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Tassa di soggiorno, tanto tuonò che piovve: ricorso al Tar degli operatori

Tassa di soggiorno a Otranto? Confindustria, Confesercenti e Assohotel non ci stanno, e propongono il ricorso al Tar richiedendo anche il decreto cautelare urgente di sospensione, attraverso gli avvocati Luca Bruni e Luigi Mariano. Oltre alle associazioni, a proporre ricorso sono anche quindici operatori turistici di Otranto che chiedono sia discussa nel merito tale imposizione. “Un ricorso che verte su diversi punti”, spiega l’avvocato Bruni, “tra cui l’intempestività dell’introduzione di questa tassa, con la stagione già in corso e con costi giornalieri già negoziati con il cliente, e poi la violazione del codice del contribuente e dei principi generali in materia, che rimandano al 1° gennaio dell’anno successivo l’operatività di ogni imposta o tributo, e infine la violazione del vincolo di destinazione delle somme, dato che il Comune di Otranto, nell’approvazione del bilancio, non ha indicato come e dove intende spendere i proventi di questo prelievo”. Insomma, sulla tassa di soggiorno si addensano, in piena estate e nel primo anno di applicazione, le nubi di un ricorso al Tar che potrebbe avere gli esiti più vari. Peraltro, se dovesse essere accolto il decreto cautelare d’urgenza che sospende la tassa, la maggior parte degli introiti previsti andrebbero perduti. Con molta probabilità il Tar si pronuncerà il 27 di luglio, in piena stagione turistica.

Elio Paiano

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Ignoti hacker “bucano” i siti di 20 atenei italiani. Anche quello del Salento

Bucati i database dei siti di 20 università italiane, attraverso il furto di user e password. È successo il 6 luglio, e la notizia si è diffusa attraverso un account Twitter, appena creato, dal quale è possibile anche scaricare la cartella “italian_universities_dump”, contenente 18 sottocartelle con sigle richiamanti quelle degli atenei italiani: polimi, uniba, unibocconi, unito, e tra queste anche quella dell’Università del Salento. L’attacco hacker pare essere opera dei “LulzStorm”: così si fanno chiamare i protagonisti del preoccupante gesto, che dal nome ricordano un altro gruppo noto come LulzSec 1, autori di non pochi grattacapi per il PlayStation Network2 della Sony, il sito della Cia 3, quello del Senato degli Stati Uniti. È possibile leggere, tra i file in inglese rilasciati dal LuluzStorm, le motivazioni che hanno spinto il gruppo a rompere la sicurezza web degli atenei italiani: “Oggi è un grande giorno per tutti noi, e molto brutto per le università italiane. I loro siti sono pieni di debolezze. Alcuni di loro pensano di essere al sicuro, con password inattaccabili. E voi, popolo italiano, state dando tutti i dati a idioti come questi? È uno scherzo? Cambiate la vostra password, ragazzi. Cambia il tuo concetto di sicurezza, università. Avremmo potuto fare molto di più. Avremmo potuto distruggere il tuo database e la rete. Eri pronto per questo?”. I LulzStorm hanno rubato indirizzi email con relative password, numeri di telefono e schede degli studenti complete di nome, cognome, numero di telefono, indirizzo, password e codice fiscale. E oggi il rettore dell’Università del Salento Domenico La Forgia lancia un appello ai suoi studenti di Ingegneria informatica: “Lanciamo una sfida ai nostri studenti dei corsi di Ingegneria Informatica per l’ideazione di sistemi più efficienti di monitoraggio e messa in sicurezza dei dati, non solo sensibili”.

Jenny De Cicco

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Martano, morto per una caduta dalle scale. Ieri i funerali

Cordoglio a Martano per i funerali di un altro giovane che se ne va. Ieri alle 17 è partito da via Quintino Sella il corteo funebre che ha accompagnato per l’ultima volta Antonio De Santis per le strade di Martano. Le scale di casa sono state fatali per il quarantatreenne, che rientrava nella sua abitazione dopo aver assistito alle prove dello spettacolo di danza, che si terrà l’8 luglio presso l’anfiteatro del parco giochi comunale, cui avrebbe dovuto partecipare la figlia più piccola. Una caduta dalle scale che non ha lasciato scampo al giovane, che, pur trasportato d’urgenza all’ospedale Vito Fazzi, non ce l’ha fatta. Antonio lascia una moglie e due figlie di 12 e 17 anni. Era un figlio del nostro tempo fatto di precariato e incertezza del domani. “Grande lavoratore e persona affabile e disponibile” è la definizione che i concittadini danno di lui. Antonio faceva il fruttivendolo nell’ultimo periodo, ma molti lo ricordano anche come operatore ecologico. Si arrangiava e si sacrificava per mandare avanti la famiglia, per non far mancare nulla alla sua prole che ieri, con lacrime di disperazione, lo invocava. Antonio, come direbbe Caparezza, era un “eroe contemporaneo”, come molti padri di famiglia, perché nella vita oggi è difficilissimo mantenere una condotta retta e dignitosa come quella di Antonio e dei suoi. Intanto in paese regna lo sconforto per questo tragico sequel di vittime di incidenti.

Fabio Tarantino

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Tuffo a mezzanotte, si schianta su uno scoglio: operato al Fazzi, rimarrà paralizzato

Rischiare la vita per un tuffo a mezzanotte. Sta capitando a Damien Motten, 24 anni, turista francese a Otranto, che la scorsa notte dopo una festa ha deciso di calarsi in acqua per un bagno ristoratore presso la spiaggia del Club Med, ma probabilmente per la scarsa visibilità ha sbattuto violentemente la testa su uno scoglio. Il ragazzo, dopo la botta, ha perso i sensi, così la fidanzata, accortasi dello stato di Damian, ha dato l’allarme, facendo scattare i primi soccorsi da parte degli ospiti del Club che lo hanno trascinato a riva, nell’attesa del 118 di Otranto. All’arrivo dei sanitari il giovane ha ripreso coscienza, mostrando dolore al collo e difficoltà a deambulare, così è stato trasportato d’urgenza presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce per un sospetto trauma cervicale. Dopo gli accertamenti medici, al giovane è stata riscontrata una frattura cervicale, ma dopo l’operazione alle vertebre le poche ore di speranza hanno lasciato spazio a una sentenza drammatica e tragica: Damien Motten rimarrà tetraplegico. Intanto, data la gravità dell’accaduto, sul posto sono giunti per la ricostruzione delle dinamiche esatte gli agenti della polizia del commissariato idruntino.

Jenny De Cicco

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Martano, grande commozione ai funerali del centauro morto lunedì: “Rimarrai sempre con noi”

Si sono tenuti ieri nella chiesa di Maria Santissima del Rosario i funerali di Alessandro Gallone, il 33enne di Martano che lunedì ha perso la vita in un tragico incidente stradale sulla provinciale 151 per Otranto, a bordo della sua moto. Stava tornando a casa, nella sua Martano, dopo essere stato in compagnia degli amici al mare; nemmeno ventiquattro ore dopo suoi i funerali.

Era un ragazzo che affrontava con gioia e determinazione la sua giornata, i suoi impegni lavorativi, le sue relazioni con le persone care, Alessandro: i genitori, i fratelli Alessia e Andrea e tantissimi amici. Nella sua omelia don Luigi Caracciolo, che conosce molto bene la famiglia Gallone, ha ricordato il giorno in cui trentatré anni fa Alessandro aveva ricevuto il sacramento del battesimo, e la gioia dei genitori Antonietta e Renato per Alessandro che diventava figlio di Dio con l’acqua battesimale. La felicità, il dolore, i sacrifici, le speranze, le soddisfazioni, le delusioni della vita passano tutte in un attimo, un attimo troppo intenso per poter essere interpretato e descritto. Gli amici non si capacitavano, ieri, nella chiesa: nessuno, nell’immenso corteo, è riuscito a realizzare quanto stava accadendo. Ad esprimere emozioni troppo intense, fuori dalla chiesa, un camion-vela che gli amici avevano fatto allestire per ricordare Alessandro con un’immagine vigorosa e splendida, e poi un pensiero semplice e profondo: “Con il tuo sorriso e la tua simpatia rimarrai sempre nei nostri cuori”. All’uscita dalla chiesa un applauso di vicinanza al dolore che la famiglia Gallone sta inesorabilmente attraversando. La comunità martanese si quindi stringe intorno all’ennesimo figlio scomparso in questa guerra silenziosa della strada, e non farà mancare alla famiglia di Alessandro l’affetto e la forza per ricominciare, anche se di fronte a una simile tragedia tutto appare senza senso. Il corteo è passato anche dinanzi alla casa del ragazzo, in via Zaca a Martano: un momento ancor più difficile, poi l’arrivo al cimitero sulle spalle degli amici di sempre, che non sono riusciti a trattenere le lacrime per l’amico che porteranno sempre nei loro cuori.

Fabio Tarantino

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Strutture abusive, altro sequestro della Guardia costiera a Casalabate

Ennesima operazione di polizia marittima ieri mattina presso i litorali salentini: sequestrato a Casalabate, in agro di Lecce, un edificio in muratura di circa 25 metri quadri, privo di qualsivoglia autorizzazione, all’interno di un sodalizio nautico. L’intervento, frutto di attività investigativa finalizzata alla repressione dei reati di abusiva occupazione di spazi demaniali marittimi, ha portato alla scoperta della costruzione fuorilegge. I militari intervenuti, dopo aver informato il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, hanno posto sotto sequestro penale il manufatto abusivo e deferito all’autorità giudiziaria gli autori del reato, punito dal codice della navigazione. All’interno dello stesso sito è stata rilevata l’esecuzione di altri lavori, anche questi privi di autorizzazione, immediatamente bloccati, e per i quali è stato decretato il ripristino dei luoghi. Tale operazione scaturisce dall’impegno quotidiano della Guardia costiera, che si occupa costantemente, tra l’altro, del controllo del demanio marittimo e delle acque territoriali, mirando a colpire tutti quei fenomeni di abuso che impediscano la libera fruizione delle coste da parte dei cittadini o un uso non conforme alla legge. Infatti solo nel 2011, sul litorale adriatico del basso Salento, i sequestri di strutture abusive sono stati moltissimi, dimostrando l’alto livello di attenzione della locale Capitaneria di Porto, che in questo modo ristabilisce legalità e restituisce alla gente ciò che indebitamente viene sottratto: per esempio una bella spiaggia libera.

Jenny De Cicco

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Provinciale 151 di Otranto, muore un 33enne centauro di Martano

Ancora sangue sulle strade. La provinciale 151 di Otranto è stata lunedì pomeriggio il tragico teatro di un incidente costato la vita a un giovane martanese, Alessandro Gallone, che a 33 anni perde la vita a causa dello scontro tra la sua Ducati 848 bianca e la Fiat Punto 55 nera guidata da una donna otrantina. Pare infatti che la moto avesse invaso l’opposta corsia, in seguito alla curva presa male della strada provinciale 151,nei pressi di località Pagliarone. La donna ha visto arrivare frontalmente e all’improvviso la moto, e cercando di scansarla si è fatta da parte frenando e accostando nei pressi di una rientranza sterrata, ma dopo una scivolata di pochi metri la moto è finita comunque sotto la Punto, trascinando con sé il conducente. Vani i tentativi di soccorrere Alessandro, che è morto durante il trasporto, intorno alle 19,15, giungendo quindi esanime presso l’ospedale di Scorrano, perché da subito era parso in gravissime condizioni. Sul posto per rilievi e accertamenti gli uomini della Polizia di Otranto e in seguito i colleghi di Maglie. Purtroppo non è l’unica volta che quelle strade sono scenario di una tragedia: il 21 febbraio 2010 morì un diciassettenne, nell’ aprile di quest’anno un’auto si è cappottata causando – fortunatamente – solo il ferimento di una donna. Ma anche il 2 gennaio 2010 era morto un leccese di 36 anni.

Jenny De Cicco

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Infortunio sulla motonave Venice, marittimo soccorso dalla Guardia costiera di Otranto

La Guardia Costiera di Otranto ha portato a termine con successo, domenica scorsa, un soccorso con trasbordo marittimo di un uomo privo di coscienza, in seguito a una caduta di quattro metri su una piattaforma di acciaio sulla motonave Venice, al largo delle acque del porto. Il comando è stato allertato all’una, la sala operativa ha ricevuto la chiamata richiedente l’intervento immediato di una motovedetta per trasportare il marittimo presso una struttura ospedaliera. Immediatamente attivata la macchina dei soccorsi, con l’invio in zona dell’unità specializzata nelle operazioni di soccorso, che ha a bordo personale medico del servizio 118 e le attrezzature per il pronto soccorso. L’operazione non sarebbe stata possibile se non si fossero mantenuti costanti contatti radio con il personale di bordo della nave da soccorrere, al fine di monitorare le condizioni di salute dell’uomo e coordinare nel modo più opportuno le operazioni di soccorso e il dirottamento della nave verso il porto di Otranto, accelerando i tempi d’intervento. Purtroppo le operazioni di trasbordo del natante sono state rese difficoltose dalle avverse condizioni metereologiche, pertanto solo dopo ripetuti tentativi e spostamenti dell’ unità mercantile in cerca di ridosso la Guardia Costiera è riuscita, alle 5,40 del mattino, a compiere lo spostamento dell’infortunato e del personale 118. Il ferito è stato poi finalmente sbarcato alle 6,20 in condizioni stabili e finalmente trasportato d’urgenza al Vito Fazzi di Lecce, dove è stato sottoposto agli accertamenti del caso.

Jenny De Cicco

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San Foca, incendio nella palude di Cassano

Un incendio è divampato nella palude di “Cassano, vicino a San Foca, marina di Melendugno. È accaduto ieri, nel primo pomeriggio. La palude è un sito caratterizzato dalla presenza di molluschi terrestri rarissimi e meta fissa di insoliti uccelli migratori. È stato richiesto l’intervento dei due “fire boss” che hanno effettuato sette lanci, i primi due di schiuma ritardante, gli altri di acqua. Intanto proseguivano anche le operazioni da terra. Sono intervenute le squadre della protezione civile di Caprarica e di Melendugno e gli operai del settore forestale della Regione Puglia. L’intervento è proseguito per ore. Intorno alle 16 l’incendio era ormai sotto controllo ma una squadra stava ancora lavorando per spegnerlo del tutto. Il lavoro a terra è stato particolarmente difficoltoso, poiché gli operai si trovavano in una palude-canneto con più di un metro d’acqua. È ancora da accertare il numero di ettari di macchia mediterranea distrutta e sono in corso le indagini sulla natura dell’incendio.

Con l’arrivo dell’estate ritorna il triste appuntamento del fenomeno degli incendi. Ogni anno centinaia di ettari di macchia mediterranea e di vegetazione lussureggiante, sono letteralmente divorati dalle fiamme alimentate dall’afa e dal vento. Una parte degli incendi, soprattutto nel periodo estivo, sono causati dalla mancanza di educazione ambientale. Non sono rari, infatti, i mozziconi di sigarette gettati dal ciglio delle strade o nei campeggi, i fuochi accesi senza la necessaria esperienza durante una scampagnata e magari non spenti come si deve, oppure i roghi accesi per bruciare le sterpaglie e abbandonati a se stessi. Provocare un incendio nei mesi di luglio e agosto è molto semplice. Cosa bisogna fare se ci si imbatte in un incendio? Innanzi tutto non è uno spettacolo da ammirare, perciò occorre chiamare immediatamente il numero telefonico nazionale 1515 del Corpo Forestale dello Stato o gli altri numeri di pronto intervento. Se si tratta di un principio di incendio si può tentare di spegnerlo, solo se si è certi che vi è una via di fuga. Se si è in auto, questa non va parcheggiata lungo la strada, che invece va lasciata sgombra per non intralciare l’intervento dei mezzi di soccorso. È utile anche indicare alle squadre antincendio le strade o i sentieri che si conoscono e mettere a disposizione riserve d’acqua e altre attrezzature. Vanno segnalati anche i piccoli focolai che potrebbero ingrandirsi e distruggere in pochi minuti quello che la natura ha costruito lentamente nel corso dei secoli.

Serena Cappello

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Maglie, striscioni e moto per l’addio a Francesco Uglia

Se n’è andato in silenzio, Francesco Uglia. Nel silenzio del dolore della grande folla che ha partecipato al suo funerale, celebrato nella chiesa del Sacro Cuore. Il giovane diciottenne magliese non ce l’aveva fatta, dopo che la sua moto aveva impattato un’Opel Corsa a Muro Leccese, lo scorso sabato sera. Le indagini faranno chiarezza sulla dinamica dell’incidente, che per ora sembrano escludere responsabilità da parte del conducente della Opel, il quale tuttavia sarà sottoposto a inchiesta per omicidio colposo, com’è prassi in questi casi. Intanto il funerale di Francesco si è svolto come sempre in questi casi: un bagno di folla a testimoniare che ogni ragazzo che se ne va è una grande perdita per la comunità, la quale non si capacita e scuote il capo di fronte alle leggi del destino. Tanti striscioni, realizzati dagli amici di Francesco, hanno fatto da sfondo alla cerimonia funebre; e sul sagrato della chiesa sono state schierate le moto, la sua grande passione coltivata anche a livello sportivo. Il funerale è stato officiato da don Antonio Carluccio, parroco della chiesa del Sacro Cuore, che ha messo in evidenza come le campane abbiano rintoccato a morto tante volte quanti sono stati i ragazzi magliesi scomparsi negli ultimi tre anni. Un ferita che non si rimargina, uno squarcio nel cuore della città per ognuno di questi ragazzi che non ci sono più, per le loro famiglie e per i loro amici. Cui resta solo il dolore della perdita.

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Terremoto nel canale d’Otranto di 3,1 della scala Mercalli

Sisma di grado 3,1 della scala Mercalli a largo del canale d’Otranto, a 10 chilometri da Tricase. Ieri sera i sismografi d’Italia hanno vibrato fermando l’evento alle 20.36. La magnitudo è stata 3,1, con epicentro localizzato a 10 chilometri di profondità e con coordinate 40.034°N, 18.833°E.

Il terremoto è stato localizzato con i dati di 15 stazioni della Rete sismica nazionale dell’Ingv. La localizzazione epicentrale, riportata nelle immagini dell’Ingv, è quella rivista dagli operatori della sala sismica dell’ente e comunicata al dipartimento di Protezione civile subito dopo l’evento.

Il sisma non è stato percepito dalla popolazione: quasi nessuno se n’è accorto e, fortunatamente, non ha causato alcun danno.

Ora si sprecheranno le congetture dei catastrofisti, prendendo il terremoto per un segnale, dato che a Otranto i sismi sono assai rari e per lo più sono da ricondurre solo a onde sismiche provenienti dalle coste elleniche.

L’ultimo vero terremoto riportato nelle cronache, fu nel 1088 e con la sua straordinaria forza colpì tutta la Puglia. “In Otranto crollarono parecchie case e franò un angolo del Castello, opera di Roberto il Guiscardo”, questo quanto riportato all’epoca da Protopapa.

Pare, infatt,i che allora la magnitudo fu 5,3, con epicentro a 480 metri dalla superficie, forte quasi quanto quello dell’Aquila (5.9 scala Richter) ma, fortunatamente, con meno conseguenze.

Jenny De Cicco

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Il sindaco Piconese: “Noi paghiamo, eppure Uggiano è senza raccolta rifiuti da due giorni”

Rifiuti, i comuni morosi non saranno serviti dall’Ato. Lo fa sapere la stessa azienda in una nota, in risposta alla sollevazione dei paesi interessati in questi giorni dal mancato servizio di raccolta rifiuti. Cancelli delle discariche chiusi, quindi: un problema che, con il caldo, si fa più evidente per la vista – molto spesso i bidoni e piccoli cassonetti vengono lasciati sull’uscio di casa – e per l’olfatto. E un pessimo biglietto da visita per i turisti che si apprestano a visitare il Salento.

E a quanto pare il servizio di raccolta non è stato sospeso solo per i comuni morosi, ma anche per i paganti. Come a Uggiano la Chiesa. “Il blocco dei cancelli dell’impianto di Poggiardo è un atto intollerabile che non trova nessuna giustificazione per quei comuni virtuosi, come il nostro, in regola con i pagamenti richiesti dall’Ato Le/2 lo scorso mese di maggio – ha commentato su Facebook il primo cittadino Salvatore Piconese – Abbiamo pagato all’Ato 170mila euro, ossia 63mila euro di conguaglio 2009-10 e 110mila euro per il saldo dei mesi fino a febbraio 2011. Ciò dimostra come la mia amministrazione comunale sia stata pressoché puntuale rispetto a molti altri comuni tuttora morosi. Allora perché la discarica non ha aperto i cancelli almeno per noi? Abbiamo inviato una comunicazione all’Ato Le/2 e alla ditta appaltatrice con la ricevuta dei pagamenti effettuati, ma oggi non ci è stato concesso di entrare nell’impianto, e sinceramente ci sfugge il motivo. Rimangono solo i rifiuti per strada, e ciò è inammissibile per una comunità che è in regola con i pagamenti”, conclude il sindaco rimarcando il suo disappunto e annunciando che a breve entrerà in azione l’avvocato del Comune di Uggiano.

Jenny De Cicco

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