Posted on 25 Giugno 2011. Tags: consiglio comunale, Giuseppe Colafati, Poggiardo
Il Consiglio comunale di Poggiardo vota, nell’ordine, l’uscita dall’unione dei Comuni “Terre d’Oriente”; il progetto di rigenerazione urbana e l’annullamento della commissione edilizia. Così, la neo amministrazione Colafati inaugura il mandato.
Unanime il voto sulla richiesta di abbandonare l’Unione dei Comuni a favore di una compagine che sia più omogenea con quello che il territorio di Poggiardo rappresenta. “Avremmo vissuto di luce riflessa di Otranto”, ha commentato, concorde, il consigliere di minoranza Donato Rausa.
Approvato all’unanimità anche il progetto di rigenerazione urbana, presentato insieme ai Comuni di Castro, Minervino, Santa Cesarea, per la riqualificazione dei centri storici di Poggiardo e Vaste e degli ambiti dismessi e periferici della 167 e della zona Pip. Malgrado alcune critiche sullo scarso coinvolgimento nell’elaborazione del piano, la minoranza ha sostenuto il progetto, che permetterà di creare una maggiore affinità tra gli agglomerati coinvolti.
Il consiglio ha deciso, infine, di sopprimere la commissione edilizia, che ritarda l’esito di molteplici pratiche. “Questa decisione – ha commentato il consigliere Cirino Maggio – consentirà un’economia di tempi a beneficio dei cittadini”. Su questo punto la minoranza si è astenuta, dopo aver mosso perplessità sull’efficacia della decisione e sulla necessità di ricorrere a ulteriori pareri legali.
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Posted on 25 Giugno 2011. Tags: consiglio comunale, Ettore Caroppo, Minervino, Una Pet per la vita
Salta il Consiglio comunale di Minervino, convocato per discutere dell’iniziativa “Una Pet per la vita”. L’ordine del giorno prevedeva il voto per sollecitare la Regione Puglia a erogare le risorse necessarie affinché il centro privato e convenzionato di medicina nucleare Calabrese possa garantire la Pet-Tac ai pazienti della Provincia di Lecce, addebitando i costi al servizio sanitario. Si tratta peraltro di una battaglia fortemente voluta dalla maggioranza che, già nel 2008, deliberò per ottenere il servizio promuovendo, tra l’altro, una petizione popolare.
“La verità – commenta dai banchi di opposizione Massimo Monteduro – è che l’amministrazione guidata da Ettore Caroppo non riesce a garantire la maggioranza. In altre occasioni, ben documentate dagli atti, la minoranza ha supplito alle loro assenze, garantendo il numero legale. Constatata la completa inadeguatezza del sindaco a mantenere rapporti umani e conviviali, stavolta ha ritenuto opportuno allontanare il gruppo dalla sala consiliare”.
Antonio Palma
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Posted on 23 Giugno 2011. Tags: Ato Lecce 2 conferimento rifiuti, Salvatore Piconese, Uggiano La Chiesa
Rifiuti, i comuni morosi non saranno serviti dall’Ato. Lo fa sapere la stessa azienda in una nota, in risposta alla sollevazione dei paesi interessati in questi giorni dal mancato servizio di raccolta rifiuti. Cancelli delle discariche chiusi, quindi: un problema che, con il caldo, si fa più evidente per la vista – molto spesso i bidoni e piccoli cassonetti vengono lasciati sull’uscio di casa – e per l’olfatto. E un pessimo biglietto da visita per i turisti che si apprestano a visitare il Salento.
E a quanto pare il servizio di raccolta non è stato sospeso solo per i comuni morosi, ma anche per i paganti. Come a Uggiano la Chiesa. “Il blocco dei cancelli dell’impianto di Poggiardo è un atto intollerabile che non trova nessuna giustificazione per quei comuni virtuosi, come il nostro, in regola con i pagamenti richiesti dall’Ato Le/2 lo scorso mese di maggio – ha commentato su Facebook il primo cittadino Salvatore Piconese – Abbiamo pagato all’Ato 170mila euro, ossia 63mila euro di conguaglio 2009-10 e 110mila euro per il saldo dei mesi fino a febbraio 2011. Ciò dimostra come la mia amministrazione comunale sia stata pressoché puntuale rispetto a molti altri comuni tuttora morosi. Allora perché la discarica non ha aperto i cancelli almeno per noi? Abbiamo inviato una comunicazione all’Ato Le/2 e alla ditta appaltatrice con la ricevuta dei pagamenti effettuati, ma oggi non ci è stato concesso di entrare nell’impianto, e sinceramente ci sfugge il motivo. Rimangono solo i rifiuti per strada, e ciò è inammissibile per una comunità che è in regola con i pagamenti”, conclude il sindaco rimarcando il suo disappunto e annunciando che a breve entrerà in azione l’avvocato del Comune di Uggiano.
Jenny De Cicco
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Posted on 23 Giugno 2011. Tags: Città Libera, commissione toponomastica, consiglio comunale, consulta Anziani, ici, Maglie, sanità, Udc
L’Ici al centro di uno dei dodici punti all’ordine del giorno che oggi saranno vagliati dal Consiglio comunale di Maglie alle 14,30. Probabilmente, non si riuscirà a discutere tutto, perché altrimenti si finirebbe a notte fonda, tanti sono gli argomenti che prevedono votazioni anche abbastanza complesse, come l’integrazione relativa alla commissione Toponomastica e alla consulta per gli Anziani, che hanno bisogno rispettivamente di tre e un nuovo esponente. Il punto che appare più interessante è quello che riguarda la modifica al regolamento dell’Ici: la proposta prevede delle agevolazioni per quanto riguarda le abitazioni dei disabili e anziani residenti in casa di cura, ma anche a coloro i quali decideranno di rifare la facciata della propria abitazione in pietra leccese, un provvedimento che potrebbe invogliare a rimettere in sesto moltissime costruzioni del centro storico, al fine di restituirgli un assetto architettonico degno di una vera e propria città d’arte. In consiglio si parlerà anche della concessione di spazi pubblici, per degli esercizi muniti di ruote: in pratica, si regolamenterà l’attività di alcuni gestori di camioncini e fruttivendoli che stazionano in aree ben precise della città, come via Montegrappa e viale Europa. Il punto all’ordine del giorno più importante però è probabilmente l’ultimo, la richiesta delle revoca della delibera di Giunta da parte di Città Libera e Udc. La delibera in questione è quella con cui viene chiesto che in questo tempo di stallo per il riordino ospedaliero, in attesa che venga deciso dove sarà l’ospedale d’eccellenza, si provveda a valorizzare l’esistente. L’opposizione sostiene che invece bisogna lottare con forza per ottenere il nuovo ospedale, che genererà certamente delle ricadute positive sul territorio, con i suoi 360 posti letto e i nuovi reparti d’eccellenza.
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Posted on 22 Giugno 2011.
Ben 42 comuni senza raccolta dei rifiuti. Potrebbe essere l’emergenza dell’estate: da ieri, infatti, il servizio è stata sospeso e la discarica di Poggiardo è rimasta chiusa. All’origine del disagio che potrebbe portare a conseguenze disastrose per il turismo salentino c’è il rifiuto della ditta che gestisce l’ impianto di Poggiardo a proseguire il servizio nonostante le morosità. “Non condivido la posizione della ditta appaltatrice –spiega Silvano Macculi, presidente dell’Ato- tuttavia comprendo le difficoltà a operare con morosità pregresse e diffuse. Da una parte ci sono le esigenze economiche, ma dall’altra c’è l’impossibilità di interrompere un pubblico servizio”. Insomma, la ditta pretende il pagamento delle morosità in capo ai comuni, ma i cittadini hanno bisogno di un servizio pubblico essenziale quale la raccolta dei rifiuti, è un problema che potrebbe mettere in ginocchio la stagione turistica. C’è chi non ci sta come il sindaco di Uggiano Salvatore Piconese che è certo di non avere pendenze con l’Ato. Insomma, un problema di difficile soluzione. “Per quel che ci riguarda –prosegue Macculi- non siamo d’accordo con l’azione intrapresa dalla ditta appaltatrice dato che i ritardi dipendono soprattutto dai bilanci in chiusura. Molti comuni, infatti, stanno per chiudere il bilancio il 30 di questo mese, per cui occorre avere pazienza per i pagamenti. Ora la ditta ha chiesto l’elenco dei comuni morosi e da domani per quelli virtuosi tra cui Uggiano la Chiesa inizierà subito la raccolta differenziata”. Insomma, i problemi derivano dai comuni più grossi che hanno accumulato notevoli ritardi nei pagamenti. In alcuni casi, come per il Comune di Otranto si è provveduto in questi giorni ai versamenti. Insomma, la vertenza potrebbe sbloccarsi a breve, ma le difficoltà restano. In molti ritengono, infatti, troppo oneroso il servizio. Speriamo che tale problema non pregiudichi una stagione turistica che si preannuncia molto positiva.
Elio Paiano
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Posted on 22 Giugno 2011.
Il faro di Palascìa è inagibile, anzi è abbandonato a se stessso. È questo l’allarme lanciato con un sit-in dal Movimento Regione Salento e da Italia Nostra. I responsabili del Movimento e Marcello Seclì, dell’associazione ambientalista, hanno incontrato la vicepresidente della Provincia di Lecce Simona Manca, il presidente della commissione Cultura, Francesco Bruni, e il sindaco di Otranto Luciano Cariddi. La preoccupazione è che il faro, dopo l’incendio dello scorso inverno, resti inagibile per tutta l’estate. Gli enti hanno assunto l’impegno di agire in maniera concreta per risolvere la questione e ora si attendono ulteriori sviluppi. Contemporaneamente, l’Università del Salento ha effettuato il sopralluogo con il perito dell’assicurazione che dovrà stabilire l’entità del danno. L’incendio del quadro elettrico, infatti, ha riempito di fuliggine l’intero stabile che va ora bonificato. Oltre a ciò, occorre stabilire se l’impianto stesso è ancora integro. “Dopo questa prova, se il risultato sarà positivo – spiega Franca Sangiorgi del Disteba dell’Università del Salento- contiamo di riaprirlo già per questa estate”.
Elio Paiano
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Posted on 22 Giugno 2011. Tags: lavori di consolidamento, via Otranto- Santa Cesarea
E’ stato riaperto al traffico il tratto stradale che collega Otranto a Santa Cesarea Terme, la strada è ora a due corsie. Negli ultimi mesi il tronco di litoranea in questione è stato interessato dai lavori di consolidamento del corpo stradale realizzati dalla Provincia di Lecce.
A comunicare il termine dei lavori è stato l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Massimo Como, soddisfatto per aver mantenuto l’impegno giusto in tempo per la stagione estiva. “In tempi rapidissimi – ha commentato Como – e rispettando gli impegni assunti, la Provincia è riuscita in questo modo a garantire il pieno ripristino dell’accessibilità al centro abitato di Santa Cesarea, che nei mesi scorsi tante preoccupazioni aveva destato negli operatori economici locali. Il consolidamento è stato realizzato con interventi innovativi e secondo le tecniche più moderne in materia, grazie anche al costante impegno profuso dalla ditta appaltatrice. L’opera – ha commentato Como – è la migliore risposta che potevamo dare alle tante polemiche e contestazioni dei mesi scorsi. Abbiamo dimostrato con i fatti che quando si lavora concretamente e seriamente su obiettivi condivisi i risultati si raggiungono. E come, ancora una volta, questa amministrazione sia attiva e vicina alle esigenze del territorio, cercando sempre di contemperare gli interessi pubblici della sicurezza con le esigenze sociali ed economiche delle realtà locali”.
In autunno è previsto il completamento dell’intervento, attraverso la realizzazione di un ulteriore consolidamento che non comporterà interruzioni del traffico e attraverso il rafforzamento del ponte ad arco in muratura in località “La Fraula”.
Jenny De Cicco
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Posted on 21 Giugno 2011. Tags: centro storico, Cocumola, Ettore Caroppo, Minervino, politiche comunali
“Il Sindaco, la sua Cocumola e la piazza della vergogna”. Con queste parole si apre il manifesto-invettiva pubblicato oggi dalla minoranza “Insieme per costruire” contro il sindaco di Minervino, Ettore Caroppo, il quale tempestivamente ha risposto con un contro-manifesto.
L’opposizione evidenzia alcune decisioni politiche dell’amministrazione comunale nella frazione di Cocumola. Come la riqualificazione urbana di piazza San Nicola, che dopo due anni di lavori attende ancora il suo battesimo: a causa, secondo i detrattori del sindaco, di “un’iniziale indecisione sul da farsi e ora un futuristico progetto”, poco adatto alle caratteristiche del centro storico, dice la minoranza. Che ha da ridire anche sulla realizzazione dell’area pedonale di via Alessandro Manzoni, la cui “imposizione” senza il confronto con i residenti sarebbe segno di una “scelta dettata dall’arroganza” del primo cittadino minervinese. Critiche, infine, anche sulla gestione dei fondi per la soluzione del problema delle acque piovane, “che sarebbero stati “più che dimezzati”, dice ancora l’opposizione minervinese, riducendo quindi le opere da realizzare. Negativo quindi il giudizio sui rappresentanti politici di Cocumola affini alla maggioranza, tacciati di scarso peso politico, e sull’attività della giunta, “fallimentare e fortemente penalizzante” per l’intera comunità.
Non si è fatta attendere naturalmente la reazione del sindaco Caroppo, che dopo aver sollevato dubbi sulla scelta degli avversari di affiggere il manifesto sul solo territorio cocumolese, ha replicato che quello degli avversari politici è “un manifesto che ha tutto il sapore di due righe buttate giù al solo fine di far credere che loro siano ancora vivi”; un manifesto, insiste ancora il primo cittadino, pubblicato solo allo scopo “di accontentare i propri elettori rimasti e il consigliere Musarò”, che ormai “non gode dei favori dei capi del gruppo”, il cui autentico leader sarebbe invece Massimo Monteduro. Questa politica dell’opposizione poi, “fatta di ostruzionismo a tutti i costi, divisioni, doppi giochi”, mirerebbe, secondo Caroppo, a “dividere la popolazione” creando una “netta distinzione tra cittadini di Cocumola e il resto della popolazione”. In quest’annosa contrapposizione tra frazioni e comune d’appartenenza, dal retrogusto fortemente campanilistico, l’impressione è che lo scontro in questione sia destinato a fornirci nuovi interessanti capitoli.
Antonio Palma
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Posted on 20 Giugno 2011. Tags: Antonio Giannuzzi, casa della salute, Città Libera, consiglio comunale, Maglie, Mario Chirilli, ospedale, sanità
La delibera della giunta magliese che decide di valorizzare il patrimonio ospedaliero esistente, in attesa della realizzazione della Casa della Salute, non piace al gruppo consiliare di minoranza “Città Libera”. Tanto che i suoi componenti, Antonio Giannuzzi e Mario Chirilli, hanno presentato una richiesta di ordine del giorno per il Consiglio comunale del prossimo 23 giugno, in cui si chiede di revocare la delibera stessa. Che, emanata lo scorso 7 giugno, prevede “di bloccare ogni attività precorritrice ed esecutiva finalizzata alla realizzazione di un nuovo ospedale nella stessa area territoriale e, contestualmente, destinare le risorse opportune e adeguate alla realizzazione delle opere utili alla valorizzazione del patrimonio edilizio ospedaliero esistente, all’acquisto delle apparecchiature diagnostiche e terapeutiche necessarie e al miglior impiego delle risorse umane”. In altre parole, visto che ancora il riordino ospedaliero non è stato messo in atto, e nonostante il modello di Casa della Salute proposto per Maglie e non ancora approvato sia stato citato in questi giorni dal S-24 Ore come il migliore in Italia, si sta cercando di valorizzare l’esistente: in questo caso l’ospedale di Scorrano, destinato a diventare punto di riferimento anche degli abitanti di Maglie e Poggiardo.
Ma Città Futura ritiene la delibera di giunta priva di ogni logica, contraria alle aspettative della città e ai principi dello stesso Piano in altre epoche. “Troviamo assurda la delibera di giunta – commentano i consiglieri di Città Libera – che tradisce la volontà dei cittadini di vedere realizzato nel loro territorio il nuovo ospedale. Il Comune di Maglie è stato sempre sacrificato dalle scelte effettuate nel settore sanitario. Quella del nuovo ospedale è l’occasione per far valere i nostri diritti e per pretendere che l’opera venga realizzata nell’area di Maglie a compensazione delle tante mortificazioni, anche economiche, già subite. Assurdamente invece l’amministrazione comunale di Maglie, senza informare nessuno, delibera di rinunciare al nuovo ospedale, invece di attivarsi per ottenerlo come stanno facendo tutti gli altri comuni. Chiediamo la revoca della delibera di giunta, perché contraria agli interessi della città, che non può sopportare la superficialità e la negligenza nel gestire quest’opportunità, che consegna ad altri la possibilità di ospitare il nuovo ospedale”.
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Posted on 18 Giugno 2011. Tags: ATO/LE2, Consiglio Comunale aperto, Uggiano La Chiesa
A Uggiano la Chiesa la piazza ha deliberato la rivoluzione anti-gestione Ato. Una decisione fortemente voluta dal Palazzo e già annunciata qualche giorno fa dalla residenza comunale, così l’amministrazione comunale “allargata” è arrivata alle proprie conclusioni: “Dal Consiglio comunale di Uggiano La Chiesa parte un segnale politico chiaro: il legislatore si affretti a superare definitivamente le Ato”, avverte infatti il primo cittadino di Uggiano, Salvatore Piconese, sintetizzando le decisioni prese durante l’assemblea pubblica di questi giorni. A mettere il dito tra assessori e consiglieri, tra maggioranza e opposizione, ci hanno pensato insomma gli elettori, un evento definito dal sindaco “un’alta forma di democrazia partecipata”. Secondo Piconese e, adesso, anche secondo i suoi concittadini, non si poteva infatti continuare a pagare così tanto un servizio scadente, ed infatti, subito dopo il vertice popolare, il sindaco si è espresso. “Poiché in questi anni le Ato hanno dimostrato la loro inutilità, è indispensabile un ritorno ai Comuni della gestione della raccolta dei rifiuti, al fine di migliorare l’intera organizzazione del servizio e poi avviare subito sul territorio un confronto popolare, per costituire un comitato formato da uomini e donne che si dedicheranno al problema, stimolando anche le scelte gli enti preposti. La discussione aperta del nostro Consiglio comunale ha dimostrato quindi che la questione dei rifiuti è particolarmente sentita dai cittadini, e che pertanto è indispensabile un loro coinvolgimento”. Ora che il Consiglio uggianese ha votato all’unanimità la “rivoluzione”, Uggiano e Casamassella si avviano, dunque, all’abolizione e al superamento delle Ato, con il conseguente passaggio della gestione della raccolta rifiuti all’Unione dei Comuni e la nascita di un comitato popolare formato da cittadini e amministratori e preposto a seguire tutta la vicenda fino alla sua risoluzione. Una scelta rilevante anche per i comuni attigui al territorio uggianese, scaturita dai rincari della Tarsu che hanno costretto il sindaco Piconese a mettere in discussione il rapporto con l’Ato Le 2, avviando la battaglia legale in difesa degli interessi dell’ente comunale.
Jenny De Cicco
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Posted on 16 Giugno 2011.
Si è tenuto nei giorni scorsi presso il Comune di Botrugno il consiglio dell’Unione dei comuni “Terre di Mezzo”. Scopo della seduta era l’approvazione del bilancio consuntivo del 2009, ma non sono mancati cenni ad altri temi nodali per l’area.
Ma andiamo per gradi. Le Terre di Mezzo hanno infatti ottenuto un avanzo d’amministrazione pari a 6.650 euro, cifra che ha destato perplessità in qualche consigliere suranese circa l’incisività e l’utilità della stessa Unione; dubbi, tuttavia, spariti al momento dell’approvazione unanime del bilancio, e fugati anche dall’attuale presidente, il sindaco di San Cassiano, Gabriele Petracca, che ha posto l’accento su alcuni efficaci istituti: uno su tutti, la Commissione per il paesaggio che ha consentito la gestione univoca, nei comuni interessati, dei progetti e delle questioni riguardanti la tutela paesaggistica.
Petracca ha poi esposto alcune decisioni della giunta dell’Unione: la realizzazione di una pista ciclabile, i cui lavori termineranno durante l’estate, che abbraccerà i comuni di Giuggianello, Sanarica, Botrugno, San Cassiano, Surano e Nociglia, la volontà di istituire un servizio integrato di polizia locale dell’Unione e infine la presentazione del progetto di Rigenerazione Territoriale Urbana. Volto al collegamento territoriale per mezzo di percorsi turistici e ciclabili, nonché alla ristrutturazione dei centri storici, ed esteso, oltre ai sei comuni unificati, anche alle comunità di Supersano, appena aggiuntasi all’Unione nel gennaio 2011 e a quelle esterne di Maglie, Muro Leccese e Scorrano.
Antonio Palma
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Posted on 16 Giugno 2011. Tags: Albergatori, Otranto, Tassa di Soggiorno
Tassa di soggiorno, si leva il coro di no degli albergatori, che si sono espressi all’interno della riunione tenutasi in questi giorni nella sala Art’Etica del centro “Don Tonino Bello”. L’aria è diventata rovente già quando il sindaco Luciano Cariddi ha introdotto l’argomento, ma nonostante i malumori si è trattato di una riunione molto partecipata, che ha visto presenti i presidenti di Federalberghi, Confcommercio e Confesercenti, i quali da subito si sono schierati sul fronte del no, annunciando di essere pronti a ricorrere al Tar. Fermamente contrari anche la gran parte degli albergatori otrantini: secondo gli operatori alberghieri la tassa è infatti iniqua, e se il provvedimento dovesse essere retroattivo potrebbero rimetterci anche di tasca loro, perché – dicono gli albergatori – non si può ritoccare un prezzo concordato in precedenza con i clienti che hanno già prenotato. I gestori e proprietari delle strutture hanno quindi chiesto al sindaco di trovare altre risorse finanziarie per far fronte all’aumento del costo dello smaltimento dei rifiuti, aumentando il biglietto dei parcheggi o prevedendo una sorta di ticket d’ingresso alla città, oppure, ancora, aumentando la Tarsu e l’Ici sulle seconde case. Ma inutilmente, pare, perché già dal prossimo 1° luglio la tassa dovrà essere applicata dagli operatori alberghieri – che in questo modo sarebbero responsabili d’imposta – per garantire un gettito in più all’erario comunale, messo in gravi difficoltà dal Patto di Stabilità e dalla situazione determinata dalla precedente gestione del servizio, nonché oberato dai costi della manutenzione e della pulizia cittadina imposti dall’Ato. In proposito il consigliere Tommaso De Benedetto ha precisato di essere favorevole alla tassa di soggiorno, ma contrario al modo in cui è stata istituita: il primo anno, a suo avviso, la tassa graverebbe appunto sulle imprese alberghiere, per cui propone di utilizzare l’avanzo di gestione del bilancio 2010 a copertura del costo dei rifiuti, evitando la tassa almeno per il 2011. Il sindaco Cariddi ha però replicato affermando che i soldi dell’avanzo 2010 sono già stati impegnati, ovvero destinati a opere pubbliche. Insomma, nulla di fatto, come ha sottolineato Mimmo De Santis di Federalberghi, ma del problema si riparlerà in una prossima riunione.
Jenny De Cicco
Posted in Politica, Primo Piano, Turismo