Quarto anno di “Notte Rosa”, il 24 e il 25 giugno a Otranto, e quarto anno del premio “Talento Donna”, riconoscimento istituito dalla consigliera di parità della Regione e della Provincia di Lecce, Serenella Molendini. Questa volta il premio sarà riservato alla ricercatrice che si sia distinta in campo scientifico, per innovazione e importanza del lavoro svolto. La possibilità di candidare qualcuno o auto-candidarsi al premio rappresenta la novità di questa edizione: la scheda è in allegato sulla pagina relativa alla notizia sul sito del Comune di Otranto (http://www.comune.otranto.le.it/notizie/dettagli.php?id_elemento=1385) e dovrà essere inviata alla mail [email protected]. Un comitato tecnico-scientifico selezionerà le vincitrici tra quelle segnalate dagli utenti.
Tra le vincitrici del premio nelle passate edizioni si segnalano Maria Luisa Mastrogiovanni (direttrice de “Il Tacco d’Italia”) edizione 2008, Alessandra Amoruso (edizione 2009), mentre nel 2010 le premiate sono state ben sei: Pina Nuzzo (politica), Marisa Forcina (docente universitaria), Marina Lalli (presidente di “Welcome Consortium”), Elisabetta Massaro (proprietaria di Masseria Montelauro), Stefania Mandurino (commissario APT Lecce), Carmen Mancarella, giornalista ed editrice.
Un furto di rame che ha avuto gravi conseguenze per tutto il Salento, quello scoperto ieri, e cinquanta comuni che rischiano di restare a secco proprio all’inizio della stagione turistica. L’Acquedotto Pugliese, nella sua stazione di sollevamento di Corigliano d’Otranto, non ha infatti impianto d’allarme, così i ladri sono riusciti ad entrare e ad agire indisturbati per quasi 24 ore nella stazione, provocando 150mila euro di danno, rubando oltre 50 metri di grossi cavi di rame e mettendo fuori uso l’impianto. Il tecnico incaricato del controllo ha così dato l’allarme quando ha visto calare, paurosamente, il livello del pozzo di riserva. A quel punto il sopralluogo dei carabinieri di Maglie ha messo in luce il furto. Risultato, un’emergenza importante, cui si è fatto fronte con ogni mezzo. “Un’autobotte è stata mandata immediatamente all’Ospedale di Galatina”, dicono infatti i responsabili dell’Acquedotto Pugliese- “per evitare che restino privi di acqua i pazienti”. Ora si sta lavorando per riparare il guasto, e si spera che l’emergenza rientri nelle prossime ore. “Consigliamo di non aggravare la situazione facendo inutili scorte d’acqua”, avvertono dall’AQP, “il problema sarà presto risolto”. Nulla si sa, per ora, sui responsabili di questo grave gesto criminoso che ha messo in crisi la fornitura idrica di mezzo Salento, anche se la zona di Otranto non è stata toccata dall’emergenza, viste le enormi scorte idriche stoccate presso il deposito di Bandino.
Sono arrivati su una barca a vela da dieci metri i 47 migranti di etnia mista approdati questa sera al porto di Otranto verso le 19: quarantasette persone, di cui 7 donne e 11 piccoli in tenerissima età, il più giovane dei quali una bimba di soli 7 giorni di vita portata per accertamenti presso il presidio sanitario di Scorrano, ma che comunque sta bene.
Partiti forse dalla Turchia e poi stipati sull’imbarcazione, la cui nazionalità non è ancora stata identificata, sono arrivati sulle coste salentine facendo vela, quasi sicuramente, dalla Grecia. Un viaggio lungo, durante il quale i migranti devono aver sofferto molto, considerate le piccole dimensioni del natante e la giovanissima età di alcuni dei naviganti, che sono stati avvistati a 7 miglia e mezzo dalla costa di San Cataldo e subito scortati dalla Guardia Costiera sulla terraferma, dove sono poi stati portati presso il Centro di Identificazione” Don Tonino Bello” di Otranto per le formalità di rito, tra le quali l’identificazione da parte della Polizia di frontiera e la Guardia di Finanza.
Pare dunque che si tratti di nuclei familiari richiedenti asilo, provenienti da Iran, Iraq, Pakistan e Afghanistan; ad accoglierli presso il “Don Tonino Bello”, non solo le autorità, ma anche i volontari della Misericordia di Otranto, subito adoperatisi per prestare loro le prime cure e rifornirli di cibo e abiti. Pare che tra l’altro sia stato identificato anche lo scafista, anche se indagini sull’accaduto sono ancora in corso.
Salento, la terra dell’accoglienza. Definizione che sembra scontate, ma alla luce dei recenti avvenimenti – l’emergenza Lampedusa e l’allestimento del c.p.t. di Manduria – la memoria torna a quando, 20 anni fa, a Otranto in particolare si palesò una simile emergenza: i primi sbarchi di coloro che, allora, si chiamavano immigrati e ora definiamo giustamente migranti. Gente in continuo movimento per cui il Salento non fu un punto di arrivo: per la gran parte di loro, infatti, fu solo un passaggio, un approdo verso mete più sicure.
Vent’anni e non sentirli, poiché 65.000 persone passate da qui non si dimenticano, anche se qui non sono più presenti. Per questo, presso il castello di Otranto, si tiene da domani e fino al 22 maggio la tre giorni “Il sogno italiano. Albania – Puglia: vent’anni dopo (1991-2011) ”, organizzata da Università del Salento e Comune di Otranto per riflettere su uno degli eventi che ha segnato in modo epocale i nostri tempi. Quattro le sessioni del convegno “Il sogno italiano”: domani, giovedì 19 maggio, dalle 15.30 con “Italia – Puglia – Albania in dialogo”; venerdì 20 maggio, dalle 9.00, con “Cultura e Società”, e dalle 15.30 con “Emigrazione, economia, integrazione”; per finire il 21 maggio, dalle 9 in poi, con “Il patrimonio della cultura tradizionale”. Allestita per l’occasione anche la mostra fotografica “IntegrAzione”, del noto fotoreporter Vittorio Arcieri per Integra Onlus, “donata” per l’occasione all’Associazione Studenti Albanesi (ASAL – Student).
Ospite d’eccezione, nella giornata di domani, l’ambasciatore della Stato albanese in Italia Llesh Kola, che ha già inaugurato la mostra il 12 marzo presso l’Ambasciata albanese a Roma, e che per primo ha concesso l’alto patrocinio all’iniziativa. “IntegrAzione” rappresenta infatti un documento storico straordinario, dall’alto valore culturale e sociale riconosciuto con la concessione del patrocinio anche dal Ministero per gli Affari Regionali, dal Ministero della Gioventù, da UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni), dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, da Apulia Film Commission, da Cirpas UNIBA, dal Progetto Ripartiamo da Noi, dal Centro studi culturale Parlamento della Legalità: 26 scatti in bianco e nero, istantanee di grande umanità e intensità, volti, mani e occhi verso una nuova realtà e un futuro di speranza. L’accoglienza del popolo italiano, l’impegno delle Forze dell’ordine, gli sforzi delle istituzioni. Le foto, una dopo l’altra, sono pagine di storia per ricordare il significato profondo della parola “migrante”. La mostra, il 27 maggio, sarà trasferita nel castello Orsini del Balzo di Acquarica del Capo.
La manifestazione “WaveTrotter Competition” partirà fra più di un mese (gare e dimostrazioni dal 30 giugno al 7 luglio prossimi), ma Otranto sarà inondata fin da subito da una serie di iniziative legate all’evento WTC.
Dal 25 giugno al 2 luglio, in accordo con l’Associazione Diportisti Hydruntini, si terrà infatti un concorso fotografico dal titolo “Il mare Sotto-Sopra”: per raccontare storie, tradizioni e vite indelebilmente scritte nelle risacche del mare. Aperto a tutti – professionisti e dilettanti della fotografia – il concorso intende infatti valorizzare i due punti di osservazione del mare che danno titolo alle sezioni del contest: il mare SOTTO, viaggio alla scoperta delle profondità marine, e il mare SOPRA, momenti di vita vissuta sulla costa.
Una commissione sceglierà due tra le foto esposte (una per ciascuna sezione), e i vincitori saranno premiati il 2 luglio presso il molo antico di Otranto. La stessa serata della premiazione si terrà anche un’altra iniziativa: saranno esposti i disegni di tutti i bambini che avessero la voglia di esprimere la propria visione del mare. Che è musica, alla fine: così WTC ha deciso di organizzare anche l’“Onda Sonora Music Contest” , con iscrizione aperta a tutte le band emergenti che sentano di poter interpretare con il proprio sound lo sport del surf, lo spirito d’avventura, il rapporto privilegiato col mare, il brivido di ogni onda, l’adrenalina della prestazione. E così nelle calde notti estive le spiagge salentine si affolleranno di giovani di ogni parte d’Italia, pronti a scatenarsi sulle note dei ritmi più travolgenti.
I gruppi iscritti saranno selezionati da Marcello Tozzi, direttore e docente presso l’Accademia della musica “Professione musica e spettacolo”. La band vincitrice riceverà in premio un corso gratuito presso la stessa Accademia, mentre per tutti gli altri gruppi i vantaggi saranno promozionali: saranno ospiti in studio di tutte le radio che collaborano alla manifestazione, Radio Flo, Radio Antenna Verde e Radio SUM Project.
La manifestazione “WaveTrotter Competition”, oltre a radunare appassionati ed esperti del surf e della vela, prevederà inoltre esibizioni e lezioni gratuite di frisbee free-style e di skateboard, immersioni gratuite, laboratori didattici sull’ambiente, escursioni guidate verso le bellezze del Salento.
Per informazioni su come iscriversi al contest musicale e/o fotografico, e per saperne di più sulla WaveTrotter Competition, www.wavetrottercompetition.com.
In memoria dell’esodo che colpì Roca a causa dell’invasione dei Turchi nella vicina Otranto, il terzo sabato di maggio i borgagnesi vanno in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Roca. La leggenda narra infatti che nel ‘500 gli abitanti di Roca si riversarono nell’entroterra fondando Roca Nuova. Il paesello fu successivamente abbandonato a causa della malaria. La popolazione si riversò, pertanto, nelle vicine Borgagne, Melendugno, Vernole e Calimera, dove gli abitanti, ancora oggi, vanno in pellegrinaggio a piedi in quella che ancora sentono come la loro città. Maggiori dettagli riguardo alle diverse leggende di Roca vengono trasmessi da un personaggio che con passione e perseveranza si interessa da sempre del recupero delle tradizioni e della cultura borgagnese; il dottor Innocenzio, medico generico di Borgagne che non si limita a raccontare dell’esodo. I suoi ricordi tornano infatti a una leggenda che viene tramandata di generazione in generazione, legata alla statua di Sant’Antonio. Si narra che anche gli abitanti di Carpignano Salentino andassero in pellegrinaggio a Roca ma che un giorno, colti da un diluvio, abbandonarono la statua di Sant’Antonio per cercare rifugio. Tornati a recuperarla, essa si “rifiutò” di sollevarsi da terra. Furono poi gli abitanti di Borgagne a riuscire a muoverla e a portarla nel loro paese. Dal quel momento Sant’Antonio divenne il santo protettore del paese, ed è per questo che tutti gli anni, in memoria dell’accaduto, la statua viene trasportata in spalla sino a Roca.
Fin qui la leggenda. La storia raccontata dal dottor Innocenzio, invece, ci dice che nei primi anni del 1970 la popolazione si era allontanata dalla tradizione per fare largo alla modernità. Il pellegrinaggio non si faceva più a piedi; la statua veniva piazzata su un camion addobbato, i fedeli raggiungevano il luogo di culto con le automobili. Non c’era più insomma nulla del pellegrinaggio tradizionale, e regnava il disordine. Era l’inizio della fine della tradizione. Così, 20 anni fa, Innocenzio decise di farsi promotore, insieme a un caro amico da poco scomparso, Bruno Maniglio, del recupero del rito originario. Fu il provvidenziale aiuto di Lucio Cetra, il “cowboy” della terra d’Otranto, il punto di svolta; si riuscì a convincere Don Luciano Forcignanò a ripristinare il pellegrinaggio a piedi, durante una cena che si teneva a casa di Lucio in occasione della partecipazione con i cavalli al presepe vivente. E così la statua di San’Antonio, oggi, viene trasportata in spalla di nuovo da tredici squadre di portatori. Il percorso è stato diviso in due tratti da tredici tappe, e l’anno scorso ogni tappa è stata segnata da una pietra miliare dedicata al santo. Per quest’anno è prevista una migliore organizzazione delle squadre di portatori vicino alla statua, per preservare il valore religioso e la devozione.
Il dottor Innocenzio è quindi assai soddisfatto dei risultati ottenuti: da quando la tradizione è stata riportata alle origini, la partecipazione dei fedeli è infatti andata sempre più aumentando. Molti borgagnesi che vivono lontano e i turisti partecipano all’evento religioso per venerare quella statua che dona la sensazione di camminare tra una distesa di ulivi incontaminati. Alla fine del viaggio si chiede una grazia alla Madonna di Roca.
Il conto alla rovescia per l’evento-cardine dell’estate, che coinvolgerà il Salento e non solo, è iniziato: dal 28 maggio al prossimo 25 settembre il Castello Aragonese, simbolo incontrastato dell’arte idruntina, si vestirà di una luce surreale e misteriosa; a dominare la scena le opere del maestro spagnolo Salvador Dalì.
Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Mirò e Pablo Picasso, che hanno registrato un totale di 90mila visitatori, le mura della città salentina aprono i battenti al genio baffuto, al surrealista per eccellenza, a colui che spingendosi fino all’esasperazione fece dell’arte una continua e vincente provocazione. La mostra, curata da Alice Devecchi, sarà inaugurata il 27 maggio alle 18, e ospiterà sei sculture originali in bronzo e una selezione di cinquantaquattro litografie originali che illustrano, secondo i canoni del mondo surreale, temi e testi letterari come le “Fiabe giapponesi” dai colori tenui, e ancora “Tristano e Isotta”, definiti da un quasi inquietante vuoto di colore, per finire con gli “Amours Jaunes”, colorati attraverso le nuance dorate su fondo nero.
Il maestro di Figueras, passato alla storia per gli “orologi molli” posizionati in modo disorganico sullo scenario inquietante de “La persistenza della Memoria”, era un artista a tutto tondo, che ha saputo esprimere il suo talento anche attraverso la scultura. Le sei opere in bronzo presenti alla mostra, “Elefante cosmico” di grandi dimensioni, e “Perseo”, “Hombre sobre delfin”, “Trajano a Caballo”, “Mujer Desnuda” e “Mujer con faldas” di medie dimensioni, nel loro fluttuare continuo seducono il visitatore: figure melliflue, senza ossa che sembrano far parte di un instancabile e vorticoso movimento, e che non sono altro che la materializzazione dei personaggi che ricorrono nelle tele del maestro catalano.
Un’arte torbida, contraddittoria, visionaria, che nasce dall’inconscio, ma che prende forma solo attraverso la razionalizzazione del delirio; è questa la base di partenza per quello che lui definirà “metodo paranoico-critico”. Le sue opere, secondo il genio spagnolo, nascono dalla paranoia, ma in tutte le sue tele e le sue sculture più coinvolgenti ciò che emerge chiaramente è un distacco sublime, che prende forma attraverso elementi onirici, tabù, fobie che riemergono dagli abissi della coscienza per materializzarsi nitidamente con una perfezione tecnica che ci riporta alla memoria l’iperrealismo.
Una personalità complessa, quella dell’ultimo grande protagonista dell’avanguardia artistica del Novecento, un uomo eclettico e incoerente, che rimase poi prigioniero del personaggio altezzoso e imprevedibile che si era costruito negli anni; lui che amava ribadire il suo completo distacco dalla borghesia è passato alla storia come l’artista à la page, e ciò ha suscitato giudizi alle volte estremamente sfavorevoli dalla critica, che non si limitava a giudicare la sua insindacabile arte ma coinvolgeva il suo modo di essere, sempre troppo sulle righe, e anche per questo estremamente interessante.
Cittadino come una risorsa e non problema, protagonista di questo progetto fin dal suo inizio, quando Otranto firmò, nell’aprile 2010, il protocollo d’intesa con la ASL Lecce, la “Misericordia” e l’Adesione dei comuni dell’area di Poggiardo. Con la conseguente istituzione dello sportello, dei nuovi giovani volontari e la nascita del CUP aziendale presso la sede si “SOS Sanità”.
“Con questo progetto il cittadino”, dice infatti la presidente dell’associazione “SOS per la vita” Rita Tarantino, “è visto finalmente dalle istituzioni non come un problema, ma come una risorsa cui possono attingere per suggerimenti e proposte. E poi l’utente non informato è un cittadino allo sbando, in balìa degli eventi, debole ed indifeso. Con l’informazione fornita dai volontari, invece, questa logica viene ribaltata: è il cittadino che si rimbocca le maniche e diventa protagonista”.
Presenti all’iniziativa di domani il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, l’assessore alle Politiche sociali Lavinia Puzzovio, il direttore sanitario Franco Sanapo, il presidente dell’ associazione “Sos per la Vita”, Ilio Palmariggi, responsabile del progetto” Informare è Prevenire”, il governatore della “Misericordia” di Otranto Luigi Farenga, il referente sportello “SOS Sanita’ Otranto” Cosimo Leone, il presidente del Consorzio Gestione Servizi sociali Piano di Zona di Poggiardo Giuseppe Colafati.
“Ringrazio la direzione generale dell’ASL Lecce per l’attenzione e la collaborazione”, dice il sindaco Luciano Cariddi, “e spero che questo progetto, sicuramente innovativo ed in linea con il Piano sanitario regionale, possa avere grande successo”. L’inaugurazione si sposterà alle ore 11.30 presso i nuovi uffici dello sportello “SOS Sanità” a Otranto, in piazza Caduti di Nassyria.
Presentato dal sindaco Luciano Cariddi e dagli assessori, nella mattinata del 28 aprile e presso la sala triangolare del Castello Aragonese di Otranto, il calendario degli eventi primavera-estate 2011.
Dal 19 al 21 maggio sono previsti invece una serie di incontri e dibattiti su “Il sogno italiano. Albania-Puglia vent’anni dopo”, presso il castello, organizzati dall’Università del Salento e in collaborazione con il Comune di Otranto: un’occasione per non dimenticare il profondo spirito di accoglienza salentino, che ha portato questa terra ad accogliere decine e decine di migliaia di migranti.
Dal 28 maggio al 25 settembre, invece, si terrà la mostra “Il genio di Salvador Dalì”, sempre presso il castello, che riaccoglie le opere surrealiste del genio ispanico a dieci anni dall’ultima mostra.
Il 28 e 29 Giugno, proseguono le iniziative con il recupero della Sagra di San Pietro e Paolo, da parte dei ragazzi dell’Ass. Hydro in collaborazione col Comune di Otranto. Durante le serate sono previsti stand enogastronomici, tiro alla fune, corsa coi sacchi, pentolaccia ed esibizioni di gruppi musicali.
A giugno, poi, la terza edizione dell’ormai consolidata “Notte rosa”, anche se sarebbe più corretto denominarla al plurale, data la doppia data per cui è organizzata da OCSO e dalle consigliere di parità di Puglia e Provincia di Lecce. Trenta giugno – 7 luglio, ancora, le date della prima edizione, presso Frassanito, di “Wave Trotter Competition”, campionato nazionale di windsurf durante il quale si esibiranno atleti di altre discipline insolite, come il “Freesbie Free Style”. Trentuno luglio – 7 agosto, largo alla conoscenza con gli “Incontri con l’autore”, organizzati dal locale Club UNESCO, il quale è impegnato nell’organizzazione della terza “Settimana della Cultura” presso largo Porta Terra.
Dal 18 al 20 di agosto, poi, si fa spazio al gusto con “United food of Salento. Cibi, canti e racconti di Salento”, dell’associazione “Art’Etica”, con la supervisione di DonPasta-Daniele De Michele, chef, dj e novello cantore di gusto e tradizione.
Sette giorni dopo la data fissata, ma alla fine l’ennesimo confronto con il sindaco Luciano Cariddi sui temi caldi della qualità della vita a Otranto è andato in scena. Il 20 aprile scorso, nel centro don Tonino Bello: all’ordine del giorno, viabilità cittadina; problematiche varie legate alla imminente apertura della stagione turistica; e novità normative relative all’attivazione dello Sportello unico per le attività produttive.
Tre temi per così dire pesanti. Su cui il primo cittadino ha fatto il punto su diverse criticità e cercato soluzioni. A introdurre l’incontro, Paola Manca, responsabile dell’ufficio Attività economiche e produttive, che ha illustrato le disposizioni istitutive del Suap, gestito tramite web, contenute nel DPR 160/2010: “Il Suap – ha detto – ha competenze su tutti gli aspetti legati alle attività produttive del territorio comunale. Il responsabile dello sportello è l’unico interlocutore delle imprese”.
Sul sito del comune sono disponibili i banner relativi al “Suap progetto PIDSS” e “Comunica starweb”, con le informazioni sulle nuove disposizioni.
Il sindaco Cariddi ha parlato del federalismo municipale, esponendo le proprie perplessità sul decreto legislativo. Affrontato anche il tema dei rifiuti solidi urbani e le difficoltà della gestione legato all’ingresso dell’Ato: previsto un aumento della Tarsu entro l’anno, bisognerà capire se sarà possibile evitarlo. Come? Una soluzione potrebbe arrivare dall’istituzione (facoltativa) della famigerata tassa di soggiorno per i turisti, fino a ora prevista solo per i Comuni capoluoghi di provincia.
Sulla viabilità il primo cittadino si è così espresso: “Nelle prossime settimane dovremo rivedere un po’ i flussi di traffico della città. Apriremo il nuovo tratto di via Catona mentre vorrei ragionare ancora con i cittadini sul senso di marcia da attribuirle. Partiremo con una fase sperimentale. I prossimi lavori di consolidamento del costone della Madonna dell’Altomare ci porteranno a chiudere un tratto della strada sovrastante “.
Il sindaco ha quindi parlato del lungomare Kennedy, sul quale non sarà più possibile parcheggiare dal lato mare, in seguito ai lavori di riqualificazione urbana.
Dal canto suo, Vito Alberto Spedicato, comandante della Polizia municipale, intervenendo sui problemi legati al traffico in città ha messo l’accento sulla “necessità di invogliare i visitatori a utilizzare i parcheggi esterni esistenti, o comunque, a parcheggiare nelle zone più periferiche”.
Ripartono dal porto di Otranto le iniziative di “Più Vela Per Tutti”, campionato di vela idruntino ma, al contempo, ormai brand e contenitore generale di regate ed eventi destinati a incentivare questo sport e a promuovere l’immagine, le potenzialità turistiche ed i prodotti tipici del territorio tutto l’anno, ma soprattutto nei periodi di bassa stagione.
Ieri, 21 aprile, il via alla prima delle tre regate internazionali previste per quest’anno, la Otranto-Erikousa: il via alle 9 dalle acque antistanti il porto e sedici barche a contendersi il Trofeo di Pasqua. Destinazione Erikousa, come già detto, ovvero 52 miglia in 13 ore da affrontare con poco vento, e lì la premiazione; dopo di che gli equipaggi si sono trasferiti a Corfù per partecipare ai riti della Pasqua ortodossa, che quest’anno coincide con quella cattolica.
Tutte le attività di “Più vela per tutti” sono realizzate in collaborazione con Uisp, Lega Navale Otranto, “Il Gabbiere” e “Salento in Vela”, con il patrocinio del Comune di Otranto, della Provincia di Lecce, dell’Apt, della Regione Puglia, dei consolati italiani in Corfù, Montenegro e Valona e degli enti locali che hanno competenza territoriale sui porti d’arrivo.
Le attività 2011 della sezione di Otranto della Lega Navale Italiana sono molteplici: “Più vela per tutti”, campionato velico da gennaio a dicembre, poi “Un mare da salvare”, intervento di pulizia dai rifiuti del fondale del porto e della costa di Otranto; a maggio si terrà invece la conferenza-dibattito sul tema “Salvaguardare l’ecosistema per favorire lo sviluppo economico”; poi, a giugno, una giornata dedicata alla sicurezza del diportista e del bagnante con dimostrazioni in mare. A luglio-agosto, invece, l’attività sarà dedicata alla conoscenza del territorio, con escursioni guidate su siti di interesse geologico e archeologico, proiezione di documentari, presentazione di libri sul tema; sempre a luglio si terrà “Invito alla vela”, giornata sportivo-dimostrativa lungo la costa. E poi, ancora, le serate musicali, come quella della tradizione salentina prevista per agosto. “Amare il mare”, invece, è l’attività didattico- promozionale che si terrà nelle scuole, teorica nel periodo invernale, pratica in primavera/estate. Infine la scuola di vela per bambini ed adolescenti da maggio a settembre.
Mercoledì 13 aprile scorso la Guardia costiera di Otranto ha tratto in salvo tre marinai a bordo di un peschereccio in balia delle onde, a 16 miglia dalla costa nel Canale d’Otranto. Il motopesca, registrato presso il compartimento di Catania con autorizzazione temporanea di pesca nel Basso Adriatico, era impegnato nelle operazioni di ammaraggio dei palangari, le lunghe lenze per la pesca d’altura. Un’improvvisa avaria ai motori ha reso ingovernabile l’unità e le forti correnti di scirocco che aumentavano via via di intensità hanno fatto scattare l’allarme. La sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo di Otranto è stata allertata da una richiesta di aiuto, lanciata via radio sul canale di soccorso “16 vhf” dal comandante del peschereccio, il quale ha riferito che il motopesca era ormai ingovernabile e che il suo equipaggio, preoccupato per le condizioni del mare, stava mostrando segni di forte stress dettati dalla situazione di pericolo. L’operazione di salvataggio della Capitaneria è dunque scattata alle ore 10.30 con l’invio in zona della motovedetta “cp 809”, l’unità navale specializzata nelle attività di soccorso marittimo e tutela della vita umana in mare. Dopo circa un’ora di navigazione, grazie alle tecnologie e all’esperienza degli uomini della Capitaneria in costante contatto radio tra l’unità da soccorrere e la sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo, la “cp 809” ha localizzato e avvicinato il peschereccio. I malcapitati pescatori, in preda al panico, si sono subito rinfrancati dalla presenza dell’unità della Guardia costiera che ha provveduto ad assistere e scortare il peschereccio nel porto di Otranto, dove le operazioni si sono concluse alle ore 15. I militari, viste le condizioni meteo sfavorevoli alla navigazione, inoltre hanno diramato l’allarme anche alle altre navi mercantili e ai pescherecci presenti in zona in quel momento. Provvidenziale si è rivelato il tempismo delle operazioni di soccorso, a causa del peggioramento delle condizioni del mare. Solo tanta paura e pochi danni: restano da recuperare le attrezzature per la pesca, lasciate in tutta fretta sui luoghi del soccorso. Sempre nella mattinata di ieri, la Guardia costiera di Otranto è intervenuta con la motovedetta “cp 257” e il suo personale militare di terra per coadiuvare le operazioni del nucleo artificieri della Marina Militare di Taranto che hanno recuperato e fatto brillare un ordigno bellico, tipo bomba da mortaio, rinvenuto nelle acque di Frigole.
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