Archive | Politica

Minervino, arriva il Centro Polifunzionale: grazie al Pon sicurezza

Il Comune di Minervino ottiene il finanziamento del Centro polifunzionale. Accade grazie al Pon Sicurezza con il progetto dal titolo “Altre–menti”, che mira appunto a realizzare un Centro polifunzionale per l’integrazione di extracomunitari regolari presenti sul territorio dell’Ambito di Zona di Poggiardo e non solo. Il piano proposto dal Comune di Minervino di Lecce per il recupero dello stabile che ospitava il mattatoio è pari a 1.380.000 euro, e rientra tra i modelli che il Ministero dell’Interno mette a disposizione delle amministrazioni. “Ringrazio innanzitutto tutti coloro che hanno lavorato alacremente per raggiungere questo risultato – ha commentato il sindaco di Minervino Ettore Caroppo – ognuno per le proprie competenze, riuscendo a dare delle risposte ai vari quesiti che in questi mesi giungevano dai tecnici dell’autorità di gestione presso il ministero e le prefetture interessate. Un traguardo importante che, ancora una volta, premia l’attività del nostro Comune, sia in termini politici che di competenze tecniche, segno di come l’amministrazione abbia avuto la capacità di dotarsi in questi anni di personale altamente qualificato, che ci sta permettendo di raggiungere traguardi solo fino a poco tempo fa francamente inimmaginabili e insperati. Questo risultato consentirà anche ad altri Comuni di beneficiare di una struttura che servirà a realizzare laboratori artigianali, serre fotovoltaiche per l’agricoltura attraverso una mediazione culturale che permetterà un’integrazione per inserire coloro che vorranno seguire i vari corsi che a vario titolo i soggetti gestori realizzeranno, creando le basi per nuova occupazione. Vale la pena sottolineare come il progetto presentato sia stato studiato anche per rispondere ai requisiti di efficienza energetica, che permetterà di contenere al massimo la spese di gestione”.

Angela Leucci

Posted in Politica, Primo PianoComments (0)

Melendugno, il Consiglio comunale ha deciso: il Regina Pacis viene svincolato dalla diocesi

Il Consiglio comunale di Melendugno ha approvato a colpi di maggioranza la rottura del vincolo del Regina Pacis di San Foca. La struttura e il terreno saranno ora alienati dopo che la Curia di Lecce, cui era stato ceduto l’immobile, avrà versato al comune 250mila euro entro il 2011. Luigi Saracino, dirigente dell’ufficio tecnico, nella sua relazione di stima ha riportato che il terreno in questione è composto da 35 are e che l’unico modo per sfruttarlo sarebbe ristrutturare il fabbricato esistente, non essendo possibile costruire altre strutture. La somma richiesta alla Curia è stata calcolata tenendo conto dell’ubicazione dell’immobile e della sua configurazione, della sua attuale tipizzazione e destinazione, della possibile utilizzazione, dei prezzi medi di mercato praticati nel paese. Il terreno sul quale fu costruito il Regina Pacis fu ceduto a titolo gratuito, con atto notarile del 1988, dal Comune di Melendugno in favore della parrocchia di Maria Addolorata di Lizzanello, “a condizione – si legge nell’atto di vendita – che il terreno stesso fosse destinato unicamente per la costruzione e l’istituzione di una colonia marina permanente per bambini poveri di Lizzanello e Melendugno”. Il complesso fu successivamente utilizzato come centro di accoglienza per immigrati, e ultimamente come centro di permanenza di clandestini in attesa di espulsione. Il Consiglio ha considerato dunque il fatto che l’originaria destinazione a colonia marina non trova più effettiva utilità nell’odierno contesto sociale, e che inoltre il fabbricato è stato adattato alle esigenze di pubblica sicurezza: è una struttura decadente e inutilizzata, che versa in totale stato di abbandono ed è ricettacolo di insetti e di animali. La scelta adottata dalla maggioranza, con il voto contrario degli uomini del Partito Democratico, appare a questi inopportuna. Secondo il Pd, la maggioranza non ha infatti tenuto in nessun conto la finalità sociale che ha dato origine alla donazione del terreno, di conseguenza non si è valutata, di comune accordo con la Curia, la possibilità di realizzare un progetto che persegua ad esempio altre finalità sociali, come una struttura per diversamente abili, una casa protetta per anziani o un centro culturale. Infine, per il Pd il Comune di Melendugno ha accettato passivamente, da parte della Curia, solo un ristoro economico che, allo stato attuale, appare assolutamente inadeguato data l’estensione dell’area e la sua ubicazione fronte-mare, tenendo conto anche del fatto che il terreno, secondo il vigente piano urbanistico comunale, viene tipizzato come zona D8-alberghiera.

Serena Cappello

Posted in Politica, Primo PianoComments (0)

Porto Miggiano, il sindaco Cretì: “Abbiamo rispettato le leggi vigenti”

Il primo cittadino di Santa Cesarea, Daniele Cretì, interviene sulla protesta di cittadini e associazioni ambientaliste circa l’intervento edilizio sul Comparto 13, respingendo giudizi a suo parere errati e tendenziosi sull’operato della sua amministrazione comunale riguardo agli assetti urbanistici nella città delle terme.

Sindaco Cretì, come valuta la protesta in atto in questi giorni a Porto Miggiano?

“Non riesco a coglierne la motivazione. Si parla di Porto Miggiano, ma in realtà l’intervento edilizio riguarderà il Comparto 13, che si trova in zona Sarcinella. Inoltre per questo intervento, che tra l’altro la mia amministrazione ha ereditato dal passato, è stato seguito un iter rispettoso di tutte le regole urbanistiche e di tutte le leggi vigenti”.

Che valutazione dà lei dell’intervento sul Comparto 13?

“Premetto che ad oggi non è stata presentata richiesta di riattivazione del procedimento inerente la lottizzazione del comparto 13 e che il permesso di costruire si rilascia solo dopo che sono stati acquisiti tutti i pareri favorevoli. Sul piano di lottizzazione del comparto 13 è stato rilasciato anni e anni fa dal comune un nulla osta paesaggistico, ma l’intervento è stato valutato dalla Soprintendenza negativamente. La decisione della soprintendenza è stata oggetto di poi un ricorso al Tar contro il quale il Comune di Santa Cesarea con la mia amministrazione non si è costituito proprio per lasciare al Tar l’ultima parola. Il resto della storia lo conoscete”.

Perché l’amministrazione comunale ha deciso di vendere i terreni antistanti la torre saracena di Porto Miggiano?

“La scelta è stata dettata da esigenze economiche del Comune, che si trova in una situazione finanziaria molto delicata. Alienare quei 6mila metri quadrati ha significato per il Comune di Santa Cesarea Terme alleviare una situazione che poteva avere risvolti più gravi, come l’ingresso in una fase di pre-dissesto. Abbiamo agito nell’interesse della collettività”.

Il Comparto 20, che è quello che ricomprende la torre saracena, che fine farà?

“A oggi non risultano presentati piani di lottizzazione di quel Comparto. La sua destinazione è la stessa del Comparto 19, dove sorge adesso l’Augustus Resort, ovvero servizi complementari al turismo, attrezzature balneari, nautiche”.

Ritiene consona alle attuali esigenze di tutela ambientale e alla progettazione partecipata la strumentazione urbanistica corrente del Comune di Santa Cesarea Terme?

“I piani regolatori generali servono per tutelare il paesaggio e dare uno sviluppo ordinato alla città. Mi rendo conto che Santa Cesarea necessita di un nuovo Piano Urbanistico Generale, ma a oggi solo la Regione può aiutarci, finanziandoci una progettazione che richiede diverse centinaia di migliaia di euro. Sulla progettazione partecipata mi trovo d’accordo con gli ambientalisti, e mi piacerebbe valutare con loro i futuri interventi di lottizzazione che verranno presentati al Comune, sempre nel rispetto delle esigenze della popolazione e dei vincoli paesaggistici. Ci tengo a precisare che non sono portatore di interessi privati, e che sono aperto al confronto con tutti”.

Fabio Tarantino

porto_miggiano_2-001

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (2)

Alternativa Comunista, no alle trivelle in Adriatico: “Sarà lotta senza quartiere”

Una prospettiva petrolifera sulla costa adriatica del Salento. Ma Alternativa Comunista non ci sta e annuncia proteste e lotta senza quartiere per tutelare il territorio. Pare infatti che la Northern Petroleum abbia ottenuto due concessioni ministeriali per fare indagini esplorative attraverso l’installazione di pozzi estrattivi a una ventina di chilometri dalla riva adriatica del Salento, per la ricerca di petrolio nelle acque. Potrebbero essere tanti i comuni interessati da quest’opera, che secondo Alternativa Comunista non preannuncia nulla di buono, anche perché poco più di un mese fa questa porzione di mare è stato interessata da un terremoto: di piccola entità, ma che tuttavia testimonia un’attività sismica anche nel Canale d’Otranto. I luoghi che potrebbero essere interessati da trivellazioni sono Brindisi, Fasano, Cisternino, Ostuni, Carovigno, Meledugno, Otranto, Giurdignano, Uggiano La Chiesa, Torre Guaceto, Macchia San Giovanni, Punta della Contessa, Foce Canale Giancola, Rauccio, Aquatina Frigole, Torre Veneri, Le Cesine, Torre dell’Orso, Palude dei Tamari, Laghi Alimini, Santa Maria di Leuca, Posidonieto Capo San Gregorio, Punta Ristola. In altre parole, i “gioielli” di una zona che vive prettamente di turismo e agricoltura. “Dopo le Isole Tremiti – spiega Michele Rizzi di Alternativa Comunista – l’industria petrolifera ha puntato decisamente anche sul Salento, infischiandosene della bellezza incontaminata del mare e delle spiagge. Naturalmente le società petrolifere badano al business sulla pelle di ambiente e interessi sociali delle comunità locali, e con la complicità del governo nazionale approntano piani di trivellazione del mare per ricavare petrolio, che serve a rifornire i Paesi imperialisti nelle guerre in giro per il mondo. Alternativa Comunista manda però un messaggio chiaro alla Northern Petroleum, quello di alzare i tacchi, perché altrimenti si farà come a Scanzano. Ossia una lotta senza quartiere, perché mare e ambiente del Salento non si toccano”. Il riferimento è a Scanzano Jonico, dove nel 2003 venne deciso di istituire un deposito di scorie nucleari, ma dopo le continue proteste (e la considerazione che Scanzano sorge su un’area altamente sismica), il provvedimento fu ritirato.

Posted in Ambiente, PoliticaComments (0)

Strada in discesa per il nuovo porto. Ma basterà?

Con il via libera al Piano regolatore del porto parte l’iter per la costruzione del nuovo porto turistico interno. Si tratta di un’opera attesa da anni, la cui scheda di finanziamento in ambito di Area Vasta fu mandata all’inizio della precedente amministrazione comunale. Quest’opera razionalizzerà l’intera area delle ex fabbriche d’idrovolanti inglesi del 1907. Da allora il bacino attende una ristrutturazione: dai documenti dell’epoca, addirittura, emerge l’affondamento sul posto di un dragamine inglese con l’intero carico. Un ordigno, in effetti, fu fatto brillare pochi anni fa proprio in quel luogo. L’infrastruttura, dunque, dovrebbe riorganizzare lo spazio esistente, ma non risolverà il problema della cronica carenza di posti barca. Bisognerà aspettare dunque il progetto di Condotte d’Acqua Spa, ma – secondo gli esperti – neanche quello sarà in grado di soddisfare la grande richiesta di ormeggi che sviluppa la città di Otranto.

Elio Paiano

Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano, TurismoComments (0)

Nuovo porto di Otranto, il Tar annulla il vincolo

Nessun vincolo per la baia del porto di Otranto. Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, Lecce – sezione prima si è infatti pronunciato sul vincolo imposto dalla Soprintendenza per i Beni culturali, annullandolo, dunque liberando di fatto le acque antistanti la baia e “tranquillizzando” così i progettisti del nuovo porto. Con il decreto della Soprintendenza per i Beni culturali, che era stato impugnato dal Comune di Otranto il 16 novembre 2010 , il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia aveva dichiarato d’interesse particolarmente importante il “tratto di mare antistante il centro antico di Otranto”, sottoponendolo a vincolo diretto e dunque rendendo impossibile qualsiasi tipo di intervento che non fosse puramente a fini conservativi o di studio. Relatore nell’udienza pubblica del 15 giugno 2011 il giudice Claudia Lattanzi che, ascoltati l’avvocato Finocchito per il Comune e l’avvocato Pedone per l’Avvocatura dello Stato, ha deciso su un atto non solo giuridico, ma ricco di risvolti politici: il progetto di ampliamento del porto, così come disegnato, rischiava infatti di non veder la luce per i vincoli posti sulla baia. E lo specchio d’acqua coinvolto risultava molto esteso, includendo tutta l’area che intercorre tra il faro in zona Punta e oltre l’attuale molo San Nicola: sostanzialmente, quindi, tutto il tratto interessato dalla cantierizzazione per il nuovo porto turistico di Otranto. Di qui il ricorso al Tar da parte del Comune, e il blocco era giunto proprio nel momento dell’approvazione delle pratiche progettuali per il nuovo porto, destando non poca preoccupazione circa l’eventuale avvio dei lavori. Per questo il Comune ha ritenuto opportuno ricorrere al Tar contro il decreto di vincolo archeologico, incaricando dell’impugnazione l’avvocato Mauro Finocchito. Le motivazioni che giustificano la decisione del Tar in favore della scelta dell’amministrazione locale sono di seguito riportate: “Il notevole interesse archeologico di tutto il territorio che gravita intorno al porto di Otranto, per l’estraneità dei rinvenimenti all’area vincolata e la discutibilità dei riferimenti alla stessa, non appare sufficiente a giustificare l’imposizione del vincolo diretto su tutto il tratto di mare antistante il centro antico di Otranto”. Il decreto di vincolo, poi, ha come unico supporto “una grande quantità di materiali ceramici dispersi sui fondali e concrezionati agli scogli”, cioè uno solo degli elementi su cui si fonda il vincolo, peraltro di dubbio rilievo ai fini della dichiarazione di particolare interesse” di un’area così vasta e tanto importante nell’economia locale. Questa decisione del Tar segna dunque un’altra vittoria della giunta Cariddi, dopo il ricorso degli operatori alberghieri per la sospensione della tassa di soggiorno che il Tar non ha concesso.

Jenny De Cicco

Posted in Politica, Primo PianoComments (0)

Un Consiglio comunale aperto per ribadire che Maglie vuole la Casa della Salute

La Casa della Salute s’ha da fare, e anche in fretta. Così il Consiglio comunale ribadisce con forza la richiesta alla Asl e alla Regione formulata nei giorni scorsi: il sindaco Antonio Fitto e la sua maggioranza increduli di fronte alla decisione di smantellare il centro di primo soccorso, invece previsto nel progetto di Casa della Salute, che dovrebbe decollare a breve anche se non si è ancora certi sulla data di partenza. Così, dopo la riunione dei capigruppo dei giorni scorsi, sarà l’assemblea comunale a esprimersi, aperta ai cittadini in modo che anche questi abbiano diritto di parola al riguardo. Appuntamento il 26 luglio alle 18, con all’ordine del giorno un unico punto: “Ridare dignità al diritto alla salute: riapertura immediata del punto di primo intervento e attivazione della Casa della Salute a Maglie”. Alla seduta consiliare sono stati invitati anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore, la dirigenza della Asl Lecce e i consiglieri regionali della provincia. Allo stato attuale, infatti, la situazione è abbastanza urgente: Maglie non ha il punto di primo soccorso, invece previsto nel progetto di Casa della Salute, e anziché essere potenziato spostato a Scorrano. L’ultima parola toccherà ai dirigenti sanitari e regionali, tuttavia questo riordino ospedaliero segue decisamente i tempi della burocrazia italiana. I malati, però, non possono aspettare: all’interno della Casa della Salute, per esempio, si proseguirà con i day-service ambulatoriali per i malati cronici, perché gli esami che prima venivano effettuati in diverse tranche nell’arco di un anno vengano fatti in un giorno, con medici specialisti e l’assistenza di un’infermiera dedicata, e tanti disagi in meno per chi soffre di malattie diabetologiche, cardiache e pneumologiche.

Posted in Politica, Primo PianoComments (0)

Tassa di soggiorno, si pagherà: no del Tar alla sospensione cautelare del provvedimento

Il Tribunale Amministrativo Regionale si è espresso sulla tassa di soggiorno, e con buona pace di chi la tassa avrebbe voluto sospenderla ha detto che questo non è possibile: i turisti dovranno pagarla e gli albergatori dovranno esigerla all’arrivo dei propri ospiti.

Così recita il decreto: “Il Tar, visti il ricorso e i relativi allegati, vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, considerato che il provvedimento impugnato non determina una situazione caratterizzata da estrema gravità e urgenza tale da giustificare la concessione dell’invocata misura cautelare provvisoria, respinge la suindicata istanza. Lecce 14.7.11”. Il giudice Luigi Costantini, presidente della seconda sezione del Tar di Lecce, ha così motivato respinto così la richiesta di sospensione in via provvisoria presentata da parte dell’avvocato Luca Bruni, rappresentante legale di Assohotel, Confindustria e di una decina di operatori alberghieri otrantini, contro la nuova tassa introdotta dal Comune lo scorso 4 luglio.

Sarà comunque la camera di consiglio a decidere, il prossimo 7 settembre, nel merito dei ricorso, quando l’estate sarà finita al termine e le migliaia di turisti che affollano la perla del Salento saranno notevolmente diminuiti. Il presidente Costantini ha giustificato la decisione della non sospensione affermando che il provvedimento impugnato non determina una situazione caratterizzata da estrema gravità e urgenza. Ma non è detta l’ultima parola, appunto: per ora quella del Comune di Otranto è una vittoria a metà.

Jenny De Cicco

Posted in Cronaca, Politica, Primo Piano, TurismoComments (0)

Nuovi orari delle Poste di Uggiano, il sindaco non ci sta: “Penalizzati gli utenti”

Rimodulazione del servizio dell’ufficio postale a Casamassella? L’amministrazione comunale di Uggiano la Chiesa non condivide la decisione dei vertici di Poste Italiane e chiede d’urgenza un incontro con il direttore della filiale di Lecce, Giuseppe Mazzardo. La comunicazione è giunta il 28 giugno scorso al Comune di Uggiano, e riguarda appunto la rimodulazione temporanea dei giorni e degli orari d’apertura dell’ufficio di Casamassella: nella comunicazione si avvisa che dal 27 giugno al 18 settembre il servizio sarà attivo solo per tre giorni alla settimana, ovvero il giovedì, il venerdì e il sabato dalle 8 alle 13. Una disposizione che l’amministrazione comunale non condivide, tanto che il sindaco Salvatore Piconese riferisce di aver avuto un colloquio telefonico con il direttore della filiale di Lecce e successivamente, il 5 luglio, di aver inviato una lettera nella quale si sottolinea il disagio provocato agli utenti. “Tale rimodulazione – ha scritto Piconese – non è attinente con le esigenze del territorio, in particolare della frazione di Casamassella, poiché in questo periodo aumenta il traffico e la presenza di villeggianti e turisti. In più, la popolazione locale subisce la chiusura dell’Up per metà settimana”. Il primo cittadino chiede quindi l’apertura dell’ufficio per tutti i giorni della settimana, o eventualmente, in caso di impossibilità a garantire questo, la rimodulazione dell’apertura dell’Up della frazione di Casamassella almeno a giorni alterni. Dopo più di una settimana, però, nessun riscontro da parte della direzione di Poste Italiane, tanto che il primo cittadino di Uggiano ha deciso di scrivere ancora, il 15 luglio, al direttore Mazzardo, ribadendo il disservizio della frazione di Casamassella e chiedendo nell’immediato la convocazione di un incontro per discutere le proposte del piccolo comune dell’entroterra idruntino.

Jenny De Cicco

Posted in Politica, Primo PianoComments (0)

Consorzio per i servizi sociali, Colafati presidente bis. Nuovo sostegno ai bisognosi

Dopo la vittoria alle elezioni comunali, il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati fa il bis. L’assemblea dei sindaci dell’Ambito di zona di Poggiardo, riunita presso l’aula consiliare del Comune di Spongano, lo ha infatti riconfermato all’unanimità per il prossimo triennio quale presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio per i servizi sociali. Il neosindaco di Poggiardo è alla guida dell’ente dal novembre 2007, quindi si tratta di una importante riconferma. Colafati ha espresso la propria gratitudine ai colleghi sindaci dei quindici comuni interessati: “Voglio dire grazie a tutti gli amministratori che in questi anni hanno operato insieme a me per un effettivo miglioramento delle condizioni di vita di quei cittadini che si trovano in situazioni svantaggiate, nei confronti dei quali abbiamo il dovere di profondere il massimo impegno per favorire la realizzazione di una rete di servizi sempre più efficiente e in grado di garantire loro la più ampia solidarietà”. L’assemblea è stata ricca di punti importanti che sono stati approvati, come la rendicontazione finanziaria del primo anno del triennio 2010-12 e la relazione sociale per lo stesso periodo, strumento introdotto di recente per favorire una valutazione e un controllo periodico della programmazione svolta. È stata anche pubblicata la graduatoria definitiva relativa all’assegno di cura – annualità 2010: sono stati resi noti i 33 beneficiari di questa importante misura di sostegno a favore di persone anziane, disabili e minori in condizioni di non autosufficienza grave, assistiti a domicilio o ricoverati presso strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie residenziali, per le quali possa valutarsi un percorso di cura nel proprio contesto familiare. Infine, con la sottoscrizione del disciplinare regolante i rapporti tra Regione Puglia e Ambito di Poggiardo, avvenuta presso l’assessorato al Welfare – Servizio Programmazione sociale della Regione – è stato ufficialmente concesso il finanziamento di 1.950.000 euro per la realizzazione di due infrastrutture sociali nel territorio: si tratta della Rssa (Residenza Socio-Sanitaria Assistenziale) di San Cassiano, che erogherà prevalentemente servizi socio-assistenziali a persone anziane di età superiore ai 64 anni affette da demenze senili, e della comunità socio riabilitativa “Dopo di noi” di Castro, di proprietà di Ipab di Ortelle, che sarà, invece, una struttura socio-assistenziale a carattere comunitario destinata a soggetti maggiorenni in situazione di handicap fisico, intellettivo e sensoriale e privi del sostegno familiare.

Fabio Tarantino

Posted in Politica, Primo PianoComments (0)

Tassa di soggiorno, tanto tuonò che piovve: ricorso al Tar degli operatori

Tassa di soggiorno a Otranto? Confindustria, Confesercenti e Assohotel non ci stanno, e propongono il ricorso al Tar richiedendo anche il decreto cautelare urgente di sospensione, attraverso gli avvocati Luca Bruni e Luigi Mariano. Oltre alle associazioni, a proporre ricorso sono anche quindici operatori turistici di Otranto che chiedono sia discussa nel merito tale imposizione. “Un ricorso che verte su diversi punti”, spiega l’avvocato Bruni, “tra cui l’intempestività dell’introduzione di questa tassa, con la stagione già in corso e con costi giornalieri già negoziati con il cliente, e poi la violazione del codice del contribuente e dei principi generali in materia, che rimandano al 1° gennaio dell’anno successivo l’operatività di ogni imposta o tributo, e infine la violazione del vincolo di destinazione delle somme, dato che il Comune di Otranto, nell’approvazione del bilancio, non ha indicato come e dove intende spendere i proventi di questo prelievo”. Insomma, sulla tassa di soggiorno si addensano, in piena estate e nel primo anno di applicazione, le nubi di un ricorso al Tar che potrebbe avere gli esiti più vari. Peraltro, se dovesse essere accolto il decreto cautelare d’urgenza che sospende la tassa, la maggior parte degli introiti previsti andrebbero perduti. Con molta probabilità il Tar si pronuncerà il 27 di luglio, in piena stagione turistica.

Elio Paiano

Posted in Attualità, Cronaca, Politica, Primo PianoComments (0)

Porto turistico di Otranto, strada in discesa. E tre anni per realizzarlo

Presentato ieri sera al castello il nuovo Marina di Otranto. Il progetto, ad opera di Condotte d’Acqua Spa (la stessa azienda che costruisce il Mose a Venezia), è ora definitivo. Per concludere il suo iter, infatti, necessita solo dei pareri degli enti che dovranno esprimersi sulle sue caratteristiche, per verificarne le varie compatibilità. Dopo di ciò, come hanno spiegato i vertici di Condotte d’Acqua, “contiamo di realizzarlo in tre anni”. Insomma, posto per 417 imbarcazioni con lunghezza massima di 40 metri, 68 appartamenti, servizi, garage, aree commerciali ed un attracco per crociere nel molo di sopraflutto. Un’opera imponente che cerca di rispettare le caratteristiche della città. Il progetto, dice infatti il coordinatore del gruppo di progettazione del Piano Urbanistico Generale di Otranto, l’architetto Gianluigi Nigro, “sembra quasi esserci sempre stato”. Un intervento che, dunque, si sposa bene con le caratteristiche della città, donandole un Marina che potrebbe essere un potente strumento di destagionalizzazione. “La scelta di avere delle residenze all’interno del porto”, spiega infatti il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, “è dettata dalla necessità di fidelizzare gli utenti. In questo modo, infatti, molti diportisti potranno giungere qui anche in periodi di bassa stagione. L’ultima cosa che serve ad Otranto, infatti, è un porto-parcheggio”. Tra gli ostacoli che questo progetto dovrà superare c’è la Valutazione Integrata Ambientale, in quanto l’opera ricade nel sito d’interesse comunitario marino di Alimini. Per questo motivo potrebbero essere disposte anche opere di compensazione ambientale che verranno eventualmente decise in sede regionale. Un altro ostacolo è quello del vincolo paesaggistico, cui si sovrappone il “vincolo indiretto” apposto dalla Soprintendenza, che impone viste a mare non mutate in alcun modo. Interessante, da questo punto di vista, la scelta dei progettisti di eliminare il muro paraonde dal molo di sottoflutto: ciò permetterebbe di fare a meno anche di parte dell’attuale muro paraonde del porto, permettendo una vista completa dello specchio acqueo. Allo stesso modo gli edifici si mantengono all’altezza dell’attuale collinetta, per nascondersi alle viste laterali e posteriori. La qualità della progettazione, del resto, è evidente sia nei rendering presentati al pubblico che nella scelta di utilizzare avanzate tecniche di architettura bioclimatica. Insomma, il Marina non risolverà tutti i problemi di accoglienza del porto di Otranto (perché sarebbe necessario un nuovo “braccio” commerciale, in grado di far convertire l’attuale bacino in porto turistico), tuttavia l’intervento rappresenta, in un periodo di crisi, un eccezionale fattore di sviluppo. Il tutto a patto che riesca a superare tutti quegli (infiniti e lunghissimi) ostacoli burocratici che restano sulla sua strada.

Elio Paiano

PROGETTO

DATI ECONOMICI

Posted in Ambiente, Economia, Politica, Primo Piano, TurismoComments (0)

Iscriviti alla Newsletter

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter
Sendit Wordpress newsletter

Avvocato Risponde

    Paperback Writers

      Tag Cloud

      PHVsPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZHNfcm90YXRlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzE8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjViLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzM8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVjLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzQ8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVkLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV9hZHNlbnNlPC9zdHJvbmc+IC0gPHNjcmlwdCB0eXBlPVwidGV4dC9qYXZhc2NyaXB0XCIgbGFuZ3VhZ2U9XCJKYXZhU2NyaXB0XCI+DQo8IS0tDQoNCmZ1bmN0aW9uIHJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCl7DQp2YXIgbXlpbWFnZXM9bmV3IEFycmF5KCkNCm15aW1hZ2VzWzFdPVwiL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L2Jhbm5lci4tc2NoaXRvLmpwZ1wiDQoNCg0KDQoNCnZhciBpbWFnZWxpbmtzPW5ldyBBcnJheSgpDQppbWFnZWxpbmtzWzFdPVwiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8yMDEyLzA0LzMwL2FudG9uaW8tc2NoaXRvLWludGVydmlzdGEtZG9wcGlhL1wiDQoNCg0KDQp2YXIgcnk9TWF0aC5mbG9vcihNYXRoLnJhbmRvbSgpKm15aW1hZ2VzLmxlbmd0aCkNCmlmIChyeT09MCkNCnJ5PTENCmRvY3VtZW50LndyaXRlKFwnPGEgaHJlZj1cJytcJ1wiXCcraW1hZ2VsaW5rc1tyeV0rXCdcIlwnK1wnIFRBUkdFVD1cIl9ibGFua1wiPjxpbWcgc3JjPVwiXCcrbXlpbWFnZXNbcnldK1wnXCIgPjwvYT5cJykNCn0NCnJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCkNCi8vLS0+DQo8L3NjcmlwdD48L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfZGlzYWJsZTwvc3Ryb25nPiAtIHRydWU8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfaW1hZ2U8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzMwMHgyNTBhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV91cmw8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfYWRzZW5zZTwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9kaXNhYmxlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9pbWFnZTwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly9vdHJhbnRvLmlub25kYS5sZS5pdC93cC1jb250ZW50L3RoZW1lcy9wb3J0YWwvYWRzLzQ2OHg2MC9ubTQ2OHg2MC5naWY8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL290cmFudG8uaW5vbmRhLmxlLml0Lz9wPTk5MTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF8xPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWRfdXJsXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF91cmxfMzwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly93d3cud29vdGhlbWVzLmNvbTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF80PC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWx0X3N0eWxlc2hlZXQ8L3N0cm9uZz4gLSBsaWdodGJsdWUuY3NzPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYXV0aG9yPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2F1dG9faW1nPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2N1c3RvbV9jc3M8L3N0cm9uZz4gLSA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19jdXN0b21fZmF2aWNvbjwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlYXR1cmVkX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gUHJpbW8gUGlhbm88L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19mZWF0X2VudHJpZXM8L3N0cm9uZz4gLSA0PC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZmVlZGJ1cm5lcl9pZDwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlZWRidXJuZXJfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8/ZmVlZD1yc3MyPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZ29vZ2xlX2FuYWx5dGljczwvc3Ryb25nPiAtIDxzY3JpcHQ+DQogIChmdW5jdGlvbihpLHMsbyxnLHIsYSxtKXtpW1wnR29vZ2xlQW5hbHl0aWNzT2JqZWN0XCddPXI7aVtyXT1pW3JdfHxmdW5jdGlvbigpew0KICAoaVtyXS5xPWlbcl0ucXx8W10pLnB1c2goYXJndW1lbnRzKX0saVtyXS5sPTEqbmV3IERhdGUoKTthPXMuY3JlYXRlRWxlbWVudChvKSwNCiAgbT1zLmdldEVsZW1lbnRzQnlUYWdOYW1lKG8pWzBdO2EuYXN5bmM9MTthLnNyYz1nO20ucGFyZW50Tm9kZS5pbnNlcnRCZWZvcmUoYSxtKQ0KICB9KSh3aW5kb3csZG9jdW1lbnQsXCdzY3JpcHRcJyxcJy8vd3d3Lmdvb2dsZS1hbmFseXRpY3MuY29tL2FuYWx5dGljcy5qc1wnLFwnZ2FcJyk7DQoNCiAgZ2EoXCdjcmVhdGVcJywgXCdVQS0yMDQ3MTcwNC0xXCcsIFwnYXV0b1wnKTsNCmdhKFwnc2V0XCcsIFwnYW5vbnltaXplSXBcJywgdHJ1ZSk7DQogIGdhKFwnc2VuZFwnLCBcJ3BhZ2V2aWV3XCcpOw0KDQo8L3NjcmlwdD4NCg0KPHNjcmlwdD4NCiAgKGZ1bmN0aW9uKGkscyxvLGcscixhLG0pe2lbXCdHb29nbGVBbmFseXRpY3NPYmplY3RcJ109cjtpW3JdPWlbcl18fGZ1bmN0aW9uKCl7DQogIChpW3JdLnE9aVtyXS5xfHxbXSkucHVzaChhcmd1bWVudHMpfSxpW3JdLmw9MSpuZXcgRGF0ZSgpO2E9cy5jcmVhdGVFbGVtZW50KG8pLA0KICBtPXMuZ2V0RWxlbWVudHNCeVRhZ05hbWUobylbMF07YS5hc3luYz0xO2Euc3JjPWc7bS5wYXJlbnROb2RlLmluc2VydEJlZm9yZShhLG0pDQogIH0pKHdpbmRvdyxkb2N1bWVudCxcJ3NjcmlwdFwnLFwnLy93d3cuZ29vZ2xlLWFuYWx5dGljcy5jb20vYW5hbHl0aWNzLmpzXCcsXCdnYVwnKTsNCg0KICBnYShcJ2NyZWF0ZVwnLCBcJ1VBLTIwNDk2ODEzLTFcJywgXCdhdXRvXCcpOw0KZ2EoXCdzZXRcJywgXCdhbm9ueW1pemVJcFwnLCB0cnVlKTsNCiAgZ2EoXCdzZW5kXCcsIFwncGFnZXZpZXdcJyk7DQoNCjwvc2NyaXB0Pg0KPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZTwvc3Ryb25nPiAtIGZhbHNlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZV90aHVtYl9oZWlnaHQ8L3N0cm9uZz4gLSA1NzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2hvbWVfdGh1bWJfd2lkdGg8L3N0cm9uZz4gLSAxMDA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19pbWFnZV9zaW5nbGU8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2xvZ288L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fbWFudWFsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tL3N1cHBvcnQvdGhlbWUtZG9jdW1lbnRhdGlvbi9nYXpldHRlLWVkaXRpb24vPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fcmVzaXplPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3J0bmFtZTwvc3Ryb25nPiAtIHdvbzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfY2Fyb3VzZWw8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfdmlkZW88L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fc2luZ2xlX2hlaWdodDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3NpbmdsZV93aWR0aDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3RhYnM8L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fdGhlbWVuYW1lPC9zdHJvbmc+IC0gR2F6ZXR0ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3VwbG9hZHM8L3N0cm9uZz4gLSBhOjg6e2k6MDtzOjYxOiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnIjtpOjE7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzktbG9nbzQuanBnIjtpOjI7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzgtbG9nbzMuanBnIjtpOjM7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzctbG9nbzMuanBnIjtpOjQ7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzYtbG9nbzMuanBnIjtpOjU7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzUtbG9nbzIuanBnIjtpOjY7czo1OToiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzQtbG9nby5qcGciO2k6NztzOjU5OiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMy1sb2dvLmpwZyI7fTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3ZpZGVvX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gVmlkZW88L2xpPjwvdWw+