Archive | gennaio, 2013

Laboratori di Video Making a Poggiardo

Nuovo laboratorio a Poggiardo. L’associazione culturale Jump In, con sede a Poggiardo, è l’associazione che gestisce il locale Laboratorio Urbano Bollenti Spiriti e nel’ambito del progetto Start Creativity presenta, con il patrocinio di Regione Puglia e comune di Poggiardo, il laboratorio di Video Making.

Una delle finalità del corso è quella d’insegnare ai partecipanti le basi tecniche di ripresa e montaggio con attrezzatura professionale.
Partecipare è un modo di mettere alla prova le proprie conoscenze e di acquisirne delle nuove.
L’intento è quello di creare una figura professionale in grado di gestire le fasi di produzione di contenuti audio-visivi e si occupi dell’acquisizione, registrazione, trasmissione, l’elaborazione del video digitale in produzioni diversificate. Come fase finale del percorso, poi, i partecipanti potranno confrontarsi praticamente con il mondo dei video maker, creando piccoli reportage e documentari sul territorio, spot pubblicitari, video per campagne di viral marketing, piccoli servizi giornalistici per la webTV.
I destinatari dell’offerta sono giovani e adulti interessati ad apprendere il linguaggio e la tecnica dell’audiovisivo. Il corso durerà 40 ore ed inizierà presumibilmente il prossimo marzo, la quota di partecipazione è di 70 euro, mentre la restante parte del costo sarà cofinanziata dalla Regione Puglia attraverso il programma Bollenti Spiriti.
Le lezioni saranno tenute da Giuseppe Donadei, montatore, videomaker, fotografo e operatore di ripresa professionista
Alla fine del laboratorio, verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Per informazioni rivolgersi presso i Cantieri Creativi Jump in via della repubblica 32 Poggiardo, o al numero 338 9870596 la mail è laboratorijumpin@hotmail.it, mentre il sito web www.jumpinweb.eu.

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Due salentini al premio Solinas

Due salentini in finale per un premio nazionale di cinema. I 2 sono Chiara Idrusa Scrimieri e Davide Rizzo di Galatina – quest’ultimo ad Otranto ha lavorato alla produzione di Cusutu n’ Coddu nel 2011 – finalisti per il Premio Solinas, sezione Documentario per il Cinema 2013.

Il Premio Solinas, istituito nel 1986 sull’isola La Maddalena da un’idea di Felice Laudadio in memoria dello sceneggiatore e autore sardo Franco Solinas, scomparso prematuramente nel 1982 ed autore del romanzo Squarciò, e di film come La battaglia di Algeri, Kapò e Queimada di Gillo Pontecorvo, L’Amerikano di Costa-Gavras e Mr. Klein di Joseph Losey, è sempre all’incetta di nuove gemme per le premiazioni delle varie categorie. La giuria per i documentari composta da Alessandro Borrelli, Antonio Pezzuto, Giacomo Durzi, Gianfranco Pannone, Ilaria Fraioli, Michela Occhipinti, quest’anno ha scremato da 58 candidati i 9 finalisti.

Tra questi i lungometraggi intitolati 5 lettere randagie di Chiara Scrimieri e Il Filmmaker di Davide Rizzo, il quale ha collaborato per la realizzazione con Marzia Toscano, di felsinei ambienti.

Gli altri finalisti sono Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo di Felice D’Agostino e Arturo Lavorato, Free song di Cristina Mantis e Aboubakar Cissoko, Il partito preso delle cose di Irene Diomisio, Il ritorno a casa di Nicola Contini, Joyce L di Marcella Piccinini, Non è una fuga di Chiara Cremaschi e Carlo Cremaschi, Stretto orizzonte di Gaetano Crivaro.

Il premio è nato con l’intento di far conoscere una figura fondamentale in campo cinematografico, ma che lavorando nell’ombra di uno studio è poco nota al grande pubblico, quella dello sceneggiatore, necessaria per la buona riuscita di un opera cinematografica.

Il Premio Solinas è diventato un punto di riferimento indispensabile nella scoperta e la promozione di nuovi talenti e storie che hanno arricchito e rinnovato il panorama del cinema italiano ed internazionale.

Oggi, a oltre ventisette anni dalla prima edizione, sono molte decine gli autori che il Premio Solinas ha aiutato a farsi conoscere ed apprezzare e oltre 62 i film realizzati a partire da opere premiate e segnalate, molti dei quali hanno ottenuto fondi ministeriali, premi e riconoscimenti nei principali festival. Tra gli altri Marrakesh Express, I cento passi, Santa Maradona, La Seconda Volta, e L’Uomo in più, esordio di Paolo Sorrentino, uno dei più celebrati autori del nuovo cinema italiano e tra i più recenti La doppia ora, Dieci inverni e Una vita tranquilla; tra i documentari Cadenas, Valentina Postika in attesa di partire, Polvere – il grande processo dell’amianto, The Dark Side of the sun, ADHD – RUSH HOUR, La Casa del Padre.

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Fipsas Lecce: il nuovo direttivo

Un nuovo quadriennio per la pesca sportiva e le attività subacquee nel Salento. Il 24 gennaio è stato eletto il nuovo direttivo delle FIPSAS– Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee del comitato di Lecce.
I rappresentanti provinciali della federazione per il quadriennio appena iniziato saranno Alessandro Congedo, in qualità di presidente, vice-presidente Massimo Barretta e come segretario Massimo Donno.
FIPSAS Lecce ha in portato avanti diverse attività agonistiche e di promozione di successo, e per il nuovo quadriennio intende coltivare il più possibile progetti per i giovani, con attività presso le scuole e altre manifestazioni.
Già in programma nella provincia importanti competizioni che coinvolgeranno vari settori e partnership di rilievo.
Fra le numerose attività sportive seguite dalla FIPSAS, le più diffuse nel leccese sono surf casting, bolentino, traina, canna da riva, canna da natante, lancio tecnico e subacquea con attività didattica, apnea e hokey.
Il neo-presidente Alessandro Congedo è ora alla guida di un’associazione storica del Salento, nata ne 1942 e parte del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e preposta alla tutela della pesca sportiva e dilettantistica, sport seguito e praticato da migliaia di salentini.
L’associazione, nella terra dei due mari, negli anni ha allargato il campo d’azione alle attività agonistiche e a carattere promozionale, nazionale ed internazionale suddivise in cinque specifici settori: acque interne, acque marittime, attività subacquee, nuoto pinnato e didattica subacquea.
Congedo ha specificato

In particolare tra le attività subacquee, l’agonismo subacqueo si è arricchito di varie specialità: fotosub, caccia fotosub, videosub, tiro subacqueo, hockey, rugby subacqueo ed apnea. Inoltre la federazione ha dato vita ad una struttura tesa ad insegnare allo sportivo le cognizioni teoriche e scientifiche della subacquea.
Dal 2004 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, con una nota ha riconosciuto la FIPSAS in qualità di Associazione di Protezione Ambientale.
Organizza gare, manifestazioni e campionati. Provvede alla formazione tecnica di guardie giurate volontarie per la tutela del patrimonio ittico, la salvaguardia ed il recupero ecologico ed ambientale del territorio di competenza sono i compiti della federazione.
Il precedente direttivo è stato in gran parte riconfermato, ha dovuto affrontare alcuni problemi logistici, quale una nuova sede sociale (oggi la Sezione Provinciale è ubicata presso i locali del CONI Lecce in via Carletto) ed un rinnovamento nella sua gestione, ancorata a vecchi schemi. La volontà era di formare un direttivo competente ed efficiente che guardasse al futuro.
Il Salento e la pesca sono indissolubilmente legati. FIPSAS promuove eventi sportivi che interessano la pesca e non solo, con il duplice intento di diffondere la disciplina e far conoscere ed apprezzare il nostro territorio a turisti.
Il nostro mare oggi ha diverse criticità, prima tra tutte l’inquinamento. Le riserve ittiche sono paurosamente calate e nessuno più di un pescatore, ancor di più se subacqueo, può constatare la realtà. Questo ci mette su un piano privilegiato per lo studio dei problemi legati al mare e ci predispone alla collaborazione con gli enti scientifici.

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Al via i lavori per la Regionale 8

Regionale 8 Lecce-San Foca, si muove qualcosa. L’assessore regionale ai lavori pubblici, Fabiano Amati ha riferito in consiglio sullo stato dell’arte del progetto della strada regionale 8, il cui contratto d’appalto per la realizzazione dei lavori è stato sottoscritto il 25 giugno del 2012 dalla ATI Consorzio Cooperative costruttori di Bologna – Leadri s.r.l. Di Starnatia – Montinaro Gaetano & figli e Montinaro Antonio s.a.s., per un importo di € 37.673.079,52, e che attraverserà i comuni di Lecce, Lizzanello, Vernole e Melendugno.
La finalità dell’opera è di snellire e rendere sicuro il traffico che attualmente si snoda dalla città di Lecce fino alla zona delle località marine della costa orientale e viceversa, con classificazione accertata di alta pericolosità: ciò avverrà mediante l’eliminazione dei numerosi incroci a raso ed immissioni laterali mediante l’utilizzo di complanari che evitano l’occlusione degli accessi, nonché mediante la separazione dei flussi di traffico determinata dalla doppia corsia per carreggiata.
L’assessore ha spiegato:

Tra pochi giorni saranno avviati i lavori della strada regionale 8. La costruzione della strada fu programmata nella metà degli anni ’90, con lo scopo di collegare un complesso viario della provincia di Lecce, che ha un suo segmento nel tratto Lecce – San Foca. Mi sono occupato della vicenda quando, a seguito della nascita di un contenzioso e della sconfitta del Ministero, lo stesso non erogava le somme stanziate, poi elargite. A seguito della sottoscrizione del contratto di appalto, alcuni interessati hanno proposto ricorso davanti al Giudice amministrativo, sollevando la questione di validità della Valutazione di Impatto Ambientale. Argomento rigettato dal giudice, sia pur in sede cautelare, ma che ha fatto comunque scaturire una richiesta di parere all’Avvocatura regionale su presunti vizi nel procedimento. L’Avvocatura ha dato il suo parere, attribuendo conformità al procedimento e nella giornata di ieri – 29 gennaio ndr – si è preso atto della possibilità di cominciare i lavori e risolvere l’intera questione

La Regione Puglia ha ottenuto, di recente e a seguito di un tormentato percorso giudiziario, la disponibilità del finanziamento a suo tempo concesso dallo Stato, poi revocato.
La tormentata vicenda giudiziaria si concluse col ripristino del diritto della Regione all’originario finanziamento, col correlativo obbligo di realizzare la strada.
Il tracciato originario della stessa, al fine di conseguire l’approvazione dei comuni interessati ed adeguarsi alle esigenze funzionali sopravvenute nel tempo fu modificato con avvicinamento notevole al tracciato della strada provinciale 1 e conseguente sovrapponibilità sostanziale delle funzioni, anche allo scopo di evitare un negativo impatto sul territorio e risparmiare sul consumo di suoli agricoli di pregio, il tracciato della regionale 8 coinciderà per oltre il 50% del suo sviluppo con la strada provinciale n. 1, mentre nella parte iniziale un innesto più efficiente per l’abitato di Lecce, e nella parte adiacente gli abitati di Vernole e Melendugno realizza una variante esterna agli abitati allontanandosene e decongestionandoli.
Inoltre sono state eliminate le opere d’arte per svincoli e cavalcavia, prevedendo incroci con rondò, di sicuro minore impatto paesaggistico.
Sul normale iter di esecuzione dei lavori sono sopravvenuti alcuni ricorsi da parte di ditte espropriate e proprietarie di attività affacciate sull’attuale tracciato, che hanno indotto dubbi sulla correttezza delle procedure formali fin qui espletate, inducendo la necessità di opportuni approfondimenti preliminari, finalizzati a ridurre al minimo la possibilità di eventuali successivi blocchi per interventi cautelari della magistratura, pur sempre possibili.
Dopo l’acquisizione di approfonditi pareri dell’Avvocatura Regionale e l’espletamento dei necessari approfondimenti giuridici, nel convincimento della piena legittimità del proprio operato, la Regione Puglia ha stabilito di riprendere il normale iter delle procedure di avvio del cantiere.

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Il Comitato regionale frena il Porto turistico

Porto turistico si o no? Ѐ questa la domanda che si pongono molti otrantini e alla quale ancora non si riesce a dare una risposta, in particolare dopo il parere negativo da parte del comitato regionale di Valutazione di Incidenza Ambientale. Gli umori nella cittadina sono discordanti. Questa è l’opinione dell’associazione Otranto Nuovi Orizzonti e il neopresidente Andrea Conte, risponde così:

“Chi ha un po’ di memoria ricorda le meravigliose, e fantasiose, immagini che accompagnavano la campagna elettorale dell’attuale maggioranza consiliare, di porti turistici ricchi di allettanti ammiccamenti per nuovi posti di lavoro e opportunità di investimento immobiliare. È il caso di dire, tutto è naufragato, anche l’enorme speculazione edilizia che la stessa, a dire il vero, mal celava”.

Conte prosegue ricordando che alcuni giorni fa si è pronunciato il comitato regionale incaricato:

“In data 17 gennaio è giunta al comune di Otranto la notizia della bocciatura del progetto operata dal comitato regionale di Valutazione di Incidenza Ambientale. Una bocciatura senza appello, di cui stranamente non si è voluto informare la cittadinanza, come se la notizia non fosse di preminente interesse generale. Il nostro rammarico per un simile esito è solo paragonabile allo sdegno che proviamo nei confronti di chi tale progetto non è stato in grado di realizzare, prendendo nuovamente in giro i concittadini a cui aveva carpito la fiducia. Detto questo vogliamo anche rimarcare, per evitare equivoci, il nostro parere favorevole alla suddetta realizzazione.”

Il sindaco Luciano Cariddi, intervenendo in una discussione su Facebook afferma:

“Sin dall’inizio dell’iter sappiamo di dover seguire tale percorso e continuiamo a lavorare per raggiungere il risultato finale sperato. Certo non abbiamo in tutti questi anni lesinato impegno ed energie per affiancare l’attività della società proponente, convinti come siamo della necessità e opportunità dell’infrastruttura in questione. Probabilmente, però, una maggiore attenzione e coraggio, nell’accompagnare, con convinzione, questo progetto in Regione, avrebbero potuto esserci. Senza voler individuare momenti deboli nella vicenda, dico che la direttiva europea consentirebbe già in capo alla Regione di assumere il potere di deroga. Questo avrebbe consentito una maggiore velocità nella conclusione dell’iter. D’altronde, oltre ai motivi ampiamente dibattuti in conferenza per dimostrare il rilevante interesse pubblico, da parte nostra, sarebbe stato già sufficiente che la Regione ricordasse di aver approvato, con la prima giunta Vendola, una programmazione della portualità turistica che vede Otranto tra i porti pivot necessari per creare quella rete, lungo la costa pugliese, utile ad accogliere al meglio i natanti in transito. Sono felicemente sorpreso di come la società proponente non abbia ancora deciso di abbandonare l’iniziativa di investimento, immaginata ormai 7 anni fa, in un contesto socio-economico profondamente mutato, e anzi, starebbe, per il buon esito del progetto, valutando anche la possibilità di togliere dalle opere a terra previste, le cubature relative agli alloggi, così come richiestogli dall’Amministrazione comunale, per venire incontro alle preoccupazioni di impatto che pure erano state sollevate da qualcuno nei dibattiti. Comprendo la difficoltà di posizione quando si fa il tifo per la non realizzazione del porto (per mera partigianeria politica avversa), ma non lo si può esplicitare per la consapevolezza di essere impopolari in città e sul territorio.”

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Maglie, area di via de Lorentiis: il parere di Antonio Giannuzzi

A Maglie l’intera area tra via de Lorentiis e via Ferramosca, con particolare riferimento agli edifici ex Iacp in pietra leccese, rappresenta il fulcro di un’annoso progetto di recupero che sembra non trovi il giusto adempimento. La storia e i protagonisti: il consigliere di Città Libera Antonio Giannuzzi il 15 ottobre scorso presentava al sindaco di Maglie Antonio Fitto un comunicato che conteneva una serie di osservazioni alle norme tecniche del Piano Regolatore Generale.

L’intervento di Città Libera focalizzava l’attenzione sulle necessità di preservare le caratteristiche edilizie del centro storico, con un’attenzione particolare all’utilizzo della pietra leccese, ritenendo che questa peculiarità arricchisca e caratterizzi la città. Antonio Giannuzzi sottolinea che Maglie è storicamente riconosciuta come la città della pietra, essendo il centro più grande in Italia edificato in pietra leccese: a suo avviso, le carenze normative del Piano Regolatore Generale, favoriscono interpretazioni diverse, tanto da non vincolare all’applicazione del rivestimento e del ripristino anche delle facciate in pietra leccese.

La vicenda ha attraversato gli ultimi mesi del 2012 giungendo al primo consiglio comunale del 2013, durante il quale tuttavia, non c’è stato tempo per la discussione, che è stata quindi rimandata. La proposta di Giannuzzi di preservare la pietra leccese fu presentata come ordine del giorno già durante il consiglio comunale dello scorso dicembre, ma non fu accettata e Città Libera auspicò, nel caso di mancato finanziamento, la preparazione di un nuovo progetto, che evidenziasse l’importanza dell’intera area, con particolare riferimento all’edificato in pietra leccese.

Antonio Giannuzzi sperava di presentare la mozione nel corso del consiglio comunale di lunedì 28 gennaio  ma la discussione è slittata a data da destinarsi. Giannuzzi auspica che l’amministrazione si impegni a preparare, in tempo, un vero progetto di recupero, che potrà essere presentato entro l’anno, sperando che l’aspetto qualitativo dell’area da recuperare, premi, questa volta, il piano di recupero dell’amministrazione di Maglie. La questione rimane sospesa e l’ardua sentenza di via de Lorentiis perdura irrisolta nelle mani dei posteri.

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Alla libreria Volta la Carta presentazione del Calendario Antiracket 2013

Gli appuntamenti della libreria Volta la Carta di Calimera riprendono venerdì 1 febbraio, alle 18.30, con un evento importante: la presentazione del Calendario Antiracket 2013.

Il calendario, firmato dall’artista Mauro Bubbico e realizzato da Libera Puglia, Arci Puglia e Associazione Antiracket Giovanni Falcone e Paolo Borsellino di Montescaglioso, con il patrocinio del Comune di Montescaglioso e della Regione Basilicata, contiene le rappresentazioni di dodici volti – tanti quanti i mesi dell’anno – e di intense storie che vedono come protagonisti Emanuele Notarbartolo, Placido Rizzotto, Giovanni Spampinato, Giorgio Ambrosoli, Roberto Antiochia, Antonio Montinaro, Francesco Marcone, Silvia Ruotolo, Domenico Gabriele, Lea Garofalo, Giuseppina Pesce e Principessa.

Si legge sulla pagina Facebook dell’evento:

Uno spaccato eloquente su 150 anni d’Italia, percorsa nella sua totalità, temporalmente e geograficamente. I volti delle persone scelte, sottoposti all’attenzione di alcuni famigliari delle vittime, sono stati volontariamente rappresentati da Bubbico con tratti essenziali ma a tinte colori fluorescenti, per evidenziare, attraverso il colore, tutta la vita racchiusa nelle esperienze personali. Una sperimentazione artistica che il grafico materano aveva già utilizzato, con ottimo riscontro, in occasione della mostra Quindici Poster come Carte d’Agrumi. Mostra che ha girato l’Italia e l’Europa a bordo dei furgoni della Carovana Internazionale Antimafie, fino ad approdare al Salone dell’Educazione di Parigi.

Alessandro Cobianchi, presidente Arci Puglia e referente regionale Libera Puglia, spiega chiaramente il senso del calendario:

L’intento del calendario è di sottrarre alle mafie, idealmente e fisicamente, uno dei commerci per loro più floridi: quello degli agrumi. Le associazioni non intendono creare un business, ma lanciare un messaggio che vada in direzione di un’eticizzazione dell’economia. Non ci sono settori dell’ecomomia immuni dall’interesse delle mafie.

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Otranto, quale futuro per il Club Med?

Una delle strutture più importanti del turismo pugliese, la più antica, vede delle nubi addensarsi sul suo futuro, il Club Mediterranée di Otranto conserverà la gestione del villaggio di Otranto solo per la prossima estate. Il Club Med, il più antico villaggio del Salento, il capostipite del turismo moderno, è ritornato interamente nelle mani di Italia Turismo, poiché la società Torre d’Otranto ha venduto a quest’ultima il restante 15% di quota societaria detenuta da Club Med. Il tutto è avvenuto in questi giorni a Roma nell’assemblea in cui si è deciso che

“Per quanto concerne l’acquisto delle partecipazioni di minoranza detenute da Club Med (Società Alberghiera Porto d’Orra, Torre d’Otranto, Sviluppo Turistico per Metaponto) si evidenzia quanto segue – recita il verbale dell’assemblea- L’acquisto della partecipazione di minoranza (15%) detenuta dal Club Med nella società Torre d’Otranto, avverrà a un prezzo previsto di 3,4 milioni. Le parti hanno, inoltre, convenuto la possibilità di valutare la fattibilità tecnico economica di un progetto di ristrutturazione ed ammodernamento del villaggio. Qualora esse fossero d’accordo sul progetto di ristrutturazione, verrebbe stipulato un nuovo contratto di affitto con Club Med alle stesse condizioni previste per il villaggio di Cefalù. In caso contrario, alla scadenza naturale del contratto (2013), Italia Turismo dovrebbe indire una gara per la scelta del nuovo gestore, con evidente incertezza sui flussi di cassa attesa dopo il 2013”.

Insomma, per quest’estate il Club Med riapre, ma resta incerto il futuro del complesso.

“Io credo che anche per quest’anno la situazione sarà complessa – spiega Gigi Ricciardi di Otranto, delegato di Italia Turismo che ha partecipato all’assemblea – poiché la società Club Med potrebbe decidere di aprire soltanto ad agosto per motivi tecnici di riorganizzazione, così facendo, però, nessuno dei lavoratori riuscirà a raggiungere le 78 giornate che permettono di ottenere il prezioso sussidio di disoccupazione previsto per i lavoratori stagionali. La situazione, a questo punto, diverrebbe molto complessa. Inoltre il futuro è legato a un’eventuale ristrutturazione, secondo me, occorre prestare molta attenzione a tutti questi aspetti”.

La preoccupazione che si evince da tale passaggio è che se Italia Turismo non dovesse decidere di ristrutturare subito il villaggio di Otranto, i lavoratori potrebbero saltare una o più stagioni e perdere due terzi di quella dell’anno in corso. Sarebbe, in questo caso, una vera e propria beffa visto che il comparto turistico in località come Otranto è uno dei pochi a reggere all’urto della crisi, uno dei pochi che garantisce il reddito necessario a numerosi lavoratori. L’attenzione per questa struttura storica, dunque, deve essere alta

“questo è un appello che lancio a nome di tutto il Comprensorio di Alimini – conclude Ricciardi – perché sarebbe grave che un villaggio così importante restasse chiuso o aprisse in forma ridotta”.

Il Club Mediterranée è stato uno dei primi villaggi turistici ad aprire nel Sud dell’Italia, il primo insieme a quello di Vieste in Puglia. Nacque per una felice intuizione dello statista Aldo Moro e fu finanziato dalla Cassa del Mezzogiorno. Non si badò a spese per erigerlo e la progettazione fu affidata all’architetto Gae Aulenti che in quegli anni era già diventato celebre per la sua lampada da tavolo “Pipistrello”, disegnata per lo showroom di Olivetti oggi esposta nei maggiori musei del mondo. Furono ricreati in forma moderna i trulli salentini e il complesso fu raccordato da un grande ponte di legno. Il cuore della struttura era “Le Piramid”, una piramide attraversata dall’acqua. Il Club Mediterranée di Otranto aprì nel 1970 e da allora ha formato generazioni di cuochi, barman, maitre, ristoratori, camerieri che oggi gestiscono le loro strutture in tutto il Salento e nella Puglia. Per la sua costruzione furono impiegate maestranze locali e la proprietà pubblica diede in concessione la struttura a condizione che i lavoratori locali fossero impiegati e fossero retribuiti secondo le tariffe sindacali vigenti nel resto d’Italia. Si narra che gli stipendi “a norma” fossero così abbondanti e “insoliti” per il Salento che tanti emigranti tornarono per lavorare nei villaggi turistici.

Elio Paiano

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Otranto: Tso per un senzatetto che bloccava la strada

Un homeless è stato sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio oggi, nei pressi della stazione dell’Agip carburanti di Otranto. L’uomo, senza fissa dimora, ha dato segni di squilibrio sin dalla prima mattinata importunando alcuni passanti nel centro cittadino. Con il passare delle ore si è spostato verso la zona della Punta e da qui nei pressi della stazione Agip sulla strada per Maglie. Qui l’uomo, procedendo su di una sedia a rotelle, si è posto al centro della carreggiata bloccando il traffico. Sono quindi intervenuti i Vigili Urbani di Otranto che hanno tentato in tutti i modi di spostare l’uomo dalla sede stradale. Il tentativo, tuttavia, non è andato a buon fine e ne è nata una colluttazione. Subito sono intervenute le altre forze dell’ordine ed i sanitari del 118 che, dopo oltre un’ora di tentativi sono riusciti ad immobilizzare l’uomo e a trasportarlo in ospedale. Nessuno ha ricevuto danni dal comportamento anormale del senza tetto, lo stesso è in buone condizioni, ma molti cittadini si sono lamentati dell’iniziale intervento dei vigili urbani giudicato maldestro e anche violento. L’operazione si è comunque conclusa nel migliore dei modi e nessuno è rimasto ferito nel concitato intervento.

Elio Paiano

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Alla libreria Idrusa di Alessano c’è La B Capovolta di Sofia Schito

Martedì 29 gennaio, alle 19, presso la libreria Idrusa di Alessano in via Sangiovanni, si terrà la presentazione del libro La B Capovolta di Sofia Schito, edito da Lupo Editore. Dialogheranno con l’autrice la scrittrice Michela Santoro e Tiziana Cazzato.

Il romanzo della Schito, vincitore del premio letterario Torre dell’Orologio, Siculiana, 2012, nella sezione letteratura per l’infanzia e l’adolescenza Lo Scarabocchio di Giufà, affronta la spinosa tematica dell’Olocausto, tragedia immane che coinvolse milioni di persone.

Nella nota che accompagna il libro si legge:

Si può parlare della Shoah in tanti modi. In Se Questo è un Uomo Primo Levi lo ha fatto con poesia, coinvolgendo l’umanità intera in un capolavoro che tocca l’emozione di tutti, nel suo unire la bellezza della parola all’orrore umano. E in questa storia proprio Se Questo è un Uomo e Primo Levi guidano un bambino che vivrà con la grazia propria della sua età un evento che ancora gli uomini non si riescono a spiegare. L’infanzia entra nella Storia più cupa ed aberrante, provando a sfiorare il mistero del buio della coscienza dell’uomo europeo. Levi la accompagna nei luoghi del degrado della nostra civiltà, e lo fa con la sua presa immortale come intermezzo, che cerca di spiegare l’inspiegabile all’innocenza di chi non ha ancora saputo tutto dell’Uomo.

E ancora:

Questo romanzo ci condurrà per mano in un incubo che non può essere lasciato solo al passato. Una storia che ci porterà a sentire l’inesorabilità del male ammantato dall’ingenuità dell’infanzia e dalla profondità della letteratura. Un libro che fa della semplicità lo strumento di narrazione per rispettare quei fatti senza rinunciare all’immaginazione e alla speranza.

Proprio in questi giorni dedicati alla memoria, in cui si riportano alla mente i tanti orrori perpetrati dal Nazismo, un messaggio di speranza, come quello che sottende il romanzo della Schito, non può che aprire uno spiraglio di luce nel buio dell’umanità provata dal secolo breve e dai suoi spropositati mali, e far guardare ad un futuro meno nero.

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Cassazione: redditometro, presunzione semplice. D’Agata: “Sentenza importante”

Il nuovo redditometro è stato bocciato dalla giurisprudenza prima di essere applicato. È questo, in sintesi, il nocciolo dell’importante sentenza n. 23554 del 10/07/2012, depositata il 20/12/2012 dalla Corte di Cassazione, sezione Tributaria, che accogliendo la tesi difensiva dell’avvocato tributarista Maurizio Villani, ritiene il redditometro presunzione semplice e non presunzione legale.

Questo giudizio, importante anche perché in contrasto con altre precedenti sentenze, per la prima volta in Italia, ritiene il redditometro una semplice presunzione e non inverte l’onere della prova a carico del contribuente che, in sede contenziosa, può avere grandi difficoltà a difendersi soprattutto perché nel processo tributario non è ammessa né la testimonianza né il giuramento. Invece, la Corte di Cassazione, accogliendo le motivazioni addotte nel controricorso del cittadino difeso dall’avvocato Villani, ritiene che debba essere sempre l’Agenzia delle Entrate a provare il maggior reddito derivante da redditometro e non deve basarsi esclusivamente sulle presunzioni previste dai decreti ministeriali.

Questa decisione, la prima in Italia, per Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti, è importante anche in vista del nuovo redditometro pubblicato pochi giorni fa dall’Agenzia delle Entrate e che sarà utilizzato da marzo per tutti gli avvisi di accertamento riferiti al periodo d’imposta a partire dal 2009.

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Luca Mosca: C’è musica nella musica

Sabato 26 gennaio il compositore e pianista milanese Luca Mosca torna a Lecce con il concerto C’è musica nella musica da Bach a Duke Ellington, da Kate Bush ai Beatles. Luca Mosca vuole dimostrare come la musica nasce sempre da altra musica, come in Bach e in Beethoven si possa trovare dello swing, che le forme classiche si possono incontrare in Duke Ellington e in Kate Bush e che ci può essere arte nella musica commerciale e del divertimento nella musica d’arte, senza che queste si escludano a vicenda.

Si può dire di Luca Mosca che è un musicista e compositore molto prolifico. Nato a Milano nel 1957 ha iniziato a comporre fin da giovane, soprattutto dopo essersi diplomato in pianoforte, in clavicembalo e in composizione al  Conservatorio G. Verdi di Milano. Il suo linguaggio è del tutto personale e unico ed è basato su un uso regolare del totale cromatico in cui la componente ritmica è fondamentale. Fa oltre spesso uso di virtuosismi vocali e strumentali. Suonando in tutta Italia propone nei concerti principalmente programmi composti da musica contemporanea, autori del novecento storico e sue composizioni.

Il concerto si svolgerà presso i Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, start ore 21, ingresso 6 euro.

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