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Caffè Blues, oggi la premiazione

Volge alla conclusione il concorso letterario Caffè Blues, giunto alla sua seconda edizione e organizzato dall’Art Cafè di Maglie. Stasera alle 20,30 si terrà la premiazione presso il caffè letterario alla presenza delle tre giudici, Lina Leone, la presidente di giuria, Danila Canitano e Nuccia Refolo. Nel corso della serata sarà data lettura delle opere vincitrici e segnalate. Le opere in concorso erano 52 che confluiranno in un ebook, che da domani potrà essere scaricato dal sito www.artcafemaglie.it. Poesie e racconti sono venuti dalle più disparate parti d’Italia, in particolare dal Salento e dalla Campania.

Ecco i vincitori.

Sezione poesia:

  1. Lucio Causo – Vorrei vivere con te
  2. Oronzo De Donno – Pinu quannu rruste
  3. Roberta Calò – Come onda del mare

Sezione narrativa

  1. Luigi De Gregorio – Il freddo sulla pelle
  2. ex aequo Sario Laveneziana – Il luogo delle nuvole
    Marina Piconese – Tornata elettorale
  3. Giovedì – Valentina Luberto

Ecco invece le opere segnalate e i loro rispettivi vincitori, e curiosamente sono tutte poesie: Giuseppe Cambò con “A’ Befana”, Paolo Merenda con “Tortura”, Gianluca Conte con “Torre Sant’Emiliano”, Roberto Molle con “Il suonatore di fisarmonica”, Mauro Ragosta con “Il capitano”.

Otranto Oggi porge le sue congratulazioni a tutti i partecipanti e naturalmente ai vincitori e segnalati, in particolare Merenda, Conte e Ragosta, le cui pregevoli firme compaiono periodicamente sulla nostra testata. La copertina è stata realizzata dall’artista Francesca Ascalone.

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A Calimera “La lettura ti fa grande. Festival dei Piccoli Lettori”

Torna a Calimera il Festival dei Piccoli lettori. “La lettura ti fa grande. Festival dei Piccoli Lettori” si svolge da giovedì 15 a domenica 18 dicembre a Calimera, ed è giunto alla sua dodicesima edizione. Viene realizzato grazie al lavoro e all’impegno delle insegnanti dell’istituto comprensivo di Calimera e alla curiosità di tutti i piccoli lettori che come ogni anno valuteranno i libri in concorso.

La quattro giorni dedicata al mondo dei piccoli lettori accoglie in sé una grande mostra mercato con i libri delle case editrici italiane specializzate in letteratura per ragazzi. Gli autori presenti al festival e in concorso in questa edizione sono Guido Sgardoli, Laura Walter, Emanuela da Ros, Angela Nanetti, Chiara Carminati.

La manifestazione prenderà il via giovedì 15 dicembre alle 17,30 presso il Nuovo Cinema Elio di Calimera con la consegna del Premio Città di Calimera che verrà conferito all’autore più votato dai piccoli. Venerdì 16 dicembre, a partire dalle 9,30, aprirà le porte la mostra mercato dell’editoria per ragazzi, allestita presso la sala polifunzionale dell’istituto comprensivo nella quale saranno presenti oltre quaranta case editrici nazionali e locali tra le più importanti nell’ambito della letteratura per ragazzi. Sempre alle 9,30 appuntamento con gli autori presenti quest’anno al festival.

Alle 10,30 il Nuovo Cinema Elio di Calimera ospiterà lo spettacolo di animazione di Geronimo Stilton, l’amato topo-giornalista protagonista delle avventure dei libri di Elisabetta Dam tradotti in 35 lingue diverse. Alle 17 appuntamento in cibliomediateca per il workshop di Chiara Carminat dal titolo Perladiparole, percorso sulla poesia per insegnanti e addetti ai lavori. Sabato 17 dicembre alle 9,30 al Nuovo Cinema Elio torna l’appuntamento con gli autori ospiti del festival che incontreranno i piccoli, che alle 11 presenteranno le proprie pubblicazioni. Ospite d’onore Geronimo Stilton. Domenica 18 dicembre, il festival si concluderà con una grande festa e un altro appuntamento con Geronimo alle 16,30 presso il Nuovo Cinema Elio.

Jenny De Cicco

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Riti e sapori del Salento a Natale

Tra tante tradizioni presenti nel Salento, alcune possono risultare consuete, come l’allestire l’albero e il presepe e la tavola con colori tipici della festività, come il rosso e il verde. Uno dei gesti tipici salentini che si tiene la sera della vigilia di Natale, invece, è quello in cui si è soliti apparecchiare la tavola con tutte le pietanze caratteristiche di questo giorno per poi abbandonare il desco e prendere parte alla messa natalizia, lasciando il cibo sulla tavola per gli spiriti dei defunti tornati affinché partecipino alla gioia del Natale. Un’altra tradizione dall’origine incerta vuole la sera della vigilia come l’unica notte in cui sia possibile comprendere il linguaggio degli animali. Innumerevoli sono le storielle che si possono sentire per bocca degli anziani in questo periodo dell’anno, storie di cavalli e vacche parlanti.

Tra i piatti più tipici e ricorrenti della cena di vigilia ci sono senz’altro i molluschi, i cui gusci vengono utilizzati come materiale di recupero per costruire rudimentali lumini.

Altre forme d’illuminazione venivano poste alle finestre d’ogni casa, verso la mezzanotte e tornando dalla messa si può godere il simbolico cammino di Giuseppe e Maria verso la capanna.

Più comuni e conosciute le tradizioni legate alla notte di san Silvestro, come quella universale di buttare la roba vecchia fuori di casa, quella d’indossare qualcosa di rosso per fine anno e il gran finale con fuochi artificiali, petardi e botti.

Tra le tradizioni che più attirano l’attenzione in questo periodo ci sono certamente quelle culinarie, sono celebri i brodi, zuppe e i fritti ottenuti con il pesce, come quelle a base di capitone, anguilla e baccalà, le pepate di cozze, le cozze pastellate e fritte e le fritture di pesciolini.

Tra i piatti tipici del periodo natalizio rientrano anche le grigliate di pesce e carne a base di maiale, agnello, e le verdure invernali da mangiare crude per pulire la bocca dai grassi cibi e favorire la digestione delle cene luculliane, come i finocchi e le cicorie e per finire. Dopo le scorpacciate di frutta fresca di stagione e frutta secca come le noci, ci sono i dolci tipici dell’inverno pugliese come purceddhruzzi o struffoli – impasto dolce aromatizzato e fritto in pezzetti molto piccoli, rigirati in seguito nel miele e cosparsi di anisini e zuccherini – ma anche le deliziose cartellate cosparse di miele cotto.

Un esempio di menù della di Natale ha come primi piatti patate con i cardi al forno, spaghetti con le cozze, gli spaghetti alla pizzaiola, i vermicelli con lo baccalà, pasta col tonno, orecchiette e maccheroni al sugo, pasta al forno, sciuscelle in brodo, triddhri in brodo di cappone.

Secondi piatti: capitone arrosto, baccalà fritto, scapece, pesce fresco e frutti di mare crudi, agnello al forno con le patate, schiacciatine di manzo, polpette fritte, turcinieddhri e polpettone e cappone in brodo.

Molto ricco il parterre di contorni con le olive arrostite sotto la cenere, olive fritte, carciofini fritti, patatine fritte Dolci squisiti concludono il pasto, tra cui il pesce di pasta di mandorle, per buon augurio.

Alla vigilia di Capodanno si aggiunge al menù il classico cotechino con le lenticchie e l’uva.

Jenny De Cicco

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LE FOCARE NEL SALENTO

Come si festeggia il Natale nel Salento?

Le tradizioni sono varie e tante quanti sono i campi in cui riescono a esprimersi. Distinguo delle tradizioni ormai parte integrante della genetica dei luoghi.

Nel profondo sud del sud Italia, le tradizioni sanno prendere alla gola e coinvolgere con i propri ritmi gli animi. A ogni ricorrenza una ricetta, che contraddistingue la data con i suoi tipici odori e sapori.

Le massaie imbandiscono tavole con prelibatezze e s’accendono fuochi sacri, per raccontare storie o per cancellarle, diventando così fuochi purificatori, commistione e espressione delle particolarità di questa terra, limite tra paganesimo e cristianesimo, ponte tra le diverse culture del mediterraneo che l’hanno lambita.

In questo periodo dell’anno l’inverno arriva al culmine ed è ora che si svolgono i culti del fuoco del Salento, con i grandi falò che vengono preparati nei vari punti dei paesi o nella piazza centrale. Questi sono indicati da alcune teorie come festeggiamenti all’inverno che finiva bruciando la legna rimasta. Il cattolicesimo ha fatto proprie questi riti, nel corso dei millenni rimasti uguali a loro stessi.

Da fine dicembre a metà marzo ci sono le focare, in alcuni casi chiamate pamparrine, che iniziano ad ardere in occasione delle feste religiose – per Minervino di Lecce e Uggiano la Chiesa si accendono a santa Lucia, la santa protettrice della vista, il 13 dicembre – e si rifanno a riti antichi e pagani come “festa di purificazione” o “della luce”. Generalmente le celebrazioni sono accompagnate da deschi in cui si offrono pittule – pastella fritta, farcita o semplice, di forma sferica – pezzetti di carne al sugo – generalmente di cavallo – vino e castagne. Tra gli eventi più spettacolari ci sono la “Festa del Fuoco” (festa de lu focu) di Zollino, il 28 dicembre, uno dei centri della Grecìa, che si svolge verso la fine di dicembre di ogni anno, ed è legata ad antichi riti di purificazione e di rinascita noti sin dall’epoca pre-cristiana. Il fuoco è stato il fulcro attorno al quale si sono svolte feste rituali di ogni genere in cerimonie che in qualunque luogo venissero celebrate somigliavano molto tra loro, grandi falò attorno per propiziare la crescita dei raccolti ed il benessere di uomini e animali.

Oggi la focara più conosciuta è quella di Novoli, La tradizione vuole che uno dei padri del monachesimo orientale, sant’Antonio, sia considerato protettore degli animali e mitico guaritore dell’herpes zooster. La focara si svolge il 17 gennaio in onore al santo, ma se ne tengono altre nel periodo di san Giuseppe il 19 Marzo.

Jenny De Cicco

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Presentazione dell’antologia Eutopia: un modo differente di vedere il carcere

C’è un altro modo di vedere e sentire l’esperienza carceraria che non sia quello scontato del luogo di sola pena, in cui i detenuti sono trattati alla stregua di animali rinchiusi in gabbia. Si tratta di un approccio differente al fenomeno, volto al superamento dei preconcetti che comunemente accompagnano il mondo delle prigioni. Un entrare a fondo nel problema che mette in evidenza come il finire in carcere non sia sempre un accidente che capita ai peggiori, ma la conseguenza di un diffuso malessere personale e sociale che taglia trasversalmente l’intera società.

È la via indicata da Eutopia (a.a.v.v.), antologia edita da Lupo Editore, che sarà presentata mercoledì 14 dicembre, alle ore 17.00, presso la Comunità Speranza, in via San Nicola a Lecce.

All’iniziativa parteciperanno numerose personalità politiche e istituzionali, tra cui mons. Luigi Fanciano, presidente di Comunità Speranza; mons. Domenico D’ambrosio, arcivescovo metropolita di Lecce; il senatore Alberto Maritati; il dott. Mario Buffa, presidente della Corte d’Appello di Lecce; Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce; Paolo Perrone, sindaco di Lecce. Interverrà, inoltre, Cosimo Lupo della casa editrice Lupo.

“Quello che emerge dalla lettura delle pagine che seguono è una verità un po’ strana e forse difficile da accettare da noi che siamo uomini liberi. Questi nostri amici che sono dentro, riescono ad arrivare molto più di noi dentro e a sottoporre se stessi a un serio esame che fa emergere e giudicare come sbagliate le scelte che hanno rovinato la loro vita, privandoli della libertà e del godimento delle gioie e degli affetti più cari: la famiglia, i figli, le mogli”, afferma mons. Domenico D’Ambrosio.

Con le parole del vescovo concorda Domenico Laforgia, rettore dell’Università del Salento: “I racconti di Eutopia offrono un’immagine diversa e lontana degli stereotipi e pregiudizi correnti e aiutano a vincere la diffidenza della gente nei confronti di persone che hanno commesso un crimine per il quale stanno espiando una pena”, dichiara Laforgia che poi aggiunge: “I racconti aiutano a conoscere la realtà del carcere, la sua umanità e la sua disumanità, le sue criticità ma anche il senso di solidarietà e di amicizia che si instaura tra i suoi ospiti. Li ho letti non senza commozione”.

Gianluca Conte

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“150 anni di storia” a Tricase

Tricase ricorda gli eroi del passato con una mostra dal titolo “150 anni di storia”.

All’interno delle celebrazioni in occasione del 150o anniversario dell’Unità d’Italia, il Comune di Tricase si fa promotore di un’iniziativa, frutto di una sinergia con il comitato pugliese per il 150oanniversario dell’Unità nazionale e il Museo Etnografico Arte-In Salento-Tricase.

La mostra, curata e diretta da Donato Antonaci Dell’Abate, si snoda come una carrellata di documenti e oggetti che raccontano la vita e le gesta degli uomini che hanno permesso di realizzare l’Unità nazionale.

Si tratta di una straordinaria occasione per riflettere sulle vicende che hanno disegnato il profilo del nostro Paese sino a oggi, per ripensare con consapevolezza storica al passato e per recuperare le nostre radici.

L’inaugurazione è prevista il prossimo 11 dicembre alle 19 presso Palazzo Gallone alla presenza del commissario straordinario del Comune di Tricase, Guido Aprea.

Sarà possibile visitare l’esposizione fino al 29 gennaio 2012, dalle 10 alle 12,30 e dalle 18 alle 21.

Uno speciale annullo filatelico è previsto il 17 dicembre 2011.

Antonella Cazzato

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A Copertino una giornata contro le mafie

Il Salento non è solo terra di mare e pizzica ma anche di illegalità. Lo sapeva bene Renata Fonte che per difendere la baia di Porto Selvaggio ha perso la vita per mano di due sicari. In un territorio interessato dal fenomeno delle mafie, un forte segnale di dissenso e allo stesso tempo di speranza arriva dai giovani. La prima Giornata della Legalità, che si svolgerà presso il Palazzetto dello Sport di Copertino a partire dalle 09,30 di sabato 10 dicembre, nasce dalla ferma volontà di rompere il silenzio di cui la mafia si nutre. L’evento porta la firma di Alternativa Ribelle Copertino, nello specifico Alessio Calcagnile e Giorgio Muci, rappresentanti d’istituto dell’Itc Bachelet di Copertino. All’iniziativa parteciperanno Marisa Capone, presidente provinciale di Libera, don Raffaele Bruno, cappellano del carcere di Borgo San Nicola e Alessia Di Donato del comitato promotore di Alternativa Ribelle. L’augurio degli organizzatori è di riuscire a coinvolgere i docenti, poiché l’educazione alla legalità dovrebbe trovare proprio nella scuola un fedele alleato.

“La giornata del dieci è uno splendido esempio di come si possa stare attivamente nel territorio, creando momenti aggregativi che da altri più illustri prima di noi, sono considerati uno dei migliori deterrenti all’emersione dei fenomeni mafiosi”, spiega Alessia Di Donato.

Un primo passo verso una formazione antimafia che avrebbe come scopo, tra gli altri, quello di prevenire l’accostarsi dei giovani ad attività illecite.

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Spremute d’autore: l’Antologia di Spoon River arriva a Sannicola

L’incontro conclusivo della rassegna “Spremute d’autore” riserverà al pubblico una sorpresa molto interessante. Venerdì 9 dicembre, al Frantoio Ipogeo di via Roma a Sannicola, saranno di scena le letture dell’attore Antonio Calò e gli interventi musicali di Antonio Mitria e Mino De Santis. Il terzetto attaccherà alle 19,30 con “Antologia di Spoon River”, dal titolo dell’omonima raccolta di poesie di Edgar Lee Masters. Nell’evento proposto i versi di Masters e le canzoni di De Andrè daranno vita a un ensemble pirotecnico di musica e parole che viaggerà su alti livelli performativi. I componimenti di Masters, che nel lontano ‘71 avevano ispirato a De Andrè i pezzi dell’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, sono, a partire da “La collina” (sorta di preludio ai tipi umani che si susseguiranno in corso d’opera), profondi ritratti di altrettante figure in preda a vicissitudini e passioni a dir poco controverse. Uomini e donne che, ormai morti, ritornano in vita giusto il tempo di accennare a un ricordo, un atto non compiuto, un amore perso, un torto subito, forse con l’unico intento di soddisfare la propria voglia di riscatto nei confronti di un’ esistenza che avrebbero potuto condurre diversamente.

Una carrellata di personaggi bislacchi e di situazioni dal sapore gotico-grottesco davvero suggestiva ed emozionante. Pezzi di vita cari al poeta americano e al cantautore genovese, che il più delle volte proprio negli abitanti delle zone d’ombra trovavano la ragione dell’essere uomini e la profondità dei sentimenti.

Gianluca Conte

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Palmariggi premia le donne del Mediterraneo

Un premio a chi si occupa di cooperazione internazionale. È quello che sarà conferito tra l’8 e il 10 dicembre a Palmariggi, all’interno del Premio Donne del Mediterraneo, realizzato dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce e dal Comune di Palmariggi. Il premio s’ispira ai principi di cooperazione internazionale e pace tra i popoli, e intende valorizzare particolarmente il contributo delle donne dell’area mediterranea alla costruzione di spazi comuni di dialogo e coesistenza tra popoli, culture e religioni, alla risoluzione dei conflitti in atto, alla promozione dei diritti umani e dell’empowerment femminile, all’integrazione economica e allo sviluppo partecipati e sostenibili. Il riconoscimento, per quest’edizione sarà conferito all’associazione di donne israeliane Machsom Watch, che opera nella zona di Gerusalemme e lungo il confine fra Israele e i territori palestinesi. “Machsom Watch – si legge nella motivazione al premio – è un’associazione nata nel 2001 con lo scopo di monitorare i blocchi stradali e posti di blocco militari israeliani disseminati a centinaia lungo il confine con la Cisgiordania e nella zona di Gerusalemme, per denunciare le violazioni dei diritti umani e civili compiute da parte dell’esercito e della polizia d’Israele ai danni dei palestinesi. Armate di coraggio, le donne di Machsom Watch quotidianamente si recano in prossimità dei posti di blocco lungo le linee di confine, a ridosso del Muro di separazione, presso i famigerati tornelli presidiati dai soldati dell’Idf e osservano quel che succede: quando vedono cittadini palestinesi costretti a lunghe e ingiustificate attese, quando sono testimoni di comportamenti aggressivi, controlli degradanti e soprusi di qualsiasi tipo da parte dei soldati di turno, si interpongono con efficacia e con fermezza. Poi rendono pubblici i loro rapporti sulle ingiustizie e gli abusi di cui sono state testimoni”. Le socie che interverranno per ritirare il premio sono Daniela Yoel e Nava Elyashar.

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Un convegno di studi storici a Cerfignano

Convegno di studi storici a Cerfignano. L’amministrazione comunale di Santa Cesarea Terme promuove l’evento culturale che si svolgerà nell’aula magna Torquato Cursano il 17 dicembre dalle 18 e ha come relatori Filippo Giacomo Cerfeda e Giovanni Giangreco. Sarà presente alla manifestazione il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone. Hanno patrocinato l’iniziativa i comuni di Francavilla Fontana e Galatone.

Verranno presentati i volumi “Prostràti al Real Trono – Vicende storiche della Confraternita dell’Immacolata in Cerfignano” (seconda edizione riveduta e aggiornata) e “Silenti testimoni – Le torri civiche di Cerfignano”. Il convegno prevede due moduli analitici, uno di storia ecclesiastica e uno di storia civile, così suddivisi: La provvisione dell’arcipretura (relazionerà il docente Filippo Giacomo Cerfeda – vicepresidente Società di Storia Patria per la Puglia, sezione del Basso Salento) e La misura del tempo nella storia dell’uomo (a cura di Giovanni Giangreco della Soprintendenza di Lecce).

“Prostràti al real trono. Vicende storiche della Confraternita dell’Immacolata Concezione in Cerfignano”, opera di Frangillo, è un volume dedicato alla memoria del priore Nicola Cretì, riproposto al pubblico aggiornata, successivamente all’istituzione dell’archivio confraternale del 2008 e al nuovo riordinamento dell’archivio storico diocesano, grazie a nuove fonti documentarie che hanno permesso allargando la visuale storica sulla nascita e sull’evoluzione delle vicende della celebre associazione. Pagine di storia collegate con l’altro volume di Frangillo, “Per non dimenticare”, presentato lo scorso marzo, in cui vengono illustrati i processi storici che hanno portato il popolo di Cerfignano a fondare, nel 1789, per mezzo del beneplacito regio, lo storico pio sodalizio. All’interno del testo riemergono le biografie di quattro figure della storia ecclesiastica di Cerfignano a nome degli arcipreti, frate Ferdinando da Francavilla (al secolo Francesco Favilla originario di Francavilla Fontana), Donato Nicolazzo, Ernesto Salvatore Filieri (originario di Galatone) e Ignazio Bello.

Nel corso del convegno verrà anche spiegato da Cerfeda il ruolo dell’arciprete e in che modo una parrocchia dichiarata vacante per “obitum illius ultimi possessori seu Parochi” (per la morte del suo ultimo possessore e parroco) veniva successivamente provvista di nuovo titolare del beneficio tramite “La provvisione dell’arcipretura”, la pubblicazione che traccia un percorso delle vicende storiche che hanno prettamente interessato la Congregazione dell’Immacolata, ma anche della comunità dal ‘600 sino al 2009.

Verrà presentato anche “Silenti testimoni. Le torri civiche di Cerfignano, 1911 – 2011 centesimo anno di storia”. L’opuscolo, dedicato alla memoria del sindaco Torquato Cursano, parla della storia delle torri dell’orologio, dalla primordiale torre civica tutt’uno con il campanile della chiesa parrocchiale e fino alla realizzazione ed edificazione dei nuovi ambienti comunali con successivo spostamento dell’orologio in piazza Vittorio Emanuele II.

Jenny De Cicco

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A Maglie, il Castello di Specchi

All’Art Cafè si parla nuovamente di libri. Di un libro in particolare, “Castello di Specchi” del poeta Riccardo Miggiano e illustrato dal designer Luigi Partipilo, edito da Lupo. Alle 21,30 del primo dicembre, a Maglie, ci sarà anche l’allestimento di una mostra di Luigi Partipilo con illustrazioni ispirate al libro e, a seguire, un live-set dei Bluesteady Triptik con musiche decicate. Letture a cura di Fabiana Casto. Sarà presente l’editore Cosimo Lupo. “L’opera di Riccardo – scrive Partipilo all’interno del volume, una delicata silloge di poesia – mi parla di due conflitti che costruiscono il Castello e i suoi frammenti, uno interno ed uno esteriore. Il primo si risolve all’interno della sua intimità, il secondo si confronta con l’esterno, la figura femminile in primis. Entrambi interagiscono, si amano e si scontrano in uno spazio dinamico, in cui la luce si diverte a descrivere stati d’animo con la sua potenza diretta, con i suoi riflessi o la sua mancanza. Per il mio racconto ho ritenuto necessarie figure pure che potessero definire in maniera decisa gli elementi interpretati. Il triangolo racconta l’Io, il cerchio la donna e la linea definisce lo spazio d’interazione tra i due elementi. Lo sfondo descrive la nota di base che accompagna la luce”.

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Silentium, il terzo album di Francesco Negro in anteprima al Teatro Paisiello

Silentium è il terzo album del Francesco Negro trio, la jazz band del pianista salentino che presenterà quest’ultimo lavoro mercoledì 30 novembre al teatro Paisiello di Lecce a partire dalle 21. Il giovane jazzista in questo progetto è accompagnato da due musicisti altrettanto validi nella scena musicale jazzistica salentina, ovvero il contrabbassista Igor Legari, che ha studiato contrabbasso e jazz presso la Scuola Popolare di Musica del Testaccio di Roma e si è laureato in Sociologia e Ricerca Sociale con una tesi sul mestiere dell’improvvisazione, ed Ermanno Baron alla batteria e alle percussioni, per la cui formazione sono state importanti, oltre allo studio propriamente detto, le numerose collaborazioni con artisti come Flavio Boltro, Ada Montellanico, Marcello Allulli, Gianluca Renzi, Daniele Tittarelli, Andy Gravish, Aldo Bassi, Paolo Porta, e così via. Francesco Negro a soli venticinque anni ha già una intensa attività alle spalle: a vent’anni ha registrato un album con il Quartetto Photinx mentre nel 2008, due anni dopo, il disco “Abbagli” (Philology), con brani composti dallo stesso Francesco e da Vincenzo Presta, Igor Legari e Alessandro Minetto. Nel 2009 si è laureato in Musica del ‘900 presso il conservatorio Refice di Frosinone e ha frequentato l’”International Jazz Master” presso la fondazione SienaJazz, che gli ha dato la possibilità di esibirsi con importanti artisti come Steve Kuhn, John Taylor, Steve Turré e Danilo Rea. Quest’anno ha ottenuto il premio assegnato ogni anno dal città di Maglie, “AuxesiaExcellence2011”. In occasione della presentazione del disco i pezzi verranno suonati in anteprima. Tra i titoli dei brani La mia Africa, una chiara affermazione di quanto Negro unisca il jazz alla musica classica e ai ritmi africani, che fanno parte dello studio del pianista. L’album è prodotto da Alfamusic e distribuito da Egea.

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