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Rifiuti, la parola ai cittadini: oggi Consiglio comunale aperto a Uggiano

Continua il dibattito sulla gestione dei rifiuti. Tra i protagonisti di molte delle prese di posizione susseguitesi in questi giorni anche quella del Comune di Uggiano, che ha deciso di convocare per oggi alle 19, presso Piazza Umberto I, un Consiglio comunale aperto: all’ordine del giorno “Gestione dei rifiuti – Problematiche – Determinazioni”. “L’aumento dei costi della gestione dei rifiuti è ormai intollerabile – commenta infatti il primo cittadino Salvatore Piconese – e la mia amministrazione comunale è stata la prima a denunciare pubblicamente i rincari, divenuti ingiusti e ingiustificati per chiunque. Nell’ultima riunione dell’Aro6 tutti i comuni hanno espresso la loro insofferenza verso un sistema divenuto inaccettabile, condividendo così le nostre proteste. Per noi il Consiglio comunale aperto è quindi un atto di partecipazione e di trasparenza nei confronti della nostra comunità, la quale segue e condivide le nostre scelte. Perché una cittadinanza attenta vuole comprendere meglio, con noi, l’insieme delle questioni economiche e manageriali dell’attuale sistema di raccolta e di smaltimento dei rifiuti”.

Il Comune di Uggiano La Chiesa ha scelto quindi di affrontare la questione dell’aumento del costo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti con la propria cittadinanza, attraverso una discussione monotematica: una decisione già preannunciata qualche giorno fa dallo stesso sindaco, il quale in queste ultime settimane ha denunciato l’insostenibilità dei costi del servizio Ato, dando peraltro incarico al legale Maurizio Cafiero, tramite delibera di giunta, Cafiero, di difendere gli interessi di Uggiano nelle sedi opportune. Ma Piconese già nelle scorse settimane aveva chiesto un tavolo di confronto al prefetto di Lecce, al presidente della Regione Vendola e al presidente dell’Ato Le/2 Silvano Macculi per discutere sui rincari del servizio, ottenendo la convocazione dei comuni dell’Aro6 e del sottoambito dell’Ato Le 2, del quale fa parte anche Uggiano La Chiesa.

Jenny De Cicco

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Via Salvatore Fitto, sì o no? L’opinione della “Biblioteca di Sarajevo”

Continua a far discutere la decisione della commissione Toponomastica di Maglie di modificare la denominazione di via Muro in via Salvatore Fitto. Si tratta di una decisione presa già tre anni fa, ma che fa discutere solo ora perché la modifica sta avvenendo nell’anno del censimento, per evitare maggiori noie burocratiche. E adesso nella querelle interviene anche l’associazione politico-culturale “Biblioteca di Sarajevo”, che ha voluto mettere in risalto come ci siano tanti illustri concittadini che non hanno nessun intitolazione, o addirittura alcuni che l’hanno sono finiti nel dimenticatoio, anche per la mancanza di una targa che attesti l’avvenuta intitolazione di una strada. “Quello che diventa difficile da capire in questa improvvida decisione”, spiegano infatti dal circolo, “è l’accanimento con cui si vuole tenere alta la memoria di un solo cittadino con ripetitive intitolazioni di più luoghi significativi. A Salvatore Fitto sono già intitolate, degnamente, l’aula consiliare, una scuola e un campo di calcio, e ora anche una strada. Non discutiamo sulla figura umana e pubblica di Salvatore Fitto, ma vogliamo fermare l’attenzione sul metodo: possibile che Maglie sia diventata così asfittica da non aver avuto e non avere anche adesso concittadini degni di tanto onore? Quanti altri illustri cittadini degni di intitolazioni ne sono ancora privi, o, peggio, pur avendo goduto di tale onore oggi sono del tutto dimenticati? Ad esempio il palazzetto dello sport: fin dal 2001 è intitolato a Fernando Lapalorcia, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912, ma la struttura è ancora priva di una semplice targa commemorativa delle gesta che hanno reso famoso l’atleta in tutto il mondo. E infatti, nonostante l’intitolazione ufficiale, il palazzetto a molti è noto oggi come PalaBetItaly, per la presenza di un’insegna pubblicitaria al suo ingresso. E poi, ancora, la scuola media”, insistono dalla Biblioteca. “Fin quando le due sedi erano separate e autonome, ognuna aveva la sua intestazione: Salvatore Panareo era il primo nucleo di via Manzoni, e Oronzio De Donno il secondo nucleo di Piazza Bachelet, ma ora la scuola è stata degradata all’assurda intitolazione Scuola Media Statale Via Manzoni. Abbiamo sempre sottolineato l’importanza della toponomastica: nel 2004 coinvolgemmo i ragazzi delle scuole dell’obbligo di Maglie in un concorso di idee per l’intitolazione dell’area verde ricadente in piazza Ettore Negro, e la vittoria fu assegnata a chi propose il poeta Salvatore Toma quale intitolazione di quello spazio. Ma mai alcuna amministrazione succedutasi nel tempo ha tenuto conto di questa proposta. Oggi ci chiediamo per quale ragione si dedichi tanta attenzione solo ad alcuni personaggi magliesi del passato, e non a tutti coloro che hanno scritto pagine importanti e che hanno contribuito notevolmente a tenere alto il nome di Maglie a livello nazionale ed internazionale. L’augurio che formuliamo è che si possa avviare una serena riflessione, recuperando tante disattenzioni che hanno caratterizzato le scelte, a volte arbitrarie, compiute nelle celebrazioni storiche della nostra città”.

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Maglie-Collepasso, la Provincia inaugura i lavori: “Interventi necessari”

Alla vigilia dell’inaugurazione dei lavori sulla “curva della morte”, il tratto più pericoloso della statale 361 in direzione Maglie-Collepasso, gli ambientalisti del Coordinamento Civico aggiustano il tiro: pare infatti che gli ulivi non siano stati tagliati dal personale della Provincia, ma da alcuni contadini che non avevano compreso quali fossero le reali esigenze dell’intervento. Quali che siano però le responsabilità, la messa in sicurezza della 361 è un dovere delle istituzioni, tanto che la Provincia proprio oggi ha dato il via alla stessa, già rimandata per un anno a causa di questioni burocratiche. All’inaugurazione dei lavori hanno preso parte il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l’assessore provinciale all’Edilizia stradale Massimo Como, il sindaco di Maglie Antonio Fitto e i suoi colleghi di Collepasso e Cutrofiano Paolo Menozzi e Oriele Rolli. “Questo intervento stradale”, dice il presidente, “si inserisce nella programmazione più ampia di complessiva risistemazione delle strade più pericolose della provincia di Lecce, per migliorare la viabilità e soprattutto garantire maggiore sicurezza agli automobilisti. Il progetto di sistemazione della Maglie-Collepasso-Cutrofiano prevede infatti la rettifica della famigerata e tristemente nota “curva di Padre Pio”, così pericolosa da essere teatro, purtroppo, di decine di incidenti anche mortali, nell’ultimo periodo. Sarà anche realizzato un rondò che consentirà di canalizzare meglio i flussi stradali, diminuendo la velocità e di fatto azzerando i rischi di ulteriori incidenti”. Gli ambientalisti sono stati invitati a effettuare ulteriori sopralluoghi oggi e nel corso dei lavori, per constatare la congruità dei lavori e il loro impatto ambientale.

Azzeruolo

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Paolo De Castro a Carpignano: “Un’agricoltura più “facile” per uscire dalla crisi”

“Importanti novità stanno avvenendo in questi mesi. Il 5 maggio abbiamo approvato il rapporto che rappresenterà il futuro della politica agricola”. Con queste parole l’onorevole Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo, ha aperto il suo intervento tenutosi in questi giorni presso la cooperativa agricola “San Giorgio” a Carpignano, sul tema “Agricoltura salentina: ieri, oggi, domani quali prospettive per la sua rinascita?”. Promosso dall’Apice (Associazione Promozione Iniziative Culturali Economiche), l’incontro-dibattito è stato introdotto da Aldo Turi, responsabile del gruppo di lavoro sull’agricoltura dell’associazione, e sono intervenuti Giuseppe Politi, presidente nazionale Cia, e Mario De Pascalis, presidente leccese di Confagricoltura. L’incontro era incentrato sulle novità in arrivo dall’Unione Europea: si sta cercando infatti di semplificare la Politica Agricola Comune, con vantaggi non solo per gli imprenditori agricoli e i consumatori europei, ma anche per i responsabili della sua gestione quotidiana. “Cosa ci attende?” Una Pac più giusta, più trasparente”, ha detto De Castro. “Ecco perché abbiamo deciso di ridurre il numero delle norme, degli adempimenti cartacei e altre formalità burocratiche, nonché di attuare controlli più efficienti nelle imprese agricole, eliminare sprechi e doppioni, usare un linguaggio più chiaro nella formulazione delle norme, migliorare la comunicazione, soprattutto con il pubblico. Ci saranno risorse aggiuntive per sostenere anche l’inserimento dei giovani”. Infine De Castro ha invitato tutti a non arrendersi, ad affrontare con coraggio questo periodo difficile e a resistere, “perché stiamo vivendo un momento storico, in cui l’attenzione per l’agricoltura è destinata inevitabilmente a crescere”. L’ottimismo e l’entusiasmo del deputato non sono però stati sufficienti a placare gli animi “riscaldati” e la rabbia dei presenti interessati dall’argomento, che hanno lamentato come l’agricoltura sia allo stato priva di prospettive e di tutela, come i costi di produzione siano in forte aumento, come i redditi siano insufficienti.

Serena Cappello

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Otranto, Tassa di soggiorno si o no?

Le posizioni degli operatori vanno da quelli nettamente contrari a quelli possibilisti, tutti, comunque, sottolineano la difficoltà di applicarla a stagione già iniziata. Il Sindaco di Otranto Luciano Cariddi ha più volte sottolineato la necessità dell’introito aggiuntivo per via dei minori trasferimenti attuati dal Governo Berlusconi nei confronti dei comuni e dalle relative difficoltà di bilancio che portano ad un disavanzo quantificabile tra i 500 ed i 600 mila euro all’anno. Insomma, la querelle si fa ora anche politica con l’opposizione a Palazzo Melorio che contesta le cifre ed il metodo adottato dall’amministrazione Cariddi. “Le cifre date dal Sindaco sono assolutamente diverse da quelle che io stesso ho verificato nel bilancio comunale. I minori trasferimenti statali ammontano a 65000 euro, e non 650.000, anzi nella dichiarazione così resa non vorrei ci fosse malafede”. Perché? A cosa sarebbe imputabile la eventuale malafede di una simile dichiarazione di cifre di bilancio? “Da quello che ho potuto verificare, l’unica voce che crea problemi di bilancio è la tassa sui rifiuti, qui servono ulteriori 500.000 e la colpa, in questo caso è del governo regionale che non provvede agli impianti di smaltimento e non del governo centrale, la colpa è di Vendola e non di Berlusconi”. Quindi sarebbe meglio aumentare la Tarsu che imporre la tassa di soggiorno? “Per prima cosa credo che il provvedimento sia illegittimo. Mi spiego: la tassa di soggiorno ha un vincolo di destinazione, si ha l’obbligo di destinarla ai servizi per il turista e per la promozione di beni ed attività culturali. In secondo luogo” –continua De Benedetto- “la paura del Sindaco ad aumentare la Tarsu è dettata da per motivi elettorali. Sceglie di non colpire i cittadini ma il settore economico trainante della città. Secondo me è un aumento dissennato, oltretutto è illegittima perché non mantiene lo scopo della destinazione prevista per legge. Infine, comunque, dal prossimo anno, chiunque sarà al governo cittadino dovrà aumentare la Tarsu, allora mi chiedo non sarebbe meglio aumentare la raccolta differenziata?”. Insomma, una questione che si sposta sul piano politico. “È il ragionamento di un bravo ragioniere, non di un politico” –taglia corto Cariddi- “ai nostri comuni mancano i soldi dei trasferimenti statali, ma anche, a cascata, quelli delle regioni, delle province, etc. Se non abbiamo le risorse per aiutare le famiglie bisognose, gli anziani, adottare politiche sociali, favorire le attività culturali, migliorare i servizi ai turisti dobbiamo per forza appoggiarci agli strumenti nuovi quali, appunto, la tassa di soggiorno”. Ma non c’è una soluzione alternativa? “La soluzione alternativa sarebbe quella di aumentare la Tarsu per tutti di almeno il 50% e questo solo per pareggiare il bilancio, pulire meglio le grandi estensioni di costa e territorio etc. I soldi non basterebbero comunque per creare nuovi servizi ed attuare politiche culturali e sociali”. Non crede che la paura di molti operatori, i quali temono che i turisti possano lamentarsi di questa tassa aggiuntiva che verrà applicata a prenotazione già effettuata sia fondata? “Non credo, innanzitutto un turista può vedere chiaramente che siamo Bandiera Blu d’Europa, abbiamo le 5 Vele di Legambiente e Touring Club, siamo tra i Borghi più belli d’Italia, Patrimonio di Pace dell’Unesco, etc. e quindi capirà che il suo contributo servirà a mantenere uno standard alto. Infine” –dice Cariddi- “numerosi comuni ci stanno chiamando perché hanno intenzione di istituirla, così non ci saranno nemmeno problemi di concorrenza tra località turistiche che la applicano e località che non la applicano”.

Elio Paiano

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Rifiuti, a Uggiano un Consiglio comunale aperto il 16 giugno. In piazza Umberto I

Si terrà il 16 giugno 2011 alle 19, presso piazza Umberto I a Uggiano la Chiesa, il Consiglio comunale aperto sui rifiuti, dibattito che, come spiega il sindaco Salvatore Piconese, diventa “una discussione democratica e partecipata con l’intera popolazione”.

La decisione presa il 7 giugno dalla conferenza dei capigruppo, che ha tra l’altro stabilito le modalità organizzative del Consiglio comunale aperto. ”Potremmo dire che quel giorno Uggiano sarà Città Aperta, perché chiunque potrà partecipare al Consiglio”, spiega ancora dal suo profilo Facebook il sindaco Piconese, che ha deciso di affidare alle mani del giudice la questione del conferimento e dello smaltimento dei rifiuti ad opera dell’Ato/Lecce 2, e relative carenze: carenze che non possono, a detta del primo cittadino di Uggiano, gravare sugli uggianesi.

Jenny De Cicco

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Api calessino, mezzo anti-traffico un po’ glamour: a Otranto servizio potenziato

Nell’ultimo Consiglio comunale del 30 maggio si è discussa anche la modifica al regolamento sul noleggio delle “Api calessino” http://www.otrantooggi.it/2011/06/03/otranto-nulla-di-fatto-in-consiglio-sul-nuovo-porto-turistico-presto-un%E2%80%99assemblea-pubblica/.

A introdurre il tema il consigliere Fabio Marrocco, che ha fatto notare quanto siano importanti questi mezzi, risorsa occupazionale con un notevole ritorno d’immagine per la cittadina: difatti è difficile non notarle per il loro stile retrò, un po’ felliniano. Già nel 2007 le Api in questione avevano invaso, con il loro ritorno sul mercato, le piazze più glamour d’Italia; utilizzate a Portofino e a Capri fin dalla loro nascita, negli anni ’50, e ultimamente adottate anche nel centro di Firenze, non potevano non arrivare a Otranto.

Così nel 2008 la prima Ape calessino aveva battuto le vie della città adriatica, subito seguita dalle altre tre oggi presenti a Otranto. Le Api, d’altronde, ben si abbinano con i colori della città e con il turista idruntino, amante della calma (questi mezzi non superano i 56 km l’ora) ma al tempo stesso dinamico, osservatore del territorio, visitatore di zone poco note e difficilmente raggiungibili in altro modo.

Il consigliere battutosi per la modifica del regolamento tiene tra l’altro a precisare come “le logiche dell’operatività concreta richiedano di concentrarsi sull’analisi delle determinanti di progetti e iniziative già attualizzati e da attualizzare, sulla misurazione degli stessi e sulle modalità che consentono di accrescere i loro punti forza. Sicuramente, il nuovo taxi “api calessine”, con approvazione il 16/2/2009, ha riscosso un successo immediato e notevole”. Individuando questi mezzi come “un veicolo economico, concepito per il trasporto umano a breve raggio, adatto per muoversi sia negli antichi borghi della città sia nelle zone periferiche, veicolo ideale in quanto permette una fruizione più immediata del nostro paesaggio e del nostro territorio, proprio perché direttamente a contatto con l’ambiente circostante e con la natura, essendo aperta”.

Api Calessino, dunque, ormai una caratteristica del turismo locale, e per il futuro prossimo Marrocco le individua come protagoniste della Dolce vita non solo otrantina, ma anche extra comunale, visto che la modifica del regolamento riguarda anche la novità di poter uscire dal territorio comunale con queste vetture, un po’ calesse un po’ auto, collegando in maniera ottimale Otranto ai paesi vicini.

Jenny De Cicco

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La Carovana dei Quattro Sì alla conquista della Grecìa. E del voto per i referendum

La politica abbandona la sua veste classica e diventa colore, vivacità e la voglia di divertirsi per un obiettivo ben preciso: quattro sì per i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento.

Venerdì 10 giugno, a partire dalle ore 17, i gruppi del Comitato Beni Comuni di Martano e della Brigata Democratica Grika chiuderanno la campagna referendaria con una carovana che partirà dallo stadio comunale di Maglie e arriverà prima in Piazza Aldo Moro, proseguendo poi per molti paesi della Grecìa Salentina: Sternatia, Zollino, Soleto, Martano, Calimera, Carpignano (Serrano), Castrignano de’ Greci e Corigliano d’Otranto.

L’idea della carovana nasce dalla necessità di coinvolgere tutti i cittadini su queste importanti tematiche per cui si voterà domenica e lunedì prossimo, ovvero di riuscire a trasmettere la voglia di andare “a votare prima di andare al mare”, come recita un manifesto del Comitato Beni Comuni di Martano.

Intanto i promotori della singolare iniziativa stanno preparando, oltre al consueto materiale informativo, tarallucci, vino e musica per dare il benvenuto a tutti i cittadini che incontreranno nelle piazze. Anche su Facebook molti sono i sostenitori del sì ai referendum che chiedono alla carovana di passare anche da altre piazze. Insomma, il virus della taranta referendaria inizia a coinvolgere molti cittadini.

Fabio Tarantino

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Ato Lecce/2, è polemica rovente tra Minervino, Uggiano e Giurdignano

Un caso balza agli onori delle cronache in questi giorni: la querelle tra i sindaci Caroppo, Piconese e Fanciullo, rispettivamente di Minervino, Uggiano e Giurdignano. Motivo, la questione ATO/LE2 sollevata dalla giunta uggianese, che ha deciso di rimettere nelle mani del giudice gli esosi compensi della gestione dei rifiuti del presidente Silvano Macculi, peraltro da alcuni considerata carente.

I sindaci di Minervino e Giurdignano, il 3 giugno, hanno infatti con missiva invitato i comuni consorziati ATO a risolvere i problemi all’interno di tale organismo per ottenere un miglioramento del servizio a favore delle comunità. Il sindaco Fanciullo, condividendo i malumori sui costi della raccolta e lavorazione dei rifiuti solidi urbani relativi al conguaglio 2009, al consuntivo 2010 e al preventivo 2011, ha scritto d’altronde anche al presidente dell’Ato Le 2- Macculi, appunto – chiedendogli la convocazione dell’assemblea per discutere la questione.

Caroppo, invece, tuona contro Piconese: “Che lui si auguri di essere seguito dagli altri sindaci sulla strada intrapresa mi sembra avventato. Sono infatti abituato a chiedere ai miei colleghi sindaci di condividere le mie decisioni solo dopo averne discusso di persona, non certo a mezzo stampa”. Per Caroppo, infatti, il ricorso all’avvocato intrapreso da Uggiano è uno schiaffo al dialogo tra istituzioni, e l’azione di Piconese, dice ancora Caroppo, avrà come unico esito quello di sottolineare la cattiva gestione dell’intera vicenda da parte della Regione Puglia: “Ecco perché questa battaglia, il sindaco Piconese, se la farà da solo”, conclude Caroppo. “Ribadisco infatti che per i piccoli comuni l’Ato è l’unica soluzione, e che questa storia ha avuto inizio nel 2007, alla prematura chiusura della discarica di Nardò”.

Ma la risposta di Piconese è subito pronta: “L’eccesso di zelo del Sindaco Caroppo è bizzarro, risponde al posto di altri invece di difendere gli interessi della propria cittadinanza dall’aumento del costo dei rifiuti. Caroppo è un personaggio spiritoso, difficilmente va preso sul serio. Farebbe meglio a occuparsi di più dei problemi di Minervino”. “Rimaniamo sconcertati dai toni utilizzati da Caroppo”, dicono anche dalla giunta Piconese. “Invece di entrare nel merito della problematica, egli si scaglia senza nessuna motivazione contro il nostro Sindaco, dando giudizi e valutazioni sull’operato di un’altra amministrazione comunale”.

A replicare al sindaco di Uggiano, visto il no comment di Caroppo, è l’assessore Giuseppe Foscarini: “Se il Sindaco di Uggiano la Chiesa pensa che il nostro Sindaco sia una persona poco seria, ci dovrebbe spiegare come mai lo ha seguito in più di una iniziativa e progetto. Credo che in questa vicenda, qualcuno abbia voluto fare il protagonista a tutti i costi. Leggendo le dichiarazioni del Sindaco Caroppo è chiaro che volevano essere solo un richiamo politico alle parti coinvolte nella vicenda affinché ognuna di esse si assuma le proprie responsabilità. Mi permetto di ricordare al sindaco Piconese che il Comune di Minervino, e in particolare il sindaco Caroppo, hanno dato sempre, sul tema dei rifiuti, prova di serietà e di grande senso di responsabilità, nell’interesse non solo dei cittadini del comune di Minervino, ma di tutti coloro che risiedono nei comuni interessati dall’ATO Le/2, fuori e soprattutto dentro l’assemblea. E poi a tutt’oggi tarda ad arrivare una smentita rispetto ai quesiti politici, posti dal sindaco Caroppo: al riguardo il sindaco Piconese dovrebbe rivolgersi all’avvocato Umberto Muci, suo vicesindaco che difende Minervino sostenendo le tesi del sindaco Caroppo”. Conclude quindi Foscarini: “Forse Piconese farebbe bene a riportare la discussione su binari politico-istituzionali, piuttosto che emettere giudizi che rischiano di rovinare non solo i rapporti istituzionali, ma addirittura i rapporti personali tra sindaci. E questo, sinceramente, i cittadini di Minervino e di Uggiano non se lo possono permettere”.

Jenny De Cicco

L’eccesso di zelo del Sindaco Caroppo è bizzarro, risponde al posto di altri invece di difendere gli interessi della propria cittadinanza dall’aumento del costo dei rifiuti. Caroppo è un personaggio spiritoso, difficilmente va preso sul serio. Farebbe meglio a occuparsi di più dei problemi di Minervino

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Poggiardo, al via l’era Colafati con il primo Consiglio e la presentazione della giunta.

Si è svolto presso il Teatro Illiria di Poggiardo il primo Consiglio comunale dell’amministrazione Colafati. Al primo punto dell’ordine del giorno l’elezione del presidente del Consiglio comunale, incarico affidato al consigliere Antonio De Santis. In seguito il nuovo sindaco di Poggiardo ha presentato ufficialmente i componenti della giunta: il vicesindaco Giacomo Rocco Carluccio, il primo cittadino di Vaste dopo ventuno anni, a ricoprire questa carica, con delega a ­­­­­­­­­­­­BILANCIO, TRIBUTI, ATTIVITÀ PRODUTTIVE; Oronzo Amedeo Secondo Borgia, preposto ai settori CULTURA, BENI CULTURALI, TURISMO, SPORT, SANITÀ E IGIENE, VOLONTARIATO E ASSOCIAZIONISMO; Alessandro De Santis, delega ad AMBIENTE, PROTEZIONE CIVILE, COMMERCIO, MERCATI, CONTENZIOSO; Giuseppe Giovanni Orsi per ciò che concerne gli affari di PERSONALE, PUBBLICA ISTRUZIONE, POLITICHE GIOVANILI. Contestualmente Colafati ha delegato i servizi di ARREDO URBANO E VIABILITÀ al consigliere Cirino Maggio e il settore POLITICHE SOCIALI E PARI OPPORTUNITÀ al consigliere Tiziana Micello. La pubblica adunanza è proseguita con la nomina della commissione elettorale e della commissione consiliare permanente; in quest’ultima fase non sono mancate pacate schermaglie tra maggioranza e opposizione per l’effettivo numero dei consiglieri da destinare, in numero proporzionale tra forze di maggioranza e minoranza, alla suddetta commissione. Infine, responsabilizzazione della classe amministrativa, valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico di Vaste e Poggiardo, difesa dell’ospedale, definito dallo stesso Colafati “ponte tra sistema sanitario e collettività”, centralità delle politiche giovanili con la creazione di uno sportello “Informagiovani” e salvaguardia dell’ambiente con il monitoraggio costante dell’impianto di biostabilizzazione e della discarica: queste le principali linee programmatiche enunciate, nell’ultimo punto, dal primo cittadino poggiardese.

Antonio Palma

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Palmariggi, il Comune recupera Palazzo Modoni. E un pezzo di storia

Una giornata volta al ricordo e al recupero. L’amministrazione comunale di Palmariggi ha organizzato per il 2 giugno, festa della Repubblica Italiana, una manifestazione speciale in cui, oltre agli incontri e ai dibattiti, è stato restituito al pubblico un importante immobile: si tratta di Palazzo Modoni, uno stabile risalente al 1811 e di proprietà dell’omonima famiglia, che poi lo donò alla fondazione da essa creata. Ma ora, grazie a una convenzione con il Comune, Palazzo Modoni è in comodato d’uso al’amministrazione comunale, che lo utilizzerà presumibilmente per scopi di carattere sociale e culturale dopo averlo restaurato. In questo modo Palazzo Modoni, si inserisce in un lavoro di recupero e valorizzazione del territorio che l’amministrazione comunale sta attuando in un’ottica di restituzione del paese agli antichi splendori. Come la mostra dal titolo “Palmariggi 1861-2011: frammenti di storia”, realizzata in collaborazione con la Pro Loco Montevergine, inaugurata ieri alle 19.30. A seguire l’incontro-dibattito dal titolo “1964-2011: Palmariggi si racconta”, presenti i sindaci degli ultimi cinquant’anni, dall’attuale primo cittadino Anna Elisa Stifani, fino, a ritroso, a Luigi Mangione, Sergio Piccinno, Giovanni Nuzzo, Antonio Baldassarre e Giuseppe Marotta. Un lungo excursus attraverso la storia della cittadina.

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Pali nel bel mezzo della strada, la provinciale 358 pericolosa per chi transita

Le foto che vedete qui pubblicate riguardano tre pali dell’Enel in cemento che si trovano nel bel mezzo di Via Pietre: la segnalazione è giunta a Otrantooggi.it da parte di un cittadino. La storia inizia quattro mesi fa, dopo la conclusione dei lavori di allargamento della strada provinciale 358 che collega Uggiano la Chiesa e Minervino: così i tre pali, prima a margine della via, ora si ritrovano a centro strada, come il giovedì.

La 358 è ampiamente battuta dalle auto e da mezzi agricoli ed è a doppio senso di marcia, dunque la presenza in piena carreggiata di questi ostacoli rende pericoloso il percorso; pericolosità accentuata dalla presenza di roccia sporgente a basamento degli stessi. L’assessore uggianese Vincenzo Sisinni, interpellato, illustra l’impegno profuso dal sindaco per l’eliminazione dei pericolosi pali: “Salvatore Piconese ha chiamato l’ufficio tecnico della Provincia di Lecce e l’Enel, che non hanno saputo dare risposta sulla data dell’eliminazione dei pali, ribadendo la chiusura al traffico della via. Purtroppo la strada è ancora aperta, anche perché vi si affacciano abitazioni da cui in qualche modo si deve poter uscire. il problema è la circolazione di coloro di chi di là ci passa e basta: manca la segnaletica del caso”.

Jenny De Cicco


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