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Santa Cesarea, niente variante al Piano particolareggiato: minoranza fuori dall’aula, seduta sospesa

Tensione alle stelle nel piccolo comune di Santa Cesarea Terme, dove il Consiglio comunale, tenutosi ieri in seconda convocazione e che prevedeva la discussione di una variante al piano particolareggiato, si è concluso con l’abbandono della sala consiliare da parte delle due opposizioni, e con la conseguente sospensione della seduta da parte del sindaco.

Consiglio comunale non delle grandi occasioni, considerate le numerose assenze, soprattutto nella maggioranza. Ben cinque i consiglieri che non hanno preso parte alla seduta, tra cui il vice-sindaco Sergio Bono; eppure le premesse sembravano essere quelle giuste. La proposta del capogruppo di minoranza, Walter Nutricato, di istituire una commissione per modificare alcuni punti del regolamento del Consiglio era stata accolta all’unanimità. La mozione, firmata da entrambe le opposizioni, prevedeva infatti uno spazio istituzionale destinato alle stesse, più un altro locale per possibili incontri pubblici, oltre all’aggiornamento costante del sito del Comune fermo da qualche periodo.

La seconda proposta di deliberazione prevedeva invece una controdeduzione e approvazione definitiva della variante al piano particolareggiato del comparto 9S, lotto 32, già approvata dal Consiglio comunale il 4 novembre scorso, con delibera n. 63. Ma nemmeno il tempo di esporre il secondo punto all’ordine del giorno che già qualche malumore si registrava tra i banchi dell’opposizione. E il consigliere di centrosinistra Rocco Bleve, dopo aver chiesto la parola, sottolineava: “Dopo l’approvazione in Consiglio della variante al piano particolareggiato è uscito su “Quotidiano di Puglia” un articolo che adombrava l’interesse di alcuni imprenditori a controllare le mosse di consiglieri e assessori. Dopo aver chiesto al sindaco di salvaguardare l’istituzione Consiglio comunale, ma senza risultato, e siccome non ho né il piacere, né l’obbligo di compiacere alcuno”, ha concluso Bleve, “abbandono la seduta”. Lo hanno seguito gli altri due consiglieri di minoranza e l’indipendente di “Orizzonti condivisi” Stefano Bono: identico il motivo.

Cristian Rizzo

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Un'”Alleanza per Otranto”, un candidato sindaco in anticipo: Tommaso De Benedetto

Il gruppo consiliare di opposizione “Alleanza per Otranto” intende andare in controtendenza e presentare con un anno di anticipo il candidato sindaco.

E Tommaso De Benedetto è uno dei componenti della lista indicati come papabili. L’idea di avere un candidato con largo anticipo, accolta da tutti favorevolmente, è proprio di De Benedetto. Che nutre perplessità sull’azione amministrativa della compagine guidata da Luciano Cariddi circa il Piano Urbanistico Generale e il progetto per il porto turistico. Questo, di fatto, è l’inizio della lunga campagna elettorale per le amministrative del 2012.

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Politiche energetiche, nuovo delegato dell’Anci Puglia è il sindaco di Minervino Ettore Caroppo

Il Presidente dell’ANCI Puglia, Luigi Perrone, ha formalizzato la nomina a delegato alle Politiche energetiche del sindaco di Minervino di Lecce, Ettore Caroppo. Un riconoscimento importante ottenuto grazie all’impegno e alla qualità del lavoro svolto in questi anni dall’Amministrazione Comunale del piccolo comune salentino guidata dal Ettore Caroppo in materia energetica. Le numerose attività di sensibilizzazione all’uso corretto dell’energia e delle fonti rinnovabili hanno fatto del Comune di Minervino un chiaro esempio di competenza e capacità di perseguire le strategie di risparmio energetico che ancora pochi enti locali si impegnano a mettere in campo.

Un’attività cominciata nell’estate del 2004, quando l’Amministrazione Comunale di Minervino decise di rendere obbligatoria la predisposizione degli impianti per l’installazione del solare termico nel territorio di competenza, decisione che a quei tempi, meno di sette anni fa, venne criticata, osteggiata e addirittura definita “una scelta da dittatore”; una scelta oggi avallata e resa obbligatoria dalle normative vigenti che impongono, a certe condizioni l’installazione del pannello solare. Per questo, a sette anni da quella scelta, al sindaco Ettore Caroppo e all’Amministrazione comunale da lui guidata viene riconosciuto un ruolo e una competenza sfociata in questa importante e significativa delega dell’ANCI Puglia; un’attestazione che trova riscontro anche nella lettera che il sindaco Caroppo, con il sostegno di altri primi cittadini del Salento, ha inviato al Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, per chiedere alla Provincia di salvare dalla liquidazione definitiva l’Agenzia dell’Energia, ritenendolo strumento fondamentale per il coordinamento e il supporto ai comuni in materia energetica.

“Ringrazio il Presidente Perrone per la fiducia che mi ha accordato. E’ un incarico difficile, che cercherò però di assolvere in maniera seria ed attenta”, dice in proposito il sindaco Caroppo. “Il compito assegnatomi è quello di rappresentare le istanze che vengono dai sindaci di Puglia in una materia relativamente nuova e che visto molti colleghi spesso accusati ingiustamente per aver fatto semplicemente il proprio dovere: quello appunto di fare scelte su una questione su cui decidere significa essere comunque esposti a critiche, qualunque decisione si prenda. Sottoporrò dunque all’attenzione e alla valutazione del Presidente Perrone e dell’intero Consiglio Direttivo alcune proposte che a mio modesto parere l’ANCI Puglia può pretendere dagli enti locali. Prima tra tutte, la richiesta alle Province di realizzare strutture di supporto in materia energetica, quali ad esempio le Agenzie dell’Energia – che in altre regioni e province hanno saputo dare notevoli vantaggi alle Amministrazioni Comunali – e alla Regione di valutare sin da subito la possibilità di prevedere bandi ad hoc per tutte quelle Amministrazioni che, quale obiettivo principale, abbiano quello di abbattere i loro consumi energetici, e di conseguenza le loro emissioni, in maniera programmata. Obiettivi che, ovviamente, gli enti territoriali non potranno mai raggiungere se non dopo aver ricevuto congrui finanziamenti”.

Per raggiungere gli obiettivi di neutralizzare le emissioni, conclude il sindaco Caroppo, “non bastano infatti semplici slogan con cui si chiede di aderire a quel Patto piuttosto che a un altro: bisogna essere coerenti, cioè fornire gli strumenti più appropriati ai sindaci che stanno prendendo impegni solenni e cogenti di fronte alla Comunità Europea. Così il mio compito sarà proprio questo: garantire, come ANCI, mezzi e strumenti per consentire ai sindaci di riempire di contenuti questi impegni”.

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Otranto, sindaco in cattedra sui temi caldi della città

Sette giorni dopo la data fissata, ma alla fine l’ennesimo confronto con il sindaco Luciano Cariddi sui temi caldi della qualità della vita a Otranto è andato in scena. Il 20 aprile scorso, nel centro don Tonino Bello: all’ordine del giorno, viabilità cittadina; problematiche varie legate alla imminente apertura della stagione turistica; e novità normative relative all’attivazione dello Sportello unico per le attività produttive.

Tre temi per così dire pesanti. Su cui il primo cittadino ha fatto il punto su diverse criticità e cercato soluzioni. A introdurre l’incontro, Paola Manca, responsabile dell’ufficio Attività economiche e produttive, che ha illustrato le disposizioni istitutive del Suap, gestito tramite web, contenute nel DPR 160/2010: “Il Suap – ha detto – ha competenze su tutti gli aspetti legati alle attività produttive del territorio comunale. Il responsabile dello sportello è l’unico interlocutore delle imprese”.

Sul sito del comune sono disponibili i banner relativi al “Suap progetto PIDSS” e “Comunica starweb”, con le informazioni sulle nuove disposizioni.

Il sindaco Cariddi ha parlato del federalismo municipale, esponendo le proprie perplessità sul decreto legislativo. Affrontato anche il tema dei rifiuti solidi urbani e le difficoltà della gestione legato all’ingresso dell’Ato: previsto un aumento della Tarsu entro l’anno, bisognerà capire se sarà possibile evitarlo. Come? Una soluzione potrebbe arrivare dall’istituzione (facoltativa) della famigerata tassa di soggiorno per i turisti, fino a ora prevista solo per i Comuni capoluoghi di provincia.

Sulla viabilità il primo cittadino si è così espresso: “Nelle prossime settimane dovremo rivedere un po’ i flussi di traffico della città. Apriremo il nuovo tratto di via Catona mentre vorrei ragionare ancora con i cittadini sul senso di marcia da attribuirle. Partiremo con una fase sperimentale. I prossimi lavori di consolidamento del costone della Madonna dell’Altomare ci porteranno a chiudere un tratto della strada sovrastante “.

Il sindaco ha quindi parlato del lungomare Kennedy, sul quale non sarà più possibile parcheggiare dal lato mare, in seguito ai lavori di riqualificazione urbana.

Dal canto suo, Vito Alberto Spedicato, comandante della Polizia municipale, intervenendo sui problemi legati al traffico in città ha messo l’accento sulla “necessità di invogliare i visitatori a utilizzare i parcheggi esterni esistenti, o comunque, a parcheggiare nelle zone più periferiche”.

Jenny De Cicco


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Martano, opposizioni all’attacco: “Illegittima la revoca del Peep: ecco perché”

Continua la battaglia delle opposizioni al Comune di Martano rispetto alla scelta della maggioranza di centrodestra di revocare il vincolo di edilizia economica e popolare riguardante il comparto tre del Piano regolatore generale.

I consiglieri di minoranza Antonio Bovino, Marco Casteluzzo, Luigi Calò, Ingrid De Nicola e Cesare Caracuta hanno presentato le loro osservazioni in merito alla deliberazione n. 4 del Consiglio comunale del 24 marzo scorso con la quale la maggioranza ha disposto la variante al Piano regolatore generale vigente (Prg) e la revoca del comparto n.3 del Piano per l’edilizia economica e popolare. Osservazioni note all’aula, giudizio immutato: “Quella delibera è illegittima in quanto frutto di grave e reiterata violazione dell’obbligo di astensione del Sindaco sancito dall’art.78 del decreto legislativo 267 del 2000”.

Secondo la denuncia delle opposizioni, il Consiglio comunale si è espresso sulla base di precedenti atti deliberativi alla cui approvazione “partecipò, o diede impulso al voto favorevole”, il sindaco Massimo Coricciati, “direttamente interessato nella vicenda in quanto proprietario – con altri componenti della famiglia – della maggior parte delle aree ricadenti nel comparto revocato”.

I consiglieri comunali hanno ricostruito l’intera querelle, prendendo le mosse da una lettera del 5 febbraio del 2010 (prot. n.1792) – quindi precedente alla sua candidatura – con la quale Coricciati chiedeva al Commissario prefettizio la modifica del comparto 3 del Peep e lo svincolo dei suoi terreni.

Ricostruiti passo a passo tutti gli atti approvati dall’attuale amministrazione, “molto spesso alla presenza del Sindaco”, i cinque consiglieri hanno documentato come Coricciati avrebbe continuato a perseguire il suo obiettivo di giungere alla revoca del Peep anche dopo il suo insediamento a Palazzo di Città. Nelle loro osservazioni, i consiglieri di minoranza mettono l’accento su diverse presunte violazioni: Legge 167/1962 art.3 comma 1; Legge 965/1971 art.29; art.2 Legge n.10/1977. Oltre all’art. 15 delle Norme tecniche di attuazione del Prg.

Ma non finisce qui. La citata deliberazione consiliare, con la soppressione del comparto Peep n. 3, ha infatti – secondo la minoranza – “operato una considerevole e indebita riduzione della percentuale di fabbisogno programmato in sede di redazione e approvazione del Peep (avvenuta con atto consiliare n. 36 del 29 novembre 2006), scendendo al di sotto della percentuale minima del 40 per cento stabilita dalla legge”.

E la lista delle contestazioni si allunga. “Violati gli articoli 16 e 20 della legge regionale n. 56/80”; mentre la deliberazione consiliare n. 4 del 24 marzo scorso è ritenuta illegittima “in quanto la stessa – nonostante la dicitura ‘adozione variante al Prg e revoca comparto n. 3 del Peep’- ritiene applicabile a detta variante solo la disciplina della legge regionale n.13/01, senza considerare che la revoca del Peep adottata dal Consiglio comunale (e la trasformazione delle loro aree in C1 – Zone residenziali di espansione) costituisce variante al vigente Piano regolatore generale del Comune, con la conseguente applicazione delle relative procedure previste dalla Legge regionale 56 /1980, ivi compreso l’inoltro alla Regione Puglia per la dovuta approvazione”.

Insomma, per i consiglieri Bovino, Casteluzzo, Calò, De Nicola e Caracuta i conti non tornano. Ma la storia è tutt’altro che chiusa. Mentre la maggioranza tace e il sindaco glissa sull’argomento, la città attende di conoscere come andrà a finire. Nuovi sviluppi potrebbero esserci nel prossimo Consiglio comunale, chiamato a discutere, punto su punto, proprio le osservazioni sopraelencate.

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Guerra di manifesti sui bandi per i locali al porto, a Otranto scoppia la campagna elettorale

Si è scatenata una guerra di manifesti ad Otranto, e tutto per via del bando comunale che assegnava i locali del porto. Il bando (avviso pubblico per concessione in uso di quattro locali comunali siti in Via del Porto – Zona ex Fabbriche) prevedeva un punteggio più alto per i progetti che prevedessero la presenza, tra i partecipanti al bando, di soggetti disabili; l’offerta economica, dunque, passava in secondo piano, non essendo la motivazione prioritaria per l’assegnazione dei locali.

La “guerra dei manifesti” si è quindi scatenata nel momento conclusivo della gara, quando il locale più ambito, quello destinato al servizio bar, è stato assegnato a una compagine di cui facevano parte il figlio di un dirigente comunale e la sorella di un assessore. E i malumori e le lamentele, verificatesi anche in sede di aggiudicazione del bando, hanno portato la minoranza del Pdl a esordire con un manifesto in cui si fa riferimento ai fatti in questione e si richiamano, in particolare, le suddette parentele. Con l’obiettivo puntato soprattutto su di una famiglia cui appartiene uno degli assegnatari: caso in cui il Pdl lamenta che ci si trovi in presenza di un partecipante al bando nipote di un ex sindaco, nonché anche ex assessore (per un certo periodo) anche dell’attuale amministrazione.

I locali nell’area portuale di Otranto furono costruiti tramite un progetto Ipa Interreg dedicato alla Port Security. La logica che ha guidato l’intervento è quella di garantire agli utenti un servizio in loco, che eviti loro di girare per vari luoghi della città al fine di espletare le operazioni d’imbarco. In pratica in quell’area il passeggero arriva, fa il suo biglietto, si interfaccia se necessario con l’agente marittimo, usufruisce di un piccolo posto di polizia e di autorità sanitaria, acquista beni o servizi, e solo dopo si reca presso la dogana per partire o imbarcare le sue merci. Questa previsione di destinazione fu in seguito disattesa, e a questo è legata anche una piccola curiosità: una parte dei fondi fu usata, pare, per finanziare lo spettacolo “Ottocento”.

L’interrogativo lanciato dalla minoranza consiliare, dunque, è quanto mai eloquente: “Sarà un caso?” Ma il Pd, chiamato direttamente in causa in quanto il politico in questione è iscritto nelle liste del Pd cittadino, risponde che è tutto regolare, e che, anzi, il politico in questione non ricopre più alcun incarico; dunque il dirigente che ha proceduto all’assegnazione ha svolto tutta la procedura secondo le regole, taglia corto il Pd, che invita il Pdl a denunciare eventuali irregolarità alla magistratura.

Insomma, una piccola guerra sulla giustizia ce l’ha, nel suo piccolo, anche Otranto: da una parte il Pdl che lamenta favoritismi e lancia il sospetto su eventuali irregolarità, dall’altra il Pd che spiega come tali questioni si affrontino in Procura, senza “sottrarsi ai processi come fa Berlusconi”. Il sindaco Luciano Cariddi, tra l’altro, ha confermato la sua fiducia al dirigente finito nell’occhio del ciclone, condannando duramente l’attacco al suo ex assessore tecnico che non ricopre più alcun incarico e ribadendo come nei casi di parentele eclatanti partecipare o meno a un bando sia una fatto rimesso alla sensibilità personale dei partecipanti. Tuttavia la vera questione in argomento, in questo caso, è quella su come contemperare le diverse esigenze in ballo in una città così piccola, come numero di abitanti – dove quindi tutti sono imparentati con tutti – e così coinvolta da interessi spesso enormi.

Parenti, cugini, amici: sono innumerevoli i casi del genere che, nel corso degli anni, hanno investito le varie amministrazioni comunali succedutisi alla guida del comune otrantino. E ogni volta la stessa questione: dove finisce la libertà del singolo di partecipare ai bandi pubblici, anche in presenza di parentele eccellenti, e dove comincia quella generale di garantire a tutti pari opportunità di farlo? Nel caso di specie, ovviamente, i presunti vantaggi di chi si è aggiudicato i bandi sono tutte da dimostrare, ma in passato diverse situazioni del genere hanno fatto discutere molto. E poi, ultima notazione sul caso, un fatto è certo: il manifesto del Pdl apre in realtà una lunghissima campagna elettorale che porterà al rinnovo dell’amministrazione comunale il prossimo anno.

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Inaugurato a Maglie il nuovo campo coperto del Circolo Tennis

Il Circolo Tennis di Maglie avrà un nuovo campo. Si tratta di struttura sportiva al coperto realizzata grazie a un contributo economico di Provincia di Lecce e Comune di Maglie. L’intervento è costato circa 180mila euro, di cui 79mila a carico dell’ente di Palazzo dei Celestini: l’esistente campo di calcetto in erbetta è stato trasformato così in un moderno e funzionale campo da tennis, con una copertura tensostatica. Alla cerimonia sono stati invitati il presidente della Provincia; Antonio Gabellone; gli assessori Massimo Como ed Ernesto Toma; il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto e il presidente del Circolo Tennis, Carlo De Iaco.

“L’inaugurazione della struttura coperta nel Circolo Tennis di Maglie – ha commentato l’assessore Como – è un ulteriore passo verso la realizzazione del piano provinciale per l’impiantistica sportiva, che ci ha consentito di portare a termine una serie di interventi per dotare il territorio di strutture sportive moderne ed efficienti. Sono certo che il nostro sforzo troverà il massimo riscontro tra le comunità interessate”. Particolare interesse e soddisfazione anche dall’assessore Toma, originario di Maglie: “Maglie si è affacciata da anni, con un costante e produttivo lavoro anche dei soggetti privati e degli appassionati, al palcoscenico nazionale e internazionale del grande tennis – ha detto – In questo senso l’ampliamento dell’offerta di campi e di strutture qualificate, per diffondere questa disciplina sportiva così in ascesa, non potrà far altro che portare rinnovato sviluppo alla città e al Salento, e una nuova e ancora più ampia risonanza sportiva al Circolo Tennis magliese e ai suoi riconosciuti eventi nazionali e internazionali. Per me in particolare, poi, questa inaugurazione ha una valenza personale, perché – ha concluso Toma- già dai precedenti ruoli di opposizione in Provincia, prima di arrivare al governo provinciale con Antonio Gabellone, ho inseguito questo traguardo e il cofinanziamento di una struttura che sarà punto di eccellenza per l’intero Salento sportivo”.

Angela Leucci

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Cannole, due liste civiche in campo per conquistare il governo del paese

Due liste per il futuro governo del comune di Cannole. Nella città delle lumache, celebre per la preziosa “municeddra”, si fronteggiano infatti due schieramenti, entrambi civici: uno denominato “Partecipazione e progresso per Cannole”, guidato dal sindaco uscente Adriana Petrachi; l’altro “Cannole verso un futuro di libertà e progresso”, capitanato dallo sfidante Lucio Caggiano.

La civica di Caggiano mette assieme quella che è stata l’opposizione alla giunta di Petrachi, espressione del Pdl, con varie componenti tra cui esponenti di Rifondazione Comunista ed ex An. “Il nostro primo obiettivo è quello di bocciare il Pug e riformularlo totalmente secondo le esigenze dei cittadini”, spiega il candidato sindaco Lucio Caggiano. “Un Pug che ci appare confuso, che non garantisce sviluppo e non va incontro alle aspettative dei cittadini. Basti pensare che la percentuale di edificabilità passa dal 3% alla metà, cioè 1,5%.

Lista civica “CANNOLE verso un futuro di libertà e progresso”
1 – Candidato sindaco Lucio Caggiano
2 Antonio Costantini
3 Giorgio Mario Stefano Serrone
4 Fabio Stomaci
5 Giuseppe Nuzzo
6 Fernando De Lumè
7 Antonio Vero
8 Dario Sergio
9 Alessandra Sanapo
10 Adamo De Giuseppe
Lista Civica “Partecipazione e progresso per Cannole”
1 – Candidato sindaco Adriana Benedetta Petrachi
2 Antonio Brunetta
3 Fabrizio Cananiello
4 Donato Frisulli
5 Leonardo Giannuzzi
6 Anna Rita Guglielmo
7 Laura Papadia
8 Maria Santa Papadia
9 Leandro Rubichi
10 Mauro Stomaci

Così diminuiscono le possibilità di realizzare abitazioni”. Oltre a questo, dice ancora Caggiano, l’impegno sarà profuso in favore “dei giovani, dell’ambiente, del territorio, per realizzare nuove opere pubbliche utilizzando i fondi europei”.

La civica “Partecipazione e progresso per Cannole” mette assieme invece quella che è stata la maggioranza in Consiglio comunale e varie espressioni della società civile, tra cui molti giovani che si affacciano per la prima volta alla politica. “La nostra amministrazione ha consegnato un costante avanzo di bilancio”, dice infatti Adriana Petrachi, “frutto di scelte oculate ma anche di sacrifici, come quello di rinunciare alla indennità spettante al sindaco. Noi proponiamo la continuità, abbiamo messo in programma opere da terminare questa seconda fase. Abbiamo avviato percorsi importanti e, con l’aiuto dei tanti giovani che portano idee innovative, pensiamo a percorsi nuovi. Ad esempio, pensiamo di utilizzare l’opportunità del riconoscimento di Cannole tra i Borghi Autentici d’Italia per avviare un “rinascimento urbano”. Abbiamo un accordo con Bnl per mutui agevolati in favore delle ristrutturazioni nel centro storico. Inoltre”, conclude Petrachi, “pensiamo di attrarre nuovi investimenti abbassando l’Ici per le aziende al 4 per mille”. Una sfida sul futuro di Cannole, dunque, che va dal piano urbanistico alle politiche di attrazione di investimenti alle opere pubbliche.

Elio Paiano

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Il Comune di Otranto aderisce al “Gruppo di Azione Costiera Adriatico-salentino”

Il Comune di Otranto aderisce al Comitato promotore del partenariato pubblico-privato denominato “Gruppo di Azione Costiera Adriatico-salentino” con la Provincia di Lecce, Comune di Castro, Comune di Diso, Comune di Melendugno, Comune di Santa Cesarea Terme, Comune di Vernole, AGCI AGRITAL, FEDERCOOPESCA, FEDERPESCA, LEGAPESCA e UNCIPESCA.
E’ un’iniziativa questa per consentire di attuare strategie di sviluppo per il territorio del tratto costiero in questione, sfruttando le risorse del Fondo Europeo per la Pesca (FEP), cercando di sostenere l’occupazione, favorire la qualità dell’ambiente, stimolare la cooperazione fra gli operatori per garantire condizioni economiche e sociali migliori per il settore della pesca.
Essendo stato pubblicato il Bando regionale, occorre ora avviare una fase di concertazione con tutti gli operatori interessati, in modo da costituire il partenariato pubblico e privato del Gac e definire la strategia di sviluppo locale per partecipare alla Misura 4.1 “Sviluppo sostenibile delle zone di pesca”.
E’ stato previsto un calendario di incontri che consentirà in ogni Comune di coinvolgere gli operatori del settore. Ad Otranto l’appuntamento è previsto per il 18 aprile p.v., alle ore 18.00, presso l’Aula Consiliare.
“Invito vivamente gli operatori del settore a partecipare”, dice il Sindaco Luciano Cariddi, “per fornire suggerimenti utili alla costituzione di una strategia di sviluppo locale e aderire al Gac perché insieme si può avere più forza nel far valere le proprie proposte”.

Per ulteriori informazioni consultare il seguente link: http://www.comune.otranto.le.it/notizie/dettagli.php?id_elemento=1352

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Agricoltura tra lebbra degli ulivi e rilancio. Da Cannole nuove prospettive

La lebbra degli ulivi al centro di un incontro che si è tenuto a Cannole presso la biblioteca comunale. Il convegno dal titolo “Prospettive di sviluppo in agricoltura in Puglia”, che si è tenuto ieri, è stato organizzato dall’amministrazione comunale, per porre l’accento su uno dei problemi più importanti che riguardano l’olivicoltura sul nostro territorio: la lebbra rappresenta una vera e propria emergenza perché rischia di smantellare l’intero patrimonio olivicolo se non viene tenuta sotto controllo. Inoltre, rovina qualunque qualità di olio, dall’extravergine al lampante. Per spiegare come arginare il fenomeno parassitario delle piante, è intervenuto un tecnico del Codile, Giovanni Parise, che ha descritto in dettaglio cosa sia la lebbra dell’ulivo e quali possano essere le misure da adottare per salvaguardare le piante colpite, come le frequenti potature e il trattamento attraverso prodotti fitosanitari. Il tecnico ha aggiunto che bisogna diffidare di quei prodotti che non sono stati omologati. Nel corso dell’incontro, è emersa la necessità di uno sportello informativo sull’agricoltura che venga incontro ai contadini: a Cannole il terreno destinato all’agricoltura è molto esteso, ma coinvolge soprattutto lavoratori un po’ avanti con gli anni che non sempre hanno mezzi e giuste informazioni per lavorare in maniera adeguata e al meglio, per cui venire incontro agli agricoltori appare fondamentale. Lo sportello potrebbe avvalersi di una convenzione con lo stesso Codile, che dovrebbe essere siglata a breve. Presenti anche il sindaco Adriana Petrachi, il vicesindaco Fabrizio Cananiello e l’assessore regionale Dario Stefano. Quest’ultimo sta vagliando le soluzioni per dare nuovo impulso al movimento cooperativistico: a questo dovrebbe essere adattato un abito giuridico, che si sta provvedendo a cercare. Il fine ultimo è creare per le olive e l’olio una filiera che attesti infine il prodotto di qualità, come è già avvenuto per la viticoltura e il vino.

Angela Leucci

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Otranto-Giurdignano, il futuro passa dal piano urbanistico intercomunale

Nei giorni 7, 8 e 9 aprile si sono svolti, nell’ambito della procedura di redazione del nuovo Piano urbanistico generale intercomunale (Pugi) di Otranto e Giurdignano, gli incontri dei tavoli tematici aperti ai cittadini e ai soggetti titolari di interessi, chiamati a esprimersi circa i bisogni delle città e le aspettative legate allo sviluppo dei territori.

Nello specifico, gli incontri tematici hanno riguardato ambiente, infrastrutture, turismo e attività produttive, agricoltura e mondo rurale, politiche sociali e il fabbisogno di prima casa, tema, quest’ultimo, molto sentito dalla comunità idruntina. Le schede degli argomenti trattati sono consultabili sul sito internet http://www.comune.otranto.le.it/notizie/dettagli.php?id_elemento=1346

Una novità l’apertura web dei tavoli tematici, ai quali i cittadini potranno partecipare in ogni momento, prendendo così parte alla procedura della redazione del Piano. Gli interessati potranno inviare le proprie osservazioni all’indirizzo di posta elettronica [email protected], o tramite il profilo facebook “Pugotrantogiurdignano Intercomunale”.

Altri modi di interagire saranno comunicati in seguito, essendo ancora in via di definizione. Dal Pug dipende il presente ma soprattutto il futuro dell’area: normale voler seguire da vicino i percorsi progettuali; normale che i cittadini vogliano, per così dire, “metterci il naso”. Anche perché molte sono state le lamentele sollevate dagli abitanti, soprattutto di Otranto, per i tempi di realizzazione dello strumento urbanistico, campo di battaglia su cui tante parole si sono spese nell’ultima campagna elettorale.

Dalle parole ai fatti. I Comuni di Otranto e Giurdignano subito in campo; e l’8 febbraio 2010 l’annuncio nel corso di un’assemblea pubblica andata in scena in “casa” del sindaco Cariddi, nell’auditorium Porta d’Oriente. Per la prima volta, ecco farsi strada l’ipotesi ufficiale di redigere il piano urbanistico insieme; sodalizio poi verificatosi. E oggi quell’impegno è il primo esempio di Pug intercomunale in Puglia.

Nei recenti incontri sono emerse alcune criticità, in particolare come gli abitanti di Otranto e Giurdignano si sentano scarsamente informati su obiettivi e utilità dello strumento urbanistico. Non solo: il consigliere di opposizione al Comune di Otranto, Pierpaolo Tondo, in un suo intervento ha ricordato l’esclusione del comune amministrato da Salvatore Piconese, Uggiano la Chiesa, con tutti i problemi che tale scelta determina.

Da sottolineare anche le proposte avanzate da Giorgio Miggiano, presidente di Legambiente e CEA Otranto, il quale ha parlato della necessità di non cementificare in maniera massiva un territorio che, per la sua peculiarità legata alla scarsa densità di popolazione, “non ha bisogno di erigere nuovi edifici”. Da qui l’appello a seguire il buonsenso e la sostenibilità non solo ecologica ma anche economica. Tema, questo, portato alla ribalta a Giurdignano anche da Elio Paiano, in occasione del primo dei tre incontri di presentazione del Pugi.

Jenny De Cicco

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Cannole al voto, due liste civiche a contendersi l’amministrazione del paese

A Cannole si scaldano i motori in vista della prossima tornata elettorale in cui si sceglierà la nuova amministrazione comunale. In lizza ci saranno due liste civiche, quella dell’uscente Adriana Petrachi e una civica guidata da Lucio Caggiano. Le due civiche sono composte in prevalenza dalla società civile, anche se quella guidata da Adriana Petrachi è legata al centrosinistra, mentre quella di Lucio Caggiano è più spostata verso il centrodestra. La lista dello sfidante Caggiano, dottore commercialista iscritto al Pdl, nasce principalmente dal gruppo di opposizione: “In questi anni abbiamo fatto una opposizione costruttiva”, dice infatti Caggiano, “e ora proporremo una alternativa che unisce esponenti politici di spicco del territorio ed elementi della società civile”. All’interno della lista sono ancora da definire tutte le candidature, ma, assicurano i bene informati, mancano solo due nomi e ci saranno anche le componenti ex Alleanza Nazionale. Per l’amministrazione uscente conferma per Adriana Petrachi, attuale sindaco, e – tra le candidature certe – si contano l’attuale vicesindaco (esponente del Pd) Fabrizio Cananiello e l’assessore ai Servizi sociali Maria Santa Papadia. “Siamo soddisfatti dei risultati sin qui conseguiti”, dice Adriana Petrachi, “e ora intendiamo proporre un rinnovamento della compagine, inserendo soprattutto giovani al fine di dare un nuovo impulso all’attività amministrativa che contiamo di proseguire con l’appoggio dei cittadini di Cannole”.

Elio Paiano

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