Piano per il Sud al decollo. Parola di ministro

Concludere al più presto i lavori per la strada Maglie-Otranto e avviare nel più breve tempo la gara di appalto per l’allargamento della statale 275 (Maglie-Santa Maria di Leuca).

Sono questi obiettivi importanti per la viabilità del Salento sui quali si è soffermato Alfredo Prete, presidente della Camera di commercio di Lecce, nell’aprire l’incontro con il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto.

Il convegno – al quale hanno partecipato rappresentanti del mondo politico, sindacale e imprenditoriale – si è svolto lunedì sera presso la Camera di Commercio di Lecce per illustrare il “Piano per il Sud” varato dal Governo.

Per la risoluzione del contenzioso che sta bloccando l’ampliamento della statale 275, Loredana Capone, vice presidente della Regione, si è impegnata – in un clima di collaborazione tra le istituzioni – a convocare i soggetti coinvolti in un incontro alla Provincia per fare il punto della situazione e superare gli ultimi ostacoli per la realizzazione di un progetto a lungo atteso. Per tali lavori sono stati stanziati 288 milioni di euro, fondi che bisogna utilizzare al più presto, per non perderli. Lavori necessari anche perché sulla 275 si sono verificati numerosi e mortali incidenti stradali tali da richiedere una strada più sicura.

Il presidente Prete ha ribadito l’esigenza di interventi strutturali per sviluppare il turismo. È necessario, perciò, migliorare la rete portuale che comprende tra gli altri anche i porti di Otranto e di Gallipoli. “Nonostante la posizione geografica del Salento e i suoi centinaia chilometri di costa – ha spiegato Prete – non esiste un porto adeguatamente attrezzato per l’attracco di yacht o per lo smistamento delle merci, come pure una rete di porti turistici capace di attrarre una fetta importante del turismo stagionale”. Un altro dato sconfortante è la situazione degli aeroporti. Per il presidente della Camera di commercio, “bisogna valorizzare i piccoli scali esistenti da utilizzare per i voli charter in modo da favorire anche qui la creazione di nuovi pacchetti turistici”.

Necessari anche interventi per quanto riguarda la rete ferroviaria. Gran parte di quella nazionale è obsoleta, i suoi binari sono incapaci di ospitare alta velocità ed alta capacità. Il nostro territorio stenta a percepire i benefici della realizzazione del doppio binario, visto che i treni in partenza e arrivo a Lecce sono diminuiti piuttosto che aumentati. Ed il rinnovo delle carrozze riguarda ancora una quota minima del parco mezzi. Per quanto riguarda poi la realizzazione della metropolitana di superficie sembra ormai chiusa nel cassetto.

Tutte queste infrastrutture rientrano come priorità nel Piano per il Sud, come ha sottolineato il ministro Fitto. I primi investimenti per la Puglia attraverso i contratti istituzionali di sviluppo procederanno per tranche. Prima fra tutte l’adeguamento della dorsale dall’alta velocità da Napoli a Bari, proseguendo per Lecce e Taranto. Ciò avverrà con le prime intese nel mese di maggio tra Governo, Regioni, Anas e Ferrovie. Gli altri punti previsti dal Piano per il Sud sono la sicurezza, la legalità, la ricerca, l’istruzione e la formazione.

Annalisa Gentile

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La Saponificatrice di Correggio e il maresciallo magliese che la arrestò: un libro-verità

È uscito in queste settimane il libro “Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice”, scritto dal giornalista Fabio Sanvitale e dallo psicoterapeuta Vincenzo Maria Mastronardi, ed edito da Armando Editore. Un grande dossier su una delle leggende metropolitane più famose della storia italiana, quello della Saponificatrice di Correggio, la donna che negli anni a ridosso della seconda guerra mondiale venne accusata di uccidere, saponificare o fare dolcetti delle sue vittime (tre donne: Faustina Setti, Francesca Soavi e Virginia Cacioppo). Il libro esplora infatti in lungo e in largo le vicende che videro protagonista la Saponificatrice, Leonarda Cianciulli, a partire dal suo trasferimento a Correggio fino alla morte, avvenuta presso l’ospedale psichiatrico di Pozzuoli, nel 1970, per ictus cerebrale. C’è per la prima volta, in questo scritto, il rovesciamento della credenza popolare relativa a questa donna, cioè che la Cianciulli abbia fatto veramente sapone delle sue vittime: molte delle cose che ancora si narrano sulla prima serial killer donna italiana sono infatti false, e per questo gli autori del libro tentano di ristabilire la verità di quello che accadde anche attraverso la testimonianza dell’unica testimone oculare ancora in vita, la domestica Nella Barigazzi. Racconto lucido e avvincente, l’opera accenna poi, seppur in minima parte, a un protagonista salentino della vicenda che sconvolse l’Italia del dopoguerra: si tratta di Salvatore Toma, maresciallo dei carabinieri magliese, ma di stanza a Correggio, che andò a sostituire un approssimativo predecessore e che arrestò la Cianciulli. E, come a testimoniare che niente è come sembra, se la Saponificatrice è vista a torto da molti come la donna che uccideva per dar da mangiare ai figli preservandoli dalla guerra in arrivo, persino la corruzione del Sud diffusa nell’immaginario collettivo trova in questa storia materia per una sconfessione: Toma, meridionale, seppe infatti prendere le redini di un caso che era tutt’altro che facile, garantendo risposte precise a una piccola comunità sconvolta da atroci delitti dietro cui si nascondevano la fame di denaro e l’arrivismo personale. “Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice” è sicuramente un libro da leggere, sia per la scorrevolezza del suo stile, sia per i contenuti appassionanti: un giallo in piena regola che si innesta nel tessuto di un’Italia ormai assuefatta alla violenza della guerra, in cui l’orrore della cronaca è solo un caso cui la gente sembra non far quasi caso.

Angela Leucci

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La Grotta dei Cervi, chiusa, si sgretola. L’appello di ‘Ndronico: “Fate qualcosa”

La Grotta dei Cervi resta lì, ad aspettare visitatori, da 41 anni. Il tesoro più grande, la Cappella Sistina del Neolitico europeo, è inaccessibile ai più: sarebbe ora di riaprirla. È questo, in sintesi, l’accorato appello del Gruppo Speleologico ‘Ndronico e di Pino Salamina che fotografò quei primi momenti della scoperta. Insomma, dice Pino Salamina, “su tre dei quattro corridoi che strutturano la cavità, e su pareti e volte di questi, compaiono tremila segni o pitture parietali di colore rosso e nero, risalenti a circa seimila anni da noi e in grado di collocare il monumento tra i primi al mondo per quantità e qualità delle tracce. Quasi tutto il complesso sotterraneo è colmo poi di una quantità inestimabile di materiale e oggetti, manufatti e naturali: armi, utensili, vasellame, giocattoli, ninnoli, maschere, lampade, ossa umane e animali, sabbie, terre, ecc., che datano molti più anni delle pitture e riempirebbero se adeguatamente utilizzabili, decine di musei locali. Ma tutto dorme e nulla si muove. La cavità, dal giorno della scoperta, è chiusa”.

Uno spreco dettato da motivazioni scientifiche, dal fatto che i turisti potrebbero alterarne il microclima e danneggiare le pitture, come è successo in molti altri casi. Ma la Grotta sta andando in rovina ugualmente: perché, spiega Salamina, “immaginatevi a grandi linee una cassaforte senza la parte superiore, perché la zona archeologica superficiale non è stata mai espropriata. Ecco, questa è la Grotta: quasi un fatto condominiale dove tra l’altro l’onere dell’apertura e chiusura grava da anni sulle spalle dello stesso volontario. E, come se non bastasse, si sta sgretolando. Questo processo di dissolvimento non può essere combattuto o bloccato, perché la calcarenite di Badisco, cioè il banco roccioso all’interno del quale, geologicamente, si è formata la Grotta, ha matrice marina e prima o poi il salmastro la farà da padrone, come succede per la “consorella” pietra leccese”. Insomma, bisognerebbe – sempre secondo gli speleologi di ‘Ndronico – aprire la Grotta e godere “tutti insieme questo effimero momento, ma con un impegno solenne: ricostruirla, almeno nei suoi elementi più importanti, in un altro sito nella zona, e conservarla per i salentini di domani e per il mondo intero”. Un sogno che già avrebbe potuto diventare realtà, ma qualcosa è andato storto. Nonostante un finanziamento regionale, infatti, destinato a realizzare la ricostruzione 3d laser fatta dal coordinamento Siba dell’Università del Salento, dal Caspur di Roma e dal Cnr canadese, in sede di Area Vasta Sud Salento (e senza neanche modificare la delibera della Regione) i soldi della ricostruzione della Grotta dei Cervi pare siano stati utilizzati per mettere arredi nel Palazzo di Botrugno. Anche se poi, fanno sapere allo ‘Ndronico, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “ha apprezzato l’impegno profuso e ha inviato i migliori auspici per l’apertura del sito”. Una speranza, quella di un sistema di fruizione, che sembra destinata a non avverarsi mai. Perciò – è l’appello di Salamina e Cremonesini dello ‘Ndronico- “se non c’è accordo sul da farsi proponete altre soluzioni, però, possibilmente, prima dei prossimi quarant’anni”.

Elio Paiano

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Assistenza al disagio, due corsi di formazione per l’Ambito Territoriale di Maglie

Più attenzione alle professionalità rivolte alle fasce svantaggiate. Con due corsi di aggiornamento e formazione, l’Ambito Territoriale di Maglie cerca di migliorare le professionalità nell’ambito dell’assistenza ai minori con handicap nelle scuole e per l’assistenza domiciliare a persone con deficit di autonomia. Per il primo corso potranno fare domanda gli assistenti, anche di Ambito, gli operatori del volontariato e gli studenti con orientamento per problematiche di assistenza, che abbiano un’età superiore a sedici anni. Per il secondo corso possono presentare domanda i care-giver familiari, i badanti, gli operatori del volontariato e anche gli studenti. Il percorso formativo per entrambi i corsi è articolato in sessanta ore, suddivise in trenta ore di lezioni frontali e trenta di stage presso strutture residenziali autorizzate. Le classi potranno raggiungere un massimo di sessanta partecipanti. La domanda di partecipazione dovrà pervenire entro le 13 del prossimo 29 aprile all’Ufficio di segretariato sociale del Comune di Otranto o all’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale Sociale di Maglie. Un’iniziativa che si inserisce in una particolare attenzione che l’hinterland magliese e i paesi limitrofi prestano alle tematiche sociali e le professionalità a esse connesse. In questi anni, infatti, il Comune di Maglie, ad esempio, ha provveduto a stilare un albo dedicato ai badanti, a seguito di un corso di formazione che li ha coinvolti, stimolato dalla commissione comunale per le Pari opportunità.

Angela Leucci


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I giovani e la piazza. “Il nostro tempo è adesso. No al precariato”

“Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Lo chiediamo a tutti coloro i quali hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso”

“Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta”, straordinario richiamo lanciato alle 19.30 del 9 aprile a Roma, Napoli, Torino, Milano, Palermo, Firenze, e sono solo alcune delle piazze coinvolte.

Ecco, l’eco dei precari arriva anche al sud, precisamente in piazza Castromediano a Lecce, promossa da Cgil Lecce, Spazio sociale Zei – Circolo Arci, Udu Lecce, Uds, Giovani Democratici Lecce, Sel, Terra del Fuoco Mediterranea, associazione Biblioteca di Sarajevo, comitato No CDR – Galatina, Giovani comunisti, Federazione giovanile comunista, associazione culturale Corte Grande di Martano.

Nel corso dell’evento, che ha visto una buona partecipazione di pubblico, sono intervenuti tra gli altri don Raffaele Bruno, coordinatore regionale di Libera; il senatore Alberto Maritati; i Teenage Riot, band salentina vincitrice delle selezioni provinciali Italia Wave; e i Leitmotive, rockband nota nella scena underground italiana. Intervenuto anche Salvatore Logica, di Phase35, con la proiezione di un cortometraggio sul tema del precariato.

Un particolare momento di riflessione durante la serata, quando ci si è soffermati sul caso di Carlo Saturno, giovane salentino morto suicida nel carcere di Bari il 7 aprile scorso a soli 22 anni. Don Raffale e Maritati, nel corso del resoconto dei fatti, hanno ipotizzato il reato d’istigazione al suicidio da parte di alcuni agenti della polizia penitenziaria. Le indagini sono aperte, se ne saprà di più nei prossimi giorni. La famiglia del giovane chiede giustizia, in tempi rapidi.

Il tempo della verità, il vero valore per i giovani. Da nord a sud:“Non c’è più tempo per l’attesa”, hanno urlato a Lecce. “E’ tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci assomiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente”.

Jenny De Cicco


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Maglie: Al via la Settimana della Cultura Scientifica

8 incunaboli e varie migliaia di libri antiche tra cinquecentine e seicentine. È questo probabilmente il patrimonio storico più interessante in possesso della biblioteca comunale di Maglie “Francesco Piccinno”, tra le più antiche in Puglia, essendo datata 1666. I volumi antichi della biblioteca sono in mostra fino al 17 aprile all’interno della XIII Settimana della Cultura Scientifica, allestita presso il contenitore culturale L’Alca. In mostra, si possono ammirare anche quei libri cosiddetti “proibiti”, ossia i volumi che necessitavano di una particolare dispensa religiosa e secolare per poter essere letti. L’inaugurazione della Settimana ha riscosso un successo che replica quelli degli anni precedenti, attraverso un’offerta variegata che spazia in tutti gli ambiti della cultura. Nel filmato dell’inaugurazione è possibile vedere gli interventi della direttrice dell’Alca Medica Assunta Orlando e del sindaco di Maglie Antonio Fitto.

Angela Leucci


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Sviluppo, pioggia di euro sul Salento dal Consorzio universitario

Centocinquanta mila euro per la crescita culturale, economica e sociale del Salento. E’ la somma che il Consorzio universitario interprovinciale salentino (Cuis) mette a disposizione per il 2011 ai Comuni delle province di Lecce, Brindisi e Taranto che, in accordo con l’Università del Salento, l’Accademia delle Belle Arti di e il Conservatorio musicale di Lecce, proporranno progetti da realizzare sul territorio.

Agli amministratori non resta che cogliere l’opportunità del Cuis, alla guida del quale vi è il presidente della Provincia di Lecce: “Anche per il 2011 – evidenzia Antonio Gabellone – il consorzio risponde alle esigenze degli enti locali e dell’università offrendo un concreto sostegno a importanti progetti per lo sviluppo del territorio. Specie in un momento di crisi economica, un’opportunità privilegiata a portata di tutto il Salento”.

Infatti, negli ultimi anni, i finanziamenti del consorzio hanno permesso ai partecipanti di realizzare importanti progetti di sviluppo e rilancio territoriale.

Il bando per ottenere i finanziamenti è riservato agli enti e ai singoli associati che aderiscono al Cuis, anche in partenariato temporaneo; è prevista anche la partecipazione dei non consorziati, purché deliberino l’adesione al Cuis, da produrre insieme al progetto.

I progetti dovranno essere realizzati dall’Università del Salento, dall’Accademia delle Belle arti di o dal Conservatorio musicale o, congiuntamente, da questi istituti e dai soggetti proponenti. La partecipazione finanziaria all’intervento deve essere assicurata dai proponenti in misura non inferiore al 20 per cento dell’importo complessivo. Il finanziamento massimo del Cuis per singolo progetto è di 20mila euro.

La domanda di finanziamento va inviata a mezzo raccomandata (o consegnata a mano) entro le ore 12 del 30 giugno 2011, in plico sigillato contenente l’indicazione “Progetto CUIS per il contributo 2011”, indirizzato alla segreteria generale del Cuis, via Umberto I, 13, 73100 Lecce.

Per ulteriori informazioni: 0832-683411 begin_of_the_skype_highlighting 0832-683411 end_of_the_skype_highlighting.

Jenny De Cicco

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“Dove va l’economia leccese?”. Presentazione del libro di Mauro Ragosta a Martano

Si è tenuto sabato a Martano, nella sala convegni di Piazza Caduti, un interessante dibattito intorno all’ultimo lavoro di Mauro Ragosta, “Dove va l’economia leccese”, 61 pagg, edito dall’Officina delle Parole. Ultima degli eventi compresi nella rassegna “Buon Compleanno Italia”, curato dall’amministrazione comunale di Martano, in particolare dal consigliere delegato al Turismo e alla cultura Toni Iervoglini, è questa opera divulgativa di Ragosta, studioso e osservatore attento dell’economia meridionale, e specificatamente leccese, sin dal lontano 1988. Dopo la breve introduzione del consigliere Iervoglini e della editrice, Pompea Vergaro, è stato Ragosta a descrivere il suo libro, che incarna anche la sua passione di vita, lo studio dei fenomeni economici del Salento. Si tratta di un testo molto breve e molto semplice, facile da leggere e costato all’autore alcuni mesi e mezzo di lavoro intenso perché “snocciolare i dati, leggerli criticamente e tradurli in concetti accessibili a tutti è faticoso”, soprattutto perché l’intenzione del volumetto è esclusivamente divulgativa.

Ragosta afferma l’assenza di visione strategica in chi guida il nostro territorio, e soprattutto di una cultura economico-strategica, capace di dare al nostro territorio un binario di sviluppo di lungo periodo. Suddivide poi in due tronconi l’economia salentina degli ultimi sessant’anni: prima agricola, poi industriale e nell’ultimo decennio turistica, guardando con ottimismo al futuro e indicando la strada: “Arte e spettacolo saranno, insieme al turismo, i nuovi settori trainanti dell’economia leccese”. Nel suo intervento Ragosta mette inoltre in evidenza un altro gap della nostra economia, ovvero la pigrizia imprenditoriale e la carenza di sistemi di distribuzione, la cosiddetta logistica; illustra infine la suddivisione del libro in due parti: la prima di valutazione degli aspetti generali, la seconda di analisi dei vari settori cardine dell’economia salentina come l’agricoltura, l’industria, l’edilizia, il commercio e il turismo.

Invitato a intervenire in questa conversazione sull’economia salentina è stato il presidente del CNA provinciale, Pasquale Rescio, imprenditore martanese. Rescio ha lamentato l’assenza di momenti pubblici di dibattito sulla salute del sistema produttivo salentino, soprattutto dalla crisi del 2008 che ha “mortificato e indebolito il dibattito tra la politica e le imprese”. Ha fatto poi l’esempio della ripresa italiana del dopoguerra ed ha indicato nella vocazione territoriale salentina, cultura (arte e spettacolo) e agricoltura, i settori traino della rinascita dell’economia locale, sottolineando che politica ed impresa devono parlarsi tra loro per trovare soluzioni comuni ai problemi.

A chiudere gli interventi, prima del dibattito aperto, è stato l’assessore alle Attività produttive del comune di Martano, Antonio Carra, che in una riflessione in parte autobiografica (anch’egli è un imprenditore.), ha sottolineato i problemi relativi agli aspetti gestionali delle imprese, al decentramento geografico, alla mancanza di strutture di supporto alla ricchezze naturalistiche, connessa alla poca cultura d’impresa presente sul territorio e all’assenza di un indotto attivo intorno ai grandi insediamenti produttivi del Salento. Grandi assenti del dibattito i temi dei giovani precari e il settore delle energie alternative, croce e delizia dell’economia salentina degli ultimi cinque anni e dei prossimi dieci.

Fabio Tarantino

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Video-intervista a Mauro Ragosta: “Dove va l’economia leccese”

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“Terre del Salento” a Stoccolma alla conquista dei turisti svedesi. Grazie alla Provincia

Domani, lunedì 11 aprile, sarà una nuova data da segnare sul calendario, per aziende e operatori salentini. Dopo la Bit di Milano, le “Terre del Salento” proseguono infatti le iniziative congiunte per la promozione dei propri territori e atterrano, letteralmente, nella capitale svedese. L’opportunità è nata dopo l’attivazione del volo diretto di Ryanair sulla tratta Brindisi – Stoccolma, istituita il 28 marzo scorso. Occasione ghiotta per le province salentine, che si presenteranno agli operatori nordici organizzando un incontro a Stoccolma con il coinvolgimento di Enit, Aeroporti di Puglia e di Ryanair.

L’azione promozionale prevede una conferenza stampa, con tour operator e agenzie di viaggio, in cui ci sarà modo di mostrare le tipicità della terra del sole, mare e vento. L’obiettivo sarà quello di suscitare presso i media, gli addetti ai lavori e i consumatori interesse verso il Salento grazie alla presenza sul posto di istituzioni e operatori; seguiranno azioni di marketing mirate e lo sviluppo dei contatti che si registreranno nel corso di questa prima opportunità.

“Il mercato straniero, ed in particolare il mercato del Centro e del Nord Europa, rappresentano un potenziale di sviluppo turistico di estremo interesse per il Salento”, spiega l’assessore al Turismo e Marketing territoriale della Provincia di Lecce, Francesco Pacella, che aggiunge: “Iniziative analoghe sono attualmente in fase di programmazione, anche presso altre sedi estere, con particolare riferimento alle città collegate con i nostri aeroporti quali Parigi, Londra o Bruxelles, e in linea con il piano delle manifestazioni all’estero varato dalla Regione Puglia”. Per ulteriori informazioni e per aderire all’iniziativa istituzionale basterà contattare il Servizio Turismo e Marketing della Provincia di Lecce: telefono 0832.683.604/651; e-mail [email protected].

Jenny De Cicco

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Porto Badisco “finis terrae”: lavori in corso, il Salento stradale termina qui. Ristoranti e bar in allarme: “Pasqua a rischio”

Il Salento, fino a quest’estate, finisce a Porto Badisco, perlomeno sulla litoranea. I lavori di adeguamento della strada che porta infatti a Santa Cesarea si sono resi necessari per motivi di sicurezza. “Gli stessi”, assicura il sindaco di Santa Cesarea Daniele Cretì, “saranno interrotti per i primi di maggio, per poi riprendere dopo l’estate”. Quindi da Porto Badisco non si prosegue oltre, occorre svoltare per Uggiano La Chiesa e da qui re-immettersi sulla litoranea che da Santa Cesarea porta a Castro, per poi proseguire. Sebbene anche ad Uggiano, per gli stessi motivi di sicurezza, siano in corso lavori urgenti: la strada non sarà riaperta almeno fino al 30 di giugno. Sul fronte degli operatori turistici è infatti scattato l’allarme. “Qui stiamo impazzendo”, fanno sapere i numerosi esercenti che operano nella zona. Così Michele Merico, dal ristorante “Al Veliero”, descrive la situazione: “Arrivano i pullman da Otranto a Porto Badisco, e da qui non possono proseguire in nessuna direzione, così fanno inversione davanti al ristorante e si crea un ingorgo incredibile. Chiedono informazioni, poi rinunciano a proseguire e anche a fermarsi, addirittura, a Porto Badisco. Noi stiamo chiudendo e salteremo almeno Pasqua, Pasquetta, le gite, il 1° maggio, etc. Speriamo che almeno per l’inizio dell’estate sia riaperta la Porto Badisco- Uggiano”. Il Comune di Uggiano dal canto suo spiega che “questi lavori sono stati appaltati tanto tempo fa, addirittura dalla passata amministrazione”, dice il sindaco Salvatore Piconese. “Dovrebbero terminare entro il 30 maggio, anche se l’ordinanza della Provincia stabilisce la chiusura per il 30 giugno. Tuttavia ho visto il cantiere, e i lavori sono abbastanza veloci; fra qualche giorno apriremo le strade laterali, e per Pasqua si potrà arrivare di nuovo da Uggiano a Badisco. Ringrazio, comunque, i cittadini di Uggiano che sopportano con pazienza questi lavori urgenti e necessari”. Insomma, esercizi chiusi o in seria difficoltà: almeno una trentina tra bar, ristoranti, hotel ed agriturismo non sanno come fare. E pensare che questa è la stagione perfetta per loro, perché arrivano in tanti a mangiare i ricci a Porto Badisco, giungono le gite, i tedeschi, gli svizzeri e gli statunitensi che fanno cicloturismo. Insomma, tutti clienti buoni che vengono fuori stagione e muovono un’economia importante.

Elio Paiano

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Minervino, “nuova” scuola materna comunale: più grande, più efficiente. Anche dal punto di vista energetico

Presentato il 7 aprile scorso nella sala consiliare del Comune di Minervino il progetto di ampliamento e sistemazione energetica della scuola materna di via Macchi. L’intervento di edilizia scolastica, che sta per essere appaltato, prevede, per un importo complessivo di 379.560 euro, la costruzione di una nuova sezione dell’istituto, il suo ampliamento, la riorganizzazione dei servizi (cucina, deposito, wc disabili), la realizzazione di una sala mensa e la sostituzione degli infissi con un “cappotto” termo-isolante.

Particolare attenzione è stata posta anche alle tecniche costruttive, nonché alla creazione di un ambiente a “dimensione di bambino”, con materiali edili in grado di garantire moderni criteri di risparmio energetico. “Stiamo continuando a lavorare con la massima determinazione: l’enorme mole di lavoro portato a termine in questi anni ha di fatto portato Minervino tra i comuni salentini più attivi”, sottolinea infatti il sindaco Ettore Caroppo. “Il nostro obiettivo non si limita infatti soltanto alla riqualificazione della scuola materna: vogliamo recuperare tutti gli edifici scolastici del territorio entro la fine del mandato.”

Il progetto si presenta insomma come realmente innovativo, anche perché per la sua messa a punto sono stati coinvolti anche i bambini, ai quali era stato chiesto di disegnare la scuola ideale, dunque di fornire spunti utili ai tecnici e un esempio di cittadinanza attiva. I “progetti” dei bambini, poi, saranno utilizzati per arredare la scuola al termine dei lavori, previsti entro la metà di settembre prossimo. Alla presentazione di ieri erano presenti, oltre a numerosi cittadini e ai docenti della scuola di Minervino, la dirigente Anna Rita Corrado e la progettista dell’opera, l’architetto Cinzia Tarantino.

Jenny De Cicco

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“Contro…. il pubblico”, omaggio a Carmelo Bene: il “Teatro nell’atto” ieri al Club 84 di Maglie

Davvero una bella serata, ieri, nella storica location del “Club 84” di Maglie, grazie a “Contro…. il pubblico”, spettacolo organizzato per rendere omaggio alla stravaganza e al genio di Carmelo Bene.

Decisamente suggestiva l’atmosfera, creata dal sound incalzante del duo jazz di Fabrizio Savino e Domenico Cartago, capaci di offrire una cornice speciale alla lettura e all’interpretazione di opere importanti del Maestro scomparso come “Sono apparso alla Madonna” e “Nostra Signora dei Turchi”, il tutto a cura degli attori Daniele Panarese e Valentina Gallo. Un omaggio passato anche attraverso la pittrice leccese Antonella Carluccio, artefice di una mostra dal titolo “Mi ricordo” esposta nella galleria del Club 84.

“Carmelo è riuscito a superarsi come artista, oltrepassando la sua arte fino a diventare un capolavoro”, sottolinea infatti l’organizzatrice dell’evento Barbara Petruzzo, “perché da quando l’arte è un fatto di massa, l’arte è diventata consolatoria e decorativa. “Contro… il pubblico”, invece, è come se fosse in realtà anche contro l’arte. Non è un titolo che sposa alcuna provocazione, anzi è il contrario”. D’altronde anche lo stesso Benjamin, nel libro “La riproducibilità tecnica dell’opera d’arte”, spiega come questa riproducibilità abbia creato un grosso problema: la perdita di sacralità dell’opera d’arte, dunque della sua stessa essenza. “Diventando una pura forma di intrattenimento”, spiega ancora Barbara Petruzzo, “passando dunque in secondo piano. Non vissuta insomma come momento fondamentale, bensì secondario, decorativo e consolatorio: mi rifaccio dunque alle parole di Bene. Questo spettacolo dunque è concepito al di fuori di qualsiasi logica di intrattenimento, è inteso come attimo di espressione essenziale, e nulla più, in cui il pubblico dovrebbe sforzarsi di comprendere ciò che l’arte vorrebbe comunicare, o anche non comunicare”. il teatro è nell’atto, cioè nell’immediato: l’immediato svanire, la presenza e al tempo stesso, assenza…Chiudiamo con un aforisma che racchiude tutto il senso della manifestazione: il teatro è nell’atto, cioè nell’immediato: l’immediato svanire, la presenza al tempo stesso, assenza”. Carmelo Bene era questo.

Cristian Rizzo

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