Maglie, La viabilità cerca ordine

Nuove soluzioni per la viabilità e la sosta in città. È questo l’obbiettivo della determinazione emanata nei giorni scorsi dal comandante Giovanni Margilio che tocca anche Piazza Aldo Moro, un argomento nevralgico, la cui sistemazione era già stata oggetto di alcune sedute della Commissione attività produttive. Al momento l’area antistante il Liceo Capece è delimitata da una decina di fioriere accostate per impedire che le auto si infilino e parcheggino tra una e l’altra. Altre due sono in manutenzione: quando saranno sistemate, la zona a ridosso di via Lubelli sarà adibita a parcheggio libero per un numero di auto inferiore a quello attualmente presente ogni giorno in maniera disordinata. Così l’ordinanza stabilisce che ci saranno parcheggi a tempo per 60 minuti nei giorni feriali, dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e dalle ore 16 alle ore 20. Sulla parte che confina col Circolo Cittadino invece, nel tratto di strada compreso tra via Orfanotrofio e via Lubelli, sarà vietata la sosta dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15,30 alle ore 17,30 eccetto per le operazioni carico scarico. Una politica dei “piccoli passi” per cercare di arrivare ad una soluzione che sia più indolore possibile anche se i commercianti avrebbero gradito che la sosta fosse a pagamento per garantire una rotazione efficace delle vetture, ma per istituire il pedaggio è necessario eliminare altre strisce blu in città perché il numero complessivo deve rimanere costante. Il comandante Margilio ha dato anche disposizioni riguardanti anche altre zone cittadine: sarà istituito un senso unico di marcia su via don Antonio Giannuzzi, nel tratto compreso tra le vie Salvatore Fitto e piazza Bachelet; il senso unico di marcia, dalle ore 17 alle ore 20, giorni feriali, su via capitano Elio Nisi sul tratto compreso tra via Monte Grappa e via Nicola Ferramosca, il divieto di sosta in via Giacomo Matteotti a ridosso dell’isola pedonale rialzata nei pressi della scuola elementare e il senso unico di marcia tra via Piave e via Portaluri.

Maurizio Tarantino

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Mercatino del Baratto

Apre a Maglie, oggi e domani, la due giorni del Baratto. Un vero e proprio Mercatino messo in piedi in maniera completamente artigianale, per rivitalizzare una zona periferica magliese, la “Policarita”, quartiere che negli ultimi anni ha avuto un’espansione molto evidente con la costruzione di nuovi assi viari e di insediamenti abitativi molto densi. Il Mercatino del Baratto è un’iniziativa organizzata da alcuni commercianti della zona cioè l’edicola Sicuro, Bar “Le Cafè” e il supermercato Dok e si terrà nell’area antistante gli uffici dell’Inps. “Cerchiamo di creare un momento di aggregazione nel quartiere -spiega Maria Grazia Maggiorano, ex consigliere comunale- puntando su un pretesto per far sì che le famiglie si incontrino.

Protagonisti assoluti saranno infatti i bambini che impareranno a gestire le attività di scambio mettendo a disposizione qualche presente ricevuto durante le feste natalizie, senza che vi sia però alcun pagamento o esborso economico”. Il Mercatino, che ha ottenuto anche il patrocinio comunale, si svolgerà quindi oggi e domani 4 gennaio dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30, presso l’area di via Cavalieri di Vittorio Veneto tra via Gallipoli e via Medico Longo.

Per le adesioni ci si può rivolgere al bar “Le Cafè”, accanto agli uffici dell’Inps.

Maurizio Tarantino

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Caffè al sangue, a Maglie la prima presentazione di Cafè des Artistes

Come si sopravvive alla provincia denuclearizzata? Forse si sopravvive scrivendo: è da questo che prende le mosse “Cafè des Artistes”, nuovo volume narrativo di Angela Leucci edito per Lupo editore, che contiene anche due racconti scritti a quattro mani con Paolo Merenda. Il romanzo racconta della vita di un piccolo bar di provincia, al centro di uno strano giallo, attorno a cui si riuniranno nuove e vecchie conoscenze nate dalla fantasia della narratrice: da Luca Harlem, spacciatore con un sedicesimo di sangue sioux, Clarita Lasalerosa, detective argentina bulimica di sentimenti, Fanny Millefoglie, giornalista frustrata e sovrappeso, che forse aiuterà a risolvere il mistero. All’interno del volume si trovano anche altri racconti delle materie più disparate, dal precariato scolastico agli incidenti stradali, dal mondo delle chat a quello delle macellerie metropolitane, passando per periodi accattivanti e poetici che pongono sempre l’accento sull’ironia nell’occhio di chi scrive. Il volume sarà presentato il 4 gennaio all’Art Cafè di Maglie alle 21,30, in un evento organizzato dalla Biblioteca di Sarajevo, per cui il libro sarà introdotto dalla presidente Paola Cillo. Giornalista, blogger e incantatrice di serpenti, Angela Leucci è la direttrice responsabile di Otranto Oggi, ma collabora attivamente con numerose testate locali e nazionali, come La Gazzetta del Mezzogiorno, Belpaese e DireDonna.

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Nel 2012 Uggiano ancora in Anci?

Uggiano la Chiesa, il comune che ha deciso di non far più parte dell’Associazione Nazionale dei Comuni, ma suo malgrado continuerà a farne parte.

Lo riferisce, con l’ennesimo manifesto, il gruppo d’opposizione Progetto Futuro. Così il 2012 pare che per Uggiano sia sotto il segno dell’Anci.

L’opposizione chiede al sindaco Salvatore Piconese di pubblicare la comunicazione del 14 dicembre di Anci, protocollata al comune il 21 dicembre successivo.

Ecco quanto riportato da Progetto Futuro: “Anci, che ha ricevuto solo per conoscenza la comunicazione del recesso del nostro comune, ha espresso il proprio rammarico per questa decisione e ha manifestato la disponibilità a sgravare le quote associative in caso di difficoltà finanziarie del nostro comune per consentirci di rimanere comunque associati, essendo Uggiano fra i soci fondatori di Anci. Ci dispiace che a livello nazionale il sindaco abbia fatto fare alla nostra amata Uggiano la figura del comune poveraccio che non ha neanche mille euro per pagare la quota annuale Anci (meno di 30 centesimi per abitante), mentre, proprio in questi giorni, lo stesso sindaco ha speso 1.500 euro in francobolli per spedire i calendari in tutto il mondo, continuando a sperperare i nostri soldi in attività di propaganda per se stesso. Il sindaco non ha più scuse per motivare la sua scelta scellerata. La delibera di recesso va revocata subito. Lo invitiamo a convocare con urgenza un consiglio comunale per deliberare la revoca. In ogni caso, Uggiano resterà nell’Anci nel 2012 perché il sindaco ha sbagliato a spedire la delibera. Accecato dalla fretta di far perdere il requisito della vicepresidenza di Anci Puglia a Cristina Rizzo ha sbagliato destinatario. E Anci nazionale ha precisato che se il sindaco, malgrado l’offerta di sgravio delle quote, dovesse confermare la sua decisione di recedere dall’Anci, dovrà spedire correttamente la delibera ma, essendo scaduti i termini per il 2012, il recesso avrà efficacia nel 2013. Siamo convinti che questa notizia farà piacere a tantissimi cittadini che non hanno condiviso l’insana decisione del sindaco ed auspichiamo che quanto accaduto faccia riflettere tutto il gruppo consiliare di maggioranza e lo induca ad assumere le conseguenti decisioni nell’interesse della comunità amministrata e non con finalità persecutorie nei confronti di qualcuno. La sana politica è servizio, l’insana politica è abuso di potere”.

Ma la partita Anci a Uggiano non sembra essere ancora chiusa.

 

Jenny De Cicco

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Incerto il destino del Don Tonino Bello

Ancora una volta il centro d’identificazione Don Tonino Bello di Otranto mostra i suoi limiti. E’ alle porte il nuovo anno e si fa avanti l’ipotesi che il centro d’identificazione d’Otranto torni alla funzione centro d’accoglienza, ma il sindaco nega l’eventualità.

Ironia della sorte, nell’anno del ventennale dai primi approdi dei profughi albanesi in Puglia, sono ripresi con intensità, da circa un anno, gli sbarchi sulle coste salentine.

Diverse le motivazioni che spingono all’esodo i nuovi migranti, diversa la nazionalità, provengono dalle zone calde del Medio Oriente e tra di essi si scorgono molti più giovani.

Il Salento si riconferma terra dell’accoglienza, che a più riprese è stata accostata al Nobel per la Pace proprio per questo spirito altruistico, dimostrato al mondo da 20 anni a questa parte. Ma le buone intenzioni e la bontà salentina non aiutano a risolvere i problemi, così gli ultimi sbarchi hanno dimostrato quanto le risorse materiali siano limitate rispetto a quelle spirituali della terra tra i due mari. Ieri la situazione al centro di prima accoglienza di Otranto “Don Tonino Bello” era infatti critica. Più di due approdi in un giorno e la struttura s’intasa, l’utilizzo in senza sosta della struttura e la machina dei soccorsi mostra i suoi limiti. Così il Don Tonino d’Otranto, che dovrebbe servire solo per l’identificazione e il soccorso, operazioni solitamente della durata di poche ore, diventano attese di un giorno intero. Così spiegava a fine agosto il responsabile del centro, Raffaele De Cicco, quando la situazione aveva già toccato momenti d’alta criticità. “Abbiamo problemi che diventano sempre più seri –spiegò Raffaele, che si occupa del centro per il Comune di Otranto – Ci manca ormai di tutto. Se il ritmo di arrivi resta questo presto la situazione diventerà critica”.

Oggi il numero di sbarchi è aumentato e il centro spesso ospita più persone di quante potrebbe accoglierne, come successo in questi giorni. Non ci sono posti nei Cara di Puglia e Calabria che hanno superato la soglia di contenimento, nuovi arrivi sosteranno a Otranto fino al 2 gennaio e nella piccola struttura otrantina gli ospiti devono attendere in condizioni precarie.

Solo grazie al buon cuore e alla ferrea volontà dei volontari della Croce Rossa, dei militari e della Misericordia che si possono evitare situazioni peggiori di un semplice sopraffollamento.

Ecco che torna l’ipotesi che la destinazione del Don Tonino Bello possa cambiare per tornare da centro di prima accoglienza a centro di permanenza per migranti, l’opposto di quanto avvenuto nel 2005. Tanto forte l’ipotesi che il Sindaco della cittadina che in queste ore si prepara a festeggiare il nuovo anno, si è trovato costretto a smentire.

Il sindaco riferisce come non ci sia possibilità che il don Tonino Bello torni a svolgere funzione di centro permanente, anche perché lui stesso non è stato informato dell’eventualità, il Don Tonino è un immobile di proprietà comunale e l’amministrazione dovrebbe essere la prima a conoscere queste decisioni.

La situazione assumerebbe risvolti negativi, il protocollo firmato in Prefettura ha chiarito il ruolo del Don Tonino Bello, che oggi accoglie in se non solo migranti ma realtà associative ormai essenziali per la città e la sala convegni, sempre più spesso utilizzata come ritrovo per i giovani e gli anziani d’Otranto.

Quale sarà il destino del plesso?

Jenny De Cicco

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Nuovo orario Trenitalia, nuovo anno per i pendolari

Dopo le vivaci proteste pugliesi del mondo politico e anche civile, Trenitalia risponde con una coppia di treni in più sulla tratta Bari-Milano, non diserta la tratta la Taranto-Milano e per i clienti pugliesi in transito dal nodo hub di Bologna sul servizio Alta Velocità verranno applicate tariffe “particolarmente agevolate”.

La risposta è arrivata direttamente dall’azienda di trasporti qualche giorno fa. Basteranno i nuovi orari per calmare gli animi infervoriti dei clienti pugliesi e meridionali di TrenItalia?

Intanto Vincezo Soprano, amministratore delegato dell’azienda di trasporti, riscontrando la nota in cui il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna sollecitava impegni sui servizi ferroviari da e per la Puglia, fa sapere dal Gruppo Ferrovie quale sia la “situazione alla luce delle modifiche adottate con l’orario in vigore dall’11 dicembre”.

Per i servizi a mercato, quelli che Trenitalia esercita “a rischio d’impresa, senza risorse pubbliche, i collegamenti Frecciabianca col Centro-Nord sono stati velocizzati e implementati”. Oggi impiegano mediamente 20 minuti in meno tra Bari e Milano ed è stata aggiunta un’ulteriore coppia di treni su Milano” informa Soprano, che conferma la coppia di Frecciabianca Taranto-Milano e viceversa.

Trenitalia assicura inoltre collegamenti finanziati dal Contratto di Servizio con lo Stato, sui quali anche nel 2011 hanno continuato a incidere forti perdite, per effetto del calo della domanda. “In assenza di fondi pubblici aggiuntivi – fa rilevare l’amministratore delegato, nella rimodulazione dei collegamenti realizzata sulla base delle indicazioni del Ministero – il nuovo orario ha attestato su Bologna Intercity Giorno e Notte che percorrono la direttrice adriatica da Nord a Sud e viceversa, in rete con molteplici soluzioni d’interscambio per raggiungere le destinazioni finali, specie con treni ad Alta Velocità”. Per la clientela pugliese sono state previste tariffe particolarmente agevolate, per l’uso degli Av in partenza o arrivo a Bologna.

Il programma di rimodulazione limita al solo fine settimana l’Intercity Notte Lecce-Roma in andata e ritorno e prevede però la soppressione della coppia di Intercity Notte Milano-Bari-Reggio Calabria, che facevano registrare “indici di frequentazione estremamente bassi”, si legge nella risposta dell’ad Soprano.

Intanto un nuovo anno si prospetta ai pendolari pugliesi.

Jenny De Cicco

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A Lecce arriva “Eresia” di Christian Montagna

Approda a Lecce una delle mostre più interessanti presenti sull’attuale scena artistica italiana; stiamo parlando di “Eresia” di Christian Montagna, giovane artista salentino che ha maturato importanti esperienze artistiche in Italia e all’estero a partire dalla metà degli anni novanta.

La mostra, inaugurata lo scorso 17 dicembre, rimarrà aperta al pubblico fino all’8 gennaio presso la sala espositiva museale dell’Agenzia per il Patrimonio Culturale “Euromediterraneo”, sita in piazzetta Duca d’Atene.

Le opere di Montagna possono essere definite come “figurazioni dello squilibrio”, nel loro richiamare, con decisione, luoghi metafisici dal carattere tra l’onirico e l’apocalittico.

La sua odierna ricerca pittorica tende all’approfondimento del processo con il quale la luce, impregnandosi di colore, definisce la natura delle figure facendo emergere una palpitante energia fatta di dissolvimento di materia e di violenti accostamenti cromatici, che anticipano un’atmosfera di imperscrutabile raccoglimento.

Questa nuova serie pittorica, questa “Eresia”, in parte generata nel periodo che l’artista ha trascorso a Berlino nell’estate del 2011, è di una potenza espressiva inaudita (complice l’ottimo allestimento della mostra ad opera dello stesso Montagna). “Eresia, un universo permeato di luci e ombre, mera desolazione e spirali architettoniche dall’incedere inquieto in una dimensione destrutturata”, spiega l’autore.

Ma l’arte di Montagna non è soltanto magnetismo cromatico dall’inquietante luminescenza e parti di universi che richiamano, in un certo senso, atmosfere post-orwelliane; l’artista sembra celare nelle sue opere – come egli stesso afferma – un messaggio psicologico e sociale: “L’attuale processo pittorico è un mondo alchemico attraverso il quale mi è stato possibile continuare a denunciare (in maniera indiretta) ciò che mi circonda in questa società, ma anche di esorcizzare i miei demoni. Ora, lascio scorrere il tutto: emozioni ed esistenza”.

Gianluca Conte

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Un nuovo anno inizia con la Strina

A Calimera torna la Strina.

Il giorno di Capodanno, domenica 1° gennaio, si rinnova la tradizione grecanica di Calimera con l’iniziativa organizzata dalla Proloco che dà, con un tocco antico, il benvenuto al nuovo anno.

La Strina sono canti in rima in lingua grika che raccontano la venuta al mondo del Signore, che verranno suonati sul sagrato della chiesa Madre di Calimera, al termine della messa vespertina, fra musicanti, paesani, visitatori, tamburelli, organetti e sonagliere con cui la festa ripropone l’antica tradizione in cui musicanti andavano di casa in casa intonando questi canti in rima intonano la lieta Novella Grika.

Per le strade riecheggia per le strade l’antica tradizione grazie ai ragazzi del gruppo Iziki, che rispolverano questa usanza, augurando abbondanza e fortuna. I sei musici dopo aver narrato al popolo la Natività con passi cadenzati dalle arie natalizie, percorreranno piazza del Sole fino alla sede della Proloco.

La Strina rientra nel bagaglio delle tradizioni pagano-cristiane della Grecìa salentina a cui si assisteva nel periodo tra l’Immacolata e il Capodanno, durante il quale le strade e le piazze si popolavano di musicisti d’esperienza e non, che diffondevano musiche e canti religiosi di stampo pagano riarrangiati in chiave cristiana, è una delle tradizioni di origine grika a cui si ha ancora la fortuna d’assistere, perché salvaguardate dalla modernità grazie alle sentinelle della cultura, gli anziani e la scuola.

Racconta la Strina degli eventi del ciclo della nascita di Gesù Cristo, la musica e le parole di questi canti venivano riproposte per le abitazioni, le masserie e i vicoli da piccoli “gruppi musicali” che in cambio ricevevano auguri o provviste, la Strina è quindi ciò che rimane di un canto d’iniziazione ed accompagnamento dell’uomo e del suo lavoro verso un nuovo anno, un modo per propiziarsi la fortuna nei giorni che dovevano arrivare.

Jenny De Cicco

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Otranto terminale del South Stream?

Il South Stream entro fine 2012 in Italia.

E’ arrivata oggi, 30 dicembre, la notizia che il primo ministro russo Vladimir Putin ha chiesto al gigante del gas Gazprom di accelerare la costruzione del gasdotto South Stream. Il gasdotto attraverserà il mar Nero e approderà in Italia, per la precisione a Otranto. Il progetto è pensato per far arrivare il gas russo nell’Europa meridionale e orientale. Questa settimana Mosca si è assicurata l’approvazione chiave dalla Turchia per procedere con la costruzione. Secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe, Putin ha chiesto all’amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller, di darsi da fare per avviare il gasdotto alla fine del prossimo anno e non nel 2013. La mossa è anche un modo per mettere sotto pressione l’Ucraina, attualmente principale via dell’esportazione di gas russo, ma Paese con cui Mosca ha avuto più volte problemi sui prezzi del gas.

Infatti l’approdo del gasdotto a Otranto è una delle eventualità prospettate per il progetto alternativo alla linea nell’hub austriaco di Baumgarten che fa capo al gruppo Omv. Questo è quanto è stato riportato dall’agenzia Bloomberg. Pare infatti che Gazprom abbia deciso di portare il percorso ad Otranto, collegando la Russia all’Unione Europea senza passare per l’Ucraina.

I condotti verranno divisi in due tronconi, la sezione offshore nel Mar Nero di circa 900 km e quella su terra, tracciato ufficialmente non ancora definito. Le due opzioni in progetto sono la penisola balcanica e Austria – opzione che una fonte di Gazprom ha definito ora obsoleta – e la Grecia, con il canale di Otranto.

Così nel 2015 i salentini potrebbero vedere funzionare a regime il South Stream con la sua portata di 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Ma la storia dell’arrivo a Otranto di Eni Gazprom non è nuova. Già annunciato nel giugno del 2007, l’accordo era stato firmato a Mosca il successivo novembre 2007.

All’epoca, la notizia dell’accordo per la creazione di un’azienda comune incaricata della realizzazione del gasdotto South Stream fu riportata dal quotidiano Kommersant. L’accordo fu siglato dagli amministratori delegati delle compagnie, Paolo Scaroni e Alexei Miller durante la visita in Russia del presidente del Consiglio Romano Prodi.

L’agenzia Interfax nel 2009, citando una fonte del Cremlino, spiega che la joint venture avrebbe avuto il compito di redigere uno studio di fattibilità sul gasdotto e che il documento è un supplemento al protocollo d’accordo già esistente.

A Otranto arriveranno pertanto due gasdotti, British e Gazprom-Eni, mentre in Basilicata, in Val Basento nascerà un sito dove verranno stoccati 1,5 miliardi di metri cubi di gas.

Jenny De Cicco

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Provincia e Regione divise sugli oratori

Finanziamenti agli oratori, mentre la regione Puglia non approva, la provincia di Lecce ne finanzia 51 e dispone 93 mila euro per le parrocchie che ne hanno fatto richiesta.

Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ha disposto un nuovo intervento a sostegno degli oratori provinciali, in quanto importanti spaccati della società e della socialità, che andranno a sostenere oratori e parrocchie che nei mesi scorsi hanno presentato domanda di contributo ed erano rimasti fuori dalle prime 51 posizioni in graduatoria. Sale a 300mila euro la somma stanziata nel corso dell’annualità 2011.

Come sottolineato da Gabellone le parrocchie e gli oratori, non solo cattolici ma di qualsiasi fede sono “importanti e concreti supporti alla crescita dei minori, alla formazione delle giovani generazioni, prevengono il disagio giovanile, aggregano diversamente da altre forme di aggregazione ben più pericolose”.

I finanziamenti provinciali arrivano proprio nel momento in cui in consiglio regionale si porta avanti la battaglia dell’Udc. Il capogruppo Udc ragionale, Salvatore Negro dichiara: “Quando si parla di oratori il governo Vendola si fa rosso in viso e lascia intravedere la sua insofferenza verso l’argomento.

L’approvazione del Bilancio di previsione 2012 era l’occasione per venire incontro alle esigenze di questi centri. Ma probabilmente si intendono privilegiare solo agenzie e fabbriche che rappresentano i primi supporter politici nelle campagne elettorali della sinistra.

L’intervento del presidente Introna è stato di parte finalizzato a tutelare la maggioranza che rischiava di non avere i numeri dopo che già era andata sotto nella votazione sull’emendamento riguardante le Caritas. Fra l’altro, a tal proposito, non è riuscito a spiegare come mai ha dichiarato ricevibile il provvedimento sulle Caritas e irricevibile quello sugli oratori (subito dopo l’approvazione del primo con il voto segreto)”.

Il consigliere regionale PdL, Pietro Lospinuso ha diffuso la seguente nota: “Non ci ha sorpreso l’esito negativo e movimentato della discussione in consiglio regionale sulla proposta di tornare a sostenere gli oratori riconoscendone concretamente il ruolo assolutamente prezioso, soprattutto in aree nelle quali il disagio sociale è più forte e la mano pubblica più assente.

Già conoscevamo infatti l’ostilità ideologica di taluni, pur non preponderanti, settori della maggioranza regionale nei confronti di tali istituti, rei di sfuggire al controllo del Grande Fratello statalista per riempirne i vuoti in una missione necessaria. Riteniamo comunque che l’argomento non debba essere lasciato cadere soltanto per un incidente di percorso, ma possa e debba essere ripreso – per esempi, in una proposta di legge che superi i confini dei partiti e delle coalizioni – in chiave assolutamente non polemica verso alcuno, ma comunque in modo che le sensibilità che convergano su di esso, da qualsiasi parte, possano liberamente ritrovarsi in una iniziativa comune. Rivolgiamo pertanto un appello a tutti i colleghi interessati perché, senza distinzioni di parte, cooperino alla definizione di un testo con relative quantificazione e individuazione delle risorse, per il quale si può anche insieme sollecitare un percorso rapido”.

Jenny De Cicco

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Nuovi sbarchi di clandestini nel Salento

Ancora sbarchi sulle coste del Salento. Risale alle prime luci dell’alba l’ultimo avvistamento di clandestini tra Novaglie e Tricase Porto.

I trentasei immigrati, di nazionalità afghana e irachena, tra cui 8 minori, sono stati individuati dai carabinieri della Compagnia di Tricase, allertati da alcuni passanti, mentre si dirigevano a piccoli gruppi nell’entroterra.

Tutti gli immigrati stanno bene, nonostante le rigide temperature della notte e la fatica patita durante la traversata.

Rifocillati dai militari e da alcuni volontari della Caritas e della Croce Rossa, sono stati successivamente trasferiti nel centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto per le procedure di rito e le operazioni di identificazione.

Nessuna traccia dell’imbarcazione utilizzata per raggiungere la costa né degli scafisti coinvolti, probabilmente fuggiti a bordo dello stesso mezzo.

Antonella Cazzato

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Concerto per l’Unicef a Giuggianello

Il 3 gennaio prossimo a Giuggianello presso la chiesa di Sant’Antonio Abate a partire dalle 20, il comune più piccolo del Salento offrirà il concerto di beneficenza “Antiqua Manent”.

Antiqua Manent è la manifestazione cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito l’Alto Patronato Presidenziale e la fregerà anche della Medaglia Commemorativa Presidenziale.

L’evento è organizzato con l’alto patronato del presidente della Repubblica Italiana e i patrocini di regione Puglia, provincia di Lecce e dell’Unione comuni Terre di Mezzo, di cui Giuggianello fa parte.

Il concerto a scopo benefico sostiene la campagna Unicef “Un pieno di calorie”, che prevede la raccolta fondi affinché i bambini malnutriti di tutto il mondo siano sempre meno.

Antiqua Manent ha un precedente di successo, il 28 luglio 2010 fu organizzato presso il Parco Rini di Spongano con l’esibizione dell’Ensemble Prothimia, composto da musicisti pugliesi e internazionali, in un concerto di musiche da Camera della prima metà del Settecento per Flauto Traversiere e archi.

Per questa edizione suonerà l’Ensemble La Villanesca che propone un programma composto da una selezione delle più belle pagine dell’Italia del Seicento.

Saranno eseguiti brani per dulciana – ossia fagotto rinascimentale – due violini e clavicembalo, in diverse combinazioni di organico.

L’ensemble La Villanesca è nato nel 2010 a L’Aia, in Olanda, dall’incontro di quattro musicisti di varia provenienza accomunati dalla passione per la musica del XVII secolo. Tutti i componenti hanno studiato Prassi Esecutiva della Musica Antica su Strumenti Originali nelle migliori scuole specializzate d’Europa e si esibiscono regolarmente con orchestre ed ensembles di Musica Barocca in Europa e in tutto il mondo.

L’ensemble è composto da Kim Stockx alla dulciana, al violino Enrique Gómez-Cabrero Fernández e Luca Alfonso Rizzello, all’organo João Rival e mostrano con franchezza l’approccio al repertorio antico caratterizzato da una particolare attenzione alle fonti e alle testimonianze antiche, attraverso le quali cerca di recuperare il gusto e la sensibilità del periodo Barocco.

I brani eseguiti saranno quelli di autori barocchi, come Castello, Fontana, Bertali, Cavalli, Merula, Cima e Uccellini.

Jenny De Cicco

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