Assemblea pubblica per la presentazione del progetto del nuovo porto turistico, stasera, presso largo Porta Alfonsina. A discutere con i cittadini della nuova e grande infrastruttura ci saranno i rappresentanti dell’amministrazione comunale e la società Condotte d’Acqua, la spa italiana specializzata nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali nel mondo fin dal 1868.
L’assemblea, annunciata da proclami e scambi di accuse tra maggioranza e opposizione, è stata preparata negli ultimi due Consigli comunali, e più volte rinviata. Infatti la presentazione del progetto definitivo per il nuovo porto turistico esterno, da parte di Condotte d’Acqua – che lo gestirà in concessione cinquantennale – e dell’amministrazione idruntina, in occasione del consiglio del 28 maggio, aveva scatenato un vivace scambio di accuse. E il vicesindaco Francesco Vetruccio aveva lasciato l’aula per le obiezioni mosse contro la sua visione del progetto, che prevede, oltre alla realizzazione del braccio esterno in zona cave, anche la nascita ex-novo di un quartiere moderno e all’avanguardia, con un indotto occupazionale notevole. “Saranno necessarie infatti 250 unità lavorative per 3 anni – spiegò il vicesindaco in quell’occasione – e in seguito un posto lavorativo ogni 4 o 5 posti barca. E teniamo conto che gli ormeggi sono 417”. Già presentato nel dicembre 2008 il progetto preliminare, oggi, a distanza di tre anni, Condotte d’Acqua ha finalmente depositato il progetto definitivo (giovedì scorso), presso gli assessorati regionali al Demanio e all’Ambiente e al municipio otrantino.
Non mancherà però il bis delle critiche nella prossima assemblea, dato l’agguerritissimo gruppo di opposizione che vede nella realizzazione del progetto un tentativo di speculazione edilizia, riprendendo dunque la tesi di chi non vuole il nuovo porto turistico di Fiumicino (della stessa tipologia e della stessa ditta appaltatrice del progetto di Otranto). Ma a far paura alla minoranza è soprattutto la politica delle gestioni privatizzate, che l’amministrazione in carica ha sempre detto di preferire perché migliori dal punto di vista organizzativo e per motivi di liquidità comunale carente. Come affermato nel caso masseria Cippano, antica struttura sulla statale per Porto Badisco, di proprietà della Regione, che il Comune vorrebbe recuperare affidandone la gestione a privati.
Erosione costiera, al via un tavolo tecnico per esaminare le possibili soluzioni al problema. Convocato dall’assessore alla Gestione territoriale e alle Politiche dell’energia della Provincia di Lecce, Gianni Stefano, il tavolo si terrà lunedì 11 luglio alle 10, nella sala giunta di Palazzo Adorno, per condividere la proposta di modifica del protocollo d’intesa sottoscritto con la Regione Puglia in merito all’utilizzo della somma di 200mila euro, e per fare il punto della situazione sugli studi e progetti realizzati in tema di erosione costiera. “Attraverso questo incontro – spiega Stefano – metteremo a punto la proposta progettuale che la Provincia di Lecce sta coordinando, e che verrà nei prossimi giorni sottoposta all’attenzione della Regione. Ancora una volta la Provincia cerca di venire incontro alle esigenze dei comuni costieri e degli operatori di settore, con l’auspicio che la Regione Puglia possa a breve completare l’emanazione delle linee guida anche per le coste alte e individuare, così, le risorse finanziarie disponibili da impegnare per la realizzazione di quanto programmato”. Sono stati invitati al tavolo tecnico il capo-sezione Demanio e ambiente della Capitaneria di Porto di Bari Alessandro Cortesi, il rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia, il presidente della commissione provinciale Ambiente, Risorse naturali ed Energia Francesco Bruni, il presidente di Confcommercio Lecce Luca Mangialardo e il presidente di Assobalneari Salento di Confindustria Mauro Della Valle. Parti in causa saranno i sindaci dei comuni interessati: Alessano, Alliste, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Galatone, Gallipoli, Lecce, Melendugno, Morciano di Leuca, Nardò, Otranto, Patù, Porto Cesareo, Racale, Santa Cesarea Terme, Salve, Taviano, Tiggiano, Tricase, Ugento e Vernole.
La delibera della giunta magliese con cui si chiede di bloccare le attività precedenti alla costituzione del nuovo ospedale non sta bene alle minoranze in Consiglio comunale. Che stanno facendo affiggere un manifesto a firma dei quattro gruppi di opposizione (“Città Libera”, Udc, Partito Democratico e “Per Cambiare Maglie”), in cui si spiegano le ragioni per cui sono sfavorevoli alla delibera di giunta. “La giunta comunale, il 7 giugno, ha deliberato di chiedere alla Regione di bloccare ogni attività prodromica ed esecutiva finalizzata alla realizzazione del nuovo ospedale d’eccellenza già previsto nel territorio di Maglie dal piano sanitario regionale. Noi non siamo d’accordo, e voi? Maglie non deve essere privata ancora una volta e per oscuri motivi del nuovo ospedale. Fitto e la sua giunta revochino l’assurda decisione che fa perdere al nostro territorio un’insostituibile opportunità di crescita sociale ed economica”. Seguono le firme dei consiglieri di opposizione Mario Chirilli, Antonio Marotta, Antonio Giannuzzi, Raffaele Cesari, Antonio Tau, Sabrina Balena, Salvatore Moscaggiuri e Roberta Culiersi. Il manifesto si collega direttamente con l’ordine del giorno proposto nel penultimo Consiglio comunale da Città Libera e Udc, con cui si chiedeva di bloccare la delibera, ritenuta illegittima, ma che per la giunta significava invece un modo per valorizzare l’esistente, in attesa che il nuovo ospedale divenga realtà. Chi la spunterà tra i due blocchi politici rappresentati da maggioranza e opposizione? Forse l’ultima parola potrebbe toccare proprio alla Regione. In ogni caso la querelle continua, nonostante si sia fermata in Consiglio a causa di un vizio di forma: l’assemblea non avrebbe potuto pronunciarsi su una decisione della giunta.
Le tariffe delle strutture per i disabili al centro del dibattito Anci in questi giorni. Si è tenuto infatti a Bari un incontro con gli Ambiti territoriali sul tema dell’integrazione sociosanitaria, in particolare per proporre il coordinamento Anci delle attività dei Comuni per la contrattazione delle tariffe delle strutture sociosanitarie per i disabili. La Regione Puglia, dopo aver definito le tariffe massime per le strutture stesse, ha infatti previsto per gli enti locali la possibilità di stabilire con le Asl intese preventive finalizzate a condividere le modalità di individuazione delle strutture, oltre alla possibilità di contrattare con le strutture accreditate tariffe più vantaggiose in relazione alle condizioni organizzative e gestionali dei centri. Gli Ambiti sociali hanno accolto favorevolmente la proposta dell’associazione dei Comuni, e dopo aver evidenziato alcune criticità hanno concordato sulla necessità di una posizione congiunta e condivisa, e sulla opportunità di una contrattazione unica sotto il coordinamento dell’Anci, che è stata da subito disponibile a sostenere i Comuni assumendo un ruolo di cabina di regia per raggiungere le intese con Asl, e per la negoziazione delle tariffe su tutto il territorio regionale. A breve sarà attivato un apposito tavolo tecnico con i referenti degli Ambiti. “Siamo certi – ha spiegato la vicepresidente Anci Maria Cristina Rizzo, presente all’incontro – che il percorso avviato oggi con gli Ambiti sociali possa e debba divenire sistematico e funzionale alla realizzazione del sistema di welfare locale in Puglia”.
Alleanza per Otranto – Pdl ha nei giorni scorsi discusso sull’opportunità di effettuare le primarie per la scelta del candidato sindaco. Un confronto voluto dalla coordinatrice Francesca Bortone, che ha introdotto i lavori; sullo sfondo della riunione, è più volte emersa appunto la questione nodale, legata alla scelta del candidato sindaco da contrapporre a Luciano Cariddi.
Inizialmente, infatti, dall’area Pdl si erano delineate tre possibilità, impersonate da Pierpaolo Tondo, Tommaso De Benedetto e Corrado Sammarruco. Insomma, una scelta legata alle persone (De Benedetto o Tondo), oppure alla continuità (Sammarruco). Ma l’impasse non si è ancora sciolta, e allora ecco la proposta delle primarie, appunto, anche se la discussione ha registrato le incertezze della base circa l’utilizzo di uno strumento sinora estraneo al centrodestra. A un certo punto, tuttavia, gli interventi di Pierpaolo Tondo e Tommaso De Benedetto hanno evidenziato la sua utilità, e infatti dopo una breve discussione si è giunti al nodo che occorre sciogliere: il candidato sindaco.
“Non si può aspettare l’ultimo mese, l’ultimo giorno utile”, ha spiegato infatti Tommaso de Benedetto; concetto rincarato dall’intervento di Pino Tondo, che ha evidenziato anche possibili cambi di scenario. Corrado Sammarruco ha invece cercato di evidenziare le “manovre ed i manovratori che hanno agito contro di me”, provocando l’abbandono dell’assemblea da parte di Pino Tondo. Uno scontro in cui anche Francesco Bruni ha chiesto maggiore chiarezza a Sammarruco; il diverbio ha causato, infine, la mancata chiusura dell’assemblea, che dovrà essere aggiornata a breve.
A questo punto si aprono diversi scenari. Voci non ancora confermate danno Sammarruco già con Cariddi, che a questo punto si ritroverebbe con una lista abbastanza sovraffollata. Se così fosse, non ci sarebbe quindi lo spazio nemmeno per ricandidare gli uscenti. Ciò potrebbe provocare, anche nell’altro campo, spostamenti importanti. In ogni caso, gli schieramenti che sembravano fermi e immutabili da quattro anni sono cambiati e –durante la discussione- è aleggiato più volte il fantasma di una terza lista. Insomma, dopo Napoli, Milano, ma anche Nardò, Poggiardo e tutto il terremoto dato dalle ultime amministrative, sembra che il quadro diventi molto fluido, aperto a continui cambiamenti.
Bilancio di previsione 2011 approvato dal Consiglio comunale di Martano.
La delibera figurava al sesto punto dell’ordine del giorno: il lavoro certosino di Luigi Stomeo, responsabile del settore finanziario del Comune, ha fatto sì che anche per quest’anno il fatidico 30 giugno fosse superato nella maniera meno dolorosa possibile, anche se la prova del nove sarà il consuntivo. Un bilancio di manica larga, quello approvato ieri, nella previsione delle entrate degli accertamenti fiscali dovuti a evasione o errori di calcolo e dalle alienazioni, che dovrebbero portare qualche giovamento immediato alle casse dell’ente. Un bilancio che il consigliere di opposizione Antonio Bovino non esita a definire troppo pesante per i cittadini e povero di buoni esempi, come il risparmio nella spesa corrente da parte degli amministratori. Inevitabilmente, nel dibattito consiliare è emerso il tema delle indennità agli assessori, aumentate del 100 per cento qualche mese fa, e che complessivamente gravano nelle casse comunali per 104mila euro annui. Un dato che il consigliere di maggioranza Francesco Vitto e gli assessori Antonio Carra e Stefano Gallo hanno ribattuto, evidenziando il risparmio sulle spese di telefonia e trasferte, e sulla mancata istituzione dell’ufficio di staff del sindaco. Ma le vedute divergono anche su altri punti: l’opposizione ha sottolineato il mancato trasferimento di fondi statali e le politiche filo nordiste del governo Berlusconi. La maggioranza, invece, ha attaccato il governo regionale, reo a suo avviso di aver diminuito i contributi per lo smaltimento dei rifiuti. Il Bilancio è stato approvato con il solo voto favorevole della maggioranza: la partita sui conti riprenderà a fine anno.
Ma i punti all’ordine del giorno del consiglio erano ben nove, quasi tutti di notevole importanza. Tra i più interessanti, quello relativo al piano regolatore generale, ovvero la possibilità di realizzare le piscine in zone rurali. La discussione tra gli schieramenti ha riguardato il costo degli oneri di urbanizzazione al Comune, che i consiglieri di opposizione Luigi Calò e Cesare Caracuta hanno definito un po’ bassi rispetto al bene di lusso che si va a realizzare. Dieci euro al metro quadrato sono pochi, ma “in altri comuni vicini – ha rincarato il vice sindaco Gallo – il costo è quasi irrisorio”. Inoltre, anche il regolamento adottato dovrebbe garantire il rispetto dell’ambiente ed evitare violenze alle nostre campagne. Il punto è stato approvato all’unanimità.
Un altro punto riguardava il contratto di comodato d’uso gratuito per l’apertura dell’ecocentro, previsto nel contratto con l’Ato: l’occasione è stata propizia per discutere sull’insostenibile aumento annuale della Tarsu, per coprire i costi enormi del ciclo dei rifiuti. L’eco di Uggiano la Chiesa e del suo sindaco Salvatore Piconese sono sembrati entrare nell’aula consiliare di Martano e a inveire contro la gestione eccessivamente onerosa dell’Ato è stato il capogruppo di “Cambia Martano” Antonio Bovino, che ha definito la vicenda rifiuti “oscura e da analizzare sotto i profili penali”, per via della “gestione poco trasparente” e ha sottolineato che gli interessi dei cittadini devono superare le coperture di partito, qualunque esso sia. Bovino ha proposto la nomina di una commissione consiliare che faccia un sopralluogo negli uffici del consorzio, per verificare il rispetto delle procedure e la giustificazione degli aumenti. La proposta è stata valutata positivamente dalla maggioranza, che ha preso atto della questione sollevata, riservandosi iniziative per il prossimo futuro. Il quarto punto all’ordine del giorno era l’approvazione delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari. Tra le tante alienazioni previste, la nota più dolente riguardava la cessione ormai obbligatoria del vecchio mattatoio comunale, che esiste da venti anni, ma è sottoutilizzato. “Resta da vendere solo il palazzo ducale”, ha chiosato Bovino con amara ironia. Con il Piano triennale delle opere pubbliche, il quinto punto all’ordine del giorno, si è entrati nel vivo del Consiglio. Nella sua relazione, l’ex assessore ai Lavori pubblic,i Alessandro Coricciati ha sostenuto che molte opere sono giunte a finanziamento dopo iter durato anni, altre nell’ultimo periodo. Ma quello che più ha destato l’attenzione del Consiglio comunale è stata la questione Pirp, il piano per la riqualificazione delle periferie, che rischia di trasformarsi in un vero e proprio paradosso, perché i due milioni di euro stanziati provengono in parte dai Fers (Fondi regionali) e in parte dai Fas (statali). L’amministrazione ha deciso di impegnare queste somme in parte per il centro storico, snaturando la mission dei Pirp, e in parte per le periferie. La quota che proviene dai Fers è l’unica a essere nelle disponibilità delle casse comunali ed è stata impegnata per interventi di riqualificazione del centro storico. La seconda parte dei finanziamenti che riguarda le periferie naviga nell’incertezza, perché il governo centrale non ha ancora sbloccato i fondi Fas, e di questi tempi quei soldi potrebbero essere dirottati altrove per risolvere altre necessità. Questo significa che dei finanziamenti da investire per le periferie di Martano non abbiamo ancora nessuna certezza, eccetto per l’impegno ufficiale dell’amministrazione attraverso il vice sindaco Gallo, che si sta facendo portavoce della necessità. Il punto è stato approvato dalla maggioranza, la minoranza si è astenuta.
L’amministrazione comunale ce l’ha fatta: Otranto avrà la sua tassa di soggiorno, attestata da una Otranto Card. Dal 4 luglio i turisti saranno chiamati a pagare il tanto discusso balzello, che avrà un degno contrappeso di agevolazioni, alcune delle quali ancora in via di definizione. La Card, che non ha certo riscosso il favore della gran parte degli operatori, servirà a rimpinguare le casse comunali, a far fronte ai debiti ma anche a migliorare i servizi, primo fra i quali la raccolta dei rifiuti.
La tourist card consentirà ai vacanzieri di avere, tra l’altro, parcheggi gratuiti con servizio navetta presso il campo sportivo in via Alimini, lo sconto di un euro sul ticket dei musei e del 10 per cento negli esercizi convenzionati, bar e ristoranti che aderiscono o aderiranno all’iniziativa.
I turisti saranno dotati della card al loro arrivo, a condizione che abbiano pagato la tassa di soggiorno. Nell’eventualità che non volessero corrispondere il dovuto, dovranno compilare un modulo spiegando i motivi della scelta fatta. Regolamento e moduli di adesione al circuito di servizi al turista previsti dalla card sono a disposizione in Comune, ufficio anagrafe; ma si può anche accettare l’offerta inoltrando una mail all’ufficio comunale competente.
Il Bilancio di previsione 2011 passa l’esame dell’aula. E, con esso, il Consiglio comunale di Uggiano approva il Piano triennale delle opere pubbliche. Ma mentre il sindaco Salvatore Piconese tratteggia i contorni di “un nuovo e virtuoso percorso amministrativo nella gestione della cosa pubblica, nel quale si intravedono i segnali del cambiamento”, l’opposizione, con Maria Cristina Rizzo, va all’attacco: “I progetti del programma delle opere pubbliche – accusa – sono gli stessi che noi avevamo lasciato pronti nel cassetto”.
Piconese va oltre il batti e ribatti ed elenca i progetti messi in cantiere. “Abbiamo dato il via alla realizzazione di opere di prima necessità per il territorio, come il rifacimento del manto stradale delle principali vie cittadine; l’apertura di due nuove strade di collegamento nel centro urbano e la messa a norma degli impianti di pubblica illuminazione. Inoltre, grazie a due importanti finanziamenti pubblici, partiranno i lavori per la riqualificazione della Zona 167, con il progetto Pirp della Regione Puglia; e la messa in sicurezza della scuola elementare”.
Il voto contrario della minoranza, tuttavia, ha altre spiegazioni e cioè l’accensione, da parte dell’amministrazione comunale, di un nuovo mutuo pari a 2 milioni e 200 mila euro quando ancora non si erano smaltiti i contraccolpi per quello vecchio di circa 1.900.000 contratto per l’acquisto del castello di Casamassella. La Rizzo parla di “scelta scellerata, costata alle casse comunali e ai cittadini oltre 200 mila euro di interessi, che erano stati già corrisposti”.
Ma il bilancio di previsione 2011, secondo quanto ha spiegato il primo cittadino, “è stressato” per altri motivi, primo fra i quali “il costo del conferimento rifiuti. Anziché aumentare la tassa – ha spiegato – abbiamo scelto di far fronte con i fondi del bilancio al repentino aumento delle spese richiesto dall’Ato Lecce 2 per il 2011. Il Bilancio di previsione – ha aggiunto Piconese – dimostra che i conti pubblici sono in ordine; e la rigenerazione economico-finanziaria dell’ente dopo la restituzione alla Cassa depositi e presiti del mutuo”. Di altro avviso l’opposizione, secondo cui le previsioni di bilancio dimostrerebbero scarsa capacità politica di dare risposte ai bisogni della gente. “C’è stato un considerevole taglio di servizi – ha rincarato Rizzo – soprattutto sociali e culturali. Quelli rimasti sono stati istituiti dalle precedenti amministrazioni”. Secondo l’ex sindaco, inoltre, il rincaro della tassa sui rifiuti non può essere una giustificazione a eventuali problemi di bilancio. Infatti, il Comune contribuisce in scarsissima misura, in quanto la tassa grava per circa il 90 per cento sui cittadini”. La critica più forte che la Rizzo muove nei confronti di Piconese, tuttavia, è sulla mancata partecipazione dei cittadini alle scelte politiche: “Il sindaco – chiosa – aveva promesso in campagna elettorale, facendosene un vanto come segno del cambiamento, che la predisposizione del bilancio sarebbe stata condivisa con la comunità. Invece, per loro stessa ammissione, il bilancio è stato curato dai funzionari e da un consigliere delegato”.
Piccola comunità ma grande impegno per il dialogo tra popoli quella di Uggiano la Chiesa, che aderisce al coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani e viene eletta Città per la Pace con votazione unanime dal Consiglio comunale. Nell’ultimo anno il piccolo comune si è distinto nelle politiche per la cooperazione, grazie anche al lavoro svolto dal consigliere Vincenzo Sisinni, con azioni volte allo scambio culturale fra i popoli del Mediterraneo. Da marzo a oggi ha partecipato al progetto Salento-Palestina, insieme alla Provincia di Lecce e all’istituto di Cultura del Mediterraneo, realizzando una serie di iniziative per la sensibilizzazione ai temi della pace e della fratellanza che hanno visto il coinvolgimento di personalità come Nabil Salameh, leader dei Radiodervish, e Osnat Spherling dell’associazione Sindyanna of Galilee.
“L’entrata di Uggiano nel coordinamento nazionale è una tappa importante, che denota il profilo politico e culturale dell’Amministrazione nell’ambito delle politiche della pace”, ha spiegato Il sindaco Salvatore Piconese. “Una scelta di campo – ha continuato – che impegna la comunità in favore della cooperazione con gli altri popoli nel segno della fratellanza e della solidarietà e nel rispetto dall’articolo 11 della Costituzione italiana: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Il consigliere Vincenzo Sisinni, che ha introdotto l’argomento durante la seduta di consiglio, ha aperto il dibattito leggendo gli articoli 2 e 11 della Costituzione italiana. “Credo che questi due articoli – ha commentato – racchiudano perfettamente il significato di pace e di diritti umani. Motivo per il quale delibereremo che Uggiano la Chiesa diventi Città per la Pace. Oggi chiedo a tutti di riflettere”.
Passa la tassa di soggiorno con un’ampia maggioranza. La sua istituzione, a partire dal prossimo 4 luglio, è stata approvata con i voti di tutta la maggioranza, meno gli astenuti-assenti Sammarruco per l’opposizione e Merico per la maggioranza. Dopo gli incontri con gli operatori, le lamentele delle associazioni di categoria e di altri operatori, diverse sono state le modifiche effettuate. Così il provvedimento è stato approvato all’interno di un caldo consiglio comunale, già molto contestato in partenza, in cui si paventava, addirittura, il rischio che cadesse l’amministrazione comunale o comunque che ci fossero molte defezioni. Invece è stato un sostanziale successo l’approvazione con ampi margini del provvedimento. La discussione è stata vivace e sono stati toccati temi delicati quali i debiti comunali contratti con Monteco prima, ed Ato poi. Uno dei temi più controversi è stato quello sollevato dal consigliere d’opposizione Francesco Bruni, il quale ha ricordato che “l’irrisolto problema dei bungalow degli agriturismo, di fatto ancora da sanare, quindi inesistenti, potrebbero produrre posti letto-fantasma, il cui versamento della tassa di soggiorno confermerebbe il loro utilizzo”. Insomma, i bungalow sono ancora abusivi, ma se si versa la tassa di soggiorno significa che vengono ugualmente utilizzati. Il voto, invece, non ha creato nessun problema particolare con la sola eccezione della richiesta di posticipare al 2012 l’attivazione della tassa. Domani si presenteranno i servizi collegati alla tassa con la Otranto Card.
Arriva la risposta del sindaco di Minervino, Ettore Caroppo, alle dichiarazioni con cui la minoranza ha commentato la sospensione – per mancanza del numero legale – dell’ultimo consiglio comunale, tra i cui punti all’esame dell’aula figurava anche la discussione sulla Pet-Tac. In particolare, l’ordine del giorno era finalizzato a sollecitare la Regione a erogare le risorse necessarie affinché il centro privato e convenzionato di medicina nucleare Calabrese, che negli ultimi mesi s’è visto tagliare i rimborsi, possa riprendere a fornire gli esami ai mutuati, addebitando i costi al servizio sanitario. Il mancato raggiungimento del numero legale ha determinato il rinvio della seduta, suscitando il disappunto dell’opposizione che in aula aveva accusato la maggioranza di essere “debole e divisa”. Il sindaco respinge al mittente le accuse e, soprattutto, ne stigmatizza il comportamento: “Discutere un diritto come quello alla salute per avere un servizio importante, come quello della Pet, è fare sponda a un’amministrazione?”, si chiede retoricamente Caroppo, il quale, evidentemente, su questo specifico problema dalla minoranza si aspettava ben altro impegno in virtù del fatto che più volte in passato la maggioranza aveva espresso la volontà di dare il proprio contributo per risolverlo. Insomma, se il quorum è saltato, la colpa non è da ricercare tra i banchi vuoti della maggioranza, ma in quelli di minoranza che hanno tolto la stampella.
“Comprendo che fa sempre notizia che un Consiglio comunale venga rinviato per mancanza del numero legale”, rincara l’assessore Giuseppe Foscarini. “Figuriamoci se la minoranza, già avara di proposte o di motivi di discussione, si sarebbe fatta sfuggire una occasione come questa per uscire sui giornali. Quello della Pet-Tac – aggiunge – non era argomento da strumentalizzare politicamente”. Altrettanto duro il presidente dell’assise, Domenico Carrapa, secondo cui il gruppo d’opposizione avrebbe sprecato l’ennesima occasione per dimostrare che è in grado di sedere in consiglio e di tutelare gli interessi dei cittadini. “Il solo scopo della minoranza – ha commentato Carrapa – è cercare di arrivare al potere, tanta è l’avidità che la contraddistingue, da non discernere ciò che è realmente utile al bene comune”.
Intanto, il confronto riprenderà in aula: è previsto per oggi, infatti, il consiglio comunale rimandato, mente nei prossimi giorni l’amministrazione sarà impegnata con il vaglio e l’approvazione del bilancio 2010.
Giuggianello avvia l’attivazione del fotovoltaico sugli edifici pubblici. L’amministrazione comunale ha realizzato gli impianti sui tetti della sede municipale, la scuola primaria e dell’infanzia, il museo della Civiltà Contadina e il mercato coperto, per una potenza complessiva di centocinque kilowatt. Il Comune ha investito mezzo milione di euro con un notevole impatto ambientale e benefici sul piano finanziario.
Lo sfruttamento dell’energia solare eviterà l’immissione nell’atmosfera di sessantamila chilogrammi di Co2 e di altri agenti inquinanti prodotti dalle centrali elettriche a combustione, ma per il Comune ci saranno anche i vantaggi economici di “Quarto conto energia”: la normativa prevede un incentivo, che garantisce al proprietario di ricevere un corrispettivo proporzionato all’energia generata dall’impianto, e un ulteriore incremento del 10%, in caso di utilizzo di materiali come moduli fotovoltaici e inventer di produzione europea, e prevede anche uno scambio sul costo, con un risparmio sulle bollette di energia elettrica di tutti i consumi comunali derivanti dagli edifici e l’illuminazione pubblica.
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