Miasmi, a Maglie il sindaco chiede un incontro all’Acquedotto pugliese

Basta con i miasmi mefitici che infestano Maglie. Così il sindaco Antonio Fitto, che già aveva chiesto un incontro con l’Aqp per una valutazione del fenomeno, convoca un incontro per il 15 settembre, nella sede municipale, con i vertici dell’azienda per far luce sul problema e mettere fine una volta per tutte ai disagi per la popolazione. Da qualche anno, infatti, e soprattutto in estate, su Maglie scende un velo di cattivi odori che attanaglia la città e la sua popolazione, che ne risente fortemente, a causa di un problema all’interno dell’impianto di depurazione. Tante le proteste, tra cui una particolarmente sentita, lo scorso 10 agosto, di una delegazione di magliesi che si è recata dal primo cittadino a chiedere aiuto. “Non mi soffermo sulle reiterate richieste di intervento – scrive Fitto all’Aqp – che ho formulato nel corso degli anni e che sono rimaste sempre inascoltate, né sulle lamentele dei residenti nella zona il cui benessere e, conseguentemente, il livello di qualità della vita sono fortemente compromessi da questa situazione: numerose lettere e appelli ho rivolto in tal senso, ma a nulla sono serviti. Spiace constatare la totale insensibilità degli enti interessati alla gestione e alla manutenzione della piattaforma di sollevamento delle acque che, evidentemente, non risulta ancora essere efficiente. Ma spiace anche rilevare che al di là del malcontento dei cittadini, al di là dell’aria irrespirabile che ci affligge, rischiano di insorgere anche problemi di salute pubblica. Ho effettuato personalmente un ennesimo sopralluogo presso l’impianto, constatando la veridicità di quanto lamentato dai miei concittadini. Questi ultimi da quella data non hanno – a giusta ragione – cessato di manifestarmi il proprio disagio e, pertanto, nel periodo estivo mi sono recato numerose volte presso l’impianto, anche perché, com’è ovvio, complici le temperature elevate della bella stagione, la problematica diventa davvero pressante. A tutt’oggi amministrazione comunale di Maglie e cittadini sono ancora in attesa di un intervento serio e risolutivo”.

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E’ venerdì, si balla. E si ascolta grande musica

Comincia un altro weekend di musica nel Salento. Venerdì 9 settembre gli Als Project by Crifiu propongono un viaggio acustico tra le canzoni d’amore, lavoro e speranza della musica italiana al Chiosco Bar, nella villa comunale di Botrugno. La band è composta da Andrea Pasca (voce), Luigi De Pauli (chitarra) e Sandro De Pauli (flauti) dei Crifiu. Il repertorio è costituito da pezzi di artisti del calibro di Gang, De Andrè, De Gregori, Guccini. Nella vicina Sanarica, in occasione della festa patronale della Madonna delle Grazie, si esibiranno invece i ragazzi di Amici di Maria de Filippi e i bambini di Io Canto di Jerry Scotti. La Madonna delle Grazie si festeggia anche a Sannicola, che dopo le celebrazioni religiose ospiterà il concerto di Raf. Al Bar Dallas di Cursi il concerto dei RadioBaccano, Gianna Nannini tribute band. Nel Castello di Acaya, in occasione della manifestazione Salento Food, organizzata dalla Pro Loco per presentare prodotti e piatti tipici del territorio, si esibiranno gli Scianari. Sabato 10 sarà il secondo e ultimo giorno della manifestazione Salento Food con la musica del Gruppo Folk 2000. Ancora sabato a Melendugno si svolgerà la manifestazione Ballacoll’arte per tutta la notte: eventi artistici e musicali si svolgeranno per tutta la notte con diversi palchi e vari spazi espositivi. Un’occasione per coinvolgere un pubblico di tutte le età, a partire dai bambini, ai quali sono dedicate le prime ore con spettacolini, aree di animazione e una serie di eventi come un laboratorio per la produzione di marionette e burattini. Sui palchi si esibiranno con la loro musica i Boom da Bash, band reggae e hip hop emergente, i Vega80, Lola and the Lovers con il loro rock, Ena Ghema, Mentedirado, Exentia e Freezap Motel. Inoltre ci saranno le selezioni di dj Tobia Lamare, Cristian Carpentieri, Lorenzo Contaldo e Paolo Foresio. Domenica 11 settembre il parco di Giuggianello ospita il concerto dei Purple Flame, per un tuffo nel passato e alla grande musica dei Deep Purple.

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“Otranto-Orikum”, nel segno della vela e dell’amicizia tra popoli

All’edizione 2011 della “Otranto-Orikum Negroamaro Cup” hanno partecipato 14 imbarcazioni, di cui otto in gara. Le barche si sono contese la vittoria sino all’ultimo, ma alla fine ha prevalso l’imbarcazione “Great Expectations”, guidata dallo skipper Francesco Chiarello. In base ai tempi compensati, in cui si tiene conto delle dimensioni delle barche, è stato possibile un altro primo posto, quello di “Red Fox”, con lo skipper Marco Chiurazzi. A completare il podio, per il secondo posto, Bruno Dollorenzo al timone di “Rosalmar”, e al terzo Roberto Cenci, skipper di “Auriga”. Dopo la gara, però, l’agonismo però ha lasciato il posto al ricordo che guarda al futuro, perché quest’anno si è voluto ricordare il ventennale dai primi sbarchi sulle coste otrantine, e soprattutto si è voluto porre le basi per una serie di relazioni e scambi tra Otranto e Albania. A margine della competizione velistica si è tenuto infatti il convegno “Otranto – Albania, vent’anni dopo. Un ponte costruito sull’esperienza del passato, le prospettive per il futuro, l’amicizia tra due popoli”. I lavori sono stati aperti con l’intervento dell’onorevole Agim Kadiu, presidente del distretto di Valona nel 1991. “Ѐ stato un esodo biblico – ha raccontato Kadiu – solo un popolo come quello italiano può celebrare un momento come quello. Siamo grati per l’accoglienza, per noi gli italiani in Albania non sono stranieri”. A questo appuntamento erano presenti sia il rappresentante ufficiale del governo albanese, il console generale d’Albania a Bari Bashkim Bekteshi, sia il ministro italiano per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto., che ha seguito nel corso degli anni la vicenda cercando di attuare progetti per una sinergia tra Puglia e Albania. Gli altri interventi al convegno sono stati quelli di Paolo Foresti, ambasciatore d’Italia in Albania dal marzo ‘93 al giugno ’97 – e nel ’91 uno dei realizzatori dell’operazione Pellicano – di Salvatore Miggiano e di don Giuseppe Colavero. Rappresentanti rispettivamente dell’amministrazione comunale e della Caritas di Otranto, in prima linea in quegli anni, e del difensore civico della Provincia, il senatore Giorgio de Giuseppe. Da sottolineare, nel corso delle manifestazioni, la sottoscrizione, nella sede della Lni, di un protocollo per un gemellaggio tra le due città. Questa intesa nasce dalla volontà di collaborare e sviluppare le relazioni, come confermato dal sindaco Luciano Cariddi. Oltre il convegno è stata allestita una mostra fotografica con immagini risalenti ai primi sbarchi.

Alessandro Conte

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Il costo dell’albergo lievita, turisti in difficoltà a Otranto

Prenotare una stanza a Otranto al prezzo di 50 euro a notte e ritrovarsi a pagarne 130? Ebbene sì, è quello che è accaduto a quattro turisti stranieri che, cedendo al fascino del mare cristallino e del mistero delle mura della città idruntina, hanno dovuto fare i conti con un pernottamento ritenuto decisamente esoso. A occuparsi della prenotazione un otrantino amico dei turisti e anche complice della scelta della meta della vacanza; fine agosto, certo, non è ancora bassa stagione, visto il caldo che ancora imperversa, ma il periodo che va dal 25 al 29 agosto non rientra tra quelli delle tariffe più elevate della prima quindicina del mese più caldo dell’anno, così un giro di telefonate ai vari hotel della città e alla fine si presenta una soluzione davvero allettante: un albergo nel centro del paese che propone cinque notti per un totale di 245 euro a stanza doppia, colazione inclusa, ovvero le prime tre notti a 160 euro totali e le altre due notti a 85 euro totali, per una media per notte di 49 euro. Un affare da non perdere, tanto che lo stesso otrantino, prima di proporlo ai suoi amici, vuole accertarsene telefonando ben tre volte. La prima incongruenza, però, non tarda ad arrivare. Alla prenotazione effettuata via mail dai turisti segue una risposta dell’hotel che conferma il prezzo di 160 euro per le prime tre notti, ma che presenta un costo totale di 100 euro, anziché 85, per le restanti due notti. Una telefonata sembra risolvere tutto, ma a una lettura più approfondita altra sorpresa: si chiede il versamento di una caparra di 320 euro. Nulla di male, se non che la cifra richiesta è decisamente superiore a quello che sarebbe il costo totale per stanza dell’intero pernottamento. Un’altra telefonata sembra chiarire l’equivoco. La somma della caparra è da intendersi in totale per entrambe le stanze, sarebbe dunque una caparra da 160 per stanza con una penale pari al 30% della somma rimanente da pagare in caso di partenza anticipata. È il 26 agosto che i conti iniziano a non quadrare per i turisti, arrivati a Otranto la notte precedente, perché il costo del pernottamento, raccontano gli interessati, passa da un ammontare di 245 euro a un totale di 650 euro a stanza per cinque notti. Importo che, per quanto assolutamente non rispondente ai patti intercorsi, i quattro turisti saldano immediatamente con carta di credito. Non appena l’amico, avvisato dell’episodio, si reca in albergo, invita i suoi amici a lasciare le stanze con almeno due giorni di anticipo, facendosi rimborsare la cifra eccedente già versata, ma in un batter d’occhio la penale per partenza anticipata lievita fino all’80% con tanto di documento firmato dal direttore che, tra l’altro, non è neppure in grado di esprimersi in inglese. Dopo discussioni varie, l’unica cosa che i turisti, con l’aiuto del loro amico, riescono ad ottenere è che gli vengano scontati 135 euro dal totale per stanza, somma irrisoria rispetto a ciò che hanno dovuto sborsare per fare una vacanza immersi in uno degli angoli più belli e caratteristici del Salento, in cui però hanno giurato di non tornare mai più.

Alessandra Ragusa

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Ma l’albergatore non ci sta: “I clienti hanno frainteso”

Punti di vista diametralmente differenti, tra i turisti stranieri ospiti a Otranto dal 25 al 29 agosto e l’albergatore otrantino proprietario dell’hotel interessato. I quattro turisti stranieri, ormai tornati da giorni nella loro città di residenza, restano infatti fermi sulle loro posizioni, e ribadiscono, apportando a testimonianza lo scambio di e-mail intercorso tra loro e l’albergatore, che per i primi tre giorni del soggiorno era stato fissato un corrispettivo totale di 160 euro, e per i restanti due giorni una cifra pari a 85 euro, sempre da intendersi a stanza doppia. A confermare la loro versione dei fatti, secondo quanto riferito dagli stessi, l’equivoco venutosi a creare sulla richiesta della caparra. Dopo gli accordi telefonici, infatti, l’albergatore, che ci tiene a restare anonimo, richiede una caparra, comprensiva dei primi tre giorni di pernottamento, che ammonta a 320 euro. Una richiesta bizzarra, secondo i turisti, certi che l’intera durata del soggiorno avrebbe avuto un costo inferiore. Una telefonata chiarisce l’equivoco: la caparra, riferisce l’albergatore ai clienti, è da dividere tra le coppie di turisti, quindi ammonta a 160 euro a stanza doppia.

Di altro avviso l’albergatore, però, che preferisce pensare all’episodio come a un brutto malinteso. Perché è vero, si è parlato di 160 e 85 euro, racconta, ma soltanto per una notte nel suo albergo: a testimonianza del fatto, appunto, la stessa richiesta della caparra, così come il listino prezzi dell’hotel presente su vari siti Internet. Secondo l’albergatore, insomma, la richiesta del pagamento anticipato dei tre giorni di pernottamento fatta via mail per un totale di 320 euro avrebbe dovuto far capire ai turisti stranieri che probabilmente avevano frainteso le tariffe. Ma perché non specificare chiaramente la dicitura “a notte” nell’e-mail di conferma della prenotazione? E soprattutto, visto che il bonifico per la caparra ammontava a 160 euro a stanza, perché l’albergatore non ha subito contattato i turisti richiedendo la restante parte? A quanto racconta ancora l’interessato, la dicitura “a notte” era invece presente sull’e-mail, e per quanto riguarda la caparra replica di aver evitato di sembrare troppo fiscale. Altro dubbio: al momento del saldo dei conti, dopo le rimostranze dei turisti e dell’amico originario di Otranto che li accompagnava, l’albergatore ha apportato un sconto di 135 euro a stanza doppia. Perché scendere a compromessi se si è certi di essere nel giusto? L’albergatore ha una risposta pronta anche per questo: ha voluto mettersi nei panni dei suoi ospiti che, per quanto non avessero compreso il contenuto delle e-mail e le tariffe, avevano messo in conto spese decisamente più basse.

Alessandra Ragusa

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“Salento Food”, due giorni per celebrare prodotti e tradizioni

Spazio ai sapori locali, alla tradizione e all’artigianato locale. “I prodotti della nostra terra tra gusto, benessere e tradizione” nel castello e nel borgo di Acaya, il 9 e il 10 settembre con Salento Food, un progetto varato dall’assessorato al Turismo e marketing territoriale della Provincia di Lecce e dal comitato provinciale dell’Unpli Puglia, in collaborazione con 23 P0ro loco del territorio e con il Comune di Vernole. Non una semplice manifestazione, ma una serie di iniziative che proseguiranno nel corso dei prossimi mesi con un percorso formativo che coinvolgerà comuni e pro loco con lo scopo di valorizzare le produzioni tipiche del Salento attraverso lo svolgimento di sagre e feste paesane. Si darà il via all’inaugurazione e alla presentazione del progetto, venerdì 9 settembre alle 18, entrando nel vivo attraverso un convegno a cura del comitato provinciale Unpli Lecce dal titolo “Star bene con i prodotti della nostra terra”, mentre nella piazza antistante il castello le 23 Pro loco della provincia presenteranno i prodotti e piatti tipici del territorio. Protagonista assoluta la bontà con i prodotti delle migliori sagre tipiche organizzate da molte associazioni del territorio. E tra i tanti prodotti due ospiti d’onore: “DiVina”, un tipo particolare di salsiccia al vino locale, e “Artigiana”, un’altra tipologia di salsiccia insaporita dalla birra artigianale. Ampio spazio anche ai mestieri di una volta anche all’interno del suggestivo castello, nel quale in entrambi i giorni sarà possibile accedere attraverso visite guidate a cura della Pro loco del Comune di Vernole. Artigiani che lavoreranno la pietra leccese, la terracotta e la cartapesta, e poi fabbri, calzolai, fabbricanti di scope, cesti e tanto altro per immergersi totalmente nell’immaginazione di quella che era la vita dei nostri avi. Non mancheranno la musica e danze tradizionali ad animare entrambe le serate. Il piazzale antistante il castello il 9 settembre diverrà il palcoscenico degli “Stella grande & Anime bianche” e degli “Scianari”, e la sera successiva dei “Mute terre” e del “Gruppo folk 2000”. Una festa della tradizione e del gusto che ha come fine ultimo anche la disciplina delle sagre e delle feste paesane: un regolamento-tipo, predisposto da Provincia e Comitato Unpli, verrà proposto ai comuni della provincia di Lecce per privilegiare i nostri prodotti enogastronomici e anche i luoghi che ospitano le varie manifestazioni all’insegna della sostenibilità e della tipicità, “parole-chiave dell’offerta turistica leccese in ogni segmento”, come dichiara Francesco Pacella, assessore provinciale al Turismo e al marketing territoriale.

Alessandra Ragusa

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8 settembre, a Otranto è festa per la Madonna tornata dal mare

L’8 settembre a Otranto si festeggia la Natività di Maria. Una ricorrenza che riporta nella mente degli otrantini i tristi avvenimenti del 1480, anno in cui i Turchi conquistarono la cittadina. Gli ottomani rimasero per un anno e proprio in questa data, 8 settembre 1481, gli aragonesi riuscirono a liberare la cittadina idruntina. A questo, però, seguì un fatto dai risvolti straordinari: infatti i saraceni, andandosene, portarono con sé vari oggetti, tra i quali una statuetta della Madonna che sembrava d’oro. La statua rimase nelle mani di un nobile saraceno fino a quando alla moglie, che aveva problemi nel partorire, non venne consigliato dalla sua schiava di riportare la Vergine al suo posto originario. Se lo avesse fatto la signora sarebbe guarita. Fu così che la statua fu posta sopra una navicella e cullata dalle onde del mare fece ritorno a Otranto. I pescatori, vedendola ritornare, non cedettero ai loro occhi e per loro, come per tutta la cittadinanza, fu un giorno di festa: l’arcivescovo chiese l’indulgenza plenaria e ottenne dal papa dell’epoca, Pio IV, il Giubileo in perpetuo, dalla sera del 7 settembre alla sera dell’8, per chi avesse visitato la Cattedrale, per chi si fosse avvicinato ai sacramenti e per chi avesse pregato secondo le intenzioni del Papa. Ora la statua della Madonna delle Grazie è collocata nella cappella dei Martiri e la sua festa in suo onore è viva e sentita dalla popolazione.

Alessandro Conte

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Traffico umano, a Otranto per “Ole” il documentario di Maria Luisa Mastrogiovanni

A Otranto si parla di traffico umano. E a farlo è Maria Luisa Mastrogiovanni, direttrice de “Il Tacco d’Italia”, che il 10 settembre alle 21 presso porta Terra proietterà il suo documentario “Human goods – Welcome to Europe”, che ha ricevuto il premio “Ilaria Alpi”. Il documentario ripercorre le rotte seguite dai trafficanti di uomini, dall’Afghanistan attraverso l’Iran e la Grecia fino alla Turchia, e sarà proiettato in prima visione all’interno del forum su economia illegale, mafie e globalizzazione finanziaria, organizzato nell’ambito di “Otranto Legality Experience”. “Da un lato, esseri umani in fuga da regimi o da Paesi in guerra – si legge nella sinossi – Dall’altro organizzazioni criminali internazionali che, facendo leva sulla disperazione delle proprie vittime, vanno a ingrossare il mercato illegale di vite trafficando, come fossero merci, uomini, donne e persino minori con il sogno dell’Europa e della libertà. È un’inchiesta investigativa che scava nel fenomeno dell’evoluzione delle nuove mafie transnazionali, svelandone i meccanismi di funzionamento e di finanziamento. Il documentario indaga infatti il fenomeno della riapertura della vecchia rotta dei curdi, quella attraverso la quale, partendo dalla Turchia e arrivando in Calabria o nel Salento, per tutti gli anni ’90 venivano trasportati i curdi in fuga verso l’Europa. Chiuso il Canale di Sicilia, ecco allora che si è riaperto quello di Otranto. Stessa strada degli anni passati, stessi criminali con base in Turchia, ma nuove merci: al posto dei curdi ci sono afghani, iraniani, iracheni”. Un lavoro che acquista decisamente significato anche in virtù della particolare ricorrenza che Otranto vive quest’anno, ossia il ventennale dei primi sbarchi degli albanesi. Perché dove c’è povertà e disperazione a volte c’è anche la speranza di un futuro migliore, ma soprattutto c’è chi cerca di sfruttare questa speranza per il suo tornaconto personale, che quasi sempre diventa un’attività illecita e criminosa.

Angela Leucci

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“Ricadute narrative della contingenza esistenziale”, un Salento diverso dal solito nel libro di Antonio Pagliara

“Ricadute narrative della contingenza esistenziale” è il titolo del nuovo libro di Antonio Pagliara. L’autore spiega che è un titolo volutamente impronunciabile e significa “racconti autobiografici”. Lo scrittore salentino è nato a Tuglie, ha vissuto tre anni in Colombia e uno in Iran e vive attualmente a Istanbul, dove insegna in un liceo italiano. Il libro, pubblicato da Lupo Editore, racconta un Salento inedito, lontano da quello conosciuto nelle cartoline, nei documentari o negli itinerari turistici enogastronomici. Eppure Pagliara, della sua terra non trascura niente, dai paesaggi alla sofisticata arte salentina dell’inzuppare il biscotto, dalla mancanza di lavoro alla fuga dei cervelli, da serate passate a filosofeggiare mangiando lumache e bevendo vino agli aneddoti popolari. Con le loro bravate, personaggi come Ciccio Spina, cliente affezionato del bar Sguario, e Marco Cazzafitta, faranno sorridere il lettore; i misteri della Malumbria o del Bezelit non annoieranno. Ai racconti salentini seguono quelli dei viaggi in Iran, Colombia e Turchia. Il libro infatti è un rapido susseguirsi di immagini, suoni, colori, oggetti e azioni che colpiscono i sensi e la fantasia. Nel testo si alternano momenti di scrittura cabarettistica e lunghe scorribande barocche, racconti cinici a finzioni metafisiche. Solo alla fine del libro il lettore potrà decidere se aderire al severo giudizio del “professore”, oppure raccogliere la sfida e decidere cosa fare delle ricadute: se ridere o sorridere, pensare, incantarsi o, semplicemente, godersele.

Serena Cappello

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Melendugno, ricomincia l’anno scolastico ma la scuola non c’è

L’istituto primario di Melendugno non è ancora agibile, ma i bambini sono ormai pronti a tornare tra i banchi: una vera e propria corsa contro il tempo per consentire di iniziare l’anno scolastico, e un’ordinanza del sindaco fa slittare al 19 settembre il rientro in classe. Negli ultimi mesi del precedente anno scolastico, l’immobile fu dichiarato inagibile a causa di due episodi di cedimento strutturale: c’era infatti pericolo di crollo dei solai delle ali nord e sud dell’edificio. Così ben tre sezioni di cinque classi l’una furono dislocate in alcuni locali della scuola media, altre nei locali dell’ex mattatoio adibiti, negli ultimi anni, a museo, e altre classi nel centro culturale “Rina Durante”, gestito dai laboratori urbani Koinè. Nonostante l’impegno dell’amministrazione, i lavori non sono terminati in tempo e non permetteranno il regolare svolgimento delle lezioni. Infatti i bambini saranno dislocati in diversi ambienti. Alcune classi saranno disposte nell’asilo nido, altre nelle scuole medie e altre ancora nell’ex mattatoio, nonostante l’anno scorso due aule arrangiate in quest’ultimo furono dichiarate inagibili a causa di strani odori che provenivano dalle pareti, provocando di conseguenza una bonifica estiva dell’immobile. Dove il comitato dei genitori è stato invitato dall’amministrazione a fare un sopralluogo per accertare lo stato dei luoghi, e verificare che lo stabile non presenti più nessun tipo di odore, né all’interno né all’esterno. Si è inoltre ottenuto un ribasso di gara e i soldi rimasti dall’appalto dei lavori, promette il vicesindaco Mauro Russo, saranno reinvestiti su tutti gli edifici scolastici di Melendugno (ai genitori che lamentavano la mancanza di laboratori informatici, di laboratori di lingua, e della mancanza di lavagne multimediali, Russo ha risposto che “prima di pensare alla tecnologia avanzata, bisogna intervenire sugli edifici scolastici di Borgagne”). Ma i genitori e il comitato che li rappresenta, che hanno partecipato anche a un incontro con il vicesindaco sull’argomento, si oppongono con tutta la loro forza all’utilizzo dell’ex mattatoio, perché evidentemente non soddisfatti delle assicurazioni circa la bonifica dello stabile e di tutta la sua area circostante, pertanto hanno chiesto a gran voce di poter avere accesso a tutti i dati riguardanti le analisi: secondo alcuni genitori, l’anno scorso alcuni bambini a scuola in quell’edificio avrebbero accusato ripetuti mal di testa e difficoltà respiratorie.

Serena Cappello

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La lotta alla mafia passa per la cultura: ecco l”Otranto Legality Experience”

La lotta alla criminalità organizzata approda a Otranto. Dal 9 all’11 settembre si tiene infatti un’iniziativa, targata don Ciotti, che porta il nome di “Otranto Legality Experience”. Dopo il successo della scorsa edizione, che ha registrato la presenza di più di duecento iscritti, la manifestazione torna a coinvolgere la città idruntina con un parterre di relatori provenienti da realtà di spicco nella lotta alle mafie e proponendosi come appuntamento fisso per l’antimafia sociale italiana. Quanto l’economia reale, quella dei flussi finanziari transazionali, è collegata all’economia sommersa, quella dei riciclaggi di denaro sporco? Un tema attuale, spesso taciuto, o meglio occultato, che diventa il fulcro dell’iniziativa organizzata da Flare Network, organizzazione che si batte per la legalità e i diritti dei cittadini europei, tra incontri, dibattiti, convegni e approfondimenti che avranno i giovani come protagonisti. La manifestazione, già in corso, presenta due diverse fasi: un summer camp presso l’Università del Salento aperto alla partecipazione di duecento persone nel quale, fino all’8 settembre, si analizzeranno gli organismi internazionali, gli Stati, le multinazionali e la società civile, e un forum, aperto alla partecipazione di tutti, che si terrà invece a Otranto dal 9 all’11 settembre. Massimi esperti nella lotta alla mafia, presenze di spicco del panorama culturale italiano e non solo, si susseguiranno nella tre-giorni dedicata alla legalità nella città adriatica, dall’europarlamentare Vittorio Agnoletto, coordinatore culturale dell’evento, al già citato don Ciotti, presidente di Libera, associazione sempre in prima linea nella lotta alla criminalità, e, ancora, da Paolo Beni, presidente dell’Arci, all’economista Susan George. Un calendario fittissimo, quello del forum, per un weekend all’insegna della lotta alla criminalità organizzata che aprirà i battenti con incontri mattutini per poi proseguire, fino a tarda serata, con dibattiti, testimonianze degli esperti e spettacoli. Tanti gli argomenti racchiusi nel titolo dell’edizione 2011, dedicata a Toni Fontana, “Economia illegale, mafie e globalizzazione finanziaria”. Verranno approfonditi i segreti della finanza con un dibattito a cura di Jean de Mailllard e John Christensen, sviscerate le conseguenze apportate dalla globalizzazione nel mondo del lecito e dell’illecito alla presenza di Vincenzo Ruggiero, Giancarlo Caselli e Alberto Perduca. E, ancora, verrà fatta luce sulla strategia dell’Europa che si protende sempre più verso il Nord Africa, con un dibattito a cura di Antonio Panzeri e di Stefano Manservisi. Non mancherà un’analisi della società italiana, della risposta apportata anche dalle amministrazioni locali alle mafie nazionali e internazionali, un momento di grande interesse che coinvolgerà, tra gli altri, Paolo Beni, Michele Emiliano, Mimmo Fontana e Don Ciotti. Il compito di chiudere la manifestazione al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che porrà l’accento su un altro aspetto fondamentale: quanto è importante la lotta alla criminalità organizzata per l’Unione Europea? Le risposte ai nostri quesiti giungeranno da Cecilia Malmström, commissario europeo per gli Affari interni.

Alessandra Ragusa

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Otranto, arriva Qr Code: info turistiche anche sull’iPad

Il sistema di ultima generazione Qr code arriva a Otranto. Un progetto della Hydrusa.com creato in collaborazione con il Comune di Otranto e il suo assessorato al Turismo. Si tratta di un nuovo percorso interattivo per le vie della cittadina idruntina. Il progetto verrà presentato ufficialmente domani 8 settembre, alle ore 11, presso il municipio, e dopo la presentazione ci sarà una dimostrazione pratica per le vie del centro. I Qr code sono nuovi codici, sempre più diffusi negli ultimi mesi, leggibili dai telefonini di ultima generazione, dai tablet come l’iPad e da altri lettori multimediali. L’idea per Otranto è di Elio Paiano. Il sistema non fa altro che fornire indicazioni multimediali, disponibili in varie lingue, sui monumenti e le località presenti a Otranto. In questo modo si crea un percorso interattivo per il turista. Si potranno visualizzare messaggi di testo, anche senza connessione internet, che forniscono notizie su luoghi e monumenti e inoltre, video, sistemi per individuare le specie di flora e fauna, indicazioni sulle coordinate geografiche e persino rimandi letterari. In generale, si può dire di avere a disposizione una guida artistico-culturale gratuita e soprattutto accessibile a tutti. Ѐ la prima in Italia e tra le prime al mondo. “Si tratta di un progetto nato grazie alle nuove possibilità offerte dalla tassa di soggiorno – spiega il sindaco Luciano Cariddi – Lo stiamo sviluppando per creare una serie di servizi innovativi per i nostri ospiti facendo comprendere le potenzialità di sviluppo del nostro territorio”. Anche l’assessore al Turismo del Comune di Otranto, Antonio Schito, esprime soddisfazione: “In questo modo si potranno creare opportunità completamente nuove di fruizione del territorio. L’esempio di questo progetto è unico in Italia ed è una dimostrazione pratica di queste nuove possibilità”.

Alessandro Conte

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