Maglie, la Provincia finanzia gli edifici scolastici

Progetti di messa in sicurezza per gli istituti scolastici magliesi e per le strade salentine. Sono quelli approvati in questi giorni dalla Provincia di Lecce, attraverso dei finanziamenti mirati. Si tratta di interventi che rientrano nel “Programma straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico”, che coinvolgeranno l’istituto professionale “Egidio Lanoce”, per la sua succursale di via Battisti, la cui messa in sicurezza è stata finanziata in 170mila euro, la succursale di via Brenta del tecnico industriale “Enrico Fermi” che è stata finanziata per 140mila euro, e il liceo scientifico “Leonardo da Vinci” che riceverà 70mila euro. “La scuola e la sicurezza sono una priorità per la Provincia di Lecce – ha commentato l’assessore all’Edilizia Scolastica Massimo Como – Il nostro obiettivo primario è la sicurezza degli istituti, in modo da offrire i contenitori più adatti per l’istruzione. Sono stati deliberati anche degli interventi per l’edilizia stradale. Sono stati concessi 75mila euro al comune di Carmiano per la realizzazione di una rotatoria sulla provinciale Carmiano-Villa Convento, intersezione con la nuova bretella stradale di nuova realizzazione congiungente la strada Carmiano-Novoli alla Carmiano-Villa Convento. Il tratto stradale in questione ricade in ambito fortemente urbanizzato di strade provinciali, ed è soggetto a un volume di traffico di particolare intensità ed eterogeneità. È stato approvato anche il progetto definitivo dei lavori di adeguamento di un’intersezione nella provinciale Diso-Marittima e la strada comunale di collegamento Diso-Andrano. L’intervento prevede una rotatoria all’ingresso di Diso, per cui sono stati stanziati fondi pari a 315mila euro. “L’intervento ricade su un punto nodale del traffico locale – prosegue Como – e renderà più agevole e sicuro il traffico veicolare di solito molto intenso, poiché si tratta di strade che collegano più comuni”.

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Maglie, nuove strade per il censimento

Sebbene la popolazione diminuisca, Maglie si espande sempre più in periferia e le nuove strade da intitolare erano non poche. Così, la giunta ha deliberato in questi giorni un provvedimento per l’intitolazione delle nuove strade, in vista del censimento della popolazione nazionale. Le strade che sono state intitolate con questo provvedimento sono in tutto 34, di cui 24 presenti nel centro abitato tout court, mentre 10 sono strade extraurbane ricadenti sul suolo comunale. Ma più che i dettagli tecnici, ai magliesi interesserà sapere a chi saranno intestate queste strade. Tra i tanti nomi sono presenti alcune figure importanti della politica, delle arti e della filosofia della storia nazionale, come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Maria Montessori e altri. Ma ci sono soprattutto tanti magliesi, come l’imprenditore Carlo Candido, la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Stoccolma Fernando Lapalorcia, l’aviatore di guerra Enzo Lionetto e l’eroe di guerra Salvatore Toma, graduato dei carabinieri che aiutò la fuga di alcuni ebrei e arrestò la Saponificatrice di Correggio, Leonarda Cianciulli, la prima serial killer italiana della storia. Sono presenti anche alcuni uomini di lettere, come il celebre ispanista Oreste Macrì, la cittadina onoraria Maria Corti, e il pregevole poeta dialettale e preside del liceo classico “Francesca Capece” Nicola De Donno. Nessuna strada per il momento sarà intitolata a Salvatore Toma, lo scrittore del “Canzoniere della morte”, portato ad esempio spesso dall’associazione Biblioteca di Sarajevo in questi anni, per evidenziare come la toponomastica stia ignorando un personaggio di tal calibro, in favore di altri che, ad avviso dei soci, non possono essere condivisibili da tutti. Come Giovanni Gentile, ministro dell’Istruzione fascista, che dopo tante polemiche avrà la sua strada nei pressi del liceo scientifico “Leonardo da Vinci”. In quella zona si è voluto attribuire dei nomi di filosofi alle strade, ma forse un nome tanto controverso poteva essere sostituito da quello di qualche filosofo salentino, che sarebbe servito a conoscere meglio la nostra storia e a cementare lo spirito di comunità.

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Palmariggi, tutto pronto per la festa del melograno

Torna puntuale al riaprire della stagione autunnale uno degli appuntamenti più classici dell’ottobre salentino, “Lu paniri te e site”, giunto alla sua trentasettesima edizione. Tre giorni di festa, 7, 8 e 9 ottobre, per le strade di Palmariggi dedicati alla melagrana tipica di questo piccolo centro dell’entroterra idruntino. Tante le pietanze, molte a base proprio di melagrana, che saranno a disposizione di tutti i palati, anche dei più esigenti, dagli antipasti ai primi piatti, dagli arrosti di carne, alla porchetta Dop di Ariccia ai piatti della tradizione salentina, come cicore creste, gnommareddrhi, pittule, pezzetti di cavallo, senza dimenticare il vino negramaro e la musica popolare, tra pizzica e folk, degli Scianari e dell’Orchestra del Mare. La novità di quest’anno è l’angolo culturale con il convegno dell’Ordine dei Biologi della provincia di Lecce sul tema “La dieta mediterranea patrimonio Unesco” che si terrà sabato 8 ottobre alle ore 9 presso la sala congressi di Piazza Garibaldi. Un’occasione decisamente ghiotta per tuffarsi nelle tradizioni popolari e riprendere confidenza con i cibi che i nostri nonni hanno tramandato nelle nostre abitudini alimentari anche d’oggi.

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Uggiano senza raccolta degli Rsu

Ancora disagi per la raccolta dei rifiuti a Uggiano la Chiesa. Ieri nel comune salentino non si è tenuta la raccolta dei solidi urbani. “Noi siamo in regola con i pagamenti – riferisce il sindaco Salvatore Piconese in una nota sul profilo Facebook – chiedo che si aprano i cancelli almeno per noi. Siamo impegnati per la risoluzione del problema con gli enti preposti. Ciò mi impedisce di partecipare all’assemblea nazionale Anci, ma per la mia comunità questo è un passaggio politico importante. Ho chiesto l’apertura dei cancelli della discarica di Poggiardo per il mio comune”. Come annunciato nei mesi scorsi, la Progetto Ambiente di Poggiardo chiude i cancelli del proprio impianto ai comuni dell’Ato Le 2 morosi, ma l’azione ha colpito anche coloro che hanno onorato gli impegni contrattuali. Da Poggiardo fanno sapere che non ci sarà conferimento finché la ditta appaltatrice non riceve i versamenti arretrati da parte di tutti i comuni. Un “ricatto” nei riguardi anche di quei comuni in regola con i pagamenti, con l’interruzione di un servizio pubblico fondamentale per l’immagine e la salubrità del Salento. “Abbiamo saldato le nostre quote fino al 31 agosto – rincara Piconese – manca solo fisiologicamente settembre”. Il primo cittadino ha sentito ieri il presidente dell’Ato Le 2 Silvano Macculi, che lo avrebbe rassicurato del fatto che oggi i comuni adempienti non avrebbero subito disagi. Intanto l’assessore regionale Lorenzo Nicastro informa dell’eventuale dismissione delle Ato, con il conseguente ritorno alle competenze comunali della gestione rifiuti.

Jenny De Cicco

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Il turismo a Otranto: un po’ di storia

Il pilastro fondamentale dell’economia di Otranto è il turismo. Questo costituisce il principale volano di tutte le attività lavorative cittadine. Ma c’è di più. In questa comunità, il turismo scandisce i ritmi di vita, influenzandone, in maniera decisa e inequivocabile, la cultura e quindi anche le abitudini e la mentalità. Lo sviluppo del turismo idruntino, che oggi si basa soprattutto sulla voglia di avere successo e di fare sempre meglio, ha come presupposto imprescindibile, sì la disponibilità di capitali, la creatività e le capacità manageriali e organizzative, ma soprattutto una forte identità. E cioè una consapevolezza ben sviluppata, dai contorni definiti e chiari, che si ponga come leva indispensabile per competere positivamente con altre realtà turistiche, in un contesto nazionale e internazionale, dove la carta vincente è possedere specificità appetibili e non replicabili. Uno dei tasselli che contribuiscono a formare il quadro di riferimento dell’operatore turistico idruntino, e cioè quello capace di conferire a questo una particolare forza nella gestione della propria attività, non solo sotto il profilo esclusivamente aziendale, ma anche e soprattutto nella prospettiva di attore sociale di grande rilievo per la crescita di questa comunità, è legato alla conoscenza della propria storia. Certamente, in riferimento agli aspetti politico-religioso, architettonico, urbanistico e culturale, Otranto ha ben chiare le coordinate e le direttive circa la sua realtà passata. Non è così, però, per quanto riguarda il turismo. Poco diffusa si presenta, infatti, la consapevolezza di un primato storico di rilevanza internazionale. E cioè che, Otranto è stata una delle prime mete turistiche del mondo occidentale. Sebbene non si abbiano notizie puntuali, è verosimile che già a metà del ‘500 Otranto abbia costituito meta dei cosiddetti grandturisti. Più nello specifico, va subito chiarito che, fatta esclusione del turismo religioso, l’unico presente già dall’alto Medioevo, il turismo, nell’accezione laica e moderna, nasce in Inghilterra nella seconda metà del ‘400, quando i giovani rampolli dell’aristocrazia anglosassone cominciarono a essere inviati dalle loro famiglie a compiere lunghi viaggi in Europa e soprattutto in Italia, allora centro propulsore dell’economia e della cultura europea. I viaggi mediamente duravano quattro o cinque anni e avevano come scopo la crescita culturale e l’acquisizione di una mentalità aperta e capace di consentire a questi giovani, una volta ritornati in patria, di presiedere a funzioni di alto comando. Questo tipo di viaggio venne denominato grand tour, termine coniato per la prima volta nel 1636, in occasione del viaggio in Europa di lord Granborne. La prima forma di turismo fu dunque culturale e d’élite. Scontato dire che, questo si sviluppò e si diffuse gradualmente in tutte le nazioni ricche del vecchio continente. A partire dal ‘500 giunsero in Italia anche francesi, tedeschi, olandesi e spagnoli. Moltissimi furono i grandturisti che si spinsero fino a Lecce, visitando anche e soprattutto Otranto. Naturalmente va qui precisato che altre mete preferenziali in Terra d’Otranto furono Soleto e Gallipoli. E ciò, perché, fino al 1861, il sud dell’Italia si presentava come una delle aree più sviluppate e ricche d’Europa. Con lo sviluppo della stampa, molti gradturisti presero l’abitudine di pubblicare i loro diari di viaggio, spesso corredati da splendidi disegni, così le specificità di Otranto furono ampiamente conosciute dalla upper class europea. Tra questi vale la pena ricordarne alcuni, quali quelli di George Berkey (1717), Johan Herman Von Riedesel (1767), Carlo Ulisse De Salis Marchlins (1789), Gustavo Meyer-Graz (1890), Justus Tommasini (1825), Ferdinand Gregorovius (1874), Paul Schubring (1900), Michel Charles Diehl (1880), Janet Ross (1888). Otranto venne conosciuta in Europa soprattutto per la sua cattedrale e la sottostante cripta. Ma, in particolar modo, per il pavimento della cattedrale, di rilevanza non solo storico-religiosa. “Tutto si trova descritto in questo colossale libro di marmo – scrisse Schubring nel suo diario- spalancato da 800 anni. Nessuna pagina vi manca”. L’apice di questo tipo di turismo, e quindi della notorietà di Otranto, si ebbe tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. “In questi ultimi anni scrive Cosimo De Giorgi nel 1914 – Terra d’Otranto è stata più e più volte rivisitata e percorsa in tutti i sensi da italiani e stranieri”. Con la prima Guerra Mondiale termina una lunga stagione turistica per Otranto, che si riavvierà lentamente sul finire degli anni ’70, con lo sviluppo del turismo di massa, dove comunque la città continua sempre a conservare connotazioni di buon livello. Ma questa è un’altra storia.

Mauro Ragosta

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Vignacastrisi in festa per la santa patrona

Ritorna la festa patronale di Vignacastrisi. La ricorrenza della Madonna del Rosario è da annoverarsi tra le più antiche del Salento. Da secoli, infatti, nel piccolo centro che fa parte del Comune di Ortelle e situato alle porte di Castro, si festeggia la Madonna del Rosario, la cui ricorrenza liturgica è il 7 ottobre. Questa data fu istituita da papa Pio X nel 1913, ma il culto del Rosario, promosso dai Domenicani, ebbe grande enfasi e diffusione già dopo la battaglia di Lepanto del 1571. In quel durissimo scontro tra la potente armata turca e la coalizione cristiana guidata dal papa Pio V, decisamente inferiore per uomini e mezzi, quest’ultima ebbe la meglio. Si pensò allora a un miracolo della Madonna del Rosario di Pompei, pregata e invocata durante la battaglia. A Vignacastrisi questa festa esiste sicuramente già dalla seconda metà del 1700. Anche quest’anno l’appuntamento si presenta ricco e variegato. La festa religiosa, già in pieno corso, culminerà nella solenne processione di sabato 8 alle ore 11. La festa civile, invece, parte venerdì 7 e si preannuncia particolarmente interessante: le luminarie, maestose e sontuose, allestite dalla ditta Massimo Mariano di Scorrano, verranno accese a ritmo di musica e nelle serate del 7 e dell’8 verrà più volte ripetuta tale accensione musicale con lo spettacolo “La danza delle farfalle”, che tanto successo ha avuto nelle recenti feste patronali di Scorrano e Copertino. Alle 21, due grandi spettacoli pirotecnici coloreranno il cielo del piccolo centro salentino. Il concerto bandistico Città di Noci diretto da Giovanni Minafra concluderà la giornata. Sabato 8, lo spettacolo pirotecnico di terrà al termine della processione mattutina, mentre in serata sulla cassa armonica di piazza Umberto si alterneranno i prestigiosi concerti bandistici Città di Racale, diretto da Maria Grazia Donateo e Città di Squinzano, diretto da Giuseppe Gregucci. Sarà completamente dedicata alla musica d’autore e al cabaret, invece, la serata di domenica 9. Il gruppo musicale romano Le Strade, cover band ufficiale dei Nomadi, canterà i grandi successi del gruppo modenese. Da Roma viene anche il comico e cabarettista Sergio Viglianese, affermatosi negli ultimi dieci anni grazie anche alle sue numerose partecipazioni a Zelig, Colorado e altri programmi Rai e Mediaset. I personaggi più famosi da lui interpretati sono il meccanico Gaspare, l’operaio Mario, Carmelo il killer dei vip, l’angelo sfaticato senza nome e il re Sergio Magno.

Deodato Giovanni Guida

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Ottobre caldo e la musica fa vivere il Salento

Il caldo ottobre di quest’anno porta serenità e aria d’estate, e c’è anche la musica a rendere ancora più piacevoli queste serate. Il giovedì il Malisud di Corigliano ospita appuntamenti molto interessanti con le band locali. Giovedì 6 ottobre è la volta dei Black Dog, che da diversi anni omaggiano gli storici Led Zeppelin con la voce di Marta De Giuseppe. Grazie all’esperienza musicale dei suoi compagni, la tribute band riproduce fedelmente alcuni tra i più bei pezzi dei Led Zeppelin, il loro groove indemoniato, con un’impronta zeppeliniana anche negli strumenti usati. Serata disco anni Settanta e Ottanta al Martins di Galatina, che offre al pubblico il live dei Rewind. Start ore 22. Conclude la stagione dei live con un grande concerto rock il Cafè Cortès di Galatina, dove suoneranno i Dying Purple che omaggiano i mitici Deep Purple, la tribute band salentina dei Dire Straits, Rocking Fingers e i Thunder Buster’s, tribute band degli AC/DC. Inizio serata ore 22. Venerdì 7 ottobre comincia il week end con il concerto dei Volta la Carta, un omaggio al grande Fabrizio De Andrè da parte di quattro bravissimi musicisti salentini, Maurilio Gigante alla voce e al basso, Paolo Colazzo alla batteria, Daniele Stefano alle chitarre e Luciano Toma alle tastiere, che si esibiranno al Cafè Del Mar di Torre Suda a partire dalle 22. Il Prosit Bar di Cursi ha appena riaperto la stagione dei live autunnali che si svolge ogni venerdì. Questa settimana ospita il concerto dei Wonder 5, mentre il Malisud di Corigliano d’Otranto per il venerdì acustico propone il live dei Baronetto Franco in versione duo con Giuseppe Pezzulla e Leonardo Colazzo alle voci, alla chitarra e al basso. Nel repertorio brani del rock italiano da Lucio Battisti a Daniele Silvestri, passando per gli Afterhours e tanti altri. Rock live al Prime di Castrignano dei Greci con il concerto dei Virgin Revolver Live, con Valentino Russetti alla voce, Angelo Fumarola alla chitarra, Daniele Campa alle tastiere, Francesco Santoro al basso e Niki Corrado alla batteria. Sabato 8 ottobre, per chi non ha potuto seguire il loro concerto di giovedì, i Thunder Buster’s propongono il loro rock scatenato al Bar della Torre, nel centro storico di Leverano. La Ligabue tribute band dei Controtempo si esibirà al Caffè del Teatro di Aradeo con un repertorio delle più belle canzoni del rocker emiliano, da brani storici come “Lambrusco & Pop Corn” ai più recenti successi. I Controtempo sono Giuseppe Pezzulla alla voce e alla chitarra, Lucio Margiotta alla chitarra, Marco Afrune al basso, Marco Stefàno alla batteria e Luigi Cariddi alle tastiere.

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Come giocavano i nostri nonni, mostra a Poggiardo

In occasione del 2 ottobre, festa dei nonni, è stata inaugurata a Poggiardo la mostra “come giocavano i nostri nonni” a cura di Sonia Polimeno, che proseguirà fino al 16 ottobre. Alla presentazione hanno preso parte il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, l’assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Lecce Filomena D’Antini Solero. Presso il Palazzo della Cultura di Poggiardo saranno esposti giocattoli antichi, recuperati con il contributo degli studenti delle scuole elementari dell’Ambito di Poggiardo e disegni con i ritratti dei propri nonni. L’esposizione si propone di far conoscere i giochi e intrattenimenti dei fanciulli di ieri con l’intento di ridare ai bambini di oggi il puro piacere d’imparare giocando. Organizzata nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Provincia di Lecce e dai comuni dell’Ambito di Poggiardo, dal Comune di Poggiardo in collaborazione con il centro esperienziale Cavallo a Dondolo, la mostra è stata aperta da un video contenente le testimonianze dei nonni, raccolte dai bambini del centro esperienziale. I balocchi esposti hanno la caratteristica e il sapore antico della povertà serena dei piccoli di ieri, realizzati con vecchie stoffe, segatura, carta e materiali di recupero, in mostra ci sono anche i monopattini, traini, trottole, eliche, fischietti, noci e mandorle, strumenti di crescita di coloro che oggi sono i nostri nonni. “I nostri giocattoli – dichiara il sindaco Giuseppe Colafati – nel tempo trascorso insieme con noi, sicuramente più lungo di quello divoratore di oggi, ci hanno accompagnato come una persona che ci vuole bene, ci hanno fatto compagnia nei momenti di solitudine, ci hanno fatto crescere diventando strumento di nuove amicizie e contese, è la fantasia ciò che rendeva attraenti quei pezzi di legno e quelle costruzioni semplici. La mostra si propone di raccontare e valorizzare la risorsa gioco, con l’augurio a tutti i visitatori di scoprire o di ritrovare nelle tracce della tradizione qualcosa di sé, la propria originale dimensione ludica”. Giochi fatti per strada, ginocchia sbucciate e mani sporche di terra, ma tante risate e qualche tafferuglio, così nascevano le amicizie più salde, i legami più forti, s’imparava a vivere nel mondo e affrontando piccole e grandi sfide, in cui vinceva il più creativo, un bagaglio di emozioni e ricordi che oggi iniziano a essere raccontate così: “Alli tiempi mei…”, ai miei tempi. Nell’era dell’informatizzazione, in cui esiste solo lo sfogo ludico personale nel chiuso di una stanza, che spinge i soggetti a essere isole, murati tra un mare di schermi, questa mostra rappresenta un’occasione per favorire l’affascinante conoscenza di una fetta di storia della società passata, un modo di poter imparare a dire ai nipoti del domani: ”Anch’io ai miei tempi…”.

Jenny De Cicco

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Otranto in trasferta doma 3-0 il Massafra

Massafra: Colucci, Aurelio (Alagni), Luccarelli, Solito, Salvi, Macaluso, Scuro, Calzaro (Turi), Piccolo, Scarcia (Perrone), Coronese. All. Vitti

FC Otranto: Ingrosso, Petrachi, Neco, Maglio (Giannone), Galante, Morello, Dell’Atti, Presicce, Pighin, De Matteis (Scrimieri), Marrocco (Salsano). All. Salvadore

Arbitro: Sabatino (Fg) assistenti: Squicciarini (Ba), Belsanti (Ba).

Note: Amm. Macaluso, Piccolo, Scarcia, Turi, Neco, Maglio, Pighin, Marrocco, Petrachi.

Marcatori: 33’ 43’ Pighin, 54’ Marrocco.

Un Otranto da applauso, come quello ricevuto a fine gara dallo sportivo pubblico di Massafra, ha espugnato con un 3-0 la non facile trasferta in terra jonica. I nostri atleti, insieme al Galatina e il Leverano ora tallonano il capolista Gallipoli a sole due lunghezze. La gara, giocata su un terreno gibboso e non consono a evidenziare le doti tecniche della squadra ospite, ha visto gli uomini di mister Vitti attuare nei confronti dei propri avversari un atteggiamento tutt’altro che gioviale. A farne le spese, dopo dieci minuti di gioco, il malcapitato De Matteis che ha dovuto abbandonare definitivamente il terreno di gioco, dopo un fallo del difensore massafrese Aurelio. L’Otranto si è adeguato a quest’inusuale situazione, mettendo in evidenza le doti battagliere dei vari Petrachi, Morello, Galante e Maglio, lasciando sfogare la prevedibile sfuriata iniziale dei padroni di casa, mollando, al momento opportuno, il primo gancio, che ha tramortito parzialmente i padroni di casa. Si era al 33’ quando “El tanque” Pighin raccoglieva un lancio di Presicce, lasciava sul posto l’avversario, dribblava il malcapitato Colucci e portava in vantaggio la propria squadra. Al 39’ era Marrocco a deliziare la platea con una spettacolare forbice, spentasi poi sul palo sinistro della porta difesa da Colucci, capitolato quattro minuti dopo per la seconda volta con un indemoniato Pighin che lo arpionava con una giravolta alla sua sinistra. Nel secondo tempo, i locali tentavano una timida reazione, ma al 9’ subivano il colpo del ko definitivo: azione da Play Station tra Marrocco e Pighin, con cross di quest’ultimo, Colucci respingeva e Marrocco insaccava per il definitivo 3 a 0. Al 14’ Ingrosso, portiere dell’Otranto, smanacciava sulla sua sinistra una punizione di Luccarelli e al 37’ respingeva un tiro a botta sicura del centravanti Piccolo. Al 38’ standing ovation da parte del competente pubblico massafrese, che lasciava il terreno di gioco per Salsano, sostituito al 49’. Il presidente dell’Otranto, Giovanni Mazzeo, non ha nascosto la felicità per i buoni risultati durante l’avvio di campionato. ”Ringrazio i tifosi dell’Otranto e i miei collaboratori – ha commentato – che con non pochi sacrifici si adoperano per far emergere una realtà come quella di Otranto. Un progetto riguardante soprattutto il settore giovanile, asse portante dell’intero movimento calcistico otrantino. Spero che l’amministrazione, in primis il sindaco e l’assessore allo Sport, siano più vicini a questa società che sta sorprendendo positivamente tutti”.

Rino Gualtieri

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Papa a Otranto 31 anni fa: spazio ai ricordi

Trentuno anni fa, come oggi, Papa Giovanni Paolo II fece visita al popolo otrantino nel cinquecentesimo anniversario dell’uccisione degli 813 Martiri idruntini. Ed è in un giorno così significativo che riaffiorano i ricordi nella mente di chi ha vissuto quella giornata. A chiarire l’aspetto organizzativo ci ha pensato Totò Miggiano, all’epoca sindaco della cittadina, in un’intervista pubblicata qualche mese fa sul nostro sito. “L’entusiasmo per la venuta del papa sopperì alle prime difficoltà – spiega – Il prefetto Coccia si mise le mani nei capelli, ripetendo il papa, il papa, ma voi siete pazzi, per il fatto che l’unica strada per il collegamento è la Otranto-Maglie. Studiando la situazione individuammo un sito, dove oggi sorge la croce, che è il Parco dei Martiri. La signorina Starace mise spontaneamente a disposizione i terreni. Gli operai della ditta Sacea presero l’impegno di costruire il palco e lavorarono anche tutta la notte della vigilia per creare i percorsi per i disabili”. Chi, invece, si occupò della gestione sanitaria fu il medico Francesco Carrozzini. “Si cercò – racconta – la disponibilità di tutti gli ospedali. Innanzitutto con l’ospedale di Maglie, poi con quelli di Poggiardo, Galatina, Scorrano, Gallipoli, Tricase, Casarano e naturalmente quello di Lecce, per i casi più complessi. L’organizzazione poggiava su dei punti fissi, quali l’ambulatorio del comune di Otranto, ubicato sotto i portici, il poliambulatorio che si trovava dove oggi sorge il Banco di Napoli e in più, postazioni mobili e alcune tende presso la croce del papa. Le ambulanze a disposizione furono circa dieci tra Otranto, Maglie e Poggiardo con relativo staff medico a bordo. E furono messe a disposizione anche le ambulanze dell’Aeronautica Militare. Furono approntate una serie di misure, soprattutto nel calcolare le strade migliori per raggiungere in tempi brevi gli ospedali di primo intervento, vale a dire Maglie e Poggiardo. Ricordo che il professore Benegiamo, primario chirurgo dell’ospedale di Casarano, diede un grande aiuto sul posto. Eravamo più di cento persone, pronte a intervenire, come successe, in caso di svenimenti, collassi e altri malori di lieve entità. Sotto questo punto di vista non furono registrati incidenti gravi. Ѐ da sottolineare come il personale era tutto volontario, non fu speso nulla per pagare medici o infermieri. Anzi, le richieste pervenute furono maggiori e si dovette procedere a una selezione. Ogni ospedale ha donato quello che ha potuto, anche in termini di materiale. Fu un’emozione incontrare il papa. Una persona con una simpatia e una capacità comunicativa fuori dall’ordinario. Ci mise subito a nostro agio. Non si sentiva affatto la distanza che normalmente si immagina. L’incontro con il papa lo considero l’evento più bello che mi sia mai capitato”. E queste parole sono state accompagnate dagli occhi lucidi e pieni di commozione. Per quanto riguarda l’incontro con i giovani, la testimonianza arriva da Paolo Ricciardi, dell’Hotel Bellavista di Otranto. “Come giovani dell’azione cattolica – dice – ci attivammo subito per offrire qualcosa che poteva interessare il pontefice. Quindi, partendo dalla nostra cultura e dalle nostre tradizioni, impostammo un programma ristrettissimo, con canti e danze popolari tra cui “Lu rusciu de lu mare”. E ricordo come questo aspetto impressionò positivamente sua santità”. Tra i momenti più importanti dell’incontro presso il palco nel Parco dei Martiri, è da ricordare l’offerta fatta da due pescatori. Uno di questi era Cosimo Cantoro, oggi novantaquattrenne, che ricorda, con estrema commozione, il momento della consegna del pesce pescato. “Mi avvicinai al Papa – afferma Cosimo – e con il cuore pieno di gioia e una forte emozione, mi inginocchiai baciandogli l’anello”.

Alessandro Conte

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Otranto, 5 ottobre 1980: una giornata di grande emozione

Il 5 ottobre di quest’anno ricorre il trentunesimo anniversario della visita di papa Giovanni Paolo II a Otranto. Nello stesso giorno del 1980 il capo della Chiesa romana compì il pellegrinaggio per le celebrazioni del cinquecentesimo anniversario dell’eccidio dei beati Martiri. Per quella occasione furono creati, nel 1979, due comitati, l’uno cittadino e l’altro diocesano. Come racconta don Oreste Maggiulli, parroco della parrocchia di Maria Immacolata di Otranto da giugno 1972 a ottobre 1995. Già dal primo gennaio 1979 fu istituito un comitato religioso per il quinto centenario dei Martiri. E ci furono varie manifestazioni in preparazione di quest’evento. Ma la comunicazione ufficiale della sua venuta fu data alle ore 12 del 14 agosto 1980, a conclusione della messa in cattedrale, dal cardinale Giuseppe Caprio che lesse il telegramma nel quale veniva assicurata la presenza del Santo Padre per venerare i Martiri della fede. “Io – racconta don Oreste – in veste di segretario del comitato, purtroppo non ho avuto grossi contatti con il papa. Quella domenica mi recai presso la cosiddetta croce del papa per la messa e, strada facendo, vidi una fila di pullman della Filanto in coda. Perciò mi recai in sala stampa, organizzata presso l’istituto delle maestre Pie Filippini, e seguii da lì la diretta. Verso le 14,30 mi recai presso la cattedrale perché c’era in programma l’incontro con i sacerdoti e, in quell’occasione, riuscii a vedere il papa. La mattina dell’11 ottobre 1981, in cattedrale, si tenne la celebrazione per il primo anniversario del pellegrinaggio del papa nella nostra cittadina, alla presenza del cardinale Opilio Rossi, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. In quell’occasione è stata anche intitolata una via di Otranto a Giovanni Paolo II e c’è stato, nel pomeriggio, anche un incontro presso la croce del papa a seguito di una marcia della fede partita dal luogo dell’atterraggio del papa, sito nell’attuale parcheggio di fronte le poste. Ricordo, inoltre, che il 21 aprile 1982 noi tutti, circa tremila persone tra autorità, ecclesiasti e altri, ci recammo in pellegrinaggio a Roma per ricambiare la visita. Il pellegrinaggio fu posticipato a quella data, e non a ottobre del 1981, a seguito dell’attentato che ha ferito sua santità”. Don Oreste conserva, come molta altra gente che ha avuto la fortuna di prendere parte a quell’evento, numerose fotografie e quotidiani, tra i quali “L’Osservatore Romano” e il “Quotidiano” dell’epoca, che dedicarono intere pagine. Tra queste compare un articolo, dal titolo “Vale più questa visita che non 500 anni di storia”, scritto dall’otrantino Pino Sparro che racconta, con dovizia di particolari, le reazioni del clero idruntino e in particolare del compianto parroco della cattedrale, don Grazio Gianfreda, il giorno dopo il grande evento.

Alessandro Conte

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Otranto, intervenire per salvare le coste

Un progetto quasi esecutivo e un intervento che parta subito, anche con fondi propri, per poi puntare anche a eventuali cofinanziamenti. È questa l’idea lanciata in un tavolo di confronto ieri presso il Comune di Otranto. Alla riunione erano presenti il sindaco Luciano Cariddi, il consigliere Michele Tenore, il presidente di Assobalneari Salento Mauro Della Valle e una nutrita rappresentanza di gestori di lidi balneari. Il problema è evidente e generalizzato, l’erosione si sta mangiando le alte falesie del Mulino d’acqua e della Grotta Monaca, le spiagge della Baia dei turchi, gli Alimini e Frassanito e persino i lidi storici cittadini come Camillo e Miramare. Insomma, se non si interviene subito si potrà solo assistere a un disastro economico e ambientale annunciato. Per questo motivo nell’incontro si è stabilito che il Comune di Otranto si farà carico di un progetto preliminare (ma così spinto da essere quasi un esecutivo) che entro un mese o due sarà a disposizione. Su tale ipotesi il comune cercherà di acquisire i pareri necessari, magari in conferenza di servizi, per poi iniziare i lavori. I fondi per tale intervento saranno ricercati sia attraverso finanziamenti che con conferimenti propri. Da questo punto di vista, c’è stata la positiva disponibilità dei gestori a investire e magari a coinvolgere anche l’intero comparto economico del turismo. “Pensiamo di raggiungere quanto meno lo stadio di un progetto quasi esecutivo – ha spiegato il primo cittadino – con l’acquisizione di tutti i pareri scientifici, tecnici e anche quelli degli enti preposti a rilasciare le autorizzazioni. Quest’ultimo punto è fondamentale, in quanto tutti gli studi concordano nel descrivere il nostro territorio come delicatissimo. Del resto a terra abbiamo un Sito d’Interesse Comunitario e a mare il Sic marino delle poseidonia di Alimini”. Gli interventi, pertanto, dovranno avere il massimo grado di compatibilità ambientale e di eventuale reversibilità. Insomma, una soluzione che punta al sodo senza nascondere la delicatezza e le difficoltà di un tale intervento. Comunque si punta a un’azione concreta, aspetto su cui il presidente di Assobalneari Mauro Della Valle ha dato la massima disponibilità della categoria a collaborare, purché si arrivi a una soluzione condivisa, che permetta di combattere alla radice il problema. “Gli imprenditori del settore balneare – ha spiegato Della Valle – sono pronti a supportare il Comune di Otranto nella ricerca dei finanziamenti, come anche a verificare le disponibilità al cofinanziamento dell’intervento da parte dei privati. L’importante è ricercare soluzioni stabili, condivise e durature”.

Elio Paiano

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