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Le erbe di Torcito, straordinaria farmacia naturale da riscoprire

Si è tenuto domenica 22 maggio un viaggio interessante tra le erbe aromatiche del bosco di Torcito, ovvero l’escursione guidata dal farmacista Tonino Marchetti e dallo specialista in fitoterapia Salvatore Presicce. Si sono, in altre parole, decantate le virtù di uno dei più importanti e interessanti beni naturali del territorio. “Il prato e il bosco furono le prime farmacie dell’uomo primitivo – spiega Presicce – che ben presto imparò a distinguere le piante velenose da quelle curative. All’inizio l’uomo usò le piante in maniera empirica, ma poi, grazie all’osservazione ripetuta degli effetti ottenuti su certe malattie, sviluppò le conoscenze delle virtù terapeutiche di numerose piante. Dall’empirismo e dalla tradizione nacque dunque la fitoterapia”. Nella masseria Torcito predominano il mirto, il lentisco, la ginestra, il corbezzolo, il leccio, l’oleastro e il carrubo. Ma si possono notare e riconoscere numerose piante medicinali spontanee come la malva, pianta con fiori rosei e dalle proprietà emollienti e antinfiammatorie, utilizzata per curare le malattie dell’apparato respiratorio e per sedare la tosse; l’iperico, pianta dai fiori gialli, utilizzata in passato come decongestionante e fluidificante, e oggi molto usata contro la depressione; il finocchio selvatico, utilizzato in cucina e per le sue proprietà toniche e digestive, oltre che per far aumentare la produzione di latte nelle puerpere, e molto altro ancora. “Dobbiamo cercare di tutelare e valorizzare meglio questo nostro patrimonio – racconta Marchetti – In questa meravigliosa struttura pubblica sarebbe interessante intuire l’importanza della coltivazione delle piante autoctone medicamentose salentine, tracciando un modello di giardino e consigliando le piante da coltivare. Proponendo insomma l’erbario di Torcito, che tratti delle malattie che delle piante poste a rimedio, illustrandone usi e nozioni generali. Anche questo potrebbe contribuire a migliorare noi stessi la nostra cultura e attrarre i turisti”.

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Settimana ecologica, a Otranto si puliscono spiagge e fondali con l’aiuto degli studenti

La sezione otrantina della Lega Navale, con il patrocinio del Comune e di altri enti locali e associazioni operanti sul territorio, organizza dal 23 al 29 maggio la “Settimana ecologica”, che mira al coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi per la tutela degli spazi comuni e delle aree verdi.

Si inizia lunedì 23 maggio alle 9 con la pulizia della spiaggia del porto ad opera dei bambini della scuola elementare del Comprensivo scolastico idruntino. Mercoledì 25 maggio, sempre alle 9, si proseguirà invece a pulire le restanti spiagge libere con i ragazzi della scuola media. Venerdì 27 maggio alle 19, presso la sezione della Lega Navale Italiana, spazio invece all’informazione con il convegno sul tema: “Salvaguardare l’ecosistema per favorire lo sviluppo economico”, con interventi di . Paolo Forgione, presidente della Lega Navale Italiana di Otranto, Andrea Retucci, delegato regionale Puglia Sud LNI, Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, Francesco Bruni, presidente della commissione Ambiente della Provincia, Antonella De Donno e Ferdinando Boero, facoltà di Biologia dell’Università del Salento.

Le conclusioni saranno a cura del ministro Raffaele Fitto; durante il convegno si terrà anche la mostra fotografica sull’erosione costiera “Following the sand: tra cielo e terra”, di Luigi Avantaggiato.

Sabato 28 maggio alle ore 10.30, infine, si procederà alla pulizia della pineta degli Alimini con i soci dell’Università delle Tre Età di Maglie, e poi alla pulizia accurata delle acque del porto, domenica 29 maggio alle 9, grazie ai sub della Lega Navale Italiana. E alle 19 di domenica, ancora, presso Porta Terra, degustazione di prodotti locali a cura della Misericordia di Otranto, degna conclusione delle giornate di “fatica” di tutti i volontari.

Jenny De Cicco

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La Provincia fa promozione turistica, in arrivo nel Salento tour operator e giornalisti

Ancora una volta protagonista indiscusso del turismo pugliese è il Salento, e i suoi luoghi suggestivi che a giorni si faranno conoscere in tutto il loro splendore a nuovi tour operator e a giornalisti di importanti testate nazionali del Nord Italia e della Svizzera italiana. Partirà infatti giovedì 19 maggio il secondo Educational tour che si terrà fino al 22, nuovo appuntamento con “La Primavera del Salento”, progetto avviato in occasione dell’ultima Bit di Milano da Francesco Pacella, assessore al Turismo e al marketing territoriale della Provincia di Lecce.

Il progetto (realizzato con la collaborazione della rivista “Spiagge”) interessa i comuni di Galatina, Diso, Castro, Salve, Presicce, Ugento, e l’ente Parco Otranto-Santa Maria di Leuca con il supporto dell’Apt di Lecce, e punta a valorizzare le ricchezze paesaggistiche, naturalistiche, architettoniche e culturali del territorio, attraverso una rete di itinerari escursionistici tematici alla scoperta dei colori della “Primavera del Salento”. La Provincia fa sapere che sono in corso di realizzazione i primi nove percorsi che prevedono opere eco-compatibili di indicazioni e di informazioni, tutti legati fra loro dal filo conduttore della conoscenza, della tutela e della fruizione sostenibile delle aree naturali protette della Provincia di Lecce. Primo fra tutti quello che va dal Parco naturale regionale Otranto-Santa Maria di Leuca fino alle Gravine per la parte adriatica. E ai Bacini di Ugento per la costa jonica, passando per il Parco di Gallipoli, attraversando Punta Pizzo, per giungere al Parco naturale di Porto Selvaggio.

Nella giornata di sabato 21 maggio, dalle 10 alle 12.30, nel castello di Castro si terrà un workshop nel quale i tour operator ospiti potranno incontrare gli operatori del Salento interessati a proporre la propria offerta ricettiva. Gli operatori salentini interessati possono partecipare gratuitamente all’incontro presentandosi alla segreteria per la registrazione. “La formula dell’educational è una delle tante azioni individuate per comunicare la ‘linea di prodotto territoriale rappresentata dal turismo escursionistico’, dice l’assessore Pacella, “e ci consente di andare incontro a target di straordinario interesse, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile del nostro territorio: un passaggio fondamentale, questo, per essere competitivi nel mercato globale: nazionale e soprattutto internazionale”. Prenderanno parte al tour numerosi giornalisti di importanti testate del settore, tra le quali Bell’Italia, Meridiani, Panorama Travel e operatori turistici del calibro di Ati Tour, Trekking Italia, AG vacanze.

Annalisa Gentile

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La questione “pulizia e decoro” approda in Consiglio comunale a Maglie

L’ambiente prima di tutto. Si parlerà di questo, inevitabilmente, nel prossimo Consiglio comunale a Maglie, anche perché la capogruppo di opposizione di “Per cambiare Maglie”, Roberta Culiersi, ha depositato delle richieste di ordine del giorno e delle interrogazioni che parlano proprio di questo: tra cui quella sulla questione del degrado nel quartiere Policarita. Nelle scorse settimane, la testata Belpaese aveva pubblicato alcune foto che ritraevano lo stato in cui versa quella zona, tra erbacce e discariche abusive: così Culiersi chiede pubblicamente le ragioni nel ritardo della pulizia, e a chi siano da attribuire le responsabilità.

La questione è nota: alcune zone del quartiere Policarita non esistevano ancora, all’epoca della stipula con il contratto con l’Mta, la società mista che a Maglie si occupa del verde, oltre che della raccolta differenziata e della gestione dei parcheggi a pagamento, per cui la pulizia avviene alla bisogna, in modo da non gravare eccessivamente sulle tasche dei cittadini. Inoltre, per quanto riguarda le discariche abusive, la loro rimozione avviene su segnalazione dei cittadini, possibilmente cercando di individuare i colpevoli, come spesso l’amministrazione è riuscita a fare. C’è da immaginare tuttavia che il dibattito si infiammerà comunque, anche per i ritardi nella pubblicazione del catalogo PIA (Catalogo Pubblico Informazioni Ambientali), che avrebbe dovuto avere avvio il 31 marzo, per cui in un’altra interrogazione si chiede immediatamente la pubblicazione e la fruizione da parte dei cittadini a mezzo Ufficio per le Relazioni con il Pubblico. Inoltre Culiersi ha provveduto a due richieste d’ordine del giorno, una sulla “cicca selvaggia”, l’altra per regolamentare la distribuzione di volantini pubblicitari. Per quanto riguarda la prima richiesta d’ordine del giorno, si vuole mutuare la scelta che il capoluogo Lecce sta facendo in queste settimane, ossia sanzionare chi sporca la città abbandonando ovunque le cicche di sigaretta: se l’ordine del giorno dovesse passare, gli esercenti di locali pubblici dovranno dotarsi tutti di appositi posacenere al di fuori del locale, augurandosi che, magari attraverso le sanzioni, i cittadini recepiscano il messaggio. Di pulizia si parla anche nella richiesta d’ordine del giorno relativa alla regolamentazione del volantinaggio, che secondo Culiersi deve avvenire come il normale porta-a-porta, ossia attraverso la consegna nelle cassette postali e non in quelle comuni deputate alla pubblicità: un regolamento del genere dovrà essere vagliato attentamente, perché alcuni condomini hanno le cassette interne e la questione potrebbe non essere visto di buon occhio, a causa degli evidenti problemi che l’introduzione di estranei in una proprietà privata potrebbe comportare. Ma non si parlerà solo di ambiente in Consiglio comunale, dato che Culiersi ha chiesto anche la sottoscrizione di un protocollo contro l’infiltrazione mafiosa nei contratti di lavoro, come da informativa del Ministero per l’Interno: un punto sul quale c’è buon motivo di pensare che potrebbe passare all’unanimità.

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Marpark Otranto, pericolo per la navigazione

Il progetto Marpark Otranto, nato con un Interreg Italia Grecia come progetto pilota per la protezione delle aree marine protette e di pregio è oggi, con l’ordinanza della Capitaneria di Porto di Otranto 18/2010, un pericolo per la sicurezza della navigazione.

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Otranto ha conquistato la bandiera blu insieme ad altre 11 new entry tra cui due pugliesi

Otranto ha conquistato la bandiera blu insieme ad altre 11 new entry tra cui due pugliesi. In realtà, per Otranto si tratta di un ritorno, dato che in passato ha ottenuto più volte questo riconoscimento. “Si tratta di un felice ritorno alla bandiera blu” –dice il Sindaco di Otranto Luciano Cariddi- “un riconoscimento che premia gli sforzi dell’azione amministrativa diretta alla tutela del mare e dell’ambiente. La bandiera blu si aggiunge agli altri prestigiosi riconoscimenti che Otranto ha ottenuto ed ottiene spesso. Per una città come Otranto ottenere le 5 vele di Legambiente e Touring Club, avere l’intero Centro Storico come esempio di monumento portatore di pace per l’Unesco ed anche la Bandiera Blu testimonia sia la ricchezza del patrimonio culturale, monumentale ed ambientale che la eccezionale vivibilità del luogo per i cittadini e per i turisti. Ciò va inteso” -secondo Cariddi- “non solo come un premio, ma anche e soprattutto come uno stimolo per migliorare il territorio e l’appelo turistico della città. Proprio in questo senso voglio ringraziare i cittadini e gli operatori turistici di Otranto, sempre attenti all’ambiente, al territorio ed alla qualità dei servizi. Speriamo di riuscire a mantenere questi risultati per essere sempre un punto di riferimento anche per le altre località turistiche. Del resto, in Puglia, siamo in buona compagnia con le altre località che hanno questo riconoscimento ed è un evidente segno di crescita ed apprezzamento per l’intero territorio. Anche dagli operatori si leva soddisfazione per il risultato ottenuto che “Ci fa onore e premia gli sforzi di tutti, anche degli operatori che si impegnano a rispettare l’ambiente, il territorio e ad offrire servizi sempre migliori” -dice Mimmo De Santis Presidente del Consorzio Puglia Doc- “si tratta di un risultato che deve spingere tutti verso un maggiore impegno al miglioramento dell’offerta turistica, soprattutto per migliorare la qualità dei servizi offerti e dell’accoglienza”.

Elio Paiano

 

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Le Costantine inaugurano “Voler bene all’Italia”

“Voler bene all’Italia” parte stamattina da Uggiano, e mille e mille sorprese ci attendono presso la fondazione Le Costantine di Casamassella. Sarà lì che si inaugurerà l’ottava edizione della manifestazione organizzata da Legambiente insieme ad Anci, Coldiretti, Symbola, che vede coinvolti domani 8 maggio, in una grande giornata di festa, oltre 2mila piccoli comuni sparsi su tutto il territorio nazionale. “L’evento – spiega la presidente della fondazione, Maria Cristina Rizzo – vuole essere un tributo a tutte quelle piccole grandi realtà del nostro Paese che nel tempo hanno saputo custodire e tramandare saperi e tradizioni, e che contribuiscono ogni giorno a valorizzare le proprie eccellenze, dall’artigianato all’enogastronomia, dalla tutela del paesaggio al potenziamento della biodiversità. Ancora, quelle che si adoperano in modo significativo per la coesione sociale e culturale e che diffondono con impegno una cultura di solidarietà e pace. È per questo che per l’edizione 2011 di “Voler bene all’Italia”, per i comuni salentini, è stata scelta anche la sede delle Costantine, che ben sintetizza i valori e lo spirito dell’iniziativa”. L’apertura della manifestazione è prevista per oggi alle 11,30 alla presenza della stessa Rizzo, del presidente regionale di Legambiente Francesco Tarantini, e del sindaco di Uggiano la Chiesa Salvatore Piconese. Dopo i saluti delle autorità e una breve presentazione dell’evento, è in programma alle 13 una degustazione dei prodotti tipici del territorio, mentre alle 15 ci sarà una rilassante passeggiata nel bosco della fondazione, vera oasi di pace in cui si godono profumi e colori del Salento. Si continua alle 16.30 con la visita nel laboratorio di tessitura, dove le donne di Casamassella riprendono con maestria e dedizione le tecniche risalenti a centinaia di anni fa e realizzano con antichi telai a quattro licci. Ancora tessitura alle 18 con la presentazione del libro ”L’Arte della Tessitura nel Salento”, di Antonio Monte e Maria Grazia Presicce.

Angela Leucci

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Tutela dell’ambiente, la Provincia lancia un progetto nelle scuole

Si fa presto a dire ecologia, ambiente e sostenibilità, ma purtroppo il territorio salentino, da tutelare e proteggere per la sua particolare bellezza, spesso subisce “attacchi” gratuiti da parte di chi dovrebbe esserne sentinella della sua bellezza: i suoi abitanti.

Una mano nella sensibilizzazione su tali temi la tende la Provincia di Lecce, lanciando il progetto “Sosteniamo la Qualità Ambientale del Salento”. Il 25 marzo scorso il Ministero dell’Ambiente ha, infatti, pubblicato l’avviso pubblico per l’attribuzione di contributi economici a enti pubblici, soggetti privati singoli o associati, per iniziative e interventi in materia ambientale. Il proposito ministeriale è stimolare procedure di evidenza pubblica per iniziative e azioni riguardanti la protezione dell’ambiente e la riduzione delle emissioni di gas serra sul territorio nazionale, con riferimento all’educazione e lo sviluppo sostenibile.

La Polizia provinciale ha dunque elaborato un progetto sul riciclo, la raccolta differenziata dei rifiuti e la mobilità sostenibile, tramite il potenziamento dei suoi agenti di polizia sul territorio, soprattutto nelle aree periferiche dismesse, le quali spesso forniscono un completo compendio dell’abbandono “artistico” di rifiuti speciali e ingombranti (TV, frigoriferi, etc.), d’inerti da demolizione, residui di potature, copertoni, rifiuti elettrici, elementi di eternit e batterie auto. L’abbandono degli scarti invadenti avviene infatti nonostante l’esistenza dei numeri verdi preposti, da comporre nel caso si avesse bisogno di liberar casa dagli scomodi “inquilini”, tramite i quali si può usufruire del ritiro e lo smaltimento GRATUITI.

Tramite l’iniziativa in oggetto, rivolta anche alla popolazione scolastica con l’obiettivo di illustrare il concetto di ambiente e della sua tutela nel tempo – attraverso il rispetto, il risparmio, l’ottimizzazione (sia nella fase di produzione che negli usi finali di energia), il consumo consapevole e l’importanza dello sviluppo ragionato e regolato delle fonti alternative di energia – si cercherà quindi di modificare le abitudini pessime di alcuni, ponendo l’accento sulla basilare mancanza di civiltà e rispetto per gli altri. Per il progetto è stato previsto l’acquisto di mezzi ecologici (1 auto e 4 scooter) per l’attività di vigilanza, la realizzazione di una copertura di 50 mq per la custodia dei mezzi con l’installazione di pannelli fotovoltaici, per la produzione di energia sufficiente al loro funzionamento e l’acquisto di strumentazione per il tele-controllo del territorio, per la rapida individuazione di siti interessati dalle pratiche vandaliche.

Jenny De Cicco

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“Voler bene all’Italia”, domenica 8 anche Uggiano La Chiesa è in festa

L’8 maggio Uggiano La Chiesa va alla scoperta di Carlo Magno. Il Comune, infatti, ha aderito a un’iniziativa di portata nazionale che tende a valorizzare i luoghi territoriali: e a Uggiano si utilizzerà il trekking per far conoscere le bellezze naturali locali. La manifestazione, dal titolo “Alla scoperta della sorgente di Carlo Magno”, inizierà infatti alle 9 da Piazza Vittorio Emanuele a Casamassella. “Aderiamo all’iniziativa – spiega il primo cittadino Salvatore Piconese – con la consapevolezza che ogni città o piccolo comune italiano custodisca al suo interno un patrimonio culturale e sociale inestimabile, che deve essere tutelato e valorizzato. Pertanto, Uggiano e la frazione di Casamassella si inseriscono in questa iniziativa nazionale con la propria storia e con la propria identità, mettendo insieme le risorse ambientali e artistiche dell’entroterra idruntino con le tipicità agroalimentari e gastronomiche locali. Favoriremo perciò le escursioni e la conoscenza di un territorio da sempre ospitale, accogliente e suggestivo”. La manifestazione rientra appunto nell’iniziativa “Voler bene all’Italia”, promossa da Legambiente: l’amministrazione comunale di Uggiano partecipa, insieme ai borghi più belli e più caratteristici d’Italia, a questa giornata di grande festa per i piccoli comuni italiani, mostrando ai visitatori i propri tesori culturali e artistici, le proprie bellezze naturali e paesaggistiche, attraverso degustazioni, visite guidate, percorsi naturalistici, mostre, convegni, rappresentazioni folkloristiche e poi musica, sagre e spettacoli. Collaborano alla manifestazione la Pro Loco e il gruppo locale “NaTouristico”.

Angela Leucci

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“Non distruggiamo il mare, utilizziamolo con intelligenza”: un incontro ad Ecotekne

“Abbiamo poco tempo a disposizione per salvaguardare l’ambiente marino. Occorre informarsi, reprimere ciò che è illegale, rispettare le leggi e una maggiore cultura. È necessaria più consapevolezza, da parte di ciascuno di noi, delle proprie scelte spesso dannose per il sistema ambientale”.

Questo uno dei messaggi lanciati da Paolo Guidetti, ittiologo presso l’Università del Salento, ai 500 studenti pugliesi intervenuti nei giorni scorsi alla giornata “Sopra e sotto il mare. Le nuove frontiere della biologia marina”, quarto appuntamento degli “Incontri con gli scienziati 2011”. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto internazionale educativo “PlayEnergy” di Enel, dedicato a studenti e docenti delle scuole italiane ed estere per conoscere il mondo dell’energia attraverso i linguaggi e le tematiche della scienza.

L’incontro – moderato da Silvia Bencivelli, medico e giornalista di Radio3Scienza – si è svolto presso il centro congressi Ecotekne e ha visto anche l’intervento di Adriana Giangrande, docente del Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali presso l’Università del Salento.

I ragazzi sono stati accompagnati attraverso un affascinante viaggio alla scoperta dei segreti che si nascondono sopra e sotto gli oceani. Un percorso attraverso le meraviglie della biologia marina, la scienza affascinante che spiega e descrive la vita che popola più di tre quarti del nostro pianeta. Paolo Guidetti ha aperto i lavori della mattinata spiegando cos’è la biodiversità e gli ecosistemi marini. “Per conservare il sistema marino bastano piccoli accorgimenti”, ha spiegato, come ad esempio un consumo consapevole dei prodotti del mare. Per preservare le rocce non mangiate i datteri, al ristorante evitare di scegliere il tonno e il pescespada, saraghi e pesci predatori necessari al ciclo biologico naturale. Accontentatevi, invece, di un bel piatto di acciughe. In pescheria stare attenti a non comprare pesce con il buco della fiocina, che proviene da un tipo di pesca illegale”.

Confrontandosi con Adriana Giangrande, gli studenti hanno potuto scoprire gli aspetti più insoliti e innovativi degli studi sulle biodiversità marine, in particolare su quelle sostanze normalmente usate dagli organismi che popolano i mari nel loro ciclo vitale, e che promettono di rivelarsi come i nuovi potenti medicinali del terzo millennio. Il mare, infatti – hanno detto gli esperti presenti all’incontro – è un enorme serbatoio di biodiversità, un’immensa fonte di molecole attive che fa degli oceani una “farmacia” ben fornita di antitumorali, antivirali, antibiotici, antinfiammatori, antimalarici e persino cosmetici. Tutti questi principi sono comunemente usati dagli organismi marini come tossine per difendersi dai predatori, per segnalare la propria presenza durante il periodo fertile, per orientarsi e cercare cibo. Il mare, insomma, è ancora una risorsa sconosciuta dalle potenzialità terapeutiche colossali: presso l’Istituto di zoologia dell’Università del Salento, ad esempio, si sta brevettando, insieme ad una ditta farmaceutica, una nuova crema antibatterica ricavata attraverso lo studio di alcuni invertebrati presenti nel Mediterraneo come i vermi (Policheti), le meduse (Cnidari) e le macroalghe.

Annalisa Gentile

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Come sta il nostro mare? Lo abbiamo chiesto a Ferdinando Boero, docente ordinario di Zoologia e biologia marina presso l’Università del Salento

Professor Boero, nel suo articolo pubblicato su “Sette” del Corriere della Sera, il 21 aprile scorso, lei lancia un chiaro e importante messaggio: “Difendiamo l’ultimo Eden dell’uomo”. Qual è la situazione del Mediterraneo oggi? È vero che in mare ci sono pochi pesci? Perché accade questo?

“Il motivo è semplicissimo: noi preleviamo pesci da popolazioni naturali in modo industriale. Industriale significa che esiste una tecnologia molto avanzata per catturare i pesci. A terra, quando Buffalo Bill iniziò a uccidere i bisonti in modo industriale (con fucili a ripetizione), i bisonti arrivarono in pochi anni alla soglia dell’estinzione. Gli indiani li cacciavano in modo artigianale, e lo fecero per migliaia di anni, ma quando noi cominciammo a farlo in modo industriale la specie arrivò molto vicina all’estinzione. In mare siamo come Buffalo Bill, prendiamo i pesci in modo industriale. E li prendiamo più rapidamente di quanto loro riescano a riprodursi. Stiamo facendo al mare quel che abbiamo fatto alla terra tanto tempo fa: stiamo distruggendo tutte le popolazioni naturali di grossi animali. Poi, oltre alla pesca industriale, ci mettiamo anche l’inquinamento, la distruzione degli habitat e tanti altri impatti che esercitiamo sull’ambiente. Ci aggiriamo nella natura come elefanti in un negozio di cristalli”.

L’altro fenomeno di cui si parla molto a proposito del Mediterraneo è la cosiddetta “tropicalizzazione”. Che cos’è e quali sono i segnali più evidenti?

“Il riscaldamento globale, un altro regalo che stiamo facendo al pianeta con il nostro dissennato stile di vita, altro non è che l’aumento della temperatura media dell’atmosfera e del mare. Se la temperatura aumenta, le specie ad affinità tropicale tendono ad espandere la loro distribuzione, e arrivano anche da noi. Il Mediterraneo sta ricevendo centinaia di specie tropicali che, oramai, si stanno insediando nelle sue acque. Tropicalizzazione, quindi, significa che la sua fauna e la sua flora stanno assumendo caratteristiche sempre più tropicali”.

In che misura il fenomeno riguarda il Basso Adriatico, e cosa dovremmo fare per una reale inversione di marcia su questo?

“Il Basso Adriatico è influenzato da questo come tutti gli altri mari e non c’è niente che possiamo fare a livello locale. Si tratta di un fenomeno globale. Paradossalmente, noi stiamo contribuendo meno al riscaldamento globale, perché è in corso una diminuzione delle attività. In Italia le fabbriche chiudono, e vengono riaperte in Paesi come la Cina, l’India o la Malesia. In questi paesi non ci sono leggi molto severe a proteggere l’ambiente e si può inquinare impunemente. Noi abbiamo leggi che difendono l’ambiente, e allora trasferiamo le nostre industrie dove non ci sono, per diminuire i costi. Ma l’inquinamento è un fenomeno glo-ba-le! I suoi effetti poi arrivano anche da noi”.

L’Adriatico, per la sua particolare conformazione, è davvero il ricettacolo dell’inquinamento che viene da tutta l’Italia?Come si pone la politica nei confronti di questi problemi?

“Nel nostro Paese chi difende l’ambiente è visto come un fanatico avversario del progresso. Non inquinare costa, e quindi è considerato una pratica antieconomica. Ovviamente i costi che derivano dal disinquinamento e i costi che si devono pagare per curare chi si ammala di inquinamento non vengono attribuiti a chi ha causato questi danni ma, invece, alla collettività. Se gli inquinatori dovessero pagare i danni che fanno, andrebbero falliti immediatamente e, quindi, forse starebbero un pochino più attenti. La BP, che ha causato il disastro petrolifero in Florida, è sull’orlo del fallimento per i danni che deve e dovrà pagare”.

E il cittadino comune come può contribuire a risolvere questi problemi?

“I comportamenti individuali sono importanti. Noi, per esempio, pensiamo di risolvere il problema del riscaldamento globale installando l’aria condizionata. Così facendo consumiamo sempre più energia che, per essere prodotta, causa ulteriore riscaldamento. Capire questi fenomeni, farli entrare nella nostra cultura, significa iniziare a porre le premesse per risolvere i problemi. Nella Costituzione italiana la parola Natura non esiste. Intanto chiediamo a chi si candida alle elezioni quale sia la sua posizione nei confronti dell’ambiente, e votiamo chi dà segno di preoccuparsene, qualunque sia il suo colore politico”.

Che rapporti ha il Salento con il suo mare, anche dal punto di vista strettamente “affettivo”, diciamo così? E’ vero che i salentini vivono questo rapporto in maniera un po’ contraddittoria, mare come risorsa ma anche come luogo da cui possono arrivare i pericoli???

“Certo. I grandi insediamenti del Salento sono lontani dal mare. Solo Otranto e Gallipoli sono sul mare, e sono circondate da mura, il resto si è sviluppato a terra. Poi si sono fatti i “porti” e le “marine”: Tricase Porto, Castro Marina. I motivi sono essenzialmente due: i pirati (come testimoniano le torri di avvistamento e i Martiri di Otranto) e la malaria delle paludi costiere (poi bonificate e ora parchi preziosissimi). La costa del Salento, a parte l’estate, è poco frequentata dai salentini. L’amore per il mare è un amore recente ed è limitato all’estate, squisitamente effimero, passeggero. Chi ha la casa al mare d’inverno la dimentica. Un vero peccato, perché il mare del Salento è tra i più belli d’Italia, ed è bello tutto l’anno”.

Annalisa Gentile


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Primo maggio, Festa del Lavoro ma anche degli amanti dell’arte: grazie a “Chiese aperte”

Maggio, portatore del mite clima foriero d’estate e di magnifiche iniziative; primo maggio, giorno di festa dei lavoratori e, oggi, anche di turismo culturale e naturalistico. Quest’anno sono state infatti numerose le adesioni, da parte delle Pro loco salentine, all’iniziativa legata a “Chiese Aperte”, promossa dall’ArcheoClub d’Italia e dalla sezione di Porto Badisco.

E dunque il Comune di Uggiano la Chiesa, in collaborazione con Pro Loco Uggiano e Casamassella e “NaTouristico”, laboratorio urbano finanziato da Bollenti Spiriti, hanno aderito alla manifestazione nazionale “Chiese aperte”, mettendo a disposizione visite guidate alle chiese rupestri di Sant’ Elena e Sant’Angelo, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16 alle ore 18. La prima è situata sulla strada per Porto Badisco, appena fuori Uggiano la Chiesa, mentre la seconda si trova nella valle dell’Idro, in agro di Casamassella.

Non solo: Archeoclub ha deciso di spostare l’appuntamento al 1° maggio in modo da differenziarlo dalla manifestazione dell’Archeoclub nazionale, che si tiene la seconda domenica di maggio; l’invito a tutti quelli che possiedono un bene culturale ”minore” è di tenerlo aperto anche in altri giorni dell’anno, durante altre manifestazioni di promozione, come le Giornate Europee del Patrimonio Culturale organizzate dai Ministero per i Beni culturali e ambientali a fine settembre.

Così come si può vedere dall’elenco delle adesioni alla scorsa edizione 2010, (http://www.archeoclubportobadisco.it/CMS/index.php?module=subjects&func=viewpage&pageid=15 ), l’intenzione era coinvolgere tutta la provincia, per favorire tra l’altro la nascita di una Archeorete del Salento e la pubblicazione della carto-guida, ovvero di una mappa stradale della provincia di Lecce, contenente le immagini di tutti i siti d’interesse visitabili domenica 1 maggio 2011 e i recapiti delle relative guide. Ovvero itinerari alternativi, visite a monumenti di culto cristiano solitamente esclusi dai circuiti turistici: il tutto grazie all’adesione della CIA e dell’associazione TURISMO VERDE della provincia di Lecce.

La manifestazione sarà quindi occasione pe incentivare le convenzioni che le pubbliche amministrazioni possono stipulare con gli imprenditori agricoli allo scopo di favorire lo svolgimento di attività volte alla manutenzione e valorizzazione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura dell’assetto idrogeologico.

L’Archeoclub d’Italia di Porto Badisco si avvale del supporto tecnico della società cooperativa” TERRA” e del patrocinio di tutti i comuni interessati dalla manifestazione, nonché del Centro Servizi Volontariato Salento, dell’Azienda di Promozione Turistica di Lecce, della Province di Lecce e Brindisi, della Regione Puglia.

Per informazioni e prenotazioni contattare il numero della Pro Loco 329/1728151 begin_of_the_skype_highlighting 329/1728151 end_of_the_skype_highlighting o la guida 380/4580607 begin_of_the_skype_highlighting 380/4580607 end_of_the_skype_highlighting.

Jenny De Cicco

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