A Carmiano va in scena La Casa dei Passi

Giovedì 27 dicembre, alle 21, presso il teatro di CP Arreda, sito in zona industriale a Carmiano, andrà in scena la prima assoluta dello spettacolo La Casa dei Passi.

Si tratta di un recital che ha come tema centrale la migrazione – quella passata e quella di oggi – che vedrà l’esibizione di Alessio Lega, cantautore salentino vincitore con Resistenza e Amore del premio Tenco 2004, di Luca Basso, cantante e autore dei Fabularasa e di Giovanni Chiapperino, percussionista e compositore. La regia è di Stefano Di Lauro, vincitore del World Environment Day 2010.

Lo spettacolo, prodotto dalla cooperativa sociale Rinascita, con la coproduzione di Poiesis-SoundMakers Festival e il sostegno del Ministero dell’Interno (progetto Sprar) – la produzione esecutiva è di Gian Maria Greco – sarà la conclusione dei festeggiamenti per i dieci anni del circolo Arci I Sotterranei di Copertino.

Il cuore della storia, anche sotto l’aspetto musicale, è l’Italia – e in special modo la Puglia – e il fenomeno della migrazione, come ben si capisce dallo scritto promozionale che decrive l’evento:

La Casa dei Passi come casa di passaggio, ieri punto di partenza dei disperati e oggi meta agognata per chi viene da un Sud più Sud. Con l’aiuto di canzoni inedite, scritte appositamente per il progetto, e di canzoni di alcuni grandi maestri, da Matteo Salvatore ad Astor Piazzolla, lo spettacolo riflette su cosa c’è dietro una partenza per necessità, la speranza, l’abbandono, la nostalgia, l’angoscia per l’ignoto che attende, l’avventura di chi parte e di chi resta. Partendo dall’emigrazione pugliese verso il mondo per finire all’emigrazione del mondo verso la Puglia e l’Italia.

L’attenzione è posta dunque sulle storie dei migranti che dai più disparati paesi partono per raggiungere l’Italia e le storie dei migranti italiani che invece si spostano verso altri paesi, donando al recital un senso di continuità che taglia trasversalmente persone, paesi, culture.

Un posto di primo piano occupano poi i migranti accolti in Italia dal progetto Sprar. Le loro storie, raccontate alla telecamera, si accompagneranno ai messaggi rivolti agli italiani e ai loro connazionali. Davvero un bel lavoro, che va a saldare i perni su cui ruota e su cui si svilupperà il progetto.

Non solo: il recital, in piena aderenza alla filosofia di Poiesis (che si preoccuperà di renderlo accessibile a tutti attraverso adeguate soluzioni tecniche), sarà uno dei primi in Puglia realizzato per non discriminare nessuno ma per creare momenti di massima inclusione.

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Ad Arnesano si inaugura il Laboratorio Urbano

Sabato 22 dicembre, alle 19, in zona Riesci ad Arnesano, si terrà l’inaugurazione del centro polifunzionale Laboratorio Urbano di Arnesano.

L’evento vede in prima fila la cooperativa sociale Teatro dei Veleni, ente aggiudicatario del progetto Laboratori Urbani Saremo, che ha visto il finanziamento regionale Bollenti Spiriti e il cofinanziamento dei comuni di San Donato di Lecce, San Cesario di Lecce, Monteroni, San Pietro in Lama e Arnesano.

Durante la serata sarà presentato ai cittadini il progetto Saremo, nonché le attività e i servizi offerti dallo stesso progetto. Ci sarà inoltre spazio per Performance di Arte e Ceramica a cura di Andrea Margiotta, docente di arte della ceramica presso l’Istituto d’Arte Giannelli di Parabita.

L’amministrazione comunale di Arnesano auspica che questo parco urbano possa diventare un punto di congiunzione tra Arnesano e il rione Riesci, data la presenza all’interno dell’area di un parco didattico neolitico, un parco giochi attrezzato, un dog park, e una nuova piazza. Tutto questo fa rima con la rivalorizzazione delle aree storiche, ma anche con l’attenzione alle novità e all’ecologia, che si traduce, ad esempio, nel parcheggio fotovoltaico posto a servizio degli impianti sportivi.

Ma non è tutto. Le azioni di tipo strutturale sulla predetta area sono state espletate altresì con l’esecuzione – lungo l’intero perimetro della zona – di una pista ciclabile provvista di doppia corsia e di un’adeguata illuminazione. Un’attenzione particolare è stata rivolta, inoltre, ai punti d’accesso al parco e alle aree di parcheggio, dove sono state realizzate delle rampe atte al superamento delle barriere architettoniche. Tutto ciò rispecchia una filosofia di pensiero al plurale, che mira ad una piena partecipazione della cittadinanza a quelle che sono le opportunità offerte dal nuovo aggregato urbano, nessuno escluso.

Il Comune di Arnesano ha avuto un occhio particolare anche per le nuove tecnologie, attivando all’interno del parco (avvalendosi della collaborazione della ClioCom) una grande area Raganet Wi Fi Free, che consentirà di navigare in rete, gratis, con il proprio notebook, palmare o cellulare. Tale servizio è messo a disposizione di tutta la cittadinanza. Infine, in un prossimo futuro, si provvederà alla realizzazione di un’altra zona wireless in piazza Municipio e nel limitrofo parco Nicholas Green.

Il Laboratorio Urbano di Arnesano costituisce un ottimo esempio di come il virtuosismo congiunto di più enti e istituzioni possa portare a dei risultati altrettanto virtuosi, mettendo in primo piano le esigenze sociali e culturali dei cittadini. Un tempo si diceva che la volontà poteva tutto: almeno in certi casi lo si può affermare ancora oggi.

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Kurumuny e B22 presentano le carte da gioco Le Salentine

Venerdì 21 dicembre, alle 19.30, presso la storica Osteria da Angiulino, in via Principe di Savoia a Lecce, si terrà la presentazione ufficiale del nuovo mazzo di carte da gioco Le Salentine, ideate da Kurumuny Edizioni e dal laboratorio creativo B22.

L’evento, pensato come un’occasione di festa, è aperto a tutti, con la possibilità, per chi avesse voglia di degustare le specialità della casa, di rimanere a cena in osteria (ovviamente prenotando) dopo la presentazione delle carte, che vedrà gli interventi di Gianluca Pasca del Centro Ricerca e Formazione, Francesco Cuna e Alessandro Sicuro di B22 e Giovanni Chiriatti di Kurumuny Edizioni.

Il mazzo, interamente disegnato a mano, rappresenta un pregevole esempio di attenzione nei confronti della cultura tradizionale, come spiegano gli stessi realizzatori:

Le Salentine nascono dal desiderio di creare un mazzo di carte da gioco legato al territorio e alla sua storia pur mantenendo una giocabilità pari a quella delle carte regionali napoletane, a cui si ispirano e di cui conservano la peculiarità dell’aspetto cromatico. Il mazzo è composto da quattro semi che si richiamano alla tradizione e ne diventano sintesi simbolica.

Ed è proprio la giocabilità ad aver suscitato l’apprezzamento della Modiano, mitica casa del settore carte da gioco, che così si esprime attraverso Modiano in persona:

Modiano Spa ha avuto il piacere di collaborare con Kurumuny Edizioni nell’ambito del progetto Le Salentine. L’azienda garantisce di aver prodotto tali carte da gioco e ne conferma l’eccellenza qualitativa. Con l’occasione ci complimentiamo per la bellezza delle immagini presentate.

Le Salentine usciranno in edizione limitata, ragion per cui chiunque volesse acquistarne un mazzo dovrà prenotarlo sul sito internet www.kurumuny.it. A coloro i quali prenoteranno il mazzo verrà inviato un coupon per posta elettronica, mediante il quale, nel corso della presentazione del 21 dicembre, il mazzo stesso potrà essere ritirato.

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Al Nuovo Cinema Paradiso di Melendugno Brividi Corti

Dal 17 al 22 dicembre, presso il Nuovo Cinema Paradiso di Melendugno, in piazza Risorgimento, si terrà Brividi Corti, rassegna cinematografica che si prospetta davvero interessante. La serie di appuntamenti si dividerà in due parti: dal 17 al 19 Rassegna di Cinema Horror, dal 20 al 22 cortometraggi di Maurizio Mazzotta. L’inizio delle proiezioni è previsto per le ore 21. L’ingresso è gratuito.

La pregevole iniziativa vedrà la presenza di pellicole che spaziano da alcuni cult del brivido come The House of the Devil, The Innkeepers e The Temptation of St. Tony agli originali e sorprendenti lavori di Mazzotta, tra cui ricordiamo Giacomo o dell’Inquietudine, finalista a Inventa un Film e La 25 Ora, Cuore di Mamma, che ha ottenuto vari riconoscimenti, El Tango es Sueno, primo classificato al Corto Magliese, e Perdizione, premiato come migliore idea comica all’Arzano Humor Ciak.

Perdizione è stato presente in vari altri contesti cinematografici di rilievo, come il Festival del Cinema Invisibile, che ha portato Mazzotta a ricevere il Premio del Pubblico come miglior autore. Nel 2011, inoltre, questa sua opera è stata inserita fuori concorso al Festival Internazionale del Cinema di Berlino.

Il Nuovo Cinema Paradiso, attiva realtà salentina in ambito culturale non solo cinematografico (ricordiamo ad esempio l’interessantissima stagione di prosa e altri appuntamenti teatrali), si rivela sensibile al pubblico e alle novità, proponendo dunque un percorso alternativo al solito modo di andare al cinema e presentando una scaletta di appuntamenti coinvolgenti e stimolanti.

Avvicinare la comunità al cinema e, più in generale, alla cultura è un obiettivo che tutti gli operatori del settore cercano di perseguire. E questo dipende in larga parte dalla qualità dei prodotti e dal modo in cui i lavori vengono proposti, tenendo presente che aprire i propri orizzonti culturali non può che giovare a tutti, al singolo come alla collettività.

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A San Donato di Lecce il Mercatino Natalizio della Solidarietà e altre iniziative

Sabato 15, dalle 17 alle 2o e domenica 16, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, presso il centro sociale di via Roma a San Donato di Lecce, si terrà il Mercatino Natalizio della Solidarietà, una lodevole iniziativa dal forte carattere sociale. Numerose le associazioni coinvolte nella realizzazione dell’evento, patrocinato dal Comune di San Donato: Amici del Presepe, Lilt, Gesù Confido in Te, Unitalsi, Imparagiocando, Gecos, Pro Loco di San Donato e Galugnano, Caritas e Croce Bianca.

Per l’occasione verranno proposti tanti articoli prodotti artigianalmente, sia di carattere alimentare che culturale, tra cui biscotti, purceddhruzzi (tipici dolci natalizi salentini), addobbi natalizi, libri sulla civiltà contadina, panettoni, la Natività di cioccolato.

Le diverse associazioni sono composte da volontari che credono nei propri progetti, portati avanti fermamente, con tenacia e dedizione. Sono proprio queste persone – che donano spontaneamente il loro tempo – ad aver realizzato i prodotti che saranno presenti nelle due giornate in questione. Gli addobbi natalizi, confezionati dalla Lilt, sono il passaggio finale di un corso di decorazioni floreali tenuto dalla professoressa Rossella Epifani, già organizzatrice dell’iniziativa Fiori di Barocco, che si svolge a Lecce. Tutto il ricavato degli appuntamenti verrà devoluto in beneficienza.

Nella pomeriggio del 15, inoltre, alle 18.30, presso Biovet-laboratorio di analisi veterinarie, sito in via Roma a pochi passi dal Mercatino Natalizio della Solidarietà, si terrà la presentazione del libro La Soglia di Fuoco di Marianna Burlando, edito da IlMioLibro.
Introdurrà la serata Simona Giannuzzi, titolare di Biovet. Tra gli ospiti che dialogheranno con l’autrice sarà presente Giuseppe Zilli, responsabile del Presidio del Libro di San Donato di Lecce. La Burlando è psicologa in campo oncologico e attiva volontaria nell’ambito della prevenzione. Il ricavato della vendita del libro, come già quello dei prodotti presenti nel mercatino, sarà completamente devoluto alla ricerca e alla prevenzione.

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A Lecce una tavola rotonda su cultura e accessibilità

Giovedì 13 dicembre, dalle 10 alle 13, presso il museo Sigismondo Castromediano, a Lecce, si svolgerà la tavola rotonda Cultura e Accessibilità. L’incontro, organizzato da Poiesis, associazione di promozione sociale, in occasione della 53esima Giornata Nazionale del Cieco e della presentazione della sezione accessibilità della Guida per Eventi Accessibili ed Eco-sostenibili, si propone di porre l’attenzione sull’idea della città-comunità, dove l’accessibilità diventa un tutt’uno con lo spazio inteso come tempo di vita, e dove si prendono in considerazione tutte le eventuali soluzioni che permettano alla persona di sentirsi parte integrante di un tutto.

Il punto focale è quindi il coinvolgimento dell’individuo, la sua partecipazione agli eventi e alle occasioni sociali e culturali che la città propone, onde evitare che ci si possa sentire esclusi ed emarginati da tutto questo. Spiegano gli organizzatori:

Accessibilità, quindi, non è soltanto riferita e ristretta al semplice concetto di barriera architettonica fisica ma più in generale al modello di partecipazione, di vita democratica di tutti i momenti di vita nella città, in teatro, in museo, in biblioteca. Quindi l’accessibilità deve vedere il coinvolgimento di tutte le istituzioni che amministrano i tempi di vita della città e di tutti i soggetti che quei tempi di vita li riempiono di contenuti tramite la promozione di cultura.

Un’idea dalla forte valenza sociale, cui al concetto di giustizia comune si aggiunge quello di un progresso culturale che offra veramente pari opportunità, come gli stessi promotori della tavola rotonda sottolineano:

L’accessibilità culturale è un diritto e, in quanto tale, deve essere posto alla base di ogni discorso culturale, deve essere il punto di partenza e la cornice di ogni progettazione culturale. La cultura è il cemento del senso di comunità e in quanto tale deve essere inclusiva. Includere vuol dire accogliere, inclusione culturale vuol dire produrre eventi e prodotti culturali che non discriminano nessuno.

È proprio a questo traguardo che mira la sezione accessibilità progettata da Poiesis, curata da Lucia Pedone, responsabile di Accessibilità e Inclusione e dipendente dell’Events Department Royal of Greenwich di Londra, che ha dato vita alla prima Guida per Eventi Accessibili ed Eco-sostenibili, pubblicata all’interno del progetto Rete di Festival Social Sound, sostenuta da Puglia Sounds.

Così commentano gli ideatori della pregevole iniziativa:

Tale guida vuole essere uno strumento essenziale per tutti i soggetti, specialmente pubblici, che promuovono eventi e che intendono sviluppare gli stessi in modo accessibile. La tavola rotonda sarà un momento cruciale per stabilire sinergie che permettano di partire da questa agile versione della guida per svilupparne una nuova versione ancora più specifica, dettagliata e funzionale nell’ambito dell’accessibilità culturale.

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Il Sogno dei Pesci e la poesia mandalica di Michela Maria Zanon

Tra le tante raccolte poetiche pubblicate in questo 2012, Il Sogno dei Pesci di Michela Maria Zanon (edito con IlMioLibro) merita una menzione particolare. Le liriche presenti nella raccolta, disegnate come dei mandala dalle forti valenze junghiane, sono al contempo dirette e simboliche, come a cercare un avvicinamento, un punto di contatto con l’essere doppio dell’uomo, con la sua stessa ambivalenza.

Il libro della Zanon appare quasi un viaggio iniziatico attraverso i meandri della psiche umana (intesa non solo come mente ma anche come anima), un itinerario interiore intimo e personale che tuttavia trova la sua esplicazione anche nel reale. Non soltanto un cammino dell’ego individuale dell’autrice, benzì un’illuminazione plurale dell’immaginario collettivo e archetipico nascosto dietro le figurazioni emblematiche del poetare.

L’autrice si racconta senza preamboli e giri di parole e, spogliandosi dei veli del quotidiano e smascherando le umane debolezze, ci mette di fronte alla forza evocativa delle parole e al loro significato-significante più recondito. La ricerca poetica della Zanon – autrice di origini venete trasferitasi in pianta stabile nel Salento – rispecchia la poliedricità del suo percorso, fatto di teatro e arti figurative, come di letture filosofico-psicologiche e trascendentali.

Questa via artistica si riflette appieno nella raccolta in questione, la si respira in ogni singola lirica, nell’uso della simbologia, nel potere psicomagico del verso, a tratti fascinoso e ipnotico. Quasi dei mantra da recitare per varcare mondi, quelli poetici e psichici, che non sono poi così lontani da noi, se solo sapessimo ascoltare e vedere diversamente la realtà.

La Zanon, attiva operatrice con l’associazione culturale Eterarte e con il gruppo di lavoro Apotema, conferma, con Il Sogno dei Pesci, le sue doti di artista eclettica e sensibile a una concezione di cultura scevra da preconfezionamenti e canoni standardizzati, portando la sua ricerca a sfiorare i confini della sperimentazione e del veramente nuovo. Di questi tempi, cose non da poco.

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Per la vigilia dell’Immacolata a Calimera ritorna la Puccella

Come di consueto, il 7 dicembre, a Calimera, si terrà la Puccella, una festa che rappresenta un evento tradizionale irrinunciabile e che vedrà, già dal mattino, la presenza non solo della popolazione calimerese ma di numerosi partecipanti provenienti da tutto il Salento e oltre.

L’appuntamento, che si svolge ogni anno in occasione della vigilia dell’Immacolata, affonda le proprie radici in un passato remoto, in cui la regola del non mangiare la carne – per la verità all’epoca già scarsamente fruibile – durante questa occasione religiosa di raccoglimento e devozione, portava a servire alimenti come appunto la puccella, ovvero il caratteristico pane con le olive a forma di puccia. La puccella veniva (e viene tuttora) accompagnata da altri alimenti come tonno, formaggio, capperi e naturalmente del buon vino.

La tradizione, fatta di contadini che preparavano il pane nei forni di pietra siti nelle campagne, continua ancora oggi in tutto il Salento. Ma a Calimera il tutto assume contorni più festosi, in quanto l’usanza non si limita alla sola degustazione della puccia, magari tra le mura domestiche e nell’intimità della propria famiglia nucleare, bensì porta la gente a ritrovarsi nei boschi situati sulla strada Calimera-Borgagne, facendo della puccella occasione di una vera e propria festa non solo per tutta la famiglia ma per la comunità intera.

Le pucce, impastate con prodotti naturali e genuini seguendo l’antico metodo, rappresentano un alimento imprescindibile per i salentini. Queste, cosparse di farina bianca proprio a significare la purezza della Madonna, sono il piatto principale della vigilia dell’Immacolata. La tradizione a esse legata, che non si esaurisce nella mera consumazione del pasto ma si allarga a un momento di condivisione religiosa e sociale , costituisce un forte legame tra passato e presente che restituisce importanti elementi di cultura identitaria.

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In libreria la Tramontana si tinge di giallo

È in tutte le librerie d’Italia Tramontana. Un’indagine di Michelangelo Romani, romanzo d’esordio di Giuseppe Calogiuri, edito da Lupo Editore.

Tramontana è un giallo appassionante e ben scritto, al quale non manca nessuno degli elementi caratteristici del genere: morti, sparizioni, sospetti. Così come non mancano mandante, killer e vittima. E ancora, intrighi, verità non dette o nascoste. Situazioni quotidiane e situazioni al limite che si fronteggiano in una scrittura davvero scorrevole e suadente, e in uno stile frizzante e ricco d’espressività.

Il protagonista, Michelangelo Romani, giornalista del Messaggero Quotidiano, con l’aiuto del suo caro amico Sandro Gennari, direttore di TeleCittàUno, indagherà su degli eventi delittuosi, cercando passo dopo passo – insieme al lettore, che si sentirà parte in causa fin dalla prima pagina – di scoprire cosa si vi nasconde dietro.

Quest’opera prima di Calogiuri non si risolve nel tenere col fiato sospeso e attaccati alla pagina quanti avranno la ventura di leggerla, ma offre anche uno spaccato salentino interessante e gustoso, ricco di personaggi secondari che tanto secondari non sono, ben definiti e caratterizzati, e non di rado grotteschi.

La trama, egregiamente intessuta, si dipana nel caldo e accattivante paesaggio del Salento, richiamato da tinte solari e a tratti esotiche. Tuttavia, come è giusto che sia in una storia dove la tensione è alta e la metà oscura deve venir fuori, il colore lascia il posto al nero e alla tenebra, ricordando a tutti che anche nel bello e assolato tacco d’Italia la morte corre veloce e miete le sue vittime.

E che il delitto – con tutto ciò a cui esso è legato – purtroppo sia cosa quotidiana ovunque lo sa bene Michelangelo Romani, personaggio dal carattere schivo e spesso scontroso (ma forse è proprio il suo essere ruvido ad infondere sicurezza), che con il suo intuito e la sua pervicacia si dedica con tutto se stesso alla ricerca della verità. Ma lo lo sa bene anche l’autore, complice il fatto che di professione fa l’avvocato.

Tramontana si rivela dunque un esordio ben riuscito, la cui storia e i cui i personaggi stanno bene in piedi, grazie non solo alle tematiche affrontate (coinvolgenti e foriere di suspense) ma anche alle capacità dell’autore, dotato di un gran senso descrittivo e di una buona dose d’ironia. Un’indagine che rientra a tutti gli effetti nel panorama del giallo d’autore, mantenendo elementi d’originalità che caratterizzano lo stile e il modo di narrare di questo giovane scrittore.

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A San Donato Succo d’Arancia e Gocce di Limone di Mario Calcagnile

Venerdì 7 dicembre, alle 19, presso la sede dell’associazione culturale Artenoa, sita in Largo Chiesa a San Donato di Lecce, si terrà la presentazione del libro di poesie Succo d’Arancia Gocce di Limone di Mario Calcagnile, edito da Calcangeli Edizioni.

L’evento è organizzato dal Presidio del Libro di San Donato in collaborazione con Artenoa. Dialogherà con l’autore Giuseppe Zilli, responsabile del Presidio.

Il libro, il cui sottotitolo è Poesie Astratte Poesie di Dolore e Poesie d’Amore, appare un viaggio attraverso terre, odori, sapori. Ma soprattutto sentimenti, percezioni, sensazioni. Un lungo cammino (contenuto in un breve libro), non fosse altro per il cammino reale, fatto per ben due volte da Calcagnile, di Santiago di Compostela. Un itinerario dello spirito e della carne (ché di entrambi è fatto l’uomo), dove le suggestioni viaggiano insieme al viandante e offrono al lettore un mondo davvero affascinante e variegato, che fa della profondità di vedute la linea guida.

Temi importanti quindi, come importante è il vissuto dell’uomo e come lo stesso autore spiega nella sua introduzione all’opera:

Temi dolenti quali passione e morte o amore come rinascita, sono il cardine degli argomenti trattati.

Amore, passione, dolore. Poesia allo stato puro, senz’altro, in specie quando l’autore, il poeta, l’artista, l’uomo, decide di mettersi a nudo e raccontarsi, aprendosi al pubblico dei lettori sinceramente e con onestà, donando attimi d’arricchimento spirituale che possono durare una vita intera.

Di origini pugliesi, Mario Calcagnile ha vissuto per lunghi periodi lontano dalla Puglia (prima di farvi ritorno e operarvi professionalmente in ambito artistico), in Germania, Canada, Italia settentrionale. E’ forse anche questo immenso bagaglio di esperienze a tessere le trame dei suoi scritti come, più in generale, della sua arte. Una vasta cultura che lo porta a misurarsi con diverse forme d’espressione tra cui, appunto, la poesia.

Artista poliedrico che si esprime soprattutto attraverso la scultura, l’autore ha al suo attivo varie pubblicazioni sia di poesia che di prosa. Quest’ultimo lavoro rappresenta – egregiamente – un’ulteriore conferma del suo lungo e personalissimo percorso umano e culturale.

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In poesia soffiano Brezze Moderne

Posando lo sguardo sulle ultime novità del mondo editoriale, ci siamo imbattuti in Brezze Moderne, interessante raccolta poetica di un giovane autore romano, Pietro De Bonis, classe 1984, che ha scelto di pubblicare con una casa editrice salentina, Lupo Editore.

Le liriche contenute nella raccolta, dirette e tenute bene insieme da una concept line con alla base i sentimenti e tutto ciò che intorno ad essi gravita, sono molto evocative e trasportano il lettore verso un mondo a metà strada tra il caos metropolitano e gli ampi spazi dove il poeta può vagare sentendosi libero e slegato da ogni vincolo.

A questo proposito vale la pena di riportare integralmente la breve introduzione scritta dallo stesso autore (la prefazione è di Alessia Mocci. E’ presente, inoltre, una nota della poetessa Carmen Togni), che sembra iniziarci al suo affascinante viaggio emotivo e percettivo:

L’amore è un sentimento interiore, l’odio un sentimento esteriore. L’odio va proclamato, l’amore no. Vedo sempre poca sincerità nei proclami d’amore. Nella poesia mento, mento bene. E’ solo lo strascico d’amore, una pezza sporca e unta, un abito strappato. L’amore di una donna non mi dà alcun bisogno di proclamare, poiché tutto già c’è e tutto giace in quello. Scrivo solo tante bugie, tante belle bugie, a partire dall’introduzione.

E’ forse nel pensiero – che appare manicheo – dell’autore riguardo i due sentimenti contrastanti per antonomasia, amore e odio, che dai tempi remoti di Catullo sono il cruccio del poeta, che risiede lo slancio al versificare, al cercare nella poesia l’esternazione del proprio io interiore. E l’autoaccusa di De Bonis, il suo autodafé, il suo dichiararsi menzognero portatore d’illusioni, a partire già dall’introduzione, come egli stesso afferma, potrebbe leggersi in chiave provocatoria, potrebbe rappresentare uno stimolo, un invogliare alla lettura che si realizza proprio nell’avvertire il lettore della sua (quella del poeta) mendacità, un po’ come fece Nietzsche con lo Zarathustra, quando lo marchiò per i secoli a venire come un libro per tutti e per nessuno.

Brezze Moderne, arricchito da due sezioni, una di intermezzi l’altra di aforismi, sembra essere lo specchio di una realtà poetica transeunte, dinamica, sempre in movimento, che partendo dall’autore di espande a raggiera, arrivando in ogni dove, penetrando a fondo la psiche e il cuore di chi si appresta a cogliere questi attimi d’infinito che dalle pagine emanano sensazioni, percezioni, emozioni forti.

Pietro De Bonis, con questa sua seconda raccolta (la prima era Tempeste Puniche – Il Profumo della Quiete, Albatros Edizioni, 2010), scandaglia a fondo l’animo umano e le sue infinite possibilità, regalando al lettore il soggetto/oggetto della sua ricerca, la bellezza, come egli stesso spiega:

Uno dei miei intenti principi nella vita è far riconoscere la bellezza, non tanto della poesia quanto della vita, molte persone credo vivano addormentate e col cuscino appiccicato in faccia. Può darsi che io sia un illuso, può darsi, ma credo che si possa essere un po’ e un po’.

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La fotografia contro la violenza sulle donne

In occasione della Giornata Nazionale Contro la Violenza sulle Donne del 2012, l’associazione fotografica Obiettivi, in collaborazione con il comune di Racale, ha organizzato un concorso fotografico dal titolo She – Quotidiano al Femminile.

Il concorso, gratuito e aperto a tutti, ha consentito a ogni partecipante di inviare due foto a testa, ed è stato presieduto da una giuria tecnica che ha scelto tre foto vincitrici. Inoltre, le venti foto più belle sono state stampate e ed esposte nella mostra fotografica permanente inaugurata lo scorso 24 novembre a Racale.

Nel corso della serata di inaugurazione della mostra si è svolto anche un dibattito sul tema della violenza sulle donne.

La finalità del concorso, spiegano gli organizzatori, vuole essere:

Una sorta di esplorazione fotografica fra le donne del nostro tempo. Donne vere, con veri sentimenti, veri lavori, vere relazioni umane in rapporto con il proprio ambiente famigliare ed il mondo esterno.

A essere protagonista indiscussa, quindi, è la donna, con le azioni che giornalmente la fanno essere esempio delle quotidiane esistenze e centro, anima pulsante della società.

Aggiungono i promotori della pregevole inizitiva:

Attraverso le immagini del concorso fotografico si vogliono evidenziare gli atteggiamenti e i ruoli che da sempre la donna ricopre nella società odierna. Una presa di coscienza per esprimere attraverso le immagini, gli aspetti e gli impegni che tutte le donne si trovano ad affrontare oggi, ancor più che in passato, tra forti pressioni e cambiamenti, causati dalle situazioni legate alla crescita, al lavoro, alle relazioni personali, alla famiglia e alla società.

Punto fermo del discorso è l’attitudine delle donne alla resistenza e alla reazione ad uno stato di cose che le mette ogni giorno alla prova e che le trova impegnate a fronteggiare momenti che appaiono in contrasto fra di loro, come lavoro e famiglia, sentimenti e razionalità, emancipazione e discriminazione. Non viene infine dimenticata la bellezza – che fa rima con grazia e femminilità – la quale può portare qualcosa di buono anche nei frangenti più difficili del vissuto.

Da qui l’idea che la fotografia, raccontando il vivere quotidiano ma anche i sogni e le aspirazioni delle donne, possa far aprire gli occhi sulla straordinarietà di ogni attimo della vita per poi far guardare con forza in direzione di tutte le donne che lottano – ogni giorno e in tutto il mondo – contro le violenze e le umiliazioni e che pretendono giustizia.

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