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Maglie: Al via la Settimana della Cultura Scientifica

8 incunaboli e varie migliaia di libri antiche tra cinquecentine e seicentine. È questo probabilmente il patrimonio storico più interessante in possesso della biblioteca comunale di Maglie “Francesco Piccinno”, tra le più antiche in Puglia, essendo datata 1666. I volumi antichi della biblioteca sono in mostra fino al 17 aprile all’interno della XIII Settimana della Cultura Scientifica, allestita presso il contenitore culturale L’Alca. In mostra, si possono ammirare anche quei libri cosiddetti “proibiti”, ossia i volumi che necessitavano di una particolare dispensa religiosa e secolare per poter essere letti. L’inaugurazione della Settimana ha riscosso un successo che replica quelli degli anni precedenti, attraverso un’offerta variegata che spazia in tutti gli ambiti della cultura. Nel filmato dell’inaugurazione è possibile vedere gli interventi della direttrice dell’Alca Medica Assunta Orlando e del sindaco di Maglie Antonio Fitto.

Angela Leucci


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“Dove va l’economia leccese?”. Presentazione del libro di Mauro Ragosta a Martano

Si è tenuto sabato a Martano, nella sala convegni di Piazza Caduti, un interessante dibattito intorno all’ultimo lavoro di Mauro Ragosta, “Dove va l’economia leccese”, 61 pagg, edito dall’Officina delle Parole. Ultima degli eventi compresi nella rassegna “Buon Compleanno Italia”, curato dall’amministrazione comunale di Martano, in particolare dal consigliere delegato al Turismo e alla cultura Toni Iervoglini, è questa opera divulgativa di Ragosta, studioso e osservatore attento dell’economia meridionale, e specificatamente leccese, sin dal lontano 1988. Dopo la breve introduzione del consigliere Iervoglini e della editrice, Pompea Vergaro, è stato Ragosta a descrivere il suo libro, che incarna anche la sua passione di vita, lo studio dei fenomeni economici del Salento. Si tratta di un testo molto breve e molto semplice, facile da leggere e costato all’autore alcuni mesi e mezzo di lavoro intenso perché “snocciolare i dati, leggerli criticamente e tradurli in concetti accessibili a tutti è faticoso”, soprattutto perché l’intenzione del volumetto è esclusivamente divulgativa.

Ragosta afferma l’assenza di visione strategica in chi guida il nostro territorio, e soprattutto di una cultura economico-strategica, capace di dare al nostro territorio un binario di sviluppo di lungo periodo. Suddivide poi in due tronconi l’economia salentina degli ultimi sessant’anni: prima agricola, poi industriale e nell’ultimo decennio turistica, guardando con ottimismo al futuro e indicando la strada: “Arte e spettacolo saranno, insieme al turismo, i nuovi settori trainanti dell’economia leccese”. Nel suo intervento Ragosta mette inoltre in evidenza un altro gap della nostra economia, ovvero la pigrizia imprenditoriale e la carenza di sistemi di distribuzione, la cosiddetta logistica; illustra infine la suddivisione del libro in due parti: la prima di valutazione degli aspetti generali, la seconda di analisi dei vari settori cardine dell’economia salentina come l’agricoltura, l’industria, l’edilizia, il commercio e il turismo.

Invitato a intervenire in questa conversazione sull’economia salentina è stato il presidente del CNA provinciale, Pasquale Rescio, imprenditore martanese. Rescio ha lamentato l’assenza di momenti pubblici di dibattito sulla salute del sistema produttivo salentino, soprattutto dalla crisi del 2008 che ha “mortificato e indebolito il dibattito tra la politica e le imprese”. Ha fatto poi l’esempio della ripresa italiana del dopoguerra ed ha indicato nella vocazione territoriale salentina, cultura (arte e spettacolo) e agricoltura, i settori traino della rinascita dell’economia locale, sottolineando che politica ed impresa devono parlarsi tra loro per trovare soluzioni comuni ai problemi.

A chiudere gli interventi, prima del dibattito aperto, è stato l’assessore alle Attività produttive del comune di Martano, Antonio Carra, che in una riflessione in parte autobiografica (anch’egli è un imprenditore.), ha sottolineato i problemi relativi agli aspetti gestionali delle imprese, al decentramento geografico, alla mancanza di strutture di supporto alla ricchezze naturalistiche, connessa alla poca cultura d’impresa presente sul territorio e all’assenza di un indotto attivo intorno ai grandi insediamenti produttivi del Salento. Grandi assenti del dibattito i temi dei giovani precari e il settore delle energie alternative, croce e delizia dell’economia salentina degli ultimi cinque anni e dei prossimi dieci.

Fabio Tarantino

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Video-intervista a Mauro Ragosta: “Dove va l’economia leccese”

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“Contro…. il pubblico”, omaggio a Carmelo Bene: il “Teatro nell’atto” ieri al Club 84 di Maglie

Davvero una bella serata, ieri, nella storica location del “Club 84” di Maglie, grazie a “Contro…. il pubblico”, spettacolo organizzato per rendere omaggio alla stravaganza e al genio di Carmelo Bene.

Decisamente suggestiva l’atmosfera, creata dal sound incalzante del duo jazz di Fabrizio Savino e Domenico Cartago, capaci di offrire una cornice speciale alla lettura e all’interpretazione di opere importanti del Maestro scomparso come “Sono apparso alla Madonna” e “Nostra Signora dei Turchi”, il tutto a cura degli attori Daniele Panarese e Valentina Gallo. Un omaggio passato anche attraverso la pittrice leccese Antonella Carluccio, artefice di una mostra dal titolo “Mi ricordo” esposta nella galleria del Club 84.

“Carmelo è riuscito a superarsi come artista, oltrepassando la sua arte fino a diventare un capolavoro”, sottolinea infatti l’organizzatrice dell’evento Barbara Petruzzo, “perché da quando l’arte è un fatto di massa, l’arte è diventata consolatoria e decorativa. “Contro… il pubblico”, invece, è come se fosse in realtà anche contro l’arte. Non è un titolo che sposa alcuna provocazione, anzi è il contrario”. D’altronde anche lo stesso Benjamin, nel libro “La riproducibilità tecnica dell’opera d’arte”, spiega come questa riproducibilità abbia creato un grosso problema: la perdita di sacralità dell’opera d’arte, dunque della sua stessa essenza. “Diventando una pura forma di intrattenimento”, spiega ancora Barbara Petruzzo, “passando dunque in secondo piano. Non vissuta insomma come momento fondamentale, bensì secondario, decorativo e consolatorio: mi rifaccio dunque alle parole di Bene. Questo spettacolo dunque è concepito al di fuori di qualsiasi logica di intrattenimento, è inteso come attimo di espressione essenziale, e nulla più, in cui il pubblico dovrebbe sforzarsi di comprendere ciò che l’arte vorrebbe comunicare, o anche non comunicare”. il teatro è nell’atto, cioè nell’immediato: l’immediato svanire, la presenza e al tempo stesso, assenza…Chiudiamo con un aforisma che racchiude tutto il senso della manifestazione: il teatro è nell’atto, cioè nell’immediato: l’immediato svanire, la presenza al tempo stesso, assenza”. Carmelo Bene era questo.

Cristian Rizzo

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Torna a Maglie la Settimana della Cultura Scientifica

Ritorna a Maglie un appuntamento molto atteso, quello della Settimana della Cultura Scientifica organizzata dal complesso culturale “L’Alca” e giunto ormai alla sua tredicesima edizione. Stavolta si tratterà di una “settimana lunga”, dato che durerà nove giorni, da sabato 9 a domenica 17 aprile. È un impegno molto importante, sia dal punto organizzativo che dell’offerta, quello cui il museo civico “Decio de Lorentiis” di Maglie non ha voluto rinunciare, ritenendo che tali occasioni siano fondamentali nel perseguimento del ruolo sociale e divulgativo cui i musei sono chiamati; in particolare quelli locali, ovviamente rappresentativi della cultura della comunità cui appartengono. Le diverse iniziative sono suddivise in sezioni mattutine e pomeridiane, e prenderanno avvio nel tardo pomeriggio di sabato 9 aprile con l’apertura ufficiale della manifestazione alla presenza del vicepresidente della Provincia Simona Manca, del sindaco Antonio Fitto, dell’assessore alla Cultura Rossano Rizzo, del direttore del museo e della biblioteca Medica Assunta Orlando. Interverranno anche alcuni dei relatori che si avvicenderanno nei giorni successivi: ad esempio i docenti Paolo Sansò, e Raffaele Onorato e l’artista Giuseppe Manisco. Il clou della settimana è rappresentato da alcuni eventi, il primo dei quali è la mostra “Pagine antiche della biblioteca comunale di Maglie”. Domenica 10 aprile ci sarà invece l’escursione, quest’anno dedicata all’entroterra ionico e sempre riguardante i temi geo-naturalistici e archeologici del territorio salentino, con tappe tra Manduria, Grottaglie e Massafra. Nella mattinata di martedì 12 l’associazione esplorazioni geografiche “La Venta” tratterà le proprie scoperte speleologiche nel mondo. Si parlerà anche di Unità d’Italia attraverso Rosanna Basso e Mariacarla De Giorgi, docenti dell’Università del Salento che illustreranno il ruolo dell’universo femminile durante i moti risorgimentali, dall’attivismo delle donne al loro ruolo nella musica dell’epoca. Venerdì 15 aprile la serata sarà invece dedicata a Leonardo da Vinci: la sua poliedrica figura sarà illustrata da Luigi Cataldi, neonatologo salentino presso il Policlinico Gemelli di Roma e docente alla Cattolica. Infine, domenica 17, a chiudere questo ricchissimo programma sarà “Museo in Jazz”, concerto dei musicisti Reggie Moore, Francesco Angiuli, Enzo Lanzo curato dall’associazione jazz “Bud Powell”. “Bisogna ammettere”, dice in proposito il primo cittadino Fitto, “che è veramente infaticabile l’azione e l’impegno costante della struttura culturale cittadina nei confronti della divulgazione dei temi culturali che le sono propri. Ritengo infatti che quando si parla di turismo culturale è a questo che si deve guardare e tendere, a una grande qualità dei contenuti delle offerte, sulla quale sarebbe auspicabile un sostegno non solo simbolico degli enti territoriali preposti”.

Angela Leucci


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La Spagna di Checco Leo tra flamenco e pizzica

È appena tornato dall’ennesimo viaggio in Spagna, dove si è esibito con lo spettacolo “Tra flamenco e Salento” raccogliendo un grande successo ma, soprattutto,confermandosi uno dei migliori chitarristi italiani di flamenco. E ora, Checco Leo, è pronto a tuffarsi nell’ennesima avventura: un cd di vecchi pezzi arrangiati secondo le nuove sperimentazioni e contaminazioni di genere.

Da Uggiano la Chiesa a Madrid, il sogno continua sulle note del flamenco. Cos’è, attrazione fatale?

“La Spagna, e in particolare l’Andalusia, hanno molto in comune con la nostra terra, soprattutto per ciò che riguarda la cultura musicale. La prima analogia da rintracciare tra il flamenco e la pizzica è la presenza di una forte scansione ritmica che determina un inevitabile coinvolgimento, spesso anche fisico -mi riferisco alla danza – del pubblico e di chi partecipa, in genere, anche con il solo ascolto”.

Lo spettacolo rientrava nella “Settimana pugliese a Madrid” ed era sponsorizzato dall’Associazione pugliesi in Spagna: come è stata accolto?

“Benissimo. Il pubblico era misto, equamente diviso tra spagnoli e italiani. Devo dire, per onor di verità, di aver riscontrato unanime consenso”.

Anche a Madrid non ha potuto fare a meno del suo gruppo, “Jaleo”.

“Sì, la band è composta da ben otto elementi tra strumentisti, cantanti e ballerini, ma a Madrid è stata sufficiente una formazione ridotta formata da Checco Leo alla chitarra; Carla Maniglio, voce e danza; Paolo Colazzo alle percussioni; Giuseppe Delle Donne ai tamburi, cucchiai e danza”.

Tra “Flamenco e Salento” è un progetto che porta da anni in giro in Italia e all’ estero: perché e con quale spirito?

“L’obiettivo e divulgare l’amore per il flamenco e per la pizzica e far risaltare la stretta relazione che c’è tra di essi. Mi piace lavorare sulla loro fusione, mettendo in evidenza analogie e differenze”.

Un gioco per lei…

“Sono un chitarrista flamenco, mi viene piuttosto spontaneo contaminare i due generi, senza esagerare e nel rispetto della loro identità. Inoltre, essendo un cultore del flamenco e un amante della musica popolare salentina, ho approfittato dell’occasione per ossigenare l’anima flamenca mia e del gruppo e proporre in un contesto straniero un nostro prodotto musicale tutto salentino”.

La Spagna è la sua seconda Patria, ormai. Ogni occasione è buona non solo per esibirsi ma anche per migliorarsi: è così?

“È importante e costruttivo sottopormi al giudizio di un pubblico avvezzo all’ascolto del Flamenco, che può stimare appieno le mie capacità. Anche quest’ultimo è stato un viaggio di concerti e di lavoro, didattico e culturale”.

Prossima tappa?

“Mi auguro in Andalusia, la culla del Flamenco”.

E intanto lavora al nuovo Cd e si esibisce nel Salento.

“Sì, nella registrazione mi avvalgo della collaborazione di validi musicisti tra cui Paolo e Leonardo Colazzo e Giuseppe Delle Donne, con i quali sto allestendo il programma della tournèe estiva”.

Luana Campa


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“Gessetti & Straccetti” a Uggiano, alla riscoperta dell’antica arte dei madonnari

“Alla riscoperta dell’antica arte dei madonnari” è il nome della serata che si terrà a Casamassella di Uggiano la Chiesa, domani sera alle 17, presso la Biblioteca comunale di piazza Vittorio Emanuele II, dove l’associazione socio-culturale “Gessetti&Straccetti” festeggerà l’essersi aggiudicata il bando “Principi Attivi 2010 – Giovani idee per una Puglia migliore”. Il progetto prevede la riscoperta di un’arte antica e attualmente in disuso, come quella dei madonnari, e la realizzazione di corsi di gessetti nelle scuole di ogni ordine e grado di Lecce, Uggiano e Villa Castelli.

Alla serata prenderanno infatti parte tutti i partner del progetto, tra cui i Comuni di Uggiano e Sannicola, il Salento Buskers Festival, la Scuola Napoletana di Madonnari, le Manifatture Knos di Lecce, la Selva dei Buskers di Villa Castelli e Ostuni, il Carpino Folk Festival, la Pro Loco di San Severino Lucano (Pz). Il programma della serata prevede infatti una festa di accoglienza e laboratori di gessetti per bambini e ragazzi, animazione degli artisti del Salento Buskers Festival, e la performance live del maestro madonnaro Martino Zingarelli. Seguiranno, alle 18.30, i saluti ufficiali, la presentazione dei partner dell’iniziativa e l’illustrazione del progetto a cura di Pamela Giunco (referente del progetto) e Dario Cadei (Salento Buskers). 335.5407829. Per informazioni [email protected].

Jenny De Cicco

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Presentato al Capece di Maglie il libro “Ho provato a non somigliarti” di Pierluigi Mele

Pierluigi Mele presenta, al Capece di Maglie, il suo ultimo libro di Poesie “Ho provato a non somigliarti” edito da “Lupo Editore”.

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“Italia Wave”, a luglio a Lecce anche Lou Reed, Paolo Nutini, Kaiser Chiefs e Jimmy Cliff

Sarà un giorno perfetto, anzi saranno quattro giornate perfette, quelle dedicate agli amanti della musica che seguiranno “Italia Wave” da quest’anno a Lecce, organizzato dalla fondazione “Arezzo Wave Italia” con il supporto di Regione Puglia, Puglia Sounds, Provincia di Lecce, Comune di Lecce, Camera di Commercio e la collaborazione dell’APT di Lecce. Si tratta di un evento capace di catalizzare attenzione generale grazie a nomi interessanti della musica internazionale, che saranno nel capoluogo salentino a far sentire la propria voce. Gli ospiti di Italia Wave, che si svolgerà dal 14 al 17 luglio, saranno quindi Lou Reed, Paolo Nutini, Kaiser Chiefs, Jimmy Cliff, Sud Sound System e Verdena. Ma ancora le sorprese non sono finite: questi infatti sono solo i primi nomi in cartellone nella prestigiosa rassegna musicale, che si svolgerà su cinque palchi dove si alterneranno stelle del rock e talenti della scena internazionale, band emergenti e nuove scommesse. In altre parole, oltre cento eventi in quattro giorni, per un progetto che spazia dalla musica alle arti e dedicato a un pubblico curioso, giovane, europeo. Mentre la chiusura del 17 luglio sarà affidato alle band locali (tra cui alcune emergenti, per le quali si concluderanno i provini nei prossimi giorni), il 14 si esibiranno Sud Sound System e Jimmy Cliff, il 15 i Kaiser Chiefs e Paolo Nutini, il 16 Lou Reed e i Verdena. Non sarà la prima volta dell’ex leader dei Velvet Underground nel Salento, dove già fece tappa il suo tour qualche anno fa, precisamente a Otranto, ma c’è grande attesa per i suoi pezzi storici con la band di cui era anima insieme a John Cale, tra cui “Venus in furs”, “Sunday morning”, “Heroin”, “The murder mystery”, ma anche gli storici pezzi incisi da solista come “Perfect day”, “Walk on the wild side”, “Satellite of love”, tutti contenuti nel suo album cult “Transformer”. L’artista, molto discusso per i suoi testi dietro i quali si dice si nasconda l’ombra dell’eroina, è uno dei miti più importanti della storia del rock mondiale. Tra gli altri nomi interessanti spuntano anche i Kaiser Chiefs, per i quali questa sarà l’unica tappa in Italia: con una delle band del brit pop più amate, potremo cantare in coro la loro bellissima canzone d’amore “Ruby”, oltre ad alcuni capolavori come “The angry mob” e “Love is not a competition (but I’m winning)”.

Angela Leucci

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Maglie città d’arte, il Comune ci crede e ci prova: a buon diritto

Il Comune di Maglie ha inoltrato la richiesta perché la città sia insignita della nomina a città d’arte. Si tratta di un preciso disegno politico dell’amministrazione, che da molti anni ormai investe sul marketing territoriale e si adopera perché Maglie si ponga come meta per il turismo dell’entroterra. Divenire città d’arte significherà infatti, per Maglie, essere inserita in un circuito particolare che permetterà ricadute economiche convenienti per tutti i settori della città. Che – anche se in maniera modesta e discreta – vanta un certo numero di beni culturali importanti, oltre a iniziative e a specificità enogastronomiche che costituiscono a tutti gli effetti la cultura di un luogo. Partiamo dai beni architettonici di un certo pregio, tra cui le quattro chiese barocche (chiesa della Presentazione del Signore, della Madonna delle Grazie, della Madonna Addolorata e della Madonna della Scala) e dal campanile del duomo, che si dice sia stato realizzato dall’artista Giuseppe Zimbalo o almeno dalle sue maestranze. L’architettura sacra, a Maglie, risulta infatti una componente fondamentale del patrimonio artistico cittadino, perché consente di stabilire la storia della cittadina, divenuta il centro commerciale più importante d’Italia quanto a rapporto tra gli esercizi commerciali e numero di abitanti. Come la chiesa di Sant’Antonio Abate, che potrebbe addirittura risalire al XIII secolo, anche se non ci sono dati certi a causa del “naufragio” documentario seguito nella diocesi idruntina dopo il massacro turco del 1480. Altri beni culturali di rilievo sono certamente i palazzi: uno su tutti Palazzo Capece, che ospita l’omonimo liceo ponendosi come centro culturale vivo per la città. Ai beni architettonici vanno aggiunti quelli più antichi, ovvero i menhir e il dolmen, che però andrebbe riportato all’antico splendore, nonché la necropoli di Rosemarine, che rappresenta il nucleo, di origine longobarda, più antico della città. In ambito culturale vanno ricordate poi la biblioteca “Francesco Piccinno”, tra le più antiche in Puglia essendo datata 1666, e il museo paletnologico “Decio de Lorentiis”. Senza dimenticare il patrimonio enogastronomico come l’olio, il vino e soprattutto il formaggio “tipo Maglie”, che proviene da una pecora autoctona la cui specie si sta cercando di proteggere. Infine, ultime ma non da ultime, le manifestazioni di promozione del territorio quali il Mercatino del Gusto, rassegna enogastronomica di bontà pugliesi promossa da Slow Food, “Chiari di Luna”, rassegna teatrale che porta sul territorio gli spettacoli migliori dell’intero Stivale, il festival organizzato dall’associazione Bud Powell “Maglie jazz festival” e “Corto Magliese”, rassegna sulla sicurezza stradale che ci ricorda quanto sia bello stare nel Salento, ma come sia altrettanto giusto prestare attenzione alle strade, non sempre perfette.

Angela Leucci


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Due serate a Poggiardo sulle orme delle Orme. E del rock progressivo anni Settanta

Era il 1974. Il pubblico salentino, un po’ incuriosito e un po’ stranito, ascoltò per la prima volta un genere musicale nuovo che veniva chiamato “rock progressivo”. Era quello delle Orme, il gruppo che insieme alla Premiata Forneria Marconi e al Banco del Mutuo Soccorso formava una sorta di “triade” del prog italiano.

Da allora la band veneziana è tornata più volte nel Salento, terra che considera una seconda casa: “Salento amore mio, terra baciata da Dio”: con queste parole Michi Dei Rossi, storico batterista delle Orme, ha salutato il pubblico che il 25 e il 26 marzo si è radunato al teatro Illiria di Poggiardo per le due tappe leccesi del tour 2011. La band ha presentato il nuovo album, “La via della seta” e ha suonato i brani più cari ai fan: “Gioco di Bimba”, “Sguardo Verso il Cielo”, “Cemento Armato”, “Felona e Sorona2. Le sonorità degli anni Settanta si sono evolute, senza dimenticare lo spirito della tradizione prog. Un genere, d’altronde, cui è congenita la costante sperimentazione e che dunque, per certi versi, si contestualizza nei tempi in cui vive e respira. Ha contribuito alle continue ricerche anche la storia travagliata della band, oggi guidata dallo storico batterista Michi dei Rossi, unico componente del nucleo originale. Con il tastierista Michele Bon, nelle Orme dalla fine degli anni Ottanta, voltata la pagina “Aldo Tagliapietra”, alla voce è subentrata dal 2010 un’altra pietra miliare del prog, Jimmy Spitaleri, ex dei Metamorfosi. Gli altri tre musicisti sono molto giovani ma sicuramente più che all’altezza delle Orme, sulla stessa lunghezza d’onda e in grado di eseguire un’opera d’arte qual è “La via della seta”.

Le Orme tornano ancora, come da tradizione prog, con un concept album; “Incontro dei Popoli”, “Verso Sud”, “Mondi che si Cercano”, “29457, L’Asteroide di Marco Polo” sono brani chiaramente emblematici del tema di “La via della seta”: la tolleranza, l’incontro delle genti che sin dai tempi antichi hanno trovato la loro giusta dimensione sulla Via della Seta, una metafora con cui l’uomo abbraccia differenti culture e religioni.

E quale brano poteva aprire il concerto in una tappa salentina se non “Verso Sud”: uno struggente assolo di chitarra dà l’attacco a una lunga introduzione strumentale. Senza dubbio i nuovi brani presentano strutture melodiche che rievocano il prog dei pezzi storici della band. Un concerto molto attraente e piacevole sia dal punto di vista sonoro che visivo: bellissimo e malinconico duetto di pianoforti in chiusura di “Verso Sud”, che dialogano in una intensa osmosi; i due musicisti restano soli sul palco per guadagnare il centro della scena. Piccole grandi perle si susseguono durante lo spettacolo: l’intermezzo strumentale del brano che dà il nome all’album richiama una sorta di marcia per la redenzione; i musicisti abbandonano uno per volta il palcoscenico fino a che non resta Michele Bon, solo, con il riff della sua tastiera che si ripete più volte. A concerto inoltrato Michi dei Rossi fa il suo assolo di batteria lasciando tutti con il fiato sospeso con le sue maestrie e la sua creatività; quando con le sue bacchette, spostandosi da tom e timpani, finge di suonare in aria, sembra di sentirla vibrare come le pelli della sua batteria.

Tra il pubblico giovani e meno giovani. I fan di sempre, i ventenni degli anni Settanta, non sembrano infastiditi dall’assenza della formazione storica: cantano, urlano, applaudono, rivivono la loro giovinezza. Alla domanda “Il prog è un genere di nicchia o un genere passato di moda?” Michi tiene a sottolineare che “Il prog è un genere colto”.

La mostra fotografica itinerante “Progressivamente 70”, allestita come una speciale scenografia, ha contribuito a compiere un viaggio nel mondo musicale degli anni Settanta con foto rare in bianco e nero di artisti del mondo prog internazionale, tra i quali i Genesis, Frank Zappa, Gentle Giant, Alan Sorrenti, Banco del Mutuo Soccorso, Franco Battiato, Jethro Tull, le stesse Orme e tanti altri.

Hanno aperto le due date poggiardesi i “Cemento Armato”, band locale nata dall’iniziativa di Claudio e Francesco Giannetta che ripercorrono, omaggiandoli, i brani del rock progressive degli anni Settanta, con arrangiamenti del tutto inediti e personali; come hanno fatto con il successo delle Orme “Sguardo verso il cielo”, presentata all’Illiria in chiave remix. Hanno suonato, inoltre, in apertura, “Le Ombre”, cover band salentina delle Orme.

Luana Campa


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“Da mille a una”, a Maglie le donne raccontano le donne della Storia

Si è conclusa con un grande successo di pubblico la manifestazione “Da mille a una”, organizzata dalla commissione provinciale per le Pari Opportunità presieduta da Maria Teresa Maglio, tenutasi a Maglie. La manifestazione era inserita in un ciclo di convegni che vuole celebrare le figure, sconosciute o per certi tratti dimenticate, delle donne importanti nella storia d’Italia, dall’Unità a oggi. Grandi emozioni ha suscitato in particolare il filmato realizzato da Elio Scarciglia e dedicato alla mazziniana Antonietta De Pace (quella che nascondeva i messaggi di Giuseppe Mazzini in seno o li ingoiava per servire la causa repubblicana, per capirci). Ma anche l’ode alla duchessa Francesca Capece, benefattrice magliese, letta da Adele Maruccio e accompagnata dal pianista jazz Francesco Negro (commentata dal dirigente scolastico del liceo ospitato nel palazzo che fu della Capece, Roberto Muci). Tra i presenti anche il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto che ha tenuto un breve intervento.

 

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Anche Uggiano La Chiesa e Casamassella hanno aderito alla campagna internazionale del WWF “60 minuti di buio per aiutare il mondo a vedere la luce”

Luci spente in tutto il mondo per dare un po’ di luce alla Terra. Giunta alla quinta edizione, la maratona del Wwf partita sabato scorso dalle Isole Chatham, in Nuova Zelanda, ha fatto tappa anche nel Salento. Tra i comuni protagonisti: Uggiano La Chiesa e Casamassella. In Italia erano le 7.54. Ma l’ora X è scattata per tutti alle ore 20.30 e, attraversando i fusi orari di sette continenti, ha spento le luci di 79 capitali e decine di metropoli. A chiudere la hola di buio e di speranza, alle 8.30 italiane del 27 marzo, l’isola di Raratonga, nell’arcipelago delle Isole Cook, oceano Pacifico. Si è osservato anche un minuto di silenzio per il Giappone, emblema, suo malgrado, della fragilità del nostro eco-sistema e della necessità di salvaguardarlo.

Partecipazione numerosa quest’anno in l’Italia: 240 Comuni coinvolti, l’iniziativa ha goduto di grande popolarità sui Social network. “Il Wwf – ha spiegato il suo presidente Stefano Leoni – ha deciso di mantenere vivo lo spirito dell’evento nonostante la tragedia in Giappone, il rischio nucleare e i combattimenti in corso nel Mediterraneo perché ‘l’Ora della Terra’ dà un messaggio di speranza, per un futuro sostenibile per il Pianeta”.

Anche l’amministrazione comunale di Uggiano La Chiesa si è resa partecipe dell’evento internazionale, nello spirito comunitario che contraddistingue la manifestazione: puntare alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e favorire un utilizzo corretto e appropriato delle fonti energetiche rinnovabili.

Dalle 20.30 alle 21.30 si sono così spente le luci delle piazze Umberto I e Vittorio Emanuele II di Uggiano e Casamassella, evento preceduto in mattinata da un incontro nella scuola media locale sui temi della sostenibilità ambientale tra i giovani studenti e il sindaco Salvatore Piconese.

Non solo Uggiano. Anche a Lecce ha raccolto l’invito e all’ora prestabilita è stata spenta l’illuminazione pubblica in piazza Sant’Oronzo, dove il Wwf Salento ha allestito uno stand informativo.

L’obiettivo di Earth Hour 2011 è coinvolgere Istituzioni, cittadini e aziende ad andare “Oltre l’ora” e avvicinare le persone a uno stile di vita più sano, per il Pianeta e per se stessi.

Quest’anno l’evento ha varcato i confini dei Paesi in via di sviluppo e dagli equilibri politici e sociali precari, come Iran, Palestina, Libano, Giamaica, Uganda, Swaziland, Tajikistan, Azerbaijan e Uzbekistan, Trinidad&Tobago, Lesotho e Ciad.

E’ stato il segretario generale dell’Onu a lanciare il conto alla rovescia finale: “In ogni angolo della Terra – ha detto Ban Ki-Moon – gli individui, le comunità, le imprese e i governi stanno realizzando nuove idee e tecnologie per creare un futuro comune sostenibile. Usiamo 60 minuti di buio per aiutare il mondo a vedere la luce”.

Jenny De Cicco

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