Posted on 11 Agosto 2011. Tags: 29 luglio 1480, Alfonso d’Aragona, Antonio Pezzulla, Arcidiocesi di Otranto, Baia dei Turchi, Beati Martiri, colle di Minerva, Oriente, Otrantini, papa Clemente XIV, pascià Ahmet, Primaldo, processione, Re di Napoli, Reliquie, Solenne Pontificale, Stefano Agricoli, Tredicina, Turchi, veglia diocesana
Era un venerdì e tirava un forte vento di tramontana, quel lontano 29 luglio 1480. Avrebbero dovuto sbarcare a Brindisi, ma a causa delle avverse condizioni del mare si fermarono al di là delle mura della città più a oriente della penisola. Erano una flotta composta da ben oltre 150 imbarcazioni, per un totale di 18mila uomini, e sbarcarono in una piccola spiaggia a nord della città che oggi porta il nome di “Baia dei Turchi”. Otranto era una città ricca e fiorente, ma non godeva di fortificazioni tali da poter respingere un simile attacco, anche in virtù del numero degli abitanti – non superiore ai 6mila uomini – e la crisi in cui versavano all’epoca gli stati italiani fece sì che non gli si contrapponesse alcuna forza militare. Gli abitanti abbandonarono il borgo in mano ai Turchi comandati dal pascià Ahmet, ritirandosi nel castello, la cittadella. A difendere la città vi erano solo quattrocento uomini che risposero con la vita in cambio della resa. La difesa si protrasse per due settimane, ma l’11 agosto il pascià ordinò l’attacco finale: il castello fu espugnato in un batter d’occhio, le donne e i bambini furono ridotti in schiavi e tutti gli uomini al di sopra dei quindici anni furono barbaramente uccisi. I pochi superstiti e il clero si erano rifugiati nella Cattedrale. Si racconta che Ahmet impose loro di rinnegare la fede cristiana, e il loro rifiuto generò martiri, razzie e barbare uccisioni. Emblematico l’assassinio dell’anziano arcivescovo Stefano Pendinelli, che incitava i suoi confratelli di rivolgersi a Dio in punto di morte: fu fatto a pezzi e il suo capo mozzato fu portato a spasso per le vie della città. Il 14 agosto la cattedrale venne trasformata in una stalla e i superstiti furono trasportati sul colle di Minerva: qui ne vennero decapitati almeno ottocento sotto gli occhi dei familiari. A capo degli otrantini vi era un certo Antonio Pezzulla, detto Primaldo: fu il primo a essere decapitato e si narra che, seppure senza capo, rimase in piedi ad assistere al martirio dei suoi uomini, tanto che uno dei Turchi rimase talmente impressionato da tale prodigio di fede che decise di convertirsi al Cristianesimo, scegliendo la morte. Dopo tredici lunghi mesi Alfonso d’Aragona, figlio del re di Napoli, riuscì a riprendersi le chiavi della città. I corpi degli otrantini trucidati sul colle di Minerva, trovati incorrotti a un anno dal martirio, furono poi traslati nella Cattedrale. Dopo un lungo processo canonico iniziato nel 1539 e terminato il 14 dicembre del 1771, papa Clemente XIV ne autorizzò il culto dichiarandoli beati. Trecento anni dopo, nella notte della loro festa, i martiri, divenuti già nel Settecento i protettori della città, furono visti da tutta la popolazione recarsi in processione sul colle.
È nel ricordo del loro sacrificio eroico, della loro fede e del messaggio di speranza che si è tramandato nei secoli che la città si appresta ogni anno a festeggiarli, aprendo il 31 luglio la tredicina con la solenne esposizione in cattedrale dell’urna dei Martiri, e animando ogni sera la festa con momenti di fede e preghiera fino al 13 agosto, giornata della veglia diocesana, per poi culminare nella celebrazione del solenne pontificale del 14 presieduto dall’arcivescovo della città e nella processione delle reliquie. Sono passati solo quattro anni da quando, su richiesta dell’Arcidiocesi di Otranto, il processo di canonizzazione è stato riaperto, e nel cuore di tutti gli otrantini e di tutti i fedeli e devoti, ogni anno in questo periodo, si apre ancor più la speranza che venga loro riconosciuto il motivo del martirio, sul quale vi sono non poche versioni contrapposte, e che possano perciò essere ufficialmente ritenuti santi.
Alessandra Ragusa
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Posted on 11 Agosto 2011.
A Cannole si sta svolgendo in questi giorni uno degli appuntamenti estivi più rinomati, la festa della Municeddha. Un totale di quattro serate per questa ventisettesima edizione, un appuntamento fisso dell’estate che si svolge sin dal 1985. Chi avrà l’opportunità di visitare gli stand gastronomici dedicati al palato potrà contare anche sull’accompagnamento musicale. Una cucina ricca quella salentina, che in questo evento trova in questo mollusco il suo piatto principe. La municeddha è cucinata in vari modi, soffritta, arrostita o al sugo: ai fornelli i cannolesi o “cuzzari” (raccoglitori di lumache), come venivano chiamati in antichità, sono pronti a cucinare il prelibato animale, dalla carne molto ricercata in gastronomia e oltretutto, grazie alla presenza della ghiandola dell’albumina, efficace contro le indigestioni. Per quanto riguarda la musica, i vari gruppi che si alternano nel corso delle serate sono: White Queen, Makarè, Briganti di Terra d’Otranto, Gruppo Folk 2000 e molti altri. Quattro serate intense che, secondo le stime, in passato hanno richiamato ogni anno circa settantamila presenze. Un riconoscimento per il comune a livello numerico, ma soprattutto questa sagra è stata considerata come la più importante tra quelle dedicate alle chiocciole in tutto il Sud Italia. Da questa gratificazione ne deriva una ben più importante, cioè il titolo di “Città delle Lumache”, dato anche ad altre undici città italiane.
Alessandro Conte
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Posted on 11 Agosto 2011. Tags: Alla Bua, Gitanistan, Mascarimirì, Muro Leccese, Salentorkestra
“Ballati”, manifestazione della musica tradizionale salentina in scena a Muro Leccese. Mascarimirì, gruppo che lega la tradizione all’innovazione, dedica la decima edizione della festa alla classica musica tradizionale salentina, la pizzica. La manifestazione è organizzata da Dilinò, centro di musiche alternative e del Mediterraneo. Agli occhi degli amanti di questo genere musicale si tratta di uno dei tanti spettacoli che si stanno svolgendo in questi giorni. Ma questo in particolare nelle precedenti edizioni è stato ospitato nelle piazze di alcune delle città simbolo d’Italia, come Roma e Milano. Nel corso della serata si alterneranno SalentOrkestra, Alla Bua, e in chiusura i Mascarimirì, che presenteranno lo spettacolo Gitanistan Orchestra, prodotto con il sostegno di Puglia Sounds. “Gitanistan” rappresenta un percorso, durato due anni, seguito dal gruppo e fatto di musiche e danza del Mediterraneo con influenze rom, un lavoro registrato tra l’Italia, la Francia e la Spagna con l’intento di approfondire l’aspetto storico, antropologico e musicale delle famiglie rom salentine. La manifestazione dell’11 agosto partirà sin dalla mattina. Infatti, alle 11 è previsto un laboratorio di danza e coreografia sul tarantismo, sotto la direzione di Maristella Martella. L’ultimo appuntamento prima dei concerti è fissato per le 21,30 con la presentazione del cd “Gitanistan”, ultimo album appunto dei Mascarimirì.
Alessandro Conte
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Posted on 10 Agosto 2011.
“Scusi, per il Villaggio Catona?”. “Buongiorno signora, siamo venuti per la casa vacanze in Via Primaldo”, ma anche per quella di Via Memorie, e tutti vittime di una ben organizzata truffa online. Oltre venti tra ragazzi e ragazze, ma anche famiglie e comitive truffate in vari modi, e convinte a versare sostanziose caparre a operatori turistici truffaldini per strutture inesistenti. O meglio, le strutture esistono, c’è anche una certa assonanza, ma i proprietari sono del tutto estranei alla truffa organizzata sapientemente. In un caso una signora ha ricevuto, nella casa dove abita, almeno una decina di persone convinte di aver affittato l’appartamento per il periodo centrale di ferragosto. Con le stesse modalità, inoltre, anche altre persone sono state truffate per appartamenti fantasma a Torre dell’Orso. Insomma, il Salento è una delle mete più ambite dai vacanzieri, Otranto è in cima ai desideri di vacanza di milioni di italiani ed allora, con un po’ di inventiva, è facile organizzare una truffa in grande stile. Le modalità erano ben studiate, raccontano alcuni dei truffati: “Abbiamo risposto ad un annuncio su un portale serio come subito.it” –spiega una coppia del centro Italia – “ci hanno mandato le foto, la fotocopia dei documenti del venditore ed abbiamo pagato con bonifico bancario il 30% dell’importo”. Importi considerevoli, tra l’altro, dagli ottocento ai duemila euro. Come nel caso di una famiglia con due bimbi piccoli che ha scoperto di aver acquistato un mini-appartamento nell’inesistente “villaggio Catona” su un sito affidabile come e-Bay. Il bello è che la truffa è stata studiata bene, perché sfrutta le caratteristiche della città di Otranto. In effetti, guardando su google map la Catona, si vedono chiaramente dei residence, come il Catona che esiste realmente, si osservano strutture turistiche come la piscina dell’Hotel Vittoria e le vicinissime spiagge cittadine di Otranto. Insomma, una volta che il tutto è condito da una bella web gallery fotografica la truffa è servita. In alcuni casi il sospetto che si trattasse di una truffa poteva sorgere, perché l’offerta era sin troppo vantaggiosa. Per logica, infatti, è difficile che uno venda sottocosto proprio le prime due settimane di agosto in una delle località più gettonate d’Italia. Tuttavia, in alcuni casi era veramente difficile accorgersi dell’inghippo, perché lo sconto era moderato e le modalità di pagamento non erano con una Postepay che garantisce l’anonimato, ma con regolare bonifico bancario su conto corrente. Insomma, una truffa ben studiata, che non ha danneggiato solo economicamente le persone truffate, ma le ha fatte arrivare in una località già colma di turisti e senza la possibilità di alloggiare da nessuna parte. Insomma, una situazione grave sulla quale stanno ora facendo luce le forze dell’ordine.
Elio Paiano
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Posted on 10 Agosto 2011.
“Sono giunti da me molto preoccupati” -spiega Bianca Sammarruco dell’agenzia Otrantour- “in alcuni casi si trattava di famiglie con bambini piccoli che non sapevano dove alloggiare”. La truffa ha colpito anche persone che, oltre al danno economico, si sono trovate in grosse difficoltà. “Abbiamo fatto di tutto per trovare una sistemazione adeguata” –dice Bianca- “ma purtroppo ciò è possibile solo per questa settimana, la prossima non c’è posto da nessuna parte e saranno costretti ad andare via. La situazione è seria perché sono stati truffati, sono giunti a Otranto senza sapere dove alloggiare e dovranno anche rinunciare a circa metà delle loro vacanze”. Oltre al danno, i truffatori si sono organizzati per aggiungere anche la beffa, perché in molti sono andati a chiedere della loro prenotazione al residence, ma in alcuni casi la situazione era paradossale. “Ad alcuni” – racconta ancora Bianca Sammarruco- “hanno addirittura fornito l’indirizzo di un privato cittadino, una signora anziana che ha visto bussare alla sua porta decine di persone che volevano alloggiare da lei. Eppure tutti noi che gestiamo le agenzie forniamo tutta una serie di dettagli proprio per permettere una scelta serena, ma il miraggio delle offerte last minute spinge molte persone ad affrettarsi a concludere il contratto di affitto, e questo rende più facile il lavoro dei truffatori”.
Elio Paiano
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Posted on 10 Agosto 2011. Tags: Alessano, Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Cesare Dell’Anna, Corigliano d’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Dario Muci, Dilinò, Kowalski, Kurumuny, Luigi Del Prete, Martano, Martignano, Mimmo De Santis, Notte della Taranta, Notte Incanta, Novaracne, Pierfrancesco Pacoda, Pierluigi Mele, Raiz, Soleto, Sternatia, Uccio Aloisi, Vincenzo Santoro
Un calendario ricco, quello della “Notte Incanta”, festival dedicato all’arte, alla musica e alla letteratura che partirà giovedì 11 agosto coinvolgendo le quattordici tappe interessate dal festival itinerante della Notte della Taranta. Un salotto di strada che si vestirà ogni sera di una nuova cornice con l’intento di promuovere le realtà e le esperienze di produzione artistica del territorio. In attesa di concerti e ronde che animeranno le notti dedicate alla pizzica, gli spettatori potranno intrattenersi con presentazioni di libri, progetti musicali, dischi e ancora reading, proiezioni di documentari e interviste per poi lasciare la scena alla musica, trasformandosi in una sorta di “etno-discoteca”. La rassegna culturale messa a punto da Dilinò, Centro di musiche alternative del Mediterraneo, associazione Novaracne, il Tamburello.com e Kurumuny, in collaborazione con la Fondazione Notte della Taranta, muoverà i suoi primi passi partendo proprio da Corigliano d’Otranto. Prima del concerto di apertura del festival itinerante in piazza Vittoria si terrà una presentazione del progetto, cui seguirà la presentazione del libro edito da Kurumuny dal titolo “Uccio Aloisi. Il canto della terra”, dedicato all’artista salentino scomparso meno di un anno fa e divenuto nel tempo simbolo del revival della tradizione della pizzica salentina. Il giorno successivo sarà piazza Pio XII, a Cursi, a far gli onori di casa intrattenendo i presenti con un reading del volume edito da Lupo, “Da qui tutto è lontano” a cura di Pierluigi Mele e con la presentazione del memorial dedicato sempre a Uccio Aloisi. Sabato 13, a Zollino, in attesa del concerto dei Mascarimirì che si esibiranno accompagnati dal sax di Raffaele Casarano, verrà presentata la loro ultima fatica musicale dal titolo “Gitanistan”. La tappa leccese del festival della Notte della Taranta vedrà la presenza del critico musicale nonché saggista Pierfrancesco Pacoda che, dopo la presentazione del suo libro “Salento amore mio”, edito da Kowalski, intervisterà Raiz, anticipandone la sua esibizione live. Dopo la sosta del giorno di ferragosto si riparte il 16 agosto da Galatina con la presentazione dell’etichetta indipendente 11/8 a cura di Cesare Dell’Anna, e poi a seguire nei giorni subito successivi si farà tappa a Castrignano dei Greci, Sternatìa, Martano, Calimera dove si presenterà il disco “Compilescion”, edito in occasione dei dieci anni di attività editoriale del gruppo di “Qui Salento”. A partire da domenica 21 agosto si proseguirà con Soleto, Alessano, Cutrofiano, dove verrà proiettato tra le altre cose anche il documentario “L’Arneide” di Luigi Del Prete, e ancora Martignano dove verrà presentato il libro “Il ritorno della Taranta” di Vincenzo Santoro e il cd dal titolo “Sulu” di Dario Muci. La rassegna, e con essa il festival itinerante della Notte della Taranta, si concluderà a Carpignano Salentino, dove il 25 agosto verrà presentato il disco di Mimmo De Santis “Scarcagnizzu – vento dal basso”; a seguire la presentazione del progetto “I luoghi d’allerta 2011”, una rassegna culturale che a cavallo tra fine agosto e settembre coinvolgerà molti comuni salentini.
Alessandra Ragusa
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Posted on 10 Agosto 2011. Tags: Arsura, La notte del Molino, Molino del Salento, Titti Pece
Noi siamo quello che mangiamo. Parte da questo presupposto “La notte del mulino”, evento che porta come slogan “Mangiare è un atto agricolo. Mangiare è Gusto. Mangiare è Cultura”, e che si tiene sabato 20 agosto presso il Molino del Salento alle 20,30. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Quoquo, Museo del Gusto, e l’azienda luogo del l’evento, il Molino del Salento. “Sarà una notte magica. Sarà una notte di farine. Perché – dice Titti Pece, direttrice del Quqouo, Museo del Gusto – per gustare la cucina di un luogo e per capirla bisogna partire proprio dalle sue farine. E dai grani e dai cereali da cui esse derivano”. Il programma prevede una chiacchierata sul percorso della molitura dai cereali alle farine, con visita guidata al mulino e del percorso di produzione dei prodotti aziendali, l’esposizione di una grande trebbiatrice in legno degli anni ’30 del ‘900, musiche, canti e pizziche con il gruppo etnomusicale Arsura, e una cena molto speciale, ispirata e costruita sui modelli culturali del mondo agricolo padronale e contadino. Il menu riproduce e propone infatti, quasi in un percorso di archeologia dei sapori, le pietanze una volta in uso nelle tradizionali feste dette “de lu capucanale”, che segnavano, celebrandola a tavola, la fine di una stagione agricola di lavoro nei campi. Durante la serata interverrà l’agronomo Antonio Bruno.
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Posted on 10 Agosto 2011. Tags: B2, campionato nazionale, Gigi Macagnano, Rosa Maria Hechavarria, Tonino Solombrino
La Betitaly Volley Maglie, fresca di promozione n B2, si appresta ad affrontare un campionato nazionale dalle mille insidie con nuove leve. Presentarsi da cenerentola può portare un lato positivo e uno negativo: quello positivo è che le avversarie prendano sottogamba i match contro le ragazze magliesi, quello negativo è pagare, in più di una partita, l’inesperienza. Per far fronte a quest’ultimo problema, la dirigenza si sta muovendo sul mercato in modo febbrile: sono già quattro infatti gli acquisti del team del presidente Gigi Macagnano. Si tratta di Claudia Pagano, palleggiatrice fresca dell’esperienza in B2 a Spezzano, così come Ilaria Barbaro, schiacciatrice e compagna di squadra di Pagano lo scorso campionato. Poi Emanuela Romano, centrale che è arrivata anche in B1, e infine Rosa Maria Hechavarria, schiacciatrice con esperienza in A2. Il lavoro sulle atlete è già iniziato per l’allenatore Tonino Solombrino, confermato alla guida della squadra dopo la vittoria nei playoff della scorsa stagione. Tutta la rosa dirigenziale sa quanto sia importante questo campionato federale per l’ambiente magliese e per la squadra stessa: non solo in tutta la provincia di Lecce, ma anche in quella di Taranto e Brindisi, nessun team è attualmente in forza ai campionati nazionali. La Betitaly deve quindi tenere alto il nome non solo del Salento, partita dopo partita. E le varie giornate la porteranno anche in Basilicata, Molise, Campania e Abruzzo. Molti chilometri da percorrere, ma il tecnico Solombrino è fiducioso. “Da un punto di vista logistico siamo stati fortunati a capitare nel girone H – spiega – avendo evitato la Calabria, difficile da raggiungere, e soprattutto la Sicilia. Dal punto di vista qualitativo, invece, credo che dobbiamo stare bene attenti al Potenza e alle squadre abruzzesi. Ma questo non fa diminuire la nostra determinazione: vogliamo toglierci delle belle soddisfazioni, per noi, per l’ambiente e per il pubblico”.
PAOLO MERENDA
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Posted on 10 Agosto 2011. Tags: Francesco Pacella, Provincia di Lecce, Salento Food, Unpli
Il Salento fondato sull’enogastronomia e sulle tipicità territoriali va incentivato. È così che nasce il protocollo d’intesa tra la Provincia di Lecce e il comitato provinciale di Lecce dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, per incrementare gli standard dell’offerta e della tipicità dei prodotti territoriali. Si tratta del “Salento Food”, il cui protocollo è stato approvato dalla giunta provinciale nella seduta dell’8 agosto scorso. Il progetto prenderà l’avvio con un evento in programma il 9 e il 10 settembre prossimi presso il castello di Acaya. La manifestazione, cui parteciperanno varie Pro Loco della provincia, sarà l’occasione per promuovere le diverse attività delle Pro Loco, a partire dalle rispettive sagre tradizionali e dai relativi prodotti tipici. “Salento Food” non si esaurirà con la due giorni al Castello di Acaya, ma proseguirà, da settembre a dicembre, con l’attuazione di convegni aperti al pubblico, per la creazione di una cultura diffusa del prodotto locale, per la salute, lo sviluppo economico e la stessa identità del territorio. L’organizzazione di seminari formativi sul concetto della ecosostenibilità delle sagre, articolati sui temi della promozione delle produzioni tipiche, la scelta degli alimenti e la loro preparazione, la pubblicità e la legislazione di riferimento, e infine la realizzazione di una pubblicazione informativa istituzionale Provincia-Unpli Lecce, che illustrerà le sagre più importanti del 2012, i prodotti tipici promossi, la loro storia, i luoghi, le aziende sono tutte facce di questo progetto interessante e articolato. Attraverso questo protocollo, dunque, si rafforza l’intesa interistituzionale tra Provincia di Lecce ed Unpli Lecce, con l’ente di Palazzo dei Celestini in prima linea per la promozione di eventi legati al recupero ed alla valorizzazione delle produzioni tipiche. “Le Pro Loco rappresentano il vero motore della movida dell’estate salentina – dichiara l’assessore provinciale al Turismo e Marketing territoriale Francesco Pacella – mentre negli altri mesi dell’anno possono realmente contribuire alla destagionalizzazione del turismo attraverso azioni di animazione del territorio, non soltanto lungo le coste ma anche nell’entroterra. Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile del proprio territorio, la Provincia di Lecce ha inteso condividere lo spirito del progetto Salento Food, con l’obiettivo di promuovere la cultura del coordinamento e dell’organizzazione sul territorio, ma anche della qualità delle iniziative. Il rapporto tra turismo e cibo locale si è fatto molto stretto, non soltanto nel determinare le scelte del viaggiatore moderno, ma anche in termini di cultura locale e di necessità per la salute e per la qualità della vita dei residenti. Senza contare che la nostra agricoltura può offrire al turismo non soltanto i propri prodotti alimentari, ma anche prodotti intangibili, come la produzione e la tutela di un paesaggio di qualità”.
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Posted on 10 Agosto 2011. Tags: centro polifunzionale, Ettore Caroppo, Minervino
Il Comune di Minervino ottiene il finanziamento del Centro polifunzionale. Accade grazie al Pon Sicurezza con il progetto dal titolo “Altre–menti”, che mira appunto a realizzare un Centro polifunzionale per l’integrazione di extracomunitari regolari presenti sul territorio dell’Ambito di Zona di Poggiardo e non solo. Il piano proposto dal Comune di Minervino di Lecce per il recupero dello stabile che ospitava il mattatoio è pari a 1.380.000 euro, e rientra tra i modelli che il Ministero dell’Interno mette a disposizione delle amministrazioni. “Ringrazio innanzitutto tutti coloro che hanno lavorato alacremente per raggiungere questo risultato – ha commentato il sindaco di Minervino Ettore Caroppo – ognuno per le proprie competenze, riuscendo a dare delle risposte ai vari quesiti che in questi mesi giungevano dai tecnici dell’autorità di gestione presso il ministero e le prefetture interessate. Un traguardo importante che, ancora una volta, premia l’attività del nostro Comune, sia in termini politici che di competenze tecniche, segno di come l’amministrazione abbia avuto la capacità di dotarsi in questi anni di personale altamente qualificato, che ci sta permettendo di raggiungere traguardi solo fino a poco tempo fa francamente inimmaginabili e insperati. Questo risultato consentirà anche ad altri Comuni di beneficiare di una struttura che servirà a realizzare laboratori artigianali, serre fotovoltaiche per l’agricoltura attraverso una mediazione culturale che permetterà un’integrazione per inserire coloro che vorranno seguire i vari corsi che a vario titolo i soggetti gestori realizzeranno, creando le basi per nuova occupazione. Vale la pena sottolineare come il progetto presentato sia stato studiato anche per rispondere ai requisiti di efficienza energetica, che permetterà di contenere al massimo la spese di gestione”.
Angela Leucci
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Posted on 10 Agosto 2011. Tags: Giorgio Miggiano, Legambiente, Luciano Cariddi, Otranto
Una cattiva usanza da debellare, quella di buttare le cicche dove ci si trova. E se potrebbe essere accettabile in città (ma non lo è, tanto che i Comuni di Lecce e Maglie hanno approvato un regolamento contro la cicca selvaggia), non lo è in spiaggia, dove i filtri abbandonati ci mettono cinquecento anni a decomporsi completamente. Così Otranto si attrezza per la sensibilizzazione, e oggi, alle 10,30, presso la spiaggia della Madonna dell’Altomare, i volontari di Legambiente, con il loro presidente Giorgio Miggiano e il sindaco Luciano Cariddi, hanno consegnato ai bagnanti un piccolo posacenere da spiaggia in cui gettare i mozziconi di sigarette, donato dall’associazione Animal Zone International. L’obiettivo della campagna, voluta dal Comune di Otranto e da Legambiente, è sottolineare l’inciviltà di un gesto che, pur sembrando insignificante, in realtà reca danno all’ambiente, e in particolare al mare. Secondo una recente ricerca delle Nazioni Unite, i mozziconi sono ai primi posti nella top-ten dei rifiuti che soffocano il Mediterraneo: le cicche rappresentano il 40% dei rifiuti, contro il 9,5% delle bottiglie di plastica. Basta così poco per evitare tutto questo, e in fondo i posacenere portatili sono simpatici ed eleganti. Ma chi non volesse dotarsi di apposito posacenere, ha in fondo la risposta a portata di mano: utilizzare il pacchetto di sigarette per mettere le cicche che, una volta fuori dalla spiaggia, sarà possibile buttare nella spazzatura indifferenziata.
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Posted on 10 Agosto 2011. Tags: Cuore Amico, FITP, manifestazione, Ortelle, Parco di San Vito
Pizzica e sapori antichi in un grande festival. Prenderà il via domani al parco di San Vito a Ortelle, per il quarto anno consecutivo, il festival “TarantEthnica”. L’evento ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte della Federazione Italiana Tradizioni Popolari: si tratta di due serate che uniscono e hanno l’intento di promuovere la musica e i prodotti locali. Inoltre la manifestazione quest’anno avrà un sapore particolare perché sarà organizzata anche la “Mostra storica della bandiera italiana”, in collaborazione con l’associazione Arma Aeronautica sezione di Spongano, per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia. L’inizio delle due serate è fissato per le ore 20. Ci saranno vari stand gastronomici per assaporare i prodotti tipici locali. A completare il tutto la musica di Salenti in Pizzica, Fabbrica Folk, BallaTaranta e Erva. Un evento che, pensato da un lato per raccontare la cultura e il folklore, è anche attento ai temi sociali, poiché aderisce al progetto Cuore Amico.
Alessandro Conte
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