Archive | Giugno, 2012

A Calimera si accendono i lampioni

Anche quest’anno, come di consueto, il centro storico di Calimera si illuminerà con la Festa dei Lampioni, tradizionale appuntamento che fortunatamente ha resistito all’assalto del tempo.

La Festa dei Lampioni – che probabilmente affonda le proprie radici negli antichi riti per il solstizio d’estate e attualmente è dedicata a san Luigi (21-23 giugno) – è stata organizzata dalla Pro Loco di Calimera e da Ghetonìa in collaborazione con il Comune di Calimera, Arci Festa della Musica e la Camera di Commercio di Lecce.

Questa usanza, che avrebbe i suoi natali in Cappadocia, è stata fin da subito apprezzata dalle popolazioni locali che ben presto l’hanno adottata. In buona
sostanza, svariati gruppi di persone realizzavano i lampioni con l’ausilio di canne (utilizzate per l’intelaiatura), di colla a base di farina e di carta velina. Una volta confezionati i lampioni, al loro interno si poneva una candela e il gioco era fatto. Dopodiché venivano appesi per le strade cittadine dove chiunque poteva
ammirarli. Chi oggi è erede di questa tradizione ha cercato, per quanto possibile, di rispettare le antiche modalità di assemblaggio.

Ma la festa, oltre ai lampioni e alle celebrazioni religiose, offrirà anche musica popolare e la possibilità di immergersi tra le bancarelle gastronomiche e di
artigianato. Tra le prelibatezze che si potranno gustare merita un plauso speciale lu cuturusciu, un tipico prodotto da forno di Calimera.

Numerosi poi i musicisti che si esibiranno nell’arco delle tre serate, ricordiamo Roberto Licci, Salvatore Cotardo e Franco Nuzzo dei Ghetonìa, il gruppo occitano
Chambra d’Oc, il Canzoniere Grecanico Salentino, Antonio Castrignanò con Emanuele Licci e Ninfa Giannuzzi.

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Mostra fotografica sul Salento a Piacenza, ma per greci

Una mostra fotografica per far conoscere il Salento normanno e bizantino alla Grecia. Sarà realizzata con il patrocinio della repubblica greca, il ministero della cultura e turismo greco e il museo bizantino e Cristiano a Piacenza presso il palazzo della Duchessa.
Sarà possibile anche grazie alla nascita del nuovo Club Unesco griko di Zollino, presentato il primo giugno scorso nella propria sede cittadina, e per presidente dell’associazione Italoellenica Pompeo Maritati, che è stato ringraziato tramite lettera dell’immediata disponibilità mostrata ai cugini greci dalla signora Anastasia Lazaridou, presidentessa del museo Bizantino e Cristiano. Il museo Bizantino e Cristiano di Atene sta progettando la realizzazione di una mostra fotografica sui monumenti del Salento di epoca bizantina e normanna. Il materiale fotografico, una scelta dei monumenti più rappresentativi di questa epoca, è proveniente dall’archivio della signora Foteini Kaimaki, docente universitaria. La mostra sarà allestita all’interno del ristrutturato palazzo della Duchessa di Piacenza, Anne Marie Sophie Barbè de Marbois (1785-1854), dalla metà del mese di settembre prossimo e fino alla fine di dicembre, al vernissage è prevista anche la partecipazione di un gruppo folk salentino ancora da individuare.
Di certo sarà questo un’occasione per intensificare i rapporti salentini ed in particolar modo griki con i cugini greci, con i quali questa parte s’Italia condivide moltissimo, a partire dall’idioma, passando per i tratti somatici, le musiche e le ricette etno-gastronomiche.

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Asd Minervino di Lecce, piccola realtà salubre

I grandi esempi arrivano dalle piccole comunità. Lo ribadisce oggi in una nota stampa Antonio Buccoliero, rappresentante nel parlamento regionale dei Moderati e Popolari, riferendosi all’associazione dilettantistica sportiva minervinese.
“Capita spesso che dalle piccole comunità vengano grandi esempi di coesione sociale, attraverso attività sportive tese a formare gli adulti di domani. Un esempio, in questo senso, è l’Associazione Sportiva Dilettantistica di Minervino, che attraverso il gioco del calcio rappresenta un punto di riferimento per tanti bambini e ragazzi di Minervino e dei paesi limitrofi. In questo senso è encomiabile l’attività svolta dal presidente dell’Asd Minervino, Giuseppe Fruni, capace di catalizzare l’entusiasmo non solo di tanti ragazzi, ma anche di diversi adulti, che volontariamente svolgono la propria attività di vicinanza ai più giovani.
Spesso lo sport, in questo caso il calcio, è solo il pretesto per avvicinare i ragazzi, dando loro, attraverso l’impegno sportivo, valori fondamentali come il rispetto per l’altro, l’impegno, la condivisione e il sacrificio. In questo, lo sport rappresenta un’inesauribile risorsa per le nostre comunità, perché se da un lato sostiene tutte quelle sane abitudini, che garantiscono la buona salute di chi lo pratica, dall’altro aiuta a formare e a rafforzare socialmente gli adulti di domani. Un’attività che l’Asd Minervino compie a 360 gradi dal 2005, anno della sua fondazione, guardando con attenzione proprio a bambini e adolescenti. Per questa ragione al suo presidente Fruni, a tutto lo staff organizzativo e ai ragazzi va il mio personale plauso, perché dimostrano ogni giorno, con impegno e discrezione, quanto sia fondamentale puntare sullo sport per una crescita sana del corpo e dello spirito”.
Un esempio fondamentale quello delle piccole realtà, che permangono integerrime in un panorama sportivo che sembra essere sempre più corrotto dai recenti scandali del calcio-scommesse e del doping.

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Catena Fiorello a Martano presenta Casca il Mondo, Casca la Terra

Catena Fiorello, sorella dei due noti attori e presentatori siciliani, presenta il suo libro a Martano, venerdì 22 giugno alle 19,30. Classe 1966, la Fiorello vive a Roma e scrive da sempre. Nel 2006 ha pubblicato Picciridda, mentre stavolta la sorella dei più noti Beppe e Rosario Fiorello presenta la sua ultima fatica letteraria Casca il Mondo, Casca la Terra, edito da Rizzoli, presso il Palazzo Ducale di Martano. L’amministrazione comunale di Martano, nell’ambito della rassegna “Prime Sere d’Estate”, ospita la scrittrice per la presentazione del libro: è previsto un ricco programma della serata.

La giornalista Ilaria Marinaci presenta il libro intervistando l’autrice Catena Fiorello con la partecipazione degli studenti dell’Iiss “ Salvatore Trinchese” di Martano. Seguiranno le letture di alcuni brani tratti dall’opera a cura dell’attore Antonio Calò, l’accompagnamento musicale di Antonio Traldi, Luca Chiriatti e Silvio Caracuta.

Il libro tratta di due sconosciute, due donne diversissime, ma unite da una verità scomoda e da un prepotente, feroce, bisogno di felicità. Ma per essere felici bisogna sfidare il destino. Due sconosciute davanti a una vetrina di via Condotti. Basta uno sguardo perché un anno intero scorra nella mente di una di loro. E come a un animale in pericolo, l’istinto le suggerisce un passo che solo una persona tenace come lei può osare. In un attimo ha deciso: la splendida donna che le sta accanto, Laura, anzi, Lalli, come la chiamava suo marito Alberto nei suoi teneri sms, deve diventarle amica. Avvicinarla con l’inganno, inventandosi una falsa identità, sarà la sua rivincita di moglie ferita, la chiave d’accesso alla verità su quel tradimento. E un modo per riaffermare la sovranità sul suo regno, di cui è sempre stata regina. Nessuno può toglierle ciò per cui ha lottato sin da ragazzina: un marito ricco, i suoi due meravigliosi figli, Eleonora e Matteo, baciati dalla fortuna e protetti da ogni male. E soprattutto la posizione che ha conquistato, fuggendo dal paesino pugliese, Squinzano, in cui è nata e cancellando con un colpo di spugna il mondo di miserie dove è cresciuta. Ma questa volta non tutto andrà secondo i suoi piani. Sarà, infatti, proprio Laura, inconsapevolmente, a disegnare sul volto di Vittoria tratti del tutto nuovi e inaspettati, perché c’è un dolore più grande del tradimento, un dolore che può stravolgere un’intera esistenza.

Eppure la donna a cui Catena Fiorello ha dato vita in questo suo nuovo romanzo troverà la forza di distruggere le sue certezze e di guardare oltre l’apparenza. Proprio lei, paladina delle apparenze, scoprirà infatti che per sentirsi viva non ha più bisogno di odiare. E che il mondo può cascare ma rialzarsi è possibile, attingendo a quella parte autentica di sé che solo le persone vere – come Vittoria è – hanno il coraggio di riconoscere.

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Mostra di cani da presa a Muro Leccese

Uno show farà innamorare il pubblico dei cani da presa. Salentopetfood, negozio di articoli per animali organizza a Muro Leccese il primo show cinofilo e il secondo raduno dei cani da presa per cani con e senza pedigree, il 22 luglio prossimo, presso il parco del Crocefisso, alle 17.
La gara sarà presieduta dai giudici Enzo Speranza dell’allevamento beagle del Fiore Selvatico, Ermanno Corrada del Lobotown Kennel, Roberto Milano dell’Excelsior Kennel, tutti maestri internazionalmente riconosciuti nell’arte dell’allevamento cinofilo. Ospiti dell’evento saranno invece Nicola Ratti, istruttore cinofilo detentore del Guinness World Record dal 2010 per questa specialità e Carlo Valente, addestratore Enci – Ente Nazionale Cinofili Italiani – per cani da utilità, compagnia, agility e sport, e Massimo Toma, istruttore cinofilo specializzato per cani di utilità, che sono generalmente intesi come i cani da pastore, da slitta e da lavoro in genere. Vi saranno anche interventi di esperti come Barbara De Risi istruttore, giudice e tecnico di Pet Therapy, Cns Libertas/Coni e Andrea Puce, medico veterinario. Inoltre i bambini potranno partecipare al concorso Giovani Handler, special guest della serata Lobotown Puppy, l’esemplare maschile di tartaruga africana – geochelone sulcata – certificato come il più grande al mondo, proveniente dal Togo.
La competizione cinofila è destinata a tutti i cani, compresi i meticci. Tutti gli esemplari competeranno nella categoria d’appartenenza e i proprietari dovranno munirsi di museruola, trasportino e codice del microchip del cane.
Purtroppo spesso la cronaca parla dei cani da presa come feroci assassini, protagonisti di improvvisi gesti di violenza contro l’uomo, ma spesso è il padrone a sbagliare umanizzando troppo il proprio animale e privandolo di una giusta educazione e addestramento o ferendone i sentimenti, per esempio non facendolo vivere in casa all’arrivo di un bebè in famiglia.
I cani da presa, o molossoidi, sono cani da forte muscolatura e buon carattere, apprezzati anche per le peculiarità fisiche di bellezza e forza. Animali gentili e mansueti, spesso indicati anche come cani da compagnia equilibrati e rispettosi del padrone e dei suoi spazi, utilizzati per il salvataggio, la difesa personale, la guardia e la pet terapy, sanno essere compagni silenziosi e leali nei confronti della famiglia e alcuni sono indicati anche come cani baby sitter, un esempio sono i bulldog americani, giganti buoni protagonisti di atti eroici nei confronti delle famiglie proprietarie. Questa di Muro Leccese potrebbe essere l’occasione per conoscere meglio questi magnifici animali.

Jenny De Cicco

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Lutto nel mondo del cinema: è morto Giuseppe Bertolucci

È spirato lo scorso 16 giugno a Diso Giuseppe Bertolucci, uno dei massimi artisti del cinema italiano e internazionale.

Il regista, deceduto dopo una malattia all’età di 65 anni, aveva incominciato la sua carriera cinematografica come aiuto del già famoso fratello Bernardo nel
film “La strategia del ragno” per poi esordire dietro alla macchina da presa con il mediometraggio “I poveri muoiono prima”, considerato a tutt’oggi un cult
dai cinefili di palato fine.

Bertolucci, già presidente della Cineteca di Bologna, era un artista completo che aveva ereditato dal padre Attilio, superlativa voce della poesia italiana, quella vena intima e a tratti quotidiana (potremmo dire dalle tracce gozzaniane) che si ritrovava in molti suoi versi, concedendo però, non poche volte, alla propria arte la crudezza delle situazioni che proprio nel vivere di ogni giorno potevano avere origine.

Autore di indiscutibili capolavori – sia come regista che come sceneggiatore – basti pensare a “Novecento”, in cui collaborò col fratello Bernardo alla sceneggiatura, “Berlinguer ti voglio bene”, suo primo lungometraggio, con un Roberto Benigni ancora in erba, e poi ancora “Oggetti smarriti”, “I cammelli”,
“Panni sporchi”, e altre opere davvero encomiabili, Bertolucci ha lasciato un vuoto incolmabile soprattutto in chi, come Benigni, sa di dovere molto (se non
tutto) al cineasta parmense e in tante altre personalità che hanno voluto rendere un’ultima visita all’amico prima che all’artista.

Bertolucci da alcuni anni era proprietario di un’abitazione situata nel centro storico di Diso, piccolo paese a pochi chilometri da Tricase e dalle ben più famose località costiere, dove conduceva una vita tranquilla e riservata. In questo momento di dolore attorno alla moglie Lucilla Albano e ai parenti si stringe tutto il paese, il sindaco Antonella Carrozzo e l’amministrazione comunale che hanno espresso il loro più sincero cordoglio. Gli abitanti del paesino avevano amato Bertolucci fin da subito e sembrerebbe aleggiare l’intenzione – sia istituzionale che dei privati cittadini – di commemorare il regista con una pubblica dedica.

Gianluca Conte

Gli scatti sono per gentile concessione di Toti Bello.

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Regole chiare per l’Adriatico e lo Ionio

Regole chiare per vivere il mare. Con l’inizio della stagione balneare e l’entrata nel vivo del periodo estivo, la Capitaneria di Porto di Gallipoli e l’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto hanno pubblicato le ordinanze di disciplina della navigazione e sicurezza in mare. Assobalneari ringrazia le autorità per le direttive univoche per entrambi i litorali ionico e adriatico.
Atti che dettano regole fondamentali della sicurezza della navigazione, della balneazione, quest’ultimo aspetto particolarmente importante per i gestori di stabilimenti balneari.
“In particolare come presidente di Assobalneari Salento – spiega Mauro Della Valle – desidero esprime un sentito ringraziamento ai militari delle rispettive capitanerie che da sempre hanno garantito il massimo della sicurezza e della efficienza, facendo del Salento una delle regioni con minori incidenti in mare, nonostante le numerosissime presenze turistiche e la vastità del nostro mare”.
Si tratta delle prime ordinanze emesse dopo il trasferimento totale della materia di sicurezza in mare alle capitanerie di porto, operato dall’ordinanza balneare della Regione Puglia.
“Ancora soddisfazione desidero esprimere – prosegue Della Valle – per i contenuti delle ordinanze balneari emanate per l’anno in corso si tratta di norme certe, chiare, efficaci come difficilmente siamo abituati a vedere, specie a livello normativo. Numerose sono le novità sia in riferimento alla sicurezza dei bagnanti in rapporto all’uso di moto d’acqua e kite surf, sia con riferimento al sicurezza sulle spiagge ed alle norme di primo soccorso. Importante segno di alta professionalità è stata fornita da entrambi i comandanti degli uffici, hanno dettato stesse regole su entrambi i litorali ionico e adriatico, rendendo effettiva una parità di trattamento e un’oggettiva e uniforme applicazione delle regole”.

Jenny De Cicco

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Maria Pia Romano presenta “L’anello inutile”

Lunedì 18 giugno, alle 18,30, presso il museo civico “Pietro Cavoti” a Galatina, Maria Pia Romano presenterà il suo ultimo romanzo “L’anello inutile”, edito da
Besa Editrice, che nello scorso aprile ha conquistato “tre penne” di Billy il vizio di leggere, rubrica letteraria del Tg1 Rai.

L’evento, che rientra nell’ambito delle attività dell’Università Popolare “Aldo Vallone”, sarà presentato dalla scrittrice Daniela Bardoscia.

Il libro della Romano è un’immersione completa nel mare, elemento visceralmente amato dall’autrice, un’immensa massa d’acqua che sulle pagine diventa un oceano di parole pronto ad entrare prepotentemente nella mente e nel cuore del lettore. L’acqua, insieme agli altri elementi ancestrali, aria, terra e fuoco, gli stessi elementi che da millenni sembrano plasmare la natura umana e che già il filosofo greco Empedocle riteneva essere le quattro radici (rhizómata) eterne del tutto, costituiscono il tessuto connettivo di questa emozionante opera.

Ma c’è dell’altro, ovvero il rapporto che attraverso la sua prosa l’autrice instaura con il Salento, terra magica e di confine: “Una dichiarazione d’amore
al Salento. Una storia di uomini e donne uniti, ciascuno a suo modo, da un anello… Il Salento prende alla gola. E ti sa rubare l’anima”. Con queste
premesse, ci si accorge fin da subito che il libro in questione viaggia su binari di emozioni forti, al cardiopalma, emozioni simili a quelle che soltanto
questa terra dal sangue vivo sa donare. Maria Pia Romano, nata a Benevento nel 1976 e salentina d’adozione, giornalista, scrive per testate regionali e nazionali. Ha già pubblicato quattro raccolte poetiche: “Linfa” (Liber Ars, 1998), “L’estraneo” (Manni, 2005), “Il funambolo sull’erba blu” (Besa, 2008), “La settima stella” Besa, 2008) e il romanzo “Onde di follia” (Besa, 2006). Ha inoltre ricevuto numerosi riconoscimenti letterari in ambito nazionale e internazionale e una segnalazione in sezione Cultura al premio “Michele Campione” Giornalista di Puglia, 2010. Le sue opere sono inserite nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il Festival della Letteratura Italiana in Brasile, estate 2011.

Gianluca Conte

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Antonio Giannuzzi interviene sull’Imu

A Maglie sono uscite le istruzioni per il calcolo dell’Imu e le quote del comune. Sul prontuario emesso sul sito amministrativo si legge: “Il valore catastale ottenuto va poi moltiplicato per l’aliquota base che è stata fissata nella norma nella misura seguente: aliquota base 7,6 per mille, abitazione principale e pertinenze 4 per mille, fabbricati rurali a uso strumentale 2 per mille”. Antonio Giannuzzi, capogruppo di Città Libera, a fronte di una quota che a molti magliesi è parsa alta, ha voluto scrivere in una nota i suoi commenti, che non sono di natura puramente economica, ma anche politica. “La notizia dell’aumento dell’Imu – scrive – non deve sorprendere, è la naturale conseguenza di una gestione finanziaria pesante, che da anni interessa il comune di Maglie. Lo sforamento del patto di Stabilità del 2009 e anche quello, ben più pesante, del 2011, oltre a una situazione di cassa, da più anni, al limite del consentito e più colte censurato dalla Corte dei Conti, non poteva, come previsto, sortire effetti diversi. La normalità, reclamata dal sindaco, si scontra con la realtà, sempre più densa di nubi. Così era normale sforare il patto di stabilità, era normale non pagare debiti maturati, era normale pagare interessi sempre maggiori sulle anticipazioni è normale,così, che anche l’Imu aumenti in una situazione pesante sia per i singoli che per le attività produttive. Non è vero che tutti i comuni stiano facendo altrettanto, ci sono comuni che hanno tolto l’Imu per la prima casa, altri che lo hanno ridotto fino al massimo consentito, noi invece lo aumentiamo fino al massimo consentito, è questa la normalità? O sarebbe stato normale, in questa condizioni, rinunciare al progetto del pattinodramo, del minigolf, dello skateboard e del bike sharing grazie ai quali stiamo pagando e pagheremo rate di mutui che pesano sulla gestione di questo comune, senza che per i cittadini ci sia stato o ci sarà alcun vantaggio?”.

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Ristrutturazione “Tito Schipa”, nuovo finanziamento dalla Provincia

Con una spesa di 350mila euro la giunta provinciale ha approvato il progetto definitivo-esecutivo dei lavori di completamento della ristrutturazione della
sede della Fondazione “Tito Schipa” ex liceo musicale “Tito Schipa” a Lecce. Questo ulteriore intervento si aggiunge a quello deliberato nel marzo 2010,
che prevedeva un impegno di spesa di 1 milione e 545mila euro. L’edificio di interesse storico che si trova in uno stato di precarietà statica e funzionale,
sarà interessato da lavori di restauro conservativo (risanamento statico e recupero funzionale), di adeguamento alle norme di sicurezza riguardanti la
prevenzione incendi e l’eliminazione delle barriere architettoniche.
In particolare, saranno rifatti tutti i solai, i servizi igienici, gli impianti, i pavimenti, gli infissi e saranno recuperati anche la facciata esterna e il cortile interno. Inoltre, al primo piano sarà realizzata una sala insonorizzata destinata alle prove dell’Orchestra della Fondazione Ico “Tito Schipa”. Con questo ulteriore intervento economico deliberato oggi dalla giunta provinciale, indispensabile per l’adeguamento sismico della struttura, saranno realizzate alcune opere di arredo e finitura. Nello specifico, queste opere riguarderanno: ascensore, tendaggio fonoassorbenti, dipinture interne, pompa di calore, ventilconvettori, scala antincendio e corpi illuminanti.
“Questo ulteriore intervento deliberato oggi – dichiara Pasquale Gaetani, assessore provinciale al Patrimonio – è la migliore testimonianza che come
Provincia, per raggiungere gli obiettivi programmati nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, riteniamo necessario, urgente e indispensabile rendere
funzionale e fruibile l’intero edificio, che potrà far fronte alle numerose esigenze di spazi per la cultura e l’arte in genere, di cui le istituzioni e il
mondo associativo hanno bisogno”.
L’edificio, ex sede del liceo musicale di Lecce intitolato a Tito Schipa, fu realizzato in rustico dal grande tenore leccese su suolo concesso dal comune di
Lecce, successivamente completato da un apposito consorzio costituito nel 1933 da Comune, Provincia e Camera di Commercio di Lecce. Il nuovo edificio fu collaudato nel 1942 e venne destinato a Istituto di istruzione ed educazione musicale. Fino al 1970 ha svolto attività didattica il liceo musicale “Tito Schipa”. Dal 1971 fino al 1980 è stata sede del Conservatorio musicale di Lecce. Nel 1980 è diventato sede dall’Orchestra Sinfonica della Provincia di Lecce.

Alessandro Conte

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Minervino, un sondaggio per la riqualificazione della villa

Dopo le polemiche a Minervino ecco il voto popolare sul destino della villa. La polemica è sorta dal 21 maggio a seguito dell’incontro pubblico sull’investimento di 200mila euro per il rifacimento della villa comunale di Minervino. Si era opposta la minoranza al progetto di riqualificazione dei giardini pubblici della cittadina, all’incrocio di via Fiume con via Aldo Moro. Per favorire il coinvolgimento della cittadinanza, l’amministrazione ha indetto un sondaggio sul proprio sito internet, proprio in questi giorni. La domanda era sull’essere “Favorevole a che l’amministrazione comunale porti avanti il progetto di riqualificazione della villa comunale per un importo di 200mila euro da contrarre con mutuo Cassa Depositi e Prestiti”. La risposta fino a oggi è stata positiva per l’80,8% dei votanti, contrari il 19,2%. In totale i cittadini minervinesi, comprese le frazioni di Cocumola e Specchia Gallone, sono 3840 abitanti, il primo voto è stato ieri, 14 giugno alle 8.43, mentre l’ultimo oggi alle 11.27. Finora hanno espresso il proprio parere 26 utenti. Un bell’esempio di partecipazione attiva, ma quanto potrà influire la vittoria del sì, o del no, su una decisione che dovrebbe essere amministrativa, e non solo popolare. Per il momento l’amministrazione di Ettore Caroppo si dimostra attenta alle esigenze della propria popolazione , con interventi sempre più verdi e di risparmio per la cittadina, come l’Ora della Terra e gli interventi di edilizia scolastica ed riqualificazione energetica.

Jenny De Cicco

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Arriva a Lecce “In viaggio alla ricerca della libertà” di Toti Bello

Lo scorso 13 giugno, presso il Vintage di Lecce, è stata inaugurata la mostra fotografica di Toti Bello dal titolo “In viaggio alla ricerca della libertà”,
che rimarrà aperta fino a mercoledì 20.

Salvatore “Toti” Bello, nato a Presicce, classe 1965, è fotografo freelance e ha all’attivo numerose collaborazioni con diversi giornali.

“In viaggio alla ricerca della libertà” conta sedici immagini che hanno come soggetto gli immigrati giunti a Manduria nella passata primavera. La mostra
proposta da Bello è davvero coinvolgente, soprattutto perché nelle sue istantanee raccoglie le storie, i sentimenti, le emozioni e le speranze di persone costrette a lasciare la propria terra per trovarsi davanti l’ignoto, l’incertezza.

Il punto di partenza – sia della storia dei migranti che dell’azione artistica del fotografo – può essere fatto risalire alla “Primavera araba”, ovvero l’inarrestabile successione di sollevazioni che ha interessato, in un recente passato, vaste aree, comprendendo Libia, Egitto, Tunisia. Tutte terre a due passi dalle coste europee.

Corollario delle rivolte non poteva che essere un’accentuazione del flusso migratorio che dalle terre in cui un numero esorbitante di esseri umani viveva un incubo a occhi aperti si spostava verso l’Europa.

Ed è proprio questo che viene impresso nelle immagini di Bello (oltre a una descrizione della condizione oggettiva dei migranti): lo stato d’animo di questa gente che per non doversi più scontrare con l’orrore quotidiano ha deciso di guardare oltre il confine della propria terra e cercare in altri luoghi lontani una vita migliore. In queste foto l’artista coglie appieno non solo quello che di brutto queste persone hanno lasciato alle proprie spalle ma anche la speranza di un futuro possibile, i sorrisi, la profondità degli sguardi, il colore degli occhi.

La mostra offre all’osservatore numerosi spunti di riflessione, e un pensiero non può non andare a quando – non troppi anni addietro – i migranti in cerca di
futuro eravamo noi italiani. Ritrovare noi stessi nello sguardo di un migrante è uno dei momenti più alti che le fotografie di Bello ci regalano.

Gianluca Conte

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