Archive | Ottobre, 2011

Il mio matrimonio è da ritenersi un evento pubblico o privato?

Domanda posta agli avvocati dalla Sig.ra Claudia:

Gentile avvocato, tra pochi giorni mi sposo. La cerimonia civile si terrà non nelle sale comunali ma in un luogo adibito a cerimonie civile (pagherò per ottenere la sala). La mia domanda è molto semplice: il mio matrimonio è da ritenersi un evento pubblico o privato? Essendo lo sposo una persona nota in città (imprenditore) posso impedire che fotografi di testate locali facciano foto all’evento? Posso impedire il loro ingresso dal momento che pago e quindi affitto quello spazio che è solitamente da ritenersi ”pubblico”? Può ritenersi una violazione della privacy il caso in cui le foto del mio matrimonio finiscano sulla stampa? E poi ancora: come impedire che amici e parenti mettano le nostre foto (che io ritengo privatissime) su Facebook? Sono una persona molto riservata (sebbene non abbia nulla da nascondere), non ho un profilo sui social network e non capisco perchè le mie immagini (che volontariamente scelgo di tenere per me) debbano essere messe in rete da altri.

La ringrazio

Claudia

L’Avvocato Risponde:

Gentile signora,

Le faccio, innanzi tutto, i miei migliori auguri per l’importante evento.

Passando a dare una risposta alle domande, posso tranquillizzarLa in merito alla possibilità di vietare l’ingresso a persone non desiderate durante la ceriminia civile, ciò a maggior ragione visto che la cerimonia si svolgerà in un locale privato.

La tutela della privacy, esercitabile più o meno facilmente nel caso di persone non incluse nalla lista di invitati da Voi predisposta, sarà invece rimessa necessariamente alla sensibilità dei suoi invitati, magari preavvisati dei Suoi desiderata.

Ovviamente l’ordinamento giuridico predispone gli strumenti di tutela sia interdittivi che risarcitori in caso di violazione della privacy, che Lei ben potrà esercitare in caso si sentirà lesa da determinati comportamenti.

Distinti Saluti

Avv. Andrea Conte

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Riceviamo e pubblichiamo: un saluto a Vittorio Potì

di Maria de Giovanni

Una pagina importante di storia politica e umana si chiude con la perdita di una persona come Vittorio Potì, la sua grinta e la sua voglia di vivere non hanno vinto la malattia che in poco tempo l’ha strappato a noi tutti. Nel momento del decesso si trovava in ospedale in compagnia solo dei familiari più stretti, la malattia lo aveva cambiato, aveva toccato la sua dignità di persona forte, austera, imponente e lui si era isolato da tutti, quasi a proteggere le sue fragilità nel dolore. Nella sala consiliare dell’ex comune si è allestita una camera ardente, dove chiunque ha potuto portare il cordoglio alla famiglia, i funerali si sono svolti in piazza, alla presenza di alte cariche politiche, militari e religiose. La sua scomparsa improvvisa ha lasciato un segno tangibile, un capitolo di storia che si chiude. La sua ascesa in politica risale a molto tempo fa, è tramite la politica che ha espresso nel tempo il suo senso del dovere verso le istituzioni, verso la pratica del governo, ma soprattutto con la povera gente per la quale aveva sempre una parola d’incoraggiamento. La sua vita da ragazzo era stata segnata dalla prematura scomparsa del padre e con la madre, un’insegnante, aveva sostenuto, aiutato e istruito tutti i fratelli. La loro forza era la coesione per realizzarsi nella vita. Con il tempo il suo affermarsi politicamente lo vide protagonista di cariche importanti a livello regionale. Quando era in Regione, lottava per il suo paese, per usufruire di contribuiti per realizzare opere nel suo comune. Era orgoglioso del porto di San Foca, una realtà importante, diceva, dato che è uno dei quattordici porti in Puglia. L’impegno era rivolto anche verso Roca Nuova: voleva renderla un museo virtuale, dove si sarebbero proiettate le iscrizioni rivenute sulle pareti della grotta della Poesia Piccola, in greco, in latino e messapico. Vittorio Potì è stato un’icona non solo politica: lascia un vuoto nell’anima di tutti coloro che lo amavano e lo stimavano, in primis come persona e poi come amministratore, peculiare la sua generosità che lo aveva portato a rinunciare all’ indennità di sindaco destinandola ai servizi sociali, alla povera gente che aveva bisogno . Un saluto personale a te, Vittorio, amico, confidente, sei volato via troppo presto, fra noi aleggia la tua essenza, il vuoto che hai lasciato è tanto grande quanto la saggezza che possedevi, ogni cosa intorno ci riporta a te, hai vissuto per Melendugno e Borgagne, come un padre di famiglia cercavi di realizzare tutti gli obiettivi e, pensandoti in quest’arcobaleno di ricordi, rimarrai il primo raggio di sole di ogni giorno.

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Rischio la revoca della patente?

Domanda posta agli avvocati dal Sig. Dennis:

Salve sono in terapia metadonica da 10 anni e da 3 anni ho gli esami completamente puliti (cioè solo metadone prendo) penso che continuerò a prendere tale farmaco per molti anni ancora quindi vorrei sapere, siccome ho la patente, posso guidare sotto effetto di tale farmaco? in caso di incidente corro dei seri rischi per la patente (revoca)? la legge non è molto chiara su quest’argomento e neanche al mio sert non sanno darmi alcuna informazione a riguardo…

Grazie mille.

Dennis

L’Avvocato Risponde:

Egregio signore,

il suo quesito è particolarmente interessante sia dal punto di vista giuridico che, per quel che a Lei più conta, pratico.

In realtà, se da una parte la legislazione in materia non tratta specificatamente detto argomento, è pur vero che la lettura congiunta e sistematica sia dell’art. 187 del codice della starda che l’allegato III bis del testo unico in materia di stupefacenti ( DPR n. 309/90) fornisce un valido aiuto a rispondere al Suo quesito.

Prima di tutto, come noto, la legge vieta, e quindi punisce severamente sia con il carcere che con misure interdittive del tipo revoca della patente, non solo chi guidando provoca un incidente, ma anche che semplicemente si pone alla guida di una vettura in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sotanze stupefacenti o psicotrope.

Nel caso dell’assunzione del metadone, essendo detta sostanza inclusa nell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope ed avendo un affetto fortemente analgesico, si può verificare l’effetto che dopo aver assunto la sostanza il soggetto abbia una alterazione psico-fisica tale da essere incompatibile alla guida di un mezzo a motore.

In conclusione si può affermare che l’assunzione di metadone produce effetti tali da alterare le condizione psico-fisiche del soggetto assuntore, quindi sino a quando questi effetti si produrranno il soggetto non dovrà porsi alla guida di alcun mezzo. Mentre una volta passati gli affetti di alterazione il medesimo soggetto potrà tranquillamente guidare. Ovviamente sulla durata degli affetti di alterazione la valutazione deve essere solo ed esclusivamente medica – sanitaria, variando i tempi sia in virtù della terapia che delle qualità personali del soggetto.

Spero di averLa aiutata a dare risposta ai Suoi interrogativi.

Distinti saluti.

Avv. Andrea Conte

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Il turismo a Otranto tra crisi e sviluppo

di Mauro Ragosta

Negli ultimi 150 anni, la provincia di Lecce ha mostrato sempre gli stessi schemi economici, che trovano larga applicazione anche nel comparto turistico. Il turismo è caratterizzato, infatti, da dinamiche coerenti con le più generali peculiarità dello storico incedere dell’economia leccese. Va da sé che, sebbene Otranto presenti delle specificità rispetto al più ampio contesto leccese, queste tuttavia non la disarcionano dai più generali orientamenti della provincia. È a Otranto che si percepiscono le nuove tendenze del turismo salentino. Ma qual è lo schema di riferimento, tipico del mondo produttivo del Basso Salento? Questo si compone in quattro fasi sequenziali. La prima si connota per l’emergenza di un fenomeno produttivo su sollecitazione della domanda locale. Qui, la produzione presenta una vasta gamma di soluzioni, dalle più economiche alle più sofisticate. La seconda fase, invece, si sostanzia in una crescita quantitativa su soluzioni prevalentemente economiche. È una fase di forte fermento imprenditoriale e, molto spesso, costellata da operatori che si inseriscono nel settore solo perché caratterizzato da alti profitti. Segue dunque la terza fase che si contraddistingue dalla crisi, dove, il principale effetto è quello di liberare il settore dagli imprenditori d’avventura. Infine, la quarta fase è quella dello sviluppo, in cui gli imprenditori maturano e si realizzano prodotti e servizi di alta qualità, capaci di competere e affermarsi a livello nazionale e internazionale, in maniera proattiva, conferendo così stabilità all’intero sistema economico locale. Sulla scorta di questo quadro di riferimento, non è difficile intuire che il turismo a Otranto sia all’apice della terza fase e molti sono gli indizi dell’avvio della quarta, mentre il resto degli agglomerati turistici della provincia si intrattengono ancora nella seconda fase. Appare evidente lo stato di crisi del turismo idruntino. Questo è messo in evidenza, in primo luogo, dal calo vistoso della media delle presenze negli ultimi sette, otto anni, dove ad aggravare la situazione contribuisce l’attuale aumento dell’offerta di posti letto e di strutture ricettive. Uno scenario che aumenta la concorrenza tra gli operatori, i cui risvolti sono l’abbassamento dei loro profitti. Ma c’è di più. A segnalare la situazione difficile sono la chiusura dei battenti di non pochi esercizi commerciali, registrando questi, infatti, una flessione del 10% circa, negli ultimi cinque anni, e l’aumento preoccupante del numero dei protesti, passati da pochissime decine nel 2003 a oltre 180 nel 2009. È una congiuntura economica per la città di Otranto non facile, anche se ultimamente si intravedono segnali e azioni da parte degli operatori privati, che pongono l’offerta turistica idruntina su un nuovo piano di sviluppo, più aderente alle nuove tendenze turistiche, dove, infatti, i frequentatori ultrasessantacinquenni stanno assumendo un ruolo strategico. Non sono poche le strutture alberghiere che si sono insediate a Otranto e che presentano un’offerta, sotto il profilo qualitativo, in linea con quelle che sono le opportunità del turismo attuale, che per molti aspetti sta arricchendo gli schemi che si sono imposti negli anni ‘90. Non è qui inopportuno, mettere in luce, inoltre, che, il turismo delle persone adulte si manifesta non nei periodi di punta, ovvero in luglio e agosto, ma nei periodi spalla, di apertura e di chiusura della stagione, pur non essendo irrilevante la loro presenza nei periodi più caldi. Ma a Otranto si è ancora in presenza di un riassetto dell’offerta a livello embrionale. Molto forti sono i modelli legati all’offerta tradizionale. E non chiare si mostrano le idee tarate sulle nuove tendenze che hanno per attore un turista esigente, molto esigente, il quale considera in maniera globale il sistema d’accoglienza. In poche parole, dunque, non solo l’alloggio, il ristorante e il mare. Predilige, infatti, località vive anche sotto il profilo commerciale e culturale, non rappresentando per lui prioritario solo l’offerta dell’accoglienza nei suoi tratti essenziali, compresi quelli urbanistici. In tale prospettiva, gli attori del sistema turistico idruntino, siano essi privati siano essi pubblici, in questi prossimi anni dovranno, pertanto, porre attenzione a impostare un’azione turistica che, attraverso l’elaborazione della creatività, abbia come filosofia la costruzione di un centro vivo e vivibile di più ampio spettro e maggiore articolazione, che sappia soddisfare le esigenze specifiche degli ultrasessantacinquenni con una capacità economica significativa e con un grado culturale superiore.

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Lecce-Milan: la grande beffa

Bisogna scrivere la cronaca di due partite completamente diverse per poter raccontare fino in fondo questa gara, che ha regalato emozioni infinite dal primo all’ultimo minuto. La partita entra subito nel vivo e il Lecce già al quarto minuto è in vantaggio con la punizione laterale di Grossmuller per la testa di capitan Giacomazzi, che realizza un bel gol. Uno a zero per il Lecce, che nei minuti successivi legittima il vantaggio con un ritmo fortissimo e un pressing perfetto, in virtù del 4.5.1 ottimamente messo a punto da mister Di Francesco. In particolare, Obodo largo su Antonini da un lato e Quadrado largo su Abate dall’altro, creano grandi difficoltà all’organizzazione di gioco milanista che non riesce a sfondare sugli esterni e di conseguenza lascia senza rifornimenti i tre campioni in attacco Ibra-Cassano-Robinho. Poi, dopo un gran parata di Abbiati su Obodo, sono le incursioni veloci di Quadrado a spaventare la difesa del Milan, la quale al 28′ capitola di nuovo grazie a un calcio di rigore trasformato dall’ex Oddo, dopo un fallo di Abbiati su Corvia. Le immagini televisive diranno poi di un penalty generoso, ma dal vivo il rigore sembrava esserci tutto. Ora sul due a zero tra gli oltre 15mila spettatori presenti serpeggiano due diversi e contrastanti stati d’animo: grande gioia nel popolo giallorosso, delusione nella sud rossonera. E al 37′ col terzo gol di Grossmuller la gioia dei tifosi di casa diventa incontenibile. Si va al riposo su un incredibile ed entusiasmante tre a zero. La ripresa dà vita a una partita decisamente diversa. Allegri cambia Ambrosini con Aquilani e Robinho con Boateng. Ed è proprio quest’ultimo a determinare lo spartiacque della gara. In poco meno di venti minuti realizza tre gol perfetti per tempismo, potenza, precisione. Il secondo di questi gol, su assist di Cassano, è davvero impressionante per potenza e precisione. Il forte ghanese con la sua corsa devastante, poi, esalta i compagni e annichilisce il Lecce incapace di reagire e prendere delle appropriate contromisure. Su un Boateng così, probabilmente serviva una marcatura stretta e a uomo. Ora, sul risultato di tre pari, è la parte milanista dello stadio a gioire alla grande, mentre tra i tifosi leccesi ci si augura almeno di portare a casa un pareggio, visto che il Milan del secondo tempo è perfetto in tutto e sembra davvero un’altra squadra rispetto a quella abulica del primo tempo. Di Francesco cambia gli stanchi Corvia e Quadrado con Giandonato e Ofere ma, ormai, è sempre il Milan a fare la partita e, all’82’, un perfetto assist che nasce dal piede di Antonio Cassano mette Yepes in condizioni di realizzare di testa il 4 a 3 finale. Una grande delusione per il Lecce, che assume il sapore di una beffa. In tribuna a fine gara l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani è raggiante, mentre all’uscita degli spogliatoi i giallorossi Esposito, Giacomazzi e Corvia sono distrutti dalla delusione e confidano che, probabilmente, la paura dopo il primo gol subito si è impadronita del Lecce, carente ancora in fiducia nei propri mezzi e autostima. Ora serve ritrovare la calma per affrontare bene la trasferta di Palermo di giovedì sera e la gara interna contro il Novara di domenica prossima. Il Lecce perfetto del primo tempo può vincere entrambe le gare e risalire alla grande in classifica.

Deodato Giovanni Guida

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E’ morto il sindaco di Melendugno: addio a Vittorio Potì

Scomparso Vittorio Potì di Melendugno, noto esponente socialista e sindaco del comune marittimo per quindici anni, oltre che amministratore regionale. La famiglia e il mondo politico e civile salentino, commossi, lo piangono. Vittorio Potì si è spento a 71 anni, a seguito di una malattia che lo ha allontanato dalla vita pubblica. Dopo la laurea, si dedicò all’insegnamento nella scuola media superiore. È stato consigliere regionale dal 1990 al 1995 e dal 2000 al 2005 con la lista Primavera Pugliese. Per quattro legislature consigliere della Provincia di Lecce, Potì ha ricoperto l’incarico di vicepresidente per cinque anni e presidente del consiglio per due anni. Nel 2009 iniziò la sua quinta legislatura a Palazzo dei Celestini, questa volta all’opposizione. L’8 giugno 2009 fu rieletto sindaco di Melendugno, vincendo contro la lista civica “Uniti per Melendugno e Borgagne” capeggiata da Roberto Felline, perdendo di 120 voti nel capoluogo e vincendo di moltissimi voti nella frazione. Il totale permise la vittoria di Potì e il suo ritorno come primo cittadino, richiamato a governare la sua città a 24 anni dalla sua ultima amministrazione. Per candidarsi aveva abbandonato la carica di consigliere regionale, prima ancora d’essere rieletto. I funerali si svolgeranno a Melendugno, paese nel cui cuore e mente rimarrà sempre impresso Vittorio Potì, grande uomo politico, entrato nella storia politica e non solo del Salento e pugliese in generale.

Jenny De Cicco

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Nasce a Rimini Federbalneari Italia: Mauro Della Valle spiega i motivi dell’adesione

Si è conclusa il 22 ottobre a Rimini l’assemblea costituente della neofederazione Federbalneari Italia, a cui ha partecipato Assobalneari Salento, chiamata a costituire il gruppo dei soci fondatori. Mauro Della Valle, presidente di Assobalneari Salento, ha inviato una nota stampa, chiarendo le motivazioni dell’adesione a Federbalneari del suo gruppo. “La riunione – si legge nel comunicato – ha visto l’assemblea chiamata a decidere la bozza dello statuto, alla cui redazione ha lavorato una cabina di regia dei cui componenti faceva parte anche Assobalneari Salento con il proprio consulente legale Danilo Lorenzo. Federbalneari Italia ha aderito al sistema Confimprese, di cui fanno parte sessantamila piccole e medie e medie imprese di tutto il territorio nazionale. La struttura di Federbalneari sarà d’impronta federalista in cui le peculiarità territoriali avranno assoluta autonomia, consentendo una snellezza operativa e una maggiore cura alle problematiche territoriali che, come è noto, sono ben diverse in ambito nazionale. Assobalneari Salento ha creduto molto in tale progetto federalista, anche per avere maggiori possibilità di risolvere i numerosi problemi in ambito locale, non da ultimo quello della erosione costiera, piano regionale delle coste. Federbalneari Italia nasce in momento storico molto particolare per l’impresa balneare e per gli operatori del settore, come è noto è in discussione tutto il sistema che regola le concessioni demaniali marittime, in attuazione della direttiva europea servizi Bolkestein. In tale contesto, la Federazione ha espresso in maniera chiara e netta la propria linea di condotta ispirata a difendere la professionalità acquisita dagli operatori balneari e le risorse sostenute e investite sugli stabilimenti balneari. Principi che dovranno caratterizzare i riferimenti normativi di settore e che verranno portati all’attenzione del ministro Raffaele Fitto, titolare della delega e alla conferenza Stato-Regioni. La Federazione ha espresso la volontà di portare avanti una linea politica propositiva nei confronti del governo, lontana dalle polemiche fini a se stesse e orientata verso un atteggiamento che porterà la categoria a avere una voce importante al tavolo delle trattative, nella piena convinzione che lo stabilimento balneare rappresenta un vero e proprio prodotto del Made in Italy, sconosciuto in gran parte (se non nella generalità) del territorio europeo e che merita di essere difeso a ogni costo come bene e patrimonio che conferisce una peculiarità unica all’offerta turistica balneare italiana in generale e salentina in particolare”.

Jenny De Cicco

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Asl Lecce, le donne del Pd contestano la possibile scarsità di punti nascita

Le donne dei circoli del Pd magliese e dell’hinterland cittadino hanno discusso sulla possibilità che la Asl Lecce chiuda alcuni dei punti nascita. Per cui hanno convocato un’assemblea per tirare le somme di alcune considerazioni che sono scaturite da questa, che è solo una delle facce dei tagli alla Sanità che stanno interessando in questo periodo la sanità pugliese. Per ora, i reparti di Ostetricia che dovrebbero essere chiusi, anche se uno di questi pare potrebbe avere un destino differente, sono quelli di Casarano, Gallipoli, Galatina e Scorrano, mentre resterebbero attivi Lecce, Copertino e Tricase. “Tre punti nascita – dicono in un comunicato le donne del Pd – per coprire un territorio lungo cento chilometri e costituito da 97 comuni: queste sarebbero le conclusioni formulate dalla Commissione Pugliese Punti Nascita, organismo tecnico-consultivo nominato dalla giunta regionale, che detta le linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e della sicurezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo attraverso la chiusura dei punti nascita con meno di 5cento nati all’anno e la riorganizzazione degli altri con meno di mille nati all’anno”. Le donne del Pd si dichiarano aliene a qualunque campanilismo e spiegano come le loro considerazioni partano anche da un attento studio di quanto prescritto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che chiede che ogni punto nascita non preveda meno di mille parti l’anno, ma un numero eccessivo rischia di essere altrettanto problematico. “Secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità – dicono – i punti nascita presenti nelle strutture ospedaliere devono svolgere almeno mille parti all’anno per garantire servizi ottimali: si vedono più casi clinici, si è meglio allenati, si lavora di più in gruppo e quindi si è più pronti e adeguati a ogni circostanza. In provincia di Lecce nascono ogni anno 6930 bambini, in provincia di Brindisi 3227 e a Taranto 3571. Se, come preannunciato dalla stampa, a Taranto rimanessero tre punti nascita mediamente in ognuno dei tre centri verrebbero alla luce 1200 bambini. Per Brindisi rimanendo attivi due punti nascita la media sarebbe di 1600 nati, mentre a Lecce se quattro centri su sette chiudessero, nei rimanenti tre si conterebbero circa 2300 nati per punto. La disparità tra province sarebbe evidente, come evidente sarebbe l’incapacità delle tre strutture pugliesi che rimanessero attive di sopportare una media di 2300 nati a causa delle loro dimensioni e del riallocamento di strumenti e personale”. L’appello è all’ascolto, alla possibilità di ragionare sulle scelte perché i cittadini non subiscano, ma partecipino alle decisioni.

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Risultati negativi dai dossier del Centro Servizi Volontariato Salento

I risultati presentati dal Centro Servizi Volontariato Salento il 20 ottobre scorso danno una visione del Salento poco confortante. Le inchieste si sono concentrate sulla disabilità, la psichiatria, le ripercussioni dei tagli alla sanità, le carceri, l’immigrazione e l’ambiente. I sette dossier “Visti da noi” sono finalizzati alla formazione di laboratori tematici, in cui poter affrontare ogni singolo aspetto con i diretti interessati e trovare così delle possibili soluzioni, come ha spiegato bene il presidente del Csvs Luigi Russo. “L’idea – ha commentato – è quella di contribuire a costruire un sistema Salento in cui pubblica amministrazione-mercato-terzo settore e soprattutto il volontariato siano protagonisti coordinati ed efficaci di sviluppo e qualità della vita”. Sono tutti dati allarmanti, come ad esempio quello sull’ambiente, dal quale si evince che nel Salento vi è un tasso di mortalità per tumore che va dal 5 al 20 % in più rispetto alla media regionale. Questo dato è da collegare ai fattori di inquinamento ambientale. Dai dati sulla povertà risulta che ben 41mila persone vengono assistite dal Banco delle Opere di Carità. “I dati diffusi dal Centro Servizi Volontariato Salento sono allarmanti. Nella sola provincia di Lecce – ha affermato il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia Salvatore Negro – ci sono 41mila poveri che non sanno come comprare il pane e aumentano le famiglie che si indebitano per tirare avanti, sperando in tempi migliori. Intanto a Roma il governo prosegue con la politica degli spot e annuncia decreti sviluppo che si risolvono in diatribe e contrasti”.

Alessandro Conte

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Lecce, fermati cinque presunti spacciatori

Fine settimana all’insegna degli arresti per droga nel Salento. Due ragazzi, giovanissimi, di Corigliano, sono stati fermati dai carabinieri sabato scorso per una sospetta attività ai fini di spaccio. Gli studenti sono sospettati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti a Corigliano d’Otranto, incensurati e ora arrestati dai carabinieri del Nor di Maglie, che li hanno bloccati per un controllo nel centro del paese. Il primo a bordo di uno scooter mostrava sotto al giubbino uno strano gonfiore. Era una busta, piena di marijuana, 45 i grammi, più altri cinque ritrovati durante la perquisizione domiciliare nascosti all’interno della stampante di casa. Il secondo, già da tempo sospettato dalle forze dell’ordine che ne avevano seguito i movimenti, è stato bloccato mentre passeggiava per strada. Addosso non aveva nulla, ma a un controllo più approfondito i carabinieri hanno effettuato la perquisizione domiciliare, e hanno trovato, nascosti nella canna fumaria del caminetto, 85 grammi di cannabis. I militari non escludono che la droga fosse, forse, destinata allo spaccio nelle scuole. Probabile detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti è l’accusa che ha causato l’arresto, il 22 ottobre, di un 30enne leccese. Nella corte del suo appartamento nel centro storico di Lecce aveva creato una serra con lampade al sodio, ventilazione, materiale per il confezionamento delle dosi e mostrando la sua approfondita conoscenza della coltura della particolare piantagione. 160 piantine di marijuana, ancora giovani virgulti, ma quasi pronte a dare i noti fiori. Rinvenuti anche, durante la perquisizione, 3 grammi di cocaina. Dopo le formalità di rito, il trentenne è stato accompagnato presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce. Altro episodio, sempre sabato, in pieno centro a Lecce. Protagonisti di un inseguimento rocambolesco, quasi da film poliziottesco anni ’70, due trentenni, uno di Lecce e l’altro di Melendugno. L’inseguimento è terminato quando i militari di Brindisi hanno esploso tre colpi di pistola in aria e i due si sono arresi alle fiamme gialle. A bordo di una Punto, trasportavano mezzo chilo di eroina, e sono stati intercettati sulla Brindisi-Lecce, mentre procedevano a velocità sostenuta verso Lecce. I finanzieri li hanno pedinati e intimato l’alt, quando i due hanno tentato di fuggire. Così è partito l’inseguimento per il centro storico barocco, e gli inseguiti, alle strette, hanno abbandonato l’auto tentando la fuga a piedi, per le strettoie della città vecchia. È stato a questo punto che uno dei militari ha estratto la pistola e ha sparato alcuni colpi intimidatori. I due si sono arresi. I militari hanno rinvenuto nell’auto mezzo chilo di eroina, mentre nell’abitazione di uno dei due sono stati rinvenuti 12 grammi di hashish, 2 di marijuana, 4 di eroina, 2 boccette di metadone e due bilancini di precisione. Per entrambi è scattato l’arresto.

Jenny De Cicco

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Lecce aderisce alla mobilitazione nazionale per le api

Anche Lecce ha partecipato alla mobilitazione nazionale in favore delle api. Ieri mattina in piazza sant’Oronzo, l’Associazione Interprovinciale Apicoltori Salentini ha protestato affinché vengano banditi definitivamente i prodotti chimici utilizzati in agricoltura. Ѐ una lotta che va avanti da tempo e che ogni anno vede protagonisti gli apicoltori. Nel 2008 i neonicotinoidi, ossia insetticidi che per i loro principi proteggono la pianta per molto tempo, vengono usati per la concia dei semi di mais e sono i responsabili della morte di metà delle api. Grazie all’intervento del Ministero della Sanità che ha decretato la sospensione dell’uso di questi prodotti, gli insetti hanno ripopolato l’ambiente. E ora, il 31 ottobre scadrà il decreto sospensivo e come ogni anno si ripresenta il problema del rinnovo. Ma gli apicoltori chiedono di più, chiedono cioè che fosse definitivamente bandito l’uso dei neonicotinoidi. Secondo alcune ricerche effettuate, la moria delle api sarebbe una mera conseguenza dell’uso di queste sostanze. La questione si allarga e si fa più complessa perché le industrie chimiche premono, affinché nessun pesticida venga tolto dal commercio. L’ape, al centro di un sistema complesso, è un tassello importantissimo senza il quale l’intera macchina andrebbe in tilt.

Alessandro Conte

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Lecce, un corso per la lavorazione della pietra

È partito il 21 ottobre il corso di formazione per scalpellini, ideato dall’associazione InnovaMenti, che si prefigge come obbiettivo la formazione di disoccupati e inoccupati e il recupero di antichi mestieri. Tagliatori e levigatori di pietre, scalpellini e marmisti sono portatori di mestieri dal gusto antico che favoriscono lo sviluppo delle produzioni di nicchia, dirette a un mercato selezionato. Nuovi artigiani servono a stimolare il ricambio generazionale, anche attraverso l’utilizzo e il trasferimento delle competenze maturate dagli artigiani nel corso della propria esperienza professionale e l’apprendimento di attività creative tradizionali, per offrire l’opportunità di avviare microimprese artigiane. “In un periodo di forte crisi – dice Loredana Capone, vicepresidente regionale e assessore alla Programmazione Economica – L’artigianato è una risorsa per il futuro economico del nostro territorio. Fondamentale anche il suo ruolo sociale”. C’erano alla presentazione del corso anche Rocco Rivelli, assessore alla Programmazione Economica del Comune di Matera, Marcello De Giorgi, direttore Cna di Lecce, Leonardo Montemurro, direttore Cna di Matera, con la cui collaborazione è realizzato il corso. Che è rivolto a 16 disoccupati pugliesi, e prenderà il via presso la sede operativa dell’associazione a San Cassiano. Il progetto si propone di far acquisire competenze professionali specifiche, in grado di unire le esigenze del mercato moderno, del fare impresa e il recupero degli antichi mestieri artigiani che rischiano di andare irrimediabilmente persi. “Investire nell’artigianato significa investire nel futuro economico del nostro territorio – ha affermato Capone – senza dimenticare poi il ruolo sociale che tale comparto assume. Insieme al turismo, l’artigianato può realmente offrire una risposta lavorativa a tanti giovani in cerca di occupazione e, al contempo, a tante imprese, che devono fare i conti con il passaggio generazionale”.

Jenny De Cicco

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