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“Urban jungle” apre “Corto Magliese”: torna di scena la sicurezza stradale

Un evento per tornare a parlare di sicurezza stradale. Si tiene il 16 marzo alle 21,30, presso “Art Cafè” a Maglie, l’happening che vedrà protagonista Hermes Mangialardo, cartoonist vincitore della terza edizione di “Corto Magliese” e realizzatore della serie televisiva a cartoni animati sulla fauna urbana “Urban jungle”, andata in onda sul digitale terrestre con Qoob TV: presente anche Nuccia Refolo, cui spetterà il compito di introdurre l’arte dell’autore in tutti i suoi aspetti più simpatici e ironici. Protagonisti saranno infatti il metallaro, l’emo, il dark, l’hippie, il rapper, il discotecaro, il chitarrista da falò con il bongoloide, l’indie e molti altri, tutti personaggi nati dalla fantasia di Mangialardo, che ha all’attivo moltissime produzioni, soprattutto per video musicali che vanno in onda su MTV.

L’incontro con l’autore sarà il pretesto per annunciare il bando del nuovo concorso “Corto Magliese”, la cui premiazione fu presentata lo scorso anno da Mingo De Pasquale di “Striscia la notizia”: ancora una volta di scena la sicurezza stradale, che sarà il tema anche della quarta edizione della manifestazione; tra i partecipanti anche Nuccia Refolo, cui spetterà il compito di introdurre l’arte dell’autore in tutti i suoi aspetti più simpatici e ironici. Il concorso è organizzato dall’Associazione italiana familiari e vittime della strada di Maglie, presieduta da Eva Ruggeri, in collaborazione con l’assessore alla Cultura Rossano Rizzo e alla Società di Storia patria per la Puglia (sezione di Maglie, Otranto e Tuglie) presieduta da Dario Massimiliano Vincenti.

Quest’anno il concorso abbatte il limite d’età aprendosi alle scuole di ogni ordine e grado, nella speranza che siano proprio i ragazzi i più stimolati a parlare di sicurezza stradale. Giuria e premi saranno comunicati in un secondo momento. Per ora è fissato il termine per l’invio dei lavori, che è il 31 luglio: gli elaborati devono giungere all’indirizzo: “Concorso “Corto Magliese per la sicurezza stradale”, c/o Aifvs, via Garibaldi 121, 73024 Maglie (Le)”. La premiazione avverrà nei mesi di agosto o settembre di quest’anno, all’interno del cartellone della rassegna estiva realizzata dall’amministrazione comunale magliese.

Angela Leucci


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Cerimonia di posa della prima pietra per l’avvio dei lavori del nuovo nido comunale ieri mattina a Otranto.

Un’opera importante che lega ancora di più la scuola al territorio – spiega il dirigente dell’Istituto comprensivo statale di Otranto Elio Lia – e che viene incontro a una forte richiesta di servizi alla famiglia. Una necessità, data la forte vocazione turistica del territorio, fa notare l’assessore alle Pari opportunità Lavinia Puzzovio, e un mezzo per prevenire l’abbandono del posto di lavoro da parte delle giovani madri, sottolinea la consigliera di parità Serenella Molendini: considerando infatti solo il dato dell’ultimo anno, i casi sono stati più di ottocento.

Un’opera che nel suo piccolo porterà anche occupazione qualificata e contestualizzata anche a persone finora costrette a spostarsi per lavorare, continua il sindaco Luciano Cariddi; l’assessore regionale Elena Gentile, invece, pone l’accento sulla possibilità, per i piccoli, di crescere meglio. Il che, in una regione fanalino di coda per posti-bambino, rappresenta un primo importantissimo passo per mettersi in pari con il resto d’Europa, anche perché il nido sarà aperto anche d’estate per consentire alle mamme lavoratrici stagionali di dedicarsi ai propri compiti professionali in tutta tranquillità.

Jenny De Cicco


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Vertenza Bravo Club, il sindaco assicura: “Massima attenzione a tutela dei lavoratori”

Si è tenuto il 9 marzo un incontro tra i rappresentanti sindacali del Bravo Club di Otranto (ex Valtur) e Alpitour, presenti anche il sindaco Luciano Cariddi e il consigliere provinciale Francesco Bruni. Argomento, il rispetto degli accordi sindacali vigenti, la tutela dei lavoratori anziani e il riconoscimento delle mansioni svolte anche in caso di esternalizzazione del lavoro.

Uno dei punti in discussione, inoltre, è l’abolizione del servizio di trasporto per i lavoratori, che sarebbero costretti a percorrere un tratto di strada superiore ai 15 km più volte al giorno. Al riguardo il sindaco ha garantito che l’amministrazione comunale sarà quanto mai attenta a garantire la tutela dei lavoratori anche nel caso in cui, come già detto, l’azienda decidesse di fare ricorso a ditte esterne per assicurarsi alcuni servizi.

Sulla stessa linea il consigliere Bruni, che ha ricordato come la realtà dell’ex- Valtur sia una delle più importanti, dal punto di vista occupazionale, dell’intera Regione Puglia. Occorre attenzione – ha aggiunto anche Livio Corchia, “Nuovi Orizzonti” – soprattutto a proposito del trasporto sul luogo di lavoro, finora a carico degli stessi lavoratori.

Jenny De Cicco


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La Grotta dei Cervi, un tesoro da salvare

Sono passati quarant’anni dalla scoperta della Grotta dei Cervi. Quarant’anni in cui questo luogo ha preso il nome di “grotta proibita”, perché non aperta al pubblico. La Grotta dei Cervi non è altro che uno dei più grandi ricettacoli della nostra storia più antica, quella degli uomini primitivi, che però, a differenza di ciò che ci dicono a scuola, non vivevano nelle caverne, ma le utilizzavano in momenti differenti della loro giornata. Le pareti di queste rocce sono piene di graffiti che raccontano una storia simbolica, ancora per certi versi sconosciuta e che si presta a numerose interpretazioni. Qualcuno, di tanto in tanto, lamenta però la chiusura della grotta e ne chiede l’apertura al pubblico. “Si tratta di un patrimonio delicato – spiega Ninì Ciccarese del Gruppo Speleologico Salentino, custode della Grotta dei Cervi – le grotte in questione sono, in generale, un fatto speciale: non solo sono belle, ma sono le riserve naturali che conservano inalterate le tracce della nostra storia”.

Tracce che inalterate devono restare, se si vuole tutelare il patrimonio storico: non dobbiamo confondere le nostre grotte con quelle turistiche, che sono attrezzate; quelle sul territorio di Porto Badisco sono persino in una proprietà privata. Le più note sono la succitata Grotta dei Cervi, la Grotta dei Diavoli, la Grotta di Sant’Emiliano e il Complesso Spagnolo. Ci sono però moltissime grotte sconosciute e spesso subacquee in questi luoghi. “Il Salento è terra importante per la paleontologia e la paletnologia – prosegue Ciccarese, che snocciola una storia fatta dai vari De Lorentiis e Stasi – le grotte sono quelle che gravitano intorno alla baia, costituendo un tutt’uno non geologico, bensì culturale e ambientale”. Sono i pittogrammi a farci conoscere per lo più la cultura di questi uomini primitivi: la grotta era per loro un luogo cultuale (e culturale), con i nuclei abitati all’aria aperta, nelle vicinanze. “Questi uomini – conclude Ciccarese – vivevano un momento culturale differente. Prendiamo il Medioevo cristiano, che ha fatto credere che le grotte fossero un luogo demoniaco: il sottosuolo era la dimora del diavolo. Per i precristiani non era così”.

Se vi chiedeste dunque perché le grotte del Napoletano sono visitabili, ma le nostre no, la risposta è qui: la Storia non si vende per un piatto di lenticchie, per cui, se quei pittogrammi sono rimasti inalterati per millenni, è anche grazie alla loro chiusura al pubblico. Perché è bene che anche i posteri possano conoscere questa cultura, comunque oggetto continuo di studi da parte di moltissime università italiane. “Solo dopo averne garantito la conservazione e lo studio – conclude Ciccarese – si potrà procedere alla promozione e all’apertura di questo tesoro”.

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Teresa Bellanova: “Anche il sistema dell’informazione pensa maschile”

Ricorre quest’anno il centenario della prima Festa della Donna. Un anniversario importante per le donne italiane, che in queste settimane si sono alzate a protestare per la propria dignità dopo il sexgate in cui sarebbe coinvolto il premier Silvio Berlusconi, chiamato a rispondere davanti ai giudici, per concussione e prostituzione minorile, il prossimo 6 aprile. La Festa della Donna è spesso pretesto per la discussione, e stavolta è toccato prendere la parola alla deputata Pd e sindacalista Cgil Teresa Bellanova, all’interno di un dibattito organizzato presso “Art Cafè” dal coordinamento magliese “Se non ora quando”. Abbiamo ascoltato l’onorevole sui temi delle parità, del lavoro femminile e della dignità.

Cosa fa più male, le discriminazioni professionali come i salari più bassi o le questioni filosofiche sulla dignità?

Quello che fa più male è la mancanza di un progetto che includa la donna nel mondo del lavoro, e non includendola si lede la dignità e il diritto all’autonomia della donna. Oltre a questo, è evidente un problema anche nel mondo del lavoro reale, perché le donne non sempre vengono rispettate per le capacità e le professionalità che hanno. Solo il 27% delle donne, nel Meridione, trova un lavoro, spesso precario. E a parità di condizioni le donne percepiscono uno stipendio mediamente inferiore del 30% rispetto a quello dell’uomo. Anche questo è ledere la loro dignità.

Quando Brunetta propose e fece passare la legge sull’equiparazione dell’età pensionabile delle donne non furono molti a schierarsi contro, neppure sui giornali. Vale la pena di ricordare solo l’editoriale di Daria Bignardi dalle pagine di Vanity Fair…

Il governo ha voluto far passare questa legge spiegando che si trattava di una richiesta dell’Europa, ma l’Europa si riferiva solo al diritto delle donne ad andare in pensione anche più tardi. La verità è che il governo, sulle donne, ha voluto fare cassa, così, mentre altrove si pensa a come fare entrare le ragazze nel mondo del lavoro, il governo italiano, da un giorno all’altro, ha allungato di cinque anni l’età pensionabile delle donne nella pubblica amministrazione. Purtroppo questi temi non hanno trovato molto spazio sulla stampa, nonostante i nostri continui comunicati e tante prese di posizione da parte nostra, perché c’è una cultura maschilista anche nel mondo dell’informazione, che pensa che i temi che riguardano le donne siano meno importanti di altri.

Caso Ruby Rubacuori: è una questione tutta italiana l’avere signorine “allegre” accanto ai potenti? In fondo anche Messalina e Poppea erano compagne di un imperatore romano…

Innanzi tutto bisogna mandare a casa Berlusconi, è l’utilizzatore finale della prestazione di queste signorine, ma poi anche capire che il problema non è Ruby, ma il fatto che chi ci rappresenta nelle istituzioni dia un segnale così devastante. Mentre la buona politica sprona le donne a entrare nel mondo del lavoro e a partecipare alla costruzione della ricchezza nazionale, c’è il massimo rappresentante del governo a dire che le donne devono passare dal suo letto per assicurarsi una condizione economica soddisfacente. Considero questo un atto di violenza verso la dignità delle donne.

Angela Leucci

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Otranto 3 marzo: una pagina di storia italiana

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Dal Distretto di Maglie il primo soccorso dopo lo sbarco

Va avanti da agosto il servizio del Distretto socio-sanitario di Maglie per il primo soccorso agli immigrati. Si tratta di una struttura che opera presso il centro “Don Tonino Bello”, e che consente ai clandestini che giungono sulla costa idruntina di ricevere il primo aiuto: queste persone, a volte, sono in mare per molto tempo e affrontano un viaggio che dura circa un mese, perché stavolta i clandestini non sono più albanesi o nordafricani, come avveniva in passato, ma iracheni, curdi, iraniani, pakistani e afgani, per cui potrebbero anche arrivare senza forze o molto debilitati dal lungo tragitto, che prevede il passaggio dalla Grecia o dalla Turchia. Il primo soccorso ai clandestini serve però anche al nostro territorio, ad evitare l’importazione di malattie che non sono di origine autoctona e che quindi potrebbero trovarci sprovvisti di difese immunitarie. Per lo più, però, i clandestini che giungono stanno tutti bene, anche per una questione anagrafica: oggi sbarcano a Otranto interi nuclei familiari con donne e bambini o anche molti giovani profughi, figli di qualcuno che magari ha preferito mettere in salvo la prole prima di se stesso, destinandola a un futuro decisamente migliore in Europa. Il centro di primo soccorso del Distretto è seguito dai medici del servizio pubblico, con il Centro di salute di Otranto, in collaborazione con la Croce Rossa e i volontari della Misericordia. I servizi di cui i clandestini possono fruire al loro arrivo sono il 118, ma anche alcune visite specialistiche in caso di necessità. “Ci sono sempre arrivi – dice alla Gazzetta del Mezzogiorno uno dei medici responsabili del servizio, Franco Mancarella – Il più delle volte i clandestini presentano buone condizioni di salute, complice il fatto che si tratta di persone giovani e forti, che al massimo risentono dei soliti disturbi che un lungo viaggio in mare comporta: una volta riabituatisi alla terraferma, però, si risolve tutto”.

Angela Leucci

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A Uggiano si festeggia la donna

Si intitola “Nuove presenze femminili per una nuova società”, l’evento organizzato dalla Pro Loco di Uggiano La Chiesa e Casamassella il prossimo 27 febbraio alle 17 presso la biblioteca comunale De Viti De Marco a Casamassella. Si tratta di un evento per incontrare le nuove cittadine stabili sul territorio: sono le immigrate, che in gran parte svolgono lavori che non svolgiamo noi e sono ormai integrate nella nostra società. Dopo i saluti del primo cittadino Salvatore Piconese, relazioneranno Rosi D’Agata, responsabile Immigrazione Sportello dei Diritti, Milena Rizzo, docente di Sociologia delle Migrazioni presso l’Università del Salento, Paola Nuzzo, presidente dell’associazione femminile “Libera la voce”, Maria Cristina Rizzo, vice presidente ANCI Puglia, Stefania Trippetti, assessore comunale alle Pari Opportunità, mentre la moderazione sarà affidata alla presidente della Pro Loco Marilena Terrizzi. Alla fine dell’incontro verrà proiettato il documentario “Hanna e Violka”, di Rossella Piccinno: il film racconta di Hanna, una badante polacca sul territorio salentino, che viene aiutata temporaneamente nel suo mestiere dalla figlia Violka. Il documentario si snoda tra le cure che queste donne prestano ai nostri “nonni”, il desiderio di essere più vicini ai propri cari e la necessità forte di lavorare per vivere. Un modo simpatico per parlare di donne fuori dagli schemi e soprattutto fuori da cliché preconfezionati: l’incontro anticipa infatti l’8 marzo, giornata della donna, che, sempre più spesso, anziché diventare un interessante momento di spunto e riflessione, si riduce a una bieca festa commerciale.

Angela Leucci

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A Uggiano: “Giovani, polizia e legalità”

A Uggiano la Chiesa proseguono gli incontri dedicati al tema “Giovani, polizia e legalità”: al via il secondo incontro che si tiene il prossimo 19 febbraio presso la biblioteca De Viti De Marco di Casamassella alle 18,30. Interverranno, oltre al primo cittadino Salvatore Piconese, il senatore Alberto Maritati e il capogabinetto della Questura di Lecce Massimo Gambino. Si continuerà a parlare, innanzi tutto, dei concorsi dedicati agli aspiranti nelle forze dell’ordine, e quello che bisogna affrontare per divenire un difensore della cosa pubblica, un tema già introdotto dal primo incontro sul tema. L’incontro, che è organizzato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Uggiano, prevede anche una parte dedicata appunto alla Polizia, sul suo ruolo nella lotta contro l’illegalità: dalla mafia alla corruzione, dalla sicurezza stradale alle problematiche giovanili, come la diffusione del bullismo. L’evento rientra in una serie di manifestazioni organizzate e realizzate dall’amministrazione comunale del paese dell’entroterra idruntino, per cercare di dare risposte ai molti giovani del territorio, quelli del comune e della vicina frazione di Casamassella, su queste tematiche.

Angela Leucci

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Palmariggi “si illumina di meno”

L’amministrazione comunale di Palmariggi aderisce ancora una volta all’iniziatica lanciata dalla trasmissione Caterpillar di Radio 2 “Mi illumino di meno”. L’iniziativa è condotta in tutta Italia con modalità differenti, lo scopo però è unico ed è quello di sensibilizzare al risparmio energetico. L’iniziativa si tiene quest’anno il 18 febbraio e si tratta di una special edition dedicata al 150 anni dall’Unità d’Italia: l’invito di Caterpillar è da sempre rivolto a comuni, associazioni, scuole, aziende e case di tutt’Italia, che potrebbero dare vita a quello che il comunicato della trasmissione chiama “silenzio energetico, che ha coinvolto le piazze di tutt’Europa negli anni scorsi, per fare spazio, dove possibile, a un’accensione virtuosa, a base di fonti rinnovabili”. La ricerca non mira solo a spegnimenti simbolici, ma anche ad accensioni originali di luci pulite a tema tricolore: “Turbine, lanterne, Led o biciclette – continua il comunicato – che alimentino tricolori luminosi su tutto il territorio nazionale. Impariamo a risparmiare, a produrre meglio e a pretendere energia pulita per tutti”. Il comune di Palmariggi, attento alle questioni ambientali, che l’anno scorso diede pubblica lettura sulle energie rinnovabili con brani tratti da “Le città invisibili” di Italo Calvino, ha fatto distribuire nelle scuole del paese un decalogo contenente dieci regole di risparmio energetico da rispettare tutto l’anno. Alle 18 del 18 febbraio, invece, si spegnerà la piazza, che sarà lasciata al buio per 10 minuti: accese solo tre stanze del primo piano della sede municipale, alimentate con energia ottenuta da fonti rinnovabili, ossia dai pannelli fotovoltaici situati sulla terrazza del municipio: le luci delle tre stanze saranno colorate, una di rosso, l’altra bianca e la terza verde, i tre colori simbolici della nostra bandiera nazionale.

Angela Leucci

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L’Arena: un luogo per la musica

A Carpignano Salentino c’è un luogo dov’è la musica a farla da padrone. È l’Arena, un discopub che ospita spesso concerti e live interessanti di artisti provenienti dal panorama nazionale e internazionale. L’evento musicale è una delle iniziative più diffuse nel Salento, forse per la nostra vocazione canora che ormai tutta Italia ci riconosce, forse perché appare sempre importante per il territorio creare nuovi spazi dedicati all’intrattenimento musicale. Con queste premesse nasce l’Arena, che si trova presso la zona industriale del piccolo comune in provincia di Lecce, lontano dal centro abitato e facilmente raggiungibile da moltissimi paesi della provincia. “Le dimensioni – spiegano da Millenium, la società che gestisce il locale – lo caratterizzano e lo rendono una sorta di teatro dove va in scena la musica. Lo spazio esterno, utilizzato in estate, rende il locale ampiamente gestibile in base agli eventi. Percepiamo questo locale come un grande contenitore di emozioni”. Il fitto calendario di eventi, poi, caratterizza l’attività dell’Arena, sia in estate che in inverno, divenendo punto di riferimento per gli appassionati di alcuni generi musicali. Tra gli ospiti passati di qui si possono annoverare Emanuele Pagliara, DubTerror & Deniro, Treble, Brusco, Anthony Johnson, Aba Shanty, Dj Gruff, Motel Connection e molti altri. Nonostante, la presenza di figure “forestiere” un ampio spazio è dedicato anche ai musicisti autoctoni.

Angela Leucci

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Anche a Maglie per dire: “Basta!”

Si chiamano Tatta, Vinicia, Lory. E ancora Daniela, Pupa, Stefania, Annamaria, Patrizia, Paola, Marialucia, Gabriella, Gianna, Sabrina. Sono solo alcuni nomi delle donne che domenica mattina, in piazza Aldo Moro a Maglie, hanno protestato contro la diffusa concezione sessista e maschilista della donna, contro i modelli diffusi dal premier Silvio Berlusconi, le sue scappatelle, i suoi media, le sue dichiarazioni, che raccontano di una donna che è solo corpo, non anima, non mente. È stato questo il filo rosso che ha riunito in piazza tante donne e tanti uomini: la voce delle donne ha voluto gridare la propria dignità, in una manifestazione non legata a schemi strettamente politici o partitici, anche se non mancavano delle esponenti della politica locale. Eppure tutto era cominciato da una donna Tatta Lanzilotto, avulsa da qualunque schema, da qualunque etichetta, che una mattina si è svegliata, ha preso un lenzuolo e ci ha scritto sopra “Basta”, e l’ha appeso fuori dal suo balcone, a testimoniare un’indignazione che non è uno dei soliti attacchi al premier, ma va oltre e afferisce alla divisione stessa del mondo. Perché le donne sono viste male, ma la misoginia affonda le radici nella storia del mondo, nelle “Mille e una notte”, per esempio, in cui Sherazade è costretta a salvarsi raccontando storie per un uomo tradito, ingannandolo a sua volta. Una storia in cui George Eliot, al secolo Mary Anne Evans, era costretta a firmarsi con un nome da uomo, affinché le persone leggessero i suoi libri. Una storia fatta di stereotipi, in cui solo le donne brutte e malvestite hanno un cervello, ma fanno paura. E quello che passano le donne, le accomuna a tutte le categorie di diversi, omosessuali, disabili, extracomunitari. Perché anche le quote rosa sono una forma di ghettizzazione, e non si pensa invece a delle forme di aiuto per le donne, che sono madri e lavoratrici e aspirano alla politica. Perché la partecipazione non dovrebbe essere un bene di nicchia, ma estesa a tutti, tutti coloro che vogliano entrare in un movimento, piuttosto che in un partito. E di donne in un movimento ce n’erano tante in piazza, come le donne dell’associazione Biblioteca di Sarajevo, che si pregia di avere una presidente donna, eletta per il suo impegno, le sue capacità, la sua intelligenza. Perché il concetto stesso di categoria è sbagliato e induce al razzismo. E siamo “pietrificati”, come recita lo slogan di questa manifestazione, sui manifesti creati da Daniela, una di queste donne, che ispirandosi alla grafica delle manifestazioni nazionali, ha realizzato una locandina, affiggendola sul monumento a Francesca Capece, simbolo di Maglie e della sua borghesia. E a un certo punto della manifestazione è anche risuonata forte una registrazione, la voce di un’altra donna simbolo, stavolta della cultura italiana, Franca Valeri, attrice pregevole, che però ha spesso risentito del razzismo insito nel cinema italiano, come ne “Il segno di Venere” di Steno, in cui era la cugina, bruttina e insignificante, di una procace Sofia Loren. Ma meglio non parlare di donne simbolo, anzi, meglio non parlare affatto di donne: finché non riusciremo a guardare al nostro sesso come persone, il cambiamento non arriverà mai.

Angela Leucci


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