Posted on 05 Aprile 2012. Tags: controlli, Guardia di Finanza, Otranto
Giro di vite della Guardia di finanza dopo l’accensione del cervellone elettronico anti frode, strumento che segnala con l’accensione della spia rossa per le incongruenze tra dichiarazione dei redditi presentate e i movimenti di beni e denaro.
286 su 755 i casi per i quali si è mobilitata la guardia di finanza del reparto aeronavale di Bari, che hanno presentato i primi risultati dell’operazione “Sailing money”, per la quale hanno setacciato le imbarcazioni di pregio dei porti pugliesi e yacht a motore o a vela, tutti immatricolati e di lunghezza superiore a 10 metri.
Ora dei controlli si occuperanno i comandi provinciali, che dovranno approfondite le posizioni sospette. In provincia di Lecce i casi segnalati sono due illeciti a Gallipoli e a Otranto una barca del valore di 70mila euro di proprietà di una persona non residente nel comune, la quale aveva presentato un reddito di appena 5mila euro.
Proseguono in ogni settore i controlli della Finanza, anche sugli immobili e ville con piscina, di pregio.
Jenny De Cicco
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Posted on 04 Aprile 2012. Tags: Tricase; spaccio stupefacenti; arresto
Un 34enne originario di Tricase, C. L., è stato arrestato lunedì sera dai carabinieri della locale Compagnia con l’accusa di detenzione, ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti, era sotto controllo da tempo, da quando cioè i militari avevano appreso dell’intensificarsi dell’attività di spaccio nella zona di Tricase ad opera di un individuo sui trentacinque anni a bordo di un’Alfa 156.
Dai controlli effettuati sui cinque proprietari delle auto sospette, quattro sono risultati del tutto estranei alle vicende; solo C.L., operaio presso una ditta di Tricase, era l’unico ad avere un tenore di vita di gran lunga superiore alle proprie possibilità.
L’uomo, inoltre, effettuava con una certa assiduità pieni di carburante non giustificati dall’attività lavorativa svolta a Tricase. Ogni due, tre giorni al massimo, al termine del proprio turno di lavoro, si allontanava da Tricase, da solo o in compagnia di individui già noti negli ambienti dello spaccio. Al suo ritorno, si incontrava puntualmente con soggetti segnalati per uso e spaccio di sostanze stupefacenti o arrestati per spaccio.
I carabinieri lo hanno pedinato per giorni, senza riuscire però a fermarlo, dal momento che l’uomo cambiava strada per far ritorno a casa, cosa che ha confermato ancora di più i sospetti dei militari.
Lunedì sera però la loro perseveranza è stata premiata: i controlli si sono fatti più serrati e l’uomo è stato bloccato mentre faceva ritorno a casa. A seguito della perquisizione personale, è stato trovato in possesso di cinque grammi di cocaina; in casa sono stati rinvenuti nove grammi di marijuana.
L’uomo, dichiarato in arresto, è ora ai domiciliari su provvedimento del Pubblico Ministero della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, Francesca Miglietta.
Antonella Cazzato
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Posted on 03 Aprile 2012. Tags: Antonio Fitto, Antonio Panzera, Cataldo Motta, Ennio Cillo, Gianna Capobianco, Michele Abbenante
Corse clandestine e doping. Con un vero e proprio blitz, la Squadra Mobile della Questura di Lecce e il Corpo Forestale dello Stato hanno posto fine nella giornata di domenica ad un collaudato circuito di corse organizzate presso un ippodromo abusivo realizzato su un terreno del comune di Maglie, anche se ricadente in agro di Scorrano. L’operazione, coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Cillo assieme al procuratore Cataldo Motta, è stata denominata non a caso “Febbre da cavallo”, ma a essere denunciati non sono stati “Mandrake” o “Er pomata” bensì tredici persone indagate per associazione per delinquere e maltrattamento di animali. Il blitz, guidato da Michele Abbenante del Corpo della squadra mobile di Lecce e dall’ispettore Antonio Panzera a capo degli agenti del Corpo forestale dello Sato, è avvenuto alla presenza di numerosi spettatori e scommettitori mentre era in corso una gara con cinque cavalli da trotto. Gli investigatori hanno appurato che ai cavalli venivano somministrate sostanze per migliorare la resa, tra cui anabolizzanti e Viagra. Al termine delle ispezioni sono stati sequestrati tredici animali, un’auto utilizzata come “starter” e svariati flaconi di materiale dopante. Nel frattempo sono state perquisite una decina di stalle della provincia, dove gli agenti hanno individuato e posto sotto sequestro altri otto cavalli, anch’essi sfruttati per le corse illegali. Già cinque anni fa erano emersa alcune situazioni simili. Nel 2006 il comune di Maglie infatti aveva deciso di riconvertire il terreno per scopi sociali, cercando di affidare l’incarico delle gestione della struttura ad un’associazione specializzata in ippoterapia. Portata la delibera in consiglio comunale, l’allora capogruppo Ds, Gianna Capobianco fece una forte opposizione al progetto. In base alle informazioni raccolte e al dibattito emerso in consiglio il sindaco Fitto decise di sporgere quindi denuncia contro ignoti per “illecito utilizzo, da parte di terzi non autorizzati, di una struttura di proprietà comunale sita in agro di Scorrano, già destinata a campo di tiro al piattello e inutilizzata da circa vent’anni. Tali ipotesi venivano comunicate al Consiglio Comunale sulla base di non meglio qualificate notizie giunte a conoscenza degli stessi consiglieri e per le quali nell’immobile in riferimento verrebbero ricoverati cavalli, si svolgerebbero corse e altre attività connesse”. Il primo cittadino, venuto a conoscenza del blitz delle forze dell’ordine di domenica scorsa, ha preannunciato che l’amministrazione si costituirà parte civile.
Maurizio Tarantino
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Posted on 02 Aprile 2012. Tags: lesioni personali; arresto; Tricase
Nega tutto V. D. I., il 36enne originario di Tricase arrestato la settimana scorsa con l’accusa di lesioni personali gravissime, sequestro di persona, minacce, furto e ingiurie ai danni della ex compagna, una donna di 32 anni residente in un piccolo paese del Basso Salento.
La donna avrebbe subito in più occasioni violenze tali da procurarle numerose contusioni e fratture, fino all‘asportazione chirurgica della milza, e sarebbe stata costretta a sopportare ingiurie, minacce e offese.
L’uomo, nel corso dell’interrogatorio di garanzia dinanzi del gip Carlo Cazzella e in presenza dell’avvocato difensore Tony Indino, avrebbe negato ogni accusa. Si sarebbe limitato ad ammettere che la sua relazione con la donna negli ultimi tempi era diventata burrascosa, ma si sarebbe dichiarato del tutto estraneo a qualsiasi episodio di violenza, fisica o psicologica, ai danni dell’ex compagna.
Ma il giudice non ha creduto alle spiegazioni fornite dall’uomo. Del resto, oltre alla denuncia dell’ex compagna, a carico del 36enne ci sono, come prove raccolte nel corso dell’inchiesta coordinata dal pm Giuseppe Capoccia, i certificati medici che hanno attestato la presenza sul corpo della donna di lesioni da percosse.
Sarebbero state raccolte inoltre anche alcune testimonianze sulla loro turbolenta relazione.
Durante l’interrogatorio ci sono stati momenti di tensione, tali da indurre l’avvocato difensore a non presentare per il suo assistito la richiesta degli arresti domiciliari in alternativa alla detenzione in carcere.
Bisognerà attendere ora gli sviluppi dell’iter processuale per conoscere la verità sull’intera vicenda.
Antonella Cazzato
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Posted on 01 Aprile 2012. Tags: Capitaneria di Porto, Grecia, Soccorso
Salvati ieri 18 migranti in acque internazionali tra la Grecia e il Salento.
Diciotto persone, probabilmente partite da Corfù, si sono trovate su di una barca in avaria in acque internazionali.
Nel gruppo soccorso anche quattro bambini. La presenza dell’imbarcazione in avaria nel Canale d’Otranto era stata segnalata in mattinata e raccolta dagli uomini della Capitaneria di porto di Otranto che si sono messi in contatto con il natante, lungo circa sette metri. Per rintracciare la barca sono stati mobilitati 100 uomini di tutte le unità operative del Salento e in seguito anche altre pugliesi, come quella di Bari, Brindisi, Gallipoli e Otranto, sei unità navali, due elicotteri dei Vigili del fuoco e della Guardia di Finanza e unità di pattugliamento a terra. Il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto, Francesco Amato ha coordinato le operazioni che si sono concluse anche grazie alla triangolazione del segnale dei cellulari, l’imbarcazione si trovava nelle acque tra Italia e Grecia.
Dopo quattro ore i soccorritori greci sono riusciti a raggiungere il natante e a soccorrere le persone a bordo, poi ricondotte presso un porto ellenico.
Jenny De Cicco
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Posted on 31 Marzo 2012. Tags: comitato di Tutela, denuncie, porto miggiano
Il sindaco di Santa Cesarea Terme, Daniele Cretì, ha querelato 3 uomini del Comitato di Tutela per Porto Miggiano per fatti risalenti al 22 febbraio scorso. Proteste da Facebook e dichiarazioni di alcuni dei protagonisti.
Si conosce l’identità per 2 di loro, G.L., residente a Poggiardo e titolare di un’impresa edile, e S. M., medico residente a Parma ma salentino d’origine. Il terzo uomo denunciato non si è ancora rivelato.
Questi i due uomini convocati in procura, hanno dichiarato anche su Facebook di essere i protagonisti della vicenda, che sta assumendo i tratti di una vivace protesta, seppur pacifica.
Prontamente alcuni componenti del Comitato, avvocati per professione, hanno messo a disposizione dei denunciati, le proprie competenze pro bono e sono l’avvocato Caterina Rizzelli di Lecce e Vincenzo Scarpello di Maglie.
L’avvocato Rizzelli: “È impensabile che un sindaco denunci tre cittadini che per il forte senso civico vogliono tutelare il territorio. In questo senso la denuncia sembra un atto di debolezza e non di forza. Noi del comitato chiediamo a Cretì un atto formale, una delibera ufficiale che sancisca l’impegno di mantenere pubblico Porto Miggiano e di una pronta risposta alle istanze nostre e dell’opposizione. Trovo vergognosa la vicenda e soprattutto che si sia permesso di costruire su un posto a rischio frana. La magistratura dovrebbe sequestrare tutta la zona”.
Infatti la domanda degli ambientalisti e come si sia potuto costruire su un’area a elevata pericolosa geologica, come definita dal Piano Assetto Idrogeologico vigente.
Il Comitato di Tutela per Porto Miggiano auspica un intervento della Procura, per verificare la liceità dello scarico dei detriti di lavorazione della roccia in mare e accertare che non vi sia alcun legame di parentela tra i proprietari delle strutture adiacenti il sito, i tecnici e il sindaco della cittadina.
Nel frattempo i componenti del Comitato per sostenere i querelati, postano sulla bacheca la richiesta di essere denunciati anch’essi dal sindaco.
Uno dei due querelati, G.L. ha dichiarato: “Il sindaco ha sporto una querela nei confronti miei e di altri amici del Comitato. Questo forse per aver commentato le sue posizioni. Verso i primi di dicembre ho postato sul sito del Comitato un commento rivolto a un altro membro del Comitato, dicendo: Di fronte a questo muro di gomma, che è il rappresentante del Comune di Santa Cesarea Terme, non si può far altro da rilevare che al mondo esistono tutta una miriade di Comitati. Chi come noi fa il Comitato per la salvaguardia di un bene comune che come tale va tutelato, chi come lui fa parte del Comitato d’ affari che da molto tempo si è costituito per la distruzione del bene comune e la edificazione del bene individuale sotto mille forme nascosto (ma poi smascherato) non perdiamoci d’ animo ad ogni Cretì… che passa, verrà qualcuno che meglio sarà. In seguito il 22 marzo sono stato chiamato dai Carabinieri di Poggiardo e mi hanno comunicato della denuncia querela fatta dal sindaco di Santa Cesarea Terme”.
Ieri è intervenuto sulla pagina del Comitato l’altro querelato noto, S.M.: “Io sono già stato denunciato. Quindi mi pare che sia superfluo aggiungere dell’altro! Vorrei solo precisare però che non va persa l’occasione di spostare la lotta sul piano della proposta politica”.
Jenny De Cicco
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Posted on 31 Marzo 2012. Tags: Discarica, san cassiano, sequestro
Sequestrata enorme discarica abusiva a San Cassiano.
Ieri, 29 marzo, sono stati messi i sigilli a un deposito illegale che sorge su di un’area di oltre 4 mila metri quadrati che conteneva cumuli di rifiuti di ogni genere, l’immondezzaio è stato scoperto grazie all’ausilio di rilievi aereofotografici del 6° nucleo carabinieri.
Per questo motivo due uomini di Botrugno sono stati denunciati a piede libero, rispettivamente in qualità di conduttore e proprietario del fondo che era destinato a scopo agricolo, avente la superfice di 4023 metri quadri circa, sono stati denunciati a piede libero, dai carabinieri della stazione di Nociglia, per aver realizzato una discarica abusiva con il relativo stoccaggio di rifiuti speciali, in violazione delle leggi speciali vigenti in materia.
Intanto la discarica abusiva è stata sequestrata.
Jenny De Cicco
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Posted on 30 Marzo 2012. Tags: lesioni personali gravissime; Tricase; arresto
Un uomo di 36 anni, V. D. I., originario di Tricase, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri con l’accusa di lesioni personali gravissime, sequestro di persona, minacce, furto e ingiurie ai danni della ex moglie, una donna di 32 anni del posto.
L’ordinanza di carcerazione è stata emessa dal gip del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Capoccia.
La vittima avrebbe subito nel corso degli ultimi sei mesi numerose violenze fisiche da parte dell’uomo, che avrebbe agito spinto da una irrefrenabile e accecante gelosia.
La violenza cieca dell’uomo avrebbe provocato alla giovane donna la frattura di una costola, varie ecchimosi causate da calci sferrati su tutto il corpo, la frattura del dito mignolo e la rottura della milza con successiva asportazione chirurgica.
Ma le violenze non sarebbero state solo fisiche: l’uomo avrebbe sempre accompagnato calci e pugni con offese, ingiurie e minacce nei confronti della donna, non ultima quella di farle perdere l’affidamento del figlio, di quattro anni, frutto di una precedente relazione.
La vittima avrebbe subito anche minacce ed offese tramite sms.
All’inizio di marzo l’uomo avrebbe addirittura sequestrato l’ex moglie in casa, impedendole di uscire, e sottraendole i due cellulari e il certificato medico, rilasciato dell’ospedale di Lecce, che attestava la frattura del mignolo sinistro.
Antonella Cazzato
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Posted on 26 Marzo 2012. Tags: controlli, denunce, Guardia di Finanza
Giro di vite per la prevenzione del lavoro nero nel Salento. Fioccano le denunce per 4 ditte, trovati 20 lavoratori non in regola. La Finanza ha controllato nei pressi d’Otranto un’azienda di distribuzione che è risultata avere 7 operai su 8 in nero, è stato denunciato l’amministratore unico.
14 cantieri edili della provincia leccese controllati, tra i quali alcuni nei comuni di Nardò, San Cesario di Lecce, Squinzano, Casarano e Supersano, nella rete dei controlli dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce, coordinati da Virginio Villanova, a capo della Direzione territoriale del lavoro, controlli anche a Lizzanello, Aradeo, Copertino, Giurdignano, Specchia e Ruffano.
Il Nil ha riscontrato che di 42 lavoratori, 20 sono risultati non in regola con le norme in materia di lavoro.
Nel caso di una ditta d’estrazione e lavorazione di pietra leccese di Cursi, i carabinieri hanno accertato la presenza di due lavoratori in nero da più di due anni.
Tra le violazioni anche la mancata formazione del personale prima e altre inosservanze sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, potenzialmente pericolosi come nel caso di cave estrattive e ponteggi edili.
In totale sono quattro gli imprenditori segnalati dai militari all’Autorità giudiziaria per violazioni della normativa prevenzionistica e altri quattro datori di lavoro sono stati denunciati per aver indebitamente trattenuto le quote di contributi, dalle buste paga dei dipendenti, da versarle all’Inps, per un totale di oltre 9 mila euro.
Per otto delle aziende ispezionate è scattato il provvedimento della sospensione dei lavori, per superamento della soglia del 20 per cento di lavoratori in nero impiegati.
l’importo dei contributi non versati all’Inps e risultato di quasi 100mila euro omessi ed oltre 11mila quelli completamente evasi.
In tutto sono 66 gli illeciti amministrativi contestati, per un totale di 77 mila 954 euro, soprattutto per la maxi sanzione sul lavoro nero ed alla tenuta del Libro unico del lavoro, all’omessa consegna dei tesserini di riconoscimento individuali e della lettera di assunzione e altro.
Mentre a Otranto i dipendenti di un’azienda di distribuzione erano costretti a prolungare l’orario di lavoro e non usufruivano del giorno di riposo settimanale.
La violazione è stata accertata dai finanzieri della Compagnia di Otranto, che hanno scoperto un’impresa della grande distribuzione con otto lavoratori, di cui sette in nero.
Come riscontrato al momento della verifica dei libri contabili, i sette erano legati all’impresa da un rapporto di subordinazione ancor prima della regolarizzazione dello stesso. È emerso inoltre che spesso questi erano sottopagati, obbligati a prolungare l’orario di lavoro e infine a prestare la propria opera anche in giorni festivi senza poter usufruire del riposo settimanale.
Le fiamme gialle hanno quindi segnalato la situazione all’Inps, all’Inail e alla Direzione Provinciale del Lavoro per le conseguenze dal punto di vista previdenziale, assicurativo e assistenziale e all’Agenzia delle Entrate per la valutazione di eventuali provvedimenti di natura fiscale da assumere nei confronti dell’amministratore unico della società.
Jenny De Cicco
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Posted on 24 Marzo 2012. Tags: raccolta, Rifiuti, Salento
Lo scaricabarile non aiuta a risolvere i nodi salentini sui rifiuti nell’Ato Le 2 e Le 3. Intanto sono stati nominati i commissari ad acta per il mancato raggiungimento del 15% di differenziata.
La raccolta della spazzatura non si è tenuta, i rifiuti sono rimasti per strada. La colpa sarebbe della Cogeam che non paga i dipendenti per via della morosità dei comuni del bacino di competenza.
Il debito si aggira attorno ai 9 milioni di euro, la percentuale maggiore di debito è di pertinenza dei comuni dell’Ato 2, conferenti presso la discarica a Poggiardo.
L’ingegnere Montanaro ha spiegato come la ditta Progetto Ambiente attende dai 46 comuni dell’Ato Le 2 circa 6 milioni di euro, il debito ha causato la reazione a catena.
Della stessa opinione anche Nicola Lacalaprice, responsabile del personale della Cogeam, che sottolinea come la situazione, diventata insostenibile, abbia messo a rischio chiusura la ditta.
Così questa mattina i comuni che conferiscono i rifiuti solidi urbani presso le discariche di Poggiardo, Cavallino e Ugento si sono svegliati con l’incubo dell’emergenza rifiuti. I dipendenti Cogeam hanno incrociato le braccia, sono senza stipendio da un mese.
Nel Salento l’incubo torna con cadenza periodica, sempre nelle immediate vicinanze della stagione turistica. Tutti ricordano il periodaccio passato da Otranto e da Uggiano la Chiesa lo scorso anno, eventi che portarono a una rivolta dei sindaci della Ato Le 2 nei confronti della gestione del consorzio del presidente Silvano Macculi.
Montanaro dice: “Ci chiediamo che fine facciano i soldi destinati alla gestione del servizio e perché mai molti enti continuino a essere morosi”.
La situazione nell’Ato Le 2 rischia di collassare, considerando anche che tra i comuni sospesi ci sono quelli commissariati dall’assessore all’ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, nell’ottica del mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, 46 in tutta la Puglia e 15 nella provincia di Lecce.
Una buona speranza per i comuni dell’Ato Le 3 è il fatto che saranno essi stessi a provvedere alla differenziazione dei rifiuti, mentre per i ventuno comuni dell’Ato 2, come annunciato il 21 marzo scorso presso il Castello Aragonese quando si è discusso con la Lombardi Ecologia, ditta affidataria della partenza a breve della raccolta differenziata monomateriale.
Lorenzo Nicastro ha affermato che nel provvedimento di nomina di commissari ad acta, per la gestione dei rifiuti in 46 Comuni pugliesi, non vi è alcun intento sanzionatorio, ma l’obiettivo è spingere i comuni che ancora non hanno raggiunto il 15% di raccolta differenziata a fare meglio e incentivare all’elaborazione di progetti e iniziative che possano contribuire a un incremento di questa percentuale.
“Ricordo, a chi ulula alla luna, che la Regione nel 2008 commissariò l’Ato Br 2 che all’epoca aveva dati di differenziata più bassi della regione. Oggi quell’Ato è la più virtuosa con una media annuale di differenziata nel 2011 del 46%. Per queste motivazioni invito a rimboccarsi le maniche e lavorare alla preparazione di progetti che possano potenziare la differenziata, sfruttando questa occasione per farlo in maniera efficace. Non credo che il cliché dello scontro tra istituzioni o, peggio, tra parti politiche sia utile al raggiungimento degli obiettivi comuni”, ha detto Nicastro.
Intanto sono stati nominati i commissari. La Regione li ha individuati nelle figure apicali degli uffici tecnici dei Comuni interessati dal provvedimento. L’iniziativa regionale è una strategia per investire la struttura tecnica del compito di preparare e presentare progetti, da finanziare con i fondi Po Fesr 2007-2013, che stimolino e rilancino la differenziata.
Jenny De Cicco
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Posted on 23 Marzo 2012. Tags: Giurdignano, Minervino, Uggiano
Tre comuni a secco per mezza giornata.
E’ successo ieri pomeriggio, attorno alle 16 i rubinetti di Giurdignano, Uggiano la Chiesa e Minervino di Lecce sono rimasti improvvisamente a secco. I cittadini hanno subito qualche noia, non essendo stati avvisati per tempo del disservizio, ma nulla di grave è fortunatamente successo. La causa della chiusura della rete idrica è stata un guasto nell’impianto della zona minervinese. La situazione si è risolta solo in tarda serata verso le 22, quando il guasto è stato riparato e tutto è tornato alla normalità.
A Uggiano la Chiesa il gruppo d’opposizione, Arcobaleno-Progetto futuro, ha lamentato dalle proprie pagine facebook come: “Da più di 5 ore Uggiano e i comuni vicini sono senza acqua, a causa di una rottura e nessuno ha avvisato di questo disservizio. L’operatore telefonico dell’Acquedotto Pugliese ha riferito che tutto si sarebbe risolto in tarda serata. Staremo a vedere”. Maria Cristina Rizzo, ex sindaco ed esponente dell’opposizione Uggianese rincara la dose e dice: “In altri tempi si usava fare la comunicazione fonica con il messo comunale per informare i cittadini. Oggi solo disinteresse e silenzio”.
Jenny De Cicco
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Posted on 22 Marzo 2012. Tags: Delfino, Salento, Spiaggiamento
L’incredibile fenomeno dello spiaggiamento nel Salento continua.
Delfini e tartarughe rinvenuti su tutte le spiagge del Salento. Gli ambientalisti chiedono la ricerca e l’analisi delle cause e intanto si sospetta per i sondaggi per la ricerca d’idrocarburi e quelli per i gasdotti marini. In questi giorni sono state rinvenute le carcasse di due delfini avvistate dai passanti che hanno contattato le autorità, il primo esemplare è stato ritrovato presso Lido Marini a Ugento, il secondo tra Frigole e Torre Chianca, marine di Lecce.
La Capitaneria di Porto ha avvisato il Centro studi cetacei di Gallipoli per il sopralluogo con cui è stata determinato quanto fosse passato dalla morte: l’esemplare ugentino era morto da diversi giorni, quello rinvenuto nelle marine di Lecce, invece, da poche ore.
Prima di questi, l’ultimo delfino spiaggiato era l’esemplare della Grotta Monaca di Otranto, luogo protagonista di un altro spiaggiamento la settimana prima.
Gli eventi in causa hanno innalzato un grido d’allarme tra gli ambientalisti e i comitati di tutela ambientale salentini (come i No Tap) e i cittadini sensibili alla problematica ambientale.
Tra le tante voci sollevatesi anche quella di Oreste Caroppo, portavoce del Forum Ambiente, che lancia un appello perché si apra un’urgente commissione d’inchiesta, che stabilisca le cause del preoccupante fenomeno. Caroppo dice: ”Hanno una causa, antropica o naturale che sia, tutti questi spiaggiamenti di tartarughe e cetacei assolutamente anomali, concentrati in pochi giorni e sulle coste del nostro piccolo Salento e tale causa deve essere individuata subito e fermata in tempo”.
Chiedendo alla prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, di scrivere al ministro dell’ambiente Corrado Clini perché intervenga sospendendo nei mari pugliesi ogni autorizzazione a eventuali ricerche d’idrocarburi con le esplosioni air gun, tecnica sospettata di causare fenomeni di spiaggiamento ed il blocco delle indagini sismiche-geologiche per il posizionamento di gasdotti marini. Al ministro il prefetto dovrebbe chiedere d’inviare una commissione tecnico-scientifica d’indagine per circoscrivere le cause e indicare gli interventi da intraprendere per arginare e bloccare il fenomeno.
Caroppo nella nota invita anche i parlamentari a presentare interrogazioni alla Camera.
Oltre ai delfini, spesso in questi giorni sono stati rinvenuti diversi esemplari di caretta caretta, tartarughe marine protette perché a rischio d’estinzione, che nel 2007 sulla spiaggia del Lido San Basilio a San Foca deposero le uova.
La zona è la stessa interessata dai sondaggi per lo studio per l’impianto della Trans Adriatic Pipeline, contro la quale si muove il comitato “No Tap”, al quale si associa lo “Sportello dei Diritti” di Giovanni D’Agata.
Jenny De Cicco
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