“Da mille a una”, a Maglie le donne raccontano le donne della Storia

Si è conclusa con un grande successo di pubblico la manifestazione “Da mille a una”, organizzata dalla commissione provinciale per le Pari Opportunità presieduta da Maria Teresa Maglio, tenutasi a Maglie. La manifestazione era inserita in un ciclo di convegni che vuole celebrare le figure, sconosciute o per certi tratti dimenticate, delle donne importanti nella storia d’Italia, dall’Unità a oggi. Grandi emozioni ha suscitato in particolare il filmato realizzato da Elio Scarciglia e dedicato alla mazziniana Antonietta De Pace (quella che nascondeva i messaggi di Giuseppe Mazzini in seno o li ingoiava per servire la causa repubblicana, per capirci). Ma anche l’ode alla duchessa Francesca Capece, benefattrice magliese, letta da Adele Maruccio e accompagnata dal pianista jazz Francesco Negro (commentata dal dirigente scolastico del liceo ospitato nel palazzo che fu della Capece, Roberto Muci). Tra i presenti anche il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto che ha tenuto un breve intervento.

 

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Anche Uggiano La Chiesa e Casamassella hanno aderito alla campagna internazionale del WWF “60 minuti di buio per aiutare il mondo a vedere la luce”

Luci spente in tutto il mondo per dare un po’ di luce alla Terra. Giunta alla quinta edizione, la maratona del Wwf partita sabato scorso dalle Isole Chatham, in Nuova Zelanda, ha fatto tappa anche nel Salento. Tra i comuni protagonisti: Uggiano La Chiesa e Casamassella. In Italia erano le 7.54. Ma l’ora X è scattata per tutti alle ore 20.30 e, attraversando i fusi orari di sette continenti, ha spento le luci di 79 capitali e decine di metropoli. A chiudere la hola di buio e di speranza, alle 8.30 italiane del 27 marzo, l’isola di Raratonga, nell’arcipelago delle Isole Cook, oceano Pacifico. Si è osservato anche un minuto di silenzio per il Giappone, emblema, suo malgrado, della fragilità del nostro eco-sistema e della necessità di salvaguardarlo.

Partecipazione numerosa quest’anno in l’Italia: 240 Comuni coinvolti, l’iniziativa ha goduto di grande popolarità sui Social network. “Il Wwf – ha spiegato il suo presidente Stefano Leoni – ha deciso di mantenere vivo lo spirito dell’evento nonostante la tragedia in Giappone, il rischio nucleare e i combattimenti in corso nel Mediterraneo perché ‘l’Ora della Terra’ dà un messaggio di speranza, per un futuro sostenibile per il Pianeta”.

Anche l’amministrazione comunale di Uggiano La Chiesa si è resa partecipe dell’evento internazionale, nello spirito comunitario che contraddistingue la manifestazione: puntare alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e favorire un utilizzo corretto e appropriato delle fonti energetiche rinnovabili.

Dalle 20.30 alle 21.30 si sono così spente le luci delle piazze Umberto I e Vittorio Emanuele II di Uggiano e Casamassella, evento preceduto in mattinata da un incontro nella scuola media locale sui temi della sostenibilità ambientale tra i giovani studenti e il sindaco Salvatore Piconese.

Non solo Uggiano. Anche a Lecce ha raccolto l’invito e all’ora prestabilita è stata spenta l’illuminazione pubblica in piazza Sant’Oronzo, dove il Wwf Salento ha allestito uno stand informativo.

L’obiettivo di Earth Hour 2011 è coinvolgere Istituzioni, cittadini e aziende ad andare “Oltre l’ora” e avvicinare le persone a uno stile di vita più sano, per il Pianeta e per se stessi.

Quest’anno l’evento ha varcato i confini dei Paesi in via di sviluppo e dagli equilibri politici e sociali precari, come Iran, Palestina, Libano, Giamaica, Uganda, Swaziland, Tajikistan, Azerbaijan e Uzbekistan, Trinidad&Tobago, Lesotho e Ciad.

E’ stato il segretario generale dell’Onu a lanciare il conto alla rovescia finale: “In ogni angolo della Terra – ha detto Ban Ki-Moon – gli individui, le comunità, le imprese e i governi stanno realizzando nuove idee e tecnologie per creare un futuro comune sostenibile. Usiamo 60 minuti di buio per aiutare il mondo a vedere la luce”.

Jenny De Cicco

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Uggiano, scambio di accuse tra maggioranza e minoranza: a colpi di manifesti e di Facebook

A Uggiano una polemica nata in aula dopo il Consiglio comunale del 22 marzo scorso cresce e si sviluppa con manifesti e su Facebook, per una singolare sostituzione dei luoghi istituzionali con quelli virtuali dei social network. L’assise del 22 marzo scorso (sunto al link: http://www.otrantooggi.it/2011/03/23/uggiano-il-consiglio-lascia-invariate-le-aliquote-irpef-ed-ici-piccolo-rimpasto-di-deleghe-2/ ) si è infatti aperta con la consegna di tre interrogazioni del gruppo di minoranza “Progetto futuro” guidato da Maria Cristina Rizzo e Tonino Risolo. La prima riguarda la gestione della biblioteca comunale De Viti De Marco, “realizzata grazie ad un fondo Pis di 116mila euro”, si legge nell’interrogazione, e che sarebbe dovuta essere, anche attraverso borse di studio, “il volano e il fulcro di attività culturali nella comunità”. La seconda per chiedere al sindaco perché “non invita l’intero Consiglio comunale alle manifestazioni organizzate dal Comune e da terzi”. L’ultima per lamentare un 150enario “trascorso senza alcuna manifestazione, né iniziative per la cittadinanza”, accusare la “freddezza e distacco” del sindaco, cui sarebbe “mancato l’amore per la Patria e per le Istituzioni”, e chiedere notizie precise sulle spese per fiori, bandiere e addobbi. Il Consiglio ha quindi accolto le tre interrogazioni, e il sindaco si è detto pronto a dare risposta nella giusta sede istituzionale. Ma la minoranza ha immediatamente spostato la questione su Facebook, condividendo con il profilo di Otranto Oggi le tre interrogazioni e le due note firmate dal gruppo di opposizione: una per la mancata nomina della commissione Pari Opportunità, con il “tentativo del sindaco di nominare sette componenti esterni senza alcuna graduatoria per titoli”, ovvero uno “scippo” per “far nominare dalla sola maggioranza tutti i componenti”; episodio cui è seguito l’abbandono dell’aula, in segno di protesta, del gruppo di minoranza. L’altra interrogazione, invece, per lamentare l’“aumento dal 30 al 40 per cento” delle spese derivanti dalla nuova convenzione per il servizio di segreteria comunale con Muro, dopo altri accordi andati a monte. La replica sul social network non si è fatta attendere: oggi, sabato 26 marzo, il gruppo di maggioranza “Insieme per cambiare” ha pubblicato sulla questione un manifesto in cui il sindaco ha replicato di avere una maggioranza salda e solida, spiegando le dimissioni di Vincenzo Fanciullo e la nomina di Luca Leo e additando le lacerazioni della maggioranza. Nonché facendo un breve resoconto delle opere pubbliche in cantiere: 1milione e 300mila euro di fondi Pirp per la zona 167 e 600mila euro stanziati dal governo per completare la scuola elementare di Uggiano, senza contare il nuovo Piano delle opere pubbliche con prossimi lavori per il ripristino del manto stradale e lo sviluppo degli assi viari, un risparmio di 13mila euro grazie al servizio di prelievi sanguigni presso il centro polivalente di Uggiano, il futuro rilancio della Biblioteca e del servizio “Informagiovani”. Riferimenti inoltre all’ eredità problematica della rete pluviale e dei lavori in via Badisco e via Valle dell’Idro, e il richiamo alla denuncia della Commissione antimafia, con la minoranza difesa dal sindaco nonostante la contrapposizione ideologica. Chiudendo il tutto con un rimprovero per la “fuga” dal Consiglio della minoranza: un atto, dice il sindaco, irrispettoso di cittadini e istituzioni.

Salvo Sammartino

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Salento sostenibile: al via il primo EcoDay!

Salento d’amare, nelle parole come nei fatti.

E’ con questo spirito costruttivo che prenderà corpo in questo weekend la prima edizione del Salento EcoDay, manifestazione a tutela dell’ambiente nata dall’appello di alcuni giovani membri del movimento Repubblica Salentina e che ha raccolto in breve tempo numerose adesioni e consensi nella provincia di Lecce.

Nell’era della tecnologica totalizzante e degli smisurati sprechi energetici è più che mai importante rispolverare un rapporto diretto con Madre natura, da troppo tempo pericolosamente accantonato nel nome di un nuovo e accecante illuminismo di modernità piegato alle logiche della produzione industriale.

Valorizzare e rispettare l’ecosistema che ci ospita non dovrà più considerarsi in futuro come una mera indicazione generica. I drammatici eventi naturali (per i quali non è possibile conoscere con certezza quanto abbia inciso l’opera dell’uomo) ai quali negli ultimi tempi siamo stati costretti ad assistere dovrebbero esserci da monito per riattivare in ognuno di noi una più spiccata coscienza ambientalista.

Muovendo piccoli passi si possono così ottenere importanti risultati, grazie soprattutto all’impegno di chi vuole contribuire direttamente a preservare la bellezza del nostro territorio, purtroppo spesso vittima dell’incuria.

Una due giorni, quella di sabato 26 e domenica 27 marzo, all’insegna della civiltà ambientale: un’azione volontaria di pulizia del Salento che si preannuncia già come un successo.

Nei giorni in questione, numerosi gruppi di persone (circa mille in tutto), coadiuvati dalla compartecipazione di diversi enti locali, contribuiranno a ripulire il territorio in differenti location. Dalle spiagge alle pinete, dalle periferie ai centri urbani, ogni piccolo gesto sarà utile per promuovere una grande ed importante causa: sensibilizzare i cittadini verso una più consapevole tutela dell’ambiente e della salute umana.

L’evento, patrocinato tra l’altro dalla Provincia di Lecce, si svolgerà in 27 aree diverse sparse in tutta la provincia. Scuole, associazioni, comuni, aziende e gruppi di volontari saranno tutti uniti e pronti a sporcarsi le mani per amore del proprio territorio, d’amare ma soprattutto da rispettare.

Andrea Ambrosino

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Lsu, la solidarietà del Consiglio comunale di Uggiano: “Una battaglia che interessa tutti”

Nella serata del 22 marzo scorso, presso l’aula consiliare di Uggiano la Chiesa, durante un movimentato Consiglio comunale (http://www.otrantooggi.it/2011/03/23/uggiano-il-consiglio-lascia-invariate-le-aliquote-irpef-ed-ici-piccolo-rimpasto-di-deleghe-2/ ), è stata votata una delibera che ha colto la sollecitazione di 135mila 500 lavoratori ex Lsu/Ata, in agitazione da settimane contro i tagli del governo. In sostanza, il Consiglio comunale ha deciso, seppure con i soli voti della maggioranza ( l’opposizione aveva scelto di abbandonare l’aula in forma di protesta, ma non per questo ordine del giorno) di sollecitare i ministri del Lavoro Sacconi, dell’ Economia Tremonti e dell’Istruzione Gelmini a risolvere lo stato di precarietà di una intera categoria di lavoratori del Mezzogiorno che dal prossimo luglio rischiano di rimanere senza occupazione a causa dei già annunciati tagli alle 4mila scuole d’ Italia. Inoltre, su proposta dell’ assessore alle Politiche sociali, Tonino Nicolazzo, si sensibilizzeranno anche tutti i parlamentari e senatori della provincia di Lecce di ogni schieramento, inviando loro una copia della delibera, ad avvicinarsi alla questione e a cercare rapide soluzioni. Parliamo delle istanze di 1200 operai leccesi, tra i quali anche due cittadini di Uggiano che non percepiscono stipendio dalla fine del 2010: «Mandiamo un messaggio di solidarietà alle famiglie dei lavoratori che da più settimane sono in mobilitazione per garantirsi un futuro dignitoso”, ha spiega il sindaco di Uggiano Salvatore Piconese al termine dei lavori del Consiglio comunale e in attesa di affrontare una seduta di giunta. “Il Comune di Uggiano sostiene così la loro lotta presso le istituzioni competenti estendendo l’ invito all’ intera compagine parlamentare salentina. La scelta di portare la questione sociale e umana di 13.500 lavoratori in Consiglio comunale è un segno di civiltà politica”, conclude il sindaco di Uggiano, che invita gli altri sindaci a fare lo stesso “poiché il futuro di questi lavoratori investe direttamente le comunità in cui essi vivono e risiedono”. Dopo la delibera, approvata senza la minoranza che aveva già lasciato l’ aula, come si diceva in apertura, il sindaco Piconese si è detto rammaricato di non aver avuto una maggioranza piena per un argomento che avrebbe a suo dire incontrato anche la sensibilità della controparte politica.

Salvo Sammartino

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Cellina di Nardò, un tesoro anche in pasticceria: convegno sugli oli extravergini venerdì a Ugento

Quando si arriva in Salento, ci si sente letteralmente rapiti dall’infinita distesa di ulivi che s’incontrano, tra le cui fronde s’incontra la più importante ricchezza della nostra terra: le olive. Una delle specie autoctone è la Cellina di Nardò, a dispetto del nome non diffusa solo nel Neretino, ma in tutta la Puglia. Le caratteristiche di questo particolare tipo di frutto sono il gusto rustico, la notevole resistenza alle malattie, la drupa piccola e scura, utilizzata non solo per l’estrazione degli olii, ma anche come prodotto da tavola.

E la valorizzazione della Cellina di Nardò è proprio il tema del convegno che si terrà a Ugento il prossimo 25 marzo presso il Museo di Archeologia in via della Zecca, nell’ambito della manifestazione [email protected] (in programma fino al 27 marzo 2011 nel centro storico), organizzata con l’obiettivo di promuovere il territorio attraverso l’olio extravergine d’oliva, uno dei prodotti agricoli più importanti della realtà socio-economica salentina: durante la tre giorni, infatti, sono previsti spazi culturali e di confronto, mostre, visite guidate, esposizioni fotografiche e degustazioni gratuite.

Il convegno è organizzato da Unaprol in collaborazione con Coopolio Salento e Coldiretti Lecce, e vedrà relatori Ranieri Filo della Torre e Massimo Gargano, rispettivamente direttore e presidente di Unaprol; Gianluca Nardone, direttore di D.A.Re Puglia, Pantaleo Piccinno, presidente di Coldiretti Lecce, Antonio Torretti, cooperativa “Nuova Generazione”. Saranno presenti anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno, l’assessore provinciale all’Agricoltura Francesco Pacella, la senatrice Colomba Mongiello membro della Commissione Agricoltura del Senato, e l’onorevole Raffaele Baldassarre, parlamentare europeo salentino.

Nel corso della manifestazione verrà anche presentato un brevetto per l’utilizzo della Cellina anche in pasticceria, il tutto grazie a un’invenzione dello chef salentino Andrea Serravezza e del maitre Massimo Gaetani, che spiegheranno la novità con l’ausilio dell’Associazione pasticcieri salentini e dell’ “Olivotto”, appunto.

L’evento è organizzato e realizzato dal centro di educazione ambientale “Posidonia” di Ugento col supporto tecnico di Coldiretti e O.L.E.A. Patrocinani di Regione Puglia e Provincia di Lecce, Comune di Ugento, Camera di Commercio di Lecce, Multilab, Confartigianato Lecce, DOP Terra D’Otranto, GAL Capo di Leuca, Apt di Lecce, Parco “Litorale di Ugento”, IIS Filippo Bottazzi, Città salentine dell’Olio quali Alessano, Caprarica di Lecce, Lizzanello, Martano, Melendugno, Otranto, Presicce, Sannicola e Uggiano la Chiesa. Durante l’evento si terrà anche “L’oro d’Italia 2011”, concorso degli oli extravergini di oliva italiani di eccellenza, e la Fiera Expo Oil.

Jenny De Cicco


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Otranto, scontro tra un centauro leccese e una mandria di pecore: tragedia sfiorata

Tragedia sfiorata ad Otranto, sull’ingresso del viadotto Minerva, dove un centauro si è ferito gravemente dopo lo scontro con una mandria di pecore. È successo stamattina alle 10.30 circa, quando un giovane motociclista di Lecce, in sella ad una potente Suzuki GS da strada, dopo aver imboccato la curva che porta verso il viadotto in direzione di Otranto si è scontrato con una mandria di pecore intente ad attraversare il ponte. Il ragazzo, un trentenne, non si è accorto dei segnali disperati che i pastori gli facevano per chiedergli di rallentare, ed è piombato addosso alla mandria uccidendo quattro capi di bestiame e cadendo a terra. Le sue condizioni non destano preoccupazioni, ma l’incidente avrebbe potuto essere molto più grave. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Otranto, la Polizia di frontiera e i sanitari del 118; la Asl ha provveduto anche ad effettuare il recupero e lo smaltimento dei capi di bestiame morti nello scontro. Da registrare anche le lamentele dei pastori circa la chiusura degli antichi tratturi, che permetterebbero l’attraversamento del tratto di strada senza passare dal viadotto. Insomma, da una parte le innumerevoli motociclette che attraversano la litoranea, spesso a velocità sostenuta, e dall’altro la pericolosità delle attività agricole e pastorali che necessitano di attraversamenti lenti e sicuri per trattori, mandrie e mezzi agricoli. Per questa volta, a differenza di tanti altri casi, le conseguenze non sono state tragiche, ma il pericolo persiste e aumenta con l’avvicinarsi della stagione estiva.

Elio Paiano

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Gli ex LSU continuano la loro protesta: domani vertice con i sindacati al liceo Moro di Maglie

Si tiene domani alle 17 presso l’aula magna del liceo pedagogico “Aldo Moro” di Maglie la riunione degli ex Lavoratori Socialmente Utili con i sindacati: gli ex LSU sono impegnati negli ultimi mesi in una protesta che li ha portati nel presidio posto sul marciapiede antistante l’istituto scolastico, con manifestazioni, incatenamento e dialoghi con tanti politici di ogni colore partitico e di qualunque livello, tra cui il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto.

Ma perché protestano? I lavoratori in questione fanno parte appunto della categoria ex LSU, impiegata in gran parte nelle pulizie delle scuole: si tratta di 110 lavoratori impiegati a Maglie, 1200 in tutta la provincia di Lecce e 13.600 in tutta Italia. 13.600, non 26mila come si dice a volte, perché significherebbe comprendere i lavoratori degli appalti storici, categorie protette dalle leggi sul lavoro che però non sono coinvolte nei loro disagi. E tra questi disagi il principale è il precariato, cui sono esposti da ben 16 anni nonostante questi lavoratori abbiano un contratto a tempo indeterminato, che però dal prossimo giugno potrebbe prevedere il licenziamento e la riassunzione a settembre. Tra i manifestanti di Maglie, tuttavia, ce ne sono alcuni che protestano anche per altre ragioni: sono quelli che dipendono dalla ditta Intini, che da fine anno non eroga gli stipendi nei tempi e nelle quantità previsti. Con molto ritardo, infatti, è stato loro corrisposto lo stipendio di dicembre, e a quanto pare in questi giorni anche quello di gennaio. La ditta, da parte sua, afferma di non aver ricevuto gli stanziamenti necessari. La situazione risulta abbastanza grave: alcuni di loro hanno o hanno avuto anche problemi nella vita quotidiana, come comprare il pane o il latte. A questo si aggiunga che alcuni hanno contratto un mutuo sulla casa grazie al contratto a tempo indeterminato, ma ora si ritrovano in notevoli difficoltà con i pagamenti. Quale sarà il loro futuro?

Angela Leucci


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Le donne del Risorgimento: un incontro a Maglie

“Da mille a una”. Si intitola così il primo incontro del ciclo organizzato e promosso dalla commissione provinciale per le Pari Opportunità di Maglie presieduta dalla psicologa Maria Teresa Maglio. L’evento si inserisce nelle celebrazioni dedicate all’Unità d’Italia, con un’attenzione particolare al ruolo delle donne nel Risorgimento: una su tutte Antonietta De Pace, la gallipolina che metteva a repentaglio la propria reputazione pur di servire la causa. Una donna d’altri tempi, devota a un ideale, che tuttavia da questo non trasse la notorietà che fu attribuita a uomini, in gran parte settentrionali, protagonisti dei moti risorgimentali. Questo il programma: alle 18, presso l’auditorium “Giovanni Cezzi”, sarà proiettato il documentario di Elio Scarciglia dedicato all’eroina. Verrà presentato in quel contesto uno spaccato storico a cura della docente dell’Università del Salento Rosanna Basso, mentre la performer Adele Maruccio leggerà un’ode scritta nel 1900 dal poeta Augusto Chiesa sulla benefattrice magliese Francesca Capece, in occasione dell’inaugurazione del monumento a lei dedicato. Il tutto accompagnato dalla voce del soprano Maria Luisa Lattante e dal pianista jazz Francesco Negro. L’evento si inserisce nel ciclo che prende il nome di “Donne d’Italia dalle radici ai frutti 1861-2011”. “Da mille a una” riguarderà il periodo storico che va dal 1861 al 1914; più avanti si terranno il secondo incontro “Donne in Arme”, sugli anni dal 1915 al 1948, e il terzo “Se non noi chi?” dal 1949 a oggi.

Angela Leucci

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Uggiano, il Consiglio lascia invariate le aliquote Irpef ed Ici. Piccolo rimpasto di deleghe

Una buona notizia su Irpef ed Ici, che rimarranno invariate. Quanto al resto, l’ultima seduta di Consiglio comunale a Uggiano, il 22 marzo, può essere sintetizzata in tre fasi crescenti. La prima, quella della nomina di Edmondo Di Pierro al posto del dimissionario Luca Leo, è stata quella della sorpresa. La seconda, quella relativa al voto sulla convenzione tra Uggiano e Muro leccese per il servizio di segreteria comunale, è stata la fase dell’ira. La terza ed ultima, sulla nomina del comitato per le pari opportunità, quella della fuga.

Andiamo per ordine. La sorpresa è stata veder consumare un piccolo rimpasto nella maggioranza, salutato tra gli applausi di pubblico e opposizione. La vicenda parte il 16 febbraio 2011, quando l’assessore Vincenzo Fanciullo rimette al sindaco le sue deleghe; al suo posto viene nominato Luca Leo. Dopo un mese, il 15 marzo, anche Luca Leo si dimette da consigliere comunale. Compito eccessivamente gravoso? Crisi politica? Nulla di tutto questo: “Luca Leo la scorsa settimana è stato nominato con decreto del Sindaco assessore esterno con nuove deleghe”, spiega il sindaco Salvatore Piconese, “e lavora alle politiche giovanili, al radangismo, all’ innovazione tecnologica e servizi informatici al patrimonio e alla manutenzione del territorio, compiti diversi da quelli che aveva Fanciullo” tiene a precisare Piconese. Nessuna crisi in maggioranza, dunque, e più che un rimpasto una sorta di rotazione che ha riguardato anche Di Pierro, la cui nomina è stata preceduta dagli auguri di buon lavoro del gruppo di opposizione e uno scroscio di applausi. Ma sulla eco delle acclamazioni, non appena iniziata la discussione sulla gestione del servizio di segreteria comunale – che sarà in forma associata tra Muro e Uggiano – è iniziata la seconda fase, quella dell’ ira. In merito, infatti, la soluzione proposta dalla maggioranza, dopo alcune poco fortunate prove andate a monte, poco ha convinto l’opposizione, che ha votato contrario. Ma è stato nella terza fase del Consiglio, quella sulla nomina della commissione per le pari opportunità, che la tensione politica ha debordato, con l’ abbandono o la “fuga”, per dirla con Bach. In discussione i metodi per la nomina della commissione di undici elementi: secondo il regolamento, tre elementi sono di diritto e sono stati individuati in Alessandro Giuseppe Zezza, Umberto Muci e Maria Cristina Rizzo, tutti membri del Consiglio. Gli altri sette elementi, invece, si sarebbero dovuti scegliere in una lista di 21 candidati ed essere espressione della cittadinanza, con il voto segreto di ciascun consigliere, che poteva scegliere un massimo di sette nomi. E il condizionale è obbligatorio, poiché al no della maggioranza alla richiesta dell’opposizione di nominare la commissione rispettando invece le maggioranze presenti in aula, tutti i consiglieri di minoranza hanno lasciato l’aula, facendo venir meno il numero legale. Un attimo di delusione del primo cittadino, che d’impeto ha parlato di ostruzionismo. Poi, dopo il voto su Irpef e Ici – le cui aliquote rimarranno invariate – la maggioranza, rimasta da sola in aula, ha colto la sollecitazione dei lavoratori e dei sindacati degli operai ex LSU/ATA, e scriverà ai ministeri del lavoro, dell’economia e dell’istruzione per chiedere la stabilizzazione dei 13mila 500 operai italiani del comparto. L’amministrazione uggianese ha portato in Consiglio comunale la questione impegnando l’assise con una delibera per il sostegno ai lavoratori. Inoltr, intende però scrivere ai parlamentari e senatori leccesi per rappresentare le istanze dei 1200 operai leccesi, tra i quali anche due cittadini di Uggiano che non percepiscono stipendio dalla fine del 2010.

Salvo Sammartino

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Ieri albanesi, oggi italiani: come vivono i migranti di venti anni fa secondo Klodiana Cuka, presidente di Integra

Sono passati ormai vent’anni dai primi sbarchi di albanesi presso il Canale di Otranto. Immagini che fecero il giro del mondo, mostrando le traversie di una popolazione che si riversava in un altro Paese per sfuggire a una situazione politica difficilissima causata dal disgregamento dei regimi comunisti. Abbiamo ancora negli occhi quelle scene, anche se da allora molte cose sono cambiate. Gli albanesi che arrivarono, e in particolare coloro che sono rimasti nel Salento, sono una realtà non più alla prima generazione. Alcuni costituiscono una fondamentale forza lavoro per l’economia locale, ma molti sono anche professionisti impiegati nel terziario. Come Klodiana Cuka, giovane presidente di Integra Onlus, associazione che difende i diritti dei migranti.

Sono passati vent’anni dal primo sbarco, e molti albanesi sono rimasti nel Salento. A che punto è la loro integrazione?

“La storia ha sempre legato l’Italia e l’Albania e le nuove migrazioni hanno segnato i nostri Paesi, disegnando un ponte di pace e solidarietà. Siamo chiamati ad affrontare insieme un percorso fatto di sforzi comuni, di azioni concrete e operose che si accompagnano alle speranze di chi lascia il proprio Paese per vivere in un’ altra terra. Chi vuole crescere e portare una testimonianza di vita autentica e dignitosa sa bene che ogni scelta passa dalla volontà di creare un ponte ideale tra le culture, un legame solidale tra due realtà diverse che si completano. Ridare a tutte le comunità migranti il dovuto rispetto e abbattere tutti i pregiudizi: questo l’obiettivo di chi, come me, è profondamente consapevole che ognuno è artefice del proprio destino. Il mio percorso personale e professionale dimostra come lo straniero possa inserirsi e integrarsi perfettamente in un tessuto sociale diverso da quello d’appartenenza, fino a diventarne parte integrante anche dal punto di vista giuridico, acquistando la cittadinanza italiana”.

Crede che una società multietnica possa essere un valore aggiunto per la crescita collettiva e individuale in una comunità?

“Come mediatrice e presidente di Integra Onlus mi spendo da anni per far sì che la nostra società prenda coscienza del migrante come valore aggiunto e come risorsa, affinché anche in Italia si affermi un processo di valorizzazione dei migranti che superi gli stereotipi e veda i soggetti migranti non più solo come coloro che possono aiutare il PIL del Paese con il lavoro – troppo spesso in nero – ma come portatori di conoscenza, cultura, apertura a nuove realtà. Oggi, in coscienza, ritengo che gli immigrati siano pronti a prendere in mano il proprio destino e a contribuire alla sviluppo dell’Italia, partecipando anche attivamente alla vita politica del Paese e dando il proprio apporto per trovare soluzioni che possano portare ad un rinnovamento proficuo in materia di immigrazione”.

Ieri gli immigrati svolgevano i mestieri abbandonati dagli Italiani, oggi sono professionisti e svolgono altre mansioni: quali le difficoltà iniziali per l’affermazione personale? Ci sono ancora difficoltà e pregiudizi?

“Se da un lato, come ci ricorda Riccardo Staglianò nel suo libro”Grazie – Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti”, è vero che senza gli immigrati l’Italia sarebbe perduta. Se infatti proviamo a immaginare una giornata italiana di 24 ore, a ogni ora corrisponde un mestiere nel quale, ormai, il lavoratore straniero è diventato maggioranza. Mestieri che, come conferma un solidissimo studio della Banca d’Italia, gli italiani non vogliono più fare. D’altro canto è altrettanto vero che gli immigrati non sono più solo forza-lavoro: tanti sono oggi gli immigrati professionisti qualificati che si trovano ad affrontare tante difficoltà, a partire dal riconoscimento dei titoli di studio, che una volta arrivati in Italia vengono azzerati, fino ad arrivare alla preoccupazione della possibile concorrenza sul mercato del lavoro qualificato da parte del Paese di arrivo”.

Esiste il razzismo nel Salento, ed è più o meno forte che altrove?

“La Puglia e il Salento sono terra da sempre multiculturale, accogliente non solo perché coinvolta, suo malgrado, dai processi migratori, ma soprattutto per la propensione dei suoi cittadini al sorriso e all’ospitalità. Certo, spesso io e Integra affrontiamo la diffidenza di chi non conosce la realtà del “diverso”, il vissuto personale. Non è facile affrontare ogni giorno i problemi che si presentano. Penso a quando mi sono attivata per fronteggiare l’emergenza degli sbarchi a Otranto, in particolare in quel triste giorno in cui morirono nel Canale tanti immigrati. Trovare posti letto, pensare alle cure mediche, insomma all’accoglienza in senso lato…. Ma mi sono rimboccata le maniche, e grazie a una grande sinergia tra le istituzioni anche Integra ha dato il suo contributo per tamponare l’emergenza.

Angela Leucci

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Ma come sono buone da mangiare le erbe spontanee del Parco Otranto-Leuca: un seminario del Cea di Andrano

Una “tavola didattica” per conoscere i prodotti spontanei del Parco Otranto- Leuca. Il “seminario pratico sul riconoscimento e raccolta delle erbe spontanee eduli”, ossia buone da mangiare, si è concluso con una dimostrazione pratica: il buffet preparato dallo storico Istituto alberghiero di Santa Cesarea Terme. Un evento organizzato dal CEA di Andrano in collaborazione con il Parco Costa Otranto- Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, che significa patrimonio da tutelare, territorio da valorizzare e cultura da condividere. Ai due giorni dedicati alla raccolta e al riconoscimento delle erbe spontanee del Salento si è così aggiunto l’appuntamento di domenica 20 marzo, con una degustazione che parla di tipicità e rispetto dell’ambiente. “Le misticanze, sapori della nostra tradizione ormai quasi irriconoscibili da molti, sono un esempio importante della biodiversità presente nel territorio”, spiega il professor Minonne (esperto naturalista del Parco e promotore dell’evento). “Le erbe, biologiche per natura, in quanto spontanee e non trattate con prodotti chimici, con la passione e l’impegno dei professori e degli alunni dell’Alberghiero sono diventate gustosi e invitanti piatti”. Insomma ecologia e sapori per promuovere la tutela del territorio, il “made in Puglia” e i prodotti tipici di qualità, a chilometro zero, di cui si può seguire la tracciabilità. Sapori antichi come la focaccia con “paparine”, la minestra di foje mische, le fave e cicorieddhe e le frittelle di borragine hanno sfoggiato tutto il loro appeal gastronomico, esaltato da olio e vino provenienti rigorosamente da produzioni biologiche. “Questo, come altri eventi di promozione del territorio promossi dal Parco costiero, sono parte della strategia dell’Ente, che assieme alla commissione Ambiente della Provincia e alle altre aree protette del Salento punta alla creazione di un marchio del Sistema Provinciale dei Parchi”, spiega il presidente Nicola Panico. “Tale certificazione, presentata alle filiere produttive più virtuose dal punto di vista della sostenibilità delle loro produzioni e alle aziende che adotteranno disciplinari di produzione responsabili, valorizzerà i nostri prodotti agricoli e le specialità enogastronomiche del nostro territorio”. Del resto il Parco Otranto-Leuca è già stato premiato con l’inserimento nel progetto regionale della “Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette”. Ciò faciliterà il processo che condurrà all’ottenimento della Carta, promuovendo comportamenti responsabili nei comuni che lo costituiscono, quale l’utilizzo di prodotti enogastronomici a chilometro zero, il sostegno a produzioni biologiche, la diminuzione della produzione di rifiuti. Insomma un progetto globale di cui si è vista un’anticipazione. Del resto, oltre alle erbe spontanee, c’è stato l’utilizzo di piatti, bicchieri e posate in Mater-Bi® ( materiale biodegradabile realizzato dall’amido di mais) per un pranzo completamente ecologico. Per finire, Slow Food Lecce ha selezionato i vini, tutti del posto.

Elio Paiano

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