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Il pianista Stefano Guarascio vince il premio Liszt

Premiata l’eccellenza musicale salentina ad Ascoli Piceno. Stefano Guarascio, giovane emergente pianista nel panorama internazionale, ha vinto la sesta edizione del Concorso Pianistico Internazionale Premio Franz Liszt, che si è tenuto negli scorsi giorni a Grottammare, per l’appunto ad Ascoli Piceno.

Guarascio a 22 anni ha incantato giuria e platea al Teatro delle Energie di Grottammare, aggiudicandosi, grazie al suo talento, – dopo un’emozionante esecuzione della Fantasia su due temi da Le Nozze di Figaro di Mozart (Liszt/Busoni) – anche il premio del pubblico.

Il salentino si è affermato al Franz Liszt, una delle più celebri competizioni pianistiche dedicate a Liszt, davanti ad una giuria composta da eminenti concertisti, docenti e musicisti di fama internazionale, come l’ucraino Leonid Margarius, il turco Emin Guven Yaslicam, il tedesco Frank Wasser, il romeno Pavel Ionescu e l’italiano Ippazio Ponzetta, Direttore Artistico del Gran Premio Internazionale “Mendelssohn Cup” di Taurisano. Si tratta del terzo primo premio per il giovanissimo pianista pugliese. Già a marzo dello scorso anno, Guarascio ha vinto il Concorso Internazionale di Riccione e, a settembre nella sezione B solisti, il Concorso Internazionale “Roma 2010” dedicato a Chopin.

Il vincitore, ricorda l’Associazione Musica Arte e Danza che organizza l’evento annualmente, si esibirà in un concerto con l’Orchestra Sinfonica di Adana, la Filarmonica di Bacau e al Festival di Berlino.

Jenny De Cicco

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Si conclude Ognissanti a Carpignano

Culmina il 1 novembre la tradizionale fiera di Ognissanti a Carpignano Salentino.

Chiude domani una delle fiere più antiche e importanti del Salento, quella di Ognissanti, risalente all’incirca all’anno mille.

Come altre sagre e fiere autunnali del Salento, anch’essa in origine legata al culto dei santi Medici e al consumo di carne suina.

La Fiera si svolgeva fuori dal paese, in località San Cosimo, nei pressi dell’antica chiesa dei santi Cosimo e Damiano, oggi distrutta e fu, in seguito al crollo del santuario, trasferita nella cittadina, assumendo nel tempo le attuali caratteristiche di grandezza e importanza.

Originariamente e fino ai primi del Settecento, la fiera si svolgeva a Carpignano in tre momenti del ciclo agricolo annuale, una si svolgeva a aprile e una a luglio, poi scomparse, rimase solo quella del 1 novembre.

Le tre date sono anche spiegabili con il culto dei santi

Medici, antichissimo e radicato nelle coscienze popolari delle comunità rurali salentine e legato al periodo bizantino. Infatti le date delle fiere, coincidono con quelle delle feste più antiche dedicate a questi santi, risalenti a prima dell’anno Mille.

La fiera carpignanese, di carattere agricolo, permetteva ai contadini all’avvicinarsi dell’inverno lo scambio di beni e strumenti necessari per la loro sussistenza invernale.

Tanta l’importanza dell’evento che molti erano i commercianti che giungevano da lontano, anche da oltre Adriatico.

Accanto al commercio ed all’esposizione di prodotti agricoli, durante Ognissanti avviene l’esposizione e la vendita di prodotti di ogni tipo, tanto che negli ultimi anni, per opera della Pro Loco, al suo interrno, viene organizzata la “Salento Produce”, un’esposizione di prodotti realizzati dall’industria e dall’artigianato salentini. Uno degli eventi cardine della fiera è il mercato degli animali nei pressi del campo sportivo, dove è ancora possibile assistere alla pantomima dei sensali, impegnati nella mediazione del bestiame.

Storia e folklore si fondono armoniosamente in un evento dal sapore antico e autentico.

Altro scopo della Fiera è quello di promuovere i frutti degli olivi, a cui il Salento e Carpignano sono particolarmente vocati, durante la sagra vengono infatti presentati oltre che il frutto anche i prodotti derivati come l’olio.

Legata alla storia dei santi Medici, Ognissanti è anche Sagra del Maiale, come ogni sagra derivata dal culto dei santi guaritori e che, scomparsa per un lungo periodo, è stata ripresa da circa 50 anni.

Così, secondo un’antica tradizione scomparsa, i primi maiali venivano macellati già il 27 settembre, festa, appunto, dei santi Medici.

I maiali, facilmente reperibili in quel periodo dell’anno e molto diffusi perché facilmente allevabili, venivano consumati volentieri dai mercanti che dalla sera prima, si trovavano a Carpignano.

La tradizione del macello e della vendita del maiale paesano da vita ad una caratteristica sagra con degustazione di carni suine.

Le cronache storiche narrano di commercianti musulmani che accorsi per mercanteggiare approfittavano della sagra per abbuffarsi di carne di maiale, contravvenendo ai dictat della loro religione.

Oggi, i due giorni della Sagra del maiale a Carpignano rappresentano un momento di festa popolare, l’occasione per animare il paese. La carne, viene servita bollita in pentoloni con sale, pepe e alloro, oppure arrostita sulla brace.

Un’occasione anche per i turisti autunnali di vivere le vere tradizioni locali, quelle tradizioni piene di storia e folklore che qualsiasi avventore saprà apprezzare.

Jenny De Cicco

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Festival Plots: tra i partner i cantieri teatrali Koreja

I Koreja a spasso per l’Europa. Lo scorso luglio il Festival Plots approdò a Lecce e ora continua il tour in Europa. Tra i partner del progetto spiccano il comune di Lecce e i Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, come per lo spettacolo “Studio sulle troiane” da Euripide con la regia di Giorgia Maddamma e Salvatore Tramacere, sempre per i Cantieri Koreja. Maddama cura in particolare il lavoro sul corpo e i movimenti e sarà accompagnata dalle musiche di Vito De Lorenzi e dal coro curato da Miriam Gotti. Questo aspetto sottolinea quanto è importante il patrimonio artistico salentino messo in pratica dalla compagnia Koreja e il fatto che possa essere apprezzato anche all’estero. La prima tappa è in Inghilterra e si sta svolgendo in questi giorni, precisamente al Festival di Colchester nel Mercury Theatre, con la messa in scena di tre spettacoli e chiusura con “Tempest-Burza Shakespeare”, uno studio su “La Tempesta” di Shakespeare. Ѐ uno degli ultimi lavori del grande drammaturgo inglese che qui è adattato dal regista e scrittore polacco Pawel Palcat con un attenzione maggiore all’aspetto simbolico del testo. Il tour proseguirà in Macedonia, nella capitale Skopje, presso lo Youth Cultural Centre. Dopo, nel mese di novembre, sarà la volta della Bulgaria per il Festival di Pazardzhik presso il drama and puppet theatre “Konstantine Velichkov”. Il giro europeo di Plots si chiuderà il 5 e 6 novembre in Polonia per il Festival di Legnica, presso il Modjeska Theatre.

Alessandro Conte

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Poggiardo, Antonio Elia dona un’opera alla parrocchia

Una donazione per la parrocchia matrice di Poggiardo. Un appuntamento importante si svolge domenica 30 ottobre alle 11,30, presso la chiesa madre di Poggiardo: alla presenza dell’arcivescovo di Otranto, Donato Negro, l’artista Antonio Elia donerà alla parrocchia della Trasfigurazione del Signore di Poggiardo, un candeliere portacero pasquale. L’opera è realizzata a mano, in ferro battuto, dallo stesso artista e per l’occasione riceverà la benedizione direttamente dall’arcivescovo. Antonio Elia è un giovane artista e la sua formazione artistica è avvenuta presso l’istituto statale d’Arte “Nino Della Notte”. Negli ultimi anni si è affermato sia a livello nazionale che internazionale conseguendo riconoscimenti importanti, tra i quali si ricordano il primo posto al concorso internazionale di Disegno e Progettazione e il secondo al campionato del mondo di Forgiatura tenutosi a Stia, in provincia di Arezzo, nel settembre 2009. Dopo i numerosi premi, dunque, questa sarà sicuramente l’occasione per lasciare un segno della sua maestria al suo paese natale.

Alessandro Conte

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Un libro-documentario per conoscere Antonio De Viti De Marco

Presentato presso l’ex Convitto Palmieri a Lecce, il libro-documentario “Antonio De Viti De Marco. Una storia degna di memoria” a cura di Manuela Mosca. Presentata l’opera nella sala teatrino della biblioteca provinciale Bernardini. L’iniziativa è a cura della facoltà di Economia e del dipartimento di Scienze economiche e matematico-statistiche dell’Università del Salento, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia e il patrocinio della Provincia di Lecce. L’introduzione dell’evento è stato a cura del rettore Domenico Laforgia, cui hanno seguito gli interventi del preside della Facoltà di Economia Stefano Adamo, e dei docenti universitari Anna Lucia Denitto e Giampaolo Arachi. L’opera tratta di Antonio De Viti De Marco (1858-1943), una delle figure di maggior rilievo nel panorama del pensiero economico italiano, conosciuta e apprezzata anche all’estero. Insigne studioso di scienza delle finanze, di processi bancari e di commercio internazionale, fu un convinto meridionalista, profondamente impegnato, su posizioni liberali e radicali, nelle vicende politiche italiane. Mancava sinora una storia completa capace di tratteggiare senza tecnicismi il profilo di quest’uomo come teorico dell’economia, politico, individuo, e di rendere pienamente conto della sua fama internazionale. Il volume consiste nella trascrizione completa delle interviste realizzate da Manuela Mosca per la realizzazione di un suo documentario, per colmare questa lacuna e raccontare in profondità la figura di Antonio De Viti De Marco, attraverso le vive voci di studiosi e la testimonianza della biografa Emilia Chirilli per conoscerne anche il lato personale dell’intellettuale.

Jenny De Cicco

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Giorgio De Giuseppe dona il suo archivio storico

La biblioteca comunale “Francesco Piccinno” si arricchisce di un altro prezioso archivio storico. Il senatore Giorgio De Giuseppe ha infatti espresso la volontà di consegnare alla comunità magliese circa venti faldoni di testimonianze riguardanti la sua storia politica. “Il nostro illustre concittadino – sottolinea il sindaco Antonio Fitto – ha voluto donare la documentazione della sua personale vicenda di politico e studioso ovvero di pubblico amministratore intransigente e onesto. Nel contesto europeo, in quello parlamentare e in quello dell’amministrazione cittadina, sono stati fondamentali e, per altri versi, continueranno a esserlo i suoi suggerimenti, le sue efficaci decisioni, la sua guida illuminata e responsabile. Si tratta di memorie che sicuramente produrranno suggerimenti e stimoli derivanti da un’attività intellettuale estesa al diritto, all’economia e alla politica con straordinaria ampiezza, non disgiunta da una limpida ed energica correttezza”. Il senatore De Giuseppe, sebbene gli siano pervenute, da più parti, richieste per ottenere la donazione dei documenti ha ritenuto che, per il forte legame che lo lega alla città di Maglie, debba essere la Biblioteca comunale ad accogliere le testimonianze. L’archivio è costituito da importanti documenti di prima mano e da rilevanti corrispondenze con personaggi ai vertici della politica in un ventennio (dal 1972 al 1994) di grande rilevanza nella storia italiana, nel corso del quale De Giuseppe, in qualità di senatore della Repubblica, ha ricoperto più volte cariche politiche e dello stato di grande impegno e spessore: da presidente dei senatori democristiani a vicepresidente del Senato per tre legislature e più volte chiamato a funzioni vicarie in delicate fasi istituzionali di quel periodo.

Maurizio Tarantino

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Melendugno, ripartono le attività del centro Rina Durante

Il centro culturale Rina Durante di Melendugno, nell’ambito dei Laboratori Urbani Koinè, dopo il successo ottenuto nelle prime edizioni, torna a proporre una serie di attività ludico-ricreative e formative per bambini, ragazzi e adulti. All’interno della biblioteca comunale sono in corso i preparativi per la notte di Halloween. Nell’allestimento degli spazi destinati all’evento, i bambini sono già coinvolti nelle decorazioni. Per la serata sono previste letture a tema e proiezioni video, face-painting e degustazione di cibi ghiotti e orripilanti. Ma questo non è che l’inizio: in pentola ci sono i laboratori di disegno e scrittura creativa per i ragazzi delle scuole elementari e medie, i laboratori emotivo-esperienziali sul mondo dei genitori visto dagli adolescenti, il concorso di fotografia per ragazzi, gli incontri con autori del fumetto e un innovativo laboratorio per la realizzazione di un blog creato e gestito da tutti i ragazzi che frequentano la biblioteca. Parallelamente, parte la programmazione dell’Edupoint, con la riapertura delle iscrizioni al Multilab. Il 29 ottobre dalle 18 sarà possibile partecipare a una prova gratuita e avere maggiori informazioni sul laboratorio multidisciplinare per bambini che prevede l’attivazione dei corsi di lettura, disegno e lingua inglese. Da quest’anno l’offerta didattica dell’Edupoint si arricchisce anche di corsi linguistici altamente formativi, destinati a ragazzi della scuola secondaria inferiore e superiore e ad adulti. Sono in programma il corso di lingua inglese di livello intermedio e il corso base di lingua francese tenuto dalla madrelingua dottoressa Hélène Leblanc. Per maggiori informazioni, giovedì 3 novembre alle 18 è previsto un incontro di presentazione, che si concluderà con un english tea break e un assaggio di gâteaux françaises. Una volta al mese sono previsti incontri con l’autore organizzati dalla libreria de Il Salentino Editore, seguiti da un buon bicchiere di vino e stuzzichini vari. Inoltre il centro ospiterà per un anno quattro giovani volontari, provenienti dalla Bulgaria, dalla Lituania, dalla Gran Bretagna e dall’Austria, in seno al Programma Europeo Gioventù in Azione, che saranno impegnati nell’organizzazione di workshop, eventi e serate culturali tese all’integrazione e alla promozione della cittadinanza europea. “L’offerta culturale del centro risulta essere variegata e innovativa – afferma la responsabile della cooperativa Fluxus Valeria Dell’Atti – ci si augura che la comunità risponda con un buon grado di partecipazione, dimostrando ancora una volta fiducia e stima nel nostro lavoro”.

Maurizio Melito

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Dalle antiche rappresentazioni sceniche non letterarie al caso del cantattore salentino P40

Lo spettatore che partecipa alle rappresentazioni di P40 è immediatamente coinvolto dalle sue canzoni (la voce), dalla musica (il suono) e dalle movenze del corpo, che sembrano dettate dall’improvvisazione ma che in realtà affondano – forse inconsapevolmente – nella tradizione delle rappresentazioni teatrali plebee, popolari, non letterarie. Allo stesso tempo, i suoi testi fanno riferimento a situazioni tipiche degli usi e costumi popolari, per esempio alla frequentazione del mercato, come luogo del commercio minuto di prodotti locali, e della piazza, luogo di frequentazione pubblica dove si discute di tutto. La rappresentazione scenica popolare manca di canovaccio, mentre l’improvvisazione e la vivacità del dialogo, infarcito di battute licenziose, grasse e argute, mettono a proprio agio lo spettatore e anzi egli ne diventa quasi protagonista, immedesimandosi nelle vicende rappresentate in scene esilaranti e per lo più risolte, nella loro drammaticità, con trovate geniali e scrosci di risate liberatorie. Nel corso del tempo, i personaggi si sono come tipicizzati, per esempio nelle figure del menestrello e del giullare di corte, a cui tutto è permesso, soprattutto di dire la verità, o del servo (pre)scelto una volta l’anno per vestire i panni del signore-padrone, sostituendosi a esso nel bene e nel male, gozzovigliando senza limiti ma anche assumendo su di sé, come capro espiatorio, guai e malanni della società. Questa tradizione non si è persa del tutto e sopravvive nelle rappresentazioni di singoli artisti, comici e mimi, più che nei generi. Fra questi rientra il caso del nostro Pasquale Quaranta. La sua arte deriva proprio da quella tradizione, specialmente quando pone al centro delle sue canzoni e della sua mimica le scene popolari variopinte che si svolgono al mercato e quando, carpendoli dal patrimonio di saggezza e di arguzia popolare, mette in musica i testi degli indovinelli erotici interrogando il pubblico presente, il quale è chiamato a dare prova di altrettanta prontezza di spirito nello sciogliere l’arcano. Ecco perché riteniamo che l’arte dell’intrattenimento di P40 risalga indietro fino ai Fescemnini latini, versi motteggiatori, sfacciati e aggressivi, pure licenziosi, che venivano recitati o cantati durante la cerimonia e il banchetto nuziale come lazzi rivolti agli sposi da parte degli accompagnatori e dei compaesani, come succedeva fino a qualche tempo fa e in qualche occasione dura ancora oggi. Accanto a questi corre il richiamo della memoria a un’altra rappresentazione caratteristica, il mimo, durante la quale gli attori entravano in scena scalzi. Il compito dei mimi era di suscitare il riso e l’effetto era affidato alla abilità della recita e all’istintivo dono della vena comica degli attori. La scena riportava al naturale, con tutti gli accorgimenti comici, anzi mimici, la vita di tutti i giorni, con i personaggi che la caratterizzavano nei loro ruoli sociali. Il linguaggio era sfacciatamente plebeo, osceni i cantici, come la danza. Il viaggio per inquadrare le radici culturali del fenomeno P40 è giunto al termine. Anche se i riferimenti delle sue canzoni sono attualissimi, ancor più perché la nostra cultura è messa duramente alla prova dalla globalizzazione, contro la quale non resta che attestarsi su lembi di cultura, di tradizioni e di manufatti, tuttavia egli affonda le sue radici proprio nelle rappresentazioni popolari, laddove con un semplice strumento musicale, un ritmo e un vocalizzo si rappresentano le aspettative, i desideri e le ansie di una società.

PAOLO RAUSA

 

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Lecce, un corso per la lavorazione della pietra

È partito il 21 ottobre il corso di formazione per scalpellini, ideato dall’associazione InnovaMenti, che si prefigge come obbiettivo la formazione di disoccupati e inoccupati e il recupero di antichi mestieri. Tagliatori e levigatori di pietre, scalpellini e marmisti sono portatori di mestieri dal gusto antico che favoriscono lo sviluppo delle produzioni di nicchia, dirette a un mercato selezionato. Nuovi artigiani servono a stimolare il ricambio generazionale, anche attraverso l’utilizzo e il trasferimento delle competenze maturate dagli artigiani nel corso della propria esperienza professionale e l’apprendimento di attività creative tradizionali, per offrire l’opportunità di avviare microimprese artigiane. “In un periodo di forte crisi – dice Loredana Capone, vicepresidente regionale e assessore alla Programmazione Economica – L’artigianato è una risorsa per il futuro economico del nostro territorio. Fondamentale anche il suo ruolo sociale”. C’erano alla presentazione del corso anche Rocco Rivelli, assessore alla Programmazione Economica del Comune di Matera, Marcello De Giorgi, direttore Cna di Lecce, Leonardo Montemurro, direttore Cna di Matera, con la cui collaborazione è realizzato il corso. Che è rivolto a 16 disoccupati pugliesi, e prenderà il via presso la sede operativa dell’associazione a San Cassiano. Il progetto si propone di far acquisire competenze professionali specifiche, in grado di unire le esigenze del mercato moderno, del fare impresa e il recupero degli antichi mestieri artigiani che rischiano di andare irrimediabilmente persi. “Investire nell’artigianato significa investire nel futuro economico del nostro territorio – ha affermato Capone – senza dimenticare poi il ruolo sociale che tale comparto assume. Insieme al turismo, l’artigianato può realmente offrire una risposta lavorativa a tanti giovani in cerca di occupazione e, al contempo, a tante imprese, che devono fare i conti con il passaggio generazionale”.

Jenny De Cicco

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L’unico museo storico con parco a tema d’Italia grande come quelli del Nord europa, l’Archeodromo del Salento

Un viaggio nel Salento dalle origini al medioevo, è questa l’idea che ha portato alla creazione del primo archeodromo del Salento. Nella splendida serra di Galugnano a Caprarica di Lecce, l’archeologo Alessandro Quarta ha avuto l’idea di ricostruire sperimentalmente il mondo protostorico, messapico, romano e medievale. Così, oggi, il Salento possiede, grazie all’iniziativa imprenditoriale di Meridies, il più grande parco di archeologia sperimentale d’Italia, simile a quelli che si possono incontrare nelle realtà Nordeuropee e Mitteleuropee. “Far rivivere il Salento dei Messapi, quello delle origini, il Salento dell’epopea mediterranea era una delle idee che avevo coltivato da tempo – spiega Alessandro Quarta – ora questo sogno è diventato realtà, una realtà che spero di portare avanti nel migliore dei modi”. Insomma, nell’antica serra già ricca di testimonianze megalitiche, attraversata dall’uomo sin dalla preistoria, si possono ora rivivere i momenti di vita quotidiana del Salento partendo dal mondo preistorico, entrando in un villaggio protostorico, all’interno di un abitato messapico con i suoi templi e le sue fortificazioni, oppure nel mondo dei romani e nel villaggio medievale. L’archeodromo, che si affaccia sul Canale d’Otranto visibile dall’alto della serra, non solo offre un’importante occasione di crescita culturale per il sud Italia, ma arricchisce anche l’offerta turistica del Salento. L’inaugurazione è prevista per domenica 23 ottobre quando il parco sarà aperto ufficialmente. In seguito, si svolgerà qui la nona edizione della celebre iniziativa “Un giorno nella storia”, la manifestazione riservata alle scuole italiane di ogni ordine e grado (nei giorni 27, 28, 29 aprile e dal 2 al 6 maggio). Per informazioni chiamare i numeri 0832.659821 – 334.8205533 – 331.4044181 o scrivere su [email protected]. Ci si può anche collegare sul sito www.meridiesnet.it.

Elio Paiano

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Poggiardo, mostra di pittura di Oronzo De Matteis

Il 19 ottobre, alle 19, presso la sala conferenze del Palazzo della Cultura di Poggiardo viene inaugurata la mostra di pittura del maestro Oronzo De Matteis, alla presenza del sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati, e del professore Vito D’Armento. Il “grande poeta del mare” come è stato definito, esporrà le sue tele fino al 30 ottobre. Le opere dell’artista leccese, nativo di Martignano, scaturiscono dai suoi continui viaggi. Così facendo, l’autore osserva e assorbe le infinite sfumature dei vari mari del mondo. Nelle sue rappresentazioni possiamo anche ritrovare l’accostamento alla terra, ma quello che l’artista predilige è l’oceano. Perciò può essere definito come “il pittore degli oceani”. Tra i vari luoghi dove ha esposto le sue tele possiamo ricordare Toronto, Parigi, New York, Barcellona e Linz. Il mare è fonte d’ispirazione, ma viene visto dall’artista in un’ottica diversa dal comune. Infatti l’artista viene avvolto dalle onde come fosse una creatura che vive sui fondali marini. Guardando le sue rappresentazioni non si può non notare come le immagini prendano vita ed esprimano movimento, con quella forza dirompente del mare che travolge e conseguentemente fa restare impotenti. Nella sua carriera, dalla rappresentazione degli oceani non si è voluto mai allontanare. E questo è stato per lui come una missione da portare a termine. De Matteis può essere inserito nella scuola dei pittori gestuali americani come Wileen De Kooning, maestro dell’Action Painting (corrente artistica del 900) per la scelta e la produzione dei colori che auto produce, ricavandoli dalla terra. Chi vorrà essere avvolto dalle onde del mare potrà recarsi presso il palazzo della Cultura di Poggiardo.

Alessandro Conte

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Premio giornalistico “Antonio Maglio” 2012: l’importanza del sud

Ѐ stata istituita la prima edizione del premio giornalistico “Antonio Maglio”, promossa dal comune di Alezio e dall’associazione “Amici di Antonio Maglio” con la collaborazione dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, l’Ordine dei Giornalisti di Puglia, Federazione della Stampa di Puglia, Regione Puglia, Provincia e comune di Lecce, Università del Salento e ovviamente la famiglia Maglio. Il compianto Maglio è stato vicedirettore del Quotidiano di Brindisi, Lecce e Taranto. Una figura importante che si è sempre battuta per il riconoscimento dei diritti del Mezzogiorno, di un’area come la nostra che investe poco e consuma sempre meno. Quindi l’avvio di questo premio giornalistico ha un doppio scopo, e cioè quello di promuovere e denunciare eventuali carenze e ricordare un uomo che con il suo lavoro ha sempre rimarcato l’importanza della crescita del sud. Qualsiasi giornalista che abbia avuto modo di raccontare le problematiche e le scelte compiute a favore di questa terra potrà partecipare all’edizione 2012, presentando articoli e inchieste pubblicati nel corso del 2011 su quotidiani e periodici italiani e su giornali italiani all’estero o su testate giornalistiche on line, con il tema “Il Mezzogiorno d’Italia tra locale e globale”. La partecipazione è gratuita e la domanda dovrà essere consegnata entro le ore 12 del 31 gennaio 2012, tramite posta o di persona al comune di Alezio. Saranno premiati i primi tre classificati, con il corrispettivo importo di 3000, 2000 e 1000 euro.

Alessandro Conte

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