Mercato, a Otranto tutti scontenti: “Al porto incassi più che dimezzati”

A tre anni dallo spostamento della struttura il bilancio degli operatori è decisamente negativo: “Il Comune ci faccia tornare dove stavamo, almeno d’inverno”

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Tumori femminili, meglio prevenire: incontro Fidapa a Maglie

La prevenzione dei tumori femminili è oggi un tema di particolare rilevanza. I progressi della scienza e della tecnica fanno sì, infatti, che oggi siamo in possesso di una serie di misure preventive per conoscere in maniera precoce l’insorgenza di un tumore. Ma siamo tutte informate su come fare? Probabilmente no, così la Fidapa di Terra d’Otranto ha organizzato l’8 aprile alle 17, presso la sala conferenze della Cartoffice, di Maglie un incontro dal titolo “Da donna a donna: controlliamoci”. Stando alle statistiche, le donne al Sud sono meno sensibili delle loro “colleghe” del Nord, e soprattutto di quelle che vivono nella regione Lazio a certe tematiche: mentre nel solo Lazio, infatti, lo screening dei tumori femminili è al 98%, la percentuale scende verticalmente nelle regioni dell’Italia meridionale, per poi raggiungere, tuttavia, punte altissime nel distretto socio-sanitario di Maglie; complice anche l’attività dell’associazione idruntina “SOS per la vita”, che svolge in tal senso una grande attività informativa e di sensibilizzazione. In ogni caso, l’informazione su questi argomenti non è mai troppa. Interverranno al convegno Antonella Macrì (presidente Fidapa di Terra d’Otranto), Maria Teresa Maglio (presidente commissione provinciale per le Pari Opportunità), Lucia Moccia (presidente Fidapa Distretto Sud-Est), Eufemia Ippolito (vicepresidente nazionale Fidapa), Mariarita Canitano (responsabile distrettuale Fidapa commissione Igiene e Sanità), Piera Rainò (dermatologa), Rosanna Marotta (ginecologa), Rosa Chiara Forcignanò (oncologa), Anna Teresa Olivieri (responsabile nazionale Fidapa commissione Igiene e Sanità). L’incontro è inserito in un contesto più ampio che la Fidapa porta avanti, sotto forma di campagne annuali, in tutta Italia, ogni volta con un tema differente. Il tema di quest’anno è “Il percorso del rispetto: l’esperienza della donna nella realtà culturale e socio-economica”.

Angela Leucci

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In arrivo 20 buyer, Otranto si fa bella per i russi

Eccoli, gli invasori. Non turchi, russi. Sono sbarcati nel Salento il 2 aprile scorso e venerdì arriveranno a Otranto per capire se è bella come raccontano i depliant; turisticamente attrezzata come la presentano gli operatori locali.

Promosso dal consorzio Salento club, in collaborazione con l’assessorato regionale al Turismo, l’educational tour coinvolge 20 buyer e un giornalista. Oltre alla città dei Martiri, gli operatori russi visiteranno Lecce e Gallipoli. Obiettivo: conoscere le peculiarità dell’offerta e, soprattutto,la sua capacità ricettiva. In sintesi, il programma prevede: giovedì mattina visita a Lecce; nel pomeriggio tour guidato nel centro storico di Gallipoli e alle sue rinomate spiagge. Venerdi 8 sarà la volta di Otranto e della Baia delle Orte, prima di partire per Ostuni, altra destinazione di eccellenza dell’offerta pugliese.

Otranto, subisce così l’ennesima invasione straniera, frutto delle politiche promozionali messe in campo dalla Regione Puglia ma anche da altri enti pubblici e operatori locali. Già nel 2010 il consorzio Salento club aveva svolto varie iniziative a favore della promozione turistica della Puglia in Russia, partecipando a eventi fieristici di settore realizzati tra l’altro con il sostegno operativo dell’ufficio Enit a Mosca.

Jenny De Cicco

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Pug intercomunale: Otranto e Giurdignano a braccetto. Via al dibattito

Tre giorni di passione da domani, giovedì 7 aprile, per la presentazione del Piano urbanistico generale intercomunale (Pugi). Incontri pubblici, dibattiti, confronti tematici: sarà full immersion. Riflettori accesi su due territori: il primo tavolo di lavoro è in programma alle ore 18 a Giurdignano, nella sala consiliare; gli altri due si terranno venerdì e sabato a Otranto nel centro di accoglienza don Tonino Bello. I due territori si sono infatti attivati per la pianificazione congiunta dell’assetto complessivo, tanto che questa è in assoluto la prima esperienza di Pug intercomunale in Puglia. Due comuni affini per storia, strutture sociali, tradizioni e paesaggio, Giurdignano e Otranto; ma anche assimilabili per le attese con cui le comunità guardano al loro sviluppo. Gli incontri – ai quali insieme alla cittadinanza sono chiamati a partecipare tutte le categorie sociali, professionali e imprenditoriali – verteranno sui temi dell’ambiente, delle infrastrutture, del turismo e attività produttive, agricoltura e mondo rurale, delle politiche sociali e del fabbisogno legata alla prima casa. Obiettivo: trovare i punti di forza, riconoscere i punti di debolezza.

“Mi auguro”, commenta Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, “che la cittadinanza partecipi numerosa e fattivamente affinché possano essere acquisiti suggerimenti e considerazioni, in particolare sulla programmazione urbanistica e territoriale in atto. Mi piacerebbe – continua – che fossero i giovani a essere protagonisti del loro futuro, offrendo spunti e suggerimenti sulla visione di città che andremo a realizzare nei prossimi anni”.

Molte le attese, dunque, e si capisce: il Pug è il principale strumento di disciplina urbanistica comunale capace di determinare scelte strategiche e incidere profondamente sulla qualità della vita delle popolazioni. E’ elaborato su due livelli: previsioni strutturali e previsioni programmatiche le quali inseriscono la realtà di un comune in una prospettiva territoriale più ampia rispetto ai fabbisogni dei cittadini e alle relazioni intercomunali.

Al Pug – come sarà sottolineato anche nel corso dell’incontro promosso a Giurdignano – precede la “Valutazione ambientale strategica” (Vas), con l’attività di comunicazione e partecipazione del documento di scoping (di analisi preliminare), la prima conferenza di Co-pianificazione e la proposta preliminare con lo schema di assetto strutturale-strategico e la bozza del rapporto ambientale. La seconda fase prevede invece la presentazione alle giunte comunali, le attività di comunicazione e partecipazione e la stesura definitiva del documento preliminare alla progettazione (Dpp)–, rapporto ambientale e adozione nei consigli comunali, pubblicazione, raccolta e catalogazione delle osservazioni al Dpp.

Insomma, la strada verso la sua adozione è ancora lunga, lunghissima. Anche perché – come sottolinea ancora il sindaco Cariddi – “non si tratta solo di pianificare l’urbanistica e l’infrastrutturazione della città, ma anche gli aspetti socio-economici e culturali dei nostri territori”.

Gli appuntamenti di Otranto si svolgeranno, come detto, nel centro di accoglienza don Tonino Bello. Il programma prevede: venerdì 8, alle ore 10.30, tavolo tematico su ambiente e paesaggio; alle 15.30 turismo e attività produttive; dalle ore 17.30, invece, al centro della discussione ci saranno agricoltura, agriturismo e mondo rurale. Sabato 9, dalle ore 10.30, confronto su prima casa e politiche sociali.

Jenny De Cicco

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Ciclismo, la “Totò Pellegrino” vince e convince su strada, mountain bike e con i giovani

Domenica 3 aprile è stata una giornata di conferme, per il gruppo ciclistico “Totò Pellegrino” di Otranto. Conferme dal settore giovanile, impegnato a Lecce nel cross-country, dalla strada con l’esordio agonistico di Vincenzo Merico sul circuito di Campi Salentina, fino al fuoristrada con il quarto posto di Antonio Pellegrino sugli sterrati di Corato (Bari). Il trio dei fratelli Briguglio, del settore giovanile, ha invece partecipato al quarto trofeo di cross-country “Città di Lecce”, organizzato dalla società “Kalos Merida Pasca”: gara impegnativa con 150 baby-ciclisti divisi a gruppi di 50 alla griglia di partenza in base alla categoria. Nella categoria G3 Gianluca e Diego Briguglio si sono piazzati rispettivamente al secondo e al quarto posto; nella G6 Alessandro Briguglio si è piazzato al sesto su un percorso della lunghezza complessiva di sette chilometri. Antonio Pellegrino si è invece impegnato a difendere la sua maglia di campione regionale a Corato nel “Quinto Memorial G. Mastrorillo”, arrivando quarto di categoria M4 e 64esimo nella generale. Gradite sorprese anche su strada a Campi Salentina, al primo trofeo “Terre del Negro Amaro”. Una gara molto veloce su circuito che ha visto il battesimo agonistico di Vincenzo Merico, insieme ai veterani Aldo Borgia e Maurizio Pellegrino. La gara, relativa al campionato regionale del “Giro della Penisola Salentina”, ha visto lo sfortunato ritiro di Aldo Borgia. Pellegrino ha affrontato una spettacolare volata insieme a un agguerrito gruppo, arrivando 11esimo di categoria M4 e 62esimo nella generale. Vincenzo ha guadagnato un onorevole 16esimo posto di categoria e un 85esimo assoluto, risultati inaspettati per un “esordiente”. Per finire ancora con il settore giovanile, nella mattinata dello scorso martedì 4 Aprile il presidente della “Totò Pellegrino” Antonio Fisotti e Antonio Pellegrino, entrambi direttori sportivi del settore giovanile, hanno avviato la seconda fase del progetto “Pinocchio in bicicletta” con le classi quarte e quinte della scuola primaria dell’Istituto comprensivo “Aldo Moro” sul percorso a ostacoli, curve e controcurve e zig-zig della gimkana. Un allenamento che servirà ad applicare su strada la teoria studiata dall’ inizio di febbraio e che porterà tutti gli alunni alla finale regionale di sabato 16 aprile prossimo, sul lungomare degli eroi della Città dei Martiri, dove saranno ospitati circa 250 bambini di 15 diverse classi provenienti da tutta la regione. La classe vincitrice sarà presente alla finale nazionale di Montecatini Terme nella prima settimana di maggio.

Salvo Sammartino


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Torna a Maglie la Settimana della Cultura Scientifica

Ritorna a Maglie un appuntamento molto atteso, quello della Settimana della Cultura Scientifica organizzata dal complesso culturale “L’Alca” e giunto ormai alla sua tredicesima edizione. Stavolta si tratterà di una “settimana lunga”, dato che durerà nove giorni, da sabato 9 a domenica 17 aprile. È un impegno molto importante, sia dal punto organizzativo che dell’offerta, quello cui il museo civico “Decio de Lorentiis” di Maglie non ha voluto rinunciare, ritenendo che tali occasioni siano fondamentali nel perseguimento del ruolo sociale e divulgativo cui i musei sono chiamati; in particolare quelli locali, ovviamente rappresentativi della cultura della comunità cui appartengono. Le diverse iniziative sono suddivise in sezioni mattutine e pomeridiane, e prenderanno avvio nel tardo pomeriggio di sabato 9 aprile con l’apertura ufficiale della manifestazione alla presenza del vicepresidente della Provincia Simona Manca, del sindaco Antonio Fitto, dell’assessore alla Cultura Rossano Rizzo, del direttore del museo e della biblioteca Medica Assunta Orlando. Interverranno anche alcuni dei relatori che si avvicenderanno nei giorni successivi: ad esempio i docenti Paolo Sansò, e Raffaele Onorato e l’artista Giuseppe Manisco. Il clou della settimana è rappresentato da alcuni eventi, il primo dei quali è la mostra “Pagine antiche della biblioteca comunale di Maglie”. Domenica 10 aprile ci sarà invece l’escursione, quest’anno dedicata all’entroterra ionico e sempre riguardante i temi geo-naturalistici e archeologici del territorio salentino, con tappe tra Manduria, Grottaglie e Massafra. Nella mattinata di martedì 12 l’associazione esplorazioni geografiche “La Venta” tratterà le proprie scoperte speleologiche nel mondo. Si parlerà anche di Unità d’Italia attraverso Rosanna Basso e Mariacarla De Giorgi, docenti dell’Università del Salento che illustreranno il ruolo dell’universo femminile durante i moti risorgimentali, dall’attivismo delle donne al loro ruolo nella musica dell’epoca. Venerdì 15 aprile la serata sarà invece dedicata a Leonardo da Vinci: la sua poliedrica figura sarà illustrata da Luigi Cataldi, neonatologo salentino presso il Policlinico Gemelli di Roma e docente alla Cattolica. Infine, domenica 17, a chiudere questo ricchissimo programma sarà “Museo in Jazz”, concerto dei musicisti Reggie Moore, Francesco Angiuli, Enzo Lanzo curato dall’associazione jazz “Bud Powell”. “Bisogna ammettere”, dice in proposito il primo cittadino Fitto, “che è veramente infaticabile l’azione e l’impegno costante della struttura culturale cittadina nei confronti della divulgazione dei temi culturali che le sono propri. Ritengo infatti che quando si parla di turismo culturale è a questo che si deve guardare e tendere, a una grande qualità dei contenuti delle offerte, sulla quale sarebbe auspicabile un sostegno non solo simbolico degli enti territoriali preposti”.

Angela Leucci


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Bastione dei Pelasgi ad Otranto erosione costiera

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Martano, la revoca del Peep accende l’ira delle opposizioni: “Interessi di parte”. Maggioranza in fibrillazione

“La politica cittadina ha conosciuto giorni migliori”. Questa è la vox populi che da giorni si è levata nelle strade di Martano, capitale della Grecìa Salentina. Fa discutere lo strappo politico che si sta consumando nella maggioranza di governo di centrodestra, guidata dal sindaco Massimo Coricciati, attorno al Piano per l’edilizia economica e popolare (Peep).

Il provvedimento, approdato in Consiglio comunale il 24 marzo scorso, sta provocando malumore e fibrillazioni. Ma, per capire i fatti, è necessario fare un passo indietro, ritornare a quel luglio del 2010 quando – dopo pochi mesi dal suo insediamento a Palazzo di Città – la giunta deliberava gli atti di indirizzo per la revoca del Peep. Una scelta obbligata, secondo la maggioranza. Dettata dalle scarse possibilità di realizzazione del programma di edilizia economica e popolare e dalla volontà di edificare, in uno di quei comparti, la struttura per disabili denominata “Dopo di noi” la cui ubicazione era stata individuata altrove dalla precedente amministrazione.

Il piano della giunta fu duramente contestato non solo dai gruppi di opposizione (“Cambia Martano” e “Una città in comune”) ma fu messo in discussione anche dai consiglieri di maggioranza (Insieme per Martano) tanto che in un infuocato Consiglio comunale, il capogruppo di allora, Iervoglini, propose il ritiro della delibera. Per le opposizioni, il provvedimento di giunta era illegittimo, in quanto gli atti di indirizzo andavano a compromettere lo sviluppo urbanistico ed economico della città. Non solo: per essere adottato, si sarebbe dovuto procedere a un nuovo studio del fabbisogno abitativo della città.

Dopo mesi di incubazione, a febbraio di quest’anno l’amministrazione è tornata alla carica. E, stavolta, lo ha fatto con molta più determinazione nel voler assecondare le richieste del sindaco. La delibera di giunta svela l’atto di indirizzo: revoca del vincolo di destinazione a edilizia economica e popolare del solo comparto 3 del piano regolatore generale e ubicazione della struttura socio sanitaria “Dopo di noi” in una porzione dello stesso comparto. Cessione del terreno a titolo di anticipazione per la futura convenzione di lottizzazione di quel comparto. La struttura richiede poco meno di mille metri quadrati, una piccola parte di una superficie molto più grande.

Il resto è storia di oggi. La questione è tornata all’attenzione del Consiglio lo scorso 24 marzo, riaccendendo l’ira delle opposizioni che in un’interrogazione hanno messo nero su bianco le scelte da adottare: mantenimento del Peep e l’utilizzo dello strumento della “variante puntuale” per la nuova ubicazione della struttura “Dopo di noi”. L’interrogazione viene però presa a pretesto dalla maggioranza per rafforzare la scelta di spostare la struttura socio sanitaria in quel comparto. Per i partiti di minoranza è una “forzatura politica strumentale”, che “nasconde interessi di parte”. Quali? Al momento della trattazione del punto all’ordine del giorno il primo cittadino si è allontanato dall’aula. Perché? “E’ in conflitto di interessi”, hanno urlato dai banchi di minoranza. La storia si fa intricata: infatti, anche se il sindaco si era espresso con voto favorevole sul documento di giunta dove venivano approvati gli atti di indirizzo, la delibera è stata revocata in regime di autotutela pochi minuti prima dell’avvio dei lavori dell’aula. Già, perché i capigruppo dell’opposizione – gli avvocati Antonio Bovino e Marco Castelluzzo – hanno letto le visure catastali allegate evidenziando che la proprietà dei terreni che formano il comparto 3 è quasi esclusivamente riconducibile alla famiglia del sindaco. A quel punto le opposizioni hanno chiesto con forza alla maggioranza di ripensare la scelta amministrativa e di fermarsi all’adozione della sola “variante puntuale”. Nulla di fatto, la compagine di governo è andata avanti come un treno e senza proferir parola rispetto alle accuse pesanti delle minoranze, eccetto qualche tentativo impacciato del vice sindaco Gallo, ha proceduto ad approvare la revoca del Peep in tutto il comparto 3 e a trasferire l’ubicazione del “dopo di noi” nello stesso.

Tutto a posto? Per niente. Il silenzio della maggioranza è pesato come un macigno. La minoranza ha abbandonato l’aula dopo il voto e indetto un comizio unitario per denunciare alla pubblica opinione la situazione di emergenza istituzionale in cui versa Martano.

Ma anche dopo il comizio delle opposizioni, in una gremitissima piazza Caduti, dove tra l’altro i capigruppo Bovino e Castelluzzo hanno tracciano un desolante bilancio del primo anno di amministrazione, la maggioranza e il sindaco non hanno dato alcun segno di reazione. “La città – è la denuncia – sembra avvolta in un torpore culturale e civile mai visto prima, tutto sembra possibile per chi comanda”.

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La Spagna di Checco Leo tra flamenco e pizzica

È appena tornato dall’ennesimo viaggio in Spagna, dove si è esibito con lo spettacolo “Tra flamenco e Salento” raccogliendo un grande successo ma, soprattutto,confermandosi uno dei migliori chitarristi italiani di flamenco. E ora, Checco Leo, è pronto a tuffarsi nell’ennesima avventura: un cd di vecchi pezzi arrangiati secondo le nuove sperimentazioni e contaminazioni di genere.

Da Uggiano la Chiesa a Madrid, il sogno continua sulle note del flamenco. Cos’è, attrazione fatale?

“La Spagna, e in particolare l’Andalusia, hanno molto in comune con la nostra terra, soprattutto per ciò che riguarda la cultura musicale. La prima analogia da rintracciare tra il flamenco e la pizzica è la presenza di una forte scansione ritmica che determina un inevitabile coinvolgimento, spesso anche fisico -mi riferisco alla danza – del pubblico e di chi partecipa, in genere, anche con il solo ascolto”.

Lo spettacolo rientrava nella “Settimana pugliese a Madrid” ed era sponsorizzato dall’Associazione pugliesi in Spagna: come è stata accolto?

“Benissimo. Il pubblico era misto, equamente diviso tra spagnoli e italiani. Devo dire, per onor di verità, di aver riscontrato unanime consenso”.

Anche a Madrid non ha potuto fare a meno del suo gruppo, “Jaleo”.

“Sì, la band è composta da ben otto elementi tra strumentisti, cantanti e ballerini, ma a Madrid è stata sufficiente una formazione ridotta formata da Checco Leo alla chitarra; Carla Maniglio, voce e danza; Paolo Colazzo alle percussioni; Giuseppe Delle Donne ai tamburi, cucchiai e danza”.

Tra “Flamenco e Salento” è un progetto che porta da anni in giro in Italia e all’ estero: perché e con quale spirito?

“L’obiettivo e divulgare l’amore per il flamenco e per la pizzica e far risaltare la stretta relazione che c’è tra di essi. Mi piace lavorare sulla loro fusione, mettendo in evidenza analogie e differenze”.

Un gioco per lei…

“Sono un chitarrista flamenco, mi viene piuttosto spontaneo contaminare i due generi, senza esagerare e nel rispetto della loro identità. Inoltre, essendo un cultore del flamenco e un amante della musica popolare salentina, ho approfittato dell’occasione per ossigenare l’anima flamenca mia e del gruppo e proporre in un contesto straniero un nostro prodotto musicale tutto salentino”.

La Spagna è la sua seconda Patria, ormai. Ogni occasione è buona non solo per esibirsi ma anche per migliorarsi: è così?

“È importante e costruttivo sottopormi al giudizio di un pubblico avvezzo all’ascolto del Flamenco, che può stimare appieno le mie capacità. Anche quest’ultimo è stato un viaggio di concerti e di lavoro, didattico e culturale”.

Prossima tappa?

“Mi auguro in Andalusia, la culla del Flamenco”.

E intanto lavora al nuovo Cd e si esibisce nel Salento.

“Sì, nella registrazione mi avvalgo della collaborazione di validi musicisti tra cui Paolo e Leonardo Colazzo e Giuseppe Delle Donne, con i quali sto allestendo il programma della tournèe estiva”.

Luana Campa


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Appia Brindisi – Otranto 2-1

Appia Brindisi: Passo, Stifani, Margarito, Giodice, Montenegro, Leucci; Greco (Rizzato), Brigante (Scarcia), Gargaro, Iunco, Di Nota (Sanmarco); All. Semeraro

Otranto: Monteduro, Reale (Paladino), De Iaco, De Giorgi, Sariconi, Morello; Stifani, Samueli (Giannone), Scrimitore, Cursano (Iaia), Marrocco; All. Salvadore.

Arbitro Loporchio (Fg)

Reti: 37’ e 90’ Gargaro, 85’ De Iaco.

Uno tsunami sconquassa la 28esima giornata del campionato regionale di prima categoria girone C: l’Otranto, inopinatamente, perde a Brindisi, e consegna a due giornate dal termine il titolo di vincitore al San Vito, che espugna per 4-1 il Gagliano. Lotta serrata tra Tiggiano, Erchie e Leverano, entrambe a 48 punti, per occupare gli ultimi due posti utili per accedere ai play-off; in coda alla classifica, con il Poggiardo già retrocesso in seconda categoria per essersi già ritirato dal campionato, e con il “miracolato” Gagliano e il San Donato già nei play-out, lotta per evitare di occupare gli altri due posti tra Parabita, Surano, Veglie, Latiano e Campi.

L’Otranto incappa nell’ennesima Waterloo in trasferta e, a due giornate dalla conclusione del campionato, vede svanire i suoi sogni di vittoria e otto mesi di sacrifici e tribolazioni iniziati in un torrido pomeriggio agostano.

Una squadra spenta, apatica, nella quale l’animus pugnandi che l’ha caratterizzata per buona parte del campionato è venuto a mancare. Una compagine irriconoscibile, quella vista con l’Appia Brindisi, neanche lontana parente di quella ammirata in altre occasioni, e nella quale Mr Salvadore dovrà intervenire più a livello di psiche che come tecnico, per evitare il classico scoramento di chi prende una mazzata del genere, in vista dei play-off che, come hanno dimostrato lo scorso anno, possono aprire un portone per accedere in promozione.

La gara con l’Appia Brindisi, giocata in un clima torrido che attanagliava la città brindisina, ha visto infatti i locali partire a spron battuto, con Leucci play-maker a centrocampo e pronto a lanciare un inviperito Iunco che faceva vedere i sorci verdi al malcapitato Reale; ma a rendersi pericoloso, all’11’, era l’Otranto. ursano batteva un corner, Samueli faceva da torre per Marrocco, che di testa faceva fare bella figura a Tasso.

I padroni di casa, ispirati dal solito Leucci, mettevano in sovente difficoltà la difesa ospite, che capitolava. Iunco, ancora lui, approfittava dell’ennesima distrazione in fase difensiva degli ospiti, e sull’uscita dell’incolpevole Monteduro appoggiava a Gargano per il più facile dei goal.

Nella seconda parte della gara gli otrantini cercavano di pareggiare i conti, e al 54’ avevano sui piedi la possibilità di riequilibrare le sorti della gara, ma inspiegabilmente sprecavano la ghiotta occasione.

A questo punto gli uomini di Mr. Livia, seppur disordinatamente, si riversavano nella metà campo locale, lasciando ampie praterie per le scorribande locali, che non sortivano il raddoppio per la bravura di Monteduro, che si trasformava in factotum per la propria squadra.

Al 66’ episodio molto dubbio a svantaggio dell’Otranto: cross dalla destra di Giannone e Morello anticipava il suo diretto controllore e portava in parità le sorti della gara. Ma tra lo sbigottimento generale l’arbitro annullava.

All’85’ l’Otranto pareggiava: De Iaco, appena dopo la metà campo, “sparacchiava” un tiro verso l’area locale, Tasso usciva in modo goffo e il pallone gli passava tra le mani; all’87’ la svolta che poteva ridare sapore al campionato, con Stifani, uno dei pochi a salvarsi degli otrantini, a liberarsi del proprio avversario; Tasso si rifaceva dell’errore precedente e deviava sul palo.

Nei restanti minuti finali ennesima beffa per gli ospiti: Gargaro, in sospetto fuorigioco, arrivava a tu per tu con Monteduro e lo trafiggeva, chiudendo la gara e l’ipotetica vittoria del campionato per i colori bianco-azzurri.

Rino Gualtieri

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Lavoro dipendente e società al 50%

Domanda posta agli avvocati dalla Sig.ra Laura:

Lavoro in una grossa catena di negozi di elettronica con mansioni di assistenza prodotti clienti (in realta su contratto c’è scritto impiegato alle operazioni ausiliari alla vendita). Vorrei aprire una posta privata come socia al 50% mantenendo il mio attuale posto di lavoro (svolgerei l’attività di posta nel tempo libero) il problema è che condividerei lo spazio fisico (per dividere l’affitto del negozio, ma ci sono due banconi diversi per suddividere le due attività) con un’attivita di elettronica (in concorrenza con il mio datore di lavoro se pur in maniera molto minore trattandosi di negozietto) ed il titolare dell’azienda di elettronica minore sarebbe anche socio della posta al 50%. Io ovviamente non avrei nulla a che vedere con l’elettronica ma mi occuperei solo di posta e sarei socia solo della posta. Il mio datore di lavoro potrebbe licenziarmi per concorrenza o presuppore qualcosa di simile?? C’e un modo per ovviare a ciò? Non so se ad esempio non diventassi titolare della posta ma dipendente dell’azienda di elettronica minore (che a questo punto ingloberebbe tutto in unica partita iva) con mansioni di sola posta?

Chiedo un Vostro aiuto

Grazie

L’Avvocato Risponde:

Gentile signora,

le informazioni contenute nel testo del Suo quesito in realtà non sono sufficienti ad avere un quadro completo ed esaustivo della questione.

Pur tuttavia, e in linea meramente teorica tra le due attività lavorative, distinte e separate, non vi è apparente incompatibilità dal punto di vista della c.d. concorrenza con il Suo impiego principale.

Ciò detto, il caso da Lei prospettato merita un approfondimento di studio anche in considerazione del contratto di lavoro individuale da Lei sottoscritto, nonchè del contratto collettivo nazionale di riferimento.

Distinti saluti

Avv. Andrea Conte

 

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Turismo, per le imprese di Otranto prove generali di legalità

Con la Pasqua alla porte, anche il turismo fa le prove generali. Che stagione sarà? E’ presto per dirlo. Al momento le imprese del settore sono impegnate su altri fronti legati alla qualità e alla “legalità”dell’offerta; ovvero: come non rimanere vittime dei controlli da parte di Nas, Ispettorato del lavoro, Polizia tributaria e chi più ne ha più ne metta. Il Comune di Otranto – città turistica per eccellenza, che vanta un’alta percentuale di imprese votate al terziario – suona la sveglia e chiama a raccolta professionisti, esperti e lavoratori. Il confronto, tenutosi nel centro don Tonino Bello, ha acceso i riflettori sull’accesso ispettivo sui luoghi di lavoro, sulle nuove tipologie contrattuali e i vantaggi per le imprese nell’operare in punta di legge. All’incontro sono intervenuti il sindaco, Luciano Cariddi; Giocondo Lippolis, direttore della direzione provinciale del lavoro di Lecce; Maria Sergi, funzionario D.P.L. di Lecce; Iunio Valerio Romano, responsabile Unità operativa di vigilanza ordinaria; e Maria Cristina Circhetta, consulente del lavoro.

Numerosi i punti trattati nel corso della lunga discussione: dal ruolo degli ispettori del lavoro (e più in genere delle forze dell’ordine) ai limiti che gli stessi non dovrebbero oltrepassare, fino ai loro obblighi nei confronti dell’ispezionato. Ma ci si è anche molto soffermati sulle nuove tipologie di contratti flessibili, sul lavoro minorile e sui “buoni lavoro”, strumenti per il lavoro occasionale previsti dalla legge Biagi.

Il dibattito ha portato alla luce diverse criticità. Una per tutte, quella sui doveri dei controllori e sui diritti dei controllati. Incorrere in una verifica da parte dei funzionari a volte è un trauma, altre – se effettuata nel pieno dell’attività lavorativa- è un vero e proprio incubo. Perché? Perché in molti casi gli imprenditori non sanno come comportarsi; di più: sentono di essere dalla parte del torto, a prescindere dalla loro reale situazione. Soffrono fortemente, insomma, la sudditanza psicologica nei confronti degli ispettori. A bloccarli, forse la scarsa conoscenze della normativa in vigore ma, molto più spesso, la paura che il loro lavoro venga sospeso, con conseguente perdita di immagine e introiti.

A volte, infatti, sentono di essere sottoposti a dei veri e propri raid. E’ il caso di un operatore che, intervenuto nel dibattito, ha raccontato con ironia la propria esperienza: “La Guardia di Finanza ha bloccato le uscite, mancavano solo le mitragliette, mentre gli ispettori del lavoro si sono nascosti dietro alle porte; mi sono spaventato e ora per evitare altri simili inconvenienti ho fatto installare le telecamere. Sono titolare di un azienda e in sette anni ho subito ben sei controlli…”.

Solo un caso limite? Agli operatori sarà utile sapere che ogni ispettore è obbligato a identificarsi; e che – è stato sottolineato – esiste uno strumento utile per abbassare la frequenza delle visite in azienda, il cosiddetto “verbale di primo accertamento” contenente tutti i dati sulle verifiche, le dichiarazioni dei dipendenti, le proprie, e – dulcis in fundo – le eventuali sanzioni. Servirà ad allentare tensioni e conflittualità? Gli addetti ai lavori dicono di sì. Intanto, c’è un solo modo per non soffrire il peso degli accertamenti: farsi trovare in regola.

Jenny De Cicco

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