La chiesa San Martino restaurata dagli studenti della Scuola Edile

Siglata questa mattina nel corso della conferenza stampa la convenzione tra il Comune di Maglie e la Scuola Edile di Lecce per il restauro della cappella di San Martino, che due anni fa subì il crollo della croce ed è l’unica chiesa di proprietà comunale, ma finora mancavano i fondi per riportarla agli antichi splendori. “La chiesa – haspiegato l’assessore all’Urbanistica Franca Giannotti Sticchi – viene utilizzata da un gruppo di preghiera, ed è ritornata a essere un centro di culto frequentato. Mi sembra giusto valorizzare un gioiello lasciato in dono dai nostri padri, è solo partendo dalle origini che possiamo interfacciarci con il presente”.

A guidare i ragazzi della Scuola Edile nei lavori, sarà l’architetto Francesco Giordano e il tutto avverrà sotto il controllo della Soprintendenza di Lecce. I lavori riguarderanno la facciata e il lastricato solare, ma si spera in un secondo finanziamento anche per effettuare i lavori interni. La chiesa cela tante storie antiche che i lavori potrebbero portare alla luce: la cappella infatti era intitolata in precedenza a Santa Maria dell’Annunciazione, mentre nell’area circostante, una volta all’anno, si teneva la fiera di santa Caterina di Alessandria. La chiesa, a quanto pare, ha assistito a passaggi epocali, per la scelta liturgica tra il rito greco e il rito latino: non ci sono molti documenti scritti tuttavia, fortunatamente, la storia è scritta nelle pietre. Una di queste riporta la data del 1787, proprio sul portale: l’anno non fa riferimento alla costruzione ma a quella della traslazione della statua equestre del santo che, tuttavia, è andata perduta e rimpiazzata da quella di Luigi Guacci del 1908. La teca in cui è conservata l’attuale però è tardo settecentesca e all’interno della chiesa potrebbero esserci molte altre sorprese, come l’altare, la cui parte superiore pare possa essere opera di uno scalpellino magliese, Giannotta, di cui non è rimasto nulla. “La chiesetta – ha commentato il primo cittadino Antonio Fitto – rappresenta un momento importante anche per l’estetica della città, un punto importante per cui chiederemo di accedere ai bandi della Provincia continuando a creare una sinergia tra le amministrazioni pubbliche e le scuole per la loro competenza pratica”. I lavori dovrebbero iniziare a breve, è questione di poche settimane per sbrigare le pratiche burocratiche.

Angela Leucci


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Sindaco di Uggiano: VideoLettera marzo 2011

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Litoranea pericolosa, un’auto si cappotta vicino ai laghi Alimini: ferita una donna

Un incidente che avrebbe potuto avere gravi conseguenze si è verificato oggi, venerdì 1° aprile, sulla litoranea per San Cataldo, zona Alimini, all’altezza dell’ingresso per il Lido dei Pini ed il Balnearea. Una donna a bordo di una Fiat 600 è uscita infatti fuoristrada nel primo pomeriggio (erano le 14 circa) e l’autoveicolo ha cappottato. L’automobilista non ha riportato ferite gravi, ma sul posto sono comunque intervenuti i sanitari del 118 che hanno provveduto a trasportare la donna in ospedale, nonché i carabinieri di Otranto, i vigili urbani e la polizia di frontiera. È stato necessario, infatti, interrompere la circolazione per rimuovere il veicolo che, in seguito all’incidente, occupava interamente la sede stradale. Anche se l’incidente non ha avuto gravi conseguenze, ritorna dunque l’allarme per la pericolosità di diversi punti della litoranea: in particolare la grande curva che immette alla foce del lago, lì dove si è verificato l’incidente, ha un limite obbligatorio di 60 km orari, così come gran parte della litoranea. Le segnalazioni dei cartelloni luminosi e i riflettenti che di sera illuminano proprio quella curva, tuttavia, sono spesso ignorati dagli automobilisti. Occorre ricordare, invece, che una velocità anche non eccessiva può causare facilmente incidenti in una strada come la litoranea, fatta per veicoli che dovrebbero procedere lentamente. Con l’arrivo della stagione turistica, che entrerà nel vivo tra pochi giorni, si spera che i controlli per far rispettare tali limiti si intensifichino al fine di evitare incidenti. Oggi, infatti, sarebbe bastato il sopraggiungere di un auto in direzione opposta perché l’incidente diventasse ben più grave.

Elio Paiano

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“Gessetti & Straccetti” a Uggiano, alla riscoperta dell’antica arte dei madonnari

“Alla riscoperta dell’antica arte dei madonnari” è il nome della serata che si terrà a Casamassella di Uggiano la Chiesa, domani sera alle 17, presso la Biblioteca comunale di piazza Vittorio Emanuele II, dove l’associazione socio-culturale “Gessetti&Straccetti” festeggerà l’essersi aggiudicata il bando “Principi Attivi 2010 – Giovani idee per una Puglia migliore”. Il progetto prevede la riscoperta di un’arte antica e attualmente in disuso, come quella dei madonnari, e la realizzazione di corsi di gessetti nelle scuole di ogni ordine e grado di Lecce, Uggiano e Villa Castelli.

Alla serata prenderanno infatti parte tutti i partner del progetto, tra cui i Comuni di Uggiano e Sannicola, il Salento Buskers Festival, la Scuola Napoletana di Madonnari, le Manifatture Knos di Lecce, la Selva dei Buskers di Villa Castelli e Ostuni, il Carpino Folk Festival, la Pro Loco di San Severino Lucano (Pz). Il programma della serata prevede infatti una festa di accoglienza e laboratori di gessetti per bambini e ragazzi, animazione degli artisti del Salento Buskers Festival, e la performance live del maestro madonnaro Martino Zingarelli. Seguiranno, alle 18.30, i saluti ufficiali, la presentazione dei partner dell’iniziativa e l’illustrazione del progetto a cura di Pamela Giunco (referente del progetto) e Dario Cadei (Salento Buskers). 335.5407829. Per informazioni [email protected].

Jenny De Cicco

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“Settimana del benessere”, psicologi in campo. Dal 4 al 10 aprile seminari, convegni e consulenze gratuite

La “Settimana del benessere psicologico. Ascoltare, comprendere, prendersi cura di sé: gli psicologi promotori del benessere”. Questa l’iniziativa realizzata dall’Ordine degli psicologi della regione Puglia in programma dal 4 al 10 aprile anche nel Salento: istituzioni sanitarie e studi professionali saranno a totale disposizione dei cittadini, con consulenze gratuite e consultazioni. Non solo: la “sette giorni” dedicata alla cura dell’animo prevede anche un ricco cartellone di eventi e seminari perché, “tale iniziativa – spiegano gli organizzatori – risponde al bisogno di diffondere la cultura del benessere e promuovere la professionalità dello psicologo”.

Obiettivo: affermare il concetto di salute intesa come stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non come la semplice assenza di malattia. La “settimana” servirà a informare circa le competenza e le aree di intervento del terapeuta, facilitare l’incontro tra i professionisti del settore e i cittadini interessati a conoscere e approfondire aspetti e tematiche connesse alla materia, promuovere il benessere della persona, dei gruppi, della comunità attraverso interventi di consulenza e azioni di sensibilizzazione e informazione su contenuti specifici”.

Per l’intera settimana, interventi gratuiti anche da parte dei centri clinici delle scuole di specializzazione in psicoterapia. Numerosi inoltre i convegni e i seminari organizzati da parte di singoli psicologi o associazioni sui vari ambiti di applicazione della psicologia. Sarà inoltre distribuito materiale informativo in diversi punti strategici: librerie, atenei, farmacie, centri benessere, palestre, studi medici e associazioni. Tutte le iniziative hanno la finalità di promuovere il radicamento sul territorio dello psicologo, categoria professionale che in Puglia conta oltre 3.000 iscritti mentre in Italia sono circa 78.000.

“Migliorare la propria vita è possibile per tutti – spiegano i promotori della manifestazione – quanto più siamo consapevoli di poter essere artefici del nostro percorso, tanto più saremo capaci di pensarlo e viverlo positivamente”. La psicologia del benessere può migliorare la qualità della vita dell’individuo; aiutarlo a sentirsi efficace e soddisfatto nelle proprie esperienze quotidiane; accompagnarlo nell’esplorazione del suo mondo interiore.

Per ulteriori informazioni consultare il sito www.psicologipuglia.it.

Annalisa Gentile

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Assistenza anziani: figli, quali diritti in relazione ai doveri ed alle responsabilità assunte?

Domanda posta agli avvocati dal Sig. Orlando:

Gentile Avvocato buonasera. E’ ormai da tre anni che Mia nonna ormai novantenne vive con noi.

Oltre a mio padre ha due figli di cui uno ha rifiutato di assisterla per motivi personali sin dal primo giorno mentre l’altro dopo essersi prestato per il primo anno a smesso anche lui di assistere sua madre.

Mia nonna non è autosufficente ma perfettamente in grado di intendere e volere, per cui ha deciso che i soldi che percepisce mensilmente gli dona a chi l’accudisce.

I due figli pretendono mensilmente parte dei soldi di mia nonna, minacciando mio padre che dopo morte della nonna verra chiamato in causa. Cosa devo fare? Come cautelarci da eventuali richieste?

Attendo una sua risposta

Grazie

L’Avvocato Risponde:

Egregio signore,

la vicenda da Lei rappresentata, che purtroppo è esemplare di un mal costume sempre più diffuso nella nostra società, richiama però alla mente sia il principio solidaristico che è alla base della organizzazione sociele italiana, sia grazie al principio di sussidiarietà che è invece proprio della cellula primaria della famiglia.

Suo padre, e con lui l’intera famiglia, nell’accocliere Sua nonna ha meritoriamente deciso di adempiere ad un’obbligazione di carattere morale che, come tale sarebbe da attendersi anche dagli altri figli, ma sicuramente ove questi non intendano spontaneamente adempiere non potrà essere loro forzosamente imposto.

Dal punto di vista della disposizione che Sua nonna ha deciso, in piena autonomia e coscienza, di dare ai propri redditi, nessuna rivendicazione possono oggi avenzare gli altri figli nei confronti della madre, nè in futuro nei confronti di Suo padre.

Su questo punto mi sento di rassicurarla, per quanto concerne invece le azioni da intraprendere le consiglio di rivolgersi ad un Suo legale di fiducia, che saprà giudarla nella difesa dei diritti della Sua famiglia.

Distinti saluti

Avv. Andrea Conte

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Presentato al Capece di Maglie il libro “Ho provato a non somigliarti” di Pierluigi Mele

Pierluigi Mele presenta, al Capece di Maglie, il suo ultimo libro di Poesie “Ho provato a non somigliarti” edito da “Lupo Editore”.

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Infiltrazioni d’acqua in appartamento ristrutturato

Domanda posta agli avvocati dalla Sig.ra Mariangela:

Gentilissimo avvocato le scrivo per porle un quesito che mi sta dando molte rogne! Ho ristrutturato da poco per un cliente un locale posto al piano terreno. Questo locale, subito dopo aver tolto gli arredi, riaggiustato gli impianti idrici e fognari, rifatto gli intonaci (c’erano in precedenza in molte parti machie di muffa e umido dovute al fatto che il locale era rimasto chiuso circa vent’anni), presenta su una sola parete lungo la quale per quanto riguarda la proprietà del locale in oggetto non corrono impianti o tubazioni, una estesa macchia di umidità dallo zoccolo del pavimento fino ad un’altezza di 40-50 cm.

Il proprietario dello stabile confinante dopo numerosi solleciti telefonici ancora non si è reso diponibile a venire a fare un sopralluogo con me (premetto che lui è Geometra e io Architetto e quindi telefonicamente gli ho spiegato la questione chiaramente), sostenendo che “a quanto sa lui dalla parte opposta del muro danneggiato non corrono impianti e anzi vi è una camera da letto. Il fatto che vi sia una camera da letto non toglie il fatto che qualche tubo passi e si colleghi alla sua colonna degli scarichi posta sulla facciata. Tuttavia sono andata da sola a bussare ai confinanti che non mi hanno aperto. Mi sono accorta però che sotto quell’appartamento a confine con il locale che ho ristrutturato vi è un seminterrato abitato (anche quello proprietà del geometra suddetto). La persona che ci abita dopo un po’ di perplessità mi ha fatto vedere quello che corrisponde al muro sottostante il muro di confine tra il locale appena ristrutturato e l’eltra proprietà. Questo muro del seminterrato è completamente pregno d’acqua e ha rigonfiamenti di umido sparsi.

Ho richiamato il proprietario dicendogli che il problema sussiste perchè il seminterrato facente parte del suo stabile provoca umido sulla parete dell’altra proprietà ma lui oltre a dirmi che nel caso di murature in pietra non si può fare nulla (cosa non vera perchè i sistemi di bonifica esistono anche se sono costosi) si rifiuta di venire di persona a vedere il danno e a constatare che è la sua proprietà che provoca danno nel locale dell’altra proprietà.

A chi spettano le spese per i danni e per la ristrutturazione? Come mi devo muovere? Ad oggi a causa di questo problema non si riesce neppure ad affittare il locale appena ritrutturato!

Grazie e spero di essere stata chiara.

Cordiali saluti

L’Avvocato Risponde:

Gentile Signora,

dalla esposizione della situazione di fatto la risposta alla sua domanda è quanto mai agevole.

Infatti sul punto, che appare quasi “scolastico” soccorre il nostro codice civile che, in materia di responsabilità extracontrattuale o da fatto illecito recita all’art. 2024 c.c. ” Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”; ed in particolare nel caso di specie potrebbe trovare applicazione anche la fattispecie più specifica di cui all’art. 2051 c.c. che conntempla il caso in cui “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.

Il principio generale in base al quale chiunque cagioni un danno ingiusto ad altri è tenuto a tenere indenne questi dai pregiudizi economici derivati, trova quindi applicazione al suo caso.

Pertanto, una volta accertata la provenienza delle infiltrazioni, il proprietario o usufruttuario del muro da cui le stesse hanno origine, quest’ultimo potrà essere ritenuto responsabile dei danni cagionati e, quindi, obbligato a risarcire gli stessi, da una parte ponendo fine alle infiltrazioni e dall’altra reintegrando il danneggiato delle somme necessarie per il ripristino della muratura.

Avv. Andrea Conte

Gentilissimo avvocato le scrivo per porle un quesito che mi sta dando
molte rogne! Ho ristrutturato da poco per un cliente un locale posto
al piano terreno. Questo locale, subito dopo aver tolto gli arredi,
riaggiustato gli impianti idrici e fognari, rifatto gli intonaci
(c'erano in precedenza in molte parti machie di muffa e umido dovute
al fatto che il locale era rimasto chiuso circa vent'anni), presenta
su una sola parete lungo la quale per quanto riguarda la proprietà
del locale in oggetto non corrono impianti o tubazioni, una estesa
macchia di umidità dallo zoccolo del pavimento fino ad un'altezza di
40-50 cm.
Il proprietario dello stabile confinante dopo numerosi solleciti
telefonici ancora non si è reso diponibile a venire a fare un
sopralluogo con me (premetto che lui è Geometra e io Architetto e
quindi telefonicamente gli ho spiegato la questione chiaramente),
sostenendo che "a quanto sa lui dalla parte opposta del muro
danneggiato non corrono impianti e anzi vi è una camera da letto. Il
fatto che vi sia una camera da letto non toglie il fatto che qualche
tubo passi e si colleghi alla sua colonna degli scarichi posta sulla
facciata. Tuttavia sono andata da sola a bussare ai confinanti che non
mi hanno aperto. Mi sono accorta però che sotto quell'appartamento a
confine con il locale che ho ristrutturato vi è un seminterrato
abitato (anche quello proprietà del geometra suddetto). La persona
che ci abita dopo un po' di perplessità mi ha fatto vedere quello che
corrisponde al muro sottostante il muro di confine tra il locale
appena ristrutturato e l'eltra proprietà. Questo muro del
seminterrato è completamente pregno d'acqua e ha rigonfiamenti di
umido sparsi.
Ho richiamato il proprietario dicendogli che il problema sussiste
perchè il seminterrato facente parte del suo stabile provoca umido
sulla parete dell'altra proprietà ma lui oltre a dirmi che nel caso
di murature in pietra non si può fare nulla (cosa non vera perchè i
sistemi di bonifica esistono anche se sono costosi) si rifiuta di
venire di persona a vedere il danno e a constatare che è la sua
proprietà che provoca danno nel locale dell'altra proprietà.
A chi spettano le spese per i danni e per la ristrutturazione? Come mi
devo muovere? Ad oggi a causa di questo problema non si riesce neppure
ad affittare il locale appena ritrutturato!
Grazie e spero di essere stata chiara.
Cordiali saluti

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Northern Petroleum, no della Regione ai trivellamenti nel Basso Adriatico. Otranto ringrazia

E’ arrivato nella mattinata di oggi il coro dei no della conferenza di servizi convocata presso la sede regionale dell’assessorato all’Ambiente a seguito della richiesta della multinazionale inglese Northern Petroleum di poter effettuare ricerche di idrocarburi off shore. Sette le richieste presentate dalla compagnia petrolifera per un progetto unitario che interessa il tratto marino pugliese da Bari al Canale d’Otranto, il primo di una serie di interventi per trovare il greggio entro le 15 miglia dalla costa e installare tre piattaforme di estrazione. Presenti in conferenza dei servizi l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro, gli amministratori interessati – tra cui il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, il responsabile Ambiente e demanio della Capitaneria di porto di Bari Alessandro Cortesi, il dirigente dell’area per la Tutela e sicurezza ambientale Antonello Antonicelli , la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici: “Abbiamo voluto essere confortati dal parere di tutti gli interessati”, spiega l’assessore Nicastro, “che si sono tutti espressi negativamente al riguardo, sia per iscritto che a voce. Vedremo se il ministero per l’Ambiente vorrà ugualmente rilasciare questo permesso, ignorando il rilevantissimo impatto ambientale che in un corridoio di mare come l’Adriatico avrebbero le piattaforme petrolifere off shore e l’attività di desolforazione necessaria per l’elevato tenore di zolfo degli idrocarburi adriatici”. La ricerca della Northern Petroleum, stando alla nota diffusa dalla Regione Puglia, valuterebbe inoltre il rischio sismico, ma non i pericoli dell’attività di “prospezione, ricerca e coltivazione” del petrolio pugliese, molto pregiato (definito “amaro”), e del lungo processo di raffinazione: un rischio insomma per la pesca e per l’ambiente marino, un pericolo per il possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi o di fughe di zolfo, oltre che di violazione dei vincoli protezionistici europei sulle colonie di Poseidonia e Coralligeno bianco. Ed infatti la conferenza dei servizi non si è sentita di affrontare questi rischi e ha bocciato il progetto; al coro dei no, poi, si affianca anche quello del sindaco di Otranto Luciano Cariddi: “Siamo molto preoccupati per questa richiesta, visto che la Puglia tutta e la città di Otranto sono connotate da una forte vocazione turistica. Inoltre per le caratteristiche del bacino mediterraneo, che è un mare chiuso e ha una bassa capacità di rinnovo delle acque”, conclude il sindaco, “è notevole il rischio di disastri ambientali qualora si dovesse verificare un incidente”. La parola passa quindi al ministero per l’Ambiente.

Salvo Sammartino

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Lo “strappo” di Mantovano nel caos della gestione immigrati

Le dimissioni di Alfredo Mantovano da sottosegretario agli Interni sono giunte nella serata di ieri, a margine di una giornata a dir poco convulsa per il governo. Lo show mediatico di Berlusconi a Lampedusa prima, la bagarre con insulti di Montecitorio (degna delle peggiori democrazie), poi ed infine le dimissioni del vice di Maroni al Viminale fotografano, con estremo realismo, la confusione che regna nel nostro Paese in merito alla gestione della crisi umanitaria causata dal crollo dei regimi politici nordafricani.

Nei giorni scorsi Mantovano, magistrato leccese e sottosegretario agli Interni dal 2008 con l’attuale governo Berlusconi, aveva dato la sua parola che Manduria avrebbe accolto esclusivamente quei 1500 immigrati già presenti sul territorio per volontà del governo, non uno in più. Così non è stato. La rassicurazione dell’ex sottosegretario è stata scavalcata da una direttiva del Ministro degli Interni che, nella giornata di ieri, ha predisposto una nave con 1450 profughi da Lampedusa pronta ad attraccare nel porto di Taranto, in vista di un loro trasferimento nella tendopoli salentina, assolutamente non in grado di ricevere un numero così elevato di immigrati. A quel punto si è giunti all’inevitabile strappo, non si sa ancora quanto sanabile, che ha visto Mantovano compiere un gesto di coscienza dettato dalla reale consapevolezza della situazione. Le dimissioni del braccio destro di Maroni sono state seguite poco dopo da quelle del sindaco di Manduria, Paolo Tommasino (Pdl).

Incassata la solidarietà bipartisan da parte di numerosi esponenti politici, bisognerà valutare nelle prossime ore la disponibilità del magistrato leccese a fare un passo indietro, a patto ovviamente che venga rivalutata con attenzione l’intera situazione.

Il gesto di Mantovano è certamente sintomatico di un malcontento diffuso nel Meridione, ma non solo.

Si tratta infatti di una questione tecnica e soprattutto politica che va al di là delle competenze locali e statali.

Nell’approccio alla crisi umanitaria l’Ue ha palesato nuovamente tutti i suoi limiti, non sapendo superare la logica delle frontiere nazionali.

Soprattutto la Francia di Sarkozy, pioniera nel voler muovere guerra alla Libia di Gheddafi, si sta dimostrando in queste ore quanto mai riluttante nella considerazione di un piano condiviso per la risoluzione del dramma dell’immigrazione. Non a caso alla frontiera transalpina di Ventimiglia assistiamo da giorni a tentativi di attraversamento del confine da parte dei profughi tunisini giunti in Europa che, con l’intento di raggiungere la Francia, vengono puntualmente respinti dalla Gendarmerie francese.

Tornando invece agli affari di casa nostra, è giusto sottolineare che si sta perdendo per l’ennesima volta la possibilità di agire al di là delle logiche politiche e di partito.

E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, come il dibattito sulla crisi in atto venga strumentalizzato dalle forze politiche in campo per poter proseguire in una becera logica ostruzionistica da propaganda elettorale, decisamente fuori luogo viste le drammatiche circostanze.

Appurato ciò, risulta più che lecito porsi almeno un paio di domande: è soltanto un caso che i centri di accoglienza predisposti dal Ministro degli Interni Maroni, noto esponente della Lega, stiano al momento sorgendo esclusivamente dalla Toscana in giù, e conseguentemente, è giusto che il fardello della crisi umanitaria venga riversato quasi interamente sulle spalle di un Mezzogiorno già alle prese con numerosi problemi mai risolti?

In considerazione di quanto detto, sarebbe dunque fortemente auspicabile che concetti e parole legati all’unità nazionale e alla cooperazione comunitaria non vengano rispolverati e riproposti unicamente nel facile momento delle celebrazioni istituzionali, ma che trovino effettiva attuazione nel quotidiano, come adesso, nel momento del bisogno.

Andrea Ambrosino

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Porto Badisco, Capitaneria e Vigili all’opera per liberare la costa da boe e gavitelli abusivi

Gli uomini della Capitaneria di porto e la Polizia municipale di Otranto in azione a Porto Badisco, questa mattina alle prime luci del giorno, per liberare la costa dalle cime e dalle corde legate tra gli scogli e ripulire il fondale dagli ormeggi galleggianti ancorati sott’acqua. Un’operazione di bonifica di fondali e costa che ha visto il dispiegamento delle forze marine e terrestri della Capitaneria coordinate dal tenente di Vascello Donato Ostuni e il supporto della Polizia municipale di Otranto guidata da Vito Spedicato. Un’azione congiunta per limitare l’attracco abusivo dei natanti da diporto in questo tratto costiero, salvaguardandolo così dall’inquinamento. Alla motovedetta Cp 809 che giungeva da mare con tre marinai a bordo, intorno alle 8.30 del mattino si è sommato infatti l’intervento di due sommozzatori della Capitaneria che raggiungevano gli ormeggi abusivi dalla spiaggia, mentre due agenti di polizia giudiziaria intervenivano sul lato costiero liberandolo dai cavi recuperati dai sub. All’arrivo dei militari solo una barca, un gozzo in legno, era legata alla scogliera. Sul luogo i militari hanno rinvenuto però numerose cime cui corrispondevano una serie di boe di plastica che galleggiavano sotto il pelo dell’acqua, e che con i gavitelli erano poi ancorati ai cosiddetti “corpi morti”, massi di pietra nascosti sott’acqua che consentono l’attracco a pochi metri dalla riva, dove in estate è pieno di bagnanti: “Una situazione che andava avanti da così tanto tempo”, si legge nella nota ufficiale della Capitaneria, “che salentini e vacanzieri ormai davano per scontato che quel pezzo di mare cristallino da cui immergersi per godere di un rinfrescante bagno estivo fosse adibito a porticciolo. Invece gli ormeggi erano del tutto privi di autorizzazione”, continua la nota. “Sul fondale infatti sono stati trovati e recuperati ancoraggi per le boe non a norma, e per galleggianti si utilizzavano lattine di olio combustibile, contenitori e recipienti di plastica di ogni genere”. Non sono ancora stati rilevati illeciti da parte degli investigatori, che continuano il pattugliamento delle coste per scongiurare il ripetersi del fenomeno, ricercando gli autori materiali di questi abusi perpetrati ai danni del patrimonio costiero.

Salvo Sammartino


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Anche il Consiglio comunale di Palmariggi vota la solidarietà agli Lsu

Anche il Consiglio comunale di Palmariggi si concentra sulla questione degli ex Lsu, che protestano, ormai da mesi, presso il presidio posto presso il marciapiede antistante l’istituto magistrale “Aldo Moro” di Maglie. Nel Consiglio che si è tenuto nei giorni scorsi, infatti, i componenti si sono espressi all’unanimità a favore della protesta, forti anche dei nove ex Lsu palmariggini (su 1200 in tutta la provincia) che stanno vivendo la grave questione del precariato da ben sedici anni; cui si aggiungono una parte, i lavoratori della ditta Intini, che stanno percependo il salario a singhiozzo. In altre parole, la ditta eroga i salari in maniera non regolare, come invece è accaduto sempre in passato, motivando il disagio con la mancata erogazione dei contributi da parte dello Stato. Palmariggi, così, si pone in un’azione simile a quella intrapresa dal comune di Uggiano la Chiesa nella scorse settimane. Gli ex Lsu, disperati a causa della loro situazione, cercano nel frattempo risposte dalla politica che in effetti, senza distinzione di parte, sta dimostrando attenzione verso i loro problemi. Anche presso la Regione Puglia, il Consiglio ha approntato un ordine del giorno che prevede il problema degli ex Lsu all’ordine del giorno: tutto però sembra fermo, nonostante la buona volontà della politica. Una delle possibilità allo studio è che siano i presidi in prima persona a riassumerli dopo la data del 30 giugno, quando scadrà il loro contratto che pure, inizialmente, era a tempo indeterminato. Ma gli ex Lsu non vedono garanzie in questa soluzione, e preferirebbero essere assunti direttamente dallo Stato: facendo un po’ di conti, questa sarebbe anche un’ipotesi che farebbe risparmiare non poco denaro pubblico. Ma per ora gli ex Lsu restano nel presidio a ribadire la loro situazione. Tutto il resto è rumore.

Angela Leucci

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