Il problema di Alimini e della costa salentina

La zona di Alimini fu oggetto di un enorme e lungimirante progetto di ingegneria ambientale. L’intera zona fu bonificata dagli stagni lacustri costieri, dai fiumi che li alimentavano e dalle paludi costiere. Enormi tratti di territorio, diverse migliaia di ettari, furono bonificati con i drenaggi che svuotarono il lago di Pozzello, le paludi di Traugnano e del Culacchio per poi scavare enormi canali gallerie di drenaggio costante. Tra Otto e Novecento si procedette alle bonifiche interne per poi giugere sulla fascia costiera. Qui si crearono dei pontili in mare per dragare il fondale sabbioso della spiaggia e costituire una grande e uniforme fascia di spiaggia oltre a rinforzare il cordone dunale costiero già esistente. Una enorme duna fu “spalmata sui lati e la sabbia dragata dal mare fu lasciata scorrere verso la spiaggia per costituire una prima barriera verso i flutti”. L’impianto della pineta retrostante e quello delle essenze sulle dune fecero crescere l’intero ecosistema di protezione dell’habitat di transizione al fine di renderlo di nuovo adatto alle esigenze di sfruttamento agricolo. Il lavoro fu fatto così bene che la malaria endemica di Alimini fu quasi debellata. Gli ultimi casi di malaria nel Salento, infatti, risalenti agli anni ’70, furono causati dalle zone dei canali intorno alla Castellana e non dalla zona di Alimini. Il lavoro fatto fu terminato sbancando l’area dunale di Porto Craulo e drenando ulteriormente la zona di Castellana-Cerra. L’idea ottocentesca, finalmente conclusa nella seconda metà del Novecento, fu attuata in un arco temporale di circa un centinaio di anni. Essa si basava sulla possibilità di sfruttamento economico del territorio grazie all’agricoltura. Furono questi terreni, in effetti, totalmente privi di vigneti, a dare a Otranto il primato nella coltivazione della vite americana che risolveva il problema della peronospora e della fillossera che distrussero gli antichi vitigni europei. Ma il sogno sarebbe stato di breve durata se non fosse giunto il turismo. Uno dei primi villaggi italiani (in realtà francese) aprì così a Otranto sfruttando l’immenso lavoro di bonifica dei nostri antenati. Sarebbe stato difficile, del resto, aprirne uno presso una palude. Da allora (1970) il turismo a Otranto è cresciuto in maniera esponenziale, solo che nessuno si è ricordato di effettuare la manutenzione della parte più delicata posta a protezione dell’intero territorio: la spiaggia, la fascia dunale e la pineta. Anzi, se non fosse stato per l’attivismo ambientalista che ha operato a Otranto avremmo avuto la distruzione della pineta per il famigerato “Centro Direzionale Turistico” e quello di molte dune per aprire varchi di servizio alle spiagge. La soluzione della chiusura delle aree pinetate alle auto, infine, ha consentito la salvaguardia di quello che è oggi un Sic tutelato dall’Unione Europea. All’inizio del 2000 c’è stato un primo, parziale, ripascimento dunale. L’opera è incompleta, ma per ora non ci sarà una prosecuzione. La vera sfida, tuttavia, è quella di rifare, con mezzi moderni, il ripascimento dell’intera linea di costa senza intaccare l’equilibrio ambientale fragile e delicato del luogo. Un fattore nuovo, infatti, ha accelerato il processo: il cambio di clima in corso. Ora, infatti, gli studi recenti evidenziano non solo il processo di innalzamento del mare, ma anche il cambio delle condizioni meteo marine. Il vento dominante di Alimini, infatti, era la tramontana rispetto alla quale il litorale era protetto dalle dune sottomarine. Da ragazzi, tutti gli idruntini, ricordano che entrando in acqua ad Alimini si incontrava dapprima una fascia di mare abbastanza profondo, per poi giungere a una fascia a pelo d’acqua prima di re immergersi in acque profonde. Tale cordone, oggi, è rotto in più punti e non garantisce l’effetto di frenare la furia delle onde. Il lavoro è impegnativo, la sfida è interessante, tuttavia c’è un enorme punto interrogativo. Oggi, un amministratore pubblico ragiona su di una arco temporale di 5 anni (il mandato di un sindaco) oppure di 10. Tale prospettiva è frammentata da varie elezioni: province, regione, politiche. In tale scenario si punta, ovviamente, a progetti che hanno una visione ridotta e limitata a pochi mesi, al massimo pochi anni. Uno dei maggiori punti su cui si scontrano le opposizioni e le maggioranze, del resto è quello in cui si dice: “questo progetto lo abbiamo avviato noi”. Ora, in tale scenario, quale amministratore prevederà un intervento da compiersi nell’arco di qualche decennio i cui frutti, come nel caso delle bonifiche, ricadranno sui nostri pronipoti?

Elio Paiano

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La Betitaly Volley Maglie si presenta ai tifosi

Fissato per il 9 ottobre il gran giorno, quello della presentazione ufficiale del team Betitaly Volley Maglie. Appena sei giorni prima dell’inizio del campionato, si terrà infatti una presentazione in grande stile nell’aula consiliare del Comune di Maglie. Non è il primo anno che la squadra magliese saluta in questo modo l’anno sportivo, per un appuntamento ormai consolidato coi tifosi. Dalle ore 11,30 sarà possibile salutare e interagire con le atlete della Betitaly, fresche di promozione nel campionato nazionale di B2, e che vuole, fin dalla prima giornata del 15 ottobre, legittimare il successo ottenuto lo scorso anno. Presenti tutti gli elementi del team, partendo dall’acquisto di assoluto spessore, Rosa Maria Hechavarria, a tutte le altre. Per il gruppo, però, sarà solo una parentesi tra un allenamento e un altro, è dai primi giorni di settembre, infatti, che le ragazze di mister Tonino Solombrino si stanno allenando per amalgamare al meglio i nuovi elementi con il gruppo “storico”. Se da un lato la società presieduta da Gigi Macagnano non fa proclami, dall’altro sta lavorando per togliersi grosse soddisfazioni, magari anche in trasferta. Il salto di categoria porterà non semplicemente avversari più ostici rispetto al recente passato, ma trasferte su campi più distanti. Se per una squadra rodata questo non dà problemi, per la cenerentola della B2 potrebbe portare a trasferte giocate con molta stanchezza addosso. E perdere punti per strada, si sa, può costare molto alla fine del campionato.

PAOLO MERENDA

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Il Toma Maglie in serie positiva

Il Toma Maglie sta allontanando gli spettri di inizio campionato. Prove più convincenti e due risultati utili consecutivi accorciano la distanza dalle prime della classe (dopo cinque giornate è a 2 punti dalla seconda), e mister Sergio Volturo sta trovando la quadratura del cerchio grazie anche ai più giovani della squadra. Una settimana fa la vittoria per 1-0 contro il Francavilla, al Tamborino Frisari, e domenica scorsa il pareggio, 1-1, in casa del Terlizzi. A Maglie l’uomo partita è stato Cesar Gonzales, promettente argentino, che ha solo legittimato con la sua segnatura la superiorità netta sul Francavilla. Il pareggio sul campo del Terlizzi, per i numerosi tifosi che hanno seguito il Maglie in terra barese, è stato molto più importante quanto a gioco espresso e a carattere mostrato. Il match è stato infatti ben combattuto da entrambe le squadre, con gli ospiti che forse alla fine hanno meritato qual cosina in più del pareggio. Infatti, dopo la rete dei padroni di casa del 27’, il Toma ha spostato il baricentro in avanti, conscio di dover evitare la sconfitta. In questa fase della partita, spazio anche a qualche recriminazione da parte della squadra del presidente Cosimo Prete: ben due reti annullate, rispettivamente a Uriel Raponi e Fabio Di Santantonio, prima del riposo. Anche se il Maglie trova il pareggio solo al 95’ con il “baby” Stefano Pasca (classe 1993), il messaggio ai tifosi, alla dirigenza e agli stessi calciatori è stato chiaro: il Maglie c’è. Da segnalare che, con la rete di Pasca, termina il digiuno di reti fuori casa, che durava da inizio campionato. Altra particolarità che attesta il buon lavoro dei salentini, il numero delle reti subite in campionato, due in cinque partite. Seconda miglior difesa, dietro solo alla schiacciasassi Liberty Monopoli, primo con 5 vittorie in altrettante partite, 12 reti fatte e 0 subite.

PAOLO MERENDA

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Lecce, al via il 45° congresso nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier

Appuntamento importante per appassionati enofili. Nei giorni dal 6 al 9 ottobre 2011 Lecce ospiterà il 45° congresso nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier. Venerdì 7 ci sarà l’apertura dei lavori con due riunioni dell’Ais, e sabato 8 si entra nel vivo con il convegno “Le giovani generazioni e l’alcool: oltre i soliti luoghi comuni”, con vari esperti che illustreranno la proposta dell’Ais Puglia per un progetto da integrare nei programmi scolastici, a favore dell’educazione a un corretto consumo di bevande alcoliche per la sicurezza e la salute dei giovani. Domenica 9, in mattinata, si terrà l’ultima degustazione “I purosangue dell’enologia pugliese: Negroamaro, Nero di Troia e Primitivo”, con i sommelier professionisti dell’Ais, e la conseguente chiusura del congresso. Sono previste anche escursioni guidate tra le bellezze dei borghi regionali, in abbinamento ai sapori della cucina tipica e, infine, visite nelle cantine. “La scelta della Ais di svolgere qui a Lecce il congresso simboleggia – spiega l’assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno – non solo l’ambizione di crescita interpretata da tutto il sistema, ma la posizione acquisita in questi ultimi anni da un vitivinicolo che con orgoglio, caparbietà e grandi capacità tecniche ha saputo affrontare la sfida della modernità e della qualità, senza mai tradire la propria identità storica, riuscendo a conquistare il mercato internazionale. L’occasione di avere a Lecce riunito il mondo degli assaggiatori, che tanta parte hanno nella divulgazione della cultura enologica di qualità, mi è quindi propizia per esprimere un sentito ringraziamento a loro, ai produttori pugliesi e agli enologi, grazie ai quali oggi la Puglia è amata e ricercata in tutto il mondo”.

Alessandro Conte

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Tassa di soggiorno, il punto della situazione in un incontro a Otranto

Tassa di soggiorno, non è un discorso chiuso anche se è arrivato l’autunno. Per fare il punto della situazione, a 4 mesi esatti dall’applicazione dell’imposta, e per conoscere i pareri di operatori del settore turistico alberghiero, dei loro ospiti e dei semplici cittadini, è previsto Il 12 ottobre alle 17 presso il centro “Don Tonino Bello”, un incontro con l’amministrazione comunale. Si tratta di un esame a posteriori, per vagliare le conclusioni che i diversi interessati hanno tratto per questa stagione turistica, in particolare sugli effetti dell’introduzione della tassa e della Otranto Card. Vista dalla maggioranza consiliare come un male necessario, un modo per rimpinguare l’erario comunale inaridito dalla gestione rifiuti e il rincaro del conferimento Rsu, la tassa fu applicata a tutti gli effetti da luglio. Da palazzo Melorio fanno sapere di ritenere opportuno un incontro di valutazione sull’esperienza vissuta fino a oggi, e ascoltare così i suggerimenti degli operatori di categoria, per prendere in considerazione miglioramenti applicativi all’imposta. Come fu fatto in occasione degli incontri di giugno, che videro la maggioranza dei partecipati scagliarsi contro una decisione impopolare, che ha richiesto un ricorso al Tar per la sospensione del provvedimento d’introduzione dell’Otranto Tax. Il ricorso al tribunale amministrativo non fu accolto dai giudici, e si è lasciato che la stagione turistica seguisse il proprio corso con la tassa. Terminata la stagione turistica, com’è lo stato di salute delle imprese che si sono ritrovate a lavorare con la nuova tassa: hanno subito gli sviluppi negativi dell’introduzione dell’imposta? L’incontro ravviverà i livori d’inizio stagione?

“Quest’occasione sarà utile – spiega in una nota il municipio idruntino – per ragionare insieme sulla costituzione di una consulta permanente del turismo che, oltre a un’attività di costante monitoraggio sull’imposta di soggiorno, possa anche essere riferimento per l’amministrazione comunale nelle politiche di settore da assumere”.

Jenny De Cicco

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Disostruzione pediatrica, corso di primo soccorso a Otranto

Proteggiamo e soccorriamo i bambini. Prende il via, su iniziativa dell’associazione di volontariato “Sos per la Vita” e in collaborazione con il centro di formazione Gruppo Intervento Specialisti Primo Soccorso e l’Irc-Com Società Nazionale di Salvamento di Racale, un corso interattivo teorico-pratico di primo soccorso. Il corso si terrà presso il centro “Don Tonino Bello” di Otranto alle ore 17,30 di sabato 8 ottobre e la cifra simbolica da versare per poter partecipare è di 3 euro. L’iniziativa deriva dall’esigenza di dettare e diffondere le linee guida sulla “Disostruzione Pediatrica” e sulle manovre da approntare in caso di rianimazione cardio-polmonare pediatrica tra i genitori, i nonni, gli insegnanti, gli allenatori, i baby sitter, i bagnini e altre categorie di persone che sono a contatto quotidiano con i bambini. Secondo le stime, ogni anno in Italia ben cinquanta famiglie sono colpite dalla perdita di un bimbo per cause dovute a soffocamento da corpo estraneo. Il problema persiste anche per un altro motivo, e cioè l’incapacità da parte di chi li assiste nei primi momenti, di attuare le manovre adeguate. Questo corso perciò dà la possibilità di formare adeguatamente quanti si trovino di fronte a situazioni di pericolo per il fanciullo. Dopo il corso verrà rilasciato un attestato che può valere come credito formativo agli esami di stato della scuola secondaria di secondo grado, nei pubblici concorsi, nell’arruolamento volontario della marina e dell’esercito. Nel prossimo futuro l’associazione darà il via a ulteriori corsi destinati agli operatori.

Alessandro Conte

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Marijuana? “No, pomodori”. Ma i carabinieri scoprono il trucco

“Piante di marijuana? No, papà, sono nuovi pomodori a grappolo. Varietà spagnola”. Questa la spiegazione che pare essere stata data all’anziano padre da M.L., 47 anni, disoccupato originario di Maglie fermato per presunta coltivazione di marijuana a fini di spaccio. Tra i filari di vite, nelle campagne di famiglia, pare che l’uomo fosse riuscito a coltivare piante di cannabis, tre per la precisione, alte oltre 3 e larghe 2,5 metri, per un totale di oltre 30 chilogrammi di arbusti. Il padre pare gli aveva creduto, anche se il sospetto restava comunque: non aveva mai visto piante di pomodori del genere: nulla di esse ricordava le piante dal frutto tondo e rosso, e infatti si trattava proprio di marijuana. Ma a un figlio si è disposti a credere, e l’anziano non si è fatto ulteriori domande, almeno finché non sono arrivati i carabinieri del comando di Maglie, che hanno sventato l’inganno. Per il 47enne sono quindi scattate le manette e l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio. L’arresto è avvenuto dopo un controllo negli agri magliesi, grazie al quale, giorni prima, i militari avevano notato le piante sospette. D’intesa con il magistrato di turno, l’uomo è stato condotto presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce. Sarà difeso dall’avvocato Raffaele Di Staso.

Jenny De Cicco

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Muro Leccese, in maschera per festeggiare l’estate finita

La fine dell’estate genera tristezza, ma a Muro Leccese si festeggia. Liberi Cantieri Arci organizza per venerdì 30 settembre alle 21, presso la zona artigianale, una festa dove il divertimento è d’obbligo e dove l’invito a non pensare ai problemi e alle preoccupazioni che l’inverno porta con sé avverrà attraverso un party a tema dedicato al mondo dei cartoni animati. Ognuno sarà libero di esprimere il proprio estro nel rappresentare un qualsiasi personaggio, con un semplice segno distintivo oppure con un travestimento in piena regola; per chi non sa quale cartone animato scegliere provvederà l’organizzazione a fornire piccoli gadget. La serata passerà in compagnia della buona musica, soprattutto con le sigle storiche dei cartoon. A tutti gli amanti nostalgici dei motivi musicali che hanno accompagnato l’infanzia non resta che partecipare, versando la quota di 10 euro destinata all’acquisto di cibarie; il resto andrà nel fondo cassa dei Liberi Cantieri. L’adesione deve avvenire entro mercoledì 28 settembre.

Alessandro Conte

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Primo stop del campionato per il Toma Maglie

È un Toma Maglie a corrente alterna, quello di questo campionato. Si passa da una convincente vittoria interna a una sconfitta, seppur per 1-0, contro una compagine che non aveva ancora vinto in questa stagione. La sfida della terza giornata tra Bisceglie e Toma Maglie vedeva due team già con qualche numero degno di nota: da una parte 0 vittorie e 0 reti fatte da parte dei padroni di casa, dall’altra 0 sconfitte e 0 reti subite per gli ospiti. Il campo però, sin dalle prime battute, ha mostrato ben altro: la squadra di mister Sergio Volturo ha dovuto lottare su ogni pallone, mentre al Bisceglie riusciva tutto facile. Già dal nono minuto la difesa magliese ha dovuto fare gli straordinari, ma la prontezza del portiere Danilo Bassi, sempre tra i migliori, ha sventato numerosi pericoli. Ci hanno provato Di Rito, Moscelli, Logrieco, Martinelli, ma nessuno è riuscito a sbloccare il risultato. Gli ospiti hanno avuto una reazione a metà primo tempo, ma il pallino del gioco è rimasto al Bisceglie. La seconda frazione si è aperta sulla stessa falsariga, ma a quel punto il timore di un nuovo 0-0, dopo quello della gara d’esordio, ha fatto tremare le gambe dei calciatori locali. A quel punto, con il Toma Maglie che ricominciava a sperare, sono arrivate tre provvidenziali sostituzioni ordinate dall’allenatore del Bisceglie Giorgio De Trizio, che di fatto hanno deciso le sorti dell’incontro. Di nuovo in attacco con rinnovato vigore, è stata questione di tempo il trovare lo spazio giusto. Al 77’, infatti, l’arbitro Loprete ha fischiato un rigore per un atterramento in area di Palazzo, neo entrato. Un minuto più tardi Moscelli ha trasformato il penalty spiazzando Bassi, ma poi ha visto il cartellino rosso per la troppa esultanza e per la somma di ammonizioni. Con un uomo in più, gli ospiti hanno cominciato a pressare, ma a nulla sono valsi gli assalti alla ricerca del pareggio. Si ripartirà domenica prossima, davanti al pubblico magliese che non si è potuto recare a Bisceglie per l’ordinanza del prefetto di Barletta-Andria-Trani, autore di un divieto di accesso allo stadio per la tifoseria ospite. Dopo lo stadio chiuso un’altra marcia in più che potrebbe portare la sperata inversione di tendenza.

PAOLO MERENDA

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Giuggianello capitale dei Piccoli Comuni Italiani, è festa

Al centro del dibattito i piccoli comuni italiani. Il paese più piccolo del Salento, Giuggianello, organizza per il 23 settembre alle 20 la manifestazione conclusiva per la sua consacrazione a capitale dei piccoli centri italiani. Alla manifestazione interverranno la presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani, Franca Biglio, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone. I temi su cui verterà l’incontro-dibattito saranno le novità legislative del governo nell’ultima manovra finanziaria e le prospettive che attendono i cittadini di questi piccoli paesi.

Il tavolo di discussione concluderà l’esperienza inedita sia per Giuggianello sia per la Puglia, ma aprendo le porte alla festa di fine settembre in Abruzzo. Il piccolo comune del leccese ha sempre mostrato attivismo e sensibilità per le problematiche dei piccoli centri. I piccoli comuni rappresentano una grande realtà italiana. Ridotte dimensioni geografiche che, attraverso il rafforzamento delle politiche turistiche, potrebbero sfociare divenire fonte di reddito anziché un problema. “Giuggianello è l’unico comune della Puglia ad aver avuto questo prestigioso riconoscimento – dichiara il sindaco rappresentante Anpci Puglia Giuseppe Pesino – Con questa manifestazione vogliamo dare la giusta chiusura dell’anno di rappresentanza, celebrandola degnamente all’interno dei festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Al presidente Vendola sarà affidata la Chiave dei Piccoli Comuni d’Italia, che oltre a essere un ricordo tangibile dell’iniziativa sarà conservato nella Casa di tutti i pugliesi, la sede della presidenza regionale, monito agli attuali e ai futuri governanti delle esigenze e delle virtuosità dei piccoli centri”.

Jenny De Cicco

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Il Trio d’Eau presenta il primo cd, “Rivestiti”. Con un concerto a Maglie

Un concerto per gustare il Trio d’Eau. Nell’attesa di ascoltare i brani inediti del gruppo, si può iniziare a degustare dal vivo i pezzi di “Rivestiti”, primo cd appena pubblicato della band che verrà presentato mercoledì 21 settembre alle 21 presso il negozio “Libri & Musica” di Maglie. La band ha dato una nuova veste ad alcuni dei classici più belli della canzone italiana, elaborando degli arrangiamenti molto minimali ma nello stesso tempo inusuali. Mercoledì, per presentare il lavoro, la band si esibirà in un live in cui eseguirà i brani del cd, ma anche un assaggio dei brani inediti. La band è composta da Valentina Negro alla voce, il pianoforte e le tastiere di Salvatore d’Alba, dal contrabbassista sassofonista e violoncellista Angelo Urso e Ovidio Venturoso, batterista e percussionista unitosi alla formazione in un secondo momento con il suo cajon, facendo diventare quartetto quello che inizialmente era un trio. Per leggere la recensione del cd: http://www.otrantooggi.it/2011/08/17/il-trio-d%E2%80%99eau-%E2%80%9Criveste%E2%80%9D-la-musica-italiana/.

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Otranto indenne dalla trasferta di Fragagnano, ma che noia

Fragagnano – Otranto 0-0

U.S. Fracagnano: Signorile, Pulpito, Gallù, Guarini, Palese, Galzarano, Guagnano (La Barbera), Carbotti (Zammillo ), Masella (Andriulo), Nardo, Raffaello All. Simone

F.C. Otranto: Giannetta, Leta, Neco, Maglio (Giannone), De Dominicis, Morello, Dell’Atti, Presicce (Petrachi), Pighin, De Matteis A., Scuglia (Marrocco) All. Salvadore

Arbitro: Ritossa di Bari

Note: ammoniti – Leta, Neco, Presicce, De Matteis, Marrocco.

L’Otranto esce indenne dalla trasferta di Fragagnano. La gara, disputata in un campo ai limiti della regolarità e sotto un’afa estiva, è stata noiosa, irritante, con entrambe le squadre in rodaggio, alla ricerca del minimo errore per sferrare il colpo del ko, che non si è verificato nel corso dei 90 minuti. L’Otranto ha cercato d’imbastire qualche trama di gioco, ma gli avversari e il campo stretto e piccolo non hanno permesso la riuscita agli uomini di Andrea Salvadore. A ciò si è aggiunta la scarsa coesione tra i vari reparti: infatti la squadra è stata rinnovata di 9/11 rispetto a quella del campionato precedente. Il risultato? Una gara a dir poco inguardabile. L’unica a non annoiarsi è stata la terna arbitraria, protagonista di scelte a volte incomprensibili, e decisa a ravvivare una gara di cui comunque l’ora finale è sembrata da subito troppo lontana, riuscendo nell’abulia ad ammonire cinque calciatori, tutti otrantini. Si sono registrati l’ammonizione di Leta, che ha condizionato la sua intera gara, la mancata espulsione di Signorile che aveva abbattuto Pighin, il goal annullato di De Matteis. “La partita è stata caratterizzata soprattutto dal forte caldo – ha commentato il mister Salvadore – dunque il rendimento della squadra, tutto sommato, è stato positivo. Abbiamo cercato di creare diverse buone occasioni, e infatti siamo incappati in un goal poi annullato e un rigore non concessoci. Alla fine il Fragagnano non ci ha impensieriti quasi mai; gli avversari hanno avuto il vantaggio di giocare su un campo piccolo e spezzare così in continuazione il ritmo della gara, con palloni sparacchiati dalla difesa. Dobbiamo lavorare tanto, ma adesso pensiamo al turno infrasettimanale di Coppa Italia contro il Martano, giovedì in casa e domenica a Otranto contro il Novoli, partita nella quale cercheremo di regalare ai nostri tifosi la gioia dei tre punti. Siamo un buon gruppo, ma completamente nuovo, e dobbiamo crescere. Per trovare coesione è fondamentale trovare i giusti meccanismi, e per questo ci vorrà un po’ di tempo”.

Rino Gualtieri

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