Archive | Gennaio, 2012

Maglie, taglio di conifere: quale futuro?

Sono tante le domande che attanagliano in questi giorni gli ambientalisti magliesi. E persino chi non è ambientalista tout court. Si parla del taglio delle conifere in rione Immacolata naturalmente, un provvedimento che ha ricevuto tutti i permessi in regola, solo che qualcuno si è scagliato contro la decisione dei condomini che l’hanno chiesta. E mentre qualcuno di scagliava, altri cercavano semplicemente di capire come sono andate le cose. Come la consigliera Roberta Culiersi, che si unisce ai dubbi già sollevati dal collega d’opposizione, anche se non dello stesso colore politico, Antonio Giannuzzi. “Al di là della legittimità della procedura – ha dichiarato Culiersi alla Gazzetta del Mezzogiorno – che andrebbe comunque approfondita e verificata, mi chiedo come i residenti del rione Immacolata siamo potuti arrivare a una simile decisione. Volere il taglio di 24 alberi in uno dei pochi polmoni verdi della nostra città ha dell’incredibile. E i motivi di sicurezza non credo siano sufficienti a giustificare tale richiesta. Mi chiedo se ci sia stato un sopralluogo del Corpo Forestale e quanti di quei condomini abbiano avallato il provvedimento decisorio. Sarebbe poi interessante verificare come si intende procedere alla recinzione della zona interessata. Vorrei incontrare al più presto i proprietari del condominio e confrontarmi con loro. Alcune decisioni private assumono rilevanza per tutti i gli amministratori nel momento stesso in cui, a causa di queste decisioni, l’interesse che può essere leso è quello pubblico alla salubrità dell’aria e alla salvaguardia del territorio”. La decisione, prima di inoltrare la domanda agli organi competenti, era stata presa nel corso di una riunione condominiale del condominio Tennis, motivata con ragioni di sicurezza. E sembra persino strano parlare di sicurezza in un quartiere in cui a due passi c’è la caserma dei Carabinieri, e quindi è probabilmente il più protetto e monitorato dalla città, non fosse altro che le forze dell’ordine ci passano abitualmente notte e giorno per recarsi sul posto di lavoro.

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Fornelli Indecisi, l’ultimo giorno per partecipare

Cosa cucino oggi? Saranno in tanti a essersi fatti questa domanda, in particolare se si vive da soli e si avverte una certa pigrizia nel cucinare. Così, da un’idea di Pierpaolo Lala, giornalista e vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti pugliese, nasce un’iniziativa che mette tra i fornelli gli indecisi, ossia Fornelli Indecisi, con un contest di ricette “dozzinali” ma gustose, che possono essere utili a tutti coloro che si pongono la domanda da un milione di dollari su cosa cucinare. Si può concorrere all’interno di una sola delle quattro sezioni: antipasti di mare o di terra, primi piatti caldi o freddi, secondi con contorno, dolci e frutta.

Seguendo il link http://www.fornellindecisi.it/blog/il-concorso/ si scarica la scheda di partecipazione al contest che dovrà essere corredata da una fotografia del cuoco indeciso con il suo piatto preparato per l’occasione, naturalmente dalla ricetta, e da un testo letterario che ne illustri come il cuoco indeciso ha scelto cosa cucinare, perché e quali sensazioni il piatto gli suscita, accompagnato anche da una colonna sonora. Alcune delle ricette dello scorso anno sono contenute nel blog, corredate da tutto, se qualcuno volesse trovare un conforto significativo per la sua proposta.

Il piatto e la ricetta saranno giudicati da una giuria presieduta da Don Pasta, il cuoco-dj, che tutti conoscono. La finalissima, di fronte ai giudici e al gruppo ristrettissimo dei dodici finalisti, si terrà il prossimo 20 marzo presso la masseria Ospitale.

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Lecce-Inter: una grande vittoria per la svolta

La partita della svolta è arrivata. Con la vittoria sofferta e bellissima contro i campioni dell’Inter alla prima giornata del girone di ritorno, il Lecce prende tre punti importantissimi in chiave salvezza e acquista una notevole dose di autostima, necessaria quanto i punti in classifica per realizzare quella che fino a qualche settimana fa sembrava un’impresa impossibile. Al cospetto di circa 15mila spettatori -gran parte dei quali di fede nerazzurra-, i quali rendono comunque calorosa una giornata uggiosa, al Via del Mare le due squadre si presentano con assetti tattici diversi: il Lecce col solito 3.5.2, nel quale spiccano l’impiego dei nuovi acquisti Miglionico-al centro della difesa- e Blasi-nel cuore del centrocampo. Entrambi risulteranno decisivi per il buon esito della gara, in quanto capaci, come si sperava, di apportare esperienza e personalità alla squadra gialllorossa. L’Inter, invece, articola un 4.3.1.2 con Sneijder alle spalle del due Milito-Pazzini, con il formidabile brasiliano Maicon ed il veloce giapponese Nagatomo pronti a far decollare il gioco sulle fasce laterali.

La partenza della gara è vivace da parte di tutte e due le squadre.

Nel corso dei repentini capovolgimenti di fronte le occasioni migliori capitano prima a Muriel per il Lecce, il quale in velocità ridicolizza Samuel, ma non riesce ad insaccare, complice la pronta uscita di Julio Cesar, poi a Milito- complice l’unica distrazione di Benassi-, allo stesso Samuel di testa e a Pazzini per l’Inter, ma sugli ultimi due Benassi compie due parate capolavoro, che danno il via al suo pomeriggio da eroe sportivo. E così, al 40′ minuto, proprio nel momento migliore dei nerazzurri milanesi, il Lecce passa in vantaggio con uno splendido gol di capitan Giacomazzi, il quale a centro area raccoglie un cross dell’ottimo Oddo e con un bel diagonale trafigge inesorabilmente il portiere ospite. Il primo tempo, dunque, si chiude sull’uno a zero per i giallorossi salentini.

Nella ripresa Ranieri cambia l’assetto della sua squadra passando al 4.4.2, con Alvares che prende il posto di Sneijder, nel chiaro intento di allargare il gioco sugli esterni. L’inter diventa padrona del campo, ma il Lecce si difende con ordine e precisione. Due gol, per la verità, i nerazzurri riescono pure a segnarli, prima con Samuel e poi con Milito, ma entrambe le marcature sono macchiate dalla posizione di fuorigioco dei due, prontamente rilevata dal collaboratore di linea dell’arbitro Banti. Poi per il Lecce entra Obodo per Giacomazzi -infortunato- e l’altro nuovo acquisto, il giovane Seferovic, al posto di Muriel e per l’Inter Zarate per Obi. La gara rimane apertissima ed al 90° serve un altro miracolo di Benassi sulla conclusione ravvicinata di Pazzini per salvare il risultato e sul conseguente contropiede giallorosso e Julio Cesar, invece, ad evitare il due a zero sulla forte conclusione dell’ottimo Di Michele.

Finisce così la partita. Il Lecce vince uno a zero e l’esultanza sfrenata sotto la curva nord di mister Cosmi la dice lunga sull’importanza di questa vittoria.

Ora sotto con un’altra settimana di passione: mercoledì il Lecce sarà di nuovo in campo ad Udine e domenica avrà lo scontro diretto in casa contro il Bologna. Il tutto in attesa degli ultimi colpi di mercato, che chiude martedì 31 gennaio. Si parla insistentemente dei ritorni di Delvecchio e Boijnov in entrata e della cessione di Oliveira alla Fiorentina, in uscita.

Deodato Giovanni Guida

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Nuovi sbarchi di clandestini nel Salento

Continuano gli sbarchi di clandestini sulle coste del Salento. L’ultimo risale alla notte tra sabato e domenica, in località Ciolo, nei pressi di Gagliano del Capo.

I carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Tricase, a seguito delle segnalazioni ricevute, hanno rintracciato intorno alle tre di notte un nutrito gruppo di clandestini, che in parte aveva già raggiunto il vicino centro abitato.

Le ricerche, protrattesi sino alla mattinata di domenica, hanno consentito di individuare 45 clandestini, tra cui 3 donne e 6 minori, presumibilmente di nazionalità afghana e iraniana.

I clandestini, tutti in buone condizioni di salute nonostante le temperature della notte e le proibitive condizioni atmosferiche, dopo i primi accertamenti sono stati condotti presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto per le procedure di identificazione.

Nessuna traccia del mezzo impiegato per la traversata né degli scafisti, riusciti probabilmente ad allontanarsi indisturbati dalla costa dopo lo sbarco.

Antonella Cazzato

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La Betitaly Volley Maglie vince e convince in casa della seconda

La Betitaly Volley Maglie riprende a conquistare punti contro ogni avversaria. In questo caso la tifoseria e tutto l’ambiente aspettava una vittoria scacciafantasmi dopo la sconfitta a Gricignano, contro la capolista. E la reazione è arrivata contro la seconda in classifica, la Dannunziana Pescara che all’andata aveva violato il Palabetitaly 3-2. Le ragazze salentine hanno “restituito” con gli interessi, il 3-1 finale dimezza le distanze tra Maglie e Pescara, riaprendo i giochi per i playoff. Eppure la partita non era iniziata nel migliore dei modi, con un 25-17 a favore delle padrone di casa che portavano nubi nere sul prosieguo del match. A questo punto quello che è stato definito, non a torto, il capolavoro delle ospiti, con la migliore prestazione da inizio campionato: 25-18, 25-13 e 25-16 i tre netti parziali con i quali, dal secondo al quarto set, la Betitaly ha costruito una vittoria che porta tre punti, chiudendo il miniciclo di due trasferte terribili con una vittoria e una sconfitta. Da questi incontri si evince la crescita delle atlete allenate da mister Tonino Solombrino, che stanno confermando di avere le carte in regola per giocarsi le carte per l’approdo ai playoff. Per una neopromossa, raggiungerli sarebbe già un grosso obiettivo raggiungerli, ma dall’ultima giornata è uscito un altro particolare: nelle partite decisive il Maglie c’è, e nei playoff potrebbero arrivare le vittorie giuste per puntare addirittura alla B1. La settimana prossima si tornerà in casa per affrontare la Pallavolo Aversa, fanalino di coda con soli 11 punti, a fronte dei 29 del Maglie. Sulla carta il pronostico è chiuso, anche contando che la Campania, tranne una settimana fa, ha sempre portato bene alla squadra di Gigi Macagnano in questo campionato. Ma guai a sottovalutare incontri del genere, una sconfitta potrebbe compromettere il cammino della Betitaly.

PAOLO MERENDA

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Toma Maglie, sconfitta interna nello scontro diretto

Il 2-1 con cui il Terlizzi è passato al Tamborino Frisari, campo casalingo della Toma Maglie, potrebbe rivelarsi decisivo, al termine del campionato, ai fini della lotta per la salvezza. Infatti non sono stati persi semplicemente tre punti, ma, dopo lo stop esterno della scorsa settimana contro il Francavilla, che conseguentemente aveva superato il Maglie, anche il Terlizzi sopravanza i salentini in classifica. Il tecnico Giuseppe Puzzovio ha messo il migliore undici in campo, compreso Omar D’Amanzo, che due settimane fa con un gol contro il Bisceglie terzo in classifica aveva dato l’ultima soddisfazione al team del presidente Renato Lillo, un pari che aveva fatto ben sperare. La pioggia battente ha condizionato l’incontro, che i padroni di casa avrebbero sicuramente giocato meglio a campo asciutto, mentre i baresi non hanno pagato molto le condizioni atmosferiche. Già al 19’ gli ospiti trovano la prima rete, con Patierno che di testa sfrutta un cross pregevole e supera Sakho Mamadou. La reazione della Toma Maglie, spinta dal pubblico casalingo, non porta la rete del pareggio fino al riposo. Dagli spogliatoi i ragazzi di Puzzovio escono sapendo che devono raddrizzare la partita. In questo frangente, dimostrano ancora una volta che il gruppo potrebbe togliersi molte soddisfazioni: con determinazione, dopo due minuti guadagnano un rigore che Napolitano trasforma. L’1-1 non è sufficiente, ma il Maglie non riesce a realizzare lo step successivo. Al 71’, così, arriva la beffa: Napolitano cerca la rete con un po’ troppa foga, rimediando un cartellino rosso per un fallo di reazione. L’espulsione taglia le gambe ai padroni di casa, che meno di 60 secondi dopo subiscono il 2-1 definitivo, a opera di De Palo. Ora il Maglie, penultimo a 18 punti, è aiutato nuovamente dal calendario: settimana prossima si andrà a far visita al Victoria Locorotondo, battuto all’andata 4-0, e che adesso ha gli stessi punti della Toma.

PAOLO MERENDA

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Centrale a biomasse di Cavallino: la Regione dice no

La serie di controversie legata alla centrale a biomasse di Cavallino sembra finalmente avviarsi a una conclusione. Al termine della Conferenza dei Servizi dello scorso dicembre la parola era passata alla Regione Puglia che ora si è pronunciata con un no che non dovrebbe lasciare più dubbi sul destino del progetto.

La negazione alla costruzione della mega centrale, notificata dal dirigente del Servizio Ambiente della Regione Puglia, ha suscitato la viva soddisfazione non solo di quanti si erano impegnati nella battaglia contro la realizzazione dell’impianto ma anche di tutte le comunità dei paesi direttamente interessati.

Tuttavia, dal direttivo del Comitato No-Centrale arriva l’invito non abbassare la guardia e a restare uniti, in quanto l’impresa che dovrebbe eseguire i lavori potrebbe procedere in giudizio.

“Accogliamo con estrema soddisfazione il parere negativo espresso dagli organi tecnici della Regione Puglia alla realizzazione della centrale a biomassa di Cavallino. La vicenda non è ancora definitivamente conclusa perché la società ha ora dieci giorni di tempo per depositare le proprie controdeduzioni, ma almeno siamo giunti ad avere un parere specialistico che ufficializza tutto quello che abbiamo detto fin dal primo momento e cioè che questo impianto è smisurato, estremamente vicino agli abitati di San Donato e San Cesario e assolutamente incompatibile con una situazione ambientale già fortemente stressata per la presenza della discarica e dei biotunnel – commenta Andrea Savonitti, portavoce del Comitato intercomunale contro la centrale a biomasse di Cavallino – In attesa di vedere calare definitivamente la parola fine su questa vicenda mi piacerebbe vedere, da parte di tutti i nostri amministratori, un impegno finalizzato affinché tali minacce non possano ripetersi, anziché assistere alla giostra dei comunicati stampa in cui chiunque si arroga meriti e ruoli di paladino”.

Gianluca Conte

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IL DIAVOLO STA NEI DETTAGLI, PRIMO LAVORO IN STUDIO DI AMERIGO VERARDI E MARCO ANCONA

Il 2012 si è aperto per il duo di musicisti Amerigo Verardi e Marco Ancona con un nuovo lavoro discografico, Il Diavolo sta nei dettagli, nei negozi dal 24 gennaio. Si tratta del primo lavoro in studio del duo più noto dell’underground locale ed emergente a livello nazionale, che ha precedentemente pubblicato Oliando La Macchina – Live Tour 2009. Il disco, una piacevolissima conferma dell’eccezionalità di questi due musicisti, si apre con i suoni elettronici di Un’Onda non frena, riassunto dell’intero lavoro, prodotti da rhodes e bass synth di Gianluca De Rubertis (Il Genio) e dalla batteria elettronica di Paolo Provenzano. Seguono Stanco, stufo, stupido e da solo, anch’esso contenuto nel precedente lavoro come altri pezzi tra cui I figli dei Mirafiori, insieme a una serie di brani inediti come Gente che ti vuole bene e Baby Sitter; brani che hanno un filo conduttore, il racconto rock e underground di una società viziata e bugiarda, che ti rende “stanco”, “stufo” e “stupido”, alla ricerca di un posto che sia per sempre. Caratteristica originale sono le due voci che viaggiano perfettamente all’unisono, rendendo ancora più energico e diretto l’effetto di colpire come dardi spietati. Non mancano brani dai toni riservati e intimistici come Anche questo è amore e l’acustico che chiude l’album, Mano nella mano: “certi giorni non è facile pensare di non ritrovarsi più mano nella mano e abbandonarsi a respirare dirsi tutto senza dire una parola”, recita il pezzo che più di tutti, nel 2009, ha coinvolto l’interesse di Manuel Agnelli al punto da far nascere una collaborazione tra Veradi-Ancona con gli Afterhours. Per ascoltare i brani in anteprima http://www.rockit.it/VerardiAncona/album/il-diavolo-sta-nei-dettagli/18437.

Luana Campa

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Scorrano, tanti cantieri per chiudere in bellezza un decennio

Infrastrutture, edilizia scolastica, impiantistica sportiva, bonifica restauro. Sono solo alcuni degli ultimi interventi partiti a Scorrano alla vigilia delle elezioni comunali, che chiudono un’era, quella dell’amministrazione di Mario Pendinelli, che non si può ricandidare dopo due mandati consecutivi. Non si tratta di interventi “propagandistici”, dell’ultimo momento, ma interventi simili sono stati effettuati molto spesso in questi ultimi dieci anni, dato che Scorrano ha spesso partecipato a bandi di finanziamento per migliorare il volto della cittadina, ma anche fornire luoghi che abbiano una grande valenza sociale. “L’attività di programmazione e di progettazione – dice il primo cittadino Mario Pendinelli – dell’amministrazione comunale di Scorrano ha fatto sì che il paese fosse interessato da continui interventi che hanno spaziato dall’edilizia scolastica, all’impiantistica sportiva, al restauro, all’infrastrutturazione, per finire alla bonifica e al recupero urbano. Chi attraversa il comune oggi, in ogni zona del territorio comunale, incontra un cantiere che segna in modo inequivocabile la forte spinta di sviluppo che la comunità scorranese sta vivendo. Su due direttrici si sta procedendo allo scavo per la realizzazione della rete di fogna bianca che prevede lavori per un importo di 1875000 euro. Il centro polivalente Angelo Rizzo, destinato alle associazioni di volontariato e a un centro per diversamente abili è in corso di ampliamento, con lavori per un importo di 450000 euro, e sarà inaugurato a breve. La vecchia scuola media Agostiniani, immobile in precarie condizioni statiche, è stata completamente ristrutturata per un importo di 675000 euro e sono in corso di ultimazione i lavori che consegneranno ai cittadini un centro per attività per i giovani. Il Borgo degli Agostiniani, che accoglie il convento e la chiesa risalenti al 1400, è interessato da un intervento di rigenerazione urbana per un importo di 538000 euro che ha già, nella fase iniziale dei lavori, restituito la parte superiore di un antico frantoio ipogeo. Tutto il manto stradale della rete viaria della zona 167 è in via di rifacimento per un importo di 30000 euro. Spostandoci nell’area rurale, in particolare nella zona Paduli, si incontra il cantiere con cui si sta procedendo al recupero di una vecchia cava dismessa, in località Favorita. I lavori, per un importo di 1000000 euro, consegneranno un parco per skate, free climbing, attività sportive, di spettacolo e ricreative. Si tratta di interventi derivanti da finanziamenti ottenuti, che quindi non gravano sulle casse del comune e testimoniano la dinamicità dell’azione amministrativa. Il totale è di 4568000 euro di lavori che sono in corso di realizzazione”.

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Primo concorso enologico dei rosati

I rosé vini pregni di dignità. I vini rosé venivano considerati scarti di produzione, ma nella cultura enologica nazionale di rivalutazione stanno assumendo sempre maggiore importanza. Né rossi né bianchi, ma rosati cristallini e trasparenti, dal gusto deciso sono tra le massime espressioni enoiche salentine in grado di muovere milioni di euro tra turismo enogastronomico e commercio enologico.

Ieri, giovedì 26 gennaio a Roma, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del primo concorso enologico dei vini rosati ideato e realizzato dalla regione Puglia, nella sala Cavour del Mipaaf, presentata da Dario Stefàno, assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Nichi Vendola, governatore pugliese e il ministro Mario Catania, che ha dichiarato: “Sarà un modo per attirare l’attenzione su un prodotto di altissimo profilo e di forte personalità, Il nostro Paese è il miglior produttore del mondo di questa tipologia e non a caso quattro anni fa abbiamo difeso il Rosato dai tentativi della Ue di farlo diventare una mistura di vino bianco e rosso”.

Stefàno ha dichiarato: “L’obiettivo del concorso è quello di valorizzare le migliori produzioni nazionali, favorendone la diffusione e affiancare le aziende nel percorso di produzione, sino alla commercializzazione. Era doveroso per la Puglia, storicamente vocata alla produzione dei rosati, rendersi protagonista di una iniziativa di altissimo profilo che non ha precedenti nella storia dei concorsi nazionali dedicati all’enologia di qualità”.

Soddisfatto anche il presidente Vendola: “Nel contesto di una crisi rurale drammatica noi abbiamo il dovere di aiutare l’agricoltura a vivere e non sopravvivere, investendo sull’innovazione. Ciò che stiamo realizzando in Puglia va nella direzione dell’innovazione. Il nostro obiettivo è quello di offrire migliori opportunità e supportare al meglio chi ha voglia e capacità di crescere”.

Al concorso potranno partecipare i vini rosati fermi a denominazione di origine Dop e Igp, i frizzanti Dop e Igp, nonché i vini spumanti rosati a Doc e vini spumanti di qualità rosati, prodotti e imbottigliati in Italia (la quota di partecipazione è di 50 euro + Iva).

Ogni campione di vino sarà valutato in base al metodo “Union Internationale des Oenologues” da commissioni composte per sorteggio da quattro enologi-enotecnici nominati dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani e da un giornalista italiano o straniero nominato dall’ente organizzatore.

L’evento entrerà nel clou il 20 e 21 aprile, quando nell’Hotel Villa Romanazzi Carducci di Bari, la giuria tecnica si riunirà per valutare i campioni di vino rosato iscritti alla competizione.

I primi tre vini rosati che risulteranno vincenti nell’ambito delle sei categorie previste – quattro per i vini rosati e due per i vini spumanti rosati – saranno premiati con Medaglia d’oro, d’argento e di bronzo.

Il presidente dell’Accademia italiana della Vite e del vino, Antonio Calò, intervenuto alla conferenza stampa, ha spiegato nei dettagli le varie fasi del concorso, che si concluderà il 5 maggio a Otranto con la cerimonia di premiazione nell’ambito del convegno internazionale sui vini rosati, alla quale il ministro Catania ha assicurato la sua presenza.

Da mercoledì 1 febbraio sarà attivo il portale dedicato al concorso. All’indirizzo www.concorsorosatiditalia.it sarà possibile scaricare la modulistica per partecipare e il regolamento.

Jenny De Cicco

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“Incontri d’autore”: Alfredo Capone chiude il primo ciclo di incontri

Il primo ciclo della rassegna culturale “Incontri d’autore” chiuderà con Alfredo Capone, domenica 29 gennaio. La rassegna è organizzata dal comune di Ortelle, presso la biblioteca “Maria Paiano” di Vignacastrisi (frazione di Ortelle).

Il libro “E Pasculli segna ancora” è un incrocio di storie toccanti che raccontano evoluzione e delusioni di una generazione che voleva cambiare il mondo, ma ha dovuto fare i conti con le mille difficoltà. Il leitmotiv è la

voglia dei ragazzi di riscattarsi e farsi ricordare per il loro entusiasmo e le passioni, uniti dalle emozioni per il calcio e da tanto altro.

Ospite dell’incontro è il cantattore menestrello P40.

Alessandro Conte

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Il Museo civico tra i cento più innovativi d’Italia

Tra i cento musei più innovativi d’Italia, c’è anche il “Decio de Lorentiis” di Maglie. A stabilirlo l’indagine condotta dal Centro Progetti Museali della Direzione Generale per le Antichità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a partire da settembre 2006, sui musei archeologici statali e di enti locali. A seguito della partecipazione al bando, pubblicato circa un anno fa dal Ministero dei beni culturali, il Museo Civico di Maglie è stato inserito tra i cento musei sparsi sul territorio nazionale, perché in possesso degli elementi innovativi nel proprio allestimento, sia dal punto di vista museologico che museografico. Un’intera pagina è dedicata al museo magliese sul sito web ministeriale www.allestimentimuseali.beniculturali.it, sito che riporta esclusivamente gli allestimenti museali innovativi. Nella Regione Puglia sono state selezionate solo sei strutture di cui tre statali (i musei archeologici nazionali di Altamura, di Gioia del Colle e di Manfredonia), una universitaria (il museo storico – archeologico dell’Università del Salento) e due locali, il museo civico di Foggia e quello magliese di cui sono state premiate le particolare soluzioni museografiche e museologiche inerenti la didattica. Il riconoscimento premia il particolare impegno degli operatori della struttura, capaci di tradurre al meglio gli indirizzi del governo cittadino. “A Maglie -spiega la direttrice Assunta Medica Orlando- ogni sezione è stata curata in modo tale che il visitatore sia in grado in modo autonomo non solo di apprendere per ogni singolo reperto di cosa si tratta, di che materia e dove è stato recuperato, ma di comprendere le ragioni che lo animano e contestualizzarlo in narrazioni più vaste”.

Maurizio Tarantino

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