Avevamo fatto scattare l’allarme già il 13 agosto 2011, non appena alcuni volontari ambientalisti ci avevano fatto scoprire questo ennesimo rischio per il nostro mare e per la nostra costa (ma cosa ci stanno a fare i tanti deputati e senatori pugliesi a Roma???). Qualcuno ci aveva detto che erano solo chiacchiere e che mai il governo Berlusconi avrebbe permesso questo annunciato disastro; altri ci hanno detto che in fin dei conti se si trova petrolio diventeremo tutti più ricchi e ci saranno più posti di lavoro… Invece le trivelle fotografate l’altro ieri al largo di Santa Cesarea Terme ci hanno portati alla dura realtà: le operazioni stanno iniziando, e si tratterà di operazioni di trivellazione estremamente pericolose per i nostro mare, per la costa e per la fauna. Figurarsi se si troverà il petrolio che cosa potrà succedere!!!
Ora, però, occorre fare di più rispetto alla informazione e alla mobilitazione. Bisogna mettere in atto ogni procedimento, come previsto dalla legge italiana, per spingere il Ministero dell’ambiente a bloccare le autorizzazioni alla Northern Petroleum a trivellare il nostro mare. Bisogna subito inondare il ministero con lettere di “osservazioni contrarie” protesta da parte dei cittadini. Bisogna che tutti i sindaci Salentini e i rispettivi consigli comunali adottino delle delibere con “osservazioni contrarie alle autorizzazioni alla trivellazione” da inviare immediatamente al Prefetto e al Ministero dell’Ambiente, che ha il dovere di recepirle tutte.
Sos Costa Salento, come abbiamo fatto per il sistema dei depuratori, per gli abusivismi, per i rischi di privatizzazione selvaggia, suonerà la sveglia e fornirà a tutti i soggetti interessati apposito supporto, anche legale. Questo mare non può essere “sfruttato”, ma deve essere “salvaguardato” e “valorizzato”, perché solo un suo utilizzo ambientalmente compatibile potrà portare ricchezza e lavoro al Salento e ai suoi abitanti.
Prosegue l’azione di tutela della collina dei Fanciulli e delle Ninfe. Il luogo si trova nei feudi di Giuggianello, Palmariggi e Minervino, e sono in tanti gli ambientalisti che si muovono affinché il progetto del parco eolico venga spostato in una zona di minor interesse naturalistico. La petizione, sposata anche dal Coordinamento civico di Maglie, è proseguita nel corso della Festa de lu Mieru in questo fine settimana. “Quest’anno – dicono dal Coordinamento – dagli appelli degli artisti sui palchi fino ai banchetti informativi e ai volontari tra le strade, l’estate salentina è stata attraversata da una diffusa mobilitazione trasversale, giovane e apartitica in difesa del paesaggio del Salento, vilipeso e attaccato su più fronti da più speculazioni come quelle del cemento e delle energie”. La petizione avviata da Italia Nostra Onlus è curata dal Coordinamento civico di Maglie per la tutela del territorio e la salute dei cittadini: la stessa Italia Nostra sezione Sud Salento ha già raccolto centinaia di firme in pochissime e brevi occasioni, e il Coordinamento altre centinaia durante la sola scorsa Notte della Taranta di Melpignano, per fermare la costruzione dei tre impianti industriali adiacenti per venti mastodontiche torri eoliche di 125 metri d’altezza ciascuna, e molte strutture annesse, sulla collina dei Fanciulli e delle Ninfe. “L’indiscussa Stonehenge megalitica d’Italia – continuano gli ambientalisti – e i suoi dolmen, menhir e rocce sacre enormi, naturali altari primitivi ammantati di suggestioni e leggende dai tempi protostorici sino ai nostri giorni, narrate anche da autori greci e latini antichi, rischiano di essere deturpati da progetti pazzeschi industrializzanti devastanti, in luoghi improponibili, dominio di grotte magiche, voragini, antri, villaggi neolitici, e d’uliveti antichi e monumentali, che i Greci dicevano costituiti anche da alberi gementi nella notte, derivati dalla metamorfosi in ulivi di fanciulli pastorelli messapici, a opera di stupende divine leggiadre e giovani ninfe indispettite, e tanti alberi lì, plurisecolari e dai tronchi contorti”. La petizione di Italia Nostra chiede al presidente della Repubblica, alla Regione e ai comuni coinvolti di ritirare ogni autorizzazione concessa in merito per fermare ogni ipotesi di anacronistica alterazione paesaggistica e sostanziale del sito.
Dei lavori da ultimare in palestra e l’Ipsia “Egidio Lanoce” di Maglie sarà pronto per questo nuovo finanziamento. Provincia di Lecce e Regione Puglia hanno infatti assegnato all’istituto retto dalla dirigente Albarosa Macrì 750mila euro, a seguito di un bando cui la scuola ha preso parte, presentando un piano esecutivo dei lavori, che dovrebbero partire subito dopo l’uscita delle linee guida. I lavori saranno indirizzati soprattutto al rifacimento degli impianti elettrico e termico nella sede centrale della scuola, che presentavano dei problemi dovuti anche all’età dello stabile e alla sua grandezza: i nuovi impianti saranno indirizzati verso il risparmio energetico e l’ottimizzazione dei consumi. “L’edificio che ospita la nostra scuola – ha commentato in questi giorni Macrì sulla Gazzetta del Mezzogiorno – è un monumento storico nella parte antica di Maglie dell’800. È doppiamente meritorio questo appalto di ristrutturazione, che asseconda le esigenze del sociale, ma che valorizza anche i beni monumentali. Inoltre per la prima volta il ministero dà alle scuole l’autonomia di gestire l’appalto interamente, in partenariato con la Provincia. Tutto questo accade anche per il miglioramento dell’offerta per il territorio. La risposta da parte dell’utenza c’è, ed è consistente, e noi cercheremo di fare sempre meglio”. La ristrutturazione servirà a confermare l’offerta di qualità fornita dall’Ipsia, che negli ultimi anni sta assistendo a un aumento delle iscrizioni, anche in virtù delle specializzazioni presenti nell’istituto e del sempre più stretto rapporto con le aziende del territorio, che servono da sbocco lavorativo ai ragazzi dopo il diploma.
Tanti i punti di forza di Maglie, e sono sotto gli occhi di tutti. Intanto le ottime scuole: di una in particolare i successi sono noti, il liceo “Francesca Capece”, retto da un preside di grande spessore, Roberto Muci, ben saldo sulle tracce di un mito, in materia: il professor Nicola De Donno, scomparso qualche anno fa. Uno dei beni più importanti della città, poi, è anche la sua biblioteca “Francesco Piccinno”, con il museo “Decio de Lorentiis” intestato proprio a uno dei più illustri magliesi, tra gli scopritori delle principali grotte sulla costa adriatica. La biblioteca possiede incunaboli, cinquecentine e seicentine di pregio e spesso è teatro di eventi di assoluta qualità, tra cui spiccano quelli organizzati in collaborazione con l’associazione “Bud Powell”. Anche il tessuto associativo è per certi versi la grande forza di Maglie, a partire dalla succitata associazione jazz che riesce effettivamente a far appassionare a questo genere musicale anche a chi non è avvezzo, attraverso jam, concerti, guide all’ascolto, masterclass e molto altro. Tra le associazioni molto attive sul territorio ricordiamo poi la Fratres, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, la Biblioteca di Sarajevo, il Gruppo Speleologico Salentino, solo per citarne alcune delle oltre sessanta iscritte negli albi delle consulte. Un lavoro silenzioso ma efficace è svolto anche da Zampalibera, che di concerto con Asl e amministrazione comunale combatte il randagismo. A proposito di Asl, il distretto di Maglie vanta il day-service ambulatoriale per i malati cronici affetti da malattie cardiache, pneumologiche e diabetologiche, che consente di effettuare in un giorno i controlli di un anno sulla propria salute. Per quanto riguarda la cultura, annoveriamo due rassegne che hanno portato Maglie agli onori delle cronache nazionali, il Mercatino del Gusto e Chiari di Luna, la cui organizzazione e offerta sono assolutamente eccellenti.
Quali sono le brutture che deturpano Maglie? Ci sono tanti fattori che contribuiscono a penalizzare l’immagine della ridente cittadina, che invece potrebbe essere effettivamente uno dei fiori all’occhiello del Salento per via del suo aspetto signorile e delle sue potenzialità. Un anno e mezzo fa, durante la campagna elettorale, la lista “Sinistra Maglie” realizzò in proposito uno spot decisamente efficace in cui si evidenziavano una serie di situazioni negative che caratterizzano la cittadina, dalla chiusura dei bagni pubblici allo scarso senso civico di chi a volte abbandona rifiuti nei luoghi pubblici. E spesso ci scordiamo di avere un pattinodromo che non è stato mai terminato, uno scempio ampiamente visibile dall’alto del balcone di alcune case della zona 167, un luogo che potrebbe raccogliere molti giovani, dato che sono in tanti a lamentare che Maglie sia un paese per vecchi, anche se questa rimane spesso una lamentela e in fondo sono in pochi quelli che si adoperano davvero per cambiare le cose in città. Un altro degli scempi che assillano quotidianamente la città è la pista ciclabile di viale Addolorata, appena duecento metri ma ampiamente disseminata di buche e non utilizzabile, tanto che le persone hanno preso anche l’abitudine di parcheggiarci le macchine. Una questione annosa che sta a cuore ai commercianti della zona, ma forse qualcosa al riguardo, in cantiere, c’è.
La Tarsu infiamma il clima amministrativo di Cursi. L’aumento della tassa sui rifiuti ha provocato infatti gli strali del consigliere Donato Lanzilotto, apparsi anche sul blog del gruppo consiliare “Voltiamo Pagina”. Le accuse riguardano l’aumento di 2,40 euro al metro quadro per le abitazioni civili e di 4,50 per i locali commerciali, in aggiunta al raddoppio dell’addizionale comunale Irpef dello 0,4%. “Ѐ facile per l’opposizione ignorare la vera situazione economica del Comune – commenta però il sindaco Edoardo Santoro – oppure fare demagogia quando poi si è fatto parte delle amministrazioni precedenti. I problemi, infatti, derivano da situazioni che risalgono al 1998-99, e se all’epoca il consigliere Lanzilotto non era ancora assessore, lo è stato nella consiliatura immediatamente successiva”, ribatte infatti il sindaco. Che difende a spada tratta i provvedimenti del Comune, spesso scelte obbligate, sottolinea: “Stando all’Ato, devo iscrivere preventivamente in bilancio, per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, ben 607mila euro. Un grosso sacrificio per i cittadini, e tra l’altro non so neppure se basteranno; e quel che è peggio è che da conteggi in nostro possesso potremmo garantire altrimenti questo servizio con soli 380-400mila euro. Ecco perché auspico lo scioglimento delle Ato, ecco perché penso che ogni comune farebbe meglio a organizzare la raccolta da sé”.
E se il consigliere Lanzilotto fa notare come a Melpignano l’aliquota Tarsu per le abitazioni civili sia pari alla metà di quella di Cursi, il sindaco controbatte anche in questo caso: “E’ un’affermazione demagogica, perché Melpignano ha una zona industriale-artigianale di circa 750mila metri quadri e il contributo per la tassa sui rifiuti viene pagato direttamente dalle aziende: ecco da cosa derivano le tariffe più basse. Mentre il Comune di Cursi, voglio ricordarlo, ha subìto tagli dalla manovra economica per 120mila euro”.
Parla di bambini e di giochi il grande interrogativo di questo scampolo d’estate magliese, dacché la fondazione “Francesca Capece” ha pensato bene di fare dono di queste attrezzature alla città affinché ornassero la villa De Donno in piazza Capece, un’aiuola grande quanto un isolato, quasi al centro della città, oasi verde in cui spesso in queste sere d’estate si sono ritrovate famiglie, giovani e a volte anche proprietari di cani per la passeggiata serale. “Il consiglio di amministrazione – scrivono dalla Fondazione in un comunicato del presidente Dario Massimiliano Vincenti – vicino e sensibile, come da istituzione, alle esigenze sociali, e riscontrando l’opportunità di offrire alle famiglie uno spazio attrezzato idoneo al tempo libero dei più piccoli, nella seduta del 9 agosto 2011 ha deliberato la donazione a codesto comune delle dotazioni adatte alla creazione di un’area-gioco. Ravvisando l’importanza di ubicare lo spazio in luogo dotato di servizi indispensabili per le esigenze dei piccoli utenti, si avanza la proposta di utilizzare le aiuole della piazzetta Francesca Capece, che presenta le fondamentali caratteristiche di vicinanza alle strutture in cui i bambini potrebbero soddisfare le loro necessità fisiologiche, e di una centralità in grado di preservare l’integrità delle attrezzature meglio che altrove. Si specifica che la proposta di collocare i giochi in suddetto luogo viene avanzata a seguito di intervenuta perizia, di cui si allega copia, attestante l’idoneità tecnica dell’area all’utilizzo in questione. Il consiglio direttivo è disposto a valutare diversa collocazione solo qualora si ravvisassero motivati impedimenti a quella proposta”. La questione si ricollega a un’altra più ampia, dato che nei giorni scorsi era comparso un sibillino volantino anonimo in cui si chiedeva al sindaco Antonio Fitto di non permettere che l’assessore Franca Giannotti negasse ai ragazzi il diritto di giocare in quello spazio. In altre parole, questi anonimi hanno cercato di sottintendere che ci fosse un progetto per non far giocare i bambini sulla villetta. Ma gli anonimi, si sa, si commentano da soli, e, ascoltata dalla Gazzetta del Mezzogiorno nelle scorse settimane, l’assessore aveva spiegato infatti come non ci fosse nulla di ufficiale sulla sua scrivania, e infatti l’ufficialità del prossimo intervento è stata data proprio in questi giorni alla stampa, spiegando come fosse in generale orientato a riportare la villetta allo splendore dell’800. Di fatto c’è che la villetta De Donno rappresenta un discorso complesso e rischierebbe, com’è accaduto altrove, di diventare ricettacolo di vandali, o semplicemente di persone con uno scarso senso civico: quelle ad esempio che calpestano le aiuole nonostante i divieti. Qualcuno però pensa anche che questo discorso sia una sorta di circolo vizioso, anche perché non sarebbe il primo caso di un’area verde preda di vandali (ricordiamo con delizia l’episodio in cui il sindaco Fitto braccò personalmente un gruppo di ragazzi di un paese limitrofo che cercavano di rubare la casetta dei bambini di parco don Pino Palanga, qualche anno fa). Questa storia sarà in un futuro prossimo oggetto di dibattito politico, con la ripresa, nei prossimi giorni, dell’attività amministrativa, anche perché l’assessore, in questi giorni, si è dimostrata abbastanza disponibile a discuterne.
Partiti ieri mattina i lavori di riqualificazione di piazza Assunta a Martano. 460mila euro l’importo complessivo dell’intervento, progettista e direttore dei lavori è l’architetto Antonio Gallo, mentre i lavori se li è aggiudicati l’impresa Benedetto. Abbiamo ascoltato a questo proposito Stefano Gallo, vicesindaco del Comune di Martano.
Vedere la piazza vuota e recintata ha provocato un effetto strano sui cittadini e, soprattutto, sui commercianti martanesi. Qual è il cronoprogramma dei lavori?
“I lavori sarebbero dovuti iniziare a luglio, ma abbiamo scelto di iniziare a fine agosto per consentire ai martanesi di godersi la festa patronale e gli eventi estivi. Ora siamo pronti e la fine dei lavori è prevista per fine dicembre 2011”.
Come nasce la decisione di chiudere completamente la piazza?
“La scelta è maturata da vari incontri avuti con i tecnici, le ditte, la polizia municipale e i commercianti. Il lavoro si suddivide in due tronconi: il primo, via Assunta, che va da largo santa Sofia fino all’ingresso di via Trinchese, e il secondo, via Marconi, che va dalla fine di via Assunta all’ingresso di piazza Caduti. La scelta è figlia di due esigenze: la velocizzazione dei lavori e l’uniformità qualitativa. Siamo convinti che la chiusura totale per i primi trenta giorni velocizzerà il prosieguo dei lavori”.
Quali sono i rimedi al traffico e alla viabilità che avete adottato?
“Abbiamo invertito il senso di marcia di via Trinchese e stiamo spostando la fermata degli autobus per creare nuovi parcheggi per la piazza. Una scelta anche sperimentale che potrebbe anche in futuro essere confermata”.
Quali indirizzi avete dato al progettista per la realizzazione del progetto?
“Il progetto rispetta le prescrizioni della Regione Puglia e quelle delle passate amministrazioni, che avevano iniziato l’iter del recupero dei finanziamenti e della realizzazione della nuova piazza Assunta. Da parte nostra, l’intenzione è di fare della piazza un luogo d’incontro a basso impatto del traffico. Dove si potrà ridurre, ridurremo il traffico. Inoltre, per preservare al meglio i lavori che sono volti a modificare le quote preesistenti del suolo, abbiamo dato incarico a Michele Sansonetti, archeologo di fiducia del Comune, per controllare che tutto proceda nel rispetto delle normative e a tutela dei beni archeologici. Un altro dato che ci terrei a sottolineare è che siamo in attesa del finanziamento di 200mila euro per la riqualificazione dell’area commerciale di Martano, quindi anche di piazza Assunta, per dare una uniformità stilistica ai negozi che insistono nella piazza”.
L’associazione radicale “Save Salento” diffida il Comune di Santa Cesarea dal dare seguito alla lottizzazione del Comparto 13, denuncia il recente incendio avvenuto in quel luogo e chiede l’intervento della Regione Puglia, del ministro per i Beni e le attività culturali e della Procura di Lecce. Il presidente di Save Salento Catia Stomeo, il segretario dell’associazione Antonio Bonatesta e la deputata radicale e socia fondatrice di Save Salento Elisabetta Zamparutti hanno depositato oggi un’ulteriore diffida nei confronti del Comune di Santa Cesarea Terme, affinché si astenga “dal porre in essere qualsiasi atto idoneo a consentire la trasformazione edilizia e urbanistica delle aree ricomprese nel Comparto 13/s”, che prevede la costruzione di circa 566 unità abitative, di un albergo di tre piani e di altri servizi residenziali. “Il piano di lottizzazione del Comparto 13 – sostengono infatti da Save Salento – e la relativa convenzione sono ampiamente scaduti da circa quindici anni. Del resto il piano, in quanto tale, non ha mai acquisito l’autorizzazione paesaggistica, e appare in evidente violazione del decreto ministeriale del 4 luglio 1970 che tutela il territorio di Santa Cesarea Terme in virtù del suo straordinario valore naturalistico e paesaggistico. Inoltre il piano, dopo la sua decadenza, non è mai stato sottoposto al Piano Urbanistico Territoriale Tematico della Regione Puglia”. La diffida è stata inoltrata, per conoscenza, anche all’assessore e al dirigente all’Urbanistica della Regione Puglia e al ministro per i Beni e le Attività Culturali perché intervengano, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, a tutela di un bene paesaggistico protetto. “L’ultimo misfatto dell’intera vicenda – proseguono da Save Salento – è avvenuto nei giorni scorsi, quando il Comparto 13 è stato interessato da incendi di natura chiaramente dolosa appiccati su tutta l’area del Comparto destinata a strada, che hanno distrutto non solo la macchia mediterranea posta al di sopra, ma anche quella presente ai margini dello sterrato ormai coperto da vegetazione, compresi alcuni alberi di pino”. A tal proposito Save Salento ha segnalato quanto accaduto alla Procura di Lecce. “Un piano di lottizzazione approvato e convenzionato 25 anni fa – concludono da Save Salento – è ormai del tutto anacronistico, e frutto di un’operazione dagli intenti meramente speculativi su uno dei tratti di costa più affascinanti del Salento che oggi si presenta completamente ricoperto da un’intensa macchia mediterranea, con boschi ed essenze arboree di eccezionale importanza”.
Un manifesto pubblicato sul profilo Facebook di Futuro e Libertà di Melendugno chiede le dimissioni dell’amministrazione. “Stanno svendendo tutto il patrimonio immobiliare del Comune – si legge sul manifesto, in cui si cerca di dimostrare dal punto di vista di Fli l’incapacità del sindaco e la lotta del vicesindaco e degli assessori per la successione sulla poltrona di primo cittadino – A Melendugno non funziona nulla, ma, a detta del vicesindaco, non c’è tempo e soldi per far nulla. A Torre dell’Orso la gestione della pineta è indecorosa. Nelle marine è pressoché assente il servizio bancomat”. Questi alcuni dei punti affrontati nel manifesto. Nell’affissione virtuale si continua a leggere: “L’assessore ai Lavori pubblici è presente soprattutto nella miglioria delle zone pubbliche e dei parcheggi di personale interesse. Nessun finanziamento è giunto dal lavoro dell’assessore alle Politiche comunitarie”. E ancora: “Le assunzioni sono quadruplicate, così come è aumentata la tassa sui rifiuti. Il sito internet non è accessibile da tutti i browser e, nonostante l’alacre lavoro dei dirigenti, non è aggiornato ed è di difficile consultazione per cittadini e imprese. Il compiacente silenzio sui vandalismi pubblicitari sa di pagamento di cambiale su precedente fornitura di malta”. La risposta di Mauro Russo, vicesindaco e assessore all’Ambiente, non si fa però attendere. Nel suo post, sempre su Facebook, Russo invita infatti Futuro e Libertà a organizzare un faccia a faccia pubblico, accusando il partito di non avere il coraggio di confrontarsi pubblicamente e di utilizzare il social network per condividere “cattiva informazione” e “delegittimare l’avversario con accuse personali che non meritano nessun commento”. La risposta di Russo ha acceso, negli ultimi giorni, un vivace dibattito. Sullo stesso profilo è intervenuto Cherubino Durante, consigliere di opposizione, che ha fatto notare al vicesindaco come Facebook, nell’era moderna, sia un veicolo di informazione più immediato ed efficace. Anche Daniele Cosi, coordinatore cittadino e membro del direttivo provinciale del Fli, ha ritenuto opportuno far sentire la propria voce, replicando che per il vicesindaco “è solo importante gestire assunzioni, costruire torri dell’orologio e lasciare cellulari rotti”. Russo, però, non si scompone, e invita la minoranza a esprimere le sue idee in Consiglio comunale: sono stanco, conclude, di sentir dire in giro per il paese che decide solo chi vince.
I bambini potranno tornare a rincorrersi in sicurezza al parco don Pino Palanga di Maglie. La struttura è stata di recente interessata dall’ultimo intervento con cui il Comune ha letteralmente rimesso in sesto il quartiere Policarita (nelle cui vicinanze ricade il parco con le giostrine per i più piccini), a seguito dell’interrogazione presentata dalla capogruppo di “Per cambiare Maglie” Roberta Culiersi, che chiedeva spiegazioni sullo stato di scarso decoro urbano in cui versava il quartiere. Così, dopo l’interessamento dell’assessore all’Urbanistica Franca Giannotti, sui giochi non ci sono più travi divelte, i cassonetti dell’immondizia non sono sfondati ma funzionali, la fontana ha ripreso a far scorrere acqua fresca e non più verde in cui trovare larve di zanzara. “Felice – dice Culiersi – sono davvero felice di vedere che il parco don Pino Palanga sia tornato a vivere. È stato un ottimo esempio di collaborazione tra maggioranza e opposizione. Il dibattito in aula ha prodotto il risultato che speravo. Una buona gestione del territorio passa anche da qui: tutto parte da una segnalazione del cittadino attento, per arrivare alla discussione e risoluzione del problema in sede amministrativa. Ora spetta ai cittadini fare la loro parte, prendendosi cura del parco rinnovato. Tutti siamo vigili del nostro territorio. Ci tengo a sottolineare che certi comportamenti irrispettosi dell’ambiente in cui viviamo sono oggetto di responsabilità penale e amministrativa. Tutto sta a innescare quello che io chiamo il circolo virtuoso dei doveri: chi vede qualcuno imbrattare o distruggere il territorio ha il dovere di denunciarlo e le forze dell’ordine e gli amministratori hanno il dovere di intervenire. Ma soprattutto chi vive il territorio ha il dovere di rispettarlo. Cittadini e visitatori vanno educati in tal senso, alla difesa della bellezza. Anche perché più si difende la bellezza, più si ha crescita economica. Il mio obiettivo è sempre uno: rendere Maglie la perla del Salento. Applicando questa logica in maniera sistematica, tutti insieme, ce la possiamo fare”.
Ritorna come ogni estate a Maglie il premio Meridiana. Saranno infatti consegnati il 27 agosto alle 21, nell’atrio del liceo “Francesca Capece”, i premi Meridiana 2011 che la Pro Loco Maglie Unpli e l’assessorato alla Cultura hanno voluto per onorare e ringraziare i cittadini, magliesi di nascita o di adozione, che si sono distinti nel campo culturale, economico sociale. Il nome del premio è stato ideato pensando all’orologio solare in bella mostra nell’atrio dello stesso liceo, per i magliesi e non solo luogo principe di cultura. “D’altronde – si legge nella nota degli organizzatori – così come l’ago della meridiana, strumento antichissimo di misurazione del tempo, indica l’ora, anche gli uomini che negli anni riceveranno il premio si fermeranno per sempre nella memoria storica della comunità. Questo è il significato del premio Meridiana: riconoscere in alcune figure di magliesi un punto fermo, un’indicazione, un esempio”. “Sine sole sileo”, dice la meridiana del liceo, “senza sole taccio”: analogamente, senza la luce della conoscenza, non si possono tracciare percorsi significativi per i posteri. La giuria, presieduta dalla docente Lina Leone, ha assegnato all’unanimità i Meridiana 2011 allo storico Salvatore Coppola, all’imprenditore Gianfranco Gioffreda, all’operatrice di volontariato Marcella Santoro, al presidente provinciale di Confesercenti Salvatore Santese e al francescano padre Roberto Francavilla. La serata sarà allietata dagli intermezzi musicali dei soprani Olivia Toma e Maria Luisa Lattante.
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