Nucleare sulla costa idruntina, il Fronte del no assicura: sarà guerra

Ci si avvia verso un referendum che in Italia c’è già stato in passato, ma che stavolta ci interessa ancor più nella riproposizione attuale. Se dovesse passare il no (che al referendum equivarrà a un sì, secondo come sarà posta la domanda), infatti, le centrali nucleare potrebbero essere realizzate sulla costa adriatica intorno a Otranto, ritenuta una zona a basso rischio sismico.

Che il territorio sia a basso rischio, intanto, è tutto da vedere: in fondo nel 1743 la città di Nardò fu colpita da un terremoto del nono grado della Scala Mercalli. Ed infatti la politica si sta già schierando: a dire no al nucleare ci sono molti movimenti e partiti di sinistra accanto ai radicali e agli ambientalisti. “Ci chiedono di non farci trasportare dall’onda emotiva degli ultimi eventi giapponesi – spiega infatti la segretaria magliese di “Sinistra Ecologia e Libertà” Maria Teresa De Maggio – ma è necessario ricordare che il commissario europeo all’energia Oettinger ha pronunciato la parola apocalisse, sui fatti del Giappone. È ovvia la premessa che Sel sia da sempre contro l’installazione di centrali nucleari sul nostro territorio e, soprattutto, che promuova in ogni modo possibile lo sviluppo delle fonti alternative di energia. Da affiancare, magari, a un modello di società differente, basata su un maggiore equilibrio con la natura e abituata a una gestione meno dissennata delle risorse, anche nelle piccole cose di ogni giorno. L’ anomalia italiana ritorna anche in questo frangente; purtroppo ci troviamo, nostro malgrado, governati da una classe dirigente che insiste su questo punto proprio mentre in Germania si fermano sette centrali e si sospende la decisione di prolungare la vita delle altre, in Francia e in Russia si effettuano grosse verifiche degli impianti, e tutto lascerebbe intendere che il disastro giapponese sia arrivato per mettere un freno definitivo allo sviluppo dell’energia nucleare”.

Una più ampia lettura del problema viene fornita dalle sezioni regionali dei partiti, delle associazioni e dei movimenti che estendono il problema anche alle altre zone pugliesi che potrebbero essere interessate da centrali nucleari: “L’individuazione di possibili siti da utilizzare quali depositi di scorie nucleari a Otranto e a Casarano – commenta il coordinatore regionale di Alternativa comunista, Michele Rizzi – oltre a quelli di Avetrana nel Tarantino e a Mesagne nel Brindisino, dimostra la volontà imperterrita di questo governo di procedere alla scelta del nucleare. Evidentemente non è bastata la catastrofe giapponese, forse anche perché nucleare significa profitto per grandi aziende, appalti, smaltimento e gestione dei siti, ossia un ricco business che passa sulla testa dei lavoratori pugliesi e non solo. Alternativa comunista ribadisce la sua totale opposizione a questa ipotesi scellerata: saremo in prima fila con i comitati di lotta e le forze politiche sociali per fare come a Scanzano jonico, ossia bloccare la costruzione dei siti e lanciare uno sciopero generale per bloccare la catastrofe nucleare”.

Angela Leucci

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Unità d’Italia, una festa ricca di successi per il ciclismo idruntino.

Il ponte delle feste del 150enario è stato un’ ottima scusa, per la “Totò Pellegrino”, per non fermare i suoi pedali. Mentre la squadra si allenava tra la litoranea Otranto-Leuca e la Alimini-San Cataldo, giovedì 17 marzo, Aldo Borgia prendeva parte al quinto Trofeo di Primavera, Memorial A.Bardoscia a Galatina e domenica si concedeva il bis al secondo trofeo “La Salentina” a Lequile, mentre a Taurisano Antonio Pellegrino affrontava in mountain bike il circuito dell’ottavo Trofeo Taurisanese. Il 17 marzo, Aldo Borgia era a Galatina in solitaria. Per l’ impegnativa e pericolosa gara a circuito erano previsti 4 giri su un percorso di 18 km, per un totale di 72 km e con un traguardo “volante” al terzo giro. Aldo ha affrontato la gara con grande determinazione, tenendo una media di 34 km all’ora. Il 20 marzo, poi, si è concesso il bis a Lequile ottenendo il nono posto della categoria M5, e il 62° nella classifica generale. Antonio Pellegrino, invece, è stato uno dei protagonisti nel circuito tra il bosco e l’abitato di Taurisano per l’ottavo Trofeo Taurisanese, dove ha affrontato un percorso duro, tecnico e difficile. Altissimo il numero dei partecipanti e molto alto il numero dei ritiri, dovuti alle difficoltà delle condizioni di gara e del percorso, ma Antonio ha comunque chiuso la competizione giungendo quarto della categoria M4. Prossimi appuntamenti per la “Totò Pellegrino” di Otranto: su strada la Granfondo “Città di Lecce”, domenica 27 marzo (gara che attraverserà venticinque paesi del Salento, con partenza dal Foro Boario, cui parteciperanno quasi tutti i ciclisti idruntini); Antonio Pellegrino prosegue invece ad Avetrana con i circuiti di cross-country, sui quali cercherà di confermare i successi della passata stagione.

Salvo Sammartino


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TUTTI PAZZI PER LA VELA: DOMENICA SCORSA A OTRANTO LE PREMIAZIONI DEL CAMPIONATO INVERNALE

Si è tenuta la scorsa domenica a Otranto, presso l’agriturismo “Monte Matino”, la premiazione del secondo trofeo di vela invernale “Più vela per tutti”, organizzato da UISP in collaborazione con Lega Navale Italiana e Assonautica Lecce, e svoltosi nelle acque adiacenti al porto tra ottobre 2010 e febbraio 2011, nella forma di regata a “bastone costiero”, su percorso di dieci miglia.

Sono stati premiati gli equipaggi che durante le gare si sono aggiudicati i migliori punteggi. Tirate dunque le somme, queste le classifiche: 4° categoria (imbarcazioni fino a 8 metri) 1° “Il Gabbiere”, 2° “Bella moi”, 3° “Sheriff”; 3° categoria (da 8,01 fino a 10 metri): “Emozione” e “Pesce Volante”, 2° “Samsara”, 3° “Phoenicussa”; 2° categoria (da 10,01 fino a 12 metri): 1° “Gavia” e “Merak”, 2° “Red Fox”, 3° “I Lazzari”; 1° categoria (oltre i 12 metri): 1° “Great Expectations”, 2° “Mashone”, 3° “Esperanza I”.

“Più vela per tutti” è stato patrocinato dalla Provincia di Lecce, dall’Azienda di promozione turistica e dal Comune di Otranto. Il campionato invernale è organizzato dalla Uisp (Lega Vela Puglia e Comitato di Lecce) in collaborazione con Lega Navale Otranto, Guardia Costiera di Otranto, Assonautica provinciale Lecce e le associazioni “Il Gabbiere”, “Salento in vela” e “Sudest Diving”.

Fuori campionato il “Trofeo di Pasqua”: sono già una trentina, le imbarcazioni iscritte, con partenza da Otranto giovedì 21 aprile 2011 e arrivo a Erikousa. Una tappa “lunga” per le 52 miglia di mare che separano le due sponde, ma anche perché gli equipaggi saranno liberi di sostare in Grecia per i riti della Pasqua ortodossa.

Ne parla alla videocamera di Otranto Oggi il presidente della Lega Navale Otranto, Paolo Forgione.

Jenny De Cicco


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Otranto, a metà aprile le riprese per il docufilm su Pietro Mennea

Si è giunti a uno start per il docufilm “Diciannove e settantadue”, sulla mirabolante vita di Pietro Mennea. Tra i set che coinvolgeranno la produzione c’è Otranto, accanto a Maglie, Lecce, Trani, Barletta e Bari, zona di origine dell’atleta. Il film è incentrato sulla vicenda umana e sportiva di Mennea, in queste settimane nel Salento per presentare il docufilm, le cui riprese inizieranno a metà aprile, e la cui conferenza stampa è stata presenziata dal sindaco di Lecce Paolo Perrone. Il Salento, così, dopo molti film che l’hanno avuto come location, diventa esso stesso luogo di produzione per lungometraggi, grazie al ruolo assunto a tal fine dalla casa di produzione magliese “Sharon Cinema” di Rita Surdo, che viene affiancata dal produttore delegato Roberto Bessi. Finora la strategia di utilizzare il Salento come location si è dimostrata una grande mossa di marketing territoriale e la provincia di Lecce compare in molti film tra cui “Mine vaganti”, “Il grande sogno”, “Liberate i pesci”, “Melissa P.”, oltre che in fiction televisive come “Elisa di Rivombrosa”, “Mogli a pezzi”, “Il giudice Mastrangelo”. E mentre sembra si saprà a breve della première di “Mozzarella stories”, altra pellicola della casa di produzione, che vanta tra gli interpreti Luisa Ranieri e Luca Zingaretti, la “Sharon Cinema” punta a un prodotto che sembra di assoluta qualità, soprattutto perché parlerà di un personaggio di meritata grandezza per la storia italiana, primatista mondiale e medaglia d’oro olimpica dei 200 metri. “La storia è basata su documenti originali – ha dichiarato Surdo alla Gazzetta del Mezzogiorno – dove, attraverso il racconto principale, vengono evidenziati importanti fatti storici che si intrecciano con la storia sportiva e umana di un ragazzo del Sud che ha iniziato dal nulla e senza nulla, ma che trova nello sport la via del riscatto. Riscatto in cui ancora oggi si immedesimano molti giovani meridionali in cerca di una speranza per riuscire nella vita. Un documentario unico nel suo genere, diverso da tutti gli altri, poiché oggi i miti sembrano fatti di carta, bruciano subito. Invece Mennea è stato una stella per gli anni Settanta e Ottanta, un tempo in cui tutto era mitico”. Il regista sarà Sergio Basso, e probabilmente a breve partiranno i casting per le comparse e i personaggi secondari: per quelli principali la produzione è stretta nel riserbo (e nella sorpresa) più assoluti.

Angela Leucci

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Tavole di San Giuseppe, Convegno “Nel Nome del Pane” – Uggiano la Chiesa

Nell’occasione del convegno “Nel Nome del Pane”, è stato presentato il progetto consortile Salento-Palestina “Esperanto, voci di speranza”, il quale prevede la creazione di una scuola di musica per bambini e ragazzi di Betlemme. “Esperanto, voci di peranza”, culminerà con il concerto del 16 aprile 2011, presso il teatro Politeama Greco di Lecce, a cui parteciperanno alcuni grandi della musica italiana.

Ne parlano con noi di Otranto Oggi, il Sindaco di Uggiano la Chiesa, Salvatore Piconese e l’ideatore, Nabil Salameh, lider-cantante dei Radiodervish, intervenuto “Nel Nome del Pane” come relatore, spiegandoci l’importanza della musica e della condivisione.

Jenny De Cicco

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Passo falso dell’Otranto a Monteroni, in vetta alla classifica balza il San Vito

MONTERONI: De Paolis, Francioso, Nuzzo, Leucci, Calcagnile, Bonuso, Ciurlia M., Zilli, Guido, Bernardo, Savina. Allenatore: Giovannico.

OTRANTO: Monteduro, Reale, De Iaco, De Giorgi (Cursano), Sariconi, Morello, Stifani (Scrimieri), Giannone (Iaia), Scrimitore, Samueli, Marrocco. Allenatore: Salvadore.

Arbitro: Tommasi (TA)

Reti: 66° Guido

Note: Ammoniti Zilli, Guido, De Iaco, Morello, Stifani e Iaia.

 

Nella 26° giornata del campionato regionale di prima categoria, girone C, ribaltone in vetta alla classifica. Il San Vito, approfittando del passo falso dell’Otranto in quel di Monteroni (vedi cronaca), e vincendo a Poggiardo pur senza giocare (il Poggiardo non si è presentato), balza in vetta alla classifica. Si fa sotto il Monteroni che, incamerando la nona vittoria consecutiva, si porta a meno 4 dal vertice, e il 31 marzo recupererà la gara interna con il Leverano. Per la corsa ai playoff, vittorie importanti di Erchie e Leverano che è a meno 1 dal Tiggiano, nuovamente sconfitto. Nei bassifondi della classifica, con il Gagliano ormai in 2° categoria, vittorie importanti di Campi e Parabita ai danni di Latiano e San Donato, con il Veglie e il Poggiardo in zona playout.

Il match clou della 26° giornata, tra Monteroni e Otranto, arride per 1 – 0 alla squadra locale. L’incontro di domenica, giocato in un clima di tensione forse non proprio casuale, ha visto l’Otranto dominare la prima parte della gara, pur non concretizzando nel modo opportuno le innumerevoli occasioni create. De Paolis si ergeva a protagonista smorzando le velleità degli avanti hydruntini, al 15° era bravo su Marrocco, poi al 28° e 30° su Scrimitore. Il Monteroni si rendeva pericoloso in una occasione in cui un tiro di Zilli colpiva la traversa della porta difesa da Monteduro.

Nella seconda parte della gara l’Otranto arretrava il baricentro del proprio gioco e il Monteroni ne approfittava per riversarsi nella metà campo ospite. Al 16° Morello deviava in angolo un tiro di Bernardo, al 66° Guido, fino a quel momento evanescente, riceveva da Ciurlia e imparabilmente batteva Monteduro. L’Otranto accennava una timida reazione senza che questa apportasse qualche proficuo risultato. Il Monteroni, dal canto suo, si rintanava nella propria metà campo, rintuzzando con veloci contropiedi le velleità hydruntine, e in alcuni di questi Monteduro, da par suo, negava dapprima a Bernardo e poi a Ciurlia la possibilità di raddoppiare o triplicare per la propria squadra un risultato che, se ottenuto, sarebbe stato eccessivo per la squadra del presidente Mazzeo. Domenica a San Vito il big match della 27° giornata tra San Vito e Monteroni, con l’Otranto impegnato sul proprio campo contro il fanalino di coda Gagliano… però, mancando solo quattro gare alla fine del campionato, i giochi non sono ancora fatti.

Rino Gualtieri

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Video-Intervista al Prof. Sammarco: “Otranto, il Salento e le Istituzioni”

Il prof. Fernando Sammarco, presidente dell’Etharia dei Leoni di Messapia, intervistato da Otranto Oggi (C. Giannetta), in occasione del festival della cultura a Galatina. Otranto, le politiche culturali, lo spazio per le iniziative del territorio.

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Video-intervista a Mauro Ragosta: “Dove va l’economia leccese” (Intervista a cura di Alessandra Ragusa)

In occasione del Primo Festival della Cultura, tenutosi a Galatina, Otranto Oggi ha intervistato l’autore Mauro Ragosta, il quale ci presenta il suo ultimo libro “Dove va l’economia leccese” edito da “L’officina delle parole”.

Intervista a cura di Alessandra Ragusa

Riprese e montaggio a cura di Francesco Giannetta

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Video intervista all’On. Achille Enoc Mariano

Otranto Oggi intervista l’On. Achille Enoc Mariano, esponente dell’ex MSI e AN. Dove sta andando la nuova politica, quali prospettive per i giovani, quali rapporti tra ex AN, PDL, FLI.

Intervista a cura di Claudio Giannetta

Riprese e montaggio a cura di Francesco Giannetta

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Bombe francesi sulla Libia, Mediterraneo in assetto di guerra

L’Ultimatum è scaduto. Il punto di non ritorno, come previsto, è stato attraversato e sarà realisticamente impossibile fare un passo indietro.

Dopo giorni di attesa la partita a scacchi tra il colonnello Gheddafi e la comunità internazionale ha inizio: le prime pedine, infatti, sono pronte ad essere mosse sullo scacchiere mediterraneo.

Con notevole ritardo la macchina dell’Onu si è messa in moto approvando la risoluzione n.1973 che attiva la cosiddetta no-fly zone sullo spazio aereo libico. Lo scopo principale è quello di impedire azioni di rappresaglia sugli insorti e sulla popolazione civile da parte dei fedelissimi del colonnello.

La decisione sofferta è giunta a margine del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con 10 voti a favore, nessun contrario e 5 astenuti (Russia, Cina, Brasile, India e Germania).

Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, con l’importante avvallo della Lega Araba sono i principali attori di quest’operazione bellica volta a sradicare il regime autoritario di Muammar Gheddafi che dal 1969, anno del colpo di stato che portò alla caduta della monarchia filo-occidentale di re Idris, impone il proprio controllo sul territorio libico.

Defilata la posizione della Germania, che avrebbe probabilmente preferito proseguire sulla strada del dialogo, magari applicando sanzioni più pesanti nei confronti di Tripoli.

Ancora da verificare, invece, quale sarà il ruolo dell’Italia. La posizione geografica del nostro paese certamente avrà un’importanza strategica nello svolgimento delle operazioni. Considerando ciò, il Governo italiano ha predisposto l’utilizzo delle principali basi nostrane; Sigonella, Gioia del Colle, Aviano e Trapani su tutte. Tuttavia non è ben chiaro se vi sarà o meno un utilizzo diretto delle forze armate italiane. Un’ulteriore proposta del Governo è inoltre quella di promuovere Napoli come centro di coordinamento dell’azione militare nei confronti della Libia.

La situazione italiana è certamente quella più delicata, sia per ragioni di vicinanza territoriale sia per i rapporti di storica cooperazione che da anni legano il nostro paese a Tripoli.

Com’è noto infatti, l’Italia importa ogni anno dalla Libia, tramite il gasdotto Greenstream, circa 9 miliardi di metri cubi di gas, pari grosso modo all’11% del fabbisogno energetico nazionale.

Sarebbe inutile negare quindi che la Libia, con la sua ricchezza di giacimenti petroliferi e di gas potrebbe essere scenario d notevoli interessi economici non da parte di diversi gruppi di pressione.

Il timore diffuso, data la prossimità geografica, è che l’avvio dell’operazione bellica contro Gheddafi possa produrre alcune ritorsioni sul territorio italiano, ipotesi tuttavia scongiurata da parte del Ministero della Difesa nostrano che, in base alle informazioni in possesso, ha escluso che l’esercito libico possa avere armi di tale portata.

Ulteriore rischio da scongiurare riguarderà probabilmente il dopo Gheddafi. La caduta del colonnello secondo molti potrebbe favorire l’inserimento di Al-Qaeda sul territorio libico, ipotesi da sottovalutare che aprirà un dibattito sul controllo delle forze politiche che avranno l’incarico di governare il paese nordafricano.

Non resta dunque che attendere l’evoluzione degli eventi, con i primi raid già in corso in queste ore a difesa della predisposta no-fly zone.

La speranza comune è che possa trattarsi di operazioni lampo che possano accelerare la caduta di un regime morente che non intende in alcun modo allentare la morsa su d’un Paese precipitato da giorni nella brutalità della guerra civile.

Andrea Ambrosino

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Higashi Karate Club Otranto: quando un’intera famiglia approda in Nazionale

Sabato 12 e domenica 13 marzo, a Veroli (Frosinone), si è svolta la terza edizione del campionato italiano Centro-Sud della FIKTA, Federazione italiana karate tradizionale e discipline affini: una gara valevole per la qualificazione ai campionati assoluti italiani che si svolgeranno a Salsomaggiore tra il 30 aprile e il 1 maggio prossimi.

L’ “Higashi Karate club” di Otranto, guidato dal sensei Luciano Ghislanzoni, era presente con l’intera rosa degli agonisti e ha fatto incetta di premi in tutte le specialità: kata (forma), il combattimento immaginario con più avversari; kumite, il tradizionale combattimento viso a viso, e fukugo, che combina il combattimento figurato con quello vero e proprio.

I risultati della società conseguiti a Veroli sono: Riccardo Ghislanzoni, categoria seniores (21-35 anni), classificato al primo posto nel fukugo, terzo nel kumite individuale, da distinguere da quello di squadra, e quarto nel kata individuale; Fabrizio Martino, categoria juniores (19-21 anni), è secondo nel kumite individuale; Valerio Cipriano, categoria cadetto (15-16 anni), è terzo nel kumite individuale e quarto nel kata individuale; Silvia Ghislanzoni, categoria seniores femminile, ha guadagnato un terzo posto nel kumite individuale.

Abbiamo approfittato di questa abbuffata di premi per parlare con Riccardo Ghislanzoni, giovane promessa del karate italiano e uno dei pochi pugliesi a far parte della Nazionale. La società sportiva di karate tradizionale Higashi, “che vuol dire Oriente, visto che Otranto è la città più a est d’Italia”, spiega Riccardo Ghislanzoni, nasce nei primi anni ’90 e svolge oggi le sue attività a Otranto, presso la palestra adiacente al campo sportivo comunale. Conta più di trenta iscritti di tutte le età, dai 4 ai 35 anni, e ha un vivaio di 7 agonisti seguiti dal direttore sportivo Luciano Ghislanzonim cintura nera IV dan e padre di Riccardo e Silvia, milanese di origine e idruntino di adozione. La squadra degli agonisti si allena regolarmente sia in settimana che di domenica: “Quasi ogni domenica andiamo ad allenarci a Barletta, punto di riferimento del karate tradizionale in Puglia”, racconta Riccardo. “Portiamo con noi anche i più giovani. Lì ci confrontiamo con le altre realtà pugliesi e prepariamo i ragazzi alla disciplina”. Riccardo Ghislanzoni, 25 anni, è una promessa del karate italiano. All’ età di 22 anni è entrato nella nazionale ESKA, European Shotokan Karate Association, ed è tutt’ora un valido elemento della formazione italiana, con cui si allena regolarmente. In passato è stato protagonista nei campionati italiani, come per il suo il terzo posto a Lucca nel 2003. Fabrizio Martino e Valerio Cipriano partecipano invece annualmente al “Trofeo delle Regioni”, riservato ai giovani agonisti under 19. Valerio, ad esempio, si è classificato primo nell’ultima edizione di febbraio a Ravarino (Mo). Marco Cariddi, Cristian Previtero e Carlo Bortone fanno parte della formazione degli agonisti, e in attesa di un trofeo tutto personale sono un valido contributo alla preparazione e alla crescita dell’intera società idruntina. Che dire poi del fondatore della Higashi Karate Club? Luciano Ghislanzoni è una colonna portante del karate tradizionale in Puglia: già presidente del Comitato regionale Puglia e Basilicata dal 1993 al 2008, è karateka da una vita. Inizia la sua pratica intorno ai 20 anni in Toscana e sarà lui a portare il karate nel Salento nei primi anni ’80. E’ anche suo il merito della nascita di una serie di società di karate nella provincia di Lecce: una passione nata e coltivata tra le mura domestiche, dove si mangia pane e karate. Basti pensare che la presidentessa del club è Giuseppina Merico, mamma di Riccardo e Silvia e moglie del sensei Luciano.

Salvo Sammartino

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Su Raiuno domattina le magiche bellezze del Mosaico di Otranto

Il suggestivo Mosaico della cattedrale idruntina sarà domattina oggetto di una trasmissione televisiva di Raiuno. Si tratta di “Magica Italia, turismo&turisti”, che va in onda alle 9,30 sull’ammiraglia Rai ed è prodotto in convenzione con la struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri: una vetrina televisiva importante per scoprire gli scorci più suggestivi del centro storico di Otranto e il Mosaico pavimentale della cattedrale, realizzato fra il 1163 e il 1165 da Pantaleone, monaco basiliano e mosaicista del XII secolo di origine greca dell’Abbazia idruntina di san Nicola di Casole. Il Mosaico ha da sempre ispirato suggestioni per la ricchezza di simboli che vi sono contenuti ed è una vera e propria opera d’arte, che ancora oggi testimonia un senso della bellezza vivo qui nel Salento a partire da epoche antiche. Ospite nella trasmissione della TV di Stato don Pietro Marti, parroco della Cattedrale, che racconterà lo spaccato della cultura dell’alto Medioevo in cui si alternano scene dell’Antico Testamento riprodotto nel Mosaico: la cacciata di Adamo ed Eva dal giardino dell’Eden, la storia di Caino e Abele, la costruzione della Torre di Babele, Noè e l’arca, Sansone e Giona, unitamente a personaggi della cultura pagana come Diana cacciatrice, Atlante che sorregge il mondo sulle spalle, il Minotauro, Alessandro Magno e scene ispirate dalla cultura cavalleresca delle “chanson” come quella di re Artù e Parsifal. Inoltre la troupe del programma, regia di Daniele Carminati, ha realizzato un piccolo cortometraggio di soli 5 minuti in cui lo storico e giornalista Elio Paiano esplora alcuni degli edifici sacri di Otranto. La città, che è patrimonio dell’Unesco, è infatti ricca di beni culturali, dall’architettura alle arti figurative, tra cui spicca il Mosaico. Un’arte che serve a raccontare una storia secolare, nota soprattutto in alcuni aspetti tragici: la cattedrale è dedicata agli 800 martiri che persero la vita dopo l’attacco dei Turchi ottomani nel 1480-81.

Angela Leucci

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