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Raccolta rifiuti sospesa in 42 comuni. Tutta colpa dei morosi

Ben 42 comuni senza raccolta dei rifiuti. Potrebbe essere l’emergenza dell’estate: da ieri, infatti, il servizio è stata sospeso e la discarica di Poggiardo è rimasta chiusa. All’origine del disagio che potrebbe portare a conseguenze disastrose per il turismo salentino c’è il rifiuto della ditta che gestisce l’ impianto di Poggiardo a proseguire il servizio nonostante le morosità. “Non condivido la posizione della ditta appaltatrice –spiega Silvano Macculi, presidente dell’Ato- tuttavia comprendo le difficoltà a operare con morosità pregresse e diffuse. Da una parte ci sono le esigenze economiche, ma dall’altra c’è l’impossibilità di interrompere un pubblico servizio”. Insomma, la ditta pretende il pagamento delle morosità in capo ai comuni, ma i cittadini hanno bisogno di un servizio pubblico essenziale quale la raccolta dei rifiuti, è un problema che potrebbe mettere in ginocchio la stagione turistica. C’è chi non ci sta come il sindaco di Uggiano Salvatore Piconese che è certo di non avere pendenze con l’Ato. Insomma, un problema di difficile soluzione. “Per quel che ci riguarda –prosegue Macculi- non siamo d’accordo con l’azione intrapresa dalla ditta appaltatrice dato che i ritardi dipendono soprattutto dai bilanci in chiusura. Molti comuni, infatti, stanno per chiudere il bilancio il 30 di questo mese, per cui occorre avere pazienza per i pagamenti. Ora la ditta ha chiesto l’elenco dei comuni morosi e da domani per quelli virtuosi tra cui Uggiano la Chiesa inizierà subito la raccolta differenziata”. Insomma, i problemi derivano dai comuni più grossi che hanno accumulato notevoli ritardi nei pagamenti. In alcuni casi, come per il Comune di Otranto si è provveduto in questi giorni ai versamenti. Insomma, la vertenza potrebbe sbloccarsi a breve, ma le difficoltà restano. In molti ritengono, infatti, troppo oneroso il servizio. Speriamo che tale problema non pregiudichi una stagione turistica che si preannuncia molto positiva.

Elio Paiano

 

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La Provincia al capezzale del faro di Palascìa

Il faro di Palascìa è inagibile, anzi è abbandonato a se stessso. È questo l’allarme lanciato con un sit-in dal Movimento Regione Salento e da Italia Nostra. I responsabili del Movimento e Marcello Seclì, dell’associazione ambientalista, hanno incontrato la vicepresidente della Provincia di Lecce Simona Manca, il presidente della commissione Cultura, Francesco Bruni, e il sindaco di Otranto Luciano Cariddi. La preoccupazione è che il faro, dopo l’incendio dello scorso inverno, resti inagibile per tutta l’estate. Gli enti hanno assunto l’impegno di agire in maniera concreta per risolvere la questione e ora si attendono ulteriori sviluppi. Contemporaneamente, l’Università del Salento ha effettuato il sopralluogo con il perito dell’assicurazione che dovrà stabilire l’entità del danno. L’incendio del quadro elettrico, infatti, ha riempito di fuliggine l’intero stabile che va ora bonificato. Oltre a ciò, occorre stabilire se l’impianto stesso è ancora integro. “Dopo questa prova, se il risultato sarà positivo – spiega Franca Sangiorgi del Disteba dell’Università del Salento- contiamo di riaprirlo già per questa estate”.

Elio Paiano

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Spiaggia libera occupata a Melendugno: scatta il sequestro

La Guardia costiera di Otranto e San Foca ha scoperto una spiaggia libera occupata abusivamente dagli ombrelloni. L’importante operazione di polizia marittima è stata portata a segno nella mattinata, per la precisione in località San Foca, frazione del comune di Melendugno. L’intervento è giunto in seguito a una lunga attività investigativa e dopo numerosi appostamenti. Si mirava infatti alla repressione dei reati di occupazione abusiva di spazi demaniali marittimi, portando alla scoperta dell’esistenza di una spiaggia libera attrezzata abusiva, nonché al rinvenimento di alcune strutture prive di qualsiasi autorizzazione demaniale e urbanistica.

Così i militari intervenuti hanno prontamente informato il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Lecce, il quale ha disposto il sequestro penale delle strutture non dichiarate.

In esecuzione dell’ordine del magistrato, gli investigatori hanno apposto i sigilli alle strutture, che erano destinate a svolgere la funzione di deposito materiale e di wc, portando davanti all’autorità giudiziaria gli autori del reato, che in base al Codice della Navigazione è punito penalmente. Tuttavia, sono ancora in corso le indagini dei militari finalizzate a smascherare ulteriori reati.

L’operazione, scaturita dal costante impegno della guardia costiera impegnata nel controllo del demanio marittimo e del mare territoriale, in particolare del tratto di litorale San Foca-Torre dell’Orso, ha portato così alla liberazione di una spiaggia che si aggiunge alla schiera di quelle già esistenti.

Certamente, in questo periodo, il litorale salentino, che è preso letteralmente d’assalto da numerosi bagnanti, giunti qui per godere delle sue spiagge meravigliose, non potrà che trarne giovamento.

La Capitaneria invita tutti a segnalare emergenze marittime e abusi, chiamando il numero blu 1530.

Jenny De Cicco

Guardia Costiera a San Foca


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Uggiano vota la “rivoluzione”, via dall’Ato per la gestione dei rifiuti

A Uggiano la Chiesa la piazza ha deliberato la rivoluzione anti-gestione Ato. Una decisione fortemente voluta dal Palazzo e già annunciata qualche giorno fa dalla residenza comunale, così l’amministrazione comunale “allargata” è arrivata alle proprie conclusioni: “Dal Consiglio comunale di Uggiano La Chiesa parte un segnale politico chiaro: il legislatore si affretti a superare definitivamente le Ato”, avverte infatti il primo cittadino di Uggiano, Salvatore Piconese, sintetizzando le decisioni prese durante l’assemblea pubblica di questi giorni. A mettere il dito tra assessori e consiglieri, tra maggioranza e opposizione, ci hanno pensato insomma gli elettori, un evento definito dal sindaco “un’alta forma di democrazia partecipata”. Secondo Piconese e, adesso, anche secondo i suoi concittadini, non si poteva infatti continuare a pagare così tanto un servizio scadente, ed infatti, subito dopo il vertice popolare, il sindaco si è espresso. “Poiché in questi anni le Ato hanno dimostrato la loro inutilità, è indispensabile un ritorno ai Comuni della gestione della raccolta dei rifiuti, al fine di migliorare l’intera organizzazione del servizio e poi avviare subito sul territorio un confronto popolare, per costituire un comitato formato da uomini e donne che si dedicheranno al problema, stimolando anche le scelte gli enti preposti. La discussione aperta del nostro Consiglio comunale ha dimostrato quindi che la questione dei rifiuti è particolarmente sentita dai cittadini, e che pertanto è indispensabile un loro coinvolgimento”. Ora che il Consiglio uggianese ha votato all’unanimità la “rivoluzione”, Uggiano e Casamassella si avviano, dunque, all’abolizione e al superamento delle Ato, con il conseguente passaggio della gestione della raccolta rifiuti all’Unione dei Comuni e la nascita di un comitato popolare formato da cittadini e amministratori e preposto a seguire tutta la vicenda fino alla sua risoluzione. Una scelta rilevante anche per i comuni attigui al territorio uggianese, scaturita dai rincari della Tarsu che hanno costretto il sindaco Piconese a mettere in discussione il rapporto con l’Ato Le 2, avviando la battaglia legale in difesa degli interessi dell’ente comunale.

Jenny De Cicco

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Via Salvatore Fitto, sì o no? L’opinione della “Biblioteca di Sarajevo”

Continua a far discutere la decisione della commissione Toponomastica di Maglie di modificare la denominazione di via Muro in via Salvatore Fitto. Si tratta di una decisione presa già tre anni fa, ma che fa discutere solo ora perché la modifica sta avvenendo nell’anno del censimento, per evitare maggiori noie burocratiche. E adesso nella querelle interviene anche l’associazione politico-culturale “Biblioteca di Sarajevo”, che ha voluto mettere in risalto come ci siano tanti illustri concittadini che non hanno nessun intitolazione, o addirittura alcuni che l’hanno sono finiti nel dimenticatoio, anche per la mancanza di una targa che attesti l’avvenuta intitolazione di una strada. “Quello che diventa difficile da capire in questa improvvida decisione”, spiegano infatti dal circolo, “è l’accanimento con cui si vuole tenere alta la memoria di un solo cittadino con ripetitive intitolazioni di più luoghi significativi. A Salvatore Fitto sono già intitolate, degnamente, l’aula consiliare, una scuola e un campo di calcio, e ora anche una strada. Non discutiamo sulla figura umana e pubblica di Salvatore Fitto, ma vogliamo fermare l’attenzione sul metodo: possibile che Maglie sia diventata così asfittica da non aver avuto e non avere anche adesso concittadini degni di tanto onore? Quanti altri illustri cittadini degni di intitolazioni ne sono ancora privi, o, peggio, pur avendo goduto di tale onore oggi sono del tutto dimenticati? Ad esempio il palazzetto dello sport: fin dal 2001 è intitolato a Fernando Lapalorcia, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912, ma la struttura è ancora priva di una semplice targa commemorativa delle gesta che hanno reso famoso l’atleta in tutto il mondo. E infatti, nonostante l’intitolazione ufficiale, il palazzetto a molti è noto oggi come PalaBetItaly, per la presenza di un’insegna pubblicitaria al suo ingresso. E poi, ancora, la scuola media”, insistono dalla Biblioteca. “Fin quando le due sedi erano separate e autonome, ognuna aveva la sua intestazione: Salvatore Panareo era il primo nucleo di via Manzoni, e Oronzio De Donno il secondo nucleo di Piazza Bachelet, ma ora la scuola è stata degradata all’assurda intitolazione Scuola Media Statale Via Manzoni. Abbiamo sempre sottolineato l’importanza della toponomastica: nel 2004 coinvolgemmo i ragazzi delle scuole dell’obbligo di Maglie in un concorso di idee per l’intitolazione dell’area verde ricadente in piazza Ettore Negro, e la vittoria fu assegnata a chi propose il poeta Salvatore Toma quale intitolazione di quello spazio. Ma mai alcuna amministrazione succedutasi nel tempo ha tenuto conto di questa proposta. Oggi ci chiediamo per quale ragione si dedichi tanta attenzione solo ad alcuni personaggi magliesi del passato, e non a tutti coloro che hanno scritto pagine importanti e che hanno contribuito notevolmente a tenere alto il nome di Maglie a livello nazionale ed internazionale. L’augurio che formuliamo è che si possa avviare una serena riflessione, recuperando tante disattenzioni che hanno caratterizzato le scelte, a volte arbitrarie, compiute nelle celebrazioni storiche della nostra città”.

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Poggiardo, ritorna il problema degli allagamenti.

Il forte temporale che ha colpito il basso salento durante le prime ore del pomeriggio non ha risparmiato di certo la città di Poggiardo. Numerosi gli allagamenti causati dalla pioggia intensa soprattutto nelle zone centrali della cittadina.

In via Vittorio Veneto l’acqua è salita di almeno cinquanta centimetri e miglior sorte non è toccata alla strade limitrofe.

In piazza Episcopo, uno degli scavatori impegnati nei lavori di canalizzazione, si è quasi ribaltato senza però alcuna conseguenza. Ora la situazione è sotto controllo, grazie anche al tempestivo intervento degli operai. Anche il largo stazione è stato interessato da questa ondata improvvisa di maltempo. Solo l’intervento dei vigili del fuoco ha permesso ad un’automobilista di trarre in salvo la propria autovettura impantanata nell’acqua alta e nel fango. Per fortuna nessuna conseguenza anche se il problema degli allagamenti, a Poggiardo, è piuttosto frequente come lamentano alcuni cittadini del posto. I lavori di canalizzazione avviati dal Comune dovrebbero però risolvere del tutto questa annosa questione. Dopo il temporale numerose persone si sono riversate per strada per verificare la situazione. Tranne qualche scantinato allagato e detriti sparsi nei pressi delle abitazioni, non vi è alcun danno sostanzioso. Anche il neo sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati, è intervenuto sul posto per tranquillizzare i cittadini. Ora a lui, e alla sua giovane giunta, l’arduo compito di risolvere definitivamente un problema, che come ci dicono alcuni cittadini, va avanti da almeno venti anni.

Cristian Rizzo

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Natante in difficoltà nel Canale d’Otranto, a bordo 60 migranti: anche otto bambini

Ennesimo sbarco sulle coste otrantine. Già ieri era partita la segnalazione di un natante in difficoltà tra le acque della Sicilia, la Calabria e il Canale d’Otranto, in cui si pensava ci fossero una settantina di persone; l’imbarcazione è stata intercettata infatti a diverse miglia a largo del Canale d’Otranto e subito scortata dagli uomini della Guardia di Finanza presso il porto di Otranto.

Sulla barca a vela, recante il nome “Thomas VII” – un 14 metri – erano stipate una sessantina di persone. All’attracco sono giunti i soccorsi della Misericordia di Otranto, del 118, della Croce rossa e della Protezione Civile, che si sono subito accertati dello stato di salute del gruppo di migranti. La Guardia di Finanza ha peraltro individuato subito i due scafisti, di cui si deve ancora accertare la nazionalità, che sono stati subito arrestati.

Una sessantina i giovani a bordo, di etnia mista, probabilmente curdi, iraniani e iracheni, quasi tutti al di sotto dei trent’anni. Tra loro anche tre donne (una in evidente stato di gravidanza, subito portata presso l’ospedale di Scorrano per gli accertamenti del caso) e otto bambini in tenerissima età, da uno ai sette anni.

Così, subito dopo le perquisizioni e i primi accertamenti, i migranti sono stati trasportati presso il centro di primissima accoglienza “Don Tonino Bello” per l’identificazione e le prime cure, dopo di che verranno trasferiti nei centri di accoglienza pugliesi.

Jenny De Cicco

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Ato Lecce/2, è polemica rovente tra Minervino, Uggiano e Giurdignano

Un caso balza agli onori delle cronache in questi giorni: la querelle tra i sindaci Caroppo, Piconese e Fanciullo, rispettivamente di Minervino, Uggiano e Giurdignano. Motivo, la questione ATO/LE2 sollevata dalla giunta uggianese, che ha deciso di rimettere nelle mani del giudice gli esosi compensi della gestione dei rifiuti del presidente Silvano Macculi, peraltro da alcuni considerata carente.

I sindaci di Minervino e Giurdignano, il 3 giugno, hanno infatti con missiva invitato i comuni consorziati ATO a risolvere i problemi all’interno di tale organismo per ottenere un miglioramento del servizio a favore delle comunità. Il sindaco Fanciullo, condividendo i malumori sui costi della raccolta e lavorazione dei rifiuti solidi urbani relativi al conguaglio 2009, al consuntivo 2010 e al preventivo 2011, ha scritto d’altronde anche al presidente dell’Ato Le 2- Macculi, appunto – chiedendogli la convocazione dell’assemblea per discutere la questione.

Caroppo, invece, tuona contro Piconese: “Che lui si auguri di essere seguito dagli altri sindaci sulla strada intrapresa mi sembra avventato. Sono infatti abituato a chiedere ai miei colleghi sindaci di condividere le mie decisioni solo dopo averne discusso di persona, non certo a mezzo stampa”. Per Caroppo, infatti, il ricorso all’avvocato intrapreso da Uggiano è uno schiaffo al dialogo tra istituzioni, e l’azione di Piconese, dice ancora Caroppo, avrà come unico esito quello di sottolineare la cattiva gestione dell’intera vicenda da parte della Regione Puglia: “Ecco perché questa battaglia, il sindaco Piconese, se la farà da solo”, conclude Caroppo. “Ribadisco infatti che per i piccoli comuni l’Ato è l’unica soluzione, e che questa storia ha avuto inizio nel 2007, alla prematura chiusura della discarica di Nardò”.

Ma la risposta di Piconese è subito pronta: “L’eccesso di zelo del Sindaco Caroppo è bizzarro, risponde al posto di altri invece di difendere gli interessi della propria cittadinanza dall’aumento del costo dei rifiuti. Caroppo è un personaggio spiritoso, difficilmente va preso sul serio. Farebbe meglio a occuparsi di più dei problemi di Minervino”. “Rimaniamo sconcertati dai toni utilizzati da Caroppo”, dicono anche dalla giunta Piconese. “Invece di entrare nel merito della problematica, egli si scaglia senza nessuna motivazione contro il nostro Sindaco, dando giudizi e valutazioni sull’operato di un’altra amministrazione comunale”.

A replicare al sindaco di Uggiano, visto il no comment di Caroppo, è l’assessore Giuseppe Foscarini: “Se il Sindaco di Uggiano la Chiesa pensa che il nostro Sindaco sia una persona poco seria, ci dovrebbe spiegare come mai lo ha seguito in più di una iniziativa e progetto. Credo che in questa vicenda, qualcuno abbia voluto fare il protagonista a tutti i costi. Leggendo le dichiarazioni del Sindaco Caroppo è chiaro che volevano essere solo un richiamo politico alle parti coinvolte nella vicenda affinché ognuna di esse si assuma le proprie responsabilità. Mi permetto di ricordare al sindaco Piconese che il Comune di Minervino, e in particolare il sindaco Caroppo, hanno dato sempre, sul tema dei rifiuti, prova di serietà e di grande senso di responsabilità, nell’interesse non solo dei cittadini del comune di Minervino, ma di tutti coloro che risiedono nei comuni interessati dall’ATO Le/2, fuori e soprattutto dentro l’assemblea. E poi a tutt’oggi tarda ad arrivare una smentita rispetto ai quesiti politici, posti dal sindaco Caroppo: al riguardo il sindaco Piconese dovrebbe rivolgersi all’avvocato Umberto Muci, suo vicesindaco che difende Minervino sostenendo le tesi del sindaco Caroppo”. Conclude quindi Foscarini: “Forse Piconese farebbe bene a riportare la discussione su binari politico-istituzionali, piuttosto che emettere giudizi che rischiano di rovinare non solo i rapporti istituzionali, ma addirittura i rapporti personali tra sindaci. E questo, sinceramente, i cittadini di Minervino e di Uggiano non se lo possono permettere”.

Jenny De Cicco

L’eccesso di zelo del Sindaco Caroppo è bizzarro, risponde al posto di altri invece di difendere gli interessi della propria cittadinanza dall’aumento del costo dei rifiuti. Caroppo è un personaggio spiritoso, difficilmente va preso sul serio. Farebbe meglio a occuparsi di più dei problemi di Minervino

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Tornano gli sbarchi vecchio stile: in 150 approdano a Otranto su una vecchia carretta del mare

Ritornano le “carrette del mare” a Otranto con uno sbarco di immigrati simile a quelli che partivano dall’Albania negli anni ’90. Circa 150 immigrati, tutti nordafricani, sono infatti giunti nelle scorse ore a Otranto in piena notte, a bordo di un vecchio peschereccio.

Verso la mezzanotte di ieri, infatti, gli uomini della Guardia di Finanza hanno avvistato un’imbarcazione che procedeva lentamente al largo di Otranto. Non appena si sono avvicinati, la scena che si è presentata ai loro occhi aveva dell’incredibile: in un’imbarcazione di poco più di 25 metri c’erano –stipate all’inverosimile – almeno 150 persone. Con l’aiuto della Guardia Costiera di Otranto gli uomini della Guardia di Finanza sono quindi riusciti a bloccare il natante che procedeva, senza fermarsi, verso la costa. Un terzo dei passeggeri sono stati fatti salire a bordo, gli altri sono stati scortati sino al porto di Otranto.

Un insolito sbarco che riporta alla mente quelli degli anni ’90, quando le carrette del mare portavano i migranti in Puglia dall’Albania e dalla ex Jugoslavia. Del resto le modalità di immigrazione degli ultimi tempi sono molto diverse, con gli uomini fatti salire in piccoli gruppi, una trentina di persone, in yacht o velieri. Questo nuovo sbarco, invece, apre molti interrogativi e gli uomini delle forze dell’ordine stanno indagando per comprendere se sia stata ripristinata la rotta del Canale d’Otranto. Gli scafisti, subito identificati, sono stati arrestati. Gli immigrati, invece, sono stati portati al Centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto. Qui si è proceduto all’identificazione degli immigrati, che sono stati rifocillati ed assistiti dal personale della Croce Rossa e dai volontari della Misericordia di Otranto. Ma da qui, non appena hanno compreso di trovarsi nelle condizioni di essere subito rimpatriati, alcuni di essi sono fuggiti: qualcuno anche lontano, sino a Minervino. Le forze dell’ordine li hanno rintracciati, ma non tutti: almeno una ventina, infatti, mancano ancora all’appello.

Elio Paiano


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Porto di Otranto, attività commerciali a singhiozzo causa sbarchi

Un dramma, la situazione che in questi giorni si vive nella baia del porto di Otranto, dove gli arrivi di natanti nuovamente carichi di migranti rischiano di bloccare le attività portuali. La Capitaneria di Porto, infatti, ha in pochissimo tempo svolto un’enorme opera di risanamento del luogo dal punto di vista igienico-sanitario, bonificando le “carrette del mare” che si presentava cariche di topi, oltre che di persone, con il rischio di contrarre gravi malattie per chi lavora nel porto. Ma anche ieri, con l’approdo del peschereccio carico di giovani nordafricani, la nave mercantile che fa scalo nel porto idruntino per caricare e scaricare cemento ha dovuto attendere diverse ore al largo prima di poter attraccare e svolgere le proprie attività, non solo per la stazza del peschereccio, ma anche perché lo specchio d’acqua è saturo d’imbarcazioni.

“La situazione è preoccupante, la banchina è quasi bloccata”, lamentano infatti dalla Cooperativa portuali, “un altro arrivo e rischiamo di non poter lavorare”. Venti famiglie rischiano di perdere insomma la principale fonte di reddito: “Chiediamo l’intervento del Prefetto. Portassero queste imbarcazioni verso altri lidi, più grandi e funzionali , oppure che vengano ripulite e fatte inabissare”.

Nell’ultimo anno le navi attraccate infatti a Otranto a causa dell’infausto traffico di vite sono cinque (cui si deve aggiungere il peschereccio di ieri), tutte sequestrate e parcheggiate, in attesa del proprio destino. E intanto la baia si riempie.

Jenny De Cicco


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Camping abusivo, la Polizia provinciale “libera” una pineta

Un camping collegato all’attività sportiva, ma del tutto abusivo. Questo è ciò che ha constatato, nelle scorse ore, la Polizia provinciale, comandata da Antonio Arnò e coordinata dal tenente Giancarlo De Matteis. La struttura esisteva da lungo tempo, aveva il suo sito internet ed era molto conosciuta tra gli appassionati di immersioni: del resto si trova in una fantastica pineta a pochi passi dal mare, in area Parco Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco delle Vallonee di Tricase, nonché nella istituenda Area marina protetta di Otranto. Agli occhi degli uomini della Polizia Provinciale la struttura si è presentata quindi come totalmente priva di autorizzazioni, ma anche delle più elementari norme di sicurezza come l’impianto antincendio etc. La presidente dell’associazione sportiva, una donna bresciana di 38 anni, è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Lecce. Sempre nel camping sono state sequestrate attrezzature da campeggio e una ventina di roulotte, tutte senza targa e radiate dal Pra (considerate rifiuti speciali non pericolosi), all’interno di un’area di oltre 1500 metri quadrati. Insomma una struttura che, oltretutto, violava ogni vincolo ambientale, faunistico, idrogeologico e paesaggistico presente nella zona.

Elio Paiano

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Rubano i cavi di rame dell’Acquedotto, mezzo Salento a secco

Un furto di rame che ha avuto gravi conseguenze per tutto il Salento, quello scoperto ieri, e cinquanta comuni che rischiano di restare a secco proprio all’inizio della stagione turistica. L’Acquedotto Pugliese, nella sua stazione di sollevamento di Corigliano d’Otranto, non ha infatti impianto d’allarme, così i ladri sono riusciti ad entrare e ad agire indisturbati per quasi 24 ore nella stazione, provocando 150mila euro di danno, rubando oltre 50 metri di grossi cavi di rame e mettendo fuori uso l’impianto. Il tecnico incaricato del controllo ha così dato l’allarme quando ha visto calare, paurosamente, il livello del pozzo di riserva. A quel punto il sopralluogo dei carabinieri di Maglie ha messo in luce il furto. Risultato, un’emergenza importante, cui si è fatto fronte con ogni mezzo. “Un’autobotte è stata mandata immediatamente all’Ospedale di Galatina”, dicono infatti i responsabili dell’Acquedotto Pugliese- “per evitare che restino privi di acqua i pazienti”. Ora si sta lavorando per riparare il guasto, e si spera che l’emergenza rientri nelle prossime ore. “Consigliamo di non aggravare la situazione facendo inutili scorte d’acqua”, avvertono dall’AQP, “il problema sarà presto risolto”. Nulla si sa, per ora, sui responsabili di questo grave gesto criminoso che ha messo in crisi la fornitura idrica di mezzo Salento, anche se la zona di Otranto non è stata toccata dall’emergenza, viste le enormi scorte idriche stoccate presso il deposito di Bandino.

Jenny De Cicco

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