Conclusi gli incontri di Federbalneari sul Prc

Si è chiuso l’altro ieri il giro d’incontri cui ha partecipato Assobalenari Puglia – FederBalneari sul tema Piano Regionale delle Coste. L’altro Ieri mattina, si è infatti tenuto l’incontro tra Mauro Della Valle, vicepresidente nazionale di Federbalneari, e il dirigente del settore Demanio della Regione Puglia per discutere delle criticità rilevate dall’associazione nel Piano Regionale delle Coste, approvato in Giunta Regionale con il Burp 174 del 9 novembre, nell’incontro presso l’Anci, a cui ha partecipato il presidente regionale dell’associazione Toti Di Mattina.

Il vicepresidente Della Valle e l’avvocato Mancarella, hanno incontrato a Bari presso la sede della Regione il Dirigente del Settore Demanio Vitofrancesco per far ordine e chiarezza sulla futura stagione.

Hanno concordato di rivedere il termine di durata della stagione balneare, prevedendo che le attività collaterali alla balneazione possano essere effettuate durante l’intero anno solare e limitando temporalmente solo alla balneazione.

Come sottolineato da Mauro Della Valle: “Il Piano presenta aspetti in contrasto con la tutela dell’ambiente, è assente una strategia di conservazione effettiva e reale, ma anche la salvaguardia dei livelli imprenditoriali raggiunti dalla categoria.

Drammatica è la enunciazione di tutta una serie di limiti, divieti e prescrizioni che vengono imposti in assenza di una programma di politica turistica del territorio, finalizzata a regolamentare veramente il comparto balneare per renderlo al passo e competitivo”.

Ulteriore elemento di profonda perplessità ha riguardato il ruolo che i Comuni costieri hanno poiché hanno l’obbligo di approntare il Piano Comunale delle Coste entro quattro mesi (marzo 2012) dall’approvazione del Piano Regionale. Destagionalizzare la propria offerta è obiettivo che potrà essere raggiunto attraverso l’inserimento di una prescrizione che demandi il periodo di balneazione non ad un arco temporale determinato in termini di giorni e mesi, bensì al monitoraggio delle acque”.

La proposta del presidente Della Valle al responsabile è anche quella d’inserire nell’ordinanza balneare una norma che demandi ai comuni il compito di individuare, attraverso i Piani di classificazione acustica comunale, le zone dove sia possibile effettuare intrattenimento musicale anche serale.

L’incontro si è concluso con la consegna, da parte di Della Valle a Vitofrancesco, d’una cravatta con il simbolo dell’associazione.

Jenny De Cicco

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Il Salento e il Natale: V edizione delle “Città dei Presepi”

Il 25 dicembre 2011 partirà da Lecce la V Edizione delle “Città dei Presepi”, importante iniziativa che ha lo scopo di valorizzare il territorio provinciale durante il periodo natalizio.

La tradizione più poetica del Natale è senza dubbio l’allestimento del presepe: preparare il villaggio della natività, aggiungere nuove statuine, riparare quelle rotte, ritoccare gli addobbi è senz’altro il ricordo più emozionante per molti di noi e ci riporta al tempo della nostra infanzia, al tepore delle case nei giorni di festa, al calore della famiglia.

Ancora più coinvolgente e suggestiva è la rappresentazione del presepe vivente.

Il legame tra il Salento e la tradizione del presepe è molto forte. La leggenda narra che san Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, approdò ad Otranto a causa di una tempesta nell’inverno del 1219. Qui trovò ospitalità in una dimora gestita dai frati. Anni dopo, ispirato dall’esperienza vissuta, allestì nel piccolo paese di Greccio (Rieti), in una grotta in cima a una collina, la più suggestiva delle Natività viventi per rivivere la nascita di Gesù.

Da allora, non si contano i presepi allestiti in tutta Italia e anche nel nostro Salento.

Proprio con l’intento di dare risalto all’artigianato locale, e non solo, esaltandone le peculiarità, in modo particolare quelle legate alla tradizione del presepe, dal 2007 opera l’associazione “Città dei Presepi”, frutto di un protocollo d’intesa tra la Provincia, l’Azienda di Promozione Turistica, la Camera di Commercio, il Comitato Provinciale Pro Loco, l’Agenzia del Patrimonio Culturale Euromediterraneo e diversi comuni della provincia, tra i quali anche il Comune di Tricase.

L’associazione promuove gli itinerari religiosi, con l’obiettivo di destagionalizzare il turismo, come recita l’articolo 2 della Convenzione Associazione Intercomunale “Città dei Presepi”, mediante “la collaborazione e la cooperazione con tutti i soggetti pubblici e privati e la partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, economiche e culturali”.

Anche per la V Edizione della “Città dei Presepi” l’associazione mette a disposizione di quanti vorranno approfittarne un servizio bus gratuito con guida per la visita alle Città dei Presepi da domenica 25 dicembre 2011 sino a sabato 6 gennaio 2012.

Nel Salento sono stati organizzati 13 itinerari per permettere a cittadini e turisti di raggiungere le mete prescelte e godere degli eventi in calendario immergendosi nelle tradizioni dei luoghi.

L’itinerario che riguarda il comune di Tricase, “La via dei presepi n. 5 (Villa Convento, Novoli, Tricase)”, è previsto per mercoledì 28 dicembre 2011.

Per poter usufruire del servizio bus occorre prenotarsi obbligatoriamente presso l’info – point Castello Carlo V Lecce (telefono 0832/246517). La prenotazione è valida fino a 15 minuti prima della partenza del pullman.

Per informazioni riguardo agli orari e le fermate degli itinerari, è possibile collegarsi al sito dell’Associazione Intercomunale “Città dei presepi”: http://www.cittadeipresepisalento.it

Antonella Cazzato

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Calimera, in arrivo il calendario della Combriccola di Sofia

“Cos’è la Combriccola di Sofia? Proviamo a spiegarlo in poche righe. Sofia – che troneggia in posizione centrale nella prima pagina di questo calendario – è la splendida meticcia che guida, con autorità indiscussa, il gruppo dei cani del rifugio. La combriccola è, invece, il gruppo di volontari, di diverse associazioni, che si è ritrovata attorno a quel branco, scoperto per caso, quasi dimenticato dietro le mura di una struttura del Salento, e ha cominciato a occuparsene con dedizione e amore. Dal 2009 il rifugio è diventato – grazie alla perseveranza, all’attenzione e al lavoro dei volontari – un luogo più sicuro e più accogliente, in cui, negli anni, molti cani hanno trovato cibo, cure e carezze e la speranza di un futuro migliore in una casa”. Sono queste le parole che uno dei volontari animalisti del rifugio di Calimera utilizza per introdurre il calendario di quest’anno, un almanacco che contiene le immagini di alcuni cani, tutti adottabili, che si trovano presso il rifugio. Le foto e il progetto grafico del calendario sono stati realizzati e curati da Annamaria Amabile, con la collaborazione dei volontari del museo di Storia Naturale del Salento e dell’Osservatorio Faunistico di Calimera. Il 19 dicembre alle 19,30 presso la bibliomediateca “Giannino Aprile” di Calimera avrà luogo la presentazione del calendario. Nel corso della manifestazione saranno proiettate immagini degli animali ospitati presso questi centri che hanno realizzato l’almanacco e si terrà una piccola conferenza sull’attività di recupero, cura e salvaguardia degli stessi. I proventi della vendita saranno utilizzati per la realizzazione di iniziative a sostegno della lotta e prevenzione del randagismo.

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Assistenza malati oncologici, Salvatore Negro chiede un intervento da parte della Regione

All’Asl di Lecce continua la protesta dei 100 operatori socio-sanitari che chiedono una proroga del contratto. Il prossimo 31 dicembre, infatti, scadrà il contratto e in loro sostegno, ancora una volta, è intervenuto il capogruppo dell’Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, chiedendo un intervento da parte della Regione affinché si attivi per trovare una soluzione alla vertenza. “La proroga del contratto ai 50 operatori socio-sanitari e ai 50 autisti che prestano assistenza domiciliare ai malati oncologici dell’Asl di Lecce – ha dichiarato Salvatore Negro – è garanzia di un servizio essenziale per i cittadini che versano in condizioni di bisogno. La garanzia di tale servizio è coerente con le previsioni del piano di rientro che, anche attraverso la chiusura di diverse strutture ospedaliere, ha fatto risparmiare circa 160 milioni di euro all’Ente e ora può utilizzare parte di questo tesoretto per evitare ulteriori mortificazioni ai lavoratori e agli utenti già duramente provati dalla malattia. Tale azione è indispensabile per il recupero di credibilità della politica, soprattutto in un periodo difficile come questo aggravato da una crisi senza precedenti che sta togliendo il fiato all’intero Mezzogiorno e alla Puglia in particolare. Non garantire tale servizio significa aggravare la crisi di fiducia verso la classe politica e verso l’intero sistema sanitario pugliese già carente sotto diversi profili. In quest’ottica le dichiarazioni dei manager, peraltro nominati dalla politica, che rilasciano dichiarazioni contrastanti con le volontà espresse dall’assessore di riferimento prima e dal presidente Vendola dopo sono il sintomo di una politica alla sbando e che ha perso il suo ruolo centrale nella ricerca di soluzioni che mirino al raggiungimento del bene comune. Per questo si rende necessaria una inversione di rotta con una riforma dell’intera impalcatura della burocrazia che allo stato attuale frena e non favorisce la soluzione dei problemi e quindi lo sviluppo dell’Ente. È il momento delle scelte e il momento di fare chiarezza perché ognuno si assuma le proprie responsabilità”.

Alessandro Conte

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Baia del porto, il Tar annulla il decreto di vincolo storico-monumentale

Il Tar ha annullato anche il decreto di vincolo storico-monumentale nella baia del porto. Il Tar Puglia, Sezione I^ di Lecce ha accolto il ricorso proposto dal Comune di Otranto contro il decreto di vincolo indiretto sull’”area demaniale marittima prospiciente il centro antico di Otranto” imposto dal direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia su segnalazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici. Con tale decreto, emanato ai sensi dell’art. 45 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, era stata vietata, nell’intera baia di Otranto, e in particolare nell’area portuale, la costruzione a mare di ogni nuova opera che potesse alterare la visuale prospettica da mare dei monumenti quali il Castello, il Fortino Casamatta, la Cattedrale, Le Mura Idrusa, il Fortino sulla Riviera degli Haethey e la Torre del Serpe, rimanendo consentite esclusivamente la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere già presenti nello specchio d’acqua purché non avessero determinato aumento di volumi e o previsto inserimento di impianti che potessero alterare la visuale prospettica da mare dei monumenti citati. Il Comune di Otranto non ha condiviso il decreto e ha deciso di impugnarlo, incaricando del ricorso al Tar il legale Mauro Finocchito, che già aveva assistito vittoriosamente l’amministrazione comunale nel giudizio sul vincolo archeologico imposto poco prima, sempre dal Direttore Regionale, sulla stessa area del fronte mare cittadino. Il vincolo storico-monumentale avrebbe comportato effetti ancora più seri e compromettenti. Se fosse stato confermato, infatti, esso avrebbe potuto inibire per il futuro la realizzazione di qualsiasi nuova opera nella baia. Facilmente intuibili quindi gli effetti preclusivi che avrebbe potuto determinare sull’iter approvativo del progetto del nuovo porto turistico, giunto frattanto ad uno stadio avanzatissimo nella procedura di approvazione. Proprio con riferimento a tale ultima opera, nel proprio ricorso al Tar, il Comune aveva sottolineato anzitutto “la singolare coincidenza temporale del decreto di vincolo con l’avvio della conferenza di servizi per l’approvazione del nuovo porto turistico: come mai – ha domandato retoricamente il comune – solo ora, a ben 74 anni dal primo decreto di tutela diretta (quello sulle antiche Mura Idrusa del 1937) e dopo 21 anni dall’ultimo (quello sul Fortino Casamatta del 1990), si è ritenuta opportuna l’imposizione di un vincolo indiretto su tutto il tratto di mare antistante la Città, che all’epoca dei vincoli diretti, e per diversi anni sino a oggi, non è stato reputato necessario?” Dopo avere evidenziato tali singolari coincidenze, il comune ha contestato in particolar modo il metodo con cui la Soprintendenza era addivenuta all’imposizione del vincolo “dall’alto”, totalmente prescindendo da qualsiasi considerazione dei tantissimi ulteriori interessi di diversa natura – ma pur essi meritevoli di tutela – legati all’attività portuale mercantile, commerciale, diportistica e militare ed a tutto l’indotto che attorno a essa gravita. Nel proprio ricorso, il comune premette di concordare sul fatto che l’interesse alla tutela paesaggistica e ambientale debba ritenersi preminente, in ragione della rilevanza costituzionale dello stesso; e si dichiara perfettamente d’accordo con la previsione di adeguati strumenti di tutela che salvaguardino beni di importanza incommensurabile per il territorio, quali le mura antiche, la Torre Matta, la Torre del Serpe, la Cattedrale, sottolinea tuttavia che, in un così ampio e particolare contesto territoriale, qualsiasi provvedimento adottando debba preliminarmente farsi carico di ponderare adeguatamente tutti gli ulteriori interessi in gioco, alcuni dei quali – anch’essi – di rilevanza costituzionale (si pensi, ad esempio, alle ragioni di tutela della sicurezza e della pubblica incolumità che normalmente sottendono la realizzazione di opere portuali di protezione, o alle funzioni anche militari svolte all’occorrenza nel Porto di Otranto), ponendoli in comparazione con quelli ritenuti a fondamento della misura di tutela paesaggistica. In tale logica, la tutela degli interessi culturali ed architettonici non è incompatibile con progetti di sviluppo sostenibile, quali quelli del nuovo porto turistico, i quali, lungi dal comprometterne la godibilità estetica e la fruizione pratica, possono anzi contribuire a valorizzarli. In definitiva, per il comune è certamente giusto che la Soprintendenza interferisca sulla progettazione di nuove opere all’interno della baia e indichi le soluzioni tecniche che a suo parere salvaguardino e valorizzino al meglio i beni monumentali visibili dalla costa; è sicuramente sbagliato, invece, calare dall’alto vincoli che – come quello di specie – vietino a monte qualsiasi tipo di intervento, a prescindere dalla sua concreta incidenza sul contesto territoriale preesistente. La necessità di contemperare tutte tali esigenze avrebbe dovuto suggerire, all’allora Direttore, il ricorso allo strumento specifico del piano paesaggistico di cui all’art. 143, e non il decreto di vincolo indiretto di cui all’art. 45, D. Lgs. n. 42/04, atteso che il primo, a differenza del secondo, presuppone un tavolo preliminare di concertazione al quale devono poter sedere insieme con la Soprintendenza tutti gli altri soggetti portatori di interessi qualificati nel contesto marino e territoriale di riferimento. Il Tar ha condiviso le ragioni esposte al riguardo dal difensore del comune. Nella sentenza del Tar si legge infatti che “Nella vicenda che ci occupa, appare immediatamente evidente come l’area vincolata sia caratterizzata dalla presenza di una tale quantità di interessi (in primo luogo, legati alla portualità mercantile, turistica e militare, ma in buona sostanza, incidenti sull’intera vita sociale ed economica della cittadina) che, oltre a non essere stati in alcun modo considerati nelle valutazioni prodromiche all’imposizione del vincolo, non possono trovare, ancora più in radice, adeguata considerazione nel meccanismo di imposizione del cd. vincolo indiretto previsto dall’art. 45 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (che, per effetto della sua stessa origine storica, non può assicurare adeguata considerazione ad interessi diversi da quelli riportabili alla “ristretta” logica proprietaria), ma che, al contrario, possono trovare valutazione e composizione attraverso il ricorso al diverso strumento del piano paesaggistico. In buona sostanza, pertanto, si tratta di fattispecie (l’imposizione di un vincolo di tutela sull’intera prospettiva a mare di una cittadina) che importa necessariamente la considerazione di tutta una serie di interessi, pubblici e privati, che sono strutturalmente incompatibili con la logica propria del cd. vincolo indiretto previsto dall’art. 45 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e che, al contrario, possono trovare adeguata composizione nel procedimento, caratterizzato da più ampi meccanismi partecipativi, della cd. programmazione paesaggistica. Il ricorso deve pertanto essere accolto e deve essere disposto l’annullamento del decreto di vincolo indiretto impugnato dall’Amministrazione comunale di Otranto”. Il sindaco di Otranto Luciano Cariddi “esprime soddisfazione per il risultato ottenuto, ciò ci consentirà di continuare a portare avanti la nostra programmazione tesa allo sviluppo della portualità turistica di cui la Città ha fondamentale bisogno. Proprio nei prossimi giorni verrà pubblicata la gara per l’affidamento dei lavori relativi al porto interno, mentre a gennaio 2012 è fissata la riunione della conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto del nuovo porto esterno”.

“Non contestiamo affatto le esigenze e le opportunità di tutela dei beni monumentali predetti, quanto piuttosto le modalità generiche e indiscriminate di imposizione del vincolo, non correlate ai singoli beni, ma esteso ancora una volta a un tratto di mare enorme e sproporzionato rispetto alle effettive esigenze di tutela, scevre da qualsiasi considerazione di tutti gli ulteriori interessi di diversa natura gravitanti sull’area portuale e all’interno della baia. Inoltre non escludiamo di aprire un nuovo confronto con la Soprintendenza, nel reciproco rispetto dei ruoli istituzionali, teso a individuare le soluzioni necessarie per tutelare i luoghi senza vessare inutilmente l’iter procedurale legato ad alcune attività e agli interventi portuali, compatibili, che si vogliono realizzare a Otranto”, conclude il primo cittadino.

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HIPER REALISM, MOSTRA D’ARTE A CORIGLIANO D’OTRANTO

L’iperrealismo è una corrente artistica di cui le pittrici Luisa Campa e Valentina Cerullo hanno dato la propria personale interpretazione con le loro opere, che presenteranno nella mostra Hiper Realism, la quale verrà inaugurata domenica 18 dicembre alle 17,30 presso il bar Castello di Corigliano d’Otranto.

L’iperrealismo di queste due artiste, che hanno due differenti manualità, non è solo una tecnica ma è un modo di guardare il mondo attraverso il pennello, che insieme ai colori diventa l’estensione della propria anima verso l’universo esterno. Gli oggetti dipinti sulle tele vivono e respirano intensamente pur nella loro apparente immobilità. Nelle tele di Valentina Cerullo ogni piccolo oggetto quotidiano diventa il centro dell’universo, un semplice peluche o un cucchiaino, i protagonisti dell’esistenza. Pur essendo uno stile fotografico, come la classica tecnica iperrealista richiede, l’intento delle due pittrici non è tanto quello di riprodurre fedelmente l’oggetto reale bensì di dargli un involucro reale ma con uno spirito nuovo, una sorta di rinascita. Nelle tele di Luisa Campa si colgono le note di bellissime melodie, quando il Bluesman muove velocemente le mani sul manico della sua chitarra e quando i dolcetti sono fermi sul vassoio d’argento accanto a una tazzina di caffè pronti per essere assaggiati. Ogni pennellata racconta qualcosa dell’oggetto rappresentato, i colpi di pennello sono come i giorni e le ore, che col passare del tempo si ammucchiano per creare grandi storie.

Luisa e Valentina sono entrambe laureate all’Accademia di belle arti di Lecce, dove si sono conosciute. Qui è nata la loro profonda amicizia, resa ancora più intensa dalla comune passione per l’arte e dalla stima reciproca, di cui questa mostra comune, dopo varie mostre personali, rappresenta quasi il sigillo.

La serata di inaugurazione sarà allietata dalla musica di due talenti apprezzati come Emilio Maggiulli e Paolo Colazzo.

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Il Ciclone apre un blog per la mobilità sostenibile a Maglie

La politica risolve i problemi? La risposta potrebbe essere complicata: certo è che i problemi che la politica affronta necessitano spesso di tempi lunghi, burocrazia e altri impedimenti, che mal si conciliano con le esigenze vere della gente, che è alla ricerca di risposte immediate. Come in particolare accade per il volontariato e l’associazionismo, portatore delle istanze della società civile, che però si trova spesso a scontrarsi e incontrarsi con la politica lenta, lentissima. Così, in tempi di internet diffuso, l’associazione magliese Il Ciclone ha deciso di affidare le proprie istanze e le proprie considerazioni sulla mobilità sostenibile a Maglie a un blog, in cui contenere una sorta di diario di viaggio verso un mondo ideale in cui l’utente debole della strada diventi forte. “Da un anno circa – scrive il presidente Paolo Sansò – la nostra associazione ha smesso di sollecitare l’amministrazione comunale di Maglie sulle numerose criticità presenti nel modello di mobilità nella nostra città. Infatti, nonostante il costante impegno dell’associazione in tal senso sin dal lontano 2007, i nostri amministratori si sono comportati nei riguardi delle nostre sollecitazioni come un corpo morto: nessuna reazione (a parte qualche riflesso condizionato). Constatata la morte cerebrale abbiamo deciso di porre termine alle nostre richieste, che avrebbero a questo punto rappresentato un inutile e doloroso accanimento terapeutico. A me però è venuta di nuovo voglia di mettere per iscritto le riflessioni sulla qualità della vita a Maglie che le mie pacifiche pedalate tra le strade della città inevitabilmente finiscono per far affiorare dal profondo delle mie convinzioni.

Così ho deciso di affidare queste riflessioni a un mio diario personale nel desiderio di condividerle con la comunità dei ciclisti urbani magliesi”. Le istanze de Il Ciclone sono tutt’altro che avulse da quelle della popolazione, come dimostra un sondaggio realizzato in questi anni e una petizione sulla chiusura al traffico del centro, oltre che all’attività di altri circoli come l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che coinvolgendo i bambini a elevare multe morali agli automobilisti indisciplinati, cerca anch’essa di raggiungere un modello di mobilità sostenibile per pedoni, ciclisti e soprattutto per i più piccoli. Il diario de Il Ciclone si può consultare all’indirizzo http://ruoteaffilate.blogspot.com.

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“Come fece come non fece”: la raccolta di favole diventa una mostra itinerante

“Come fece come non fece”, raccolta di favole di Luigi Chiriatti ed Egidio Marullo, edita da Kurumuny, diventerà una mostra itinerante che, dal 16 dicembre al 10 gennaio, percorrerà diverse tappe nel Salento.

Alcuni dei luoghi scelti per l’evento sono davvero suggestivi: Palazzo Raho a Zollino, il Castello De Gualtieris a Castrignano, il Frantoio Ipogeo di Palazzo De Donno a Cursi. La mostra toccherà inoltre Martano e Lecce.

“Come fece come non fece” è una raccolta di favole densa di immagini e suoni, luoghi e atmosfere che attraversano paesi e città dove è possibile udire voci di uomini e di animali, sentire antichi odori di case modeste o deliziosi profumi di maestosi castelli.

Immerse in malìe e prodigi, scorrono immagini di principi e principesse che tra gli ulivi e i fichi d’India rivivono mille incredibili avventure.

Un libro che ha molto da insegnare ai bambini, perché racconta storie vere, pur mascherate da favole, che parlano di grandi difficoltà e pericoli da superare, di magie e sortilegi, di percorsi eccezionali; ma che ha parecchio da dire anche agli adulti, che possono ripescare i ricordi conservati in un cantuccio della memoria e ritrovare il tempo dell’infanzia attraverso l’incanto del racconto.

C’è qualcos’altro che dona un’ulteriore magia alla raccolta: le favole sono state registrate direttamente dalla viva voce dei narratori in dialetto salentino e sono state tradotte liberamente in Italiano.

L’iniziativa è stata organizzata dalla casa editrice Kurumuny in collaborazione con la Regione Puglia, il Comune di Martano, il Comune di Castrignano, il Comune di Cursi, GeoArk e Limone Illuminazioni.

Il programma completo della mostra itinerante è visionabile sul sito web della casa editrice Kurumuny.

Gianluca Conte

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Il marchio “Salento d’amare” sbarca sul web

Il noto marchio “Salento d’amare” sbarcherà presto sui più importanti canali del web. Sarà attivato a breve, infatti, un progetto del quale fanno parte una serie di servizi in favore del marchio e dei suoi prodotti e servizi. Nello specifico sarà presente su Facebook, con una fanpage aggiornata sulle varie iniziative ed eventi e disponibile sia per le imprese che per gli stessi cittadini. Altro canale è quello di Twitter attraverso il quale verranno fornite in tempo reale le notizie sul Salento, sulle sue bellezza e le forze economiche. Per chi invece è amante delle fotografie e non vuole perdere nemmeno uno scatto su eventi, sagre, concerti e mostre nel Salento potrà sfogliare l’album virtuale presente su Flickr. Infine, per un maggiore approfondimento sulle varie tematiche ci si potrà collegare su Youtube dove sarà attivato un canale dove saranno inserite interviste, tutorial, mini-documentari e spot promozionali. “Gli ultimi anni hanno visto profondi cambiamenti nel turismo, a causa delle accresciute esigenze del turista moderno, oggi sempre più motivato a conoscere il territorio e le sue peculiarità, in relazione ai propri interessi e alle proprie motivazioni – ha dichiarato l’assessore provinciale al turismo e al marketing territoriale Francesco Pacella – il bisogno di turismo è divenuto ormai un bisogno sempre più collettivo, che porta il viaggiatore a voler condividere e raccontare le proprie esperienze, le emozioni, il sogno vissuto nel luogo di destinazione della vacanza. Da ciò la nostra decisione di lanciare “Salento d’amare” sul social network, azione che rientra nell’ambito del programma di iniziative di rilancio del marchio d’area, che attiveremo nei prossimi mesi”. La conferenza stampa per la presentazione del progetto “Salento d’amare social network” si terrà il 20 dicembre prossimo, alle 11, presso la sala conferenze della biblioteca provinciale Nicola Bernardini (ex convitto Palmieri) in Lecce.

Saranno presenti il presidente della Provincia Antonio Gabellone, l’assessore al turismo e marketing territoriale Francesco Pacella, il dirigente Tonino Rizzo e il social media team di incim@, quest’ultimo è collaboratore del progetto.

Alessandro Conte

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Lecce, le elezioni e un video burla su Paolo Perrone

Evviva l’ironia. E soprattutto l’autoironia. È stato diffuso in rete un video di una finta conferenza stampa dell’attuale sindaco e papabile nuovo candidato per la guida all’amministrazione comunale di Lecce Paolo Perrone. Nel filmato, un attore ripreso di spalle, che ha un’acconciatura simile a quella del primo cittadino, dice a dei giornalisti di un sondaggio realizzato in vista delle prossime elezioni amministrative nel capoluogo salentino. Tra errori di calcolo di questa assurda università di Londonberry, da cui provengono i dati, e promesse che non saranno ascoltati i cittadini, il video è stato pubblicato sul canale Youtube PaoloPerroneTV e ha raggiunto in nemmeno due giorni le quattrocento visite. Le elezioni comunali sono sempre una fonte di interesse per tutti, e tanto più quando si affronta un argomento con ironia, la gente anzi ha maggior voglia di ascoltare ciò che la politica ha da dire. Naturalmente, tutti sappiamo che Perrone vorrà ascoltare i cittadini, come da sempre i sindaci affermano nei loro programmi elettorali, e sicuramente sa che 60 più 15 non fa 100. Ma il filmato è assolutamente apprezzabile, benché molto casereccio, e il risultato è assolutamente raggiunto. Con un pensiero. Sarebbe bello che la politica in generale ci facesse sorridere, anziché farci sempre piangere.

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Nasce l’osservatorio sulle nuove povertà

Nasce l’Osservatorio delle Povertà. Una rete tra Comune di Lecce, Provincia di Lecce, Università del Salento, Caritas diocesane e associazione For Life per rispondere adeguatamente alle vecchie e nuove povertà.

Ogni attore ha coinvolto le proprie strutture interne mettendo in rete centri ascolto della parrocchie, servizi sociali del Comune e della Provincia di Lecce, Ambito Territoriale di Lecce, al fine di raccogliere in modo sistematico i dati relativi ai bisogni del territorio adeguatamente criptati per consentire e rispettare il diritto alla privacy.

Successivamente l’Università del Salento ha elaborato i dati raccolti e formulato il database necessario allo studio delle reali esigenze del territorio leccese.

I risultati dell’indagine, ha spiegato Roberto Martella, consigliere comunale delegato ai Servizi Sociali, prenderanno in considerazione le vecchie e nuove povertà. Una volta acquisiti, i dati permetteranno un’adeguata programmazione ai Servizi Sociali del Comune di Lecce e all’Ambito Territoriale per la programmazione sociale del triennio 2012-2015. Le reali esigenze del territorio saranno così continuamente monitorate e implementate permettendo non solo l’aggiornamento constante dei bisogni della comunità, ma anche di studiare piani d’azione adeguati all’effettiva richiesta del territorio.

Jenny De Cicco

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Manifestazione no petrolio il 21 gennaio a Monopoli

Al via l’organizzazione della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico del 21 gennaio “Più verde, meno nero” prevista a Monopoli, per protestare contro l’estrazione d’idrocarburi. La Puglia scenderà in piazza a difesa del proprio modello di sviluppo sostenibile.

Il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna ha fatto il punto delle fasi organizzative con i rappresentanti del comitato anti trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, costituito dalla Regione, dal comune monopolitano, province, amministrazioni comunali e associazioni.

Prevista una grande mobilitazione, che coinvolgerà i cittadini, pugliesi e non solo, e poi tutte le componenti politiche e sociali in salvaguardia del territorio, per ribadire il no al petrolio e il sì a una legge nazionale di divieto e a una moratoria europea dell’installazione di piattaforme offshore d’estrazione d’idrocarburi in mare.

Il presidente Introna invita alla collaborazione i sindacati, il mondo professionale, le imprese, soprattutto quelle marinare per uno “sviluppo turistico ed economico sano” e si farà promotore d’un appello alla partecipazione di tutte le Regioni costiere italiane. “Facendo seguito al documento contro le trivellazioni approvato all’unanimità nella recente riunione plenaria della Conferenza delle Assemblee legislative – ha detto Introna – chiederò ai colleghi presidenti delle regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo di aderire alla manifestazione di gennaio a difesa del mare. Mi auguro di vedere sfilare con il gonfalone della Puglia i simboli delle altre quattordici regioni marinare: dalla Liguria alla Calabria fino al Friuli, passando per la Sardegna e la Sicilia”.

Una pagina su Facebook raccoglierà le adesioni alla campagna ambientalista.

La prima adesione a opera presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, assieme a quella di Introna, ma “tutti, forze politiche e sociali, associazioni, artisti, esponenti della cultura, sportivi, donne e uomini che hanno a cuore il futuro sano delle prossime generazioni sono invitati – dal presidente dell’assemblea pugliese – a sottoscrivere un manifesto blu, come le bandiere che le nostre spiagge devono continuare a collezionare da Ventimiglia a Trieste, passando per le coste pugliesi, minacciate da Mola a Otranto e perfino alle Tremiti dallo spettro di un fluido nero come il petrolio”.

Jenny De Cicco

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