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Muro Leccese, uno stage per ingegneri

Largo ai giovani, soprattutto se ingegneri. Il Comune di Muro Leccese, attraverso una delibera di giunta, ha approvato uno schema di convenzione formulato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Lecce per proporre ai professionisti più giovani stage formativi con enti pubblici, mirati a far sì che i ragazzi appena laureati possano apprendere sul campo le nozioni pratiche del mestiere. Nel contempo il Comune potrà avvalersi di menti fresche di studi che potrebbero dare una mano a sovvertire la routine quotidiana di un ufficio tecnico. Ai ragazzi si consentirà un approccio qualificato al mondo, nonché un’assicurazione sia per la responsabilità civile che per gli infortuni sul lavoro. Per maggiori informazioni ci si può rivolgere a Luca Botrugno, responsabile del settore Tecnico del Comune di Muro.

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“Puliamo il Mondo”, volontari all’opera anche a Minervino

Anche Minervino e le sue frazioni hanno aderito all’iniziativa “Puliamo il Mondo”, evento patrocinato da Legambiente. I volontari hanno iniziato a ripulire il proprio territorio il 16 settembre, ma l’intervento proseguirà fino alla fine del mese. “Puliamo il Mondo” è l’edizione italiana di “Clean Up the World”, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo; capitale dell’edizione di quest’anno è stata Pollica, il comune del sindaco Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre 2010. Dal 1993 Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia ed è presente su tutto il territorio nazionale grazie all’instancabile lavoro di oltre 1000 gruppi di “volontari dell’ambiente”, che organizzano l’iniziativa a livello locale in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine. Un’iniziativa di cura e di pulizia, un’azione allo stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città più decorose e vivibili, con cui vengono annualmente liberati dai rifiuti e dall’incuria i parchi, i giardini, le strade, le piazze, i fiumi e le spiagge di molte città del mondo. Anche il Salento entra così nel territorio globale, un luogo di tutti in cui le azioni di pochi, messe assieme, possono dare buoni risultati per molti. Anche per i tanti visitatori che decidono di vivere la terra dei messapi fuori stagione.

Jenny De Cicco

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“Dalì, il Genio”, 50mila spettatori. E due giorni per chiudere festeggiando

Chiusura in musica per “Dalì, il Genio”, a Otranto nel castello aragonese. La mostra surrealista sull’opera di Salvador Dalì verrà chiusa sabato 24 e domenica 25 settembre con un doppio concerto jazz. La mostra ha raggiunto, a una settimana dal termine, il ragguardevole traguardo di 50mila spettatori. Prevista per la prima serata la performance dell’Alessandro Deledda Trio. Si tratta di una formazione giovane e molto dinamica formata da Alessandro Deledda, pianista cresciuto tra gli studi classici e jazz, e compositore che ha realizzato molte colonne sonore per la televisione, documentari e cartoni animati. Deledda sarà accompagnato da Andrea Ambrosi (contrabbasso) e Francesco Speziali (batteria). Sabato 24 si terranno anche due visite guidate, una alle 20 e l’altra alle 20,30, per poi proseguire alle 21 con il concerto di Gaetano Partipilo & Urban Society, quintetto di musicisti molto noti a livello nazionale e internazionale, che vantano collaborazioni con jazzisti di tutto il mondo. Urban Society nasce nel 2001 dall’idea del sassofonista barese Gaetano Partipilo di creare una musica che fosse a metà strada tra jazz di estrazione afro-americana e quel mondo di suoni indecifrabili che scandiscono il tempo dei giorni di oggi. Sul palco Partipilo sarà affiancato da Mirko Signorile (pianoforte), Francesco Lento (tromba), Giorgio Vendola (contrabbasso) e Vincenzo Bardaro (batteria). Domenica 25 si attenderà il tramonto a Otranto; dalle 18,30, quindi, si terrà l’esibizione dell’Alessandro Deledda Trio, che accompagnerà tramite le note la discesa del sole. Nella due giorni ci sarà un evento dedicato agli otrantini: sabato 24 ingresso gratuito per loro, infatti, per festeggiare insieme l’ottima riuscita della terza stagione di grandi mostre del castello, dimostratosi un ottimo contenitore culturale.

Jenny De Cicco

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Maglie, mosaico per la Madonna della Scala

Un nuovo mosaico adorna la facciata della chiesa della Madonna della Scala. La cappella, la più antica del centro abitato di Maglie, ospita oggi un nuovissimo mosaico, realizzato dall’artista Daniele Minosi su commissione del sacerdote don Salvatore Toma. Si tratta di due iniziali, A ed M, che stanno per “Ave Maria”, ossia il saluto dell’Arcangelo Gabriele in occasione dell’annunciazione alla Vergine. Più in basso è stato posto il monogramma di Gesù. Non è il primo lavoro di Monisi per la chiesa, dato che dietro l’altare sono ospitati i sei ovali degli ultimi papi che sono saliti al soglio pontificio, Benedetto XVI, Giovanni Paolo II, Giovanni XXII, Giovanni Paolo I, Paolo VI, Pio XII. Un intervento importante per la chiesa, che conserva una storia lunga e interessante. Dopo l’istituzione dei Conventuali nel 1585, a loro era stato affidato il luogo contiguo alla chiesa per la realizzazione di un convento che fu costruito a spese dei magliesi. A seguito della soppressione di quell’Ordine, il luogo fu venduto per 534 ducati all’arcidiacono Fedele Abate, che avrebbe voluto costituire una comunità di Alcantarini, ma il posto fu utilizzato come ospedale e lazzaretto o come area cimiteriale. Poi assegnata alla Congregazione della Carità per eseguire i desiderata di Michela Tamborino (la benefattrice che donò ai magliesi l’ospedale), la chiesa fu rimaneggiata e ingrandita. Durante gli ultimi lavori di restauro, un paio di anni fa, è stata rivelata la presenza di molti resti umani orientati verso la facciata della preesistente chiesa romanica, ma forse legati alla presenza del lazzaretto. Davanti alla porta maggiore della chiesa era piantata una grande croce di pietra trovata fracassata dall’arcivescovo Corderos durante la sua visita al casale di Maglie nel 1584.

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Franco Zollino interpreta il “Disperato” su Youtube

Un video che ha fatto presa su molti magliesi. Non si tratta dell’ennesima denuncia politica, di un filmato buffo o di una manifestazione che si è tenuta in città, ma della declamazione su Youtube de “L’avventura di un disperato”, poesia del tipografo Roberto Alessandrì, che scomparve nel 1951. La storia di questa poesia racconta di un uomo che non ha nulla da perdere, che fa un incontro con la morte, scoprendo che l’inferno non è così nero come lo dipingono, e infine viene rimandato nel suo inferno personale, sulla terra, dove lo attendono miseria e debiti. A interpretare il “disperato” il carrozziere Franco Zollino, molto celebre per le sue performance di regista e altro nelle piccole emittenti private che si sono succedute a Maglie, da TeleLibera a Tele Terra d’Otranto. Zollino conosceva la poesia a memoria fin da piccolo, e su istanza della famiglia di Alessandrì ha realizzato il video in modo da poterla tramandare ai posteri. Ci si augura che su Youtube trovino spazio anche i lungometraggi di Zollino, come il suggestivo e lacrimogeno “Giorno delle sposine”, che raccontava di una bambina povera e orfana di madre che non aveva gli stessi mezzi delle sue coetanee nel giorno della sua prima comunione.

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“Ti amo… da morire”, incontro sullo stalking a Santa Cesarea

Stalking, come riconoscerlo e come difendersi: questo il tema affrontato in un convegno a Santa Cesarea, organizzato dal Comune e dal Piano Sociale di zona, ambito di Poggiardo. Ricevere un bellissimo mazzo di rose oppure una meravigliosa lettera d’amore o, ancora, un dolcissimo sms, una romantica telefonata o avere un uomo che ti aspetta sotto casa è il sogno di tante donne, ma è l’incubo di chi è vittima di stalking. Di questo e degli aspetti sociali e giuridici legati a questo gravissimo reato si è parlato lunedì 5 settembre nel piazzale antistante il municipio di Santa Cesarea Terme, nel convegno-dibattito dal titolo “Ti amo… da morire”. A fare gli onori di casa è stato il vice-sindaco Sergio Bono, mentre a fare da coordinatrice ci ha pensato Lina Agrosì, assistente sociale comunale. “Lo stalking indica una serie di atteggiamenti persecutori – ha detto nella sua relazione la psicologa Monia Stefano – posti in essere da un individuo nei confronti di un altro, spesso una donna. Lo stalker è un giovane uomo, il cui amore non è corrisposto, oppure un ultra cinquantenne separato o divorziato. Il 75% delle vittime sono donne costrette a vivere nel terrore psicologico, che provoca disturbi nel sonno, crisi di pianto e, addirittura, pericolo per la propria vita”.

Una situazione davvero terribile, dunque, che riguarda circa 70mila persone ogni anno vittime di questo reato in Italia, come ha spiegato successivamente la psicoterapeuta Tiziana Micello, la quale ha mostrato al pubblico presente un video realizzato dal Ministero delle Pari opportunità sul delicato argomento spiegando che spesso già nelle dinamiche relazionali della coppia si possono intravedere i potenziali pericoli di un futuro stalker.

Gli aspetti penali del reato e, quindi, il modo in cui potersi difendere sono stati poi spiegati da Antonella De Rubertis, avvocato civilista e penalista. “Il reato di stalking – ha spiegato – per essere tale deve essere ripetuto nel tempo. Una volta appurato che si tratta di questo, la vittima deve correre ai ripari avvisando le forze dell’ordine. Nel nostro paese lo stalking è finalmente riconosciuto come reato dalla legge n. 38 del 2009 e dall’art. 612 bis del codice penale. Si ha tempo sei mesi per la querela, solo per questo reato e per quello di violenza sessuale il legislatore ha derogato ai classici 90 giorni. La legge punisce lo stalker con pene variabili dai 6 mesi ai 4 anni. Prima ancora di arrivare alla querela la segnalazione del fatto all’autorità giudiziaria comporta la procedura di ammonimento, con la quale il reo viene invitato a non ripetere i suoi comportamenti persecutori. Nel caso in cui non dovesse dare ascolto alle autorità la pena viene naturalmente inasprita”. È seguito poi un dibattito, nel quale molte delle persone presenti, soprattutto giovani donne, hanno chiesto ulteriori delucidazioni ai relatori.

Deodato Giovanni Guida

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Gruppo Radar dell’Aeronautica di Otranto, c’è un nuovo comandante

Cambio di comando presso il 32° Gruppo Radar di Otranto. Sulle note dell’Inno d’Italia, alla presenza del colonnello Arturo Cattel, comandante del Centro coordinamento Gram del Comando operazioni aeree del Comando squadra aerea di Roma, si è tenuta la cerimonia, come da protocollo. Tutto il personale schierato di ogni singolo reparto e la rappresentanza delle associazioni dell’Arma hanno salutato l’ormai ex comandante e dato il benvenuto al suo sostituto. Dopo tre anni il tenente colonnello Ciro Piergianni lascia il posto al suo successore, il tenente colonnello Maurizio Marozzi. Piergianni era già stato alla base di Otranto dal 1998 al 2000, ricoprendo ruoli nel settore della difesa aerea. Nel 2004, dopo esperienze all’estero prima in Kosovo e dopo in Germania, rientra a Otranto ricoprendo tra l’altro anche il ruolo di “Capo servizio logistico-operativo”. Infine nel 2008 viene promosso a capo dell’intero gruppo aeronautico otrantino. Dopo questo intenso lavoro pieno di responsabilità, il comandante uscente si trasferirà nella capitale per frequentare il corso dell’Istituto superiore di Stato maggiore interforze. Anche il subentrante Marozzi è stato già a Otranto, prima dal 1999 al 2003; anche lui, dopo aver ampliato le proprie conoscenze presso una base tedesca sempre nell’ambito della difesa aerea, è rientrato ad Otranto dove ha svolto il compito di “Capo servizio della Difesa Aerea”.

Alessandro Conte

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“Internescional”, la cultura popolare in una t-shirt

C’è chi dice basta alla cultura popolare salentina svenduta per un piatto di fagioli e presentata come un oggetto di scarsa qualità. Nasce così “Internescional”, la linea di t-shirt che quest’estate a Maglie è andata letteralmente a ruba, presso lo storico negozio “Candido 1859”. La ricetta di questo successo? Un modello che calza su tutti i fisici e tutte le taglie, motti dialettali più accattivanti tradotti in inglese, materiali di qualità e un prezzo abbastanza contenuto. Proverbi per tutti i tipi e per tutti i gusti fanno infatti capolino su queste t-shirt, nei loro colori bianco e nero: si va da “Where is taste there is no waste”, ossia “dove c’è gusto non c’è perdenza” (che spunta sull’edizione limitata realizzata in occasione del Mercatino del Gusto), a “You have fried so many octopuses” (“ ‘Ndai fritti purpi”), fino a “Oh, my fire” (“Focu meu”), e ancora “Stone by stone raises a wall” (“Petra petra azza parite”), e molto altro. La linea probabilmente tornerà in futuro, con nuove immagini e nuovi slogan, rilanciando attraverso la qualità e l’eleganza qualcosa che forse da alcuni è vissuto con eccessiva e banale ostentazione, da altri con insofferenza, ovvero le nostre tradizioni popolari. Cosa c’è di differente con le t-shirt in dialetto che da anni affollano le bancarelle di feste patronali e Notti delle Tarante? Forse un taglio un po’ meno popolare, appunto. Ma anche la scelta dei materiali e lo stile più trendy, che non guasta. Salentini e turisti che hanno acquistato ringraziano.

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“Salento Food”, così ti miglioro l’offerta dei prodotti tipici

Il Salento fondato sull’enogastronomia e sulle tipicità territoriali va incentivato. È così che nasce il protocollo d’intesa tra la Provincia di Lecce e il comitato provinciale di Lecce dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, per incrementare gli standard dell’offerta e della tipicità dei prodotti territoriali. Si tratta del “Salento Food”, il cui protocollo è stato approvato dalla giunta provinciale nella seduta dell’8 agosto scorso. Il progetto prenderà l’avvio con un evento in programma il 9 e il 10 settembre prossimi presso il castello di Acaya. La manifestazione, cui parteciperanno varie Pro Loco della provincia, sarà l’occasione per promuovere le diverse attività delle Pro Loco, a partire dalle rispettive sagre tradizionali e dai relativi prodotti tipici. “Salento Food” non si esaurirà con la due giorni al Castello di Acaya, ma proseguirà, da settembre a dicembre, con l’attuazione di convegni aperti al pubblico, per la creazione di una cultura diffusa del prodotto locale, per la salute, lo sviluppo economico e la stessa identità del territorio. L’organizzazione di seminari formativi sul concetto della ecosostenibilità delle sagre, articolati sui temi della promozione delle produzioni tipiche, la scelta degli alimenti e la loro preparazione, la pubblicità e la legislazione di riferimento, e infine la realizzazione di una pubblicazione informativa istituzionale Provincia-Unpli Lecce, che illustrerà le sagre più importanti del 2012, i prodotti tipici promossi, la loro storia, i luoghi, le aziende sono tutte facce di questo progetto interessante e articolato. Attraverso questo protocollo, dunque, si rafforza l’intesa interistituzionale tra Provincia di Lecce ed Unpli Lecce, con l’ente di Palazzo dei Celestini in prima linea per la promozione di eventi legati al recupero ed alla valorizzazione delle produzioni tipiche. “Le Pro Loco rappresentano il vero motore della movida dell’estate salentina – dichiara l’assessore provinciale al Turismo e Marketing territoriale Francesco Pacella – mentre negli altri mesi dell’anno possono realmente contribuire alla destagionalizzazione del turismo attraverso azioni di animazione del territorio, non soltanto lungo le coste ma anche nell’entroterra. Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile del proprio territorio, la Provincia di Lecce ha inteso condividere lo spirito del progetto Salento Food, con l’obiettivo di promuovere la cultura del coordinamento e dell’organizzazione sul territorio, ma anche della qualità delle iniziative. Il rapporto tra turismo e cibo locale si è fatto molto stretto, non soltanto nel determinare le scelte del viaggiatore moderno, ma anche in termini di cultura locale e di necessità per la salute e per la qualità della vita dei residenti. Senza contare che la nostra agricoltura può offrire al turismo non soltanto i propri prodotti alimentari, ma anche prodotti intangibili, come la produzione e la tutela di un paesaggio di qualità”.

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Vernole, in mare spunta galeone con cinque cannoni

Un galeone con cinque cannoni. No, non siamo ai tempi dei pirati, ma è quello che è stato ritrovato al largo di Acaya, nel mare di Vernole. La scoperta è stata fatta da alcuni turisti che, mentre esploravano i fondali, hanno intravisto delle sagome che sembravano antichi pezzi di artiglieria. Sono intervenuti la Capitaneria di porto di Otranto e quella di San Cataldo, che hanno avviato una prima verifica. Allertata anche la Soprintendenza archeologica di Taranto, che ha chiesto l’intervento di sommozzatori di San Benedetto del Tronto, che hanno verificato come sul fondale del mare di Vernole giacciano cinque, forse sei, cannoni e altri manufatti da mettere in relazione col vascello che fece naufragio sulla costa vernolese negli anni tra il 1600 e il 1700. Si crede si tratti di un relitto che, insabbiato per secoli, è ora riemerso dalla sabbia e dalle alghe, forse a seguito di forti correnti marine. Trovano così riscontro vari racconti che si tramandano di generazione in generazione, e che narrano di naufragi e di sbarchi, di incursioni e di terrore, di accoglienza e di solidarietà, di tesori serrati in forzieri, lasciati in custodia e mai ritirati e che hanno fatto la fortuna di alcuni. Leggende che sembravano fantastiche storie di scorribande e pirati, ma che ora appaiono sempre più vere e reali. “Faremo di tutto – spiega il sindaco Mario Mangione – per recuperare e custodire gli antichi cannoni appena ritrovati, perché anch’essi costituiscono memoria tangibile della storia del nostro territorio, il più prossimo all’altra sponda dell’Adriatico, e per questo da sempre esposto a contatto diretto con altre genti e altre culture e segnato da tante vicende che hanno alternato scambi e commerci a devastazioni e terrore. Ci attiveremo da subito per proseguire, insieme alle altre Istituzioni preposte, la campagna di ricerca archeologica sottomarina, e per determinare l’attenta custodia dei reperti rinvenuti, evitando ogni ipotesi di trafugamento che costituirebbe un grave danno al patrimonio e alla memoria collettiva”.

Angela Leucci

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Disabili, un progetto per la mobilità a Poggiardo

Un mezzo di locomozione destinato al trasporto di disabili a Poggiardo. È questo il progetto, con il relativo automezzo, che sarà presentato e consegnato alla città da parte della ditta preposta, la Mgg, specializzata appunto in questo tipo di servizi. Sabato 6 agosto, infatti la Mgg consegnerà ufficialmente al Consorzio per i servizi sociali dell’Ambito di Poggiardo un Peugeot Boxer appositamente attrezzato per il trasporto di persone diversamente abili. La cerimonia di consegna avverrà in piazza Umberto I alle 20,30. Attraverso il progetto “Mobilità Garantita Gratuitamente”, e al contributo di amministratori e imprenditori dei quindici comuni dell’Ambito che hanno creduto in questa forma di solidarietà, il Consorzio ha ottenuto in uso gratuito un veicolo attrezzato per diversamente abili che i Servizi sociali potranno utilizzare per il trasporto di persone svantaggiate, garantendo così uno sviluppo dei servizi territoriali a costo zero. Il veicolo è stato infatti finanziato grazie agli spazi pubblicitari che sono stati affittati dalle aziende locali e che saranno esposti sulla carrozzeria. “Siamo orgogliosi di essere stati promotori di un’iniziativa dall’alto valore sociale che ha messo in rete istituzioni e realtà produttive locali – afferma il presidente del consorzio per i Servizi Sociali dell’Ambito e primo cittadino di Poggiardo, Giuseppe Colafati – alle quali va il mio più sentito ringraziamento per aver voluto associare la loro azienda a una concreta azione di solidarietà. Ora avremo un automezzo adatto al trasporto di otto diversamente abili, e questo è motivo di grande soddisfazione perché ci permette di andare sempre più incontro alle esigenze delle persone bisognose”.

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Maglie & cattivi odori: sopralluogo del sindco Fitto con l’Aqp

Forze dell’ordine allertate per i miasmi della sera. Succede a Maglie, dove da qualche anno la città è appestata dai cattivi odori nelle ore notturne. In inverno non si percepisce tanto il problema, perché tutti hanno le porte chiuse la sera, ma l’estate il discorso è ben diverso, e nonostante tutte le precauzioni che sembravano essere state prese il problema permane. “Come ogni anno il caldo estivo acuisce il problema dei miasmi provenienti dalla piattaforma di depurazione – si legge nel comunicato inviato dall’ufficio del sindaco di Maglie Antonio Fitto – e i cittadini hanno nuovamente sperimentato la sgradevole sensazione di respirare aria insalubre. Dopo tanti anni di reiterate richieste di intervento, pure concordate sui tavoli tecnici, il problema resta ancora irrisolto. La percezione collettiva della situazione ha raggiunto ormai livelli ben superiori alla ordinaria e giustificabile tollerabilità, e i cittadini, in latenza di interventi e attività da parte degli enti pubblici preposti, sentendosi esasperati dalla persistente vigenza di una situazione che si rinnova ormai con cadenza annuale, hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, anche per dare un supporto agli interventi già posti in essere dall’amministrazione. È vero che Aqp dopo le sollecitazioni da parte del sindaco ha provveduto, nei giorni scorsi, alla pulizia del tronco fognante di via Toma e via Roma, ma il problema permane. Tanto è servito a dimostrare che il problema reale è la cattiva gestione dell’impianto di depurazione, come i residenti nella zona interessata hanno più volte lamentato”. Nei prossimi giorni il sindaco Fitto incontrerà i responsabili dell’impianto di Aqp che hanno espresso la disponibilità a effettuare sopralluoghi notturni per verificare la provenienza dei miasmi proprio nelle ore in cui essi affliggono maggiormente i cittadini.

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