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Ato Le2, la protesta dei sindaci-capitolo secondo

Aumentano proteste e rimostranze dei sindaci dell’Ato Lecce 2 nei confronti di Silvano Macculi.

Quindici sindaci chiamano a gran voce le dimissioni del presidente Silvano Macculi. Partita da Corigliano d’Otranto la missiva reca le firme dei sindaci di Alezio, Cannole, Carpignano Salentino, Corigliano d’Otranto, Cursi, Giuggianello, Melpignano, Nardò, Otranto, Palmariggi, Sannicola, Scorrano, Sogliano Cavour, Soleto, Uggiano La Chiesa, i comuni che avevano manifestato più volte dissenso nei confronti della gestione dell’Ato e della scarsa efficienza della raccolta Rsu. Rappresentativi i casi di Uggiano la Chiesa, Otranto e recentemente la vicenda di Poggiardo, ai quali è stato negato più volte il conferimento dei rifiuti, sottolineando l’inadeguatezza del nuovo sistema Ato. I comuni sottolineano le criticità del sistema Ato così come concepita, non solo a livello normativo e gestionale ma anche del controllo di oneri e costi derivanti dalla gestione del consorzio, fino a subire conseguenze finanziarie nefaste sui bilanci comunali e soprattutto sui cittadini. “Nel corso di questi anni – si legge nella lettera – siamo stati protagonisti di un radicale cambiamento del concetto di rifiuto, avviando e consolidando nelle nostre comunità modalità di raccolta differenziata in perfetta sintonia con la normativa vigente”. Nella lettera, si fa anche riferimento all’assemblea consorziale del 26 gennaio 2010, in cui si è risanata l’intera gestione precedente alla nascita dei consorzi, approvando i bilanci di previsione del 2007, 2008 e 2009, più i due rendiconti di gestione che si riferiscono al 2007 e al 2008. La sanatoria avvenne senza aver istituito il Collegio dei Revisori, l’organo per l’approvazione dei bilanci, e fu un’azione dettata dal periodo di necessità attraversato dal consorzio per le difficoltà di una nuova gestione. “Si è davanti a una violazione di norme – dicono i sindaci – che non ci consentono di approvare gli argomenti posti all’ordine del giorno nella seduta del 14 ottobre,per l’assenza del Collegio dei Revisori, ma anche per l’iter e i tempi d’approvazione del bilancio di previsione e dei rendiconti di gestione, contravvenendo a quanto disposto dall’articolo 227 del testo unico degli enti locali.

Si proceda all’analisi della gestione, con l’approvazione dei contenuti e relative formalità, in ossequio alle disposizioni di legge”. I sindaci, capeggiati dal primo cittadino di Corigliano Ada Fiore, chiedono al presidente Macculi un atto di responsabilità, l’acquisizione al protocollo delle proprie dimissioni, di rivedere il proprio convincimento in merito ai pareri di regolarità tecnico-contabile espressi.

Jenny De Cicco

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Maglie, approvato regolamento per l’uso di piazza Aldo Moro

Cosa rappresenta piazza Aldo Moro per i magliesi non c’è bisogno di spiegarlo. Molto da dire ci sarebbe su cosa è diventato il salotto buono della città nel corso degli anni. Il punto più centrale del comune magliese, sede del municipio, è stato abbandonato al gusto e alle esigenze dei singoli, di chi ha ritenuto opportuno utilizzare gli spazi pubblici per manifestazioni di ogni tipo, mettere un’installazione più “moderna”, lasciare ab aeterno uno striscione di réclame appeso ad un balcone. A tutto questo si cercherà di porre fine attraverso un regolamento licenziato dalle commissioni congiunte “Attività produttive e politiche fiscali e finanziarie” e “Territorio, ambiente, lavori pubblici, viabilità e traffico”, presiedute dai consiglieri Dario Vincenti e Alberto Corvaglia, riunitesi per mettere proprio dei paletti all’utilizzo della piazza. In tutti i sensi. In circa una ventina di articoli infatti si stabiliscono regole importanti a partire dalla concessione degli spazi per le manifestazioni. Il nulla osta verrà rilasciato soltanto a quegli eventi privati che hanno ottenuto preventivamente il patrocinio comunale. “Una scelta necessaria – spiega Vincenti, consigliere di Giovane Maglie – dopo che per anni in piazza abbiamo assistito a spettacoli poco decorosi per l’agorà magliese. Il regolamento punta a ridare un senso di sobrietà e di distinzione ad uno dei luoghi più importanti della comunità”. Così al bando gare canore troppo casarecce o eventi di manifestazioni automobilistiche, motoristiche o di karting agonistico o dimostrativo se non in casi eccezionali e sporadici. Nel documento approvato si stabiliscono inoltre le regole per il posizionamento di eventuali strutture rimovibili a servizio degli esercizi commerciali che potranno trovare spazio solo se rispetteranno colori, dimensioni e fogge ben precise. Toccherà adesso al consiglio comunale ratificare le decisioni della commissione. Intanto proprio in questi giorni un esercente di piazza Aldo Moro ha ricevuto la notifica da parte del comune affinché elimini un’imponente tenda da sole non conforme alle regole votate qualche settimana fa dall’assemblea cittadina e disciplinanti le caratteristiche dei gazebo e dei dehors sul suolo comunale.

Maurizio Tarantino

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Ato, dimissioni di Silvano Macculi richieste da 15 sindaci

Dovevano essere la soluzione per gestire meglio il ciclo dei rifiuti e per far risparmiare gli enti locali, ora sono sotto accusa e stanno per essere sciolte. Le Ato hanno rappresentato solo un ulteriore livello di burocratizzazione con un conseguente aumento dei costi, ma non solo. In alcuni casi gli stessi soci le hanno messe sotto accusa. Il caso più recente, quello in cui si è consumata la rottura definitiva, è quello dell’Ato Lecce 2 guidata da Silvano Macculi a cui numerosi sindaci, di ogni colore politico, hanno chiesto le dimissioni. I sindaci di Alezio, Cannole, Carpignano Salentino, Corigliano d’Otranto, Cursi, Giuggianello, Melpignano, Nardò, Otranto, Palmariggi, Sannicola, Scorrano, Sogliano Cavour, Soleto e Uggiano La Chiesa hanno chiesto le dimissioni del presidente dell’Ato Lecce 2, Silvano Macculi. Le Ato stanno consumando la loro lenta agonia con il prolungamento fino al 31 dicembre della loro esistenza, ma i sindaci lamentano che nell’Ato Le2 si riscontrano costi troppo alti per i servizi, veri e propri ricatti attuati dalle ditte che hanno lasciato in molti casi i rifiuti per strada oppure hanno chiuso i cancelli dell’ecocentro di Poggiardo per gli inadempienti. Insomma, dicono in coro i sindaci, sono emerse “numerose criticità non solo dal punto di vista dell’organizzazione dei servizi, ma anche e soprattutto del controllo di oneri e costi derivanti dalla gestione del consorzio, che hanno avuto e continuano ad avere conseguenze finanziarie nefaste sui bilanci comunali e soprattutto sui cittadini rappresentati”. Insomma, la determinazione dei sindaci è supportata, a loro dire, da numerose prove concrete di irregolarità all’interno del consorzio. Si chiedono, pertanto, le dimissioni di Macculi prima della definitiva scomparsa delle Ato il 31 dicembre di quest’anno.

Elio Paiano

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L’erosione costiera e i rapporti tra sindacati balneari

Continua la polemica sul piano d’interventi da attuare contro il fenomeno dell’erosione costiera. Tra le associazioni di categoria si è espressa anche la Sib, attraverso il presidente Luca Mangialardo, sulla drammatica situazione delle coste. “Da decenni – ha commentato – i litorali sono oggetto di un pesante uso e abuso e vanno verso un forte deterioramento. L’ennesima mareggiata di questi giorni sollevata dal forte folate di maestrale prima e tramontana poi ha messo letteralmente in ginocchio alcuni lidi della nostra costa”. Il problema, secondo il presidente Mangialardo è il piano regionale delle coste, privo dell’individuazione di cave marine per il ripascimento e privo di fondi economici da spendere in difesa dei litorali, che è sempre e comunque di competenza regionale. Mangialardo ritiene insufficienti gli interventi a macchia di leopardo attuati dai singoli imprenditori del settore. “Come – spiega – il caso di Porto Cesareo. Per non dire dei lavori di ripascimento effettuati a San Cataldo con soldi pubblici spazzati via e resi vani dalla prima mareggiata. Basta guardare gli stabilimenti con Lido Mancarella e Soleluna. Un caso a parte è Otranto, martoriata dalle mareggiate con lidi semidistrutti e balneari costretti in acqua notte e giorno a recuperarne i pezzi. Non ho problemi a dire che anche la città idruntina soffre ormai l’inerzia di una classe politica che non difende l’ambiente, visto e considerato che proprio il sindaco Luciano Cariddi aveva prima dell’estate annunciato la predisposizione di un piano d’intervento che a dire il vero nessuno ha visto. Se il disinteresse delle istituzioni dovesse continuare, le conseguenze saranno immediate. Per queste e altre importanti motivazioni siamo pronti a uscire da tutti i tavoli permanenti e non, regionali, provinciali e comunali. Chiediamo a voce alta che la politica e le amministrazioni si sveglino dal torpore in cui giacciono da mesi. Noi come Sib siamo pronti alle barricate e ad un autunno caldissimo se non vedremo applicati provvedimenti urgenti per la difesa del territorio”. Non tarda la replica di Assobalneari, altro sindacato di categoria. “Ci preme prendere posizione in merito alle dichiarazioni rese dal responsabile del Sib di Lecce Luca Mangialardo – si legge nella nota alla stampa – e apparse sui maggiori quotidiani locali, riguardanti il problema dell’erosione costiera. Stupisce l’atteggiamento tenuto dal responsabile, atteso che lo stesso prende coscienza del gravissimo fenomeno dell’erosione costiera solo dopo mesi e mesi di strenue battaglie portate avanti da Assobalneari Salento e dopo disperate grida di allarme lanciate dai sottoscritti. Siamo lieti che anche il Sib si sia accorto che le nostre coste vengono quotidianamente inghiottite dal mare. Tuttavia, Mangialardo affronta la problematica da un punto di vista errato. False sono, poi, le affermazioni rese dello stesso finalizzate solo ad attaccare i sottoscritti e il ruolo che rivestono nell’ambito di Assobalneari gli imprenditori di cui nessuno si occupava (il riferimento è a Porto Cesareo, ndr), tanto meno il Sib, e lo stesso presidente Mangialardo che ha una spiaggia in concessione proprio a Porto Cesareo che oggi critica quanto fatto. È facile, oggi, criticare opere che comunque hanno permesso una tutela e un incremento della spiaggia, anche libera, agli imprenditori balneari di svolgere la loro attività, dare posti di lavoro e così via. Sono false le affermazioni riguardanti i lidi Mancarella e Soleluna. In particolare, il lido Mancarella non è stato interessato da lavori di ripascimento effettuati con soldi pubblici. L’attacco personale messo in atto dal responsabile del Sib è, francamente, senza parole. L’ardore argomentativo e la volontà denigratoria fine a se stessa a volte possono portare anche a perdere di vista i veri valori del contendere che devono essere sempre garantiti e che non possono essere soffocati dal desiderio di demolire ad ogni costo”.

Jenny De Cicco

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La situazione delle spiagge nel Salento e a Otranto appare sempre più critica

Sono bastate le mareggiate estive a mettere in crisi parecchie strutture, ora, con le prime burrasche invernali tutto sembra precipitare. Il panorama è sconfortante, si vede l’arretramento della linea di costa, si possono osservare le strutture dei lidi travolte dal mare e lo scenario sembra in rapido peggioramento. “Pochi giorni fa sono andato a vedere i danni della burrasca sulla struttura del mio lido – spiega Salvatore Bellisario del lido Acqua Chiara – non solo arretra la spiaggia, ma il mare sta ormai intaccando le dune, porta via la sabbia, scopre le radici degli alberi, sta avanzando velocemente verso l’interno”. Insomma, un cambiamento climatico in atto che è sotto gli occhi di tutti. Se si guarda ad Alimini, infatti, in tanti si pongono il dubbio se non sia l’azione antropica a determinare questo fenomeno. Da più parti si sente gridare un allarme generalizzato rivolto proprio alle vittime di questo sistema: i gestori dei lidi. Sono in tanti, tra i cittadini, a pensare che sia stata l’azione sconsiderata di alcuni gestori che hanno abbattuto dune e quant’altro a creare tale stato di cose. È vero, la cronaca ha registrato alcuni di questi episodi, si tratta di alcuni gestori che hanno agito in maniera delinquenziale, puniti dalla legge, ma sono casi isolati, il problema è molto più complesso. Una prova tangibile e pratica di ciò è facilmente osservabile compiendo una passeggiata sulla costa. Se fosse stata causa antropica, l’erosione avrebbe colpito solo le aree in cui si trovano i lidi. Invece, la costa da Alimini a Otranto, in luoghi come la Grotta Monaca, il Cerra e via via verso il Mulino d’Acqua mostra cedimenti di interi costoni, tonnellate di rocce che sono precipitate verso il mare. Addirittura sono oggi a rischio le falesie che sostengono il nucleo antico della città di Otranto. “Su questi tratti siamo partiti con largo anticipo e ora stiamo per avviare i cantieri – spiega il sindaco di Otranto Luciano Cariddi – la zona della Madonna dell’Altomare e il Bastione dei Pelasgi sono a rischio crollo e un progetto di messa in sicurezza, finanziato con fondi europei, ci permetterà di salvarli”. Per la costa da Otranto ad Alimini, invece, non è previsto nessun intervento, per gli Alimini, invece, si sta predisponendo un progetto, con ritardo, perché si è dovuto attendere il Piano Regionale delle Coste, ma fra poco avremo un piano di intervento. Resta da capire con quali fondi effettuarlo, se ricorrere a finanziamenti comunali in collaborazione con i privati, oppure se Regione e Provincia potranno contribuire. Insomma, la politica e la burocrazia sono lente, lentissime secondo le associazioni di categoria, ma il cambiamento climatico in atto è chiaro. Gli esperti, senza entrare nel dettaglio, hanno già spiegato che ad Alimini è cambiato il vento dominante (ora è lo scirocco, in passato era la tramontana) ciò ha determinato la distruzione di parte delle dune sottomarine, per cui il mare giunge con più violenza sulla spiaggia, erodendola. “Gli interventi possibili – ha commentato il geologo Tommaso Elia sulle possibilità di intervento, al fine di salvare un intero comparto del turismo – visto il piano delle coste recentemente redatto dalla Regione, sono quelli di ripascimento e protezione. Naturalmente, non si può nemmeno lontanamente immaginare un intervento con frangiflutti che emergono dal mare perché la linea di costa sarebbe deturpata per sempre”. Sulle possibilità di intervento, invece, il tecnico spiega che esistono soluzioni accessibili come ad esempio un intervento integrato che recuperi la pineta, consenta il ripascimento dunale (ma come a inizio secolo, quando le dune superavano i venti metri) per poi giungere al ripascimento della spiaggia (una volta trovati i giacimenti in mare) per poi prevedere protezioni a impatto ambientale zero. Insomma, sarebbe come rifare l’antico intervento di ingegneria ambientale delle bonifiche tra Otto e Novecento con mezzi moderni.

Elio Paiano

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Cariddi annuncia il tavolo tecnico tra privati e comune sul problema dell’erosione

Nuovo capitolo sull’erosione costiera, interviene il sindaco di Otranto Luciano Cariddi. In una nota informativa, il primo cittadino dichiara di voler cercare una soluzione condivisa con gli operatori balneari al problema dell’erosione. “Fin da subito – dice – l’amministrazione comunale ha affrontato la questione cercando soluzioni che potessero dare risposte utili su come affrontare l’emergenza. Dapprima ci si è concentrati sulle aree ritenute a maggior rischio per l’incolumità pubblica, e pertanto sono state progettate opere per il consolidamento e restauro del bastione Pelasgi e del costone Madonna dell’Altomare, dove si corre il rischio di veder crollare parti dell’abitato cittadino”. Questo perché l’erosione non è un fenomeno legato esclusivamente al settore balneare. Il fenomeno erosivo è potenzialmente pericoloso per tutte le città sorte lungo la costa salentina, proprio come Otranto. “Proprio in questi giorni – continua il sindaco – si sta ormai attendendo la cantierizzazione di opere che guardano alla sicurezza e a un maggior funzionamento degli spazi oggetto d’intervento. Per quanto riguarda, invece, il problema erosivo delle nostre spiagge si sono dovuti attendere gli strumenti programmatici che fornissero indicazioni utili per i relativi interventi di protezione, in particolare, il Piano regionale delle Coste e le linee guida dell’Autorità di bacino della Puglia che finalmente oggi sono disponibili. L’amministrazione comunale ha deciso, in accordo con i concessionari degli stabilimenti balneari, di muoversi autonomamente per affidare incarico a professionisti con esperienza nel settore affinché si rediga un progetto che riguardi l’intero tratto costiero otrantino soggetto a erosione. Questa progettualità, che ci auguriamo possa esserci resa disponibile quanto prima, dovrà fornirci indicazioni utili innanzitutto sulla possibilità di intervenire con sistemi di protezione e, in secondo luogo, le tecniche d’intervento migliori e l’entità dell’investimento necessario a realizzare le opere di difesa che ci saranno suggerite”. Otranto è una città che vive grazie alle proprie bellissime coste, che rappresentano una fonte di reddito cospicua e insostituibile. Così questa sembra una battaglia combattuta solo dal comune idruntino, nella speranza di trovare soluzioni all’inesorabile problema dell’erosione. “Dal quadro economico di progetto – conclude Cariddi – decideremo se l’intervento potrà essere realizzato mediante risorse derivanti dal bilancio comunale e da investimenti dei concessionari privati. L’auspicio ovviamente è che Regione e Provincia provino a dare un contributo almeno prevedendo una compartecipazione finanziaria in tale iniziativa”.

Jenny De Cicco

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“Tecnoabilitiamoci”, corso di formazione di esperti in tecnologie a sostegno della disabilità

L’associazione di Promozione Sociale Strade Giovani ha creato un progetto dal titolo “Tecnoabilitiamoci: costituzione di un’equipe specializzata nell’intervento tecnologico a vantaggio dell’integrazione”. L’obiettivo finale di questa iniziativa è quello di formare esperti sulle tecnologie a sostegno della disabilità. Si punta anche all’agevolazione dell’integrazione delle persone disabili, al potenziamento delle loro competenze e anche alla maggiore conoscenza degli strumenti informatici applicati all’handicap per coloro che lavorano nell’ambito scolastico e negli enti pubblici. Verranno selezionati 30 partecipanti, di cui il 50 % è riservato a persone con disabilità, che gratuitamente avranno accesso a un ciclo di incontri per un totale di 100 ore. Alla fine tramite alcune prove di verifica verranno selezionate sette persone, di cui la metà disabili, che seguiranno un ulteriore percorso di 50 ore di formazione teorico-pratica. Queste sette unità avranno accesso a uno stage di un mese presso enti pubblici e privati e dovranno elaborare un progetto ai fini dell’avvio della consulenza sulle tecnologie a sostegno dei disabili, familiari, scuole, personale e operatori di enti pubblici. L’istituzione di questo corso si inserisce nella programmazione sociale degli Ambiti Territoriali di Lecce, Maglie e Galatina che hanno aderito alla progettazione. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Puglia, in partenariato con il Centro delle Tecnologie per l’handicap e l’integrazione del Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche dell’Università del Salento, l’Ordine degli Ingegneri di Lecce e l’ufficio della consigliera di Parità della Provincia di Lecce. Alla fine verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Le domande per partecipare devono essere presentate presso l’associazione secondo il modello presente sul sito www.stradegiovani.it, entro il 20 ottobre e corredate di curriculum vitae e una copia del documento d’identità, oppure inviate alla mail [email protected].

Alessandro Conte

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Assobalneari denuncia l’immobilismo politico sul piano coste

Le mareggiate colpiscono la costa adriatica del Salento, Assobalneari insorge contro la politica del territorio. Le forti mareggiate di questi giorni stanno colpendo le coste, accelerando il già critico stato dell’erosione costiera. L’allarme era già stato lanciato a partire dalla scorsa primavera. Un danno ambientale che si ripresenta con tutta la sua violenza, sottolineando un’emergenza che colpisce l’impresa turistica e balneare. Assobalneari Salento, per bocca del presidente Mauro Della Valle, denuncia l’immobilismo politico sulla vicenda erosione, dovuta alla totale mancanza di una politica alla pianificazione costiera attraverso opere di ripascimento con opere di protezione. “Eppure la giusta attenzione – dice Della Valle – che abbiamo da sempre stimolato ha riscontrato dai vertici regionali iniziative ed emanazioni di circolari, linee guida, piani coste, senza arrivare a veri progetti di fattibilità, seguiti da bandi con disponibilità di risorse. È una questione di volontà. La politica decisionista non ha interesse per la tutela della costa, rincorre altre priorità. Una regola assai antica ma molto ipocrita. Eppure in tutte le occasioni la politica parla di giocarci noi tutti il futuro attraverso la conservazione dell’ambiente, una leva importante per lo sviluppo del territorio, del turismo”. Della Valle sostiene di voler continuare a disturbare a tutti i livelli politici . “ È d’obbligo – continua – da parte dei vertici regionali addetti al settore ambiente di cosiddetta autocritica per esempio circa un Piano delle Coste, che tra le mille prescrizioni contenute nel manuale tecnico, ricorda ai sindaci costieri, ai concessionari demaniali, che nelle spiagge in erosione non è previsto il rinnovo della concessione demaniale, bensì la revoca”.

Jenny De Cicco

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Incendio agli Alimini

Un vasto incendio ieri a Otranto domato, solo in piena notte, che ha rischiato di distruggere l’intera pineta di Alimini. Un incendio che ha divorato oltre un centinaio di ettari di macchia mediterranea, pineta, fragmiteto e habitat prioritari del Sic di Alimini è stato domato solo nella scorsa notte dopo diverse ore. Il vasto incendio, con tutta probabilità di origine dolosa, ha interessato una vasta porzione di Alimini, partendo dalla zona Pagliarone per allargarsi verso i laghi. Non ha raggiunto la grande pineta sulla costa solo grazie all’intervento dei volontari dell’Aref (di supporto ai forestali) e di quelli di Protezione Civile e Misericordia di Otranto. I vigili del fuoco e i fire boss, infatti, erano tutti impegnati nell’incendio di Torre Veneri. Insomma, un sacrificio importante dei volontari e dei cittadini che sono accorsi sul luogo che ha permesso ai forestali ed ai vigili del fuoco di domare un incendio che minacciava l’intero territorio a Nord di Otranto. Ma ora il problema è sotto gli occhi di tutti e il sindaco di Otranto lancia un appello. “Ho il fondato sospetto che questi incendi siano di origine dolosa – ha detto Luciano Cariddi – perché è difficile che partano degli incendi spontanei in questa stagione. Del resto è facile chiedersi come mai queste aree si incendiano ora e non in pieno agosto, quando il pericolo è maggiore per via del caldo e delle numerose persone che frequentano la zona e che creano, naturalmente, maggiori situazioni di rischio? Tuttavia, la legge è chiara e noi l’applichiamo con zelo: ogni area che subisce incendi rientra nel catasto incendi e resta vincolata e per dieci anni. Se l’origine dolosa delle fiamme è dovuta all’intenzione di costruire nelle aree agricole, ciò sarà impossibile. Nello stesso tempo, però servono maggiori risorse per la prevenzione e per la salvaguardia delle aree, basti pensare che i vigili del fuoco sono dovuti giungere a Otranto da Ugento, a tarda notte, per via degli altri incendi nel Nord del Salento. È difficile ormai, con risorse così ridotte, salvaguardare il territorio. Così dobbiamo ringraziare ancora una volta, i volontari della Misericordia e della Protezione Civile se l’incendio non ha avuto conseguenze più disastrose, perché quell’area è abitata e il pericolo per l’incolumità delle persone è molto serio”. Per questa volta, comunque, non c’è stata nessuna vittima, ma se lo stesso incendio dovesse partire d’estate si tratterebbe, a questo punto, di una tragedia annunciata.

Elio Paiano

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Rifiuti: due denunce per interruzione di pubblico servizio

Niente raccolta dei rifiuti, intervengono le forze dell’ordine. I carabinieri della stazione di Poggiardo hanno denunciato il 6 ottobre per interruzione di pubblico servizio G.M, rappresentante legale dell’impianto “Progetto ambiente” della discarica di Poggiardo, 37enne di Mesagne, e R.L., 38 anni, di Triggiano, responsabile della società “Lombardi Ecologia”, per non aver assicurato lo smaltimento rifiuti ai comuni che necessitavano del conferimento. L’intervento dei carabinieri si è reso necessario in seguito alla chiamata dell’assessore all’Ambiente di Poggiardo Alessandro De Santis. La mattina del 5 ottobre a Poggiardo, come in altri Comuni dell’Ato Le2, tra cui anche Otranto e Uggiano la Chiesa, i rifiuti sono rimasti in strada per la terza volta in 5 mesi. Era stata disposta la chiusura dell’impianto di biostabilizzazione, sito sulla strada provinciale Poggiardo – Giuggianello, attraverso un fax che recava la lista delle amministrazioni morose per importi superiori a 100mila euro, per i quali non si sarebbero dovuti aprire i cancelli per lo smaltimento.

Il Comune di Poggiardo non figurava sulla lista, quindi non era in stato di morosità, e così si è attivato l’assessore De Santis, che si è messo in contatto telefonico sia con l’impresa incaricata della raccolta, che ha confermato la comunicazione di chiusura, che con l’impianto di biostabilizzazione di Poggiardo, gestito da Progetto Ambiente, che smentiva la chiusura. Una volta chiarita la posizione del comune di Poggiardo la ditta incaricata ha proceduto nello stesso pomeriggio alla raccolta dei rifiuti dalle strade di Poggiardo e Vaste.

Jenny De Cicco

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My Fido, a Melpignano si lotta contro il randagismo

Più attenzione per gli animali, e soprattutto per i cani. Torna per la seconda edizione My Fido, kermesse organizzata dall’Oipa di Lecce, con l’aiuto del comune di Melpignano e quest’anno anche della fondazione “Le Costantine” di Casamassella, oltre che molti altri enti e associazioni. Alle 17 a Melpignano, presso il convento degli Agostiniani, si tiene il seminario dal titolo “Cani, prevenzione e territorio: prodromi ed esempi pratici per una prevenzione dell’abbandono sempre più efficace”, in cui interverranno Rosalba Matassa del Ministero della Salute, Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano, Luigi Perrone, presidente dell’Anci Puglia, Fabrizio Santorsola, titolare del Sisina Beach di Savelletri, Raffaele Bello, presidente provinciale dell’Oipa. Verrà allestita nel convento anche un’esposizione dei dipinti della pittrice salentina Antonella Saraceno che, peraltro, omaggerà Santorsola, il primo ad aver dedicato uno stabilimento balneare agli amici a quattro zampe, con un suo dipinto dedicato a chi sta dalla parte degli animali. Purtroppo per chi le attendeva, saranno rimandate, a causa delle previsioni di maltempo, le altre attività all’aria aperta, come il dog walking presso “Le Costantine”, la gara canina di bellezza con dei giurati d’eccezione, i bambini della quinta dell’istituto comprensivo di Melpignano, e le dimostrazioni tra cui quella di sledog, la corsa coi cani da slitta. “Come l’anno scorso – racconta il primo cittadino di Melpignano Ivan Stomeo al settimanale Belpaese – abbiamo sposato l’iniziativa che ci è stata proposta dall’Oipa, e ci siamo messi a disposizione dell’associazione, attraverso le nostre strutture. Ci crediamo tanto a questo progetto e sposiamo da sempre politiche di prevenzione al randagismo”. Si tratta per Melpignano di un’iniziativa di destagionalizzazione, che l’anno scorso a portato a un migliaio di presenze di appassionati provenienti da tutta la Puglia e la Basilicata.

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Sindaco fischiato a Supersano, parte la protesta contro l’eolico

Il 2 ottobre a Supersano si sono levati cori e fischi contro il sindaco Roberto De Vitis. A causare tanto dissenso contro il primo cittadino da parte dei suoi elettori la comunicazione del via libera alla realizzazione di un impianto di mega eolico nel parco dei Paduli – Foresta Belvedere. La cittadinanza era stata convocata tramite manifesto, per il raggiungimento di un accordo monetario tra comune e la ditta costruttrice, per permettere la realizzazione dell’opera. I benefici previsti per le casse comunali, ammontano a 100mila euro annui, più una tantum iniziale dello stesso importo. L'”accordo monetario” ricercato dal sindaco sarebbe secondo gli ambientalisti un dannoso compromesso per il territorio e per la qualità di vita di tutta la comunità, con ripercussioni negative sul comparto turistico e agrituristico locale. È prevista l’installazione di 5 torri di 150 metri, il loro trasporto e strutture annesse, cavidotti, cabine elettriche e di controllo, lo sventramento di un’enorme porzione del feudo e l’abbattimento di numerosi ulivi. Tutte situazioni e impatti che avrebbero dovuto, secondo gli ambientalisti in primis, implicare uno stop o quanto meno la sottoposizione a Via dell’impianto. I fischi si sono levati quando una ragazza tra il pubblico ha distribuito dei volantini con le foto e le dichiarazioni dell’allora candidato sindaco che del blocco del mega eolico fece il cavallo di battaglia durante le recenti elezioni comunali. Tanto strenua l’opposizione dell’allora candidato, da apporre la propria firma pubblicamente per impedire la realizzazione dell’opera, impegnandosi in un ricorso al Tar di Lecce e al Consiglio di Stato a Roma che è ancora in corso. “Sono colpevoli della violazione grave e disonorevole delle forti promesse sottoscritte e fondanti la loro campagna elettorale e che ne avevano determinato una quasi plebiscitaria elezione, ad allontanamento dello spettro del mega-eolico – gridano dal comitato di tutela supersanese – Dimissioni o tutela vera del territorio. Una tutela che passa solo e soltanto dal no forte e insindacabile, incorruttibile, alle mega torri eoliche industriali, fossero una o anche cento”. Gli ambientalisti non sono contrari all’eolico, com’è naturale, ma sono favorevoli nei luoghi che non costituiscano un tesoro paesaggistico e ambientale per il nostro territorio. “La contestazione ha aperto un nuovo capitolo della storia supersanese – riferiscono dal comitato No eolico selvaggio nel Parco – I giovani hanno dimostrato di essere pronti a demolire le idee marce di un gruppo di politici che da generazioni occupano quelle viscide poltrone del palazzo comunale, facendo emergere il malcontento generale che vige in questo non-luogo del basso Salento”.

Jenny De Cicco

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