 marzo 2009”.

Gianluca Conte

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I tagli di TrenItalia e lo striscione di Vendola

Nichi Vendola manifesta contro i tagli ai collegamenti ferroviari e lo fa esponendo uno striscione dalla sede regionale: “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”. Vendola lo ha esposto sulla propria balconata ieri, riprendendo a suo modo l’iniziativa della provincia di Brindisi di alcune settimane. Un modo civile d’esprimere il dissenso nei confronti delle politiche di TrenItalia, che ha ricevuto solidarietà e sostegno al presidente regionale da tutti i gruppi politici del consiglio regionale. Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione esprime la propria felicità per la protesta sempre più condivisa. “Una battaglia che sta valicando i limiti territoriali – sostiene De Leonardis – Uno degli effetti più devastanti delle scelte di Trenitalia è quello inaccettabile di isolare il Nord dal Sud Italia, con una serie di tagli dei collegamenti notturni, costringendo i passeggeri in particolare dei ceti meno abbienti a viaggi indecorosi con un paradossale aumento dei disagi e non solo del prezzo dei biglietti. Tutto questo mentre i tagli sarebbero motivati e giustificati da una domanda inferiore alle aspettative, come dire: la beffa oltre al danno”. Mentre il vicecapogruppo PdL, Massimo Cassano chiosa – “Ci saremmo aspettati investimenti, il rafforzamento di tutte le linee verso il Nord e le altre principali città del Meridione, un progetto per l’alta velocità lungo la linea Adriatica e sulla tratta per Napoli, nuovi servizi, a partire dal treno più auto e dai vagoni letto, che invece sono ridotti all’osso e limitati a pochi mesi – estivi – dell’anno e solo verso un paio di città del Nord. E invece Trenitalia decide non solo di sopprimere molti convogli notturni a lunga percorrenza, ma potrebbe decidere anche di aumentare il costo del biglietto che colpirebbe ancora una volta i viaggiatori del Sud”. Anche il consigliere regionale Pdl, Arnaldo Sala non usa toni gentili nei confronti dei vertici TrenItalia: “Rimango basito dall’atteggiamento assunto dall’amministratore delegato di Trenitalia, Mario Moretti che, quale ex segretario generale della Filt-Cgil, conosce molto bene il settore ferroviario che – è bene ricordarlo – dirige da tempo: nel 2001 il governo Amato targato Ulivo lo nominò amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, e poi nel 2006 il governo Prodi lo nominò amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Si tratta, dunque, di un manager pubblico. Ora, all’improvviso, questo capace uomo d’impresa è stato colto da schizofrenia imprenditoriale. Con un eclettismo degno dell’oratoria di Cicerone, a secondo dei casi fa dichiarazioni sia da manager pubblico di un’azienda che necessita di finanziamenti statali, sia da manager privato che guida un’azienda che si deve misurare con la concorrenza e il mercato. Ieri ha dichiarato che dei 400 treni a lunga percorrenza gestiti da Trenitalia, 100 sono in perdita e i loro costi sono necessariamente coperti con finanziamenti statali e grazie agli utili generati dagli altri 300 treni in attivo. Inoltre, Moretti afferma che, dovendosi misurare a breve con la concorrenza di altri operatori ferroviari, Ntv in primis, tali utili si ridurranno e sarà così costretto a tagliare ulteriori collegamenti ferroviari in perdita. Mario Moretti deve decidere che vuole fare da grande”.

Jenny De Cicco

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Manifestazione di Monopoli, al via la conferenza stampa

La manifestazione per fermare le trivellazioni nell’Adriatico, prevista il 21 gennaio a Monopoli, verrà presentata lunedì 16 gennaio, alle 11 nella sala Guaccero, presso il palazzo consiliare in via Capruzzi a Bari.
Verranno spiegate le modalità della manifestazione dai presidenti della Regione e del Consiglio regionale, Nichi Vendola e Onofrio Introna tramite una conferenza stampa.
Interverrà l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro e sono stati invitati i componenti dell’ufficio di presidenza dell’assemblea, i presidenti dei gruppi consiliari, i parlamentari pugliesi, il presidente della Provincia di Bari, i sindaci di Bari Michele Emiliano, di Monopoli Emilio Romani e i rappresentanti di Legambiente, Wwf, dei movimenti e associazioni di tutta la regione che aderiscono alla mobilitazione.
Istituzioni regionali e locali, forze politiche e sociali e cittadini di ogni età saranno in piazza a Monopoli per mostrare il volto di una Puglia unita senza distinzioni a difesa dell’ambiente e del territorio.
Il consigliere regionale Giuseppe Longo Udc ha rimarcato i rischi che la Puglia sta corre in questi periodi: “Rischio di trivelle nei nostri mari, megaparchi fotovoltaici o eolici in zone di pregio e che deturpano il paesaggio: adesso è giunto il momento di dire un grande no. La Regione non deve mai ritirare la mano che ha teso ai comuni e camminare, ora più che mai, al loro fianco per tutelare il territorio.
Il nostro territorio attira gli interessi dei tanti che, con la scusa delle energie pulite, corrono il rischio di danneggiarlo irreparabilmente. Adesso basta. Intanto si avvicina la data della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico. Un appuntamento importante, da non mancare e che servirà a far sentire a Roma la nostra voce contraria”.
Da Monopoli è partito in questi giorni il messaggio del sindaco Emilio Romani alla cittadinanza, al fine di promuovere la manifestazione pubblica, di dimensioni regionali, del 21 Gennaio 2012 a Monopoli.
“Le associazioni di Monopoli, insieme alle istituzioni locali e regionali, ai sindacati, alle imprese, alle forze politiche, alla società civile e a ogni singolo cittadino pugliese, sono invitati a dare vita ad un’ imponente manifestazione che richiami l’attenzione dei media nazionali. La manifestazione avrà inizio alle ore 9 in piazza Vittorio Emanuele per seguire un percorso che interesserà via Polignani, via Cadorna, largo Portavecchia, via Papacenere, via San Vito, lungomare Santa Maria, largo Castello, via Comes, via Porto, piazza Garibaldi, via Cristoforo Colombo, cala Fontanelle, largo Fontanelle, via Pintor Mameli, via Magenta, via Barone Ghezzi, corso Umberto, per concludersi nuovamente in piazza Vittorio Emanuele.
La città di Monopoli, sede del comitato “No petrolio, sì energie rinnovabili”, ispiratore dell’iniziativa, che ha già ospitato una riuscita manifestazione nel 2010 sullo stesso tema, è stata confermata dalla Regione Puglia, quale luogo per la prossima manifestazione, ruolo che certamente saprà svolgere con lo spirito di accoglienza che da sempre la caratterizza.
Al fine di fornire informazioni ai forestieri, per chi arriva da fuori città, è stato consigliato l’ingresso nord di Monopoli dalla Ss 16, ed è stata individuata un’area di parcheggio per autobus e auto come indicato nella mappa disponibile sulla rete civica.

Jenny De Cicco

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Impugnato al Tar il Piano Regionale Delle Coste

Lo avevano giurato e hanno mantenuto la parola. E’ stato impugnato dinanzi al Tar di Bari il Piano Regionale Delle Coste, lo hanno fatto tramite il legale Danilo Lorenzo, Assobalneari Puglia Federbalneari ed Assobalneari Salento.

Il Prc, approvato via definitiva con delibera di giunta regionale e pubblicato sul Burp Puglia il 9 novembre 2011 e ha messo fine alla questione relativa all’atto di pianificazione generale della costa pugliese, giunto a conclusione con 4 anni di ritardo rispetto alla data che era stata fissata dalla legge regionale, individuata nel 2006.

Il vicepresidente nazionale di Federbalneari Italia Mauro Della Valle non ha usato toni gentili nel commentare la notizia: “L’impugnativa innanzi alla competente autorità giudiziaria del piano regionale delle coste attuata dalla nostra associazione rappresenta un atto dovuto per tutti coloro che veramente tutelano e difendono le imprese balneari”. L’associazione di categoria rappresentata da Della Valle è l’unica che abbia impugnato il Prc.

“L’attuazione del Prc porterà al rischio chiusura di moltissime Imprese balneari e di una fitta rete d’imprenditori che vedranno vanificati anni di sforzi e investimenti economici effettuati. Basti pensare che è prevista la revoca delle concessioni demaniali nell’ipotesi in cui la costa sia interessata da fenomeni di erosione costiera, imponendo in tal caso una ingiusta punizione a un incolpevole titolare dello stabilimento balneare”.

È intervenuto anche Il presidente regionale di Assobalneari Puglia – Federbalneari Salvatore Di Mattina: “Il Prc recentemente approvato dalla Regione Puglia rende la nostra Regione non competitiva rispetto alle altre regioni italiane votate al turismo balneare. Vengono annullati anni di sforzi da parte dell’intero tessuto dell’imprenditoria balneare pugliese finalizzati ad incrementare le presenze estive sulle nostre spiagge a vantaggio dell’intero comparto turistico”.

Jenny De Cicco

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Vendola incontra i ministri del governo Monti

Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha incontrato il 12 gennaio scorso a Roma i ministri Francesco Profumo, Fabrizio Barca e Corrado Clini. L’incontro ha visto sottoscrivere un accordo governo-regione in difesa del suolo. Previsti interventi per la somma di 195 milioni di euro, mentre il secondo incontro è stato quello con il ministro Francesco Profumo sul bando relativo agli interventi del Pon ricerca su società dell’informazione e ambiente.

Il governatore ha definito l’incontro come un buon viatico per il meeting previsto il prossimo martedì.

Il primo incontro con i ministri per la Coesione Territoriale Barca e per l’Ambiente Clini con i quali il Vendola ha siglato un accordo per la difesa del suolo, che prevede interventi per 195 milioni di euro. Un piano che servirà a eliminare situazioni a rischio idrogeologico nel territorio regionale tramite l’utilizzo di risorse finanziare statali e regionali.

Il secondo incontro con Profumo è avvenuto per illustrare ai rappresentanti delle regioni del Sud, il bando relativo agli interventi del Pon – ricerca su società dell’informazione e ambiente. Al tavolo solo due i presidenti di regioni, quello della Puglia e Stefano Caldoro, campano. Il confronto ha visto il ministro Profumo accogliere le richieste della Puglia relative a un maggiore coinvolgimento delle regioni nelle procedure valutative e attuative del bando e il tavolo ha visto anche la definizione del termine ultimo per il completamento delle procedure di emanazione dell’avviso entro il 15 febbraio 2012, 200 milioni di euro rivolti alle quattro regioni obiettivo convergenza (Puglia, Calabria, Campania e Sicilia) ma è anche aperto alla partecipazione finanziaria delle altre regioni del Mezzogiorno.

Jenny De Cicco

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Nuove concessioni demaniali? La morte del Made in Italy per Assobalneari

E’ stato discusso ieri l’articolo 26 sulle procedure di concessione del demanio marittimo. Assobalneari insorge contro le decisioni e divulga una nota stampa a firma del vicepresidente nazionale Mauro Della Valle, con tirolo “La morte del made in Italy”.

“Questo è l’articolo che oggi ha colpito ai fianchi la categoria della Imprese Balneari Made in Italy”, è quanto affermato da Della Valle: l’articolo 26, che regola le procedure per le concessioni del demanio marittimo per attività turistico – balneari, prevede la selezione del concessionario sui beni del demanio marittimo attraverso procedure a evidenza pubblica, competitive e debitamente pubblicizzate, secondo il criterio dell’offerta più vantaggiosa. A favore dei precedenti concessionari è riconosciuto il diritto di prelazione, ove adeguino la propria offerta a quella presentata dal concorrente vincitore. Le concessioni avranno durata superiore a quattro anni e non possono essere automaticamente prorogate. Per il rinnovo si ricorrerà a nuove procedure competitive.

“Chi ha elaborato l’art. 26, anche se formalmente come bozza – lamenta Della Valle – ha come solo scopo quello di colpire il turismo Balneare quale unica speranza di green economy sana e made in Italy che contraddistingue la nostra bella Italia. Come si fa a rispettare il Trattato europeo quando si cita che la selezione del concessionario avviene secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa?

Ciò vuol dire giocare a “lascia o raddoppia”. Il vicepresidente definisce ridicola la durata della concessione, 4 anni sono pochi come durata di impresa, e si ridisegnerebbe la concezione di accoglienza in un turismo da leasing, non potendo investire in qualità di servizi e immagine.

Secondo Assobalneari, sarebbe utile discutere dell’introduzione di un articolo nel decreto legge dopo l’incontro programmato dal Ministro Gnudi con le rappresentanze associative di categoria, previsto per il prossimo 23 febbraio a Roma. Altrettanto urgente sarebbe la riapertura del confronto in Conferenza delle Regioni sul tema del futuro delle concessioni demaniali made in Italy, per poter arrivare in Conferenza Stato-Regioni alla condivisione di un documento da sottoporre all’attenzione del premier Mario Monti e così chiarire una vicenda annosa.

Jenny De Cicco

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Parlamento regionale Giovani: Davide Montanaro il nuovo presidente

Ieri, a Bari, si sono svolte le elezioni del nuovo Parlamento regionale Giovani. Davide Montanaro, studente del liceo scientifico Maiorana-Laterza di Putignano, è il nuovo presidente e subentra al tarantino Fabrizio Camera. Ad affiancarlo, i vicepresidenti Roberto Dellisanti, del liceo scientifico Marconi di Foggia e Pietro Quarto del liceo scientifico Tarantino di Gravina di Puglia. Nella segreteria di presidenza eletta anche una salentina, unica quota rosa, Ilaria Calosso dello scientifico Quinto Ennio di Gallipoli.

Eletto anche Leonardo Rinaldi del tecnico commerciale Giordani di Monte Sant’Angelo.

Alla prima seduta plenaria hanno partecipato i 40 giovani parlamentari neo eletti (35 ragazzi e 5 ragazze) – più i 6 rappresentanti delle consulte provinciali degli studenti – dell’ottava edizione del Parlamento dei giovani, il progetto del Consiglio regionale curato dalla biblioteca multimediale “Teca del Mediterraneo”, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale.

Quasi 100mila gli studenti delle scuole superiori delle sei province aderenti all’iniziativa, il 25% in più rispetto al 2010. Obiettivo del progetto – il primo del genere in Italia insieme alla Toscana – è far vivere un’esperienza di vita democratica nell’istituzione, attraverso la conoscenza di luoghi, persone e struttura organizzativa. Il “parlamentino” formulerà vere e proprie proposte di legge da sottoporre al consiglio regionale.

Ad accogliere i ragazzi il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna, che ha sottolineato l’importanza del compito che i giovani sono chiamati a svolgere, in quanto cittadini del futuro. “Si tratta di un’esperienza formativa, fondamentale per la vostra crescita democratica e civile – ha spiegato Introna – nel corso della quale dovrete proporre iniziative concrete, capaci di coinvolgere i compagni nell’attività dell’istituzione regionale”. Un richiamo al senso di responsabilità “più che mai necessario in un momento di particolare difficoltà per il nostro Paese”. “La classe politica – ha continuato il presidente – deve essere contraddistinta dall’impegno e dalla vocazione a farsi carico delle esigenze della comunità. Fare politica e amministrare sono due attività che devono coincidere, perché il buon politico deve essere in grado di gestire in modo appropriato le risorse a disposizione”.

Introna ha augurato di “vivere quest’esperienza, fiore all’occhiello del consiglio regionale, in maniera quanto più possibile proficua”.

Alessandro Conte

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Spazio ai pedoni nel centro storico

Arrivano le aree pedonali nel centro storico magliese. Una rivoluzione “a piccoli passi” esaminata ieri nella riunione congiunta “attività produttive” e “territorio e ambiente” convocate per esaminare la proposta messa nero su bianco proprio dal presidente della commissione attività produttive Dario Massimiliano Vincenti. Cambiamenti che non saranno operativi d’imperio, ma che dovranno essere concertati con le associazioni e i rappresentanti degli esercenti. Intanto però i consiglieri, gli assessori e i dirigenti intervenuti hanno potuto visionare con i loro occhi un bozza di lavoro ancora approssimativa ma dall’impatto “dolce”, improntata ad un cambiamento progressivo delle abitudini degli automobilisti magliesi. “L’intenzione -spiega Vincenti- è quella di creare dei percorsi virtuosi nel centro storico, disincentivando il passeggio con le auto fine a se stesso all’interno del perimetro cittadino, creando nuove direttrici di marcia. Di conseguenza alcune aree saranno naturalmente disponibili per i pedoni”. Il “lodo Vincenti” immagina di obbligare le vetture provenienti da Via Ginnasio a costeggiare il Liceo Capece e quelle provenienti da Via Trento e Trieste, superata la svolta per via San Giuseppe a proseguire forzatamente per via Roma. Nascerebbe una piccola area pedonale di collegamento tra la zona del Liceo (dalla parte del bar) e la banchina. L’altra area potrebbe nascere in via Toma Nuzzichi di fronte al mercato coperto impedendo alle auto provenienti dalla piazza di proseguire per via Ignazio Ricci. Per ottimizzare la circolazione la bozza prevede l’inversione del senso di marcia tra via Umberto I° e via Matteotti all’altezza della villetta Capece per scoraggiare i rondò fini a se stessi attorno alla statua di Oronzio De Donno. La proposta sarà valutata dall’amministrazione nei prossimi giorni, ma, pur essendo poco invasiva, ha propositi ambiziosi: “L’obbiettivo finale -conclude Vincenti- è quello di creare un ‘serpentone pedonale’ che coinvolga anche Via San Giuseppe. Ma si vedrà a tempo debito e con la collaborazione di tutti se sarà un’intenzione praticabile”.

Maurizio Tarantino

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Adesioni di Sel e Ppv alla manifestazione di Monopoli contro le trivelle

Sostegno da Sel e Ppv nella manifestazione del 21 gennaio prossimo di Monopoli, contro le trivelle nell’Adriatico.

Esprimono con una nota congiunta dei presidenti dei gruppi consiliari de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato, e di Sinistra Ecologia e Libertà, Michele Losappio, il sostegno alla prossima manifestazione.

“La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà sabato 21 gennaio 2012 sosterranno la Piazza di Monopoli contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico. Dalla Puglia prenderà il via una grande mobilitazione in cui le regioni italiane costiere, cittadini sindacati, imprese, professionisti faranno sentire forte il proprio dissenso.

L’auspicio è che la politica tutta sia coesa nella consapevolezza dei disastri ambientali con gravi ripercussioni sulla salute degli esseri umani che le attività di ricerca di idrocarburi in mare possono procurare.

In Puglia, dal Salento al Gargano, il precedente governo nazionale ha autorizzato la ricerca di idrocarburi. Ci opporremo con forza a questi segnali inequivocabili provenienti dal governo nazionale e dall’Europa che non hanno alcuna intenzione di fermare queste operazioni di ricerca.

La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà a Monopoli rinnoveranno il loro no alle trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, auspicando che vi sia una serrata opposizione di tutti i nostri parlamentari italiani ed europei nei confronti delle operazioni offshore, in totale contrasto con la vocazione del nostro territorio, rivolta a uno sviluppo economico, turistico e rurale in armonia con il paesaggio, sicura ricchezza per la nostra Regione”.

Ecco dunque l’ennesima adesione alla manifestazione che conta ormai sostegno da qualsiasi parte e partito politico presente in Puglia e che vuole coinvolgere tutte le regioni adriatiche d’Italia e anche i territori balcanici, puntando sulla sensibilità, in parte dovuta al recente disastro delle coste australiane e l’insostenibilità ecologica ed economica degli idrocarburi come fonte energetica primaria della società italiana.

Jenny De Cicco

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Scilipoti difende Ripa: Vendola è gay

Si è dimesso tra le scuse l’assessore Ripa, ma ormai il dibattito ha assunto dimensioni prevedibilmente bibliche ed è approdato nei dibattiti nazionali, trattato da “La Repubblica” e ha provocato anche l’intervento d’Arcigay, una petizione da record con 1400 firme raccolte in meno di un giorno dal candidato alle Primarie leccesi, Carlo Salvemini.

Lo scivolone potrebbe avere serie ripercussioni sulla campagna elettorale del capoluogo salentino, che in primavera s’appresta a votare per eleggere la nuova amministrazione.

Affermazioni di condanna sono arrivate da tutto il mondo politico. Rocco Palese, a nome del gruppo consiliare del Pdl alla Regione Puglia, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Non c’è alcun dubbio sul fatto che l’assessore Ripa abbia clamorosamente sbagliato. Il confronto politico, per quanto aspro, non deve mai scadere nello scontro e nell’offesa personale, restando piuttosto sempre orientato al dialogo e al dibattito sulle idee, sui contenuti e sulle scelte di Governo, Ripa ha parlato a titolo personale: lo ha confermato egli stesso, chiedendo scusa già ieri al presidente Vendola e ammettendo oggi sulla stampa di aver scritto una cretinata su Facebook e lo ha chiarito il sindaco Perrone nelle sue dichiarazioni di ieri, nelle quali ci ritroviamo totalmente”.

Per Saverio Congedo, consigliere regionale del Pdl: “Merita grande apprezzamento il generoso gesto con cui Giuseppe Ripa ha voluto liberare da ogni imbarazzo il suo partito e un’amministrazione, rassegnando le dimissioni d’assessore a seguito di polemiche suscitate da dichiarazioni per i cui contenuti si era già ampiamente scusato con il presidente Vendola. Gesto non dovuto, spero cessino gli sciacallaggi d’ogni colore e le aggressioni di cui Giuseppe Ripa è stato oggetto a opera dei candidati alle primarie leccesi del centro-sinistra che a corto di argomenti hanno inteso cogliere l’occasione per dimostrarsi ciascuno, in concorrenza con l’avversario, più realista del re”.

Il consigliere regionale Pdl, Giovanni Alfarano esprime solidarietà nei confronti del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, condannando le parole espresse dall’assessore comunale di Lecce, Giuseppe Ripa, sulla pagina Facebook del sindaco Paolo Perrone. In questa circostanza, l’assessore Ripa è uscito fuori dagli schemi.

Invito Ripa a chiedere un incontro al presidente Vendola”.

Condanna anche del Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro: “Le dichiarazioni volgari e omofobe dell’assessore Ripa offendono la dignità dell’uomo e quella della città di Lecce. Se si possono accettare le scuse dell’uomo, non possiamo permettere che un rappresentante delle istituzioni si lasci andare a simili affermazioni”.

Tra le condanne spunta la voce dell’approvazione, così si esprime l’onorevole il cui cognome è sinonimo di trasformismo politico, Domenico Scilipoti.

Con un articolo sul sito www.pontifex.

Roma.it, comunità cattolicissima, firmato da Bruno Volpe, l’articolo riporta un’intervista in cui Scilipoti, deputato di Popolo e Territorio afferma: “L’omosessualità? Non cambio idea, per me era e resta una cosa anormale. Magari gli stessi che hanno sparato sul politico leccese, pensano come lui, ma per ipocrisia del politicamente corretto, non si esprimono, o addirittura lodano la condotta gay. Ripa ha detto la verità. Vendola è gay e l’omosessualità è una cosa fuori della norma”.

Jenny De Cicco

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