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“Il genio di Dalì” protagonista dell’estate idruntina. In mostra al Castello Aragonese di Otranto

Il conto alla rovescia per l’evento-cardine dell’estate, che coinvolgerà il Salento e non solo, è iniziato: dal 28 maggio al prossimo 25 settembre il Castello Aragonese, simbolo incontrastato dell’arte idruntina, si vestirà di una luce surreale e misteriosa; a dominare la scena le opere del maestro spagnolo Salvador Dalì.

Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Mirò e Pablo Picasso, che hanno registrato un totale di 90mila visitatori, le mura della città salentina aprono i battenti al genio baffuto, al surrealista per eccellenza, a colui che spingendosi fino all’esasperazione fece dell’arte una continua e vincente provocazione. La mostra, curata da Alice Devecchi, sarà inaugurata il 27 maggio alle 18, e ospiterà sei sculture originali in bronzo e una selezione di cinquantaquattro litografie originali che illustrano, secondo i canoni del mondo surreale, temi e testi letterari come le “Fiabe giapponesi” dai colori tenui, e ancora “Tristano e Isotta”, definiti da un quasi inquietante vuoto di colore, per finire con gli “Amours Jaunes”, colorati attraverso le nuance dorate su fondo nero.

Il maestro di Figueras, passato alla storia per gli “orologi molli” posizionati in modo disorganico sullo scenario inquietante de “La persistenza della Memoria”, era un artista a tutto tondo, che ha saputo esprimere il suo talento anche attraverso la scultura. Le sei opere in bronzo presenti alla mostra, “Elefante cosmico” di grandi dimensioni, e “Perseo”, “Hombre sobre delfin”, “Trajano a Caballo”, “Mujer Desnuda” e “Mujer con faldas” di medie dimensioni, nel loro fluttuare continuo seducono il visitatore: figure melliflue, senza ossa che sembrano far parte di un instancabile e vorticoso movimento, e che non sono altro che la materializzazione dei personaggi che ricorrono nelle tele del maestro catalano.

Un’arte torbida, contraddittoria, visionaria, che nasce dall’inconscio, ma che prende forma solo attraverso la razionalizzazione del delirio; è questa la base di partenza per quello che lui definirà “metodo paranoico-critico”. Le sue opere, secondo il genio spagnolo, nascono dalla paranoia, ma in tutte le sue tele e le sue sculture più coinvolgenti ciò che emerge chiaramente è un distacco sublime, che prende forma attraverso elementi onirici, tabù, fobie che riemergono dagli abissi della coscienza per materializzarsi nitidamente con una perfezione tecnica che ci riporta alla memoria l’iperrealismo.

Una personalità complessa, quella dell’ultimo grande protagonista dell’avanguardia artistica del Novecento, un uomo eclettico e incoerente, che rimase poi prigioniero del personaggio altezzoso e imprevedibile che si era costruito negli anni; lui che amava ribadire il suo completo distacco dalla borghesia è passato alla storia come l’artista à la page, e ciò ha suscitato giudizi alle volte estremamente sfavorevoli dalla critica, che non si limitava a giudicare la sua insindacabile arte ma coinvolgeva il suo modo di essere, sempre troppo sulle righe, e anche per questo estremamente interessante.

Alessandra Ragusa

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Mamme, a Otranto si festeggia fino a fine maggio con la mostra “Dalla Chioma di Atena”

“La Festa della Mamma è un’occasione utile per rinnovare il nostro sentimento di amore e riconoscenza nei vostri confronti”: così suona l’invito del sindaco Luciano Cariddi alle otrantine che verranno festeggiate da domani, e fino al 22, a Otranto.

Un modo diverso per rendere omaggio alle madri, festeggiando tramite un simbolo del femminino molto particolare: Athena, dea greca concepita da Zeus, venuta al mondo dalla sua testa e simboleggiata dalla civetta, la cui prerogativa è la strategia bellica, il cui scopo è la protezione dell’intelletto e lo sviluppo del logos, il ragionamento. La mostra che si inaugura domani alle 11, celebrante le sfaccettature del poliedrico mondo rosa, è infatti “Dalla Chioma di Athena”: chioma da cui sono nati i simulacri del divino femminile corrente. Una serie d’illustrazioni tratte dal libro di Valeria Palumbo e realizzate dal maestro Giancarlo Montelli; presenti infatti nell’esposizione ventuno ritratti e biografie di donne rivoluzionarie nella politica, da Eleonora de Fonseca Pimentel a Rosa Luxemburg, nell’arte, come Isadora Duncan. Leni Riefenstahl e Marie Curie, nella scienza, esploratrici e pioniere come Nellie Bly, Alexandra Néel-David e Amelia Earhart. “Difficile contenerle. Irresistibile ritrarle. L’onda grande delle donne seguiva la corrente: vivevano nel cono dell’ombra maschile, erano mogli per tradizione, madri per natura, devote per obbligo e recluse per inerzia. Ma alcune, tra la fine del Settecento e il Novecento, hanno detto no”. Immagini oniriche, donne velate da sfumature pastello di lievi acquerelli, una fusione del Liberty di Alphonse Mucha con le vetrate gotiche e un pizzico di Neoclassicismo. Così, chiare, s’imprimono nella mente, non solo per la bellezza dei tratti, per ciò che si cela in esse: la passionalità, il rigor di logica, caratteristiche che marchiano con il fuoco la coscienza dell’avventore della mostra.

Giancarlo Montelli è illustratore, art director e fotografo di numerose case editrici. Sua una recente mostra per l’edizione Odradek del Pinocchi, e presso l’Accademia di belle arti di Lecce dal titolo “Comunicazione visiva e l’arte di generare visioni” con laboratori e incontri con gli allievi e una grande mostra presso il museo provinciale S. Castromediano di Lecce, dal titolo “Dalla favola al mito”, a cura della casa editrice “Il Raggio Verde”. Valeria Palumbo, già caporedattore centrale de L’Europeo, fa invece parte della Società italiana delle storiche e della Società italiana delle letterate. Nel 2003 ha pubblicato “Prestami il volto” (edizioni Selene), sulle compagne di artisti famosi (vincitore del premio “Il Paese delle donne”, 2006). Ha pubblicato per Sonzogno “Le donne di Alessandro Magno” (2005), “Donne di Piacere” (2005) e “La perfidia delle donne” (2006). Nel maggio del 2007 è uscito “Svestite da uomo” (Bur) e, nel 2008, per Odradek, “Le figlie di Lilith”, sulla trasformazione del mito della femme fatale in diva. Del 2009 è “L’ora delle Ragazze Alpha” (Fermento), sulla terza onda del femminismo, vincitore del “Premio selezione Anguillara Sabazia 2010”. Nel 2010 ha riveduto e ristampato, con il titolo “La divina suocera” (edizioni Selene), un saggio del 2004 sulla suocera dell’imperatore romano Adriano (www.valeriapalumbo.com).

Jenny De Cicco

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Festa a Maglie per il patrono San Nicola: con moderazione

San Nicola è alle porte. La festa del santo patrono di Maglie arriverà infatti tra qualche giorno, e più precisamente l’8 e 9 maggio, con regolare programma che prevede festeggiamenti civili e religiosi. Per due giorni le bande di Ruffano, Squinzano e Lecce si esibiranno all’interno della cassarmonica allestita con le altre luminarie dalla ditta De Cagna, e quest’anno ci sarà un concerto per nostalgici della cantante locale Cinzia Corrado, che si esibisce con una cover band di Vasco Rossi. Caratteristica è in particolare, per quanto riguarda i festeggiamenti religiosi, la processione con la statua del santo per le vie della città, domenica 8 maggio alle 19: benché san Nicola sia il patrono della città, la sua processione è quella più corta, se paragonata a quelle maggiormente sentite del Venerdì Santo e dei Santi Medici. Si tratta comunque di una processione molto suggestiva, dato che porta per le strade una pregevole statua in cartapesta di san Nicola scolpita da Luigi Guacci, abbigliata secondo l’epoca. San Nicola, tuttavia, sembra essere per Maglie un grande interrogativo, tanto da essere diventata una festa proverbiale persino sul social network Facebook: nella fanpage “Solo a Maglie”, infatti, si legge in un link “A San Nicola più forestieri che magliesi”. Pare proprio che i magliesi, infatti, non siano troppo legati al loro santo patrono, soprattutto se confrontati con il fervore che accompagna la vicina Scorrano con la sua patrona Santa Domenica, ogni anno festeggiata giustamente in pompa magna. Nell’immaginario collettivo, infatti, il magliese è disinteressato e caratterizzato da una sorta di aplomb inglese, di indifferenza proverbiale a tutto ciò che accade, persino le cose più importanti. Tanto che anche per quanto riguarda lo spettacolo pirotecnico, la tanto agognata seconda batteria di fuochi d’artificio, neppure quest’anno ci sarà: l’anno scorso era persino nato un gruppo per sostenere l’attività degli uomini del comitato festa. Ma i pregiudizi, si sa, sono duri a morire, e alla fine dei conti sembra solo un luogo comune che i magliesi non siano affezionati al loro santo. Soprattutto le ragazze nubili, di cui san Nicola a Maglie è protettore: si narra infatti che il vescovo di Myra donò di nascosto, a tre sorelle che non avevano la dote per sposarsi e stavano per essere avviate alla prostituzione, tre sacchi di monete d’oro.

Angela Leucci

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“Senza arte né parte”, torna il cinema all’italiana di Albanese. Da Palmariggi

L’attesa è finita. Il 6 maggio, finalmente, si potrà vedere nelle sale il nuovo film di Giovanni Albanese dal titolo “Senza arte né parte”, le cui riprese si sono tenute circa un anno fa. Si tratta di un film interamente girato nel Salento; Albanese, ormai innamorato alla follia del Salento, ha anche preso casa nel piccolo comune di Palmariggi, dov’è ambientato il film interpretato da Vincenzo Salemme, Donatella Finocchiaro e Giuseppe Battiston. “Senza arte né parte” racconta di una piccola truffa “per necessità”, un po’ come ne “I soliti ignoti”: un gruppo di amici viene licenziato a seguito dell’automazione del pastificio in cui lavora, ma viene assunto momentaneamente per fare la guardia a opere d’arte moderna. Gli uomini (uno dei quali in particolare sta vivendo un momento delicato in famiglia, dato che la sua donna è stata assunta proprio dal pastificio da cui lui era stato licenziato) sulle prime sono un po’ perplessi di fronte a questo genere d’arte, ma poi viene loro in mente un’idea: creare un business attraverso la realizzazione di manufatti falsi ricalcati su quelli quotatissimi che hanno sotto mano. “Senza arte né parte”, a partire dalla locandina, si propone di ravvivare i topoi della commedia all’italiana, di cui Albanese è grande cultore. Dopo il successo di “A A A Achille”, premiato anche al “Giffoni Film Festival”, Albanese torna al grande schermo con una commedia delicata, girata in quella piazza di Palmariggi paesaggio di cartolina, facendo riecheggiare quelle atmosfere e quei personaggi che furono un tempo i pezzi forti di registi come Pietro Germi, Mario Monicelli, Steno, Dino Risi. Alcune scene, infine, sono state girate anche in un pastificio di Corigliano d’Otranto, lo stesso che aveva visto le riprese del capolavoro di Ferzan Ozpetek “Mine vaganti”.

Angela Leucci

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“Sull’onda delle leggende del Salento”, un libro-dvd sulla memoria popolare

“Folkolore Associazione Culturale”, fondata nel 2009 da Chiara Rescio e Walter Stomeo, ha condotto una difficile ricerca sul campo che ha portato alla documentazione di molte leggende popolari narrate personalmente dagli abitanti del Salento. L’opera si chiama “Sull’onda delle leggende del Salento”: il libro costituisce un utile strumento per chi predilige la vacanza culturale, posto che, oltre a raccogliere racconti e illustrazioni, permette di rintracciare i luoghi di cui si parla grazie a due cartine geografiche, nonché a precise coordinate che possono essere inserite nel navigatore dell’auto. Il documentario ci fa scoprire invece quel filo sottile che unisce realtà e leggenda: lo stesso filo che unisce le grotte, gli scogli, le spiagge, le torri e il mare del Salento agli antichi abitanti di questi luoghi. Ma anche a chi li abita oggi e a chi li abiterà domani, perché nel Salento la cultura e il territorio sono una cosa sola: perché le pietre e gli uomini, nel Salento, sono una cosa sola.

“Sull’onda delle leggende del Salento” non è insomma solo una raccolta di leggende popolari: “è anche un viaggio alla scoperta dei misteriosi luoghi che le hanno ispirate”, sostengono gli autori, “non è solo un libro fatto di parole e immagini, è anche un documentario fatto di musica, interviste e riprese che ci accompagna direttamente sui luoghi, perché “Sull’onda delle leggende del Salento” non è solo la fantasia che c’è nella memoria, è anche il reale che c’è nella leggenda”. E’ questo il filo sottile che collega i cristalli delle Grotta Zinzulusa con il foro nella roccia ai piedi della torre dell’Alto, il tunnel della Grotta degli Innamorati ai muretti a secco della punta Due pietre. Torre del serpente, Isola della fanciulla, Grotta della poesia, Rupe della Dannata: sono proprio questi nomi, presenti oggi negli atlanti e nelle cartine geografiche, a dare l’indizio della presenza di antiche leggende tra gli anfratti e le scogliere della costa salentina”.

Ma c’è davvero un serpente dietro il nome di questo faro a olio che anticamente segnalava il Capo d’Otranto? E’ esistita veramente la fanciulla che dà il nome all’isolotto di Torre Pali? E il dirupo altissimo, a picco sul mare, chiamato Rupe della Dannata, a Santa Caterina, porta ancora con sé i segreti di una donna del passato? Le risposte in questo interessante e prezioso lavoro dell’associazione “Folkolore”, ideato in collaborazione con “Kurumuny Edizioni”, che si può reperire nelle librerie salentine, oppure presso la sede dall’associazione in via Soleto a Martano. Info su www.memoriapopolare.it.

FabioTarantino

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“Primo Maggio a Kurumuny” slitta a domenica 8 maggio. Causa pioggia

Anche quest’anno arriva, con la sua decima edizione, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati della pizzica e del buon vino: il “Primo Maggio a Kurumuny”. Che però quest’anno, a causa del maltempo, è stato rinviato a domenica prossima, 8 maggio, anche se il programma, rassicurano gli organizzatori, resta invariato.

L’appuntamento è realizzato ogni anno in collaborazione con l’Associazione Ernesto de Martino-Salento, l’Ass. Follevola, e con la partecipazione del Comune di Martano e delle associazioni Libera-Mente, Città Futura, Philos, Tramontana, Radio Salentina, Corte Grande; la festa si svolge a Martano, in campagna (località Kurumuny, nei pressi dell’uscita per Castrignano de’ Greci), con una lunga giornata fatta di grigliate e vino, musica e balli spargi-sale, artisti e giocolieri di luce, a rimarcare gli importanti temi della multiculturalità, dei diritti civili, della salvaguardia del patrimonio immateriale, delle pari opportunità, dell’ambiente.

Parteciperanno a questa edizione dedicata a Rina Durante gli “Almoirama”: la loro musica è un percorso in evoluzione che passa dalle improvvisazioni arabo-orientali alla rumba collettiva e festante, passando per molti altri generi. I “Mascarimiri’, invece, presenteranno il loro nuovo progetto, “Gitanistan”, lavoro che parte da una ricerca personale (considerando le origini Rom dei fratelli Giagnotti) ma anche culturale e artistica volta a scoprire le famiglie Rom e salentine. Ancora, i “New Orleans Dixie Band”, sei musicisti professionisti rigorosamente in acustico e itinerante che propongono uno spettacolo garantito che spazia dall’improvvisazione al cabaret musicale. Seguiranno “Melegari e i suoi compari”, che riproporranno lo spettacolo che “Li Ucci” portavano in giro per le piazze e le feste popolari, con un arrangiamento diretto e crudo, così come loro lo interpretavano. Chiuderanno i “Kenga”, gli “Insintesi”, e la dimostrazione finale del laboratorio di “Somnia Theatri”.

Durante la giornata è previsto il baratto di libri, oggetti e location freeshop a cura dell’associazione “Tramontana” di Melendugno. L’associazione Follevola, con i suoi volontari e gli strumenti di cui dispone, offrirà il proprio contributo di percorsi sonori, grazie anche alla creatività di quanti vorranno prendere parte ai (mini) laboratori. Il biglietto di ingresso alla manifestazione costa 4 euro, valido per la sola giornata di domenica 8 maggio; l’organizzazione offre pane e vino fino ad esaurimento scorte, e mette a disposizione i bracieri per gli arrosti.

Fabio Tarantino

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L’estate otrantina si avvicina. E a fine mese torna Dalì

Presentato dal sindaco Luciano Cariddi e dagli assessori, nella mattinata del 28 aprile e presso la sala triangolare del Castello Aragonese di Otranto, il calendario degli eventi primavera-estate 2011.

Dal 19 al 21 maggio sono previsti invece una serie di incontri e dibattiti su “Il sogno italiano. Albania-Puglia vent’anni dopo”, presso il castello, organizzati dall’Università del Salento e in collaborazione con il Comune di Otranto: un’occasione per non dimenticare il profondo spirito di accoglienza salentino, che ha portato questa terra ad accogliere decine e decine di migliaia di migranti.

Dal 28 maggio al 25 settembre, invece, si terrà la mostra “Il genio di Salvador Dalì”, sempre presso il castello, che riaccoglie le opere surrealiste del genio ispanico a dieci anni dall’ultima mostra.

Il 28 e 29 Giugno, proseguono le iniziative con il recupero della Sagra di San Pietro e Paolo, da parte dei ragazzi dell’Ass. Hydro in collaborazione col Comune di Otranto. Durante le serate sono previsti stand enogastronomici, tiro alla fune, corsa coi sacchi, pentolaccia ed esibizioni di gruppi musicali.

A giugno, poi, la terza edizione dell’ormai consolidata “Notte rosa”, anche se sarebbe più corretto denominarla al plurale, data la doppia data per cui è organizzata da OCSO e dalle consigliere di parità di Puglia e Provincia di Lecce. Trenta giugno – 7 luglio, ancora, le date della prima edizione, presso Frassanito, di “Wave Trotter Competition”, campionato nazionale di windsurf durante il quale si esibiranno atleti di altre discipline insolite, come il “Freesbie Free Style”. Trentuno luglio – 7 agosto, largo alla conoscenza con gli “Incontri con l’autore”, organizzati dal locale Club UNESCO, il quale è impegnato nell’organizzazione della terza “Settimana della Cultura” presso largo Porta Terra.

Dal 18 al 20 di agosto, poi, si fa spazio al gusto con “United food of Salento. Cibi, canti e racconti di Salento”, dell’associazione “Art’Etica”, con la supervisione di DonPasta-Daniele De Michele, chef, dj e novello cantore di gusto e tradizione.

Per informazioni ulteriori su altri eventi, si rimanda al link del Comune di Otranto http://www.comune.otranto.le.it/

Jenny De Cicco

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“L’Avvocato del Re”, legal thriller in salsa salentina

Un “legal thriller” in salsa salentina. Sarà presentato il prossimo 14 maggio alle 19, presso l’aula magna “Nicola De Donno” del liceo classico “Francesca Capece” di Maglie – a cura della docente Lina Leone – l’opera prima di Maria Serena Camboa, “L’Avvocato del Re”. Si tratta di un romanzo che percorre la storia professionale di un giovane avvocato leccese alle prese con un omicidio cui sembrerebbe non essere estraneo certo affarismo politico. “Non sono certo intuito e ambizione a mancare – come spiega la nota alla stampa di “Lupo Editore”, la casa editrice che ha pubblicato il volume – a Martina Borghesi, giovane avvocato del foro leccese segnato da una traumatica esperienza che la lega contraddittoriamente al brillante Teodorico Fuortes. Quando la bellissima Cinzia viene trovata cadavere nella fangosa campagna salentina, a essere accusato del delitto è il fidanzato Giacomo, perfetto capro espiatorio. Chiamata ad assisterlo da Fuortes, Martina scopre presto che nulla è come sembra: oscure ingerenze viziano le indagini, mentre un’accesa campagna elettorale suscita inimicizie e sospetti incrociati. L’avvocato viene a conoscenza di scottanti risvolti della vita locale che la guidano verso una verità terribile e devastante. Un legal thriller all’italiana, scritto con dovizia da Maria Serena Camboa, in cui si intrecciano giochi di potere, introspezioni psicologiche, cinico arrivismo e il sogno del grande amore”. L’iniziativa è promossa dalla Pro Loco Maglie Unpli e da “Lupo Editore”, ed è patrocinata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Maglie.

Angela Leucci

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Ad Attilio Caputo il Premio al Turismo della Pro Loco Maglie Unpli

Ha un nome il vincitore del Premio biennale al Turismo della Pro Loco Unpli “Luigi Puzzovio”. È quello di Attilio Caputo, “manager fortemente motivato e operatore culturale di singolare sensibilità, che sin da giovanissimo -appena ventenne- ininterrottamente ha lavorato con successo per rendere il Salento competitivo, accogliente e attrattivo a livello internazionale”, come si può leggere dalla motivazione al premio. La nomina è particolarmente densa di significato, dato che la stessa Pro Loco è intitolata a un personaggio salentino che si è particolarmente prodigato per l’attività turistica sul territorio e la sua promozione. Il premio è stato assegnato con voto unanime dalla commissione nominata dal consiglio direttivo dell’associazione, presieduta dal presidente onorario Marcella Santoro Micolano, che ha deliberato dopo aver preso atto delle numerosissime attività, “che vanno dalla promozione del nostro territorio, con l’ideazione di iniziative di vario genere, alle azioni positive, realizzate soprattutto nell’ambito turistico-alberghiero”. Il premio sarà conferito a Caputo nel corso del convegno sul turismo dal titolo “Le strade del Sud”, in programma domenica 8 maggio 2011 alle 10 presso l’aula magna “Nicola De Donno” del liceo “Francesca Capece”. Il convegno si aprirà con i saluti del sindaco di Maglie Antonio Fitto, del presidente della Pro Loco Anna Maria Puzzovio, del presidente Unpli Puglia Angelo Lazzari e del commissario Apt di Lecce Stefania Mandurino. Interverranno come relatori il presidente del Gal “Terra d’Otranto” Gabriele Petracca e il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone. A conclusione dei lavori interverrà anche il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, che illustrerà le linee guida e i contenuti del Piano per il Sud. Modera il convegno il giornalista di Rai 3 Marcello Favale.

Angela Leucci

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Andrea Vadrucci il batterista più cliccato del mondo in concerto a Poggiardo presenta l’album “Classical drumming”

Sarà presentato sabato 30 aprile al Teatro Illiria di Poggiardo in prima mondiale live con un concerto che si preannuncia memorabile l’album “Classical Drumming” di Andrea Vadrucci, alias Vadrum, il talentuoso batterista poggiardese ormai diventato un fenomeno planetario grazie a internet.

Il suo canale video su YouTube ha infatti superato i 50 milioni di visite e ha il primato, per numero di iscrizioni (dalla nascita di YuoTube Italia), tra i canali musicali italiani. Le sue performances fanno il giro del mondo e il suo arrangiamento del Barbiere di Siviglia di Rossini è stato trasmesso in “Programa do Jô”, uno dei più seguiti programmi della televisione brasiliana in onda su Tv Globo.

“Classical drumming” (uscito su etichetta “Vadrum Records”), è la realizzazione di un sogno: suonare con una vera orchestra sinfonica di 36 elementi, in gran parte della Fondazione Tito Schipa. Venti i brani registrati tra cui il Barbiere di Siviglia, il Guglielmo Tell, la Primavera e l’Estate di Vivaldi, la Marcia di Radezski, il Volo del calabrone, la Quinta sinfonia di Bethoveen, il Nabucco. Una contaminazione che stupisce per gli splendidi arrangiamenti e l’energia travolgente che Vadrum riesce a esprimere e che ha già ottenuto importanti consensi e risultati, come l’ottenimento del primo posto in classifica sul portale Amazon Mp3 negli Stati Uniti e Giappone, e altrettanti posizionamenti alti in altri paesi e su altri digital store come Tunes.

Un appuntamento da non mancare quindi impreziosito dalla presenza come special guest di altro talentuoso musicista salentino come Alessandro Quarta.

Il concerto, organizzato dall’Amministrazione comunale di Poggiardo si terrà presso il Teatro Illiria alle ore 21.30 con ingresso gratuito.

Info:

Ufficio Cultura Comune di Poggiardo 0836.909812 – www.comune.poggiardo.le.it

Teatro Illiria Via A. Diaz n. 220, Tel. 0836.904384

 

Links:

http://www.andreavadrucci.com

http://www.youtube.com/vadrum

http://www.facebook.com/vadrum

 

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La Resistenza alla Biblioteca di Sarajevo

Un grande successo di pubblico ha salutato la festa del tesseramento dell’associazione politico-culturale “Biblioteca di Sarajevo”, presieduta dalla docente Paola Cillo, tenutasi nei giorni scorsi per introdurre il circolo al suo decimo anno di attività. Sono dieci anni, infatti, che l’associazione propone, in una formula nuova e approfondita, tematiche che riguardano la storia, la cultura, la società, la politica. L’occasione per ritrovarsi, stavolta, è stata quella di ricordare la Resistenza, qualche giorno prima del 25 aprile, e parlarne, confrontarsi su un tema che sembra essere estraneo al Salento, ma non è così. A parlare di salentini, e soprattutto di donne resistenti, sono intervenuti infatti il presidente dell’Anpi di Lecce, Maurizio Nocera, e la docente Ada Donno. Un racconto che è stato anche interazione con il pubblico accorso, poi rimasto presso il circolo per un momento conviviale allietato dalla musica del gruppo etnomusicale “Arsura”. Nel filmato Nocera introduce appunto la tematica della Resistenza agli astanti.

Angela Leucci


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Il “silenzio jazz” di Francesco Negro, musicista, docente e un po’ filosofo

Francesco Negro è la sua musica, il suo piano. Il jazzista magliese, vincitore dell’“Italian Jazz Award” nella sezione esordienti, si impegna infatti quotidianamente nella diffusione del jazz tra gli appassionati, ma anche tra coloro che ancora non si sono accostati a questo genere musicale, attraverso l’attività che esercita insieme ai volontari dell’associazione “Bud Powell”: artefice di jam session che si tengono ogni due settimane all’Art Cafè di Maglie, della rassegna di concerti “Museo in jazz” insieme con lo staff del museo civico “Decio de Lorentiis”, monografie, guide all’ascolto, lezioni di musica d’insieme, visione di film sul jazz e molto altro. L’attività del circolo jazz è davvero instancabile, ma Francesco esercita anche la sua musica con la sua scuola di pianoforte “Silence”.

Come nasce la sua passione per il jazz?

“Con l’associazione “Thelonius Monk” (associazione magliese che ora ha chiuso i battenti, ndc), all’età di 15 anni, che mi ha dato la possibilità di crescere musicalmente e umanamente, perché ho avuto la possibilità di conoscere molti jazzisti, tra cui il mio primo maestro, Antonio Ferriero. Da lì sono entrato nel direttivo e ho partecipato come musicista e direttore artistico all’attività del circolo”.

Sono molti i ragazzi che si avvicinano al jazz?

“Sì, ma bisogna dar loro la possibilità di emergere. Nel Salento ci sono molti ragazzi che fanno jazz, ma bisogna dargli un adeguato sostegno”.

Ci sarà un festival come quello che la “Thelonius Monk” organizzava a Maglie?

“Sarebbe il sogno dell’associazione “Bud Powell”, quello di riuscire a organizzare una manifestazione del genere. Speriamo di riuscire a creare un dialogo più sistematico con le istituzioni e gli sponsor che ci danno la possibilità di realizzare le nostre attività”.

Come funziona la sua scuola, come avvengono le lezioni?

“C’è altro nella scuola, oltre al jazz. I corsi di musica d’insieme che si fanno nella mia scuola è perché è a disposizione dell’associazione, in quanto non abbiamo una sede associativa. Nella scuola sono titolare e docente, ma accanto al jazz insegniamo anche musica classica. L’attività va molto bene, ultimamente abbiamo organizzato una master class con Reggie Moore che ha soddisfatto studenti e sponsor, e ci spinge a desiderare di farne”.

Tra classica e jazz cosa preferisci?

“Non ho preferenze, c’è la musica buona e quella meno buona”.

Se potessi suonare con tre jazzisti scomparsi o non più in attività, con chi lo faresti?

“Dexter Gordon (sassofonista), Stan Getz (sassofonista), Chat Baker (trombettista)”.

Cos’è per te il jazz?

“Molti inquadrano il jazz come un genere musicale, ma è molto di più: è una cultura, un’energia che viene fuori da questa cultura, nata dai neri ma capace di influenzare anche la musica bianca. Il jazz è continua ricerca”.

Quant’è importante, anche nella musica, l’ironia? Ricordiamo quel pezzo sul silenzio di John Cage…

“Lì non si tratta di ironia, è semplicemente l’esecuzione di un pezzo di Cage, è un pensiero filosofico, è la filosofia del silenzio”.

E cos’è il silenzio?

“Il silenzio, in natura, non esiste, perché quando noi parliamo e poi stiamo zitti si sente altro. Ci può essere un silenzio di sottofondo che si sovrappone al silenzio che vogliamo ascoltare. Ascoltare il silenzio non è altro che ascoltare il silenzio del silenzio”.

Angela Leucci

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