Grande vittoria per gli ambientalisti pugliesi, la legge “ammazza ulivi” è stata modificata

La proposta di modifica della legge regionale 14 per la “Tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali della Puglia“, tanto temuta dagli ambientalisti, è stata votata all’unanimità. Qualche mese fa il tentativo di introdurre un termine di 60 giorni per il rilascio di autorizzazioni all’espianto e allo spostamento degli ulivi pugliesi.

Le autorità hanno ribadito che lo spostamento degli ulivi non coincide necessariamente con la sostituzione delle piante con colate di cemento, ma con altre iniziative di sviluppo sostenibile.

Ora la legge, su proposta di Massimo Cassano, prevede 90 giorni per la raccolta dei pareri e “le modifiche stabiliscono che le opere di miglioramento fondiario consentite nei terreni con notevole presenza di ulivi monumentali devono essere eseguite senza arrecare danno alle piante già esistenti. Il ddl assorbe una proposta di legge che introduce il termine di 90 giorni entro cui devono essere comunicati ai richiedenti i pareri in merito all’eventuale spostamento degli ulivi”.

“Grazie a tutti veramente e di cuore – Riporta la comunicazione di Oreste Caroppo, rappresentante del Coordinamento civico per la tutela del territorio – Finalmente possiamo fare tutti un grande respiro di sollievo”.

Il risultato ottenuto dalla mobilitazione partita da Facebook, passata per quotidiani e testate e la petizione on-line, hanno aperto la strada tramite un’azione pacifica, moderata e responsabile, a nuovi modi di condurre battaglie ambientaliste in Puglia”.

“Gli ulivi non saranno salvi davvero finché non saranno equiparati a ecosistemi forestali, delle agro-foreste, e a loro estesi i vincoli valevoli per le aree boscate, e gli ulivi secolari e plurisecolari vincolati come oggi si vincolano i patriarchi verdi di qualsiasi specie – proseguono dal Comitato – Non avremmo così bisogno di commissioni plotoni d’esecuzione che devono rilasciare le autorizzazioni agli espianti Un uliveto se c’è non si deve espiantare e così gli ulivi se non per comprovate esigenze di pubblica utilità (non certo gli impianti falso-green di eolico e fotovoltaico di oggi cui si appioppa persino tale assurda definizione di pubblica utilità, potere della lobby trasversale falso-green). Un ultimo pensiero: torniamo a piantare anche altre specie autoctone a partire dai poveri Pini mediterranei vittime in Salento di vessazioni a opera d’ignoranti, speculatori e biofobi che si accaniscono contro queste conifere mediterranee definendole alloctone”.

Jenny De Cicco

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Tagli di TrenItalia? Si mobilitano i sindaci dell’Anci

Tagli di TrenItalia? Si mobilitano i sindaci dell’Anci, che hanno creato il comitato “I Sindaci per il diritto alla mobilità”, per una manifestazione davanti al Ministero dello sviluppo economico il 7 dicembre, mentre l’assessore Guglielmo Minervini prosegue nelle trattative con i vertici delle ferrovie.

Anci Puglia ha aderito alla mobilitazione contro la riorganizzazione del servizio di trasporto ferroviario che, dal prossimo 12 dicembre, prevede la cancellazione di circa 30 tratte da e per il Sud Italia di cui 7 a rischio nel Salento. Dalla protesta è nato il comitato, che ha redatto un documento apposito e che ha organizzato mercoledì, alle 11, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico la protesta. “Le scelte effettuate oggi – commenta il presidente di Anci Puglia Luigi Perrone- depauperano di fatto un servizio così importante come quello dei collegamenti ferroviari e si traduce in una effettiva privazione del diritto alla mobilità, in enormi disagi per i cittadini dei nostri territori, nella graduale emarginazione delle Regioni del Mezzogiorno”.

Sulla vicenda si è espresso il sindaco di Lecce Paolo Perrone sotto la sede romana di Trenitalia. Secondo Perrone i tagli fermerebbero lo sviluppo del turismo, ormai vitale per il Salento.

L’ingegnere Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, si è espresso in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Secondo Moretti l’offerta di servizi prevista con il nuovo orario, sia quelli a mercato, sia quelli pagati dallo Stato, non ha subito tagli sostanziali ed è del tutto coerente alla domanda reale.

L’offerta di mercato è addirittura cresciuta. Lo ribadisce e dichiara l’aumento dei collegamenti, 3 coppie di Frecciargento tra la Puglia e Roma, Eurostarcity Frecciabianca velocizzati (Milano – Bari in 7 ore e 37’ e Bologna-Bari in 5 ore e 30’), i collegamenti diretti da e per Bari passeranno dai 10 a 12, da 6 a 8 da e per Lecce e resteranno 2 da e per Taranto, con capolinea Milano. I treni notte, finanziati dallo Stato che, sulla base delle effettive risorse disponibili, erano a serio rischio di taglio, sono stati sostanzialmente riconfermati, con la creazione dell’hub di Bologna, che diventerà il capolinea di questi treni i cui orari saranno integrati con gli altri servizi diurni, Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca che copriranno le tratte fra Bologna e Torino, Milano, Venezia/Trieste, Bolzano.

“Trenitalia – afferma Peppino Longo consigliere Udc in Regione – non può e non deve continuare a fare orecchie da mercante: la Puglia reclama a gran voce trasporti efficienti e non ci fermeremo fino a quando non otterremo garanzie e certezze”.

Intanto sono proseguiti anche l’altro ieri a Roma i contatti dell’assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione Puglia Guglielmo Minervini con i vertici della società ferroviaria, per trovare una soluzione positiva rispetto al taglio dei quattro treni a lunga percorrenza che la Puglia dovrebbe subire.

“L’interlocuzione è ancora in corso – ha spiegato Minervini esprimendo poi il suo pieno sostegno alla manifestazione Anci – e stiamo facendo il possibile almeno per ripristinare la partenza di un treno Freccia da Taranto e dei treni notturni che fermavano nel capoluogo ionico”.

Jenny De Cicco

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Vignacastrisi, Natale sul ghiaccio

Il periodo natalizio si presenta quest’anno a Vignacastrisi, piccolo paese alle porte di Castro, all’insegna della tradizione ma, anche, delle novità. Accanto alla settima edizione del presepe vivente e del mercatino natalizio ci sarà, per la prima volta, la pista sul ghiaccio, realizzata sul parco comunale “Due giugno”. Il presepe vivente è realizzato nel centro storico su iniziativa della locale associazione culturale “Parabola a sud” e ha riscosso negli anni passati un notevole successo di pubblico. Sono tante le scene rappresentate, con costumi d’epoca e gli antichi mestieri della nostra civiltà contadina. Il mercatino riguarda, invece, oggetti di artigianato e altre tipicità caratteristiche. Ma la grande novità è rappresentata senz’altro dalla pista su ghiaccio, che resterà aperta tutti i giorni fino a febbraio e che, già nei giorni scorsi, ha avuto un buon afflusso di curiosi proveniente anche da diversi paesi limitrofi e non solo. Tutti, naturalmente, desiderosi di provare l’emozione di pattinare sul ghiaccio, anche a costo di tante cadute, che provocano divertimento e ilarità.

Responsabile della struttura, voluta dalla famiglia Maggio titolare del bar Hibiscus, è il cinquantunenne potentino di Lauria, Antonio Limongi, ex campione di hockey su ghiaccio, con alcune presenze anche in Nazionale. Un bel personaggio che ha legato la sua vita al ghiaccio. Emigrato con la famiglia a Varese sin dalla più tenera età per ragioni di lavoro, Limongi prese subito confidenza con i pattini.

A 12 anni raggiunse uno zio in Canada, sviluppando subito la passione per l’hockey che, in breve, gli consentì di militare in diversi club e disputare svariati campionati prima di rientrare in Italia, giocando nell’Hockey Varese e collezionando alcune presenze pure tra gli azzurri.

Svestiti i panni di hockeista, Limongi è rimasto sempre nel mondo delle piste su ghiaccio collaborando in diverse strutture – una su tutte il maestoso Palaghiaccio della Mezzaluna di Mentana in provincia di Roma – e inoltre ha creato alcuni anni fa la Fisbi, vale a dire la federazione italiana di basket on ice, di cui è presidente.

Naturalmente continua a esibirsi in pista dove, pattinando con grande maestria, diverte il pubblico, soprattutto dei più giovani.

Deodato Giovanni Guida

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Il Ciclone, per un Natale in centro in bici

Un centro in bici per i magliesi nel periodo natalizio. È quello che propongono i soci dell’associazione “Il ciclone”, che dal 7 al 23 dicembre saranno in via san Giuseppe con uno stand informativo. L’associazione è attiva da anni nella città di Maglie con lo scopo di promuovere l’uso della bici quale alternativa veramente efficiente, economica ed ecologica all’uso dell’automobile in ambito urbano. Per questo l’associazione ha realizzato una serie di campagne di sensibilizzazione presso le scuole e la cittadinanza, studi e indagini sulle abitudini di mobilità dei cittadini magliesi e una costante azione di stimolo verso l’amministrazione comunale per l’adozione di una serie di politiche a favore della mobilità ciclistica e pedonale. Quest’azione è stata rinforzata nello scorso periodo natalizio da una petizione per la chiusura incondizionata nel centro storico sottoscritta da oltre 2300 cittadini. Anche quest’ultima iniziativa non ha sortito alcun minimo cenno di movimento nelle politiche di governo della città. “Eppure – dice il presidente del circolo, Paolo Sansò – l’attuale situazione di evidente degrado della qualità ambientale dei nostri centri urbani impone di riequilibrare l’uso dello spazio urbano a favore della mobilità sostenibile e riconvertire in tale direzione anche le aree metropolitane, i dintorni delle città. La mobilità ciclistica è virtuosa poiché consente anche investimenti con bassa spesa ed alta resa per favorire città più sicure e meno inquinate, riduce i consumi e il fabbisogno energetico, e la bolletta che tutto il Paese paga, oltre ad abbattere decisamente i costi per la salute dei cittadini.”

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Un gasdotto a San Foca: il parto di un ecomostro?

La data del 2013, lontana eppure così vicina, potrebbe segnare per il territorio salentino un ulteriore battesimo per la speculazione economica e lo stravolgimento ambientale. Il fronte di cui si prospetta l’apertura, da qui a due anni, andrebbe ad affiancarsi a un deturpamento paesaggistico, quello dovuto al fotovoltaico e all’eolico selvaggi, del quale soltanto oggi incominciamo a prendere coscienza. Stiamo parlando del progetto di un gasdotto che dal Mar Caspio arriverà a San Foca, per poi proseguire fino a San Donato di Lecce, dove si allaccerà a una rete di distribuzione già esistente. La società che si occuperà dei lavori, la Trans-Adriatic-Pipeline (Tap), per metà svizzera e per metà norvegese, ha intenzione di procedere con uno scavo (onshore) profondo almeno 1,5 metri, largo 22 metri e lungo circa 20 chilometri. Un enorme serpente che si estenderà nel sottosuolo, per realizzare il quale è prevista l’apertura di alcuni cantieri temporanei che getteranno nello scompiglio l’intera superficie coinvolta. Il progetto, oltre ad alterare una delle coste più belle d’Italia, sconvolgerebbe il paesaggio di un’area vasta e di alto interesse ambientalistico, colpendo uliveti secolari e zone archeologiche. Inoltre, non si potranno costruire abitazioni nel raggio di 40-60 metri, né si potranno edificare ospedali, scuole e altre strutture sensibili nel raggio di 200 metri. La notizia del progetto di costruzione del gasdotto non è passata sotto silenzio, lo dimostra il fatto che diverse associazioni ambientaliste hanno già espresso il loro no categorico al megaimpianto, invitando le istituzioni e i cittadini a manifestare una ferma opposizione a quella che rischia di essere l’ennesima offesa ad un territorio già provato. “Evidentemente la fama di Melendugno come cittadina ospitale e accogliente è giunta in tutta Europa e i gruppi economici più disparati non vedono l’ora di approdare sul territorio melendugnese per condurre in porto i loro affari” si legge su un documento firmato Associazione Melendugno Nostra e Comitato No-Acquarossa. Una cosa è certa, si avverte la necessità di sensibilizzare da subito le coscienze su questo argomento, per evitare che questa situazione sia oggetto di una consapevolezza tardiva rispetto ai tempi di discussione sui tavoli istituzionali.

Gianluca Conte

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TRICASE BANDIERA VERDE AGRICOLTURA

Tra pochi giorni il Comune di Tricase, primo in assoluto in provincia di Lecce, potrà fregiarsi del prestigioso riconoscimento “Bandiera Verde Agricoltura”.

Il premio, all’interno del concorso indetto dalla Confederazione Italiana Agricoltori dal 2003, è riservato a enti pubblici e aziende agricole “che si sono particolarmente distinte nelle politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio anche a fini turistici, nell’uso razionale del suolo, nella valorizzazione dei prodotti tipici legati al territorio, nell’azione finalizzata a migliorare le condizioni di vita ed economiche degli operatori agricoli e più in generale dei cittadini”.

Si tratta di un attestato eccezionale per il sud Salento e per la città di Tricase in particolare, che si è distinta per azioni svolte a tutela dell’ambiente, per politiche agricole accorte e una sapiente gestione del territorio.

Il premio costituisce un’imperdibile occasione per la promozione di questa zona e per la valorizzazione delle sue peculiari bellezze e delle sue tradizioni, oltre che un’opportunità di crescita e di sviluppo per il nostro territorio.

L’importante riconoscimento sarà consegnato dal Presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi durante la cerimonia che si terrà a Roma in Campidoglio il prossimo 19 dicembre.

Antonella Cazzato

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Fair play e 3 gol: la Futsal Otranto vince e convince

Futsal Otranto: Pellegrino, Merola, Previtero, Campanile, Ferrari, Giudice, Treglia, Portaluri. All. Campanile

C.S. S.Pietro in Lama: Monaco F. , De Carlo, Carrino, Monaco V., Mortari, Chiriatti, Longo, Esposito, De Luca. All. Caiuli

Arbitro: Fasano (Maglie)

Marcatori: 9° Campanile, 13° 23° Ferrari (F.O.), 47° Monaco (San Pietro L.)

Nel big mach della 7a giornata del terzo campionato di calcio a cinque femminile, la Futsal Otranto liquida con un perentorio 3-1 il San Pietro in Lama.

Le sampietresi, giunte a Otranto con idee bellicose frutto del secondo posto in classifica alle spalle di un sorprendente Galatone, hanno trovato sulla propria strada un’agguerritissima Futsal che ha fatto vedere alla compagine di mister Caiuli i sorci verdi, sciorinando un gioco dagli alti contenuti tecnici, riscaldando ed entusiasmando l’infreddolito pubblico delle tribune del Blu Sport di Otranto.

La compagine di Ice Woman Caiuli, dopo la debacle avvenuta nella prima giornata in quel di Gallipoli, ha inanellato un filotto di 6 risultati utili che le hanno permesso il secondo posto in classifica.

La gara con San Pietro in Lama rappresentava per le ragazze di mister Lucy Campanile una verifica delle reali potenzialità e ambizioni della compagine e considerato l’esito finale della gara, la prova come dice un noto presentatore televisivo è stata superata.

Erano passati appena 9 minuti dal fischio iniziale del signor Fasano, che Lucy ubriacava con uno slalom degno di Alberto Tomba le sampietresi, inchiodando il malcapitato portiere ospite. Al 13′ e al 23′ entrava in scena Giulia Ferrari che, non da meno della sua compagna Lucy, detonava una doppietta tramortendo i sogni di rimonta delle incredule ospiti.

Nei secondi 25 minuti le idruntine, con una sagacia tattica da grande squadra imbavagliavano il forcing delle ragazze di mister Caiuli per riaprire una gara chiusa nel primo tempo. A smorzare le velleità ospiti ci pensava Federica Pellegrino che s’ergeva a baluardo insuperabile per le ospiti.

A rendere meno amara la sconfitta a tre minuti dal fischio finale ci ha pensato Fabiana Monaco, autrice nel corso della gara di un gesto di fair play non comune in tutti i campi di calcio addossandosi la colpa di un fuoricampo.

Giovedì tutti a Squinzano a sostenere l’Otranto in gonnella.

Rino Gualtieri

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Castro: al voto in primavera

Nella primavera del 2012 diversi comuni del Salento saranno chiamati a rinnovare i loro consigli comunali e a eleggere i nuovi sindaci: tra questi vi è anche Castro. La piccola e bellissima località marina è oggi guidata da una amministrazione di centro-destra il cui sindaco è Luigi Carrozzo, dirigente scolastico. Lo stesso sindaco potrebbe ancora essere della partita perché, pur essendo stato più volte sindaco in passato, si trova adesso a esserlo nuovamente da soli 5 anni e quindi può essere ricandidato. Ma anche altri nomi dell’attuale amministrazione possono ambire alla carica più alta: su tutti l’attuale vice-sindaco Rosanna Ferini – con delega al Bilancio e alle Attività Produttive- e gli stessi assessori Francesca Ciriolo – Servizi Sociali e Pari Opportunità- e Luigi Capraro – turismo e cultura. Intorno a uno di questi quattro nomi dovrebbe ritrovarsi l’attuale amministrazione per tentare di gestire la cosa pubblica castrense per un altro quinquennio.

Per l’attuale minoranza, invece, riconducibile al centro-sinistra ma non solo, non dovrebbe più essere della partita Antonio Capraro, funzionario Asl, e capo-lista sconfitto nelle ultime due tornate, sia pur sempre con risultati più che dignitosi –solo una trentina di voti di scarto nel 2007 gli impedirono la vittoria. Proprio nell’ultimo consiglio comunale si è dimesso anche da consigliere comunale, al suo posto è subentrato Pasquale Rizzo. Un nome gettonato fino a qualche tempo fa era quello del consigliere comunale e segretario cittadino del Pd, Fernando Schifano, il candidato più votato in assoluto nel 2007. Ma nell’ultimo periodo sta circolando in paese con insistenza un nome nuovo, che dovrebbe mettere tutti d’accordo: quello del colonnello dell’esercito Alfonso Capraro. Sin qui le indiscrezioni.

Ma c’è da considerare che l’attuale forte restrizione del numero dei consiglieri comunali per i piccoli comuni potrebbe facilitare la nascita di nuove liste e nuove alleanze. Mettere insieme sei o sette persone per fare una lista non è poi un’operazione così complicata. Va detto, comunque, che Castro in passato si è sempre dimostrata compatta intorno a poche liste e a pochi leader e, quindi, non ci dovrebbero essere clamorose sorprese dell’ultima ora. In paese c’è chi si augura la vittoria degli attuali amministratori e chi invece auspica una forte svolta nella gestione della cosa pubblica. Chi la spunterà? Ai posteri, anzi alle urne, l’ardua sentenza.

Deodato Giovanni Guida

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Ulivi monumentali – soddisfazione del consigliere Massimo Cassano. Proteste e mobilitazioni delle associazioni

La modifica della legge sugli ulivi secolari continua a far discutere. Il consigliere regionale e vice capogruppo PdL, Massimo Cassano, è tornato a parlare della questione dell’espianto e spostamento degli ulivi. “Con il sì unanime – ha detto Cassano – da parte del consiglio regionale alla mia proposta di modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia, finalmente è stato ristabilito il necessario equilibrio tra tutela e sviluppo del territorio, affinché la salvaguardia degli ulivi monumentali possa diventare un’opportunità e non un impedimento per la crescita economica, turistica e infrastrutturale, ignorando legittime istanze di sviluppo del tessuto sociale. Non posso che ritenermi soddisfatto dopo l’approvazione di norme che hanno avuto un iter non facile e alquanto dibattuto, ma che finalmente danno un colpo definitivo alla mala burocrazia che soffocava le legittime istanze dei pugliesi, stabilendo tempi certi – con il limite fissato a 90 giorni entro cui la commissione competente dovrà fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato per procedere all’espianto e allo spostamento degli alberi – e competenze specifiche”.

Intanto non si ferma la protesta e mobilitazione dei cittadini e delle associazioni che hanno a cuore questo problema. Il Coordinamento Civico per la Tutela della Salute, del Territorio e del Cittadino ha fissato, per questa sera a Maglie alle 18,30, un incontro presso la sede del Tribunale Diritti del Malato Ospedale Civico “Tamborino”, per discutere delle maggiori emergenze, sia sanitarie che ambientali, compresa proprio la discussa problematica degli ulivi monumentali pugliesi.

Alessandro Conte

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Regione Puglia: approvato ordine del giorno per l’assistenza domiciliare a malati oncologici

Un sì unanime si è levato ier in consiglio regionale per il mantenimento del servizio domiciliare ai malati oncologici. Ѐ stato approvato un ordine del giorno con il quale si impegna l‘assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore “a convocare con la massima urgenza i direttori generali delle Asl pugliesi e dare loro indicazioni operative finalizzate al mantenimento del servizio a favore dei malati oncologici, garantendo, nello stesso tempo, il prosieguo dell’attività lavorativa per autisti e gli operatori del servizio sanitario che svolgono l’attività di assistenza a domicilio”. Il documento è stato sottoscritto dai consiglieri regionali appartenenti ai vari schieramenti politici e presentato a seguito di una mobilitazione di operatori impegnati nell’assistenza domiciliare ai malati oncologici di tutte le province pugliesi.

“Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno che impegna l’assessore Fiore a convocare quanto prima i direttori generali delle Asl per garantire continuità al servizio di assistenza domiciliare ai malati oncologici e al lavoro di autisti ed operatorio socio sanitari. Ora non c’è più tempo da perdere”. Lo sostengono in una nota i consiglieri regionali salentini del centrodestra, Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti, Mario Vadrucci, tra i firmatari dell’odg approvato in Consiglio. “Nei giorni scorsi – dicono i consiglieri del centrodestra – l’assessore alla sanità ha incontrato una delegazione di lavoratori, assumendo l’impegno di affrontare in modo organico il tema di garantire la continuità del servizio. In questi giorni nulla è accaduto, tanto che nelle province interessate è in corso una mobilitazione degli operatori, posto che l’interruzione del servizio avrebbe una pesante ricaduta sulla qualità delle cure per i pazienti oncologici. Questo ordine del giorno impegna l’assessore a convocare subito i tre direttori generali per dar loro indicazioni operative finalizzate al mantenimento del servizio in favore dei malati e nello stesso tempo garantire il prosieguo dell’attività lavorativa per autisti e operatori che svolgono l’attività di assistenza a domicilio”.

Alessandro Conte

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Palmariggi premia le donne del Mediterraneo

Un premio a chi si occupa di cooperazione internazionale. È quello che sarà conferito tra l’8 e il 10 dicembre a Palmariggi, all’interno del Premio Donne del Mediterraneo, realizzato dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce e dal Comune di Palmariggi. Il premio s’ispira ai principi di cooperazione internazionale e pace tra i popoli, e intende valorizzare particolarmente il contributo delle donne dell’area mediterranea alla costruzione di spazi comuni di dialogo e coesistenza tra popoli, culture e religioni, alla risoluzione dei conflitti in atto, alla promozione dei diritti umani e dell’empowerment femminile, all’integrazione economica e allo sviluppo partecipati e sostenibili. Il riconoscimento, per quest’edizione sarà conferito all’associazione di donne israeliane Machsom Watch, che opera nella zona di Gerusalemme e lungo il confine fra Israele e i territori palestinesi. “Machsom Watch – si legge nella motivazione al premio – è un’associazione nata nel 2001 con lo scopo di monitorare i blocchi stradali e posti di blocco militari israeliani disseminati a centinaia lungo il confine con la Cisgiordania e nella zona di Gerusalemme, per denunciare le violazioni dei diritti umani e civili compiute da parte dell’esercito e della polizia d’Israele ai danni dei palestinesi. Armate di coraggio, le donne di Machsom Watch quotidianamente si recano in prossimità dei posti di blocco lungo le linee di confine, a ridosso del Muro di separazione, presso i famigerati tornelli presidiati dai soldati dell’Idf e osservano quel che succede: quando vedono cittadini palestinesi costretti a lunghe e ingiustificate attese, quando sono testimoni di comportamenti aggressivi, controlli degradanti e soprusi di qualsiasi tipo da parte dei soldati di turno, si interpongono con efficacia e con fermezza. Poi rendono pubblici i loro rapporti sulle ingiustizie e gli abusi di cui sono state testimoni”. Le socie che interverranno per ritirare il premio sono Daniela Yoel e Nava Elyashar.

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La Betitaly Volley Maglie si “vendica” sul Potenza

Il ritorno alla vittoria non poteva cadere in un momento più opportuno, per la Betitaly. Le due sconfitte consecutive delle scorse settimane avevano tolto un po’ di sicurezza nel team del presidente Gigi Macagnano, ma il tecnico Tonino Solombrino ha saputo ricompattare il gruppo, e i risultati si sono visti proprio nella giornata che ha segnato il ritorno dei tifosi sugli spalti del Palabetitaly dopo la squalifica. Peccato che la vittoria contro il Corporelle Potenza sia arrivata solo al tie break: il 3-2 fa sfumare un punto in più che a un certo punto sembrava cosa fatta. Ecco, qui c’è ancora da lavorare, il calo avuto poteva risultare fatale. Il film dell’incontro vede un primo set tiratissimo, che finisce 24-26 per gli ospiti, ma al secondo rispondono subito le padrone di casa che, spinte dal pubblico delle grandi occasioni, chiudono sul 25-16. Mantenendo questa trance agonistica i tre punti sarebbero arrivati, invece il terzo set vede soccombere, a margine di una dura battaglia, la Betitaly per 27 a 29. In questo frangente sono comunque brave le ragazze, Titti Romano e Rosa Maria Hechavarria su tutte, a raddrizzare l’incontro: 25-23 al quarto set e un perentorio 15-7 al tie break portano anche un 3-2 che è lo specchio di quanto visto in campo. Se da un lato, infatti, il team della Basilicata ha venduto cara la pelle, arrendendosi dopo quasi due ore di lotta, dall’altro le atlete di casa hanno fatto di tutto per vincere, anche in onore dei tifosi accorsi. Proprio di loro parla il presidente Macagnano: “Non potevamo festeggiare meglio il ritorno del nostro pubblico nel palazzetto. A loro prometto che nel prossimo futuro arriveranno ancora altre soddisfazioni.” Forse a partire già dalla prossima giornata, quando si tornerà in Campania, stavolta per affrontare il Montella, compagine avellinese.

PAOLO MERENDA

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