Un fine settimana di altri tempi, quello che si tiene a Otranto il 18 e il 19 giugno con le “Giornate medievali”. Cornice della manifestazione il fossato del castello aragonese, che darà il la a un viaggio suggestivo attraverso i costumi, i suoni e i sapori del Medioevo, epoca storica nota ai più per gli eventi cruenti e per la barbarie, ma anche per il forte alone di mistero e di superstizione poi rivalutato dal movimento romantico. Tra un sottofondo musicale gotico e un racconto di un cantastorie, si susseguiranno dimostrazioni di tiro all’arco, combattimenti in arme singoli e di mischia e tanti altri giochi che coinvolgeranno anche il pubblico. Ci saranno i giochi a squadre, come la pallacorda e il tiro alla fune, a segnare l’inizio della due-giorni, il 18 alle 17, cui seguirà uno spettacolo del “Gruppo di sbandieratori e musici Rione Lama” di Oria. Alle 20.30, dopo la simulazione di un processo di un condannato alla gogna, sarà di scena lo spettacolo “Festa al borgo”, per poi lasciare spazio alla solennità con la sfilata “Corteo storico”, che partirà dalle torri per giungere al castello, dove si terrà la cerimonia di “Investitura del cavaliere”, intorno alle 22.30. Si continuerà poi con spettacoli di combattimenti e battaglie e con danze in costume con sottofondo di musiche medievali: nella scenografia che ricrea la suggestione di quei tempi ci saranno anche gli accampamenti di Bizantini, Saraceni, Normanni e Svevi, dove si troveranno manufatti dell’antico artigianato locale. Ampio spazio anche alla cultura culinaria. Durante la manifestazione sarà possibile, infatti, degustare anche i prodotti tipici della cucina dell’epoca.
Tassa di soggiorno, si leva il coro di no degli albergatori, che si sono espressi all’interno della riunione tenutasi in questi giorni nella sala Art’Etica del centro “Don Tonino Bello”. L’aria è diventata rovente già quando il sindaco Luciano Cariddi ha introdotto l’argomento, ma nonostante i malumori si è trattato di una riunione molto partecipata, che ha visto presenti i presidenti di Federalberghi, Confcommercio e Confesercenti, i quali da subito si sono schierati sul fronte del no, annunciando di essere pronti a ricorrere al Tar. Fermamente contrari anche la gran parte degli albergatori otrantini: secondo gli operatori alberghieri la tassa è infatti iniqua, e se il provvedimento dovesse essere retroattivo potrebbero rimetterci anche di tasca loro, perché – dicono gli albergatori – non si può ritoccare un prezzo concordato in precedenza con i clienti che hanno già prenotato. I gestori e proprietari delle strutture hanno quindi chiesto al sindaco di trovare altre risorse finanziarie per far fronte all’aumento del costo dello smaltimento dei rifiuti, aumentando il biglietto dei parcheggi o prevedendo una sorta di ticket d’ingresso alla città, oppure, ancora, aumentando la Tarsu e l’Ici sulle seconde case. Ma inutilmente, pare, perché già dal prossimo 1° luglio la tassa dovrà essere applicata dagli operatori alberghieri – che in questo modo sarebbero responsabili d’imposta – per garantire un gettito in più all’erario comunale, messo in gravi difficoltà dal Patto di Stabilità e dalla situazione determinata dalla precedente gestione del servizio, nonché oberato dai costi della manutenzione e della pulizia cittadina imposti dall’Ato. In proposito il consigliere Tommaso De Benedetto ha precisato di essere favorevole alla tassa di soggiorno, ma contrario al modo in cui è stata istituita: il primo anno, a suo avviso, la tassa graverebbe appunto sulle imprese alberghiere, per cui propone di utilizzare l’avanzo di gestione del bilancio 2010 a copertura del costo dei rifiuti, evitando la tassa almeno per il 2011. Il sindaco Cariddi ha però replicato affermando che i soldi dell’avanzo 2010 sono già stati impegnati, ovvero destinati a opere pubbliche. Insomma, nulla di fatto, come ha sottolineato Mimmo De Santis di Federalberghi, ma del problema si riparlerà in una prossima riunione.
Al via la gestione da parte della Protezione civile idruntina del Centro Operativo Comunale. In questi giorni, infatti, il Comune di Otranto e l’associazione di volontariato Protezione civile Otranto Onlus hanno firmato un protocollo d’intesa per la gestione del COC, Centro Operativo Comunale. Si tratta di un importante traguardo, anche in virtù dell’attività del circolo, che si avvale della componente aerea GrAU (Gruppo Aviazione Ultraleggera), dotata di aeromobili Tecnam P92, in convenzione con la azienda Aviogenesi, e di personale qualificato e volontario, piloti e osservatori: obiettivo, la prevenzione degli incendi boschivi, il controllo del territorio e il supporto alla popolazione in qualsiasi situazione di pericolo o calamità. Nel territorio di Otranto è inoltre in fase di sviluppo un’aviosuperficie, struttura fondamentale che sarà in grado di assicurare la massima operatività e l’addestramento dei futuri equipaggi. “Provengo dall’Arma dei carabinieri”, racconta infatti il presidente Angelo Stefanelli, ex maresciallo dei Semper Fidelis “dove ho potuto constatare l’utilità dell’articolazione sul territorio del reparto base della Benemerita, e cioè la stazione dei carabinieri. Ogni centro abitato, o quasi, può contare infatti su una sua unità operativa che vigila sul territorio, e che è pronta a intervenire per ogni evenienza. Quando ero in servizio nell’Arma, riflettevo sul perché una città come Otranto non avesse ancora un gruppo di Protezione civile”.
Soddisfazione anche da parte del primo cittadino: “Accogliamo con forte interesse la costituzione di una sezione cittadina di Protezione civile”, commenta Luciano Cariddi, “perché Otranto ha da sempre rapporti di collaborazione con le sezioni dei comuni vicini, grazie alle quali sono state affrontate positivamente questioni legate all’ordine pubblico e a emergenze che con la sola polizia municipale e le altre forze dell’ordine non avremmo potuto gestire. Sono certo che si creeranno le giuste sinergie anche con le altre realtà operanti sul territorio, tra le quali auspico una forte integrazione e complementarietà”.
Mamme e figli in mostra. Si è tenuta infatti presso la galleria “Cego” di Otranto (presso la Torre Matta), dal 9 al 13 giugno, la mostra con gli elaborati realizzati dalle mamme durante il corso di pittura e ceramica tenutosi presso l’istituto comprensivo “Aldo Moro”, a cura del docente Fernando Pensa. In esposizione anche i lavori della terza edizione del concorso fotografico “Ri… tratti di Otranto”, prodotti dai ragazzi delle scuole idruntine. Le fotografie più belle potranno essere segnalate dai visitatori, ai quali sarà consegnata una scheda per esprimere la propria preferenza.
Rapporto viscerale, quello tra madri e figli: i sentimenti più profondi vengono espressi dalle arti grafiche, come se fossero rispettivamente mamma – la pittura – e figlia – la fotografia. Le arti grafiche vengono sate anche nell’analisi e nella terapia psicologica come catarsi del sé e liberazione, tramite rappresentazione visiva dei propri sentimenti, a volte contrastanti; ma parliamo in ogni caso del legame più forte del mondo, quello tra madri e figli, cui tante opere sono state dedicate da poeti, pittori, romanzieri, registi e artisti. Per questo, forse, la Torre Matta di Otranto, dalla forma rotonda e materna come un ventre, è parsa il luogo più adatto per accogliere le opere realizzate in occasione di questa mostra.
Ennesimo sbarco sulle coste otrantine. Già ieri era partita la segnalazione di un natante in difficoltà tra le acque della Sicilia, la Calabria e il Canale d’Otranto, in cui si pensava ci fossero una settantina di persone; l’imbarcazione è stata intercettata infatti a diverse miglia a largo del Canale d’Otranto e subito scortata dagli uomini della Guardia di Finanza presso il porto di Otranto.
Sulla barca a vela, recante il nome “Thomas VII” – un 14 metri – erano stipate una sessantina di persone. All’attracco sono giunti i soccorsi della Misericordia di Otranto, del 118, della Croce rossa e della Protezione Civile, che si sono subito accertati dello stato di salute del gruppo di migranti. La Guardia di Finanza ha peraltro individuato subito i due scafisti, di cui si deve ancora accertare la nazionalità, che sono stati subito arrestati.
Una sessantina i giovani a bordo, di etnia mista, probabilmente curdi, iraniani e iracheni, quasi tutti al di sotto dei trent’anni. Tra loro anche tre donne (una in evidente stato di gravidanza, subito portata presso l’ospedale di Scorrano per gli accertamenti del caso) e otto bambini in tenerissima età, da uno ai sette anni.
Così, subito dopo le perquisizioni e i primi accertamenti, i migranti sono stati trasportati presso il centro di primissima accoglienza “Don Tonino Bello” per l’identificazione e le prime cure, dopo di che verranno trasferiti nei centri di accoglienza pugliesi.
A introdurre il tema il consigliere Fabio Marrocco, che ha fatto notare quanto siano importanti questi mezzi, risorsa occupazionale con un notevole ritorno d’immagine per la cittadina: difatti è difficile non notarle per il loro stile retrò, un po’ felliniano. Già nel 2007 le Api in questione avevano invaso, con il loro ritorno sul mercato, le piazze più glamour d’Italia; utilizzate a Portofino e a Capri fin dalla loro nascita, negli anni ’50, e ultimamente adottate anche nel centro di Firenze, non potevano non arrivare a Otranto.
Così nel 2008 la prima Ape calessino aveva battuto le vie della città adriatica, subito seguita dalle altre tre oggi presenti a Otranto. Le Api, d’altronde, ben si abbinano con i colori della città e con il turista idruntino, amante della calma (questi mezzi non superano i 56 km l’ora) ma al tempo stesso dinamico, osservatore del territorio, visitatore di zone poco note e difficilmente raggiungibili in altro modo.
Il consigliere battutosi per la modifica del regolamento tiene tra l’altro a precisare come “le logiche dell’operatività concreta richiedano di concentrarsi sull’analisi delle determinanti di progetti e iniziative già attualizzati e da attualizzare, sulla misurazione degli stessi e sulle modalità che consentono di accrescere i loro punti forza. Sicuramente, il nuovo taxi “api calessine”, con approvazione il 16/2/2009, ha riscosso un successo immediato e notevole”. Individuando questi mezzi come “un veicolo economico, concepito per il trasporto umano a breve raggio, adatto per muoversi sia negli antichi borghi della città sia nelle zone periferiche, veicolo ideale in quanto permette una fruizione più immediata del nostro paesaggio e del nostro territorio, proprio perché direttamente a contatto con l’ambiente circostante e con la natura, essendo aperta”.
Api Calessino, dunque, ormai una caratteristica del turismo locale, e per il futuro prossimo Marrocco le individua come protagoniste della Dolce vita non solo otrantina, ma anche extra comunale, visto che la modifica del regolamento riguarda anche la novità di poter uscire dal territorio comunale con queste vetture, un po’ calesse un po’ auto, collegando in maniera ottimale Otranto ai paesi vicini.
Il Lungomare degli Eroi di Otranto, domenica scorsa, è stato la cornice della Giornata Nazionale dello Sport, momento di promozione delle attività sportive, di coinvolgimento di tutte le associazioni cittadine e di organizzazione di un momento di svago per i più piccoli attraverso la pratica sportiva.
Un programma intenso che ha riempito tutto l’arco della giornata, iniziando alle ore 9.30 con la Maratonina e poi proseguito con la Maratonina rosa per tutte le donne over 18. A seguire, ancora, la gimkana in bici per i ragazzi dai 7 ai 12 anni e il calcio giovanile dei piccoli amici del Football Club Otranto.
Alla fine delle gare le premiazioni, che quest’anno vedono coinvolto Rino Gualtieri per l’impegno profuso nel mondo dello sport da trent’anni a questa parte. Ed infatti noi della redazione di Otrantooggi.it facciamo i complimenti a Rino, nostro preziosissimo collaboratore insostituibile nel raccontare l’attività sportiva agonistica otrantina.
Dopo cinquecento anni a Otranto scoppia la pace: cosa ci fanno una salentina e un turco al Castello aragonese? Si sposano. Ma la notizia nella notizia è che a celebrare il matrimonio è stato un turco italianizzato, il regista Ferzan Ozpetek, che nelle veci di primo cittadino ha unito per la vita ieri, 3 giugno, due suoi amici.
Per il celebre regista non è la prima volta a Otranto: tempo addietro era giunto nella città dei Martiri per ritirare il premio dell’Otranto Festival, venendo a conoscenza in quell’occasione della storia dell’invasione turca e l’eccidio subito dagli otrantini nel 1480.
Per la particolare occasione, e per suggellare l’unione di cuori, anime e popoli, sono state lette durante la celebrazione sure del Corano e passi del Vangelo. Ancora una volta Otranto si dimostra un approdo di pace e accoglienza, in puro stile mediterraneo.
Mentre in Italia si gioca la partita ballottaggi, a Otranto inizia con un ritardo di 30 minuti il Consiglio comunale. Sette i punti all’ordine del giorno e tutti presenti, tranne il consigliere di minoranza Tommaso De Benedetto e il pubblico, praticamente non pervenuto. Seduta aperta con il punto proposto dal gruppo di minoranza sulla riforma dei consorzi di bonifica, sul quale il sindaco palesa l’intenzione di sollecitare la Regione, ponendo l’accento sul la volontà bipartisan della giunta di viale Capruzzi di rendere chiara una normativa lacunosa (infatti la Regione ha approvato il Ddl del 26 aprile scorso) .
Ma è la presentazione del progetto definitivo per il nuovo porto turistico esterno la discussione tanto attesa, rimandata dallo scorso Consiglio comunale, a scaldare subito gli animi in aula. Rifacendosi più volte al video di Otrantooggi.it sulla realizzazione del nuovo porto turistico, il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Francesco Vetruccio introduce la discussione sulla presentazione della bozza di progetto definitivo di Condotte d’Acqua S.p.a., elencando i benefici principali di un’opera di tale portatala, tra cui la nascita ex-novo di un quartiere moderno e all’avanguardia per la città, con un indotto in termini occupazionali notevole. “Saranno necessarie infatti 250 unità lavorative per 3 anni”, spiega il vicesindaco, “e in seguito un posto lavorativo ogni 4/5 posti barca. E teniamo conto che gli ormeggi sono 417”.
Ma l’opposizione, tramite il consigliere Sammarruco, parla di confusione del vicesindaco: “Mai, in un porto turistico, si è vista la realizzazione di tanti posti di lavoro: quest’opera, che da sola costerà 60 milioni di euro, non può garantire tanta occupazione” dice Sammarruco. Così il vicesindaco, sostenendo che saranno i numeri a dimostrare i fatti, indignato si alza e se ne va. Sono le 18.30. La minoranza insiste sul fatto di essere favorevole alla realizzazione del porto, ma con i dovuti chiarimenti su punti della vicenda, a suo dire, poco chiari. Salzetti dice infatti che “gli alloggi previsti nella zona residenziale sono speculazione edilizia” , Bruni riflette sul fatto che “gli investitori non sono certo affetti da mecenatismo nei nostri confronti”, Tondo spiega di non essere per la politica dei no, “ma da conti fatti con nostri tecnici di fiducia i numeri riportati sul progetto non sono esatti: gli appartamenti sono un centinaio e non una sessantina”. La discussione poi, per la sua complessità, viene rinviata: se ne parlerà in un prossimo Consiglio comunale monotematico, e in seguito in una pubblica assemblea in data da definirsi.
In seguito i consiglieri hanno velocemente trattato i restanti punti all’ordine del giorno: la modifica al regolamento comunale relativo al servizio trasporto/noleggio con conducente delle “api calessino” (da oggi potranno uscire dai confini comunali); la modifica del regolamento comunale sull’arredo urbano e sulla vendita della frutta secca nella villa comunale (le strutture di vendita di frutta secca e dolciumi ivi operanti verranno ripensate esteticamente e scelte con l’ufficio tecnico comunale e gli operatori del settore). Con il recepimento del regolamento regionale n. 3 dell’11/03/2011, sulla vendita di bibite e bevande in sede fissa presso il centro storico, si pone invece il divieto di apertura di nuovi esercizi commerciali e artigianali – con l’eccezione di quelli per la vendita al minuto – di prodotti tipici confezionati da aziende agricole locali. Conclusione di seduta con il dibattito sullo stato di calamità da riconoscere alla zona Frassanito, colpita il 18 maggio da una violenta grandinata.
Arriva la bella stagione, inizia l’afflusso di turisti e il traffico auto si fa intenso. Molti amano praticare le vie “convenzionali”, quelle più intensamente battute dalle automobili, ma altri visitatori, attratti dalle bellezze naturalistiche della terra salentina come le distese sconfinate di olivi, le spiagge, le pinete, i boschi e la macchia mediterranea, amano seguirne di meno note.
In genere la viabilità si presenta buona, ma di certo, non essendo vie primarie, spesso sono meno curate: come la SP 151, una strada provinciale che, seppur bellissima, per le sue caratteristiche diventa pericolosa.
La vegetazione, dopo un’invernata d’incuria, si fa infatti largo sulla carreggiata, invadendo le corsie e peggiorando molto la visibilità. Il che, su una strada che sta per accogliere l’intenso traffico estivo, va da sé, è pericoloso. Dalle foto si nota infatti come le auto siano costrette a transitare scansando i rami e a sconfinare nell’opposto senso di marcia, sia che provengano da destra , sia che arrivino da sinistra.
Le soluzioni al problema ci sarebbero: la strada potrebbe ad esempio rimanere aperta al traffico effettuato interventi di contenimento della macchia, per quanto questa ipotesi potrebbe rappresentare un “reato” contro la natura e la sua bellezza; oppure si potrebbe trovare una viabilità alternativa, oppure si potrebbe adottare una segnaletica stradale opportunamente studiata.
Livellamento delle dune in zona Serra degli Alimini 2 a Otranto. Il fatto sarebbe avvenuto il pomeriggio del 24 maggio. L’intervento, però, era stato preventivamente comunicato al Comune di Otranto, sia per Serra degli Alimini 2 che per il Bravo Club, ed infatti i controlli successivi non hanno evidenziato danni di alcun tipo presso le dune. I sopralluoghi effettuati dalla Capitaneria di Porto nella mattinata del 25, infatti, non hanno riscontrato irregolarità da verbalizzare ai conducenti dei mezzi gommati trovati a lavorare sulla sabbia.
Le due erano state create per impedire l’avanzata del mare e per trasformare la zona da paludosa in boschiva; risale allo stesso periodo la piantumazione dei pineti, ai quali lavorarono faticosamente molti otrantini e otrantine ormai anziani. Se le dune dovessero sparire, non solo s’incorrerebbe quindi in grossi rischi ambientali (la zona potrebbe ritornare umida, con tutto ciò che ne conseguirebbe), ma si rischierebbe di perdere un importante pezzo di storia dell’ingegneria ambientale pioneristica ed ecocompatibile.
Resta comunque alta l’attenzione delle autorità, ma anche della cittadinanza, sul prezioso patrimonio naturalistico della zona Alimini, considerando non solo la bellezza, ma anche l’utilità e la storia delle dune, opera dell’uomo che ha superato ormai gli ottanta anni.
“Ho inviato una lettera al Prefetto, al presidente della Regione Nichi Vendola e al presidente dellAto/LE2, Silvano Macculi chiedendo la convocazione di un tavolo di confronto con tutti i comuni e le autorità competenti per affrontare l’insostenibilità dei costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti”. L’aumento della tassa sui rifiuti (Tarsu) nei comuni dell’Ato/LE2 preoccupa il sindaco di Uggiano la Chiesa, Salvatore Piconese. Tanto che il primo cittadino sta valutando anche l’opportunità di rescindere il contratto perché, a suo dire, la gestione è insoddisfacente in termini di costi e servizi resi.
Non solo Uggiano e Casamassella, ma tutti i 22 comuni dell’ARO6 ATO LE/2 sono “sulla stessa barca”. Tanto da far proporre al sindaco Piconese, che è anche presidente dell’Unione Comuni Terre D’Oriente, “la rescissione del contratto con l’Ato e l’attribuzione della gestione dei rifiuti agli enti locali”.
“Nello specifico sarebbe auspicabile che tale gestione fosse assunta dall’Unione dei Comuni Terre d’Oriente” – dice Piconese – ” in riferimento ai comuni che ne fanno parte, in modo tale da consentire un maggior servizio circa la raccolta dei rifiuti e pulizia delle strade con costi inferiori rispetto agli attuali”.
La risposta della controparte, non è tardata ad arrivare. “L’incremento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti non è causato dalla gestione dell’ato Le/2”, è stato il messaggio che Macculi ha lanciato durante la riunione convocata a Botrugno alla presenza di tutti i sindaci dell’area allarmati dal rincaro Tarsu.
“Le cause sono imputabili al passaggio dalla raccolta stradale a quella porta a porta”, ha spiegato Macculi. “Questo – ha aggiunto – ha fatto lievitare i costi del 20-30 per cento”. Donato Fanciullo, sindaco di Giurdignano, nello stesso incontro, ha espresso la necessità di conoscere l’effettivo costo ed espresso l’urgenza di dotarsi di adeguati strumenti di controllo del servizio.
Nell’agosto 2009, a causa dei disservizi, toccò al sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, denunciare l’Ato Le/2, per i ritardi nel conferimento e nella raccolta della differenziata nel suo comune. Otranto in quel periodo si presentava ai turisti come una discarica a cielo aperto. I comuni sperano che non si ripeta la medesima situazione e, al contempo, cercano di difendere i diritti dei propri cittadini.
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